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Dopo il ritrovamento di armi nuovo blitz della polizia in un B&B del viterbese, cinque fermati
AGI – Sono cinque le persone controllate nel blitz della polizia a Montefiascone, in provincia di Viterbo. Lo apprende l’AGI. Gli agenti si sono recati a Corso Cavour – a distanza di poco più di 24 ore dagli arresti dei due cittadini turchi fermati in un B&B nel giorno della festa di Santa Rosa -, e hanno bloccato altri cinque cittadini provenienti dalla Turchia. La loro posizione è al vaglio e, al momento, su di loro non pende alcuna accusa.
Riforma dell’esame di maturità: solo 4 materie all’orale e bocciatura per chi farà scena muta
AGI – Esame di maturità, si cambia. A partire dal nome. Dal prossimo anno, non ci sarà più l’esame di Stato ma si tornerà alla dicitura del passato: Esame di maturità. Gli studenti all’orale non dovranno più portare tutte le materie, ma solo 4 che saranno decise a gennaio dal ministero. E ancora: scompare la discussione iniziale sul documento e soprattutto, chi farà scena muta alla prova orale, sarà bocciato.
Ci sarà particolare attenzione per l’alternanza scuola-lavoro, che non si chiamerà più Pcto – Percorso delle competenze trasversali per l’orientamento – ma semplicemente formazione scuola-lavoro. Sono alcune delle novità della riforma della Maturità che ha avuto oggi il via libera dal Consiglio dei ministri. Inoltre, cambia anche l’assetto delle commissioni che saranno più agili: non più 7 docenti ma 5. Ma i commissari saranno pagati di più e per loro è prevista una formazione ad hoc. “Sarà un esame più serio e sereno – ha spiegato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, al termine del Cdm – e chi non svolge regolarmente la prova orale sarà bocciato”.
“Per quanto riguarda l’esame orale – ha specificato ancora – il tema della valutazione a 360 gradi della persona, come d’altro canto chiedevano anche gli studenti, avrà un suo ruolo fondamentale – ha proseguito – quindi si valuteranno non soltanto le competenze, le conoscenze, le abilità acquisite, ma anche quel grado di autonomia, di responsabilità conseguito dallo studente sia nel corso degli anni delle Superiori, ma anche dimostrato nel percorso dell’esame di maturità. Verranno considerate anche quelle attività in qualche modo connesse con il percorso scolastico, penso per esempio alle attività sportive o culturali connesse con il percorso scolastico, cosi’ come quelle azioni particolarmente meritevoli che abbiano evidenziato senso di responsabilità e impegno da parte dello studente. Ovviamente si tratta di azioni che possono anche essere extrascolastiche”.
Gli altri provvedimenti del decreto Scuola
Discussione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale
Il decreto prevede che l’elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, per gli studenti che riportino almeno sei decimi in condotta, sia oggetto di integrazione dello scrutinio finale. Si rafforza, così, il legame tra responsabilità civica e percorso formativo. Questa misura si inserisce all’interno della più ampia riforma del voto di condotta.
Consolidamento e sviluppo della filiera formativa tecnologico-professionale
La filiera tecnologico-professionale, ossia il cosiddetto 4+2, da sperimentale diventa ordinamentale ed entra a pieno titolo nel sistema nazionale di istruzione e formazione. La misura rafforza il collegamento tra Istituti tecnici e professionali (che arrivano al diploma in quattro anni e non più in cinque) e gli ITS Academy (due anni di eventuale specializzazione) delineando un percorso formativo capace di rispondere ai talenti degli studenti e ai fabbisogni del sistema produttivo, favorendo la ricerca e l’innovazione tecnologica.
Ad oggi sono state coinvolte nella sperimentazione 280 istituzioni scolastiche, con 395 percorsi attivati (89 nell’istruzione professionale e 306 nell’istruzione tecnica).
Il decreto stabilisce che i dirigenti scolastici, qualora sussistano le condizioni normative, proporranno al Ministero la candidatura per l’attivazione dei percorsi, garantendo così una programmazione tempestiva e un accesso regolare all’offerta formativa, al fianco dei percorsi quinquennali tradizionali.
Risorse per il contratto della scuola
Si prevedono risorse aggiuntive, pari a 240 milioni di euro una tantum, per il contratto della scuola e ulteriori 15 milioni di euro per estendere l’assicurazione integrativa sanitaria anche al personale precario (docenti supplenti al 30 giugno). Ulteriori risorse sono previste inoltre per la formazione dei docenti, con particolare riferimento ai commissari dell’Esame di Maturità.
Sicurezza e nuove regole per la Formazione scuola-lavoro
I Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) vengono ridefiniti come “Formazione scuola-lavoro”, in modo da stabilire in modo chiaro la loro funzione formativa e orientativa.
Passaggi tra indirizzi di studio ed esami integrativi
Si introduce una nuova regolamentazione dei passaggi tra indirizzi di studio delle Scuole secondarie di II grado: nel primo biennio gli studenti potranno beneficiare di interventi mirati di sostegno, mentre nel triennio conclusivo sono previsti esami integrativi. Si tratta di una opportunità educativa, volta a contrastare la dispersione scolastica e ridurre l’insuccesso formativo.
Misure di sicurezza dei servizi di trasporto per uscite didattiche e viaggi di istruzione
Particolare attenzione è riservata alla sicurezza dei viaggi di istruzione e delle uscite didattiche: si favoriscono, infatti, nell’aggiudicazione delle gare relative ai viaggi di istruzione, gli operatori economici che garantiscono le maggiori condizioni di sicurezza dei veicoli e delle competenze dei conducenti, oltre che i sistemi di accessibilità per gli studenti con disabilità.
Semplificazione in materia di edilizia scolastica
È prevista la riassegnazione di eventuali risorse residue originariamente destinate a spese di locazione o noleggio di strutture temporanee a uso scolastico, anche per trasporti e arredi didattici, così da assicurare la piena funzionalità degli edifici.
Scuola Europea di Brindisi
Si assicura la piena funzionalità dell’offerta formativa della Scuola Europea di Brindisi, consentendo di attivare i contratti relativi al personale docente e amministrativo di madrelingua o esperto, il cui apporto è imprescindibile per garantire la continuità del servizio educativo e il pieno rispetto degli standard europei che caratterizzano l’Istituzione in parola.
Pasquale D’Ascola è il nuovo presidente della Cassazione, il Csm si spacca sulla nomina
AGI – Pasquale D’Ascola è il nuovo primo presidente della Cassazione. A nominarlo è stato questo pomeriggio il plenum del Consiglio superiore della magistratura, presieduto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La nomina di D’Ascola, che fino ad oggi ha ricoperto l’incarico di presidente aggiunto della Suprema Corte, è avvenuta con un solo voto di scarto rispetto all’altro candidato, Stefano Mogini, attuale segretario generale della Cassazione.
Quattordici, infatti, sono stati i voti espressi in plenum a favore della nomina di D’Ascola, mentre 13 sono state le preferenze per Mogini. Cinque le astensioni: oltre al vicepresidente del Csm Fabio Pinelli, si sono astenuti dal voto la prima presidente della Cassazione Margherita Cassano (che la prossima settimana lascerà l’incarico per raggiunti limiti di età e alla quale succederà quindi D’Ascola), il procuratore generale della Suprema Corte Pietro Gaeta, e i due togati indipendenti Roberto Fontana e Andrea Mirenda, i quali già ieri avevano reso nota la loro scelta di astenersi spiegando che “non ha a che vedere con le qualità dei due candidati, che sono eccellenti, ma con il meccanismo di nomina previsto dal Testo Unico” sulla dirigenza giudiziaria.
Mattarella, confronto leale nell’interesse istituzionale
“Intendo rivolgere le mie congratulazioni al dottor D’Ascola con gli auguri per il compito che gli è stato affidato di presiedere la Corte di Cassazione. Al tempo stesso formulo un apprezzamento per il dottor Mogini, magistrato di elevato e indiscusso valore. Il sapere giuridico del dottor D’Ascola e la sua lunga esperienza gli consentiranno di guidare con efficacia la Corte, proseguendo anche nell’attività di rinnovata efficienza avviata durante il mandato della presidente Cassano”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine della seduta straordinaria del plenum del Csm che ha eletto Pasquale D’Ascola nuovo primo presidente della Cassazione.
“Il dottor D’Ascola, certamente, rappresenterà un punto di riferimento anche per i lavori del Csm e del comitato di presidenza che auspico – sottolinea il capo dello Stato – vengano sempre improntati a un confronto leale e a un dibattito sereno sempre con l’obiettivo dell’interesse istituzionale”.
Pinelli, nel Csm piena e legittima diversità vedute
La presentazione di due proposte al plenum del Csm per la nomina del nuovo primo presidente della Cassazione “non deve essere letta in termini di fragilità o addirittura di spaccatura del Consiglio stesso, ma, viceversa, come appartenenza alla fisiologia istituzionale ed alla piena e legittima diversità di vedute proprie degli organi di garanzia nelle liberal democrazie. Il Consiglio assume responsabilmente il diritto/dovere di esercitare virtuosamente la propria discrezionalità tecnica”. Lo ha detto il vicepresidente del Csm Fabio Pinelli, prendendo la parola in plenum poco prima della votazione che ha visto prevalere per un solo voto Pasquale D’Ascola su Stefano Mogini per l’incarico al vertice della Suprema Corte.
Il vicepresidente ha poi rivolto un saluto a Margherita Cassano (che è stata la prima donna a essere nominata presidente della Cassazione e che lascerà l’incarico lunedì prossimo per raggiunti limiti di età), la quale, ha detto Pinelli, “ha autenticamente interpretato il proprio ruolo, onorando l’istituzione con una energia senza pari”.
Mattarella, decisioni trasparenti, no a visioni di parte
“Con questa ripresa dei lavori si apre l’ultima fase dell’attuale consiliatura. Anche con il rinnovo ormai prossimo della composizione delle Commissioni. Auspico come sempre che il Csm continui ad assicurare tempestivita’ e trasparenza alle proprie decisioni. Siamo tutti consapevoli che queste devono essere fondate su criteri ed elementi di valutazione al di sopra di pregiudiziali e di visioni di parte”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella al termine della seduta straordinaria del plenum del Csm che ha eletto Pasquale D’Ascola nuovo primo presidente della Cassazione.
Indiscusso maestro di moda, la vita e la carriera
AGI – Piacentino doc, Giorgio Armani era nato l’11 luglio 1934. Studi in medicina abbandonati alla fine degli anni Cinquanta, e un dna votato all’estetica che lo fa lavorare prima come buyer per i grandi magazzini la Rinascente a Milano, quindi collaborare con Nino Cerruti per poi approdare alla moda come stilista freelance. L’anno spartiacque della sua carriera è il 1975 quando, su suggerimento del socio Sergio Galeotti, decide di creare il proprio marchio.
Era il 24 luglio e con una linea di prêt-à-porter maschile e femminile nasce la Giorgio Armani S.p.A. Un marchio ma anche una visione, quella di farsi interprete di una moda capace di intercettare i bisogni di una società che stava cambiando. L’affermarsi di una figura di donna androgina e volitiva, e di un uomo meno rigido, esigevano infatti un guardaroba nuovo. E Giorgio Armani, attento osservatore, riservato quanto presente, era là con le sue linee sofisticate e senza tempo. Le giacche destrutturate il pantalone morbido. Un successo istantaneo consacrato, nel 1980, nelle mise vestite da Richard Gere in American Gigolo e quindi nel 1982 quando il Time gli dedicò una copertina.
Tanti i divi che lo hanno scelto per i momenti importanti, tanti i red carpet che hanno visto le sue creazioni brillare. La clientela, poi, fedele e riconoscente per sentirsi a proprio agio in un stile adeguato e mai gridato. Tanti i debutti nella sua carriera. Nel 2005 arriva la sua prima collezione di Haute Couture a Parigi. Nel 2010 apre il primo Armani/Hotel a Dubai cui segue l’Armani/Hotel di Milano nel 2011.
Nel 2006 presenta la prima One Night Only a Londra che diventerà un evento itinerante portando il mondo Armani a Tokyo, Pechino, Roma, New York e Parigi. E tanti anche i riconoscimenti e le intuizioni. Già Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica, nel 2008, a Parigi, la Légion d’Honneur, nel 2021 è Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito insignito dal Presidente della Repubblica Italiana e poi nel 2023 arriva la laurea honoris causa conferitagli dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, in Global Business Management. Sempre nel 2023 in occasione della ottantesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Armani celebra la città di Venezia e il legame tra moda e cinema con l’ottava edizione dell’evento itinerante One Night Only, ricevendo il Leone d’Oro di vetro di Murano.
Ha sempre partecipato alle sfilate dei suoi marchi, finché è rimasto in salute. Già lo scorso giugno a seguito di un ricovero in ospedale era mancato agli appuntamenti milanesi uomo di Emporio e Giorgio Armani ed era stato assente anche alla presentazione della collezione Armani Privé autunno/inverno 2025/26 a Parigi.
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Addio a Giorgio Armani, re della moda e icona del ‘Made in Italy’
AGI – È morto all’età di 91 anni Giorgio Armani. Lo ha comunicato il gruppo con una nota.
La nota della Maison
“Con infinito cordoglio, il gruppo Armani annuncia la scomparsa del suo ideatore, fondatore e instancabile motore: Giorgio Armani.
Il Signor Armani, come è sempre stato chiamato con rispetto e ammirazione da dipendenti e collaboratori, si è spento serenamente, circondato dai suoi cari. Infaticabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi all’azienda, alle collezioni, ai diversi e sempre nuovi progetti in essere e in divenire.
Negli anni, Giorgio Armani ha creato una visione che dalla moda si è estesa a ogni aspetto del vivere, anticipando i tempi con straordinaria lucidità e concretezza. Lo ha guidato un’inesauribile curiosità, l’attenzione per il presente e le persone. In questo percorso ha creato un dialogo aperto con il pubblico, diventando una figura amata e rispettata per la capacità di comunicare con tutti. Sempre attento alle esigenze della comunità, si è impegnato su molti fronti, soprattutto verso la sua amata Milano.
La Giorgio Armani è una azienda con cinquant’anni di storia, cresciuta con emozione e con pazienza. Giorgio Armani ha sempre fatto dell’indipendenza, di pensiero e azione, il proprio segno distintivo. L’azienda è il riflesso, oggi e sempre, di questo sentire. La famiglia e i dipendenti porteranno avanti il Gruppo nel rispetto e nella continuità di questi valori.
“In questa azienda ci siamo sempre sentiti parte di una famiglia. Oggi, con profonda commozione, sentiamo il vuoto che lascia chi questa famiglia l’ha fondata e fatta crescere con visione, passione e dedizione. Ma è proprio nel suo spirito che insieme, noi dipendenti e i familiari che sempre hanno lavorato al fianco del signor Armani, ci impegniamo a proteggere ciò che ha costruito e a portare avanti la sua azienda nella sua memoria, con rispetto, responsabilità e amore”.
I dipendenti e la sua famiglia
Camera ardente e funerali
La camera ardente sarà allestita a partire da sabato 6 settembre e sarà visitabile fino a domenica 7 settembre, dalle ore 9 alle ore 18, a Milano, in via Bergognone 59, presso l’Armani/Teatro. Per espressa volontà del signor Armani, i funerali – previsti lunedì – si svolgeranno in forma privata.
Lunedì lutto cittadino a Milano
E lunedì sarà lutto cittadino a Milano. Lo ha deciso il sindaco, Giuseppe Sala, per il quale lo stilista “è stato e resterà per sempre uno dei massimi rappresentanti della moda italiana e milanese nel mondo. Armani era un uomo pieno di talento e di interessi, capace di portare nelle sue creazioni lo stile sobrio ed elegante della sua personalità, misurato, mai eccessivo – ha spiegato Sala in una nota – A Milano mancheranno il suo sguardo creativo, la sua partecipazione attiva e il suo sostegno alla vita della nostra città”.
L’ultimo messaggio dello stilista sui social
AGI – L’ultimo messaggio di Giorgio Armani è affidato ai social. Sulla pagina Instagram oggi, giorno della scomparsa del grande creativo, compare una foto con lo sfondo nero e la scritta: “Il segno che spero di lasciare è fatto di impegno, rispetto e attenzione per le persone e la realtà. E’ da lì che tutto comincia”. E la firma “Giorgio Armani”. Sotto la foto, l’annuncio della morte da parte dell’Armani Group.
Armani, icona del ‘Made in Italy’ e creatore di immaginari
AGI – Ci sono nomi che, pronunciati, evocano immediatamente un mondo intero. Giorgio Armani è uno di questi. La sua scomparsa, oggi all’età di 91 anni, è avvenuta con la stessa discrezione che ha permeato la sua vita. Non solo un couturier, non semplicemente un imprenditore: un creatore di immaginari. Il suo percorso, dagli esordi in una provincia italiana del secondo dopoguerra fino a divenire icona universale del “Made in Italy”, è la storia di un uomo che ha saputo trasformare la sua visione della bellezza in un linguaggio universale, discreto eppure potentissimo. Re Giorgio architetto della sobrietà, custode discreto dell’anima italiana.
D’altra parte la sua massima più celebre – “L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare” – contiene un manifesto: sottrarre, ripulire, rendere l’abito un gesto misurato che lascia traccia. È il filo che unisce l’intera sua parabola, dall’infanzia emiliana al laboratorio globale che porta il suo nome, passando per Milano — città che lui ha contribuito a vestire, letteralmente, di una nuova idea di sobrietà. Nato a Piacenza l’11 luglio 1934, studia per un periodo medicina a Milano, poi sceglie la pratica del “fare”. La Rinascente gli insegna la grammatica dello sguardo — vetrine, assortimenti, contatto col pubblico — e da Cerruti affina la precisione del taglio maschile.
La Svolta del 1975 e l’Alfabeto Stilistico
Nel 1975 la svolta. Con Sergio Galeotti, suo compagno di vita e di lavoro, lancia la propria casa di moda: camicie morbide e giacche decostruite diventeranno il suo alfabeto. Il cinema un megafono del suo messaggio, con i completi di American Gigolo (1980) che scolpiscono sull’immaginario collettivo una virilità senza armature.
“Il lusso non può e non deve essere veloce,” dirà più tardi. È un’anticipazione di metodo, preferire il ritmo della qualità al frastuono dell’effimero.
L’Espansione del Marchio e l’Eleganza come Sottrazione
Negli anni ’80 e ’90 il nome Armani diventa sinonimo di lusso moderno e accessibile. La maison si espande e oltre alla linea principale nascono Emporio Armani, Armani Jeans, Armani Exchange, fino ad abbracciare profumi, accessori, occhiali, cosmetici. È una galassia coerente, governata da un unico principio: l’eleganza come sottrazione. Il suo stile si riconosce immediatamente: palette sobrie dominate da beige, grigi e blu profondi; tagli fluidi e raffinati; un minimalismo che non è mai arido, ma intriso di sensualità sottile. Armani diventa il “re della moda italiana” nel mondo. Le star calcano i red carpet vestite Armani, i suoi abiti entrano nei guardaroba dei potenti, i suoi spot — essenziali, cinematografici — dettano legge nel marketing del lusso.
Tutto continuando a parlare la lingua dell’understatement. Dalla haute couture di Giorgio Armani Privé allo sport di EA7, passando per Emporio Armani, Armani/Casa e gli hotel firmati, l’universo creato da Armani è coerente come un guardaroba pensato per la vita reale, stanza dopo stanza. È anche un raro caso d’indipendenza imprenditoriale su scala globale, cresciuto senza perdere di vista il baricentro culturale: Milano. Armani ha radicato i suoi luoghi nella città: l’Armani/Teatro in via Bergognone, palcoscenico di sfilate che hanno fatto scuola (dove sarà allestita la camera ardente per sua volontà); soprattutto Armani/Silos, il museo-spazio inaugurato nel 2015 come dono alla comunità e archivio vivente di un’estetica. “L’ho chiamato Silos perché lì si conservava il grano, essenziale alla vita. Per me lo sono anche i vestiti”, ha spiegato in occasione dell’apertura. È una dichiarazione d’amore alla funzione civile della moda.
Senso Civico e Visione Imprenditoriale
Giorgio Armani non è mai stato soltanto un designer. Negli anni, ha mostrato un forte senso civico e una visione imprenditoriale che va ben oltre le passerelle. Durante la pandemia di Covid-19, nel 2020, fu tra i primi a convertire le proprie linee produttive per realizzare camici destinati agli ospedali, donando ingenti somme alle strutture sanitarie. Così come ingenti somme ha donato all’isola di Pantelleria, suo buen retiro, per far arrivare acqua potabile dove non c’era, per attrezzare l’ospedale e prevenire incendi. Di pochi giorni fa la notizia che ha acquistato
La Capannina a Forte dei Marmi, icona del costume italiano. Non per nostalgia, ma “per un gesto affettivo”, per custodire un pezzo di paesaggio culturale. Da sempre era legato anche allo sport: dal 2012 ha vestito la squadra olimpica italiana, portando il concetto di eleganza nel mondo dell’atletica e della competizione. Il suo marchio compare negli stadi (Emporio Armani sponsorizza l’Olimpia Milano di basket) e persino nell’architettura, con gli hotel Armani a Milano e Dubai, simboli di un lifestyle che va ben oltre l’abbigliamento. Nel corso della sua carriera, Giorgio Armani ha ricevuto innumerevoli premi: Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2008), Legion d’Onore in Francia, premi alla carriera da ogni parte del mondo. Nel 2021 Forbes lo colloca fra gli uomini più influenti e ricchi del pianeta, ma lui ha continuato a vivere con la stessa disciplina e sobrietà che lo contraddistinguono da sempre. A differenza di altri grandi stilisti, Armani non ha mai venduto la sua azienda a conglomerati internazionali: era unico proprietario della sua maison, geloso custode della sua indipendenza creativa. Un segno di coerenza raro nel panorama globale. La sua eredità non resterà solo negli abiti che hanno segnato un’epoca, ma nella sua idea di eleganza, sottrarre invece di aggiungere, lasciare che la bellezza emerga da sola in un mondo frenetico.
Biker trovato con 20 kg di droga e cioccolata ai funghetti
AGI – Cocaina, droga sintetica e cioccolata mista a funghi allucinogeni con istruzioni per il consumo. Un uomo di 41 anni di Chieti, appartenente a un gruppo di bikers abruzzese, è stato arrestato dalla polizia per aver usato come deposito di sostanze stupefacenti un appartamento a Spoltore. Nell’abitazione, sono stati rinvenuti quasi 20 kg di stupefacente, tra cui svariati chilogrammi di droghe sintetiche e funghi allucinogeni.
Gli investigatori della Squadra Mobile di Pescara, su input del questore Carlo Solimene, hanno effettuato accertamenti e sopralluoghi per monitorare gli spostamenti dell’uomo che, nell’ultimo periodo, aveva assunto atteggiamenti sospetti. Alla guida della sua auto, nel pomeriggio di ieri, l’uomo è stato fermato dagli agenti che hanno proceduto a un controllo. Il 41enne aveva appena acquistato in un negozio di casalinghi materiale che sarebbe stato probabilmente utilizzato per confezionare dosi.
L’uomo ha lasciato aperti i finestrini, probabilmente per evitare che potesse essere avvertito l’odore di stupefacente, e si è anche allontanato dalla vettura. I poliziotti hanno deciso di procedere a una perquisizione personale, poi estesa anche alla macchina, che ha consentito di rinvenire un trolley con 3 panetti di cocaina per un peso complessivo di oltre 3 chili.
Perquisizione così estesa anche nell’abitazione di Spoltore, dove, in cucina, all’interno del frigorifero, in una borsa solitamente utilizzata per la conservazione degli alimenti, sono state rinvenute 73 tavolette di cioccolata risultate contenere Psilocybe Cubensis Mexicana (funghi allucinogeni), confezionate con etichette di noti marchi; ogni tavoletta aveva anche un foglietto illustrativo dove venivano indicate le modalità di assunzione della sostanza, spiegando di non assumere più quadratini di cioccolata di quelli specificati in categorie predeterminate.
Sempre nel frigorifero, venivano rinvenuti tre vasetti risultati contenere 2,5 grammi ciascuno di hashish caratterizzati da un altissimo contenuto di principio attivo e per tale motivo quotato sul mercato al prezzo di oltre 50 euro al grammo. Nello stesso ambiente, all’interno di un altro trolley, venivano rinvenuti, oltre al materiale per il sottovuoto, altri 2 kg di cocaina.
In un armadio nel corridoio, dentro uno scatolone, 8 confezioni di marijuana del tipo Amnesia haze, per un peso complessivo di quasi 9 kg, nonchè la somma in contanti di 2000 euro. La perquisizione estesa anche all’abitazione di residenza dell’uomo, a Chieti, ha permesso infine di trovare due involucri contenenti marijuana per un peso totale di oltre 1 chilo oltre a materiale per la ripartizione delle dosi e il confezionamento dello stupefacente.
Due turchi arrestati a Viterbo. Forse preparavano un attentato
AGI – Due cittadini turchi in possesso di armi e munizioni sono stati arrestati nel pomeriggio di ieri a Viterbo, poche ore prima del tradizionale trasporto della Macchina di Santa Rosa a cui ha partecipato anche il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
I poliziotti della Digos della Questura di Viterbo hanno fermato i due uomini, sconosciuti alle banche dati italiane, in un B&B nel centro del capoluogo laziale, proprio lungo il percorso della processione. I due turchi, controllati per comportamenti giudicati sospetti, sono stati trovati in possesso di una mitraglietta, di una pistola e di decine di munizioni.
Indagini in corso e verifiche
Sono in corso accertamenti per verificare se stessero preparando un’azione nel corso della tradizionale manifestazione di Viterbo: sono stati effettuati controlli incrociati con le autorità turche, passati al setaccio cellulari, attrezzature ed esaminati vestiti e oggetti in possesso dei due fermati. Nel B&B non sono stati trovati esplosivi e, allo stato, non si può essere certi sul fatto che i due stessero preparando un attentato. Le indagini sono in corso.
La procura di Viterbo ha aperto un fascicolo per traffico di armi. Al momento, secondo quanto si apprende, non è escluso che i due, controllati per comportamenti giudicati sospetti e trovati in possesso di armi, stessero preparando un attentato, anche se non vi è alcuna certezza.
Non sarebbe emerso allo stato alcun legame tra i due turchi e ambienti del terrorismo internazionale.
In seguito agli arresti, la tradizionale sfilata della macchina di Santa Rosa si è svolta con l‘illuminazione pubblica accesa per motivi di sicurezza. La decisione è stata annunciata poco prima della partenza dal capofacchino Luigi Aspromonte, senza fornire la ragione della scelta per non destare allarme. Dalla folla era anche partito qualche fischio da chi avrebbe voluto che si rispettasse la tradizione.
Ad assistere alla processione c’erano i ministri degli Esteri Antonio Tajani e della Cultura Alessandro Giuli.
Tajani: “Garantita la sicurezza”
“Congratulazioni alle forze dell’ordine per l’arresto di due cittadini turchi armati, a poche ore dalla festa di Santa Rosa. Bene il sindaco ed il Prefetto che hanno garantito, in sicurezza ed evitando il panico, il trasporto della macchina della Santa protettrice della città“. Lo scrive su X il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani a proposito dell’arresto, nel pomeriggio di ieri, a Viterbo, di due uomini di origine turca sospettati di preparare un attentato durante il tradizionale trasporto della Macchina di Santa Rosa.
Meloni: “Operazione decisiva”
“Congratulazioni alle forze dell’ordine e al ministro dell’Interno Piantedosi per il pronto intervento che ha portato all’arresto di due cittadini turchi armati a Viterbo, poche ore prima della festa della Macchina di Santa Rosa. Un’operazione decisiva che ha permesso di celebrare in sicurezza un evento unico al mondo, che è stato riconosciuto dall’Unesco patrimonio immateriale dell’Umanità e rappresenta una tradizione secolare profondamente sentita dai viterbesi e da tantissimi italiani”. Lo scrive il presidente del Consiglio Giorgia Meloni su X.
Il marito l’accoltella, lei lo uccide, tragedia a Napoli
AGI – A Napoli una donna ha ucciso il marito che l’aveva aggredita. Il fatto è accaduto intorno alle 2:30 di questa mattina in un appartamento in via Santarcangelo a Baiano, nel quartiere Vicaria.
È stata la donna stessa a chiamare la polizia. I poliziotti, quando sono arrivati, hanno trovato il corpo esamine dell’uomo e la donna ferita; il 118 la puoi trasportata all’ospedale Pellegrini, dove è ricoverata in codice rosso.
Prima del ricovero, la donna ha raccontato di essere stata accoltellata dal marito e di averlo poi colpito a sua volta, ferendolo mortalmente. La salma dell’uomo è sotto sequestro e la posizione della donna e al vaglio degli inquirenti.
Lucia Salemme, incensurata, aveva telefonato al 113 poiché al culmine di un litigio con il marito e al termine di una violenta aggressione, l’aveva colpito mortalmente con un coltello. All’arrivo i poliziotti hanno rinvenuto la donna ferita e l’uomo cadavere in camera da letto con numerose ferite di arma da taglio.
La donna ha detto di essere stata già in passato vittima di minacce e aggressioni da parte del marito violento, ma di non aver mai denunciato. Non vi erano stati interventi precedenti delle forze dell’ordine o segnalazioni di lite.
Trovati due coltelli di grosse dimensioni, sottoposti a sequestro. Le indagini continuano.
Sventato un furto nella villa a Roma del calciatore Wesley Franca
AGI – Sono intervenuti i carabinieri a Casal Palocco dove, martedì sera alle 19.30, dei ladri hanno tentato il furto a casa di Wesley Franca, nuovo calciatore brasiliano della Roma. Il giocatore giallorosso si trovava fuori dall’abitazione e, precisamente, in Sud America per disputare le qualificazioni ai Mondiali.
Dettagli del tentato furto
Secondo la ricostruzione, i ladri entrati nel giardino stavano rubando nel box dove era parcheggiata anche l’automobile del giocatore. L’allarme è scattato quando il vigilante della zona ha notato movimenti sospetti ed è intervenuto mettendo in fuga la banda di ladri.
Fuga dei ladri e indagini in corso
L’uomo si è lanciato verso i ladri, costringendoli alla fuga. Subito dopo sono intervenuti i militari dell’Arma che hanno avviato le indagini.
Scrive ‘negro’ sul suo fascicolo, sospeso un avvocato
AGI – Un avvocato di Forlì è stato sospeso per due mesi dal Consiglio Nazionale Forense per aver scritto ‘Negro‘ sul fascicolo per indicare la controparte di origine nigeriana in un procedimento davanti a un giudice di Ravenna nel 2020. Il comportamento tenuto dal legale, si legge nel documento che commina la sanzione riportato dal blog terzultimafermata.com e letto dall’AGI, comporta un “grave pregiudizio per l’immagine e la dignità della professione forense“.
Violazione dei doveri professionali
In particolare, denota “la macroscopica mancanza di correttezza e di stile professionale anche per le modalità di conservazione del fascicolo con la relativa catalogazione, integra violazione dei doveri di probità, dignità, decoro e indipendenza cui l’avvocato deve ispirare la propria attività sia professionale”. Il legale ‘imputato’ si è difeso anche sostenendo di essere vittima della ‘cancel culture‘.
Ricorso e difesa dell’avvocato
L’avvocato romagnolo aveva presentato un ricorso al Consiglio Nazionale Forense dopo che il consiglio distrettuale di disciplina di Cesena l’aveva già sanzionato. Nella memoria in sua difesa, l’incolpato “dedica ben dieci pagine alla dimostrazione dell’asserita non offensività del termine ‘Negro‘ con diversi argomenti e, in particolare, “la difesa sembrerebbe ricondurre la motivazione della decisione impugnata e la sanzione a carico dell’avvocato agli eccessi della ‘cancel culture‘, vale a dire a un’insistenza ossessiva sugli aspetti formali della correttezza politica del linguaggio impiegato”.
In questo quadro, scrivono i componenti del Consiglio chiamato a valutare gli illeciti disciplinari dei colleghi, “la vicenda è ricondotta – da un lato – alla libertà di manifestazione del pensiero dell’avvocato e, dall’altro, a un asserito intento persecutorio da parte dei magistrati del procedimento in cui l’avvocato era difensore, intento dovuto nella sostanza a divergenze di carattere politico”. Argomenti che tuttavia non hanno convinto il Consiglio che ha confermato la decisione del Consiglio di Disciplina.
Sposo muore d’infarto durante il matrimonio nel Pavese
AGI – Lunedì mattina Antimo Squillace aveva postato su Facebook il cuscino con le due fedi nuziali intrecciate taggando Federica Vespa, la ragazza bionda di 31 anni che stava per diventare sua moglie. Poche ore dopo lo scambio degli anelli nel Comune di Bornasco, Antimo Squillace, 49 anni, è crollato a terra trafitto da un infarto mentre si stava cambiando d’abito nell’agriturismo della cascina Roveda di Montebello della Battaglia, nel Pavese.
Si preparava a raggiungere amici e parenti e a godersi la parte più ‘leggera’ della festa quando la sua vita si è fermata. Federica stava per uscire dalla stanza accanto, felice e leggera, pronta al ‘secondo tempo’ del matrimonio, ignara di tutto. Dopo il malore, sono stati chiamati i soccorsi ma i tentativi di rianimare Antimo si sono rivelati lunghi e vani. I social, in una ‘cronaca’ crudele, rimandano le foto del bacio al momento delle nozze, lei in vestito bianco e lui in abito scuro e in rapida sequenza la disperazione di tanti amici di Antimo.
“Ho perso un amico di quelli veri con cui sono cresciuto giocando e ridendo. Oggi non ci sei più e fa male. La vita ci ricorda che siamo di passaggio ma i ricordi resteranno per sempre. Ciao Antimo”. Parole semplici, quelle di Davide, amico dello sposo, a ricordare quanto vita e morte siano intrecciate proprio come le fedi sul cuscino fotografato dallo sposo.
La procura di Roma apre una maxi inchiesta sui siti sessisti
AGI – Si allarga l’inchiesta della procura di Roma su siti sessisti e pagine Facebook con all’interno foto di donne pubblicate senza il loro consenso.
I pm, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, hanno aperto un fascicolo di indagine in relazione al gruppo Facebook ‘Mia Moglie‘ in cui gli utenti pubblicavano immagini private di ragazze e signore. L’ipotesi di reato è quella di revenge porn. Sono in corso accertamenti della Polizia Postale.
Phica e l’ipotesi di tentata estorsione
E in questo procedimento potrebbe confluire anche l’altra indagine della procura sul sito internet Phica sul quale, al momento, i magistrati non hanno aperto un fascicolo di inchiesta. I pubblici ministeri sono, infatti, in attesa di una prima informativa delle forze dell’ordine. Al reato di revenge porn potrebbe quindi aggiungersi anche la tentata estorsione.
Vittorio Vitiello e il coinvolgimento di Sara Funaro
Nell’incartamento sarà citato Vittorio Vitiello, 45 anni, imprenditore fiorentino ma nato a Pompei, il presunto gestore del sito. Su di lui si concentrano ora le indagini nella vicenda delle foto di donne politiche, attrici, cantanti, volti tv finite sul sito a loro insaputa. A condurre alla sua identità ha contribuito la denuncia della sindaca di Firenze, Sara Funaro, finita nella lista di personaggi pubblici che diventavano oggetto di insulti e commenti di ogni tipo sotto le loro foto prese dai social. E proprio in relazione a questa vicenda si muove anche la procura di Firenze che ha aperto un fascicolo per diffamazione ai danni della sindaca Funaro.
Processo Grillo: morto il figlio del presidente del collegio, slitta la sentenza al 22 settembre
AGI – È stata annullata e rinviata l’udienza per la sentenza di primo grado del processo per la presunta violenza sessuale di gruppo nei confronti di una studentessa italo norvegese e di una sua amica che ha come imputati Ciro Grillo e tre suoi amici, Vittorio Lauria, Francesco Corsiglia e Edoardo Capitta.
Il motivo è legato a un improvviso lutto che ha colpito il presidente del Collegio dei giudici del tribunale di Tempio Pausania (Sassari), Marco Contu. Suo figlio., è il ragazzo di 22 anni che ieri si è suicidato nella metro B di Roma.
L’udienza era iniziata ieri, dopo mezzogiorno. I quattro giovani non erano presenti in aula. Il pubblico ministero Gregorio Capasso ha chiesto per loro una condanna a 9 anni. La vicenda giudiziaria che ha coinvolto Ciro Grillo e i suoi tre amici risale al 16 luglio del 2019. Secondo quanto riportano i quotidiani locali, alla lettura della sentenza potrebbe assistere anche la presunta vittima della violenza sessuale di gruppo.
L’ha detto prima di entrare nel palazzo di giustizia Giulia Bongiorno, avvocata della studentessa italo norvegese che, però, ha anche aggiunto che per il momento la presenza della giovane non è confermata. Oggi sono attese le repliche del procuratore Gregorio Capasso e delle parti civili e le controrepliche del pool difensivo. Dopo si terrà la Camera di consiglio, al termine della quale verrà emessa la sentenza di primo grado.