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La partita Virtus – Maccabi Tel Aviv si è trasformata in un braccio di ferro con il governo

AGI – La partita di Eurolega Virtus – Maccabi Tel Aviv si sta già trasformando in un caso politico. La sfida di basket in programma il prossimo 21 novembre ha fatto scattare un braccio di ferro tra il governo e l’amministrazione cittadina. Al centro ci sono le manifestazioni che le associazioni pro – Palestina hanno indetto mettendo a serio rischio l’ordine pubblico.

Lo sport c’entra poco quindi. Sindacati di base, movimenti Pro Palestina, collettivi e associazioni hanno annunciato l’intenzione di bloccare l’appuntamento atteso sul parquet del vecchio ‘Madison’ di Piazza Azzarita, il PalaDozza, richiamando in città circa 5000 manifestanti. Nella convocazione della manifestazione “Show Israel the Red Card” si legge “diverse realtà del mondo dello sport popolare, sindacali e associative si sono attivate per chiedere l’annullamento dell’evento, confermato tuttavia – anche con una certa…veemenza – dal ministro Piantedosi. Da qui la nuova risposta di piazza, con l’annuncio della manifestazione “Show Israel Red Card” e partenza dalle ore 18 di venerdì 21 novembre da Piazza Maggiore a Bologna”

“La partita della Virtus si terrà, non ci sono i soliti facinorosi che possono dettare l’agenda degli eventi che avvengono in tutta Italia, quindi si terrà. Speriamo di non essere costretti a dovere mettere in campo un esercito per poter contenere gli episodi ricorrenti di violenza“. Aveva detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi qualche giorno fa. 

Lepore, non ci sono le condizioni di ordine pubblico

 “Come Sindaco della città voglio ribadire la mia forte preoccupazione per lo svolgimento della partita Virtus-Maccabi prevista al PalaDozza per il prossimo 21 novembre. Non ci sono le condizioni di ordine pubblico a mio avviso per gestire con serenità tale evento”. Lo dichiara in una nota il sindaco di Bologna, Matteo Lepore.

“I rischi per l’incolumità dei cittadini, i negozi e la città sono altissimi. Apprendo oggi inoltre che si vuole pure addebitare una parte importante dei costi della gestione dell’ordine pubblico al Comune di Bologna, al momento stimati in quasi 200 mila euro, che includono quelli che si avranno probabilmente a seguito delle manifestazioni previste attorno alla partita in pieno centro storico e i costi per il fermo di vari cantieri pubblici. Trovo questa situazione totalmente inaccettabile e irrispettosa per la città di Bologna”, aggiunge Lepore.

“Dalla rete apprendiamo che saranno presenti a Bologna probabilmente almeno 5-10 mila manifestanti da tutta Italia e oltre. Immagino che le forze dell’ordine saranno mobilitate in modo straordinario a seguito della scelta del Viminale di giocare la partita in queste condizioni, nonostante le valutazioni e le richieste espresse dal Comune in sede di Comitato per l’ordine pubblico nei giorni scorsi. Siamo ancora in tempo per spostare la partita ad altra data e altro luogo. Chiedo al Ministro Piantedosi di ripensarci per il bene di tutti”, aggiunge il primo cittadino di Bologna. 

Fadlun, non arrendiamoci ai violenti

“Come presidente di un’importante comunità ebraica italiana, quella di Roma, sono sgomento e indignato per le parole del Sindaco di Bologna, Matteo Lepore, rafforzate oggi da quelle del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, per il quale poco importa garantire il tranquillo svolgimento della partita di basket Virtus-Maccabi, in quanto assistere a un evento sportivo non sarebbe un diritto costituzionale. Sono allibito perché se la resa ai violenti, in questo caso ai Pro-Pal, diventasse un precedente, a Bologna come in altre città il ricatto dei facinorosi e dei delinquenti l’avrebbe vinta a tavolino nella partita con istituzioni arrendevoli o inette. Ma sono anche indignato, perché dietro queste preoccupazioni, che in altre occasioni non sono emerse, vedo ancora una volta all’opera il seme dell’odio e del pregiudizio antisemita. Bene ha fatto il ministro Piantedosi a ribadire che non possono essere i facinorosi a dettare l’agenda degli eventi pubblici e a rassicurare i cittadini sul fatto che la partita Virtus-Maccabi si può giocare”. Cosi’ Victor Fadlun, Presidente della Comunità Ebraica di Roma. 

 

De Maria (Pd), il ministro ascolti Lepore

“Chiedo al Ministro dell’Interno di ripensare a quanto ha fino a qui annunciato e di ascoltare il Sindaco di Bologna. Porsi il problema dei gravissimi rischi per l’ ordine pubblico, per le contestazioni annunciate alla partita Virtus-Maccabi, significa pensare a Bologna e ai suoi cittadini. Non si tratta di giustificare in alcun modo derive violente, e in alcuni casi eversive, che, per quanto mi riguarda, condanno senza ambiguità. Significa compiere le scelte più opportune per una gestione oculata dell’ordine pubblico, come si fa nelle situazioni critiche come questa”. Lo dichiara Andrea De Maria, deputato Pd. 

 

 

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I quattro elementi e i fumetti: presentato il nuovo calendario dei Vigili del Fuoco

AGI – È stato presentato a Roma il calendario 2026 dei Vigili del fuoco, un’edizione dedicata ai quattro elementi – terra, aria, acqua e fuoco – e caratterizzata da una grafica ispirata al mondo dei fumetti, scelta per raccontare in modo immediato e visivo i diversi scenari operativi del Corpo.

Ad aprire la cerimonia, condotta dal presentatore tv Massimiliano Ossini, è stato il comandante del Corpo nazionale, Eros Mannino, che ha individuato tre parole chiave per descrivere l’identità dei Vigili del fuoco: preparazione, coraggio e generosità. “Essere preparati significa essere sicuri” ha detto, sottolineando la necessità di minimizzare i rischi tramite una costante valutazione operativa.

Il comandante Mannino: preparazione e altruismo

“Il nostro – ha spiegato – è un lavoro che comporta rischi controllati, che dobbiamo saper correre. Ma quando c’è da salvare una vita, dobbiamo mettere in conto che possa esserci qualche conseguenza anche per la nostra incolumità”. Mannino ha parlato anche di immedesimazione con le vittime: “C’è una simbiosi tra noi e le persone che soccorriamo, un altruismo spontaneo che fa parte del nostro essere Vigili del fuoco“.

La complessità degli scenari operativi e le specialità

A seguire, è intervenuto il vice capo vicario e direttore dell’area soccorso, Marco Ghimenti, che ha evidenziato la complessità degli scenari in cui opera il Corpo: “I quattro elementi sono anche pochi da affrontare: basta pensare alla neve, al gas nell’aria o alla lava. Non c’è solo il fuoco e ci sono molte specialità“. Sul palco, insieme a lui, una rappresentanza delle diverse componenti operative: specialisti delle squadre di terra, esperti nel recupero sotto le macerie, tecnici per la gestione di sostanze chimiche pericolose, sommozzatori ed elicotteristi del servizio aereo.

Arte e natura: i momenti della cerimonia

La cerimonia è stata arricchita da momenti di alto livello artistico. La sand artist Stefania Bruno ha realizzato un racconto visivo con la sabbia, rappresentando la nascita dell’universo, della Terra e del fuoco sovrapposti alle immagini dei Vigili del fuoco in azione. Spazio anche all’intervento di Massimiliano Finazzer Flory, che ha proposto una lettura scenica dedicata alla Primavera di Botticelli, “un capolavoro che richiama gli elementi della natura”, mettendo in relazione arte e quotidianità operativa dei Vigili del fuoco.

L’elogio del ministro Piantedosi

A chiudere la cerimonia è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha definito il calendario un’intuizione molto importante e intelligente, apprezzando l’immagine accattivante dei fumetti, capace di raccontare l’impegno e il lavoro dei Vigili del fuoco. Parlando del Corpo, il ministro ha spiegato: “Provo sempre un’enorme stima, affetto e considerazione per i Vigili del fuoco. Non posso non riconoscere la grandissima competenza, la grandissima passione e la grandissima generosità che li caratterizzano. Non ho mai visto un Vigile del fuoco risparmiarsi o sottrarsi al rischio, neppure quando è in gioco la propria incolumità”.

Piantedosi ha ricordato l’intervento al recente crollo della Torre dei Conti, a Roma (“i Vigili hanno operato in uno scenario complesso e rischioso che ha mostrato a tutti l’impegno e la dedizione del Corpo”) e ha poi rivolto un pensiero alle famiglie delle vittime delle recenti ondate di maltempo nel Nord”.

“Siamo a circa 7mila assunzioni nel triennio, di cui quasi 1.900 oltre il turnover”, ha poi aggiunto il titolare del Viminale, rivendicando gli investimenti sul Corpo messi in campo dal Governo: “Abbiamo rinnovato anche il parco mezzi con circa 500 nuovi veicoli acquistati, molti grazie ai fondi del PNRR“. “Questi sono i numeri che raccontano il nostro impegno” ha concluso.

L’operazione contro la mafia nigeriana a Vicenza incassa i complimenti della Meloni

AGI – Un’operazione dei carabinieri di Vicenza ha smantellato su tutto il territorio nazionale un’organizzazione dedita al traffico di stupefacenti. L’attività, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia della procura di Venezia, ha previsto l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 20 persone, finalizzata a disarticolare un importante sodalizio di criminalità nigeriana radicata a Vicenza.

Nelle attività sono stati impiegati 300 carabinieri provenienti da tutto il Veneto, con il supporto dei reggimenti Lombardia ed Emilia Romagna, delle squadre di intervento speciale dei reggimenti 7 trentino Alto Adige, 13 Friuli Venezia Giulia e del 4 battaglione veneto, aliquota pronto intervento del provinciale di Padova, unità cinofile antidroga e velivolo del 14 elinucleo di Belluno. Oltre le misure cautelari personali sono in atto decine di perquisizioni domiciliari. 

“Esprimo il più vivo apprezzamento per il successo dell’operazione “Marshall” che ha disarticolato un’organizzazione criminale transnazionale dedita al traffico di sostanze stupefacenti. La mia piena e assoluta soddisfazione per la professionalità e l’eccezionale livello della risposta che hanno dimostrato le donne e gli uomini dell’Arma, alle mai sopite minacce della criminalità organizzata”, sottolinea il Generale Luongo. Il vertice dell’Arma dei Carabinieri si è complimentato con il Comandante provinciale di Vicenza, Colonnello Loreto Biscardi, sottolineando “il brillante risultato conseguito oggi, consistito nell’esecuzione di 20 ordinanze di custodia cautelare, frutto di lunghe, articolate e complesse attività investigative svolte dall’Arma, sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria”.

Risultati che dimostrano, ancora una volta, la quotidiana e fondamentale azione dell’Arma a tutela dei cittadini italiani. “Lo Stato” – ha concluso il Comandante Generale – “attraverso l’odierno lavoro svolto dai Carabinieri e dall’Autorità Giudiziaria, ha nuovamente dimostrato che il diritto e la convivenza civile hanno la meglio sulla violenza e sulla prevaricazione criminale”.

Meloni, brillante operazione

 “Complimenti ai Carabinieri di Vicenza per la brillante operazione che ha smantellato un’organizzazione criminale attiva nel traffico internazionale di stupefacenti. Un risultato importante nella lotta allo spaccio e nella tutela della sicurezza dei cittadini. Avanti cosi'”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sui social network. L’operazione per smantellare una organizzazione criminale nigeriana, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia della procura di Venezia, ha portato all’arresto di 20 persone.

Picchiato e accoltellato per 50 euro, 5 giovani arrestati a Milano. Tre sono minorenni

AGI – Cinque giovani sono stati arrestati a Milano per aver rapinato e accoltellato un 22enne, ferendolo gravemente. La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario e dalla Procura della Repubblica per i Minorenni di Milano, ha eseguito oggi due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di cinque giovani italiani, di cui tre minorenni. Sono ritenuti responsabili del reato di tentato omicidio pluriaggravato e rapina pluriaggravata in concorso ai danni di un ragazzo italiano di 22 anni che, a seguito della violenta aggressione subita, ha riportato vari traumi e gravissime lesioni da arma da taglio agli organi interni, rimanendo per giorni in pericolo di vita.

Gli agenti del Commissariato Garibaldi Venezia, dopo aver acquisito e visionato le telecamere della zona, hanno ricostruito l’intera vicenda criminosa avvenuta alle ore 3 del 12 ottobre scorso in Via Rosales angolo Viale Montegrappa, nelle adiacenze di Corso Como. È emerso che il gruppo di cinque giovani aveva importunato e deriso un loro coetaneo, strappandogli una banconota da 50 euro. La vittima ha cercato di rimpossessarsi del denaro, venendo poi aggredita con calci e pugni, e colpita da due coltellate alla schiena e al torace.

Dettagli dell’aggressione e delle lesioni

Le coltellate hanno causato la rottura di un’arteria con perdita copiosa di sangue, la perforazione di un polmone e la lesione del midollo spinale. Gli aggressori hanno infierito sulla vittima mentre era già accasciata a terra. Il giovane, soccorso e trasportato in ospedale, è stato sottoposto a molteplici trasfusioni di sangue e duplice intervento chirurgico, permanendo tuttora con serio pregiudizio delle funzioni vitali.

Le indagini e gli arresti

Gli agenti del Commissariato Garibaldi Venezia hanno rapidamente identificato gli aggressori, eseguito perquisizioni domiciliari nelle loro abitazioni e sequestrato diversi indumenti, il coltello e i dispositivi telefonici utilizzati nel corso dell’azione criminosa. I tre ragazzi minorenni, tutti 17enni, sono stati associati all’IPM Milano- “Beccaria”, mentre i due maggiorenni sono stati reclusi presso la casa circondariale di Milano San Vittore.

Il fango travolge il Friuli. Due morti nel Goriziano, recuperato il corpo dell’anziana dispersa

AGI – È stato recuperato il corpo senza vita di Guerrina Skocaj. La donna, 83 anni, risultava dispersa dopo il crollo avvenuto ieri mattina dell’abitazione a Brazzano, nel comune di Cormons, in provincia di Gorizia. L’ondata di maltempo ha colpito il Friuli Venezia Giulia e la casa dove viveva l’anziana era stata travolta da una frana devastante.

Il corpo è stato recuperato dai Vigili del fuoco, dopo averlo individuato nel corso della notte appena trascorsa. Sotto le macerie, i vigili del fuoco avevano ieri sera recuperato anche il corpo esanime di Quirin Kuhnert, il 32enne tedesco anche lui travolto dalla frana che ha colpito l’abitazione di Brazzano.

Secondo quanto emerso l’uomo di origine tedesca e gestore di un negozio di alimentari della zona, avrebbe in tutte le maniere cercato di salvare l’anziana, ma un improvviso ulteriore crollo dell’edificio ha sepolto la coppia. L’uomo, tuttavia, avrebbe fatto in tempo a salvare la sorella di uno dei residenti a Brazzano prima di prodigarsi per l’anziana. È stato lo stesso fratello della donna salvata da Kuhnert a raccontare all’emittente tv questo drammatico particolare.

Il maltempo in Friuli Venezia Giulia 

Sempre nella giornata di ieri, a Versa, frazione di Romans d’Isonzo (nel Goriziano), l’esondazione del fiume Torre ha costretto alcune persone a rifugiarsi sui tetti delle case. Gli sfollati sono stati 300, così come sono stati oltre 300 gli interventi effettuati su tutto il territorio dai 250 vigili del fuoco in azione con squadre ordinarie, soccorritori acquatici ed elicottero del reparto volo di Venezia.

Le reazioni della politica 

“Chiediamo la mobilitazione nazionale per avere il supporto delle altre Regioni: la priorità però ora sono le persone”, ha detto l’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi. Il governatore, Massimiliano Fedriga, dal canto suo, ha assicurato: “Staremo vicini concretamente alla popolazione, anche nella legge di bilancio cercheremo di affrontare le prime necessità, con un intervento anche di carattere finanziario“.

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto un colloquio telefonico con lo stesso Fedriga “per essere aggiornata sulla situazione di maltempo che sta colpendo il territorio”. Fonti di Palazzo Chigi riferiscono che il Presidente sta seguendo con attenzione l’evolversi degli eventi e mantiene un contatto diretto con il ministro Musumeci e con il Dipartimento della Protezione civile. Meloni ha espresso la vicinanza alle comunità interessate e ha rivolto un sentito ringraziamento a tutte le donne e gli uomini impegnati nelle operazioni di soccorso.

La Lupa Capitolina a Verdone. Gualtieri: “Mi ha dato un bellissimo consiglio”

AGI – “Hai fatto una scelta di grande valore e importanza, decidendo di dedicare questa giornata alle periferie, alle comunità che hanno più bisogno di sostegno. Una scelta che testimonia sensibilità e curiosità, interesse per le persone ma anche segni di speranza”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, intervenendo in Aula Giulio Cesare per rendere omaggio a Carlo Verdone, ‘sindaco per un giorno’, donandogli la Lupa Capitolina, massima onorificenza della città.

Riferendosi poi ai ringraziamenti rivolti da Verdone, alla città per l’affetto ricevuto, Gualtieri ha detto: “C’è un grande affetto di Roma per te… allora lo vedi che è reciproco?“, citando una delle celebri battute di ‘Furio’, uno dei personaggi più iconici dell’attore. Il sindaco ha quindi concluso con un impegno rivolto alla città: “Faremo di tutto perchè questa città possa continuare a regalare bellezza e gioia”.

 

 

“Il consiglio più bello che Verdone mi ha dato è quello di cercare sempre le persone negli occhi, di costruire un rapporto vero con i cittadini”, ha commentato Gualtieri, a margine della consegna della Lupa Capitolina, svelando alcuni dei suggerimenti ricevuti dall’attore nel corso della sua giornata da ‘sindaco per un giorno’.

Gualtieri ha spiegato che Verdone non si è limitato al ruolo simbolico, ma ha avanzato proposte concrete: “Per esempio stiamo valutando, dentro la riqualificazione di via Veneto, la possibilità di realizzare un mercatino dei libri e di oggetti culturali nella parte finale della strada, verso Villa Borghese”.

Un altro spunto giunto da Verdone riguarda la riqualificazione di una sala cinematografica oggi chiusa: “Ci ha dato una bellissima idea su come recuperarla, ma non la rivelo”. Gualtieri ha poi concluso sottolineando l’impegno mostrato dall’attore: “E’ venuto non solo con lo spirito di chi veniva festeggiato, ma anche mettendosi nei panni del sindaco, presentando proposte giuste e interessanti. E noi ci lavoreremo”.

 

In giro per la periferia di Roma, la giornata speciale del sindaco Carlo Verdone

AGI – Una giornata speciale e molto intensa, quella di Carlo Verdone, sindaco di Roma per un giorno, coinciso con il suo 75esimo compleanno. Una giornata impegnativa che ha consentito al regista e attore di toccare con mano l’affetto e l’amore che i romani hanno sempre provato per lui. 

Dopo il battesimo in Campidoglio, con la consegna della fascia tricolore, il tour di Verdone è partito da Villa Gordiani dove l’attore è stato accolto dall’intero quartiere tra gli applausi e una miriade di richieste di autografi e selfie per non parlare dell’abbraccio che gli hanno riservato 120 bambini della scuola dell’infanzia e primaria dell’Istituto comprensivo di via Anagni. Al canto dei “tanti auguri a te”, l’attore si è commosso: “Vedere tutti quei bambini che mi cantavano gli auguri è stato bellissimo. Sono stato bambino anche io, ho giocato in aree molto diverse da queste, ma il ricordo dell’aggregazione è sempre lo stesso. Tutto quello che si può fare per i bambini e per i giovani è sacro, perchè questi sono il nostro futuro – ha aggiunto Carlo -. Roma è una grande madre che accoglie tutti”.

Invitato a tornare a Villa Gordiani il 24 febbraio, Verdone sarà presente all’inaugurazione della panchina dedicata ad Alberto Sordi, che visitò lo stesso parco nel giorno in cui fu “sindaco per un giorno”. Al termine dell’iniziativa, l’attore ha ricevuto un giubbotto del servizio giardini e andando via anche una sciarpa della Roma e un gagliardetto giallorosso, a ribadire, ma non ce n’era bisogno, la sua fede calcistica. 

Dopo aver inaugurato, assieme al sindaco Roberto Gualtieri, al presidente del V Municipio e all’assessora Sabrina Alfonsi, la nuova area ludica e piantato simbolicamente una sughera all’interno del parco, Verdone ha raggiunto il centro anziani “La Storta”, tra via Cassia e via Giorgio Strehler. Orecchiette al pomodoro, involtini con fettuccine cacio e pepe e melanzane, saltimbocca alla romana, sformatini di parmigiana, salumi e formaggi: questo il menù per il pranzo con circa 80 anziani, che hanno salutato il regista e attore con applausi e auguri per il suo compleanno. Per festeggiarlo è stata preparata una torta alla panna con pan di Spagna, crema chantilly e gocce di cioccolato, completa di candeline. “Grazie a tutti, spero di tornare con meno fretta a trovarvi. Anche se sono completamente astemio oggi un brindisi con voi lo faccio”, ha scherzato Verdone.

Il ‘sindaco per un giorno’ ha poi visitato il cantiere per la messa in sicurezza e la riqualificazione della scuola primaria di via Romolo Balzani, danneggiata dalla recente esplosione avvenuta in via dei Gordiani. Con un casco di sicurezza in testa, Verdone ha percorso le aule, sempre in compagnia di Gualtieri, presente anche l’assessora alla Scuola Claudia Pratelli, informandosi sullo stato di avanzamento dei lavori. Durante il sopralluogo, Gualtieri ha raccontato a Verdone i drammatici momenti dell’esplosione e le operazioni avviate subito dopo per mettere in sicurezza l’area. L’attore e regista romano ha espresso attenzione: “A maggio gliela facciamo?”, la battuta con cui si è augurato che presto la scuola possa essere restituita ai ragazzi. L’obiettivo è restituire la struttura ai ragazzi per il nuovo anno scolastico. 

Non è mancata poi una simpatica sorpresa all’esterno del centro anziani di via Zubiena, a Tragliatella: una Yamaha FZ750 identica a quella resa celebre nel film ‘Troppo Forte’ del 1986. Appena sceso dall’auto, Verdone si è diretto verso la moto e ha lasciato la sua firma direttamente sul serbatoio tra gli applausi, abbracciando il fortunato fan.

Di ritorno da Tragliatella, prima di rientrare in Campidoglio, Verdone e Gualtieri hanno effettuato un sopralluogo al teatro Valle. Confermata la tabella di marcia che prevede la riapertura dello storico teatro romano nel settembre 2026. 

“Una giornata emozionante”

“E’ stata una giornata emozionante, stanotte ho dormito tre ore e mezzo perchè mi sembrava di essere già qui, di aver visto l’ufficio del sindaco. E’ stata una giornata impegnativa”. Lo ha raccontato Carlo Verdone, ‘sindaco per un giorno’, in Assemblea Capitolina, dedicando gran parte del suo intervento al tema delle periferie: “Spesso vengono considerate un luogo degradato, ma secondo me è una parola sbagliata. Se una persona cambia le periferie, cambia tutto. Meglio dire che vivono in una situazione di disuguaglianza, e questo è il mio punto di vista”.

L’attore e regista ha sottolineato il ruolo decisivo delle realtà sociali: “Si deve ricordare – ha detto – quello che stanno facendo comunità e associazioni. Questi giovani si sono dati da fare e il centro è diventato un punto di ascolto importante. Sono cose fondamentali in quei territori, perchè portano aggregazione e condivisione. Dobbiamo avere molto rispetto per loro”. 

Nel suo racconto, non sono mancati i momenti più personali della giornata: “Stamattina mi sono emozionato quando 50-60 bambini, nel parco di Villa Gordiani, hanno intonato ‘buon compleanno Carlo’. Me li sono abbracciati tutti, erano bambini indiani, pakistani che parlavano romano: sono nati a Roma e sono romani”, ha detto Verdone. Poi la visita al centro anziani: “Tornerò, a parte perchè si mangia bene, ma perchè mi sono trovato bene. Mi hanno dato una spinta di affetto”.

Verdone ha voluto ringraziare il sindaco Roberto Gualtieri per l’opportunità, ma anche la sua famiglia: “Ringrazio i miei genitori che mi hanno insegnato ad amare questa bella città. Mio padre era di Siena ma amava molto Roma. Qui ho trovato un’umanità che mi ha arricchito e che mi è servita quando ho iniziato a fare i film”. Un pensiero anche ai suoi affetti più stretti: “Ringrazio i miei due figli, che sono presenti, mia sorella Silvia, mio cognato Christian, il mio amico Ernesto e il mio fratellone Luca”. Verdone ha infine definito l’esperienza di oggi “un bellissimo regalo”, ricordando di aver potuto vedere anche il teatro Valle, che riaprirà a settembre 2026: “Una bellissima giornata che non dimenticherò mai”. 

 

I rischi per il delfino Mimmo che non lascia la laguna di Venezia

AGI – Orate e branzini gratis e senza fine. “Per il delfino Mimmo la Laguna di Venezia è come un ristorante con la formula ‘all you can eat’. Deve schivare qualche cameriere ma ottiene sempre il cibo quando serve”. Ma il rischio è di una collisione tra l’animale e i natanti.

Sandro Mazzariol che coordina il Cert (l’unità contro lo spiaggiamento dei cetacei) dell’università di Padova non è sorpreso del ritorno a casa di Mimmo dopo il tentativo di sabato scorso di portarlo in mare aperto con un’operazione congiunta insieme a guardia di finanza, vigili del fuoco, protezione civile e guardia costiera.

“È stata un’azione con l’obiettivo di capire se era possibile ricollocarlo in caso di emergenza. L’animale  – racconta all’AGI – dopo un’oretta è tornato dove voleva stare, è in buona salute e senza stress”.  Ma l’attenzione dei ricercatori rimane alta.

Attrazione turistica 

Il traffico di motori nel Bacino di San Marco è infatti un pericolo costante per il delfino – un adolescente tra i quattro e gli otto anni – diventato nel frattempo una sorta di attrazione per i visitatori di Venezia. E non è rara la ‘caccia’ al selfie con l’animale ritratto sullo sfondo, magari attirato dal cibo-esca lanciato dai turisti. “Non abbiamo testimonianze dirette ma abbiamo capito che è un fenomeno che esiste”, spiega l’esperto.

La campagna di informazione 

Al momento non è in agenda un nuovo tentativo di allontanare il delfino dalla laguna. Si punta invece su una campagna di informazione in coordinamento con le autorità locali. “Occorre buon senso e non cercare l’interazione con il delfino, come stabilito da norme italiane e comunitarie. Per chi non rispetta le norme ci sono sanzioni penali”, avverte Mazzariol.

Il monitoraggio 

Intanto il team di ricercatori periodicamente esce in laguna. “Analizziamo le foto di Mimmo, registriamo i suoni che emette in modo da capire quali sono le sue attività”.

Nonostante un paio di lacerazioni sulla pinna dorsale (forse dovute al contatto con un’elica) la diagnosi è di un tursiope in perfetta salute.

L’auspicio di un allontanamento volontario dalla zona a rischio 

In attesa di capire se i cittadini rispetteranno il manuale delle buone pratiche (non avvicinarsi al delfino con le barche e non lanciare cibo) si spera anche in un allontanamento volontario dalla zona a rischio. “È plausibile che non trovi più le sue prede e verso gennaio o febbraio possa uscire dal Bacino San Marco e trovare un’altra zona meno pericolosa”, prevede il ricercatore.

Carlo Verdone sindaco di Roma per un giorno, “tapperemo le buche”

AGI – Carlo Verdone è arrivato questa mattina in Campidoglio per vestire simbolicamente i panni del “sindaco per un giorno”, accolto da applausi, fan e curiosi. “Adesso ti comando”, ha scherzato rivolgendosi a Roberto Gualtieri mentre riceveva la fascia tricolore al suo ingresso a Palazzo Senatorio, accompagnato dalle note della banda della Polizia locale che ha eseguito la colonna sonora di “Un sacco bello” di Ennio Morricone.

L’attore, che oggi compie 75 anni, ha subito improvvisato il suo “primo discorso operativo”: “Le buche le tapperemo, in qualche modo. Adesso faremo il primo progetto e poi devo attapparle. Il progetto numero uno. Siamo già d’accordo. Abbiamo preparato le macchine idrauliche”, ha detto ridendo ai giornalisti.

 

 

L’agenda del “sindaco per un giorno”

L’attore e regista romano è stato accolto in Campidoglio dal Sindaco Roberto Gualtieri per prendere parte ai lavori della Giunta riunita al completo nella Sala delle Bandiere di Palazzo Senatorio. Sono state approvate due memorie di indirizzo: la prima riguarda l’attivazione di un punto di odontoiatria e psicologia sociale a Tor Bella Monaca. L’atto avvia il percorso, che sarà poi definito attraverso un accordo con la Regione Lazio e con l’Università Sapienza di Roma, per offrire cure odontoiatriche gratuite e servizi di sostegno psicologico alle persone in maggiore difficoltà economica. Il nuovo presidio sarà collocato all’interno del comparto R5, il grande edificio residenziale di viale dell’Archeologia composto da oltre 1200 alloggi pubblici, interessato da un ampio intervento di rigenerazione urbana finanziato con risorse del Pnrr. L’iniziativa si inserisce in questo percorso di riqualificazione e nelle politiche sociali integrate del territorio, con l’obiettivo di garantire l’accesso alle cure e affermare il diritto al sorriso come elemento essenziale della dignità delle persone, rafforzando al tempo stesso la presenza di servizi di prossimità per le comunità più vulnerabili.
 
La seconda memoria introduce nuove misure a sostegno delle librerie della città, riconosciute dall’Amministrazione come presidi culturali oggi in difficoltà per la crisi del settore. La novità principale riguarda la possibilità per le librerie di ottenere un’occupazione di suolo pubblico: potranno utilizzare spazi esterni per attività culturali oppure, nei casi previsti, per la somministrazione accessoria alla vendita di libri. L’atto consente inoltre alle librerie di svolgere somministrazione anche quando non raggiungono i requisiti dimensionali stabiliti dal regolamento vigente. La misura si applica anche nella Città Storica e nel Sito Unesco, dove finora non era consentito l’uso di aree esterne. L’obiettivo è rafforzare la presenza delle librerie nei quartieri, sostenere la loro tenuta economica e favorire nuove occasioni di incontro tra attività commerciale e iniziativa culturale.

Il tour per la città

Subito dopo un passaggio nell’Aula Giulio Cesare, Verdone e Gualtieri sono entrati in Campidoglio e poi partiranno per l’inaugurazione dell’area ludica di via Olevano Romano. Questo evento segna un momento importante nell’esperienza di Verdone sindaco.

Ore 11:45 – Il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e Carlo Verdone procedono al taglio del nastro inaugurale dell’area ludica per bambini (Via Olevano Romano fronte civico 187)

Ore 13:30– Il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e Carlo Verdone si fermano a pranzo presso il Centro anziani “Cassia”  (Via Cassia 1686, zona La Storta)

Ore 15:00 – Il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri Carlo Verdone effettuano un sopralluogo all’interno del cantiere dei lavori sulla rete fognaria di Tragliatella (Via Pettenasco angolo via Limone Piemonte) e a seguire incontrano i cittadini presso il Centro Sociale di via Zubiena (Via Zubiena 11)

Ore 16:45 – Il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri Carlo Verdone intervengono a una seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina (Aula Giulio Cesare, Palazzo Senatorio)

L’amore per Roma 

L’attore ha espresso la sua emozione: “Sono molto emozionato, perché non me lo sarei mai aspettato dalla vita un regalo del genere. L’ho amata talmente tanto questa città che improvvisamente adesso mi abbraccia. Devo ringraziare Roberto (Gualtieri ndr) che ha avuto questa intuizione, questa sensibilità. Mi ha fatto il più bel regalo che potessi ricevere”. La profonda connessione tra Carlo Verdone e la sua città è palpabile.

Il precedente di Alberto Sordi 

Verdone ha ricordato che l’unico precedente risale a 25 anni fa, quando la fascia fu consegnata ad Alberto Sordi per il suo 80° compleanno: “Sordi lo incontrai alle due a Cinecittà, dove aveva fatto una sosta. Mi disse: ‘andiamo via, via’. Mi portò al ristorante di fronte e mi raccontò: ‘Io, il sindaco, manco per tre ore. Una cosa tremenda. Portatemi a letto’. Abbiamo mangiato in fretta ed è stato riportato a casa a dormire. La sera c’è stato il rinfresco con Rutelli e Berlusconi, ma era morto. Non so che giro gli hanno fatto fare”.

Il viaggio nelle periferie 

La scelta di dedicare la giornata alle periferie non è casuale: “Io ho scelto di andare nelle periferie perché mi sembrano i luoghi più interessanti, i più creativi. Bisogna dargli una bella spinta di speranza, soprattutto puntando sui giovani che possono avere delle idee. Sono quelli che guardano meglio il quartiere, quelli che possono dare un futuro alle periferie”.

“Un Tevere più limpido” 

Tra le idee che Verdone vorrebbe vedere realizzate, c’è anche quella di valorizzare il Tevere: “Non dico renderlo balneabile, sarebbe molto complicato, però renderlo più limpido e meno inquinato. Il Tevere è un’arena fondamentale per noi”.

Un risveglio tra ‘le lacrime’ 

L’attore ha raccontato di essersi commosso al risveglio questa mattina: “Stamattina mi sono svegliato e qualche lacrima è venuta. Ho pensato ai miei genitori. Io ho amato tanto questa città. Ho capito la sensibilità, l’umore, la poesia anche di certe magagne. Il carattere dei romani è una famiglia, piena di ironia, pungente ma anche spiritosa, come mio padre e mia madre. Mi hanno insegnato ad amare questa città e a capirla meglio”.

La cultura motore del cambiamento 

Verdone ha sottolineato il valore della comunità che cambia anche grazie alla cultura: “La comunità si sta facendo diversa a livello culturale: chi ha un campo di calcio, chi una scuola di musica, chi una sala di lettura. La cultura può fare veramente moltissimo. Secondo me sono i giovani che hanno più intuizione e creatività. Per le periferie mi sembrava la cosa migliore: andare là dove c’è bisogno di dare speranza”.

La giornata proseguirà con il pranzo al Centro anziani Cassia, un sopralluogo ai lavori di Tragliatella e un incontro con i residenti al Centro sociale di via Zubiena, prima dell’intervento di Verdone nella seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina.

 

 

Verdone sindaco a Gualtieri: “Adesso ti comando”

AGI – “Adesso ti comando”, ha scherzato Carlo Verdone rivolgendosi a Roberto Gualtieri mentre riceveva la fascia tricolore al suo ingresso a Palazzo Senatorio, accompagnato dalle note della banda della Polizia locale che ha eseguito la colonna sonora di Un sacco bello di Ennio Morricone.

L’attore, che oggi compie 75 anni, ha subito improvvisato il suo “primo discorso operativo”: “Le buche le tapperemo, in qualche modo. Adesso faremo il primo progetto e poi devo attapparle. Il progetto numero uno. Siamo gia’ d’accordo. Abbiamo preparato le macchine idrauliche”, ha detto ridendo ai giornalisti.

Frana travolge una casa nel Goriziano, due morti. Esonda il fiume Torre, gente sui tetti

AGI – Sono due le vittime della frana che nella notte tra domenica e lunedì, per un’ondata di maltempo che ha colpito pesantemente il Friuli-Venezia Giulia, ha travolto un’abitazione a Brazzano, nel comune di Cormons, nel Goriziano. Si tratta del 32enne Quirin Kunhert e dell’83enne Guerrina Skocaj, inizialmente dati per dispersi. Dopo ore di ricerche, i vigili del fuoco hanno recuperato il corpo dell’uomo e individuato quella della donna.

 

 

Secondo quanto emerso, il 32enne, di origine tedesca e gestore di un negozio di alimentari della zona, avrebbe in tutte le maniere cercato di salvare l’anziana, ma un improvviso ulteriore crollo dell’edificio ha sepolto la coppia. L’uomo, tuttavia, avrebbe fatto in tempo invece a salvare la sorella di uno dei residenti a Brazzano prima di prodigarsi per l’anziana. E’ stato lo stesso fratello della donna salvata da Kunhert a raccontare all’emittente tv questo drammatico particolare.

 

 

A Versa, frazione di Romans d’Isonzo (sempre nel Goriziano), l’esondazione del fiume Torre ha costretto alcune persone a rifugiarsi sui tetti delle case. Gli sfollati sono 300 così come sono oltre 300 gli interventi effettuati su tutto il territorio dai 250 vigili del fuoco in azione con squadre ordinarie, soccorritori acquatici, elicottero del reparto volo di Venezia.

“Chiediamo la mobilitazione nazionale per avere il supporto delle altre Regioni: la priorità però ora sono le persone”, ha detto l’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi. Il governatore, Massimiliano Fedriga, dal canto suo, ha assicurato: “Staremo vicini popolazione alla concretamente, anche nella legge di bilancio cercheremo di affrontare le prime necessità, con un intervento anche di carattere finanziario”.

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto un colloquio telefonico con lo stesso Fedriga “per essere aggiornata sulla situazione di maltempo che sta colpendo il territorio”. “Il Presidente – riferiscono fonti di Palazzo Chigi – sta seguendo con attenzione l’evolversi degli eventi e mantiene un contatto diretto con il ministro Musumeci e con il Dipartimento della Protezione civile. Meloni ha espresso la vicinanza alle comunità interessate e ha rivolto un sentito ringraziamento a tutte le donne e gli uomini impegnati nelle operazioni di soccorso”, è stato aggiunto. 

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Weekend di sangue sulle strade italiane. Il Papa: “Spesso è colpa di comportamenti irresponsabili”

AGI – Ancora un weekend di sangue sulle strade italiane. Ancora delle vite spezzate, tanto che oggi Papa Leone XIV, al termine dell’Angelus, ha voluto rivolgere un pensiero “a tutti coloro che sono morti in incidenti stradali causati troppo spesso da comportamenti irresponsabili. Ognuno faccia su questo un esame di coscienza”.

Sabato 15 novembre hanno perso la vita due giovanissimi in altrettanti incidenti stradali diversi. Vincenzo Bochicchio, 22 anni di Maschito, è morto nella tarda serata di ieri in provincia di Potenza. Era a bordo della sua auto e percorreva la strada provinciale Oraziana, all’altezza di Ripacandida, nel potentino. All’improvviso si è scontrato con un’altra vettura. Le cause dell’incidente sono tutte da ricostruire.

Nell’impatto che ha coinvolto Vincenzo Bochicchio, oltre alla vittima, altre tre persone sono rimaste ferite. Una è stata trasportata in ospedale a Potenza, in codice rosso; due, invece, in codice giallo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri per i rilievi e le prime indagini volte a chiarire la dinamica dello scontro sulla strada provinciale Oraziana.

Sedicenne muore in moto nell’agrigentino

L’altra vittima di sabato è un sedicenne di Santa Margherita di Belìce, nell’Agrigentino. C. P., è morto poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca in seguito a un incidente stradale avvenuto a Montevago. Il giovane è la terza vittima della strada in provincia di Agrigento in pochi giorni.

L’incidente che ha coinvolto il sedicenne si è verificato ieri sera, poco prima delle 23:30, in via Quindici gennaio, nei pressi di via Guglielmo Marconi a Montevago. Secondo una prima ricostruzione, il ragazzo avrebbe perso il controllo della moto cadendo autonomamente. Nonostante indossasse il casco di protezione, le ferite riportate si sono rivelate fatali. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Menfi e di Santa Margherita di Belìce, che hanno avviato le indagini, non trovando né il mezzo né il giovane, già soccorso e trasportato in ospedale dal 118.

Travolto e ucciso sull’autostrada A18 nel catanese

Oggi, invece, nel Catanese, un uomo di 50 anni residente a Siracusa, sceso dall’auto in panne, è deceduto dopo essere stato travolto da un’altra vettura. È successo ai caselli autostradali di San Gregorio, lungo la A18 Catania-Messina in direzione del capoluogo etneo.

L’uomo era alla guida della sua auto quando ha forato un pneumatico ed è stato costretto a fermarsi. In attesa del carro attrezzi chiamato tramite la compagnia di assicurazione, l’automobilista è sceso ed è stato centrato in pieno da una macchina. Sul posto è intervenuta la polizia stradale di Catania e un’ambulanza del 118. Al momento si registrano rallentamenti alla viabilità in direzione Catania.

Scontro a Milano: un morto e un ferito grave, conducente positivo al drug test

È morto nella serata fa il ragazzo di 21 anni coinvolto nel grave incidente stradale avvenuto all’alba a Milano in viale Fulvio Testi. L’incidente stradale è avvenuto all’alba di oggi a Milano in viale Fulvio Testi. Una Mercedes Brabus classe G, con a bordo tre persone, si è scontrata con una Opel Corsa dove c’era solo il conducente. Ad avere la peggio sono stati gli occupanti del SUV, tutti portati in pronto soccorso. Il 21enne deceduto è stato inizialmente trasportato in codice rosso all’ospedale Niguarda dopo essere andato in arresto cardio-circolatorio. Grave anche un’altra passeggera di 30 anni, la cui prognosi è riservata. Meno gravi il terzo occupante del SUV e il conducente della Opel, risultato positivo al drug test. I rilievi sono affidati alla polizia locale per chiarire la dinamica.

Auto travolge pedoni e clienti di un bar nel Siracusano, 4 feriti

Grave incidente questa mattina in piazza Quattro Canti, a Priolo (Siracusa). Sono almeno quattro i feriti, due dei quali in codice rosso. Un giovane, in condizioni critiche, è stato trasferito in elisoccorso a Catania, mentre gli altri sono stati portati all’ospedale Umberto I di Siracusa. Secondo una prima ricostruzione, un’auto avrebbe improvvisamente sbandato travolgendo pedoni e avventori seduti ai tavolini dei bar, per poi urtare almeno quattro vetture e terminare la corsa sul marciapiede dopo aver abbattuto arredi urbani. Immediato l’intervento di polizia, carabinieri, vigili del fuoco, polizia municipale e 118. 

Sabato di sangue, due giovani vittime di incidenti stradali

AGI – Un sabato di sangue sulle strade italiane. A perdere la vita sono stati due giovanissimi in due incidenti stradali diversi. Vincenzo Bochicchio, 22 anni di Maschito, è morto nella tarda serata di ieri in provincia di Potenza. Era a bordo della sua auto e percorreva la strada provinciale Oraziana, all’altezza di Ripacandida, nel potentino. All’improvviso si è scontrato con un’altra vettura. Le cause dell’incidente sono tutte da ricostruire.

L’altra vittima è un sedicenne di Santa Margherita di Belìce, nell’Agrigentino. C. P., è morto poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca in seguito a un incidente stradale avvenuto a Montevago. Il giovane è la terza vittima della strada in provincia di Agrigento in pochi giorni.

I dettagli dell’incidente nel potentino

Nell’impatto che ha coinvolto Vincenzo Bochicchio, oltre alla vittima, altre tre persone sono rimaste ferite. Una è stata trasportata in ospedale a Potenza, in codice rosso; due, invece, in codice giallo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri per i rilievi e le prime indagini volte a chiarire la dinamica dello scontro sulla strada provinciale Oraziana.

Cosa è successo nell’agrigentino

L’incidente che ha coinvolto il sedicenne si è verificato ieri sera, poco prima delle 23:30, in via Quindici gennaio, nei pressi di via Guglielmo Marconi a Montevago. Secondo una prima ricostruzione, il ragazzo avrebbe perso il controllo della moto cadendo autonomamente. Nonostante indossasse il casco di protezione, le ferite riportate si sono rivelate fatali. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Menfi e di Santa Margherita di Belìce, che hanno avviato le indagini, non trovando né il mezzo né il giovane, già soccorso e trasportato in ospedale dal 118.

A Milano, due feriti gravi nell’impatto tra due auto

E’ di due feriti gravi il bilancio di un incidente stradale avvenuto all’alba a Milano in viale Fulvio Testi. Una Mercedes Brabus classe G, con a bordo tre persone, si è scontrata con una Opel Corsa dove c’era solo il conducente. Ad avere la peggio sono stati gli occupanti del suv, tutti portati in pronto soccorso. In codice rosso un 21enne trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda dopo essere andato in arresto cardio-circolatorio. Grave anche un’altra passeggera di 30 anni, la cui prognosi è riservata. Meno gravi il terzo occupante del suv e il conducente della Opel, risultato positivo al drug test. I rilievi sono affidati alla polizia locale per chiarire la dinamica e le responsabilità.

Donna di 81 anni uccisa a coltellate nel Varesotto. Arrestato il marito

AGI – Una donna di 81 anni, Mariella Chiari, è stata uccisa nella sua abitazione a Mesenzana, in provincia di Varese. Il fatto è accaduto in via Pezza nel pomeriggio. La vittima è stata colpita ripetutamente con un coltello. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri su segnalazione dei vicini della coppia che hanno riferito di aver visto e sentito gridare davanti all’abitazione il marito 78enne, Renato Bianchi, poi fermato dai militari della compagnia di Luino e portato in caserma per essere interrogato dal pm di turno della procura di Varese.

L’uomo – secondo quanto ricostruito dagli inquirenti – avrebbe ucciso con più di una coltellata al petto la moglie, dopo una lite domestica per futili motivi. Dopo l’omicidio è sceso nell’abitazione al piano terra della villetta bifamiliare dove abita la figlia con i nipoti.

I soccorsi e il ritrovamento dell’arma

La donna quando ha capito cosa era successo ha immediatamente chiamato il 112. Sul posto, intorno alle 16, sono arrivati i soccorritori del 118 e i Carabinieri. La 81enne è morta sul colpo: il coltello da cucina è stato trovato appoggiato al petto.

L’interrogatorio e il fermo del marito

Il marito sarà sottoposto a fermo di indiziato. Dalle indagini dei militari non sono emersi episodi di violenza commessi dall’omicida nei confronti della moglie.

Mesenzana, la strada già teatro di una tragedia

Via Pezza di Mesenzana, la strada in cui oggi è avvenuto il femminicidio, fu teatro pochi anni fa di un’altra tragedia. Nel marzo del 2022, in una palazzina, come ricordano i media locali, un uomo, Andrea Rossin, per punire la moglie che lo aveva lasciato, uccise nel sonno i suoi figli di 13 e 7 anni, Giada e Alessio, per poi togliersi la vita. Quanto accaduto oggi ha di nuovo riportato la comunità del piccolo centro del Varesotto nello stesso clima di allora. Il sindaco del piccolo centro dell’alto Varesotto si è detto profondamente turbato per quanto successo.

L’autopsia conferma: tra David e Leonardo ci fu una lite. Ma il gip revoca l’arresto

AGI – Lesioni traumatiche da caduta e segni sul corpo legati a una violenta colluttazione: questo è quanto emerge dai risultati preliminari dell’esame autoptico – disposto dai pm di Roma – che è stato svolto oggi all’Istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza sul corpo del 27enne Leonardo Fiorini morto dopo essere precipitato da un B&B nella zona di Monteverde, a Roma, la sera di giovedì 13 novembre. Nel corso dell’autopsia sono stati fatti i prelievi per il tossicologico i cui risultati saranno disponibili tra alcune settimane.

Per questa vicenda era finito agli arresti domiciliari il 25enne David Stojanovic, inizialmente accusato di omicidio volontario per aver fatto precipitare l’amico dal balcone. Il giudice ha convalidato il fermo ma non ha emesso la misura cautelare. Il giovane, dunque, torna libero ma resta sotto inchiesta. Anche lui sarà sottoposto ad esami per accertare l’eventuale assunzione di stupefacenti.

 

 

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