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Garlasco: De Stefano, “ecco perché quella su Sempio è solo un’ipotesi”
AGI – “Presenza di Stasi sulle unghie di Chiara Poggi? È sbagliato parlare di presenza o assenza perché si parla di caratteri genetici che ci sono o non ci sono. Ci sono dei caratteri che sono condivisi da più persone, qualcuno potrebbe essere anche di Stasi, da quello che si legge nella perizia della dottoressa Denise Albani. Poi c’è un risultato che sarebbe compatibile con Sempio per il quale ci sono 12 marcatori su 16 e, in più, alcuni di questi risultati sono contaminati“. Lo afferma in un’intervista all’AGI il professor Francesco De Stefano, il genetista che firmò la perizia nel 2014 sul DNA estratto dalle unghie di Chiara Poggi.
All’epoca De Stefano sostenne di non avere acquisito risultati “consolidati” sul materiale genetico analizzato sulle unghie e, quindi, non validi scientificamente. “Ci sono due posizioni: la mia era stata conservativa e garantista. Siccome non è possibile nelle tre repliche avere una conferma dei risultati, era stato il mio ragionamento, io dissi che i risultati non servivano a nulla. Non avevo nel quesito la richiesta di fare un’analisi biostatistica mentre Albani aveva nel quesito questa necessità di fare un confronto biostatistico. Le è stato chiesto e lei ha fatto il suo dovere ma stiamo parlando di ipotesi, non c’è nessuna certezza. Ecco perché sono ipotesi che vanno consolidate dentro un’aula di giustizia”.
Perché è sbagliato parlare di dna di tizio o di caio
De Stefano spiega perché in questa fase è sbagliato parlare di DNA di tizio o di caio. “La perita fa un’analisi dicendo che ci sono tre dita su nove che hanno dato delle risposte. Per ogni dito fanno un confronto con tutte le persone di cui hanno preso il DNA e dicono che ci sono dei caratteri che corrispondono a tizio o a caio.
Come giustamente sostiene Albani, nella sua perizia che io sottoscrivo in gran parte dal punto di vista scientifico, non c’è nessun risultato consolidato per cui le ipotesi si basano su dei risultati non consolidati e quindi scientificamente non sostenibili più di tanto”.
Il ragionamento nella genetica forense
“Ci sono tracce di Stasi? Voi tutti giornalisti vi siete innamorati di ‘c’è il DNA di tizio o caio’ ma non è così che si ragiona quando si fa la genetica forense. Ci sono dei caratteri e noi vediamo che livello di compatibilità o incompatibilità c’è con le persone su cui si svolge l’indagine. Non c’è il DNA mio o di qualcun altro. Ci sono dei caratteri genetici che poi, successivamente, possono essere attribuiti o dichiarati compatibili oppure dei caratteri verosimilmente da escludere. Ma sono sempre verosimiglianze, non si può dire che c’è il DNA di tizio o di caio”.
L’importanza del contesto e il trasferimento del dna
Sul metodo usato da Albani, incaricata della perizia dal Tribunale di Pavia, De Stefano ritiene che “i dati statistici non sono la verità, sono delle ipotesi più o meno sostenibili. E poi rimane sempre di fondo la necessità di capire quando quel DNA si è trasferito e con quali modalità. La stessa Albani dice probabilmente che è da contatto“.
Quello che preme sottolineare a De Stefano è che questi dati vanno sempre inquadrati in un’aula di tribunale. Fa un esempio eclatante che risale al 2002 quando un barista di Liverpool venne accusato dell’omicidio in una pineta toscana di una giovane donna. Il DNA nella banca dati portò all’arresto del barista che era stato censito in precedenza per guida in stato di ebbrezza. Risultò poi che l’uomo aveva un alibi di ferro e si trovava in Inghilterra, come testimoniato da numerose persone.
Saviano: “Ho sbagliato a espormi. E ora ne pago le conseguenze psichiche”
AGI – “So di deludere chi mi ascolta, ma forse posso farlo arrivare all’orecchio di qualcuno al quale direi di non farlo mai quello che ho fatto io, non farlo mai. Se stai pensando di esporti, se stai pensando che va bene gestirti diffamazione, merda, tribunali perché vale la pena, perché sei coraggioso, io ti dico proteggiti, non lo fare, sii prudente. La paura non è codardia, la paura è semplicemente qualcosa che ti sta permettendo di salvarti, cosa che io non ho fatto e ne pago ora le conseguenze psichiche”.
Lo ha detto Roberto Saviano, ospite della prima puntata di ‘Diario di cittadinanza. Voci, storie e numeri delle disuguaglianze italiane‘, podcast targato Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, curato da Stefano Di Traglia, Antonio Fraschilla e Patty Torchia, distribuito sulle principali piattaforme streaming.
Il sud e l’isolamento di chi racconta
Il Sud “lascia soli sempre, sempre chi decide di raccontarlo, salvo poi mitizzarlo“, ha ancora detto Roberto Saviano rivolgendosi ai conduttori e al direttore della Svimez Luca Bianchi. Saviano, minacciato dalla camorra e più in generale dalla criminalità organizzata, sottolinea come la scelta di esporsi e di denunciare le problematiche del Sud porti a un isolamento, nonostante la successiva glorificazione del mito.
Corrado Alvaro e il popolo dei mitomani
“Cito lo scrittore calabrese Corrado Alvaro che parla di Sud Italia come popolo di ‘mitomani‘, cioè di adoranti il mito. Ad Alvaro stesso gli dicevano: ‘Ma perché il tuo sguardo è basso? Hai quel mare guarda l’orizzonte, hai quel cielo, hai quel cibo’. Alvaro risponde: il mio compito è guardare a terra in nome di quel mare, in nome di quel cielo, in nome di quella tradizione e proprio in nome di questa bellezza che io ho il dovere e la necessità di poter tematizzare, raccontare, perché nel momento in cui ce ne occupiamo stiamo trasformando“.
Emma Bonino sta meglio, trasferita in reparto al San Filippo Neri
AGI – A seguito di un deciso miglioramento delle condizioni di salute, Emma Bonino è uscita dalla subintensiva dell’ospedale San Filippo Neri, dove era ricoverata da lunedì, ed è stata trasferita in reparto per completare la fase di ripresa”. È quanto si apprende da fonti di +Europa.
La storica leader radicale era ricoverata, in un primo momento, in terapia intensiva all’ospedale Santo Spirito di Roma in seguito a un malore. Poi il trasferimento d’urgenza al San Filippo Neri.
L’ex ministro degli Esteri, che nel 2023 era guarita da un tumore al polmone sinistro, nell’ottobre 2024 era stata ricoverata per problemi respiratori. Come leader del Partito Radicale, fin dagli anni ’70 è stata in prima linea nelle battaglie per i diritti civili, promuovendo inchieste e referendum sull’aborto (contribuendo all’emanazione della legge 194), sul divorzio, e per la legalizzazione delle droghe leggere. Il suo attivismo si è esteso al piano internazionale con campagne per la moratoria sulla pena di morte e per l’istituzione della Corte penale internazionale.
Picchiata e uccisa in casa, il marito in carcere. Aveva tentato il suicidio
AGI – Ha passato la sua prima notte in una cella del carcere di Montacuto, ad Ancona, Nazif Muslija, il cinquantenne rumeno, unico indagato per l’uccisione a colpi di un tubo da cantiere al viso e al torace, della moglie Sadijde.
Lo cercavano anche fuori dalle Marche, inseguito da un mandato di cattura internazionale; ieri pomeriggio, intorno alle 18, l’ha ritrovato il cane di un cacciatore in un bosco a Sant’Anna di Matelica, in provincia di Macerata, a 40 chilometri dalla casa di Via Garibaldi, nella frazione Pianello Vallesina di Monte Roberto (Ancona), dove è stato commesso il delitto.
Il cane l’ha fiutato, il cacciatore ha tagliato la corda che lo faceva penzolare da un albero e ha chiamato i soccorsi, i medici hanno fatto il resto, medicandolo e consentendo ai carabinieri di trasferirlo in carcere.
Da quanto si è appreso, proprio in quel bosco impervio aveva nascosto la sua Smart e si era creato un giaciglio, meditando il suicidio. Sara’ sentito dal gip, ma ai miliari dell’Arma avrebbe ammesso di essere stato lui a uccidere Sadijde, il cui cadavere e’ all’obitorio dell’ospedale regionale di Torrette di Ancona in attesa dell’autopsia.
Contro le tensioni sociali, Treccani sceglie la parola ‘fiducia’. Pantone il bianco
AGI – In un periodo segnato da incertezze geopolitiche e tensioni sociali, la Treccani ha scelto “fiducia” come parola dell’anno 2025. Sulla stessa scia, anche Pantone che ieri ha rivelato il suo colore del 2006: un bianco marshmellow per portare dolcezza ed equilibrio in vite segnate dal caos. Dopo aver premiato “rispetto” nel 2024, l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana punta ora l’attenzione su un concetto che diventa essenziale per affrontare il futuro con serenità e speranza, rafforzando legami solidi e affidabili tra individui, comunità e istituzioni.
Definita dal Dizionario dell’italiano Treccani 100 come “l’atteggiamento di tranquilla sicurezza che nasce da una valutazione positiva di una persona o di un gruppo di persone, verso altri o verso sé stessi”, la “fiducia” si manifesta in molteplici dimensioni: personale, sociale e comunitaria. Rappresenta il filo sottile che consente di aprirsi, condividere idee, progetti e paure, e costruire legami duraturi.
La scelta dell’Istituto Treccani – con alla presidenza il filologo e critico letterario Carlo Ossola e alla direzione generale Massimo Bray – tiene conto anche del crescente interesse dei giovani: sul portale treccani.it, “fiducia” è risultata tra le parole più cliccate e ha registrato il maggior incremento percentuale rispetto all’anno precedente. Per la Treccani, come evidenzia in un comunicato, “la fiducia è oggi una parola fragile e insieme necessaria, soprattutto tra i giovani che sentono il bisogno di riannodare i legami e di credere in qualcuno o qualcosa senza temere delusioni. Solo quando ci si fida si è disposti ad aprirsi, a condividere pensieri, paure e progetti”.
Pantone sceglie il bianco marshmellow
Sempre alla luce delle tensioni, gli esperti del Pantone Color Institute hanno scelto il bianco per riportare dolcezza ed equilibrio. O meglio ‘Cloud Dancer’, è la tonalità individuata dagli esperti del settore. Non un bianco puro, ma una sfumatura vanigliata che ricorda l’interno di un marshmallow.
In questo momento di trasformazione, in cui stiamo ripensando il nostro futuro e il nostro posto nel mondo, Pantone 11-4201 Cloud Dancer è una tonalità discreta che offre una promessa di chiarezza”, spiega Leatrice Eiseman, direttrice esecutiva del Pantone Color Institute. “La cacofonia che ci circonda è diventata travolgente, rendendo più difficile ascoltare la nostra voce interiore. Cloud Dancer è una scelta consapevole di semplificazione: affina la concentrazione e ci libera dalle distrazioni esterne”.
L’idea, quest’anno, è contrastare il caos che segna la vita quotidiana e la pressione costante che grava sulle persone. Pantone è un riferimento globale nella standardizzazione del colore e ogni anno il Color of the Year viene scelto dal suo istituto di ricerca, che analizza tecnologie emergenti, valori sociali, collezioni artistiche, mete di viaggio e, più in generale, il clima emotivo condiviso da designer e consumator
Tatiana, la versione dell’amico Dragos: “Eravamo d’accordo, chiedo scusa”. Il video in esc…
AGI – “Un’avventura di comune accordo. Tra noi c’è un forte sentimento reciproco che si è consolidato con la convivenza di fatto in questi giorni e che non mi ha fatto ben comprendere le conseguenze”. Dragos Gheormescu intercettato dai cronisti a pochi metri dalla sua abitazione di Nardò rivendica così che alla base della scomparsa per 10 giorni di Tatiana Tramacere non vi è stata alcuna costrizione. Anzi, questa la versione del 30enne, tra i due c’è stata un’unità di intenti. Poi le scuse “ai parenti di Tatiana” e alla comunità del comune pugliese.
Lo stesso racconto, insomma, fornito ieri sera ai carabinieri dall’amico della giovane scomparsa poi ritrovata nella mansarda dell’appartamento di Gheormescu, e su cui gli stessi investigatori sono al lavoro per trovare conferme.
Anche se dagli elementi raccolti fino ad ora sembra delinearsi senza troppe sorprese lo scenario di un allontanamento volontario. Non ancora noti, invece, i motivi che hanno portato alla ‘fuga‘ della ragazza.
Oltre 40 ore di filmati, la svolta nelle indagini
La svolta nelle indagini sul caso di Tatiana Tramacere, la 27enne di Nardò resasi irreperibile il 24 novembre scorso e ritrovata ieri sera dai carabinieri nella casa del suo amico Dragos Ioan Gheormescu, è arrivata a seguito dell’esame accurato di oltre quaranta ore di registrazioni filmate da una telecamera di videosorveglianza che inquadrava l’uscio dell’abitazione del trentenne di origini rumene.
In particolare, le immagini catturate dall’obiettivo elettronico la sera del 24 novembre, mostrano due persone che entrano nella residenza di Dragos. Ma la qualità dei filmati non ha consentito ai carabinieri di risalire all’identità dei due.
Le ultime immagini di Tatiana insieme all’amico prima della scomparsa – esclusiva Tg1
Erano visibili solo le sagome di due individui, due ombre e nulla di più, ma da quel momento gli investigatori hanno tenuto sempre sotto stretta osservazione l’ingresso della casa di Dragos, rilevando unicamente l’uscita e l’entrata del trentenne. Presumendo che una delle due persone fosse Tatiana, ciò dimostrerebbe, secondo gli inquirenti, che la ragazza non avrebbe mai varcato la soglia della casa dalla sera del 24 novembre, rimanendo sempre nascosta al suo interno.
Ieri sera, il procuratore della Repubblica di Lecce, Giuseppe Capoccia, ha dato l’ordine ai carabinieri di perquisire l’abitazione. I militari vi hanno trovato Tatiana libera di circolare in casa e di uscire per strada, se avesse voluto farlo, secondo le ricostruzioni degli stessi inquirenti.
Il caso, quindi, per la Procura, è ormai ben delineato: si sarebbe trattato di un allontanamento volontario di Tatiana addebitabile a ragioni ancora non del tutto chiare.
La dichiarazione di Dragos Gheormescu
“Questa notte presso il comando dei carabinieri di Lecce – ha detto il 30enne ai cronisti – ho riferito integralmente tutti i fatti che riguardano la mia persona e in generale la scomparsa di Tatiana. In particolare confermo che il forte sentimento di affetto reciproco tra me e Tatiana, che si è consolidato con la convivenza di fatto in questi giorni, non mi ha fatto ben comprendere le conseguenze, anche di natura pubblica, derivanti da questa nostra avventura che ripeto era di comune accordo. Da parte mia ho voluto tutelare Tatiana nelle sue scelte personali di cambiare vita. Sono profondamente rammaricato – ha aggiunto – e anche alla luce della giornata di ieri e dell’intervento degli organi di polizia chiedo scusa ai genitori e ai parenti di Tatiana, ai militari dell’Arma intervenuti, ai magistrati e a tutta la comunità di Nardò e in particolare alla signora Teresa e ai suoi figli proprietari della casa dove vivo”.
Tatiana Tramacere, la 27enne scomparsa dal 24 novembre, è stata trovata viva ieri dai carabinieri all’interno della mansarda della casa di Dragos Ioan Gheormescu, 30enne di origini rumene, suo amico. L’uomo risulta formalmente indagato per istigazione al suicidio nell’ambito dell’inchiesta sulla scomparsa della giovane studentessa di Filosofia.
Il video in esclusiva del Tg1
Caso Orlandi: spunta una nuova pista, perquisita casa dello zio Meneguzzi
AGI – C’è una nuova “pista investigativa” nell’inchiesta della procura di Roma sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, avvenuta il 22 giugno 1983, nella Capitale, mentre la ragazza rientrava a casa dopo le lezioni di musica. Ne dà notizia Giuseppe Scarpa su La Repubblica. Secondo il quotidiano romano, infatti, “nell’aprile del 2024” gli investigatori, coordinati dal pm Stefano Luciani, si sarebbero recati nella villetta di Torano, in provincia di Rieti, di Mario Meneguzzi, zio di Emanuela, defunto anni fa, per una perquisizione. È la prima volta che su un atto giudiziario compare il nome di Meneguzzi.
Il coinvolgimento dello zio di Emanuela Orlandi viene indicato dalla procura di Roma come “ipotesi investigativa, ma non l’unica, che lo vede coinvolto nella sparizione” della nipote. Non si tratta di un passaggio formale qualsiasi: è scritto nero su bianco in un decreto di perquisizione. Il provvedimento rimasto finora sconosciuto è stato eseguito nell’aprile del 2024. A perquisire la casa sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Roma, che si sono presentati nella villa di Meneguzzi a Torano, in provincia di Rieti, a poco meno di cento chilometri dalla Capitale.
Le piste investigative multiple e il ruolo dello zio
Nel decreto i magistrati precisano che quella non è l’unica ipotesi al vaglio. Un passaggio che certifica l’esistenza di piste investigative multiple, sviluppate in parallelo. Ma chi è Meneguzzi? Lo zio di Emanuela è stato una figura centrale nella trattativa con i presunti rapitori che, nei mesi successivi alla scomparsa della cittadina vaticana, telefonavano a casa di Ercole Orlandi, in Vaticano, padre della ragazza ed ex dipendente della Prefettura della Casa Pontificia, morto a sua volta nel 2004.
Mafia: maxi-blitz a Roma al clan Senese, 14 arresti
AGI – Maxi blitz dei carabinieri del Comando Provinciale di Roma, su delega dei pm della Direzione Distrettuale Antimafia, in relazione al clan Senese.
I militari hanno eseguendo un’ordinanza, emessa dal gip Flavia Costantini che dispone la custodia cautelare in carcere per 14 persone, accusate, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, porto e detenzione illecita di armi da sparo, estorsione aggravata dal metodo mafioso e (in alcune ipotesi) dal fine di agevolare le attività dell’associazione mafiosa dei Senese, tentato sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso.
Il provvedimento restrittivo scaturisce da una più ampia attività investigativa avviata dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, dietro il coordinamento della Dda che ha consentito di raccogliere gravi elementi indiziari circa le responsabilità riguardanti: due tentati omicidi avvenuti a Roma; attività di spaccio di stupefacenti; un tentativo di estorsione nei confronti di un gioielliere della Capitale su cui convergevano gli interessi anche del clan Di Lauro, attivo nella provincia di Napoli, da parte di un malvivente romano che, nell’ambito della condotta delittuosa, lasciava falsamente intendere di essere un emissario della famiglia Senese, così determinando la reazione violenta sia del sodalizio campano che di quello capitolino, rappresentato da Angelo Senese, fratello del più noto Michele, con conseguente richiesta “risarcitoria”; un tentativo di sequestro di persona. Perquisizioni sono tuttora in corso alla ricerca di fonti di prova.
Gli arrestati
Tra gli arrestati spiccano nomi di peso della scena criminale: Angelo Senese, fratello di Michele; Ettore Abramo, detto “Pluto” e già vice di Fabrizio Piscitelli “Diabolik”; Girolamo Finizio; i fratelli Alvise e Leopoldo Cobianchi; Kevin Di Napoli.
Per tutti, il giudice Costantini ritiene il carcere “l’unica misura idonea” a tutelare le esigenze cautelari, escludendo soluzioni meno afflittive, compresi i domiciliari con braccialetto elettronico, non ritenuti sufficienti a prevenire il rischio di nuove condotte intimidatorie o interferenze con le indagini.
Nell’ordinanza di 87 pagine, il gip sottolinea come i reati contestati siano accompagnati da “gravi intimidazioni nei confronti delle persone offese e delle persone informate sui fatti”, indice di una “inclinazione caratteriale aggressiva” tale da rendere concreto, in caso di libertà’, il pericolo di pressioni e violenze. Un “quadro allarmante”, quello descritto negli atti. Nel provvedimento si ricostruiscono anche i retroscena dei due tentati omicidi e del tentato sequestro della persona conosciuta come “Il Bove”.
Le intercettazioni documentano le dinamiche interne al gruppo: “Lo ammazzate, incaprettatelo”, dicono alcuni degli indagati, mentre parlando di Ettore Abramo lo definiscono “un uomo d’onore che non c’entra più niente”, aggiungendo che “lo vogliono da lui o lui o i soldi o la testa sua”. Per il gip, Abramo avrebbe avuto un ruolo “decisivo ed essenziale” nell’ideazione e nella fase iniziale del sequestro. Le perquisizioni sono ancora in corso alla ricerca di ulteriori fonti di prova. Nell’operazione sono state arrestate altre due persone, estranea all’ordinanza di custodia cautelare, per reati di droga.
Tatiana Tramacere è viva: ritrovata dopo 10 giorni nella mansarda dell’amico
AGI – Tatiana Tramacere è stata trovata viva dai carabinieri all’interno della mansarda della casa di Dragos Ioan Gheormescu, a Nardò, il suo amico 30enne di origini rumene, formalmente indagato dalla procura di Lecce per istigazione al suicidio nell’ambito delle indagini per la scomparsa della 27enne studentessa di Filosofia, irreperibile dal 24 novembre. Non è ancora chiaro se la donna sia stata sequestrata o se si sia trattato di allontanamento volontario, coperto dal 30enne di origini rumene. La notizia del ritrovamento di Tatiana Tramacere viva e in buone condizioni di salute, è stata confermata dal procuratore della Repubblica di Lecce, Giuseppe Capoccia.
“Tatiana è viva e sta bene. È in apparenti condizioni di buona salute. Adesso lasciateci lavorare per comprendere se lo stato di costrizione o di sua volontà“. Lo ha detto il comandante dei carabinieri uscendo dalla casa di Dragos Ioan Gheormescu, a Nardò.
La gioia del padre di Tatiana Tramacere
“È un momento di gioia aver trovato mia figlia, un sollievo Sembrava si stesse realizzando il peggio ma ringraziando l’Arma dei CC è andato tutto bene. Aspettiamo che venga qui sono certo che sta bene perché c’è il fratello con lei grazie a tutti è un momento bellissimo un regalo di Natale“. Lo ha detto il padre di Tatiana Tramacere, Rino. “No, stiamo aspettando la telefonata. Dovrebbe tornare in serata”. Ha aggiunto rispondendo in diretta a Telerama se avesse già sentito la figlia al telefono. Quando gli viene chiesto se abbia qualcosa da dire a Dragos Ioan Gheormescu ha replicato: “A Dragos non voglio dire niente. Sarà la legge a fare il suo dovere. Ringrazio tutta la comunità di Nardò“.
Uccisa a botte, il marito trovato ha tentato il suicidio
AGI – È finita in provincia di Macerata la fuga di Nazif Muslija, l’uomo accusato di aver massacrato di botte Sadjide Muslija, la donna uccisa nell’Anconetano. Nazif era ricercato sin dal primo momento, quando sua moglie è stata trovata priva di vita nell’appartamento della coppia a Pianello Vallesina di Monte Roberto, in provincia di Ancona.
Il falegname macedone cinquantenne indagato per l’omicidio della moglie Sadijde, ha tentato il suicidio. Un cacciatore lo ha avvistato appeso a un albero nella zona boschiva e impervia di Braccano, nel comune di Matelica, e lo avrebbe liberato dal cappio e riportato a terra. A poca distanza c’era la Smart bianca utilizzata per far perdere le proprie tracce.
Il marito ricoverato in ospedale a Camerino
L’uomo è stato stabilizzato sul posto dal personale del 118 e trasferito in gravi condizioni all’ospedale di Camerino, dove è piantonato dai carabinieri: secondo quanto si è appreso, non sarebbe in pericolo di vita.
I carabinieri erano sulle sue tracce da ieri, dopo il rinvenimento del corpo senza vita della moglie nella casa di Via Garibaldi a Pianello Vallesina, frazione di Monte Roberto (Ancona). Proprio durante un nuovo sopralluogo della scientifica dei carabinieri nell’abitazione della coppia, è stato sequestrato lungo il muro esterno un tubo di ferro che presenterebbe tracce ematiche: potrebbe essere stato usato per colpire ripetutamente Sadijde al volto e al torace e ora è oggetto di approfondimento tecnico. Nazif Muslija e’ accusato di omicidio volontario aggravato della moglie.
Nazif ricercato dal primo momento
Sadjide Muslija è stata trovata a casa dopo che il suo datore di lavoro aveva lanciato l’allarme. La donna solitamente molto puntuale, non si era presentata al lavoro. Era nella camera da letto con il volto sfigurato e la testa fracassata da violente percosse. Era distesa sul letto e l’ingresso di casa non presentava alcun segno di effrazione, anzi la chiave era inserita nella toppa. Dettagli che hanno indirizzato gli inquirenti sul marito, del quale si erano perse le tracce. I due si erano separati, ma poi Nazif era tornato a vivere con Sadjide. Ad aprile scorso aveva tentato di ucciderla con un’ascia, ma lei era riuscita a salvarsi chiedendo aiuto ai vicini.
Morto il boss Gerlando Alberti jr. Uccise una 17enne che scoprì per sbaglio la sua identità
AGI – È morto nei giorni scorsi il boss Gerlando Alberti jr, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Graziella Campagna, la ragazza uccisa barbaramente il 12 dicembre 1985, con cinque colpi di lupara, nei pressi di Forte Campone, tra Messina e Villafranca Tirrena.
Graziella Campagna, vittima innocente, aveva solo 17 anni e lavorava in una lavanderia. Era stata testimone involontaria della scoperta della falsa identità del latitante: mentre stava stirando, trovò infatti nella tasca di una camicia un’agenda piena di nomi e contatti telefonici.
Il processo e la condanna definitiva
Il processo, lungo e con fasi complesse, si è chiuso definitivamente nel 2009 con la conferma in Cassazione della condanna. Nel processo celebrato a Messina per l’uccisione di Graziella Campagna, Alberti fu condannato al carcere a vita insieme a Giovanni Sutera.
La figura di Gerlando Alberti jr
Gerlando Alberti jr aveva 78 anni ed era malato da tempo. Era nipote del boss palermitano Gerlando Alberti, noto come “u Paccarè”. La sua morte segna la fine di una delle figure centrali legate a uno dei più efferati omicidi di mafia in Sicilia.
Famiglia nel bosco: si attende l’udienza. Favorevoli le due relazioni sui bimbi
AGI – “Abbiamo fiducia nella magistratura, speriamo nel ricongiungimento, presenteremo altri elementi utili sui quali ora non possiamo dire nulla”. Lo hanno detto gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas del foro di Chieti, prima di entrare nel Tribunale per i Minori dell’Aquila, luogo nel quale i giudici sono chiamati a valutare l’istanza di revoca dell’ordinanza emessa lo scorso 20 novembre in cui è stata sospesa la responsabilità genitoriale e disposto il collocamento dei tre figli della coppia Nathan e Catherine in una struttura protetta di Vasto (Chieti).
Prima dei due avvocati sono entrati la tutrice Maria Luisa Palladino e la curatrice speciale Marika Bolognese dei tre minorenni. Nel fascicolo sono confluite due relazioni aggiornate: una redatta dai servizi sociali e l’altra dalla responsabile della casa famiglia che ospita madre e figli.
Secondo i primi riscontri, i tre fratelli si sono adattati positivamente alla nuova collocazione, mostrando un equilibrio che smentisce i timori di traumi ingestibili. Anche sotto il profilo clinico arrivano conferme: le visite pediatriche disposte hanno certificato che i bambini sono in buona salute. Un punto cruciale delle relazioni riguarda la condotta dei genitori. Inizialmente dipinti come ostili, Nathan e Catherine hanno invece mostrato un atteggiamento collaborativo.
Il maltempo sferza il sud Italia, allagamenti e scuole chiuse
AGI – Il maltempo investe nuovamente l’Italia. Le aree più interessate dalla perturbazione, che è iniziata nella notte, sono Calabria, Basilicata e Puglia, dove sono state diramate allerte arancioni. Disagi diffusi a causa di scuole, parchi e cimiteri chiusi. Allerta gialla, invece, in Campania, Molise e Toscana.
Forti piogge si sono abbattute sul territorio Crotonese, provocando numerosi allagamenti e disagi. I vigili del fuoco sono stati impegnati per tutta la notte per soccorrere persone e mettere in sicurezza abitazioni private ed esercizi commerciali.
Le squadre dei vigili del fuoco hanno iniziato a rispondere alle richieste di soccorso intorno alle ore 23 di ieri e fino a questa mattina sono state occupate in 11 interventi urgenti tra soccorsi a persone rimaste in auto bloccate dall’innalzamento dell’acqua in alcune strade della periferia, crolli parziali di balconi, rimozione di alberi su sede stradale, vari prosciugamenti di locali allagati al piano terra o interrato.
Svolti inoltre numerosi sopralluoghi richiesti dai cittadini. L’amministrazione comunale, informata sin dalle prime richieste di soccorso dal comando dei vigili del fuoco della situazione in corso, ha attivato il Centro operativo comunale, struttura di protezione civile, mettendo in servizio personale reperibile per gestire le necessità connesse alle intense precipitazioni.
Scuole chiuse nel Materano
Disagi alla circolazione e allagamenti anche nel Materano. Nel dettaglio la strada statale Jonica 106 è rimasta chiusa all’altezza di Pisticci e di Scanzano Jonico, ora la circolazione è tornata regolare. Qualche criticità sulla statale 7 e a Policoro, sulle complanari della Jonica sia Nord sia Sud, tra lo svincolo di accesso all’abitato e il ponte sul fiume Sinni. Intanto i sindaci hanno ordinato la chiusura delle scuole a Policoro, Montalbano Jonico, Scanzano Jonico, Tursi e Pisticci.
La situazione in Puglia
Anche la Puglia è colpita dal maltempo. La situazione più complessa si registra nell’arco jonico-metapontino, Puglia centrale, provincia di Bari e di Brindisi. A Taranto il sindaco Piero Bitetti ha firmato una ordinanza di sospensione delle attività scolastiche e formative. Diverse telefonate sono giunte ai vigili a causa di allagamenti e caduta di alberi. Anche altri Comuni della provincia come Crispiano hanno preso la stessa decisione. A Bari il Comune ha chiuso il cimitero centrale e quelli delle ex frazioni a causa delle condizioni meteorologiche avverse, caratterizzate in particolare da piogge copiose e vento. Per la stessa ragione, resteranno chiusi anche parchi e giardini cittadini.
Nel fine settimana un miglioramento
A partire dal fine settimana è previsto un miglioramento delle condizioni grazie a una circolazione depressionaria che gradualmente si sposterà verso la Grecia.
Manodopera cinese per i grandi marchi della moda. Inchiesta su 13 brand
AGI – La Procura di Milano ha notificato 13 ordini di consegna a altrettante case della moda che avrebbero “utilizzato manodopera cinese in condizione di pesante sfruttamento”. Le maison coinvolte sono: Dolce & Gabbana, Prada, Versace, Guccio Gucci, Missoni, Ferragamo, Yves Saint Laurent, Givenchy, Pinko, Coccinelle, Adidas, Alexander McQueen Italia, Off-White Operating.
Le accuse ricalcano quelle già contestate ad altri brand, come Tod’s, sempre dal pm Paolo Storari. Alle case di moda viene chiesto di consegnare tutta la documentazione relativa ai modelli organizzativi di lavoro come modelli di audit, bilanci, elenco di fornitori e subfornitori. Nel documento, di una quarantina di pagine, vengono indicati i nomi dei lavoratori cinesi presunte vittime dello sfruttamento.
Le reazioni politiche
“Dall’alba al tramonto di mercoledì, il pubblico ministero Paolo Storari, insieme ai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, ha notificato 13 ordini di esibizione documentale ad altrettanti marchi del lusso – da Dolce & Gabbana a Prada, da Versace a Gucci, passando per Missoni, Ferragamo, Yves Saint Laurent, Givenchy, Pinko, Coccinelle, Adidas, Alexander McQueen Italia e Off-White Operating. Tutti coinvolti, a vario titolo, nelle inchieste sugli opifici cinesi clandestini che operano come subfornitori in condizioni di sfruttamento e illegalita’”. Lo afferma Marco Grimaldi di Avs intervenendo nell’Aula di Montecitorio.
“Non si tratta di episodi isolati – prosegue il vicecapogruppo rossoverde alla Camera – ma di un sistema strutturato che appalta e subappalta fino a sette livelli, che tollera laboratori-dormitorio illegali, dove lavoratrici e lavoratori, spesso migranti, sono costretti a turni massacranti senza diritti, senza sicurezza, senza dignità. È li’ che nascono le borse da migliaia di euro prodotte a pochi spiccioli e rivendute con ricarichi fino al 10.000%. È li’ che si suda sfruttamento, e dove purtroppo, si muore. Come il giovane del Bangladesh, deceduto nel 2023 a Trezzano sul Naviglio nel suo primo giorno di lavoro. Chiediamo con urgenza una comunicazione in Aula della Presidente del consiglio Giorgia Meloni, insieme ai ministri Urso e Calderone. Basta con le difese d’ufficio, basta con gli audit di facciata, basta con le leggi che proteggono i forti e abbandonano i deboli. Serve verità, serve giustizia, serve una riforma radicale delle filiere produttive. E serve il coraggio di dire i nomi, perché chi produce lusso sulla pelle degli ultimi non può più nascondersi. Il vero prestigio dell’Italia – conclude Grimaldi – non sta nei loghi cuciti sulle etichette, ma nei diritti garantiti a chi quelle etichette le cuce. Basta lavoro povero in un’Italia ricca, basta moda per super ricchi costruita sullo sfruttamento. La dignità del lavoro non è negoziabile”.
Suv investe e uccide un 67enne a Roma
AGI – Incidente stradale mortale, nella serata di ieri, in via Fontana Candida, all’altezza del civico 296, a Roma, dove un uomo di 67 anni è deceduto dopo essere stato investito da un 69enne alla guida di una Dacia Duster.
Il conducente dell’auto è stato accompagnato al Policlinico Tor Vergata per gli esami alcolemici e tossicologici di rito. In corso le indagini degli agenti del VI Gruppo Torri della polizia locale per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto.