Archivi per la categoria ‘Komposer’
Il sindaco Gualtieri con la torcia, in migliaia a Roma per il viaggio della Fiamma Olimpica
AGI – Migliaia di persone hanno affollato Piazza del Popolo per la City Celebration in occasione della partenza del viaggio in Italia della Fiamma Olimpica. Tra musica, performance e attività dedicate a grandi e piccini, all’evento hanno preso parte anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Il primo cittadino, visibilmente emozionato, si è soffermato allo stand di Eni, partner della manifestazione assieme a Coca Cola, dove ha posato con una delle torce olimpiche esposte per il pubblico, simbolo dell’imminente avventura verso i Giochi.
Christian De Sica è stato l’ultimo tedoforo, arrivato tra gli applausi del pubblico dopo aver percorso via del Corso. Ad accoglierlo sul palco gli Autogol e il sindaco Gualtieri. Con l’accensione del braciere, si è conclusa questa prima giornata del viaggio della fiamma olimpica. Domenica seconda tappa a Viterbo.
Metà degli stand scioperano alla Fiera dei Libri e intonano “Bella Ciao”
AGI – Alle 15 in punto circa la metà degli espositori di Più libri più liberi ha aderito a uno sciopero di 30 minuti alzando dei teli sugli stand in segno di protesta. Durante l’iniziativa i partecipanti hanno intonato Bella Ciao e scandito slogan come “Ora e sempre resistenza” e “Via i fascisti dalla fiera“.
Tra gli interventi quello di Matteo Tombolini, di Momo Edizioni, che ha spiegato le ragioni della mobilitazione: “La nostra azione è perché non vogliamo condividere uno spazio con chi non condivide valori democratici. Il nostro è un messaggio ad AIE, altrimenti è meglio chiuderla.”
Il corteo di contestazione e la tensione
Subito un corteo di contestazione ha attraversato i corridoi della fiera, con cori e slogan, raggiungendo il punto di massima tensione davanti allo stand di Passaggio al bosco, anche oggi tra i più visitati. Qui si è registrato un battibecco tra un manifestante e un cliente, subito rientrato. L’azione si è conclusa con il grido “Siamo tutti antifascisti” e un lungo applauso dei presenti.
La reazione di Scatarzi
“Non siamo un movimento politico, parleremo alla fine.” A partire da questa precisazione Marco Scatarzi, responsabile della casa editrice Passaggio al bosco, ha commentato le contestazioni esplose alla fiera Più libri Più liberi, dove il loro stand è stato preso di mira da gruppi di manifestanti durante lo sciopero di circa la metà degli espositori presenti che accusano l’editore di proporre titoli di matrice neonazista e neofascista. “Ciò che pubblichiamo è anche qui esposto, grazie a tutti – ha aggiunto – Noi rispondiamo col sorriso, siamo una casa editrice con tantissimi autori, tantissimi collaboratori delle più svariate esperienze e facciamo cultura”. Alla domanda se si senta minacciato dal clima che si è creato, Scatarzi ha replicato: “Io rispondo col sorriso. Stiamo continuando a fare il nostro lavoro in piena libertà. Ognuno è libero di criticare, noi continuiamo a svolgere il nostro lavoro”. Interpellato sulle voci di vendite in forte aumento nei giorni della fiera ha sorriso “Direi che è abbastanza evidente”, ha concluso.
‘Torch Kiss’ nel Silo G4, la fiamma olimpica illumina il Gazometro
AGI – La torcia olimpica è sbarcata al quartiere Ostiense facendo il suo trionfale passaggio all’interno del Gazometro. La struttura, che dal 1967 è proprietà di Eni, Presenting Partner del Viaggio della Fiamma, che ospita tra l’altro la sede dell’AGI, ha visto passare i tedofori – tutti dipendenti del Gruppo Eni appassionati di sport ed entusiasti di vivere questo momento unico – prima di avviarsi verso Piazza del Popolo.
Poco dopo le 13:30 il camion con la torcia olimpica, appassionati, volontari e tedofori ha fatto il suo ingresso al Gazometro dove la torcia con la fiamma olimpica è stata presa in consegna da un tedoforo. Poi, passando di mano in mano, è arrivata al silo G4 dove è avvenuto l’atteso ‘Torch Kiss’: Caterina, ex atleta, ha acceso la torcia di Roberto condividendo per un attimo la fiamma olimpica. Poi quest’ultimo è partito e con lui la torcia ha ripreso il suo cammino verso Milano Cortina.
IL PASSAGGIO DELLA FIAMMA OLIMPICA AL GAZOMETRO – VIDEO
Gazometro: archeologia industriale e impegno Eni
Quella al Gazometro è stata una festa, con tanti bambini e moltissimi appassionati che hanno corso accanto ai tedofori tra selfie, trombette impazzite e battimani di plastica. Per la struttura di Ostiense, esempio unico di archeologia industriale, da qualche anno aperto a grandi eventi come ‘Videocittà’ e ‘Maker Faire’ e ai programmi del ‘FAI’, l’ennesima iniziativa sostenuta dall’impegno di Eni in un luogo iconico ripartito dopo quasi cento anni, che parla a Roma e al mondo.
Il percorso della fiamma verso il centro di Roma
La torcia con la fiamma olimpica dal Gazometro è ripartita in direzione piazza del Campidoglio dove arriverà intorno alle 16. Da lì, senza soste, il convoglio si dirigerà verso i Fori Imperiali e il Colosseo. Intorno alle 19:30 l’arrivo a Piazza del Popolo.
Il Giardino di Ninfa apre l’8 dicembre per Etikey. Solidarietà e bellezza
AGI – La Fondazione Roffredo Caetani ha annunciato un’iniziativa speciale che coniuga la valorizzazione del suo inestimabile patrimonio con un concreto impegno di responsabilità sociale. Il Giardino di Ninfa, icona di armonia e cura del territorio, aprirà le sue porte eccezionalmente al pubblico lunedì 8 dicembre, in un periodo in cui è abitualmente chiuso.
L’intera somma raccolta con i biglietti della giornata sarà interamente devoluta a Etikey – Impresa Sociale, una realtà nata a Latina dall’incontro tra il Centro Donna Lilith APS e Diaphorá APS. Queste due associazioni sono attive da anni nella promozione dei diritti e nell’inclusione sociale.
L’impegno di Etikey per l’inclusione
Etikey si dedica a promuovere percorsi di formazione, inserimento lavorativo e autonomia personale rivolti specificamente a donne che hanno vissuto situazioni di violenza e a giovani con disabilità. L’obiettivo è offrire un contesto di lavoro etico, inclusivo e creativo, trasformando la fragilità in opportunità e sostenendo una crescita basata sulla dignità, sull’autostima e sulla partecipazione attiva alla comunità.
“L’apertura straordinaria dell’8 dicembre – ha spiegato il presidente Massimo Amodio – rappresenta per noi un’occasione per riaffermare l’impegno della Fondazione Roffredo Caetani nel sostenere iniziative che coniugano tutela del patrimonio e responsabilità sociale. Il Giardino di Ninfa è da sempre simbolo di cura, armonia e rispetto: valori che ritroviamo nel lavoro quotidiano di Etikey, un progetto che abbiamo voluto accompagnare concretamente anche attraverso la firma di un protocollo d’intesa e l’inserimento nel nostro organico di giovani provenienti da questa realtà. Con questa giornata vogliamo ribadire la nostra vicinanza a un’iniziativa che esprime pienamente lo spirito e le finalità sociali della Fondazione”.
I prodotti di Etikey e l’autofinanziamento
Durante la giornata, i ragazzi di Etikey saranno presenti nell’area shop del giardino per illustrare i loro progetti e per proporre i prodotti realizzati nei laboratori della cooperativa, i quali sono destinati all’autofinanziamento delle attività.
Il commento della presidente di Etikey, Francesca Pierleoni
“L’apertura straordinaria del Giardino di Ninfa – ha commentato Francesca Pierleoni, presidente di Etikey – ha per noi un valore fortemente simbolico: rappresenta l’incontro tra la cura delle persone e quella del territorio, unite dalla stessa responsabilità verso il bene comune. È anche un’occasione preziosa per far conoscere più da vicino la missione di Etikey e coinvolgere la comunità in un gesto concreto di solidarietà. Ringraziamo la Fondazione Caetani per il sostegno e per la collaborazione già avviata con il protocollo d’intesa e l’inserimento di uno dei nostri ragazzi nel loro staff, segno concreto dell’impatto positivo che Etikey può generare sul territorio”.
Un’esperienza unica nel Giardino di Ninfa invernale
Sebbene il Giardino di Ninfa riaprirà come di consueto in primavera, la giornata dell’8 dicembre offrirà ai visitatori un’esperienza unica: scoprire Ninfa nella sua luce invernale e al contempo partecipare a un gesto concreto a favore di un importante progetto di solidarietà e inclusione.
Come prenotare la visita straordinaria
Le prenotazioni per l’apertura straordinaria dell’8 dicembre potranno essere effettuate esclusivamente online sul sito www.giardinodininfa.eu.
Donna e figlia disabile trovate morte a Corleone. Ipotesi suicidio
AGI – Una donna e la figlia disabile sono state trovate prive di vita questa mattina in un appartamento a Corleone, nel Palermitano. Ad allertare il 118 era stata una vicina di casa, insospettita da rumori provenienti dall’abitazione. Sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno aperto la porta d’ingresso. Le due donne sono morte per impiccagione.
Il dramma sarebbe avvenuto in una casa nel centro storico del paesino. Sono intervenuti, tra gli altri, i carabinieri. Sul posto sono attesi anche il medico legale e il pm di turno. La donna – secondo le prime ricostruzioni – era divenuta vedova da alcuni mesi.
Uccide la nonna a martellate a Ostia. Fermato un ragazzo di 30 anni
AGI – Omicidio questa mattina in u appartamento di Ostia, sul litorale romano, dove al culmine di una lite un trentenne ha ucciso a martellate la nonna di 80 anni e ferito il compagno della madre, un 59enne. L’uomo è stato portato al Grassi. Il 30enne è stato arrestato dai poliziotti del Reparto Volanti dopo essere sceso dal treno della linea Roma-Lido all’altezza di viale Giustiniano Imperatore.
I precari del Cnr occupano la sede romana: chiedono più fondi
AGI – I ricercatori precari occupano la sede del Cnr a Roma, finché il governo non stanzierà i fondi per la stabilizzazione. Prima con le tende, adesso direttamente dentro la sede di Piazzale Aldo Moro, i ricercatori tornano a protestare contro il precariato infinito che non consente ai dipendenti la stabilizzazione. “Da un anno e mezzo stiamo portando avanti iniziative per chiedere la stabilizzazione per 4mila precari e precarie. Tra noi e il Cnr non c’è nessuna contrapposizione” ha detto qualche giorno fa, in un’assemblea pubblica, Antonio Sanguinetti, ricercatore precario dell’Istituto IRPPS del CNR di Roma che aggiunge “Se noi precari andiamo a casa ci rimette tutto il Cnr, perché chi rimane in istituto. Stiamo chiedendo fondi per l’assunzione di precari, perché non esiste un meccanismo di assunzione. La ricerca produce precarietà. Il Pnrr sarà l’ennesima occasione sprecata dell’Italia. Solo per il Cnr per i progetti ha speso 800 milioni di euro, se i nostri contratti non proseguiranno, finiranno anche i progetti. È un messaggio che mandiamo anche al governo”.
Anche se la protesta vede il suo cuore a Roma, essa riguarda molte città italiane. Il Cnr infatti conta 88 istituti in varie città, tra cui Pisa, Genova, Milano, Venezia, Potenza, Lecce e Catania.
La replica del presidente del Cnr: disponibili a incontro
“Il Presidente CNR, nella sua veste di presidente della delegazione di parte pubblica per le relazioni sindacali, ha dimostrato ampiamente e conferma la sua disponibilità all’incontro con le Sigle Sindacali rappresentative e di riferimento, in ogni occasione ritenuta dalle due parti utile e opportuna”. Lo sottolinea il Cnr in una nota, dopo che ieri un gruppo di ricercatori precari ha occupato la sede dell’istituto. Il presidente Andrea Lenzi “ribadisce anche la propria disponibilità all’ascolto delle istanze e delle problematiche del personale dell’Ente, sempre nel quadro di un rapporto sia pur dialettico, ma sempre che sia costruttivo e pacifico e, comunque, alla presenza delle suddette Sigle Sindacali, quindi inserito nel quadro di un rapporto istituzionale di equilibrio e fiducia. Nella fattispecie ha dimostrato la massima disponibilità, indicando ben tre date possibili di incontro e identificando infine quella in cui, tutte le Sigle Sindacali, hanno dichiarato la propria disponibilità, a seguito di impegni presenti per loro e materialmente evidenti e non conciliabili, nelle altre due. La data identificata risulta comunque essere precedente a un incontro che si svolgera’ il 15 dicembre p.v. presso il Ministero di riferimento, vigilante sull’Ente, e quindi perfettamente inserita nel quadro temporale utile ad affrontare le problematiche di cui trattasi”.
Le reazioni politiche
Il comune di Bologna con un ordine del giorno ha espresso la propria solidarietà ai precari del Cnr e in particolare ai 500 in forze al centro di ricerca di Via Piero Gobetti impegnati negli studi sul clima e l’ambiente, le nanotecnologie e chimica dei materiali. Iniziativa analoga al Comune di Roma, dove l’assemblea ha approvato una mozione per chiedere al governo la piena applicazione della legge Madia e di garantire un impegno economico nella prossima legge di bilancio per la stabilizzazione del personale precario “con particolare attenzione alla scadenza dei contratti Pnrr 2026″.
“Siamo al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici precarie della ricerca che hanno occupato la sede del Cnr a Roma. La loro protesta è giusta e necessaria: non si può continuare a costruire il futuro del Paese sulle spalle di chi vive nell’incertezza, mentre il governo sceglie di non stanziare le risorse indispensabili per la stabilizzazione. Da quando a governare c’è Giorgia Meloni la ricerca viene abbandonata, insieme a migliaia di ricercatori e tecnici che garantiscono ogni giorno competenze, innovazione e servizi fondamentali. È il governo a dover rispondere di questa situazione, perché la responsabilità politica di questo immobilismo è chiara. Esattamente un anno fa eravamo proprio nella sede del CNR con il presidente Giuseppe Conte per manifestare la nostra solidarietà e affiancare i precari nella loro sacrosanta lotta. Nella scorsa legge di bilancio noi stanziammo il nostro “tesoretto” per dare un segnale proprio su questo fronte, consentendo di avviare da stabilizzazione di circa 150 ricercatori, ovviamente un atto simbolico visto che ci sono circa 4.000 precari. Si trattava evidentemente di un segnale che purtroppo il governo non ha colto e che continua a non cogliere. Porteremo nuovamente la voce dei lavoratori del CNR nelle aule del Parlamento e chiederemo con forza che nella manovra vengano finalmente previsti gli stanziamenti adeguati. È il momento di dare risposte concrete, non promesse. La ricerca non può più aspettare”. Così il capogruppo M5S in commissione cultura alla Camera Antonio Caso.
“Di fronte alle menzogne del governo, la mobilitazione dei precari della ricerca continua. Quelli del Cnr hanno letteralmente piantato le tende davanti alla sede del loro istituto. Non vogliono essere espulsi, come accadrà se il governo non metterà le risorse necessarie a trattenere in Italia le migliori intelligenze del Paese e a non farle fuggire all’estero”. Lo scrive su Facebook Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra.
Porsche investe e uccide un ragazzo all’Eur
AGI – Ancora un incidente stradale mortale a Roma: nella serata di ieri una Porsche Cayenne condotta da un 28enne ha investito un pedone di 27 anni che ha perso la vita. Entrambi sono italiani.
Sul posto, in viale della Grande Muraglia, sono intervenuti gli agenti del IX Gruppo EUR della polizia locale di Roma Capitale. Il conducente del veicolo è stato sottoposto ai dovuti accertamenti presso l’Ospedale Sant’Eugenio. Sono tutt’ora in corso le indagini da parte della polizia locale per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.
Spara e ferisce l’amico, arrestato un giovane a Bagnara Calabra
AGI – Stavano provando un’arma, o forse si erano impegolati in una sfida al di sopra delle loro possibilità. È finita male per i due giovani protagonisti: uno in ospedale in terapia intensiva, l’altro in carcere. E la vicenda è ancora tutta da chiarire.
A Bagnara Calabra i carabinieri stanno indagando per ricostruire quanto accaduto nella serata di ieri, dopo che un ragazzo è arrivato al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria con un proiettile conficcato nella zona cervicale e una profonda ferita al volto. Il giovane era tornato a casa sanguinante e ai genitori aveva raccontato di essersi ferito cadendo. Una versione che non ha convinto i suoi. Di qui la corsa in ospedale dove il ferito è stato sottoposto subito a esami diagnostici che hanno rivelato tutt’altra dinamica. Il giovane si trova in terapia intensiva e la prognosi resta riservata.
Le indagini e il ritrovamento dell’arma
Nel frattempo i carabinieri della stazione di Bagnara Calabra hanno avviato le indagini e ricostruito, almeno in parte i fatti. Il ragazzo ferito era in compagnia di un amico che gli avrebbe mostrato un’arma dalla quale sarebbe partito accidentalmente il colpo. È scattata una perquisizione in casa dell’amico e i carabinieri hanno trovato la pistola dalla quale sarebbe partito il proiettile. È un’arma con matricola abrasa ed era custodita assieme ad alcuni proiettili non dichiarati. Pistola e munizioni sono state sequestrate.
L’arresto e le accuse
Il ragazzo che aveva l’arma è stato arrestato per detenzione illegale di armi e munizioni, ricettazione e lesioni personali gravissime.
“Staccali tutti” la challenge per ripulire Roma da adesivi e cartelli abusivi
AGI – Roma si mobilita per la legalità e la cura degli spazi pubblici, nei confronti di un problema che da anni affligge la Capitale: i cartelli e gli sticker abusivi che tappezzano la Città Eterna. Proprio per contrastare questo fenomeno, i cittadini e volontari possono prendere parte a una vera e propria competizione finalizzata a proteggere i beni comuni: la ‘challenge’, già attiva e aperta a tutti, invita chiunque a rimuovere adesivi e cartelli abusivi e a documentare il proprio intervento sui social taggando @retakeroma e utilizzando l’hashtag #staccalitutti.
Un’azione semplice e capillare che contrasta una forma di degrado urbano legata non solo all’illegalità di chi affigge questi materiali, ma anche a un sistema più ampio di irregolarità e reati nello smaltimento dei rifiuti.Il 12 dicembre la mobilitazione culminerà nella Serata della Bellezza, un’iniziativa aperta alla cittadinanza, durante la quale chi vorrà potrà unirsi ai volontari di Retake Roma per rimuovere in sicurezza i cartelli abusivi in diversi quartieri.
La serata si concluderà con un incontro finale a Centocelle, occasione per ritrovarsi e condividere risultati, testimonianze e immagini della giornata. Il 13 dicembre alle ore 12:30, in Campidoglio, durante la premiazione di Retake, tutti i materiali raccolti verranno consegnati al Sindaco di Roma e al Comandante della Polizia Locale. Sarà il momento conclusivo della mobilitazione: una grande onda blu che porterà in Campidoglio i materiali raccolti, testimonianza concreta di un impegno collettivo per una città più pulita e più giusta.
L’indagine dei NAD conferma quanto la partecipazione civica sia determinante per far emergere ciò che troppo spesso resta sommerso. Ora diciamo basta: chiediamo ai romani di unirsi alla nostra onda blu, rimuovendo cartelli e sticker abusivi dalle superfici della città. Vogliamo dare un segnale forte e condiviso: Roma può cambiare davvero, ma solo se ognuno fa la propria parte, trasformando l’indignazione in azione”, dichiara Cristiano Tancredi, presidente di Retake Roma.
Rimane separata la famiglia del bosco: parere negativo della tutrice
AGI – La famiglia del bosco rimane separata. Mentre il Tribunale dei minorenni dell’Aquila non ha ancora sciolto la propria riserva sul ricongiungimento dei tre minori ai genitori, sul caso della cosiddetta “famiglia del bosco”, la vicenda della coppia e dei loro figli che vivevano isolati in un’area boschiva in Abruzzo, diventa noto il parere negativo della tutrice Maria Luisa Palladino e della curatrice speciale sempre dei tre minori, Marika Bolognese.
Le due avvocatesse lo hanno motivato nel corso dell’udienza che si è tenuta due giorni fa davanti al tribunale per i minorenni dell’Aquila per la richiesta di revoca del provvedimento di allontanamento avanzato dagli avvocati dei genitori dei bimbi, Marco Femminella e Danila Solinas. Da quanto si è appreso, le due curatrici degli interessi dei tre figli di Catherine Birmingham, 45 anni, e Nathan Trevallion, 51 anni, hanno sottolineato come il periodo di “osservazione” trascorso dall’ingresso dei minori nella struttura protetta di Vasto, appena una settimana, sia troppo breve per stabilire se le criticità oggetto di valutazione dell’Autorità giudiziaria minorile siano superate. L’ordinanza di allontanamento dei tre bambini dai loro genitori è del 20 novembre, con il loro collocamento in comunità e la sospensione della responsabilità genitoriale dopo prescrizioni non osservate.
Il parere delle due non è vincolante alla decisione che i giudici del Tribunale per i Minori devono prendere in questi giorni. Martedì il console australiano in Italia visiterà la struttura protetta di Vasto, mentre l’udienza davanti alla Corte d’Appello civile è fissata per il 16 dicembre. Una data alla quale gli avvocati della famiglia neorurale potrebbero aggrapparsi in caso di mancato ricongiungimento famigliare da parte del Tribunale, oppure, in caso di accoglimento, rinunciare.
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La strage del bus precipitato dal cavalcavia di Mestre: chiusa l’inchiesta per 7 indagati
AGI – E’ salito a sette il numero degli indagati per l’incidente del bus che precipitò il 3 ottobre 2023 dal cavalcavia di Mestre causando la morte di 22 persone. In queste ore, la Procura di Venezia ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini per le ipotesi di reato di disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. Non c’è Massimo Fiorese, l’amministratore delegato della società La Linea, proprietaria del bus, la cui posizione dovrebbe essere quindi stralciata in vista della richiesta di archiviazione.
All’epoca dei fatti, gli indagati erano tutti dirigenti del Comune di Venezia che, si legge nell’atto conclusivo dell’inchiesta visionato dall’AGI, “omettevano di operare i controlli sul cosiddetto nuovo cavalcavia di Venezia (strada di proprietà del Comune a elevato carico di traffico in quanto arteria fondamentale di accesso alla città) circa l’efficienza tecnica della strada e delle sue pertinenze e di porre in essere interventi atti ad assicurare uno stato di efficienza delle barriere di sicurezza e condizione di continuità dei dispositivi di ritenuta stradale rispetto al pericolo di caduta di mezzi dall’alto del cavalcavia e, comunque, la mitigazione del rischio“.
Le contestazioni della procura
Per questo, “contribuivano a cagionare un disastro che provocava il decesso di 22 persone e lesioni personali ai danni di 14 persone quale conseguenza della precipitazione dal suddetto cavalcavia e dello schianto nell’area sottostante dell’autobus”. In particolare gli viene contestato di non avere messo in sicurezza il varco del guardrail dal quale cadde il bus.
Gli indagati avrebbero operato con “negligenza, imprudenza e imperizia” anche per “non aver monitorato adeguatamente il cavalcavia e disposto appropriati interventi, almeno di manutenzione, con ripristino delle condizioni tecniche di esercizio previste dal progetto originario datato 1996, e/o immediata messa in sicurezza con mitigazione del rischio, stante la presenza di un varco nella barriera stradale”. In questo modo, avrebbero contribuito “a mantenere una situazione di pericolo strutturale in corrispondenza del cavalcavia, tale da non garantire la funzione di contenimento della barriera come prevista dal progetto originario, nonostante la disponibilità di strumenti tecnici, giuridici e finanziari per intervenire”.
La difesa degli indagati e le contro-ipotesi
Gli avvocati di tre degli indagati esprimono “meraviglia” perché “la Procura della Repubblica, all’esito di un’indagine durata oltre due anni, ha ritenuto di attribuire tutte le responsabilità dell’incidente occorso al bus de La Linea unicamente ad alcuni dipendenti del Comune di Venezia, nonostante il varco fosse presente sin dagli anni ’60”.
“L’ingegnere Simone Agrondi, l’ingegnere Roberto Di Bussolo e l’architetto Alberto Cesaro rivendicano la correttezza del proprio operato e la propria totale estraneità ai fatti e agli addebiti” si legge nella nota firmata dai legali Marco Vassallo, Paola Bosio, Giovanni Coli e Barbara De Biasi.
“Stupisce che la rottura dello sterzo di un autobus praticamente nuovo, fatto che ha innescato l’incidente, non sia stata considerata, nonostante i chiari esiti a cui sono giunti gli accertamenti dei consulenti dell’accusa, tra le cause del sinistro – procedono -. Per certo il bus non è sbandato per cause naturali e non è normale che per oltre 3,5 secondi, dal primo urto contro il guardrail al quale ne sono seguiti numerosi altri, non ci siano frenate. Confidiamo che le ragioni di tali scelte possano trovare una spiegazione negli atti; lo si deve agli indagati, alle vittime e alle loro famiglie e le difese si batteranno perché l’evento sia ricostruito nella sua compiutezza“.
Toro in fuga dal macello, cresce la petizione online che ne chiede la grazia
AGI – Continua la fuga del toro fuggito dal macello mentre cresce la petizione promossa da ENPA e Rete dei Santuari Liberi che chiede di non abbatterlo. Oltre 6.000 firme in due giorni mentre la comunità dei social si mobilita su Instagram e TikTok in sostegno dell’animale
Il 21 ottobre il toro è fuggito da un impianto di macellazione in provincia di Monza e Brianza e da allora «sta vagando nei Comuni limitrofi in Provincia di Lecco in cerca della libertà». ENPA e i santuari hanno chiesto «il non abbattimento dell’animale e la possibilità di farsi carico in attesa di una nuova ricollocazione», ricordando che la sua fuga è «istinto di sopravvivenza in un contesto di imminente macellazione» e merita quindi “un epilogo diverso dalla morte”.
Tra i commenti dei firmatari, anche sui social, spiccano parole di empatia: “Io sono una vita che vuole vivere circondata da altre vite che vogliono vivere!” scrive Ilaria da Milano; Raffaella da Inverigo aggiunge “È riuscito ad assaporare un po’ di libertà: fate sì che continui a vivere libero, come dovrebbe essere in un mondo civile”.
Ad ora il toro è ancora in fuga, mentre la petizione che ne chiede la “grazia” continua a crescere ogni minuto.
Minacce a Lotito per vendere la Lazio, 5 indagati
AGI – I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Roma, su delega della procura, hanno eseguito cinque perquisizioni nei confronti di altrettante persone indagate per tentata estorsione e manipolazione del mercato ai danni del presidente della Lazio, Claudio Lotito. È quanto emerge dal decreto di perquisizione di dieci pagine firmato dai pm di Roma Lucia Lotti e Lorenzo Del Giudice.
Secondo l’atto, i cinque indagati, “agendo in concorso morale e materiale tra loro e con terzi in corso di identificazione”, avrebbero messo in atto “reiterati atti di minaccia di morte” tramite social network, telefonate anonime e mail indirizzate a Lotito o a suoi collaboratori, con l’obiettivo di costringerlo a cedere il capitale detenuto nella S.S. Lazio o, in almeno un caso, a procedere a un aumento di capitale. Il decreto contesta inoltre la diffusione, attraverso la testata online Millenovecento, di “notizie false relative alla imminente cessione del pacchetto di controllo della S.S. Lazio, allo stato di decozione delle società riconducibili a Lotito e alla presunta intenzione di far retrocedere deliberatamente la squadra per ottenere il cosiddetto paracadute da 35 milioni di euro”, informazioni ritenute idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo del titolo della società, quotata in Borsa.
Il disegno criminoso, si legge ancora, sarebbe stato “ampio e unitario”, volto da un lato a ridurre il valore delle azioni per spingere Lotito alla cessione del controllo e, dall’altro, a orientare la protesta della tifoseria contro lo stesso presidente attraverso la diffusione delle pseudonotizie. La notizia dell’inchiesta era stata anticipata, nelle scorse settimane, da Giuseppe Scarpa su La Repubblica. Tra gli indagati figura anche il giornalista Stefano Greco che, su X, ha scritto: “Dopo la Digos, oggi i carabinieri. Si sono presentati in sei prima delle 7 di mattina per perquisizione, controllo dei computer, sequestro del cellulare. Un anno fa ho fatto una denuncia per insulti e minacce, dopo 13 mesi nulla. Ma io non sono Lotito”.
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Arezzo, assolto l’artigiano che uccise il vicino mentre gli demoliva la casa con una ruspa
AGI – Sandro Mugnai, l’artigiano di Arezzo che sparò e uccise il vicino di casa, Gezim Dodoli, mentre attaccava la sua l’abitazione con una ruspa è stato assolto oggi dalla Corte d’Assise di Arezzo. Il pubblico ministero Laura Taddei aveva chiesto 4 anni di reclusione rilevando un eccesso colposo di legittima difesa.
Gezim Dodoli morì nell’abitacolo del mezzo meccanico, colpito dai colpi sparati da Mugnai. “Assolto perché il fatto non costituisce reato, perché ha agito in stato di legittima difesa” ha stabilito la sentenza pronunciata dalla Corte d’Assise di Arezzo, presieduta da Anna Maria Lo Prete.
La dinamica dei fatti
I fatti risalgono al 5 gennaio 2023 a San Polo, frazione di Arezzo. Gezim Dodoli stava colpendo l’abitazione di Mugnai con la benna di una ruspa.
L’assalto fu per Mugnai, ha sempre sostenuto lo stesso artigiano imputato, una minaccia improvvisa che metteva a rischio la sua incolumità e quella dei familiari radunati all’interno dell’abitazione per la cena. Reagì con la carabina da caccia al cinghiale, regolarmente detenuta ed esplose alcuni colpi. Dodoli morì nella cabina di guida del mezzo meccanico.
La sentenza è stata accolta tra le lacrime da Sandro Mugnai e dai suoi familiari presenti in aula.