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Addio a Emilio Fede, giovedì i funerali a Segrate

AGI – Si è spento a Milano, all’età di 94 anni Emilio Fede. Era ricoverato nella Residenza San Felice di Segrate. I funerali si terranno giovedì nella chiesa di Dio Padre a Milano 2 in un orario ancora da stabilire. Lo si legge in una nota del Fan club amici di Emilio Fede, vicina alla famiglia della figura storica del giornalismo italiano.
 

Da direttore del Tg1 a volto iconico del Tg4 per 20 anni consecutivi. Una carriera quasi tutta televisiva quella di Emilio Fede, giornalista siciliano – nato a Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, il 24 giugno del 1931 – ‘caduto in disgrazia’ nel 2011 con il coinvolgimento nel caso Ruby: indagato per induzione e favoreggiamento della prostituzione, insieme con Silvio Berlusconi, Lele Mora e Nicole Minetti, nel 2019 viene condannato in via definitiva per favoreggiamento della prostituzione dell’ex modella marocchina.

A causa dell’età avanzata e delle condizioni di salute, Fede sconta la pena in detenzione domiciliare, ma il 22 giugno 2020 ‘evade’ e viene arrestato a Napoli mentre sta cenando con la moglie Diana de Feo in un ristorante per festeggiare il suo 89esimo compleanno. La moglie, giornalista Rai e senatrice Pdl dal 2008 al 2013, sposata nel 1965 e dalla quale Emilio Fede ha avuto due figlie, Sveva e Simona, è morta poi il 23 giugno nel 2021 a causa di una malattia.     

I guai giudiziari di Fede ‘rovinano’ l’immagine di un cronista che conosce tappe importanti nel giornalismo. Esordisce da giovane nella carta stampata – prima a ‘Il Momento-Mattino’ di Roma, poi alla Gazzetta del Popolo a Torino – ma quasi subito si orienta verso la tv: nel 1954 inizia a collaborare con la Rai e dal 1961 il rapporto diventa esclusivo. Fa l’inviato in Africa per 8 anni ma l’esperienza termina per una malattia e un contenzioso relativo alle spese di viaggio. Dal 1976 diventa conduttore del Tg1 per 5 anni e poi dal 1981 lo dirige per 2 anni. Conduce anche programmi di intrattenimento di successo come ‘Test’ ma dal 1987 termina il rapporto con la Rai in seguito a un processo per gioco d’azzardo finito con l’assoluzione e, come lui stesso poi dichiarò, per il cambiamento degli accordi politici sulle poltrone Rai. 

 

 

Nel 1989 passa alla Fininvest di Silvio Berlusconi, dapprima come direttore di Videonews delle tre reti, poi di Studio Aperto, che il 16 gennaio 1991 è il primo telegiornale in Italia ad annunciare in diretta l’inizio dell’operazione ‘Desert Storm’ durante la Guerra del Golfo, proprio nel giorno della sua prima messa in onda su Italia 1. Nel 1992 lascia e accetta la direzione del TG4, il nuovo telegiornale di Rete 4: qui resterà fino al 2012, quando, a seguito di una trattativa con Mediaset non andata a buon fine, la società lo solleva dalla direzione spiegando in un comunicato che non è stato possibile arrivare a una risoluzione del rapporto in modo consensuale.   

Fede lascia anche Mediaset e da quel momento tenta diverse strade, così come anche nella politica, ma con scarso successo. Con Mediaset, però, Fede continua ad avere un rapporto di consulenza che si interrompe definitivamente il 30 ottobre 2014 quando gli viene comunicata la rescissione unilaterale, a partire dal giorno successivo, del contratto in scadenza a giugno. Fede guadagnava 27.000 euro al mese, oltre a beneficiare di una casa a Milano 2 a carico dell’azienda, di due autisti, di una segretaria e di un ufficio. Quindi, a dicembre fa ricorso al tribunale civile di Milano per chiedere a Mediaset il reintegro e il pagamento di 8.411.000 euro come risarcimento. Rti motiva la scelta sottolineando che Fede è indagato per associazione a delinquere a scopo di diffamazione per il presunto ricatto nei confronti dei vertici Mediaset con un fotomontaggio a luci rosse. Il 9 aprile 2015 il Tribunale civile di Milano respinge la sua richiesta di risarcimento e gli impone di versare a Mediaset circa 10.000 euro per le spese di causa.   

 

 

Negli anni d’oro alla guida del Tg4, quando la sua edizione faceva spesso record di ascolti, diverse erano state le accuse di faziosità nei suoi confronti: il suo modo di condurre la testata, sbilanciata a favore di Berlusconi secondo i dati dell’osservatorio di Pavia, lo espone a critiche sulla qualità del notiziario e a interventi dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni a partire dal 1998.      

Una delle ultime apparizioni al funerale di Berlusconi

Una delle ultime apparizioni lo vedono particolarmente provato in occasione della morte di Silvio Berlusconi, il 14 giugno 2023: quel giorno Fede non riesce ad arrivare in tempo al funerale per un problema con l’autista, come denuncia lui stesso sui social. Per questo il giornalista va alla villa di Arcore, dove le spoglie di Berlusconi erano state portate dopo la cerimonia al duomo di Milano, e rilascia alcune dichiarazioni commosse.

Il cordoglio della Rai

La Rai ricorda con commozione Emilio Fede. Figura di spicco dei primi anni di attività del Servizio Pubblico, Fede era entrato in Rai nel 1958 come conduttore a contratto e in seguito fu inviato speciale in Africa per otto anni. Da conduttore del TG1, andò in onda nella prima edizione a colori, il 28 febbraio del 1977. Del telegiornale della rete ammiraglia fu direttore per due anni, quindi vicedirettore fino al termine del suo rapporto con l’azienda nel 1987.

 

 

Il fondatore di Phica è stato tradito dai gattini

AGI – Vittorio Vitiello è stato tradito dai gattini. L’esperto di cyberintelligence Alex Orlowski, racconta come, assieme alla collega Jenny Paita e al giornalista Stefano Vergine del ‘Domani’, è riuscito a individuare l’uomo che gestiva il sito phica.eu sul quale sono state pubblicate foto di donne famose e non esponendole alla gogna sessista. Ricerche che ha condiviso con la Polizia Postale e confermate anche dal lavoro degli investigatori impegnati in questi giorni per ricostruire il ‘dietro le quinte’ del forum ora chiuso.

“Questa persona in tutto quello che scriveva, dagli screen shot di Phica a telegram ai social agli avatar, pubblicava sempre dei gattini – spiega Alex Orlowski in un’intervista all’AGI -.E anche uno dei suoi nickname, ‘Bossmiao’, tradiva la passione per i felini. Quando è scoppiato lo scandalo, ci siamo accorti che la prima cosa che ha fatto è stata togliere il gattino dal suo profilo di telegram”. Per individuare Vitiello, un passaggio determinante è stata la ricerca di un altro nickname dietro al quale si sarebbe celato, quello di ‘Phica master’. 

 

 

“Così abbiamo scoperto che era iscritto ed entrava con la sua mail in siti porno molto brutti, dove le donne venivano umiliate – prosegue l’esperto -. Abbiamo trovato la sua data di nascita, il suo nome, ‘Vittorio’, e da dove si collegava, cioè tra Firenze e Arezzo. Assieme a Stefano Vergine siamo risaliti alla sua identità e abbiamo scoperto che Vittorio Vitiello è dal 2008 master e admin di phica.eu”.

Alex Orlowsky e Jenny Paita sono fondatore e presidente della società Wateronmars, hanno collaborato col Parlamento Europeo e altre istituzioni e si occupano di formare i ragazzi sulle dinamiche dei social media, sulla manipolazione online e sulla disinformazione attraverso laboratori scolastici.

“Conosco Alessia Morani (eurodeputata del Pd tra le vittime, ndr) e dalla sua foto ho cominciato a indagare. Per me quella contro l’odio online è una missione – dice Orlowsky – anche per questo ho voluto dare un’identità alla persona che stava dietro phica.eu”

 

Torna il festival della Tuscia, concerti tra borghi e dimore storiche

AGI – Dal 19 settembre al 12 ottobre 2025, la provincia di Viterbo si trasforma in un palcoscenico diffuso per la quarta edizione del Festival della Tuscia, ideato da Vittorio Sgarbi. Otto Comuni accoglieranno grandi interpreti internazionali e giovani talenti in un evento che celebra la fusione tra musica, arte e paesaggio, con un programma che invita a riscoprire la bellezza del territorio attraverso le note.

Filo conduttore dell’edizione 2025 ‘La Leggerezza’, intesa non come superficialità, ma come capacità di cogliere la profondità con uno sguardo luminoso. Il direttore artistico Massimo Spada ha costruito un programma che riflette questa visione, spaziando dalla musica da camera al repertorio sinfonico, dalle contaminazioni cinematografiche alle prime esecuzioni italiane.

Il viaggio musicale parte dalle epiche atmosfere del Signore degli Anelli, attraversa la raffinatezza degli studi di Debussy e approda alle danze ceche di Dvo?ák, culminando nell’esecuzione integrale delle opere pianistiche di Maurice Ravel, maestro della vaporosità e dell’incanto.

 

 

I protagonisti: tra stelle internazionali e giovani promesse

Il Festival ospiterà artisti di fama mondiale e giovani under 35, in un dialogo generazionale che arricchisce il panorama musicale italiano: Beatrice Rana, pianista tra le più apprezzate al mondo, protagonista di un concerto al Teatro dell’Unione di Viterbo (20 settembre). Kian Soltani, violoncellista iraniano di fama internazionale, che aprirà il festival il 19 settembre, sempre a Viterbo. Il Sestetto Stradivari, formato dalle prime parti dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, in scena nello splendido Palazzo Farnese di Ischia di Castro (26 settembre).

Quatuor Arod, giovane quartetto francese già acclamato a livello internazionale (27 settembre, Villa Giustiniani di Bassano Romano). Gabriele Mirabassi, clarinettista di fama mondiale, che si esibirà con il Metaphora Ensemble (28 settembre, Teatro San Francesco di Bolsena). Calogero Palermo, primo clarinetto dei Berliner Philharmoniker, in concerto a Vitorchiano il 10 ottobre. Benedetto Lupo, pianista raffinato e tra i più apprezzati interpreti italiani, chiuderà la manifestazione il 12 ottobre nella Basilica della Quercia, santuario mariano a Viterbo.

Accanto a loro, uno spazio importante sarà dedicato ai giovani under 35, tra cui gli allievi dell’Accademia Avos Project di Roma e del Conservatorio di Perugia

Il Festival della Tuscia vuol essere più di una rassegna musicale: un invito a scoprire luoghi di rara bellezza, spesso lontani dalle rotte turistiche. I concerti si svolgeranno in scenari suggestivi come: Palazzo Ducale di Gallese, Rocca Farnese di Ischia di Castro, Chiesa di Vallerano, Sala Regia di Viterbo.

Ogni tappa sarà immersa nella luce dorata di fine estate, trasformando la musica in esperienza sensoriale e culturale. La formula itinerante del Festival promuove un turismo consapevole e sostenibile, valorizzando il patrimonio artistico e creando nuove opportunità per le comunità locali.

 

Appalti pilotati a Fiumicino: 9 misure cautelari. Coinvolti anche assessori e funzionari

AGI – La guardia di finanza ha eseguito 9 misure cautelari in relazione all’inchiesta sugli appalti pilotati a Fiumicino. Lo si legge nella nota firmata dal procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori. Nel comunicato, è scritto, che le indagini hanno ‘scoperto’ alcuni operatori economici intrattenere “rapporti anomali con diversi funzionari ed esponenti politici del comune di Fiumicino, i quali, pur di soddisfare aspirazioni di carriera e di acquisire visibilità politica” assicuravano loro “l’assegnazione privilegiata di pubbliche commesse mediante gare di appalto pilotate o, più spesso, affidamenti diretti utilizzando l’espediente della parcellizzazione dei lotti di gara in modo da non superare i limiti al di sopra dei quali scatta l’obbligo per la stazione appaltante di procedere nelle forme dell’evidenza pubblica, per poi prorogare contra legem il servizio in precedenza aggiudicato agli imprenditori compiacenti”.

Nell’ambito dell’inchiesta, svolta dai militari del Comando Provinciale Roma, la procura di Civitavecchia ha avanzato una serie di richieste di misure cautelari nei confronti di oltre dieci indagati “il cui esame, per ragioni legate alla riforma Cartabia, è stato suddiviso in due diverse fasi temporali, spiega la nota: la prima, ha avuto a oggetto fatti reato per i quali è stata evidenziata l’esigenza di interrompere inquinamenti probatori in corso. In tal caso, il giudice per le indagini preliminari, accogliendo le richieste del pm, si è determinato direttamente senza dover prima espletare gli interrogatori degli indagati.

I bandi sotto la lente di ingrandimento

Il riferimento è alle misure cautelari emesse il 13 giugno scorso che hanno interessato il settore gli appalti legato alle politiche sociali; la seconda, ha invece avuto a oggetto altri due filoni tematici e relativi alla gestione degli appalti pubblici afferenti i settori delle attività produttive e culturali. In particolare, sono stati scrutinati gli eventi culturali dell’estate 2024 di Fiumicino, nelle diverse località di Fregene, Passoscuro, Torre Clementina – Aranova – Corte Villa Guglielmi, cosi’ come l’allestimento delle luminarie a Fiumicino paese e all’Isola Sacra in occasione delle festività natalizie 2024 – 2025. Detti filoni d’indagine hanno imposto l’espletamento da parte del gip degli interrogatori preventivi.

All’esito sono state accolte le richieste della procura di Civitavecchia con l’emissione di altre 9 misure cautelari che si aggiungono alle 4 già adottate in precedenza”. Per questa seconda fase sono state eseguite 3 misure cautelari personali degli arresti domiciliari per il direttore artistico del Comune di Fiumicino e due operatori economici; 4 misure cautelari coercitive tra obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, divieti e obblighi di dimora nei confronti di due assessori e un funzionario del Comune di Fiumicino e un operatore economico; una misura interdittiva della sospensione dalle funzioni di dirigente del Comune di Fiumicino per 12 mesi; una misura interdittiva per un imprenditore di divieto di contrarree con la pubblica amministrazione per 12 mesi.

Il procedimento è nato da una verifica fiscale effettuata nei confronti di una società che, tra il 2018 e il 2023, ha emesso fatture attive per l’importo complessivo di 1.462.533,71 euro oltre iva pari a 314.835,48 nei confronti di diverse società e associazioni attive nei settori del sociale e dello spettacolo senza mai tenere alcuna contabilità nè presentare la prescritta dichiarazione dei redditi. Le fatture in questione sono pacificamente risultate essere oggettivamente inesistenti, poiché il legale rappresentante della società ha dichiarato di aver cessato da molti anni ogni attività e ha disconosciuto le prestazioni lavorative dedotte nelle fatture nominalmente emesse dalla sua ditta individuale. 

 L‘analisi dei movimenti bancari della società emittente ha evidenziato, in concomitanza con il pagamento delle fatture da parte delle sopra indicate società, immediati prelevanti in contanti e trasferimenti su conti esteri degli importi accreditati. Per comprendere la gravità dei fatti, si annota che una delle società cooperative coinvolte ha ricevuto 42 appalti per un importo complessivo di 4.125.814,78 euro, dei quali 26 assegnati mediante affidamento diretto, 8 con procedura negoziata, 5 con procedura negoziata senza pubblicazione, 2 con procedura aperta, ma di fatto riferibili a proroghe di precedenti contratti, senza non sottolineare che detta cooperativa ha emesso fatture notevolmente superiori rispetto al valore degli appalti ricevuti: fatture emesse per 9.464.690,74 contro affidamenti ricevuti per 4.125.814,78. All’appello mancano altri lavori pubblici affidati e fatturati di probabile natura illecita.

L’inchiesta ha fatto luce sui ruoli chiave, spiega la nota della procura. “Per l’area tecnica e amministrativa, innanzitutto il Direttore Artistico e organizzativo degli eventi culturali, di promozione sociale, sportivi e turistici del Comune di Fiumicino che anziché limitarsi alla direzione artistica, è trasmodato in una sistematica ingerenza volta all’individuazione dell’operatore economico cui affidare di volta in volta la realizzazione dell’evento; affidamento schermato attraverso una formale procedura di gara che si è rivelata una mera farsa poiché l’aggiudicatario era stato prescelto prima ancora della pubblicazione del bando di gara. L’illecita attività del direttore artistico si è dipanata lungo due direttrici, cui corrispondono altrettanti filoni di indagine e corrispondenti contestazioni in merito all’organizzazione degli eventi estivi e alle luminarie natalizie”. E ancora. Il Dirigente dell’area Suap, turismo e cultura del Comune di Fiumicino, “è il firmatario della quasi totalità dei provvedimenti amministrativi attraverso i quali sono state dapprima avviate indagini di mercato fittizie e strumentali esclusivamente a fornire una mera parvenza di legalità e successivamente operati affidamenti diretti in favore di imprenditori preventivamente individuati dal Direttore Artistico e dall’assessore alla Cultura.

Il Funzionario dell’ufficio cultura e innovazione tecnologica del Comune di Fiumicino, ha rivestito il ruolo di responsabile del procedimento nella pressoché totalità delle procedure di affidamento che sono risultate essere il frutto di una collusione. È risultato in costante rapporto con il Direttore Artistico, a cui ha rivelato atti amministrativi teoricamente coperti da segreto e nei confronti del quale non ha esitato a operare affidamenti dichiaratamente illegali in favore degli imprenditori da lui prescelti. Tale disponibilità è risultata funzionale alle sue aspettative di carriera, bramoso di entrare nei ruoli della dirigenza”.

I politici coinvolti

Per quanto riguarda gli esponenti politici del comune di Fiumicino, l’Assessore alle attività produttive, che riveste il ruolo di assessore al commercio e alle attività produttive del Comune di Fiumicino, “è risultato in strettissimi rapporti con il Direttore Artistico e assiduamente in contatto con lui per la pianificazione degli affidamenti dell’organizzazione degli eventi estivi. È risultato essere il punto di collegamento tra il Direttore Artistico e uno degli imprenditori beneficiari dell’attività collusiva – spiega la procura di Civitavecchia -. L’assessore alla cultura e al turismo del Comune di Fiumicino, è il principale referente politico del Direttore Artistico con il quale si è fattivamente adoperato per parcellizzare artificiosamente l’importo per l’allestimento delle luminarie natalizie e pilotandone l’affidamento illegale in favore dell’imprenditore beneficiario della collusione. È risultato avere un peso politico considerevole in seno alla giunta e una notevole influenza sull’apparato amministrativo che non ha esitato a spendere per ottenere provvedimenti amministrativi in favore di imprenditori compiacenti, distrarre risorse economiche dalle società municipalizzate per finalità a esse estranee e colludere con gli esponenti della locale Pro Loco affinché fungessero da prestanome per l’assegnazione fittizia di finanziamenti”. Numerose società e cooperative sono risultate le beneficiarie delle attività illecite degli esponenti amministrativi e politici sopra indicati.

“La messa a disposizione della funzione pubblica nelle mani di taluni imprenditori è stata costante nel tempo: periodo osservato 2024 – febbraio 2025; illegale spezzettamento degli appalti per evitare la gara comunitaria e gare farsa. Affidamenti diretti senza gara e proroghe hanno garantito oligopoli imprenditoriali in cambio di visibilità amministrativa e politica. Pericolosa la commistione tra pubblico e privato, avendo assistito a funzionari comunali che hanno agito in nome e per conto delle imprese sociali coinvolte nell’esternalizzazione di taluni servizi pubblici”.

“Asservimento della funzione pubblica”

Le intercettazioni telefoniche e gli interrogatori di garanzia “restituiscono un quadro fattuale di sistematico asservimento della funzione pubblica da parte di dirigenti, funzionari comunali e taluni esponenti politici, con l’inserimento diretto di amici imprenditori nelle strutture comunali ai quali dare le anteprime sui bandi in fase di preparazione, sollecitandone la partecipazione e concordando modalità e tempi – si legge nella nota del procuratore -. Corruzioni per l’esercizio della funzione e corruzioni per atti contrari ai doveri d’ufficio si sono susseguite nel tempo, sfociate anche in turbative d’asta, con lesione sia della legalità sia dell’imparzialità dell’azione amministrativa”.

“La gravità dei fatti è testimoniata dalle misure custodiali applicate dal gip di Civitavecchia e, soprattutto, dalle prescrizioni a corredo che prevedono il controllo tramite dispositivi elettronici degli indagati e il divieto di comunicare con l’esterno, segno che il pericolo di reiterazione del fatto è attuale e concreto; dalle misure coercitive applicate che a seconda, dei casi impongono domicili coatti, segno dell’attuale e pericolosa rete di rapporti intessuti con ‘prenditori’ più che imprenditori; dalle misure interdittive applicate, segno dell’elevata e concreta probabilità di continuare a delinquere se lasciati al loro posto pubblico e/o se legittimati a contrarre con la pubblica amministrazione. Il ruolo apicale rivestito dai dipendenti pubblici infedeli – sottolinea la procura di Civitavecchia -, i settori inquinati (servizi culturali e produttivi) e le gravi modalità del fatto impongono il dovere di informare i cittadini del circondario di Civitavecchia, prevenendo fughe di notizie e spettacolarizzazioni dell’azione giudiziaria per garantire il loro diritto di cronaca attingendo a fonti ufficiali”. 

Le reazioni

Marotta (Sce), quadro allarmante

“Il quadro che emerge dall’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia e dalla Guardia di Finanza di Roma sugli appalti del Comune di Fiumicino è allarmante. Le nuove misure cautelari relative alle ipotesi di corruzione, turbativa d’asta e gestione distorta delle risorse pubbliche rappresentano fatti di assoluta gravità, che rischiano di incrinare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzione comunale. È necessario fare al più presto piena luce su ogni avvenimento e responsabilità. L’amministrazione deve essere un luogo di legalità, trasparenza, servizio alla comunità e la politica ha il dovere di condotte degne e all’altezza di tali missioni. La bocciatura politica della Giunta Baccini è piena: continuiamo a vigilare affinché tale fallimento non travolga la credibilità delle istituzioni che è un bene primario da difendere con fermezza”. Così in una nota il capogruppo di Sinistra Civica Ecologista alla Regione Lazio, Claudio Marotta.

Bonafoni (Pd), Baccini fa finta di nulla?

“La Guardia di finanza di Roma ha eseguito oggi nove misure cautelari e restrizioni della libertà personale tra funzionari pubblici e amministratori del Comune di Fiumicino ed imprenditori. Tra questi l’ex assessore alla Cultura e l’assessore alle Attività produttive della giunta Baccini. L’inchiesta, che segue i fatti di giugno, riguarda la presunta assegnazione privilegiata di pubbliche commesse mediante gare di appalto pilotate, in particolare nei settori delle politiche sociali, culturali e delle attività produttive. Emerge un quadro avvilente e di una gravità inaudita: il rapporto “incestuoso” tra alcuni operatori economici e determinati esponenti politici e dell’amministrazione comunale avrebbe inquinato la vita pubblica del territorio, soprattutto in quei settori in cui le persone chiedono servizi di qualità e una sana competizione sul mercato. Non saremmo di fronte a episodi sporadici, ma a un vero e proprio “sistema”, in cui malaffare e logiche pattizie – se confermati – avrebbero travalicato il necessario confine tra l’interesse pubblico e la legittima attività privata. Di fronte a questa situazione il sindaco Baccini, che detto neppure tanto per inciso è anche a capo dell’organismo nazionale sul Microcredito, deve valutare seriamente quali effetti abbia un tale coinvolgimento della sua giunta e trarre le dovute conclusioni”. Così in una nota Marta Bonafoni, consigliera regionale del Lazio e coordinatrice della segreteria nazionale del Partito Democratico.

Chi ci sarebbe dietro phica.eu

AGI – Sarebbe Vittorio Vitiello l’amministratore del sito sessista phica.eu. È quanto risulta da un’analisi dell’esperto di cyberintelligence, Alex Orlowsky, i cui esiti sono stati pubblicati sul ‘Domani’.

Ed è lo stesso Orlowsy a confermarlo sul suo profilo Facebook: “È stato interrogato Vittorio Vitiello residente in Toscana di 45 anni e conosciuto come BossMiao o Phicamaster. È lui che si occupava delle estorsioni per far cancellare i contenuti dal sito”. Vitiello sarebbe il proprietario della società Lupotto srl che si occupa di campagna pubblicitarie sui social”.  

 

Nato a Pompei e residente a Firenze, Vitiello, proprietario della società Lupotto srl, sarebbe la persona dietro le richieste di denaro fatte dll”admin di Phica’ con gli pseudonimi di ‘Bossmiao’ e ‘Phica master’ alle vittime che si sono trovate le loro foto, accompagnate da commenti turpi, sul sito. La società Lupotto ufficialmente si occupa delle campagne pubblicitarie sui social.

Intanto stamane in Procura a Roma si è svolto per circa due ore il vertice tra inquirenti e investigatori della Polizia Postale a piazzale Clodio in relazione al caso che ha riguardato anche diverse politiche. Al momento, secondo quanto si apprende, non sarebbe stato aperto ancora alcun fascicolo di indagine in attesa della prima informativa delle forze dell’ordine che arriverà a breve. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini.

 

Al via il semestre bianco di Medicina. Bernini: “Un cambio radicale”

AGI – “Oggi prende il via il ‘semestre aperto’, dando avvio a una riforma che, dopo 25 anni, cambia radicalmente le modalità di accesso a Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria”. Cosi’ sui social la ministra dell’Università e la Ricerca, Anna Maria Bernini.

“L’obiettivo è chiaro – spiega – formare più medici, e medici meglio preparati, rispondendo a un bisogno reale e sempre più urgente del nostro Paese. Per questo sono stati messi a disposizione altri 3.000 posti, superando cosi’ le 24.000 immatricolazioni. Ma la vera novità è il metodo: non più un test d’ingresso che decide tutto in poche ore, ma un percorso di formazione e valutazione dentro l’Università, li’ dove il merito trova davvero la sua espressione. È una sfida che andava affrontata, prima di tutto, per gli studenti. Troppi giovani, con aspirazioni autentiche e talento, hanno visto i loro sogni infrangersi davanti a domande da quiz, più simili a un gioco televisivo che a una prova di vocazione e preparazione. Abbiano detto basta a quella logica: questa è una sfida di sistema, che si vince solo insieme, investendo sulle persone e sulle istituzioni. Per questo è fondamentale che le Università possano contare su risorse adeguate”.

 

“Quest’anno – aggiunge la ministra – il Fondo di Finanziamento Ordinario è stato aumentato di 336 milioni rispetto al 2024, raggiungendo la cifra complessiva di 9,4 miliardi. Non un semplice aumento di stanziamento, ma un investimento strategico che rafforza tutto il sistema accademico, sostenendo la didattica, la ricerca e la capacità di accogliere più studenti. Il semestre aperto e l’aumento dei finanziamenti camminano insieme: da un lato più opportunità e più medici per il futuro, dall’altro più strumenti per accompagnare e valorizzare i nostri studenti. È questa la strada di un Paese che investe sul proprio capitale umano, che crede nei giovani, che sa attrarre talenti e affrontare con coraggio le sfide di un mondo in rapido cambiamento. Se cresce l’Università, cresce l’Italia” conclude Bernini. 

 

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I Campi Flegrei tornano a tremare, nella notte scossa di magnitudo 4

AGI – Paura nella notte a Pozzuoli, nei comuni dell’area flegrea e in alcuni quartieri di Napoli dopo la scossa delle 4.55 che ha fatto registrare una magnitudo 4, con profondità di 2 chilometri nella zona dell’epicentro.

Persone sveglie e in strada, come già nel pomeriggio quando un lungo sciame sismico aveva fatto registrare due picchi da 3.3 a venti minuti di distanza. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato il centro di coordinamento soccorsi.

L’Eav, holding della Regione che gestisce il trasporto pubblico, ha sospeso il servizio delle linee Cumana e Circumflegrea per le verifiche di routine, sostituendole con bus navetta. Temporaneamente chiusi anche i siti archeologici della zona. Verifiche dei vigili del fuoco in un edificio di Pozzuoli.

Paura al concerto, cede la struttura luci e sfiora Raphael Gualazzi al pianoforte

AGI – Raphael Gualazzi era al pianoforte durante il concerto, ieri sera, sul lungomare di Agnone Cilento, frazione di Montecorice, nel Salernitano, quando una struttura metallica che sorreggeva le luci è improvvisamente crollata sul palco, a pochi passi da lui. Un episodio immortalato in diversi video che circolano in rete via social.

Nessuno è rimasto ferito, nè tra i musicisti nè tra il pubblico. Soltanto paura anche per il cantante, che è riuscito ad allontanarsi in tempo, e le persone che stavano assistendo allo spettacolo. Le cause di quanto accaduto sono ancora da accertare, ma tra le ipotesi c’è anche il forte vento. Il concerto, iniziato da pochi minuti, è stato subito interrotto. 

 In una nota, Raphael Gualazzi e i musicisti della sua band sottolineano che stanno bene.

“È stato grande lo spavento ieri sera quando durante il concerto ad Agnone Cilento, frazione del comune di Montecorice (Sa), è venuta giù parte della struttura dell’impianto luci. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Il tour di Gualazzi prosegue questa sera a Galatina per un nuovo live sold out con orchestra. Il sollievo per l’artista e management è sapere che nell’incidente il pubblico non è stato coinvolto ma, allo stesso tempo, c’è il rammarico perché ad oggi ancora accadono episodi del genere che possono mettere in pericolo non solo chi vive il palco ma, soprattutto, chi vuole godersi lo spettacolo”, si legge nella nota.

 

Auto travolge due pedoni alle porte di Roma, un morto e un ferito

AGI – Incidente stradale mortale ad Ardea, vicino a Roma, dove due pedoni sono stati investiti in via Monti Santa Lucia. Uno dei due è morto sul colpo mentre l’altro è rimasto ferito gravemente ed è stato trasportato in elisoccorso all’ospedale.

Sul posto, oltre alla polizia locale di Ardea, i carabinieri di Marina Tor San Lorenzo e i colleghi del Nucleo Radiomobile per il supporto alla viabilità. L’autore del sinistro si è fermato a prestare soccorso. Indagini in corso.

Scontro moto-furgone, giovane donna muore nel Pavese

Una donna è morta in un incidente a Mezzanino, in provincia di Pavia, sulla Statale ‘Bronese’ 617. Lo riferisce l’Anas spiegando che sono in corso gli accertamenti sulle cause. Secondo quanto riferito dalla ‘Provincia Pavese’, la vittima è la 31enne passeggera di una moto guidata da un uomo che si è schiantata contro un furgone. Sul posto sono intervenute le squadre Anas, del 118 e delle forze dell’ordine per la gestione della viabilità per consentire il ripristino della normale viabilità nel più breve tempo possibile.

Ultraleggero precipita in una risaia, morti il pilota e la figlia 18enne

AGI – Un aereo ultraleggero è precipitato nelle campagne del Vercellese. Il pilota e la figlia diciottenne sono morti. L’uomo si chiamava Massimiliano Monticone, 49 anni, e la figlia Simona, 18 anni. Vivevano ad Alessandria. Monticone era stato pilota dell’Aeronautica militare, ora lavorava come radarista per l’Enav all’aeroporto di Linate.

Aveva conseguito il brevetto per l’abilitazione di volo con passeggero otto anni fa, all’Accademia di Volo Italiana dell’aeroporto Cappa, di Casale Monferrato. Proprio da Casale, dall’aeroclub Palli Monticone era decollato intorno alle 10,40. L’incidente è avvenuto nei pressi del Canale Cavour, all’altezza del ponte delle Mezzane. Sul posto le ambulanze del 118 e i Vigili del Fuoco del distaccamento di Livorno Ferraris che hanno spento le fiamme e messo in sicurezza l’ aeromobile ente

Il velivolo è caduto in una risaia fra i comuni di Livorno Ferraris e Lamporo in prossimità della SP02. L’aereo dopo l’impatto al suolo ha preso fuoco. Oltre alle ambulanze del 118, sono intervenuti. Sul posto anche i Carabinieri di Livorno Ferraris e Crescentino.

Dramma nel Modenese, accoltella tutta la famiglia

AGI – Violenza in famiglia nella tarda serata di ieri in via Biondo, a Castelnuovo Rangone, nel Modenese, all’interno della residenza di villa Zanasi.

Un giovane, al culmine di una lite domestica, ha aggredito con un coltello il padre, la madre e la sorella minorenne. Le due donne, di 42 e 15 anni, hanno riportato ferite gravi e sono state trasferite d’urgenza all’ospedale di Baggiovara, dove si trovano ricoverate in terapia intensiva con prognosi riservata.

Il padre, un uomo di 50 anni, è stato invece portato al policlinico Maggiore di Bologna in condizioni di media gravità. Secondo quanto ricostruito, i protagonisti sarebbero cittadini originari dello Sri Lanka, da anni residenti nel comune modenese e custodi della villa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno trovato l’aggressore ancora all’interno dell’abitazione e lo hanno immediatamente arrestato.

Restano da chiarire le cause che hanno portato al gesto. A confermare la vicenda è stato anche il sindaco Massimo Paradisi, che in un post sui social ha parlato di “un dramma familiare che scuote profondamente la nostra comunità”, ricordando come la famiglia viva da tempo a Castelnuovo Rangone. Le indagini sono in corso.

Salvatore Raimondi è libero, 20 anni fa sequestrò Tommaso Onofri

AGI – Rapì il piccolo Tommy, morto quasi subito dopo l’essere stato sequestrato. Ora è libero.
Salvatore Raimondi, l’uomo che la sera del 2 marzo 2006 prese dal seggiolone Tommasso Onofri, appena 18 mesi, nella sua abitazione di Casalbaroncolo, è uscito definitivamente dal carcere di Forlì nelle scorse settimane, dopo un periodo di semilibertà. Lo riporta la Gazzetta di Parma.

Raimondi era stato condannato a 20 anni di carcere per l’omicidio del bambino, dopo essere stato il primo della banda a confessare il rapimento finito tragicamente; già nel 2022 avrebbe potuto essere libero, ma a quella pena se ne era aggiunta un’altra per estorsione nei confronti di un detenuto.

Il rapimento

Raimondi, con Mario Alessi, aveva prelevato il bambino e venne arrestato circa un mese dopo, il primo aprile insieme ad Alessi e alla sua compagna Antonella Conserva. Il corpo di Tommy venne trovato poco dopo in un casolare.

A tradire Raimondi, che aveva lavorato per gli Onofri alla ristrutturazione della loro casa, portando gli investigatori sulla pista dei tre era stata una impronta lasciata sul nastro adesivo usato per legare la famiglia. Secondo il suo racconto, poi confermato dai processi, a uccidere Tommaso era stato Alessi.

Il bambino venne sequestrato nell’abitazione di famiglia nel piccolo centro della provincia di Parma per chiedere un riscatto, dato che Raimondi e Alessi erano convinti che gli Onofrio avessero diponibilità economiche consistenti. Tommy, però, venne ucciso poco dopo il rapimento, forse perché i rapitori si sentivano braccati.

Anche Alessi aveva lavorato come muratore nella ristrutturazione della casa degli Onofri, impiegati delle Poste che avevano due bambini e che avevano deciso di lasciare Parma per trasferirsi nella borgata rurale ai confini con Sorbolo.

Alle 19.45 di quel 2 marzo 2006, la corrente elettrica nella loro casa saltò, e quando Paolo Onofri uscì per verificare perché era scattato il contatore, due uomini a volto coperto lo aggredirono, minacciarono con un coltello e una pistola, entrando in casa. I due si fecero consegnare soldi, poi legarono i coniugi e il bambino più grande con il nastro adesivo da pacchi e portarono via Tommy.

Il caso tenne viva l’attenzione degli italiani a lungo, con appelli lanciati anche dal palco dell’Ariston a Sanremo per liberare il bimbo, così come da papa Benedetto XVI e da Franca Ciampi, moglie del presidente della Repubblica Carlo Azeglio. Le indagini a tappeto, con 250 provvedimenti di intercettazione della procura di Bologna, faticavano a portare risultati, anche perché non arrivarono richieste di riscatto, se non di millantatori.

Alla trasmissione Chi l’ha visto venne inoltrata una segnalazione, rivelatasi poi falsa, di indumenti e medicinali trovati lungo le sponde del Taro. E ci furono anche due sensitive convinte di poter trovare il piccolo o almeno il suo corpo, e un ex affiliato alla ‘ndrangheta, Pasquale Gagliostro, che raccontò di un conterraneo che gli aveva proposto un sequestro lampo di un bambino figlio di impiegati alle Poste.

La procura infine cominciò a interrogare chi aveva lavorato nella proprietà degli Onofri. Una conversazione intercettata tra la moglie del capocantiere e Alessi portò gli inquirenti a focalizzarsi sulla sua posizione e in parallelo i Ris attribuirono l’impronta a Raimondi. 

La Polizia Postale depositerà un’informativa sui siti sessisti

AGI – La Polizia Postale depositerà, nelle prossime ore, una prima informativa a piazzale Clodio sulle foto rubate che ritraggono donne, anche attrici e politiche, e pubblicate senza consenso su alcuni siti sessisti. Poi verrà aperto un fascicolo. Alla luce della mole di denunce presentate in tutta Italia non si può escludere che vengano interessate anche altre procure. La Polizia Postale ha avviato indagini per risalire a chi gestisce le piattaforme e verifiche sono in corso, inoltre, per identificare gli autori dei commenti sessisti e offensivi. 

 

 

 

L’Isis voleva uccidere Papa Francesco a Trieste, ma la Questura smentisce

AGI – C’era un possibile piano dell’Isis turco per uccidere Papa Francesco a Trieste un anno fa. È quanto emerge da un’inchiesta pubblicata oggi in esclusiva sul quotidiano di Trieste, ‘Il Piccolo’. Papa Francesco era giunto in città il 7 luglio 2024 in occasione della chiusura della 50/a Settimana sociale dei cattolici in Italia.

Il giorno prima era stata rinvenuta una pistola in un trolley scuro abbandonato nel bar della stazione ferroviaria. Secondo la ricostruzione del quotidiano oggi in edicola, nei carteggi di indagine riferiti agli accertamenti “di intelligence” sulla pistola si fa riferimento a un “possibile progetto di attentato contro il Sommo Pontefice”.

L’Interpol, prosegue l’inchiesta pubblicata dai quotidiani del Gruppo Nem, ha arrestato in Olanda uno dei sospettati, un cittadino turco, Hasan Uzun, di 46 anni. Ora è detenuto in carcere a Trieste. L’uomo sarebbe collegato alla pistola rinvenuta all’interno del trolley. Si tratta di un‘automatica CZ modello 7B calibro 9 Luger matricola 5793N con caricatore. C’erano le munizioni: 14 cartucce.

Secondo le indagini l’attentato sarebbe stato progettato da un’organizzazione turca legata all’Isis K. Dopo l’estradizione dall’Olanda, Hasan Uzun ha trascorso alcuni giorni in carcere a Milano e adesso è in una cella d’isolamento a Trieste. 

Polizia di Trieste: “Nessuna prova sul possibile attentato”

 “All’esito delle investigazioni, condotte in collaborazione con gli omologhi uffici di polizia straniera e anche per il tramite di rogatorie internazionali, nessuna evidenza è emersa in ordine a progettualità ostili o omicidiarie nei confronti del Santo Padre. Per contro, il responsabile sembrerebbe essere inserito in circuiti criminali non correlati al terrorismo di qualsivoglia matrice”. È quanto precisa la questura di Trieste in merito al presunto attentato a Papa Bergoglio al centro di ricostruzioni di stampa. 

 “Un cittadino turco è stato arrestato in Olanda lo scorso 3 aprile ed estradato in Italia il successivo 27 giugno – spiega la Questura – in esecuzione di un mandato di arresto europeo, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste, in quanto ritenuto responsabile dei reati di possesso e detenzione arma. La misura scaturisce dagli approfondimenti investigativi svolti dalla Polizia di Stato di Trieste e dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione e coordinati dalla Procura della Repubblica del capoluogo giuliano, a seguito del ritrovamento di un’arma all’interno di una valigia abbandonata nel bar presso la Stazione Centrale il 6 luglio 2024″.
L’Attività della Digos di Trieste e della Direzione centrale della Polizia di prevenzione “è stata avviata anche in relazione all’allora imminente presenza del defunto Pontefice a Trieste in occasione della 50esima edizione della ‘Settimana Sociale dei Cattolici in Italia’”.
La Questura ricorda anche che “il procedimento penale nei confronti dell’indagato pende ancora nelle fasi delle indagini preliminari e che le sue responsabilità effettive saranno vagliate nel corso del successivo processo. Inoltre, non verranno fornite le generalità dell’indagato ne’ elementi per la sua identificazione”.

L’auto finisce nel Po, muore una coppia di vedovi

AGI – Si chiamavano Rubens Grandi, 78 anni, e Marisa Aldrighi, 78 anni, i due anziani passeggeri dell’auto finita nel Po per cause ancora da accertare intorno alle 9 e 30 di stamattina a San Benedetto Po, nel Mantovano. Dalle prime indagini dei carabinieri e della polizia locale di San Benedetto Po, l’uomo ha perso il controllo della Fiat Panda, forse a causa di un malore, non essendo state trovate tracce di frenate sull’asfalto, tra l’altro asciutto.

Entrambi vedovi, l’uomo e la donna abitavano insieme a Borgo Mantovano. A lanciare l’allarme, spiegano i vigili del Fuoco, era stato l’autista di un mezzo pesante, che ha assistito alla scena: l’auto avrebbe sbandato improvvisamente, finendo oltre l’argine e precipitando nel fiume. I sommozzatori sono riusciti a raggiungere la Fiat Panda e a tirare fuori dall’abitacolo due persone prive di vita.

Le operazioni dei Vigili del Fuoco del Comando di Mantova sono state svolte con squadre ordinarie e soccorritori acquatici, supportati da un elicottero del Reparto Volo Emilia Romagna e dal nucleo sommozzatori Lombardia giunti da Milano.

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