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Donna trovata morta in un appartamento a Napoli, non si esclude il femminicidio

AGI – Nel tardo pomeriggio a Napoli un intervento della polizia in un’abitazione nel quartiere Piscinola ha portato alla scoperta del cadavere di una donna di 51 anni. Non si esclude la pista dell’omicidio. La dinamica dell’accaduto è in fase di ricostruzione da parte di agenti dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, del Commissariato Chiaiano e della Squadra Mobile.

La donna trovata nell’appartamento in piazza Sant’Alfonso a Napoli ha una sola ferita alla testa, secondo quanto rilevato dalla prima ispezione esterna del corpo. In casa non ci sono segni di una colluttazione. Non viene esclusa dunque nessuna ipotesi investigativa, compresa quella di un incidente domestico. Poiché pero’ la donna aveva una relazione turbolenta con un uomo nell’ambito della quale ci sono state denunce, l’uomo viene ascoltato dagli inquirenti.

Bimbo morto all’asilo nell’Aretino: cinque indagati, tra cui una maestra

AGI – Sono cinque gli avvisi di garanzia inviati dalla procura di Arezzo per la morte del bimbo di due anni all’asilo nido di Soci, nel comune di Bibbiena in provincia di Arezzo. Un atto dovuto per consentire di partecipare agli accertamenti tecnici. Nei primi giorni della prossima settimana si svolgerà l’autopsia sul corpo del bimbo. Questa mattina i carabinieri di Bibbiena hanno effettuato un nuovo sopralluogo sul posto. L’asilo rimane sotto sequestro.

Tra coloro che sono stati destinatari degli avvisi di garanzia, ci sarebbe anche la maestra che aveva accusato un malore e che era stata la prima a soccorrere il piccolo. Intanto la cooperativa che gestisce l’asilo, ha diramato una nota con la quale annuncia una “commissione interna per collaborare con gli inquirenti”.

Al momento dell’incidente, fa sapere la cooperativa, il personale “era composto da 16 operatrici, di cui 11 educatrici e 5 assistenti. Al momento della tragedia, in relazione ai turni, erano in servizi 8 educatrici, 4 assistenti più la cuoca e l’aiuto cuoca: in totale 14 addetti. È opportuno sottolineare che il rapporto numerico con i 60 bambini del nido è perfettamente coerente con la normativa. Tutti gli addetti sono professionalmente formati e seguono regolarmente corsi di aggiornamento professionale”. 

Atp Finals, Sinner domina anche Shelton. Domani la semifinale contro de Minaur

AGI – Jannik Sinner batte Ben Shelton nel match dell’ultima giornata del gruppo “Borg” delle Atp Finals di singolare, in scena a Torino, alla Inalpi Arena. Il punteggio in favore del numero 2 del mondo è stato 6-3 7-6 (3), in un’ora e 34 minuti di gioco.

L’azzurro completa così la fase a gironi senza sconfitte e senza set persi nei tre match giocati contro Felix Auger-Aliassime (7-5 6-1), Alexander Zverev (6-4 6-3) e il mancino statunitense. Per Sinner arriva la 29esima vittoria consecutiva a livello indoor, striscia aperta dopo la finale delle Atp Finals del 2023, persa contro Novak Djokovic.

Il dominio contro Ben Shelton

È l’ottavo successo di fila dell’altoatesino contro Shelton, che ha battuto il 24enne di San Candido solamente nel loro primo confronto (al Masters 1000 di Shanghai nel 2023). La superiorità di Jannik Sinner in questo scontro diretto è ormai consolidata, dimostrando la sua crescita costante nel circuito.

La semifinale contro Alex de Minaur

In semifinale Sinner affronterà Alex de Minaur. Sarà il tredicesimo confronto con l’australiano, che non ha mai battuto in carriera il tennista azzurro. I testa a testa recitano un impressionante 12-0 in favore dell’altoatesino, che ha sconfitto il 26enne di Sydney nei tre precedenti nel 2025 (Atp 500 Vienna, Atp 500 Pechino e agli Australian Open). Sette i match giocati indoor con de Minaur, che è riuscito a strappare un set a Sinner solamente nei quarti di finale dell’Atp 250 di Sofia nel 2020.

Sinner: “devo stare attento, de Minaur ha poco da perdere” 

“Sono partito molto bene con un break subito che mi è bastato per il primo set. Poi nel secondo set lui ha servito molto bene. Ho avuto un match point sul 5-4 dove però Ben ha servito molto bene di nuovo. Ho cercato di restare lì mentalmente, soprattutto contro questo tipo di giocatori. Però comunque è stata un’ottima partita“. Al termine della terza partita delle sue ATP Finals, come le altre conclusa con la vittoria per due set a zero contro Ben SheltonJannik Sinner si limita a una semplice analisi della gara nell’intervista sul campo a fine gara.

“Domani andrò con una buona energia e poi vediamo”, aggiunge poi parlando della semifinale in programma alle 14.30 di sabato con Alex de Minaur: “È una partita importante, cerchiamo di andare il più lontano possibile in questo torneo speciale“.

Parlando poi ai microfoni dell’ATP, Sinner aggiunge che si aspetta “una partita molto difficile con un giocatore che ha vissuto due parti, una sconfitta molto tosta e poi dopo ha giocato in modo incredibile. Devo stare attento – continua – io ho tanto da perdere mentre lui ha poco da perdere. Quindi sono contento di essere qua, devo fare un buon tennis e poi vediamo come va.

Però sicuramente è molto speciale ritornare qua in semifinale a Torino davanti al pubblico italiano. Speriamo di una bella partita“, conclude il tennista azzurro, sottolineando l’importanza emotiva di giocare le ATP Finals in casa.

Bimbo ucciso dalla madre, il parroco di Muggia: “Il padre si era opposto agli incontri liberi”

AGI – “Tanti amici di Giovanni chiedono perché non c’è più. Lo scoglio è spiegare come una mamma possa diventare un pericolo, un posto non sicuro”. Il giorno dopo la morte del bimbo di 9 anni ucciso dalla madre, il parroco di Muggia (Trieste), Andrea Destradi, descrive una comunità “frantumata, ancora incredula e scossa”. “Molti genitori mi fermano per strada e nelle ultime ore ho ricevuto anche molte telefonate. Siamo ancora sotto choc”, spiega contattato telefonicamente dall’AGI.

Il dialogo con il padre 

Don Destradi ha parlato con il padre nelle ore successive all’intervento della polizia. “Mi ha trasmesso tutto il suo dolore e la sua costernazione. Ha criticato il fatto che alla donna con cui era in atto una difficile separazione fosse stato dato il permesso di vedere il figlio in una situazione non protetta. Lui si era opposto”.

Da pochi giorni gli incontri ‘non protetti’ 

Il legame familiare era seguito dal tribunale e dai servizi sociali. Il padre triestino e la madre di nazionalità ucraina. Fino a pochi giorni fa gli incontri tra la mamma e il figlio – che era affidato al padre – erano in forma protetta alla presenza degli assistenti sociali. Poi il via libera agli incontri liberi.

Le carenze delle istituzioni 

“Chi è stato vicino a questa famiglia, in modo informale, ad esempio l’allenatore della squadra di calcio, il catechista o le altre famiglie della comunità ci vede molto più chiaro rispetto alle istituzioni che forse subissate da diverse situazioni di criticità non hanno le risorse sufficienti per fronteggiare tutto”, osserva il parroco riferendosi anche alla “situazione legata alla salute mentale” della donna descritta dallo stesso religioso come una persona “fragile”.

La veglia di preghiera per Giovanni 

Il sindaco di Muggia ieri ha proclamato il lutto cittadino. E domani sera (ore 20.30) Giovanni sarà ricordato con una veglia di preghiera nel Duomo della città. “Era un bambino solare e gioioso che era riuscito a normalizzare la complicata separazione dei genitori perché la viveva da tempo”. Si allenava nella squadra di calcio di Muggia e “si stava preparando alla prima comunione”, ricorda don Destradi.

Un dolore che resta 

“Non siamo di fronte soltanto a una morte violenta e non è un semplice dramma familiare. Inevitabilmente con il passare dei giorni i fari si spegneranno su questa vicenda ma il dolore resta”.

L’avvocato della donna chiederà una perizia psichiatrica

“Una valutazione clinica psichiatrica sulla capacita’ di partecipare al processo” della sua cliente. La chiedera’ l’avvocata Chiara Valente, che assiste Olena Stasiuk, la donna di 55 anni che due giorni fa ha ucciso nell’appartamento di Muggia il figlio di 9 anni.

“Dovranno esserci accertamenti” ha precisato. Oggi la donna non ha potuto partecipare all’udienza di convalida del fermo perchè, come ha reso noto la stessa legale, è ancora ricoverata in ospedale Maggiore di Trieste e “le sue condizioni sono riservate”. L’accusa nei confronti di Olena è di omicidio volontario pluriaggravato. E’ continuato anche oggi intanto il silenzioso pellegrinaggio davanti alla casa di piazza Marconi. Fiori, giocattoli e bigliettini sono stati lasciati anche oggi da compagni di scuola del bambino, da amici e anche da semplici cittadini, davanti a una tragedia che ha colpito fortemente tutta la comunità locale. Da ieri sono presenti a Muggia numerose troupe di giornalisti inviati e operatori televisivi provenienti anche dall’estero, specie dalla vicina Slovenia. 

 

Precipita elicottero tra Mantova e Cremona: morto il pilota

AGI – Un elicottero partito dalla provincia di Asti si è schiantato, forse a causa della nebbia fitta, in una zona di campagna tra Casal Romano(Mantova) e Isola Dovarese (Cremona). Secondo quanto riferito dai vigili del Fuoco, il pilota è morto e non ci sarebbero altre vittime.

L’incidente è avvenuto poco prima delle 11. Sul posto stanno operando diverse squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Mantova, impegnate nelle operazioni di messa in sicurezza e nelle verifiche tecniche dell’area.Le cause dell’incidente sono in corso di accertamento. 

Precipita dal balcone di un b&b a Roma e muore. Arrestato un 25enne

AGI – Omicidio ieri sera intorno alle 23 in zona Monteverde, a Roma. Un ragazzo di 27 anni è morto dopo essere precipitato dal balcone di un B&B al terzo piano di un palazzo in via di San Calepodio, dove alloggiava insieme a un 25enne. Secondo una prima ricostruzione, i due, entrambi commessi in un negozio del centro, avrebbero avuto una lite culminata nella spinta che ha fatto cadere nel vuoto il giovane, trovato seminudo sul selciato.

A dare l’allarme sono stati alcuni residenti, che hanno riferito di aver sentito urla e una violenta discussione poco prima di mezzanotte. All’arrivo dei carabinieri, il 25enne, apparso in stato di alterazione psicofisica, forse dovuta all’assunzione di sostanze, è stato fermato all’interno dell’appartamento.

Le indagini e il ritrovamento di droga

Nell’immobile è stata rinvenuta anche della droga, in particolare hashish. Le verifiche investigative hanno confermato che i due avevano preso in affitto una stanza del B&B; entrambi avevano una compagna, ma nessuna delle due era presente al momento dei fatti.

La ricostruzione della lite e l’arresto

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori ascoltando i testimoni, la lite tra i due sarebbe proseguita fino al balcone, dove sarebbero arrivati a spintonarsi. Il 27enne è precipitato e i soccorsi del 118, pur tempestivi, si sono rivelati inutili. Il 25enne non ha tentato la fuga ed è stato accompagnato in caserma per l’interrogatorio. Intorno all’1:30 il pm ne ha disposto l’arresto con l’accusa di omicidio. Il giovane è ora in carcere in attesa dell’udienza di convalida davanti al gip nei prossimi giorni.

Ripresi gli scavi alla Casa del Jazz, si cerca il corpo del giudice scomparso nel ’94

AGI – Le operazioni di scavo sotto la ‘Casa del Jazz‘, all’inizio di via Cristoforo Colombo, a Roma, sono riprese. Lo si apprende da fonti investigative. Sul posto – coordinati dalla Prefettura -, polizia, carabinieri e la guardia di finanza. Ieri, giovedì, è iniziata un’operazione di ispezione nell’edificio sequestrato alla Banda della Magliana, attuale ritrovo culturale della capitale.

Il luogo non è mai stato ispezionato prima e potrebbe portare a una svolta sul caso del giudice Paolo Adinolfi scomparso 31 anni fa. All’interno non è escluso che possano esserci armi. Tra le ipotesi anche quella che, all’interno dei luoghi ispezionati, possa esserci il corpo del giudice Paolo Adinolfi, scomparso nel 1994. Non c’è al momento alcuna delega alle indagini da parte dei pm della Capitale.

 

 

Le ragioni dell’ispezione

“È necessario fare una verifica” sotto alla ‘Casa del Jazz‘ “non perché si stia cercando in particolare qualcosa”, ma perché “si ha avuto notizia che nel bene confiscato alla Banda della Magliana ci sta questa parte, una galleria che è stata tombata, non conosciuta ed è giusto verificare cosa ci sia dentro”.

 

 

Il commento del Prefetto Giannini

Sono le prime parole del Prefetto Lamberto Giannini che, conversando con l’AGI, racconta l’ispezione di questa mattina di carabinieri, polizia, guardia di finanza e Sovrintendenza del Campidoglio. Le forze dell’ordine sono state coinvolte perché, “se dovesse esserci qualcosa”, in questo tunnel chiuso da ben 30 anni, è giusto che sia preso in consegna”.

 

 

La famiglia Adinolfi attende sviluppi

“È un momento nel quale bisogna solo aspettare l’evoluzione di questa attività. Io e la mia famiglia, in questo momento, non ci sentiamo di dire nulla”, ha detto all’AGI l’avvocato Lorenzo Adinolfi, figlio del magistrato scomparso. Le forze dell’ordine hanno delimitato l’area e stanno operando con il supporto tecnico della Sovrintendenza per la mappatura delle strutture sotterranee.

 

 

 

Madre uccide il figlio di 9 anni tagliandogli la gola

AGI – Ha ucciso il figlio, di nove anni, tagliandogli la gola e facendolo morire dissanguato. Il fatto è accaduto mercoledì sera nell’abitazione in cui vivevano madre e figlio di piazza Marconi nel centro della cittadina di Muggia (Trieste). La donna, di nazionalità ucraina, è separata dal padre e la vicenda era seguita dal tribunale ma anche dai servizi sociali. A dare l’allarme è stato il padre, un triestino del 1967, che vive all’estero e che ha contattato le forze dell’ordine, non riuscendosi a mettersi in contatto con la donna per la riconsegna del minore.

Con l’ausilio dei vigili del fuoco il personale è entrato nell’abitazione rinvenendo il corpo esanime del bambino che presentava ferite di arma da taglio al collo e la madre, in stato di shock, con dei tagli sulle braccia, per i quali è stata presa in cura dai sanitari e trasportata presso il nosocomio di Cattinara.

Gli accertamenti della Squadra Mobile diretta dal pm intervenuto sul posto e i rilievi della Polizia Scientifica hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti attribuendo la responsabilità del gesto in capo alla madre, che ha tentato successivamente di togliersi la vita. Il nucleo familiare risulta essere seguito da diversi anni dai Servizi Sociali del Comune di Muggia. La donna al termine delle attività sarà tradotta presso la Casa Circondariale di Trieste.

La polizia di Trieste in una nota precisa che “ha dato esecuzione al fermo disposto dall’Autorità Giudiziaria a carico di una donna di 55 anni di origine ucraina residente a Muggia per l’omicidio del figlio di 9 anni”. 
 

 

 

Milano Cortina, svelate le uniformi ufficiali firmate Salomon

La Fondazione Milano Cortina 2026 ha presentato le uniformi ufficiali che saranno indossate da oltre 18.000 volontari e dal personale del Comitato Organizzatore durante i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. In totale, più di 25.000 persone vestiranno le nuove uniformi, frutto della collaborazione creativa tra la Fondazione Milano Cortina 2026 e Salomon, Premium Partner dell’evento.

Capi d’abbigliamento che sono il risultato di un lavoro collettivo, l’incontro tra innovazione, design e l’impegno di tanti professionisti. La presentazione ufficiale si è svolta a Milano, con un evento esclusivo che ha offerto agli ospiti la possibilità di assistere ad una delle tappe più significative della “Road to the Games”.

 

Per un evento di portata globale come i Giochi Olimpici e Paralimpici, le uniformi vanno infatti oltre l’abbigliamento tecnico: rappresentano valori quali l’identità, l’appartenenza e lo spirito di squadra. I volontari, primo punto di contatto con atleti e spettatori, incarnano lo spirito di accoglienza e organizzazione.

Le loro uniformi li rendono immediatamente riconoscibili, rafforzando il senso di partecipazione e diventando il simbolo di un’esperienza unica. Un elemento semplice ma potente, che parla di uguaglianza, rispetto reciproco e impegno collettivo. Le uniformi uniscono persone di origini diverse in una missione condivisa, affinché l’impegno di ognuno si trasformi in un’eredità comune.

La collaborazione con Salomon e il valore delle uniformi

La creazione delle uniformi nasce dalla collaborazione avviata due anni fa tra la Fondazione Milano Cortina 2026 e Salomon. Questo progetto rappresenta uno dei risultati più emblematici della partnership: l’espressione di un lavoro di squadra che troverà il suo compimento quando le uniformi saranno indossate durante i Giochi.

 

Guidata da quasi 80 anni dalla passione per gli sport di montagna, Salomon ha messo la propria esperienza al servizio dell’evento, realizzando capi ad alte prestazioni pensati per coloro che dedicheranno tempo ed energia per realizzare uno spettacolo unico e memorabile. “Le uniformi sono molto più di un semplice abbigliamento: rappresentano design, stile e funzionalità – ha spiegato Andrea Varnier, Ceo di Milano Cortina 2026 – Saranno i nostri volontari e lo staff, con la loro passione ed entusiasmo, a donare a questi capi un significato unico ed eccezionale. I Giochi di Milano Cortina 2026 sono la sintesi perfetta dell’unione, capaci di legare territori, culture e comunità. Per questo, anche le uniformi sono il frutto di un autentico lavoro collettivo. Insieme a Salomon, abbiamo realizzato un progetto che andrà ben oltre le caratteristiche tecniche di questi capi: le uniformi trasmetteranno un profondo senso di coesione, appartenenza e spirito di squadra. L’immagine delle volontarie, dei volontari e della workforce dei Giochi, resterà viva nella memoria di chi vivrà l’evento, diventando parte integrante della storia che Milano Cortina 2026 racconterà al mondo.”

Dettagli del progetto e sviluppo tecnico

 

 

Un progetto d’avanguardia Sviluppato in 18 mesi dal team di Fondazione Milano Cortina 2026 e dal Centro di Design di Annecy di Salomon, il progetto ha coinvolto oltre 50 esperti, designer, ingegneri e tecnici, per creare 17 elementi interconnessi, adatti a ogni ruolo e condizione climatica. In totale sono stati prodotti più di 400.000 pezzi, nati dall’incontro tra performance tecnica e identità visiva. Ciascun volontario riceverà un kit completo, progettato per garantire funzionalità massima in ogni contesto operativo, dalle piste di montagna alle arene in città. Le uniformi sono state ideate per due ambienti principalicittà e montagna – ciascuno con il proprio equilibrio tra protezione, comodità e visibilità.

Il kit completo e la visione di Salomon

 

 

Il kit comprende: giacca outdoor (il pezzo iconico del kit Ispirata a un best-seller montano Salomon), strati intermedi, pantaloni (due versioni: una isolante per condizioni più estreme, una più leggera per le attività quotidiane), cappelli, guanti, zaino e scarpe. Attraverso 17 elementi per ogni kit e 400.000 pezzi complessivi, ogni dettaglio, dall’abbigliamento agli accessori, contribuisce a creare un’immediata riconoscibilità e un senso di unità visiva. Il risultato è un’uniforme dinamica, pensata per unire volontari e personale sotto un’unica identità visiva, simbolo dello spirito dei Giochi. “Queste uniformi rappresentano l’essenza di come il design e la collaborazione possano dare forma a nuovi futuri. Uniscono precisione e visione, trasformando la tecnica in emozione e i Giochi in una storia collettiva, plasmata dalle persone che lavorano per renderli possibili” ha spiegato Scott Mellin, Global Chief Brand Officer di Salomon.”

 

 

 

 

Sterminò la famiglia nel 1998, finita la fuga di Del Grande

AGI – È terminata la fuga di Elia Del Grande che si era allontanato dalla casa lavoro di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena. L’uomo è stato rintracciato dai carabinieri vicino a Varese. Nel 1998 sterminò a fucilate la famiglia.

Del Grande è stato catturato dai carabinieri di Varese e Modena a Cadrezzate con Osmate, il borgo natio dove, il 7 gennaio del 1998, uccise il padre Enea, la madre Alida e il fratello Enrico in quella che venne definita ‘la strage dei fornai‘ per il lavoro dei genitori.

La fuga e le motivazioni

Nel 2023 era uscito dal carcere dopo 26 anni di detenzione ed era stato sottoposto alla libertà vigilata perché ritenuto socialmente pericoloso. Dopo avere violato più volte le prescrizioni era stato trasferito nella casa lavoro. In una lettera a Varesenews, Del Grande aveva scritto di essere trattato “peggio di un detenuto” nella struttura emiliana e per questo di avere deciso di scappare. “Il mio gesto è dovuto alla totale inadeguatezza che ancora sopravvive in questi istituti – aveva recriminato – che dovrebbero risocializzare e reinserire col lavoro”.

La fuga anche con un pedalò

Quella di Elia Del Grande è stata una fuga tra i canneti lacustri e le darsene, anche a bordo di un pedalò sul lago di Monate, di notte, portata avanti anche grazie a delle complicità. Del Grande, catturato e fermato dai carabinieri dopo l”evasione’ dalla casa-lavoro emiliana il 30 ottobre scorso, ha “potuto contare su persone che lo hanno favorito”, scrivono in una nota congiunta il procuratore di Modena, Antonio Gustapane, e quello di Modena, Luca Masini.

“Le indagini, condotte tra le due Procure e le due componenti investigative dell’Arma di Modena e Varese, si sono, da subito, concentrate nel varesotto – si legge nel comunicato – dove Del Grande era cresciuto e dove aveva vissuto, non solo prima del compimento della ‘strage dei fornai’ del 1998, ma anche prima del 30 settembre scorso, quando i carabinieri della Compagnia di Gallarate lo avevano sottoposto alla misura di sicurezza della permanenza nella casa di lavoro”.

Non è stato facile catturarlo, spiegano gli inquirenti, anche per “la conoscenza del territorio di Del Grande che non ha agevolato le operazioni di ricerca del fuggitivo, che si è spostato ripetutamente con facilità tra la ricca vegetazione dell’area ricompresa tra Ternate, Travedona Monate e Cadrezzate con Osmate, potendo anche contare su soggetti che lo hanno favorito”. Del Grande “non ha esitato anche a utilizzare un pedalò per spostarsi sul lago di Monate, di notte, evidenziando, particolare disinvoltura, tra darsene e canneti lacustri”. Fino all’epilogo di stasera quando è stato trovato a Cadrezzate, a casa sua, dove si era spostato alcune ore prima. 

Il naufragio dei quotidiani. Vendite in calo di oltre un terzo in 4 anni

AGI – Vendite dei quotidiani in caduta libera, in calo di oltre il 30 per cento in appena quattro anni. Ma i (sempre meno) lettori non ‘migrano’ sul digitale che seppure in modo più contenuto, si accoda alla discesa dei ‘cugini’ cartacei. Né si spostano davanti alla tv. Gli ascolti del settore televisivo, infatti, registrano una lieve flessione. 

Diminuiscono poi gli utenti complessivi delle piattaforme online mentre si salvano i contenuti “on demand‘ a pagamento.  Non è certo rassicurante il quadro sull’editoria in Italia che emerge dall’Osservatorio sulle comunicazioni di Agcom.

Il naufragio dei quotidiani 

Anche i primi sei mesi del 2025 si rivelano difficili per i quotidiani: prendendo in esame le copie complessivamente vendute sul territorio nazionale, pari a 220 milioni di unità (circa 1,4 milioni di copie medie giornaliere da gennaio a giugno), si osserva una flessione su base annua del 7,1% e del 29,6% rispetto al primo semestre del 2021. È quanto rileva l’Osservatorio sulle comunicazioni di Agcom, sottolineando come le testate che riportano prevalentemente notizie di interesse nazionale registrino una riduzione più contenuta su base annua rispetto a quelli con notizie prevalentemente locali (-6,2% a fronte di -8,3%).

Le copie complessivamente vendute in formato cartaceo, pari a 186,6 milioni (1,2 milioni di copie giornaliere), si sono ridotte su base annua del 7,8% (risultavano 202,4 milioni nei primi sei mesi del 2024) e del 31,5% rispetto al primo semestre del 2021 quando ne venivano vendute complessivamente 272,4 milioni (con una media giornaliera di circa 2 milioni di copie giornaliere).

I quotidiani in formato digitale 

Dinamica simile, sebbene più contenuta, si può constatare con riferimento ai quotidiani venduti in formato digitale (copia replica della versione cartacea) che registrano una contrazione in termini di copie complessive confrontando il primo semestre del 2025 con quello dell’anno precedente di 2,9% e del 16,6%, considerando un orizzonte temporale di cinque anni (primi sei mesi del 2021).

 La distribuzione delle copie digitali fra i singoli quotidiani è più concentrata rispetto a quella cartacea. Infatti, nel primo semestre del 2025, le prime cinque testate in termini di copie digitali (Corriere della Sera, Il Gazzettino, Il Sole 24Ore, La Repubblica, La Stampa) rappresentano oltre il 61% delle copie complessivamente vendute, mentre, se si considerano le copie cartacee delle prime cinque testate (in questo caso Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, La Repubblica, Avvenire e La Stampa) si raggiunge una quota del 33% sul totale delle vendite dei quotidiani in tale formato.    

I giornali ‘generalisti’ 

Analizzando i quotidiani per ‘generi’ editoriali, i principali cinque quotidiani nazionali che presentano contenuti ‘generalisti’ (in ordine di copie totali vendute: Corriere della Sera, La Repubblica, Avvenire, La Stampa e Il Messaggero) nel primo semestre del 2025 hanno registrato una flessione nella vendita di copie cartacee pari al 7,6% rispetto ai corrispondenti volumi del medesimo periodo del 2024 (-4,8 milioni di copie); tale flessione si amplia al 32,7% con riferimento al primo semestre del 2021 (-28,5 milioni di copie).

Passando alle vendite complessive di copie in formato digitale per tale genere, si osserva una flessione meno marcata, sia rispetto ai primi sei mesi del 2024 (-1,7%, pari a -287 mila copie), sia rispetto al primo semestre del 2021 (-3,4%, pari a 577 mila copie).    

Per le altre categorie individuate, nonostante il calo generalizzato delle copie complessive, alcune testate con contenuti più specialistici mostrano una maggiore resilienza. 

I quotidiani sportivi 

In particolare, i quotidiani sportivi nel formato cartaceo risultano i più stabili, con una flessione moderata (-15,1% in 5 anni, -3,8 milioni di copie), mentre nel digitale, invece, nell’ultimo anno si è registrato una crescita del 53,9% (+403 mila copie). Diversamente, i quotidiani economici, nell’arco dell’intero periodo considerato, registrano forti riduzioni nella versione cartacea (-42,1%, pari a -4,7 milioni di copie), mentre in quella digitale mostrano una contrazione meno intensa (-8,2%, pari a -437 mila copie).

Le testate locali continuano ad evidenziare una contrazione delle vendite in entrambi i formati, con un andamento negativo meno intenso nella versione digitale (complessivamente su base annua -8,4 milioni di copie).

I principali gruppi editoriali 

L’analisi per gruppi editoriali in termini di copie complessivamente vendute vede, nei primi sei mesi del 2025, Cairo/RCS quale principale player sul mercato (19,4% considerando Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport comprensiva delle edizioni del Lunedì), seguito da Gedi con il 12,3% (il dato comprende, a partire da dicembre 2024, testate tra cui La Repubblica, La Stampa, La Provincia Pavese), da Caltagirone Editore (Il Messaggero, Il Gazzettino, Il Mattino, Nuovo Quotidiano di Puglia e Corriere Adriatico) e Monrif Group (che sotto il marchio QN-Quotidiano Nazionale comprende Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione) rispettivamente con il 9,3% e il 7,5%.

Gli altri player del mercato 

Nelle posizioni successive, Avvenire Nuova Editoriale Italiana con il 5,1%, seguito da Il Gruppo 24 Ore con il 4,8%; da Nord-est Multimedia che (tenuto conto delle testate Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, La Nuova di Venezia e Mestre, Corriere delle Alpi, Messaggero Veneto, Il Piccolo) raggiunge una quota del 4,5%; da Roberto Amodei con il 4,3% delle vendite complessive (se si considera Corriere dello Sport e Tuttosport e le rispettive edizioni del lunedì); da Tosinvest/Angelucci con il 4% (considerando Il Giornale, Opinioni Nuove – Libero Quotidiano e Il Tempo) e dal Gruppo Sae con il 3,7% (che tiene conto delle testate Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara, Nuova Gazzetta di Modena).

Settore televisivo in lieve flessione 

Nel settore televisivo gli ascolti nel giorno medio riferiti al primo semestre del 2025 evidenziano una lieve flessione rispetto allo stesso periodo del 2024, con un -2,3% sul ‘prime time’ (20:30-22:30), e un -2,04% sull’intero giorno. È quanto emerge dall’Osservatorio sulle Comunicazioni dell’Agcom.

La riduzione della platea televisiva tradizionale è ancora più ampia se si guarda agli anni precedenti: rispetto ai primi sei mesi del 2021, il calo nel ‘prime time’ è di 4,3 milioni di telespettatori (-17,9%), nell’intera giornata di 1,7 milioni di telespettatori (-16,6%).

La Rai in testa negli ascolti 

Nella fascia oraria del ‘prime time’, Rai si conferma al primo posto in termini di ascolti, pari, nel primo semestre del 2025, a 7,7 milioni di telespettatori (38,9% di share), con un andamento in calo rispetto al medesimo periodo del 2024 (-2,5%) che si riflette sulla share (-0,1 punti percentuali).

Anche per Mediaset, seguito da 6,8 milioni di telespettatori medi che rappresentano il 34,7% del complesso del pubblico televisivo, si riscontra una dinamica decrescente rispetto ai primi sei mesi del 2024 (-4,7%).

Stabile al terzo posto troviamo WB/Discovery che ottiene 1,7 milioni di telespettatori in media (-0,2% sul semestre dell’anno precedente); seguito da Comcast/Sky i cui ascolti (1,5 milioni di individui) mostrano una lieve crescita rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente (+0,3%). Infine, Cairo Communication/La 7, con una media 1,2 milioni di telespettatori, registra un aumento di circa 60 mila telespettatori (+5,1%).

Gli utenti delle piattaforme 

Nel giugno scorso, sono stati 43 milioni e 611 mila gli utenti unici che hanno navigato in rete, in media ciascuno per un totale di 69 ore e 12 minuti. A rilevare il dato è l’Osservatorio sulle comunicazioni Agcom, secondo cui ai primi posti della graduatoria delle piattaforme online si conferma l’insieme di siti web e applicazioni che hanno a riferimento i big player internazionali (Alphabet/Google, Meta/Facebook/Instagram, Amazon, Microsoft) che però registrano andamenti in contrazione su base annua, seguiti da alcuni gruppi editoriali e operatori nazionali (Gedi Gruppo editoriale, Cairo Communication/Rcs Mediagroup, Poste Italiane, Fininvest/Mondadori) con utenti unici in contrazione rispetto a giugno 2024, con la sola eccezione di Fininvest/Mediaset che presenta un incremento del 37% degli utenti.

Con riferimento all’andamento delle audience dei siti e applicazioni di informazione generalista, lo scorso giugno si sono registrati 37 milioni e 770 mila utenti unici, con una contrazione del 2,6% (un milione di visitatori in meno) rispetto a giugno 2024. Specificamente, con circa 28 milioni e 802 mila utenti unici, quello de La Repubblica è risultato il sito (e relative applicazioni) maggiormente frequentato (-2,7% rispetto al traffico raggiunto a giugno 2024), seguito da Corriere della Sera (28 milioni e 20 mila utenti, -3,2%) e TgCom24 (20 milioni e 411 mila internauti, +10%).

Cresce il video on demand a pagamento

Con riferimento all’andamento degli utenti unici delle piattaforme che offrono servizi di video on demand (vod) esclusivamente a pagamento, a giugno, con 14,6 milioni di navigatori unici, si riscontra una crescita rispetto ai visitatori raggiunti nel giugno 2024 (+245 mila internauti, +1,7%). In media, nel primo semestre del 2025, Netflix, con 8,1 milioni di utenti unici registra una sostanziale stabilità rispetto ai visitatori medi del 2024 (-0,6%).

Segue Amazon Prime Video i cui siti e applicazioni sono stati consultati da 7,1 milioni di visitatori medi (+3,8% sui primi sei mesi del 2024), Disney+ che raggiunge 3,7 milioni di internauti (+0,6%), Dazn, visitato da 2,2 milioni di utenti unici (+3,1%) e Now (Sky), con 1,3 milioni di visitatori unici med

Tenta di dare fuoco all’ex moglie gettandole benzina sul volto, l’uomo è stato arrestato

AGI – L’ha aspettata fuori dal lavoro, ha cercato di darle fuoco, ferendola agli occhi. Un uomo di 46 anni, P.U., residente a Limbiate, rumeno, è stato arrestato con le accuse di maltrattamenti e lesioni aggravate ai danni della moglie connazionale perché “in stato di abituale alterazione da sostanze alcoliche maltrattava la moglie anche alla presenza dei figli, aggredendola in più occasioni sia verbalmente che fisicamente, percuotendola, minacciandola, insultandola, arrivando fino a gettarle del liquido infiammabile sul volto, negli occhi e su tutto il corpo”. La violenza avrebbe caratterizzato la vita quotidiana della coppia secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza firmata dal gip di Milano, Luca Milani.

Il marito avrebbe sottoposto la donna “a un regime di vita vessatorio e mortificante e ingenerando nella moglie e nei figli un perdurante e grave stato di ansia e di paura perla propria incolumità”. Uno degli episodi più gravi risale al 5 novembre scorso a Seregno quando l’indagato “appostatosi presso il luogo di lavoro di lei la immobilizzava all’esterno della sua autovettura minacciandola con frasi quali ‘li vuoi vedere i bambini stasera?’ per poi gettarle del liquido infiammabile, verosimilmente benzina, sul volto e negli occhi spingendola violentemente e schiaffeggiandola al volto provocandole delle lesioni”.

“Il gravissimo episodio accaduto evidenzia come l’uomo non sia in grado di controllare le proprie pulsioni violente – riflette il gip – essendo giunto a mettere in pericolo l’incolumità della vittima con un gesto che avrebbe potuto avere conseguenze peggiori se lei non avesse avuto la prontezza di chiudersi in auto”.

L’aggressione è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza acquisite dai carabinieri della stazione di Limbiate. P.U. si è poi presentato spontaneamente in caserma dopo ha consegnato ai carabinieri un accendino, il telefono e un sistema Gps installato nell’auto della moglie per pedinarla. Una circostanza, sottolinea il gip, che fa emergere “la morbosità” dell’uomo nella relazione. Nell’estate scorsa, la donna aveva cercato di separarsi. 

Tragedia in un asilo dell’Aretino: morto bambino di due anni durante il gioco all’aperto

AGI – Un bambino di due anni è morto in un asilo dell’Aretino. Secondo quanto appreso da una prima ricostruzione il bambino si sarebbe rimasto impigliato con il giubbotto a un albero durante un momento di gioco all’aperto.

Il personale scolastico si è accorto di quanto stava accadendo e ha dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118 e l’elisoccorso Pegaso, ma ogni tentativo di rianimare il piccolo è stato vano. Sul posto anche i carabinieri per le indagini. L’area è stata transennata per consentire i rilievi.

Cosa fare se trovo un bene archeologico in giardino? I consigli dei Carabinieri

AGI – Prosegue l’intervista con il Tenente Colonnello Lanfranco Disibio, Capo Sezione Operazioni e Logistica del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e “Casco Blu della Cultura” sull’attività investigativa dei nostri detective dell’arte. 

“Se io ho un reperto archeologico e lo voglio vendere in una casa d’aste devo dimostrare di averlo da prima del 1909, anno della prima legge di tutela che vietava il commercio e l’esportazione di beni di tipo archeologico o di averlo acquistato dall’estero, e quindi avere una documentazione di provenienza oppure ancora, di avere questo bene come premio di rinvenimento” spiega Disibio. 

Ma se il bene viene trovato in uno scavo in giardino per esempio?

Secondo la normativa italiana, se io faccio nella mia proprietà una piscina e quando scavo trovo una tomba e/o dei reperti archeologici, entro 24 ore devo informare l’autorità. Non devo comportarmi in maniera tale da creare pregiudizio, porre in essere misure di salvaguardia per evitare che questi beni si danneggiano. Se mi sono comportato a norma di legge la normativa prevede un premio di rinvenimento per scopritore fortuito. Una delle ipotesi quando la condotta è stata nella sua completezza impeccabile, o ti do un valore di un terzo del bene che ho recuperato, oppure ti posso dare un affido dei reperti che hai trovato all’interno della tomba. 

Recentemente è stato restituito al Vaticano, l’Archivio storico dei cerimonieri pontifici, il libro del XIX secolo, intitolato “Forma a summo pontifice servanda in dandis titulis et diaconiis novis cardinalibus”, sottratto in un periodo antecedente gli anni ’80 e recuperato grazie alle indagini condotte dal Reparto operativo dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. Succede spesso di ritrovare dei libri antichi?

Spesso e volentieri siamo noi, nell’ambito delle nostre attività di indagine, che constatiamo la presenza sul mercato, nel commercio e avvisiamo le biblioteche, gli archivi che abbiamo trovato questo documento, questo libro. Spesso le istituzioni neanche conoscono l’ammanco, quindi anche i nostri dati statistici tengono conto di una serie di fattori. Talvolta si trova, qualcosa che neppure era cercato e quindi censito. 

 

 

 

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Garlasco, caos nel team legale che assiste Lovati

AGI – È caos nel team di legali che assiste Massimo Lovati, l’ex avvocato di Andrea Sempio che domani sarà sentito dalla pm di Brescia Claudia Moregola nell’indagine per corruzione in atti giudiziari su Giuseppe Sempio e l’ex magistrato Mario Venditti. Fino a stamattina ad affiancare Lovati c’era solo l’avvocato Fabrizio Gallo, poi nel pomeriggio è successo di tutto.

Massimo Lovati ha ricevuto un ‘biglietto d’invito’, così viene definito nell’atto della Guardia di Finanza di Pavia, per presentarsi domattina alle 9 e 30 in Procura a Brescia. L’ex legale di Andrea Sempio sarà sentito dalla pm Claudia Moregola che indaga su Giuseppe Sempio e l’ex magistrato Mario Venditti per corruzione in atti giudiziari. L’ipotesi è che Venditti sia stato corrotto dal padre di Andrea Sempio per favorire l’archiviazione dall’accusa di omicidio di Chiara Poggi.

 

Alfredo Scaccia, il portavoce controverso

È emerso che Lovati ha scelto come suo portavoce un ex legale, Alfredo Scaccia, che ha lasciato da poco la toga dopo essere stato arrestato nel marzo scorso, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma, con l’accusa di avere corrotto un carabiniere. “L’avvocato Lovati mi ha chiesto di essere il suo portavoce – ha spiegato Scaccia contattato dall’AGI – per portare equilibrio nel caos delle notizie. Per domani Lovati è stato convocato dalla Procura di Brescia come persona ‘interessata’, non è indagato”.

Le accuse a Scaccia e l’addio alla toga

Pochi giorni fa, Scaccia ha annunciato di avere lasciato la toga. “Quando la legge ti chiama a rispondere personalmente di ipotesi di reato, la toga non ha più senso che la si indossi – aveva affermato secondo quanto riportato dal sito tg24.info -. Ove minato ciò con incriminazioni, anche gravi innanzi a chi amministra la giustizia, bisogna fare un passo indietro e io lo faccio per sempre”. Nel marzo scorso, Scaccia era stato arrestato assieme al figlio Gabriele, anche lui penalista, e a un sottufficiale dei carabinieri in un’inchiesta in cui sono ipotizzate le accuse di corruzione e accesso abusivo al sistema informatico. Il processo per lui comincerà a gennaio.

La reazione di Fabrizio Gallo

La sua nomina non è stata accolta con particolare calore da Fabrizio Gallo. “Difendo Lovati perché è il mio compito, faccio da 35 anni l’avvocato e continuo nel mio mandato difensivo. Certo, vorrei capire l’arrivo di questo addetto stampa e di eventuali manager televisivi”.

Un nuovo legale per Lovati: Christian Alviani

Infine si è aggiunto un nuovo legale a fianco di Lovati. È Christian Alviani del foro di Frosinone. “Sono stato nominato per assistere Massimo Lovati nell’inchiesta di Milano in cui è accusato di diffamazione dello studio Giarda. Sostituirò Gallo? Non lo so, so che sta riflettendo” ha detto il neo difensore all’AGI. Di certo domani Lovati è stato convocato a Brescia per essere sentito. Il ‘biglietto d’invito’, così viene definita dalla Guardia di Finanza la convocazione, prevede il suo ascolto in Procura dalle 16 e non, come erroneamente scritto in precedenza, in mattinata.

 

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