Archivi per la categoria ‘Komposer’
Bimba di 7 anni colpita da un’auto della polizia in centro a Roma
AGI – Incidente stradale per una pattuglia della polizia che mentre percorreva Corso Rinascimento, in direzione di piazza Vittorio dove era in corso una rissa, ha urtato una bimba di 7 anni. La bambina, che ha riportato leggere escoriazioni, è stata trasportata all’ospedale Bambino Gesù per controlli. Accertamenti in corso sulla dinamica del sinistro.
In 20 anni i casi di melanoma in Italia sono più che raddoppiati
AGI – Il melanoma è diventato uno dei tumori più diffusi a livello nazionale, il terzo per incidenza tra i giovani. In venti anni i casi sono passati da 6mila nel 2004 a 15mila degli ultimi anni, circa due volte e mezza. Numeri eccezionali che richiedono misure altrettanto straordinarie, almeno finché la curva in crescita non si stabilizzi o inizi la sua discesa. “Mai come ora è necessario che istituzioni, clinici e cittadini facciano squadra per la realizzazione di una grande campagna di screening sulla popolazione che preveda un controllo dei nei all’anno dal dermatologo per coloro che sono più a rischio”, afferma Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli.
La proposta è stata lanciata in occasione della settima edizione di “We in Action”, evento multidisciplinare dedicato alla prevenzione e alle nuove frontiere nella lotta contro i tumori cutanei, che si è tenuto a Napoli. “Il melanoma – afferma Ascierto – è oggi uno dei principali tumori che insorgono in giovane eta’ e costituisce in Italia attualmente il terzo tumore più frequente in entrambi i sessi al di sotto dei 50 anni d’età. Ad avere un ruolo determinante è la scarsa attenzione alla prevenzione: nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione ancora in pochi, specialmente nella popolazione giovanile, seguono quelle ormai note regole di buon senso necessarie per proteggere la pelle dai danni causati dall’esposizione incontrollata alle radiazioni UV”.
Per questo, il presidente della Fondazione Melanoma lancia un appello alle istituzioni. “Serve uno sforzo congiunto, un lavoro di squadra, affinché venga garantita alla popolazione l’accesso a uno screening annuale che preveda il controllo delle nevi nei casi a rischio”, propone Ascierto: “Lo screening di popolazione per la diagnosi precoce è l’arma più potente contro il melanoma, un tumore che, se identificato in fase iniziale, ha una probabilità di guarigione superiore al 90%”.
Questo non significa soltanto più vite salvate, ma anche risparmi per il Servizio sanitario nazionale. “Un melanoma diagnosticato precocemente – sottolinea Ascierto – permette infatti di ridurre il ricorso a costosi trattamenti che, nei casi più gravi, diventano necessari per contrastare la malattia”. Identificare i nei sospetti e le lesioni in fase iniziale, quando sono ancora sottili e non hanno invaso i linfonodi o altri organi, è dunque fondamentale.
“Per questo motivo, è necessario implementare programmi di screening sistematici – conclude Ascierto – che, come effetto secondario, possono rivelarsi anche utili a educare le persone ad ‘auto-controllare’ regolarmente la propria pelle e a rivolgersi al medico in caso di anomalie. Lo screening non è un costo, ma un investimento che salva vite e riduce i costi sociali e sanitari. Questa è la via per sconfiggere il melanoma”.
Quattro morti sul lavoro in poche ore. Le vittime da Torino a Catania
AGI – Quattro incidenti mortali sul lavoro hanno funestato la giornata di oggi a Roma, Torino, Monza e nel Catanese. Un uomo di 48 anni ha perso la vita all’interno dell’azienda Gusberti a Monza. È successo in via Angelo Mauri pochi minuti prima delle 11. L’operaio dell’azienda che produce valvole industriali era in arresto cardiocircolatorio con traumi da schiacciamento. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, gli agenti della questura e gli ispettori dell’Ats.
Tragedia a Torino: operaio cade da una gru
A Torino, invece, un operaio di 69 anni è morto questa mattina in via Genova, a Torino, dopo essere caduto dal cestello di una gru, dall’altezza di 12 metri. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione Lingotto e i medici dello Spresal.
Un morto nel Catanese
Un terzo operaio è deceduto questa mattina a Riposto, nel Catanese. L’uomo, impegnato in lavori di manutenzione, è caduto dal tetto di un capannone ed è rimasto ucciso nell’impatto a terra. Il personale del 118 intervenuti con l’elisoccorso e i carabinieri della stazione locale non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
Schiacciato da macchinario, morto operaio al centro di Roma
Tragica morte sul lavoro al centro di Roma dove un operaio, di 47 anni. è deceduto schiacciato da un macchinario sulla banchina del Tevere, all’altezza di piazza Trilussa. Sul posto la polizia, con la scientifica per i rilievi, e i vigili del fuoco. Al vaglio la dinamica dell’incidente.
A dare l’allarme al 112 e’ stata una passante. L’uomo si trovava da solo al momento della tragedia. Sulla vicenda sono in corso indagini della polizia. I due mezzi sono stati sequestrati.
Mozzarella, Ricotta di Bufala e San Daniele Dop: eccellenze italiane alla conquista dell’Europa
AGI – L’eccellenza agroalimentare italiana si mette in viaggio. Mozzarella di Bufala Campana Dop, Ricotta di Bufala Campana Dop e Prosciutto di San Daniele Dop si uniscono in un’inedita alleanza per portare in Europa il meglio del Made in Italy enogastronomico.
Tre consorzi di tutela, un’unica voce: quella della qualità, della tradizione e dello stile di vita italiano. Il progetto si chiama significativamente “La Dolce Vita – European Campaign” e punta a raccontare, attraverso sapori autentici, un modo di vivere che è simbolo del Bel Paese.
La campagna “La Dolce Vita”
La campagna, co-finanziata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, si svilupperà da settembre a novembre 2025 e coinvolgerà Francia, Germania, Belgio e Paesi Bassi con oltre 15 eventi tra degustazioni, masterclass, affissioni e incontri istituzionali.
Un’esperienza multisensoriale
La promozione si articola in due grandi filoni: campagne pubblicitarie digitali e outdoor nelle metropoli europee, e eventi fisici in contesti istituzionali e conviviali. A Parigi, Lione, Berlino, Colonia, Amsterdam, Bruxelles e molte altre città, le affissioni e i totem richiameranno i consumatori alla “Dolce Vita”, con immagini evocative e inviti alla scoperta dei prodotti Dop protagonisti. Nel frattempo, ambasciate, ristoranti e istituti di cultura ospiteranno masterclass e degustazioni dedicate non solo al grande pubblico, ma anche agli stakeholder del settore food & beverage.
Strategia di marketing mirata
Una strategia integrata che punta a intercettare tutte le tipologie di pubblico: dai giovani gourmet alle famiglie, dagli chef agli importatori, dai food influencer ai semplici appassionati del buon cibo.
I protagonisti del progetto
“La mozzarella di bufala Dop è sempre più desiderata all’estero – commenta Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop – e questo progetto ci consente di far conoscere non solo il prodotto, ma anche il territorio e la cultura che lo generano. Con il Prosciutto di San Daniele, portiamo all’estero il saper fare italiano, che oggi è più che mai un valore riconosciuto”.
Il debutto della Ricotta di Bufala Campana DOP
Debutto internazionale, invece, per la Ricotta di Bufala Campana Dop, rappresentata dalla presidente Sara Consalvo: “Siamo un prodotto fresco e giovane, con grandi potenzialità sui mercati esteri. L’obiettivo è farci conoscere e mostrare la nostra versatilità, dalla pasticceria all’alta cucina. Un primo passo verso una crescita internazionale”.
Il ruolo del Prosciutto di San Daniele
A fare da collante, l’eleganza e la storicità del Prosciutto di San Daniele Dop, che come sottolinea il presidente Nicola Martelli, prosegue così la sua attività di internazionalizzazione: “Essere parte di questo progetto ci consente di presentare il San Daniele insieme ad altri prodotti simbolo della qualità italiana, in contesti che valorizzano lo stile di vita conviviale legato al nostro cibo. È una strategia di squadra, e la forza del gruppo ci permette di raggiungere con maggiore efficacia i consumatori”.
Promozione dell’identità italiana
Il messaggio è chiaro: dietro ogni eccellenza italiana c’è una storia da raccontare, un territorio da scoprire, un’esperienza da vivere. “La Dolce Vita – European Campaign” non è solo promozione di prodotto, ma racconto di un’identità. Un’iniziativa che si inserisce in un più ampio movimento di valorizzazione del Made in Italy agroalimentare, sempre più richiesto, imitato e apprezzato nel mondo.
La qualità italiana si fa riconoscere
Dalla mozzarella filante alla ricotta cremosa, dal profumo inconfondibile del San Daniele: la qualità italiana si fa sentire, si vede e si gusta. E adesso, anche in Europa, si fa riconoscere.
Vicenza, auto pirata investe e uccide 13enne in bicicletta
AGI – Ancora due vittime della strada nelle ultime ore. Un ragazzo di 13 anni, che era in bicicletta assieme ad un amico, ha perso la vita domenica sera intorno alle 20.30 dopo essere stato investito da un’auto pirata. Un 23enne originario di Cartigliano (Vicenza) è stato fermato per omicidio stradale. Il fermo è stato eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa (Vicenza) dopo aver rinvenuto sul luogo dell’impatto un copri-specchietto esterno lato destro, di colore grigio, con relativo specchio, persi dal veicolo in fuga. Da successivi accertamenti si è identificata l’auto coinvolta.
I carabinieri hanno quindi identificato il proprietario del mezzo, anche grazie alla visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza privata e pubblica. I gravi indizi di colpevolezza sono stati confermati anche dall’audizione quale persona informata di un suo coetaneo, il quale risultava essere stato presente all’interno dell’abitacolo dell’autovettura al momento dell’accaduto. Il 23enne è stato accompagnato presso la propria abitazione, in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Incidente mortale a Roma: vittima peruviana
E sempre domenica sera altro incidente mortale, questa volta a Roma, in via Leone XIII. Un’autovettura Ford Focus ha investito due pedoni di 38 anni, una donna e un uomo di nazionalità peruviana. Lei, ferita, è stata trasportata all’ospedale San Camillo. L’uomo, invece, è morto sul colpo. Le indagini sono affidate agli agenti del XII Gruppo Monteverde della polizia locale di Roma Capitale. Il conducente del veicolo, un italiano di 65 anni, che si è fermato sul posto, è stato poi trasportato in ospedale per gli accertamenti di rito.
Giovane travolto e ucciso sulle strisce pedonali, scarcerato il poliziotto
AGI – È stato scarcerato Giusto Chiacchio, il poliziotto di 26 anni che libero dal servizio sabato mattina ha investito in auto e ucciso, in via Antonio Porpora, Matteo Barone.
Il gip di Milano, Roberto Crepaldi, ha convalidato l’arresto per omicidio stradale ma non ha disposto alcuna misura cautelare per Chiacchio, assistito dall’avvocato Giuseppe De Lalla. La procura con il pm Maurizio Ascione chiedeva la custodia cautelare in carcere.
Primo giorno di scuola in Alto Adige, in classe oltre 90mila studenti
AGI – Una splendida giornata di sole, sebbene non più caratterizzata da temperature estive, ha salutato il primo giorno di scuola in Alto Adige. Come ormai consuetudine, le scuole della provincia di Bolzano inaugurano per prime il nuovo anno scolastico in Italia. Un anticipo motivato dal fatto che in alcuni periodi dell’anno sono stati inseriti giorni di vacanza in più rispetto al resto d’Italia.
La settimana ‘Sharm’ e i numeri degli studenti
È il caso della cosiddetta settimana ‘Sharm‘, quella dei primi di novembre che era stata istituita per consentire alle famiglie degli albergatori, che cessano l’attività in autunno, di trascorrere le vacanze con i propri figli. Questa mattina la prima campanella è suonata per 90.156 tra bambini e ragazzi dell’Alto Adige. Negli istituti scolastici italiani risultano iscritti complessivamente 22.211 tra scolari e studenti. Per quanto riguarda gli istituti in lingua tedesca, sono iscritti in totale 65.010 tra bambini e ragazzi mentre nelle scuole delle valli ladine gli iscritti sono in totale 2.935. In Alto Adige è in atto il braccio di ferro tra Provincia di Bolzano e insegnanti per il rinnovo del contratto locale che si sta protraendo da diversi mesi. A seguito della situazione irrisolta, il corpo docenti ha deciso per uno ‘sciopero‘ delle gite scolastiche: proprio per questo motivo oggi in alcune scuole elementari e medie il tradizionale rito della messa di inizio anno non si è svolto.
Date di rientro a scuola nelle altre Regioni
Il 10 settembre tornano a scuola i ragazzi della provincia autonoma di Trento, del Piemonte, del Veneto e della Valle d’Aosta. L’11 settembre, quelli del Friuli Venezia Giulia, e il 12 settembre i ragazzi della Lombardia. Ma la maggior parte riprenderà a frequentare le lezioni il 15 settembre, data decisa per Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria. Gli ultimi a rientrare in classe, il 16 settembre, in Puglia e Calabria. Le lezioni si concluderanno tra il 6 e il 16 giugno 2026, a seconda della Regione.
Novità dal ministero dell’Istruzione e del Merito
Intanto, dal ministero dell’Istruzione e del Merito è stato assicurato che entro la fine di settembre, 41.901 nuovi docenti entreranno in ruolo, pari al 76,8% dei posti disponibili a livello nazionale, il 30% in più rispetto allo scorso anno (erano il 47,6%). In questo modo, ha sostenuto il Mim, dopo le immissioni in ruolo su posto comune la copertura dell’organico è pari al 97,3%, rispetto al 94% dell’anno scolastico precedente. Un’attenzione particolare inoltre è riservata al sostegno: i docenti assunti, secondo i dati Mim, sono 7.820, per un totale di circa 121.879 insegnanti di ruolo e una copertura di organico al 95,2% (erano l’89% prima di queste nuove assunzioni). E inoltre, per la prima volta, per garantire la continuità didattica agli studenti con disabilità, potranno essere confermati i supplenti annuali o con nomina fino al 30 giugno per i quali le famiglie hanno fatto richiesta di continuità: si tratta di quasi 58.000 insegnanti su un totale di circa 120.000 posti. Sul fronte della dirigenza scolastica, sempre secondo le stime del ministero, le 326 immissioni in ruolo hanno permesso di ridurre il numero di scuole in reggenza, che passano così da 468 a 403, con una rilasciata di quasi il 14%. Le supplenze sui posti in deroga di sostegno saranno circa 120.000. Infine, dal 1 settembre sono diventati operativi nelle scuole primarie e secondarie 1.000 docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano agli stranieri, come misura per potenziare l’insegnamento della nostra lingua e contrastare la dispersione scolastica degli studenti stranieri con scarsa conoscenza della lingua italiana.
Quanto sono sicure le scuole? Il 36% degli edifici non è in regola
AGI – Dei 40 mila edifici scolastici statali, ben 14.512 (il 36%) non dispongono neanche di una delle tre certificazioni fondamentali e obbligatorie: agibilità, prevenzione incendi e omologazione centrale termica.
In queste strutture, a partire da oggi in Alto Adige, rientrano questa settimana circa 2 milioni e novecentomila tra studenti e personale della scuola.
Le certificazioni mancanti
Ci sono poi altri 21.026 edifici scolastici in possesso di solo uno o due di questi certificati. Sono solamente 4.455 gli edifici scolastici italiani (l’11,1% del totale) che li hanno tutti e tre. In queste strutture rientrano questa settimana circa 2 milioni e novecentomila tra studenti e personale della scuola.
Analisi dei dati di Tuttoscuola
È il quadro che emerge da un nuovo approfondimento del dossier di Tuttoscuola, “sulla base dei dati resi noti a luglio dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, nella sezione Open Data dell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica, e relativi all’anno scolastico 2023-2024″.
Il certificato di agibilità, che attesta che l’edificio rispetta i requisiti di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico e accessibilità, è rilasciato dal Comune – ricorda Tuttoscuola – mentre il certificato di prevenzione incendi, che attesta che l’edificio rispetta le norme antincendio, ha vie di fuga adeguate, sistemi di evacuazione, presidi antincendio, impianti sicuri, e il certificato di omologazione della centrale termica, che attesta che la centrale termica è conforme alle norme di sicurezza antincendio e di evacuazione fumi, sono rilasciati dai vigili del fuoco.
Le implicazioni
“Qualsiasi struttura privata (non solo strutture produttive, anche semplici uffici), priva anche di uno solo di questi certificati, verrebbe chiusa immediatamente per gravi problemi di sicurezza – si legge nel dossier -. Gli edifici scolastici italiani, ‘seconde case’ di studenti e luogo di lavoro del personale, anche senza certificazioni, restano aperti per non interrompere un servizio pubblico“. Una situazione, quella dell’edilizia scolastica, “che si è stratificata nei decenni”.
Distribuzione geografica delle criticità
Le regioni del Nord Est con il 21,1% e quelle del Nord Ovest con il 22,6% di edifici senza le tre certificazioni fondamentali registrano le situazioni meno critiche, rispetto alle restanti aree del Paese: il 43,9% al Centro, il 45,4% al Sud e oltre la metà (53,8%) nelle Isole.
Michele Emiliano diventa papà per la quarta volta a 66 anni
AGI – Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è diventato papà per la quarta volta: questa mattina, all’ospedale “Di Venere” di Bari-Carbonara, è nata una bambina, figlia della sua compagna, l’artista 40enne Valeria Gentile.
La mamma e la piccola stanno bene. Emiliano, 66 anni, aveva espresso in passato il desiderio di chiamarla Francesca, in ricordo della madre scomparsa due anni fa.
La nascita conferma l’assenza per motivi personali del governatore alla Festa regionale de l’Unità, che si sta svolgendo a Bisceglie (Bat). Emiliano – che ha altri tre figli – è già nonno dal 2021: il nipotino Enea è il figlio del primogenito Giovanni.
La piccola si Maria Antonietta, pesa 3.170 grammi di tenerezza e le guance rosee sono già un sorriso sul mondo. È la quarta figlia del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, venuta alla luce questa mattina alle 10:30 all’ospedale “Di Venere” di Bari-Carbonara.
“La gravidanza si è svolta regolarmente e mamma e figlia sono in ottimo stato di salute – ha dichiarato all’AGI il professor Mario Vicino, direttore del reparto di Ginecologia –. Il papà è stato vicino, attendendo nel quartiere operatorio la nascita della piccolina. È estremamente felice”. Maria Antonietta è la 1.391esima nascita registrata nel presidio ospedaliero barese dall’inizio del 2025.
Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis sono Santi. Papa Leone, “giovani, non sciupate la vita” [VIDEO]
AGI – Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis sono Santi. Papa Leone XIV ha pronunciato, in latino, la formula di canonizzazione durante la messa, cominciata alla 10 e presieduta sul sagrato della Basilica di San Pietro. “Dichiariamo e definiamo Santi – ha detto Leone – i Beati Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis e li iscriviamo nell’Albo dei Santi, stabilendo che in tutta la Chiesa essi siamo devotamente onorati tra i Santi”.
Al termine della formula è stato offerto l’incenso per la venerazione delle reliquie, un frammento di cuore e un pezzo di indumento, portate all’altare.
Alla messa di canonizzazione sono presenti anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il ministro dell’Istruzione britannico Bridget Phillipson.
Un lungo applauso ha salutato la formula di canonizzazione dei due Beati. Il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, accompagnato dai postulatori, prima della formula, ha riassunto brevemente la vita dei due Beati e dopo la formula di canonizzazione ha ringraziato il Papa.
La piazza è gremita di migliaia di fedeli, almeno 80mila, presenti alla liturgia di canonizzazione dei due giovani comuni che hanno fatto della sequela del Vangelo la loro ragione di vita. Da venerdì scorso sulla facciata della Basilica sono appesi i drappi con le immagini dei due beati, la cui canonizzazione fu annunciata da Papa Francesco rispettivamente per il 26 aprile e per il 3 agosto. I primi pellegrini hanno raggiunto i varchi di prefiltro, allestiti nel corso della notte in attuazione del piano di sicurezza messo in campo dalla Questura di Roma, già dalle 6 della mattina.
“Frassati e Acutis hanno amato Dio e si sono donati a Lui”
“Quanti santi e sante potremmo ricordare! A volte noi li raffiguriamo come grandi personaggi, dimenticando che per loro tutto è cominciato quando, ancora giovani, hanno risposto sì a Dio e si sono donati a Lui pienamente, senza tenere nulla per sè”. Così Papa Leone XIV nell’omelia della messa presieduta con il Rito della Canonizzazione dei Beati Frassati e Acutis. “Oggi guardiamo a San Pier Giorgio Frassati e a San Carlo Acutis: un giovane dell’inizio del Novecento e un adolescente dei nostri giorni, tutti e due innamorati di Gesù e pronti a donare tutto per Lui”.
Il Pontefice ha ricordato che Pier Giorgio ha incontrato il Signore “attraverso la scuola e i gruppi ecclesiali – l’Azione Cattolica, le Conferenze di San Vincenzo, la Fuci, il Terz’Ordine domenicano – e lo ha testimoniato con la sua gioia di vivere e di essere cristiano nella preghiera, nell’amicizia, nella carità” e “anche oggi, la vita di Pier Giorgio rappresenta una luce per la spiritualità laicale”. “Per lui – ha proseguito – la fede non è stata una devozione privata: spinto dalla forza del Vangelo e dall’appartenenza alle associazioni ecclesiali, si è impegnato generosamente nella società, ha dato il suo contributo alla vita politica, si è speso con ardore al servizio dei poveri”.
Carlo, “da parte sua, ha incontrato Gesù in famiglia, grazie ai suoi genitori, Andrea e Antonia – presenti qui oggi con i due fratelli, Francesca e Michele – e poi a scuola, anche lui, e soprattutto nei Sacramenti, celebrati nella comunità parrocchiale. E’ cresciuto, così, integrando naturalmente nelle sue giornate di bambino e di ragazzo preghiera, sport, studio e carità. Entrambi, Pier Giorgio e Carlo, hanno coltivato l’amore per Dio e per i fratelli attraverso mezzi semplici, alla portata di tutti: la santa Messa quotidiana, la preghiera, specialmente l’Adorazione eucaristica”.
“Giovani, non sciupate la vita”
“I santi Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis – ha detto il Pontefice – sono un invito rivolto a tutti noi, soprattutto ai giovani, a non sciupare la vita, ma a orientarla verso l’alto e a farne un capolavoro. Ci incoraggiano con le loro parole: ‘Non io, ma Dio’, diceva Carlo. E Pier Giorgio: ‘Se avrai Dio per centro di ogni tua azione, allora arriverai fino alla fine’. Questa è la formula semplice, ma vincente, della loro santità. Ed è pure la testimonianza che siamo chiamati a seguire, per gustare la vita fino in fondo e andare incontro al Signore nella festa del Cielo”, ha concluso il Pontefice.
“Oggi è una festa bellissima”
Prima della messa, Papa Leone XIV è arrivato sul sagrato della Basilica di San Pietro e ha salutato a braccio i fedeli in piazza. “Fratelli e sorelle, oggi è una festa bellissima per tutta l’Italia, per tutta la Chiesa, per tutto il mondo – ha detto il Pontefice -. E prima di cominciare la solenne celebrazione della canonizzazione, volevo dire un saluto e una parola a tutti voi perchè, se da una parte la celebrazione è molto solenne, e anche un giorno di molta gioia. E volevo salutare soprattutto tanti giovani ragazzi che sono venuti per questa santa messa. Veramente è una benedizione del Signore, e trovarci insieme voi che siete venuto da diversi Paesi, è veramente un dono di fede che vogliamo condividere”. “Dopo la santa messa se potete avere un po’ di pazienza spero di venire e salutare voi in piazza”, ha aggiunto il Papa tra gli applausi. “Se siete lontani adesso, speriamo almeno di poterci salutare”.
Promessa mantenuta perchè Papa Leone XIV, dopo la messa, è salito sulla jeep bianca per il giro tra i fedeli in piazza San Pietro e in viale della Conciliazione, tra applausi e cori degli oltre 80 mila accorsi in Vaticano.
A concelebrare la messa con il Pontefice, anche 1.700 sacerdoti, 36 cardinali, 270 vescovi. Sono presenti le delegazioni ufficiali dall’Italia, dalla Gran Bretagna, dalla Polonia e dall’Ordine di Malta.
Chi sono Frassati e Acutis
Due santi giovani, pieni di vitalità con il cuore infiammato dall’amore per Cristo, vissuti nel mondo ma non del mondo, come ha affermato ai media vaticani il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi. Pier Giorgio Frassati (1901-1925) e Carlo Acutis (1991-2006), giovani diversi per età – il primo morì a 24 anni, il secondo a quindici – simili nella dedizione ai poveri e nel nutrimento quotidiano dell’Eucaristia. Due santi “della porta accanto”, come amava ripetere Papa Francesco.
Frassati e il modello del fedele laico
“Pier Giorgio Frassati – ha sottolineato il prefetto del Dicastero delle cause dei santi – incarna il modello del fedele laico offerto dal Concilio Vaticano II. È colui che, impegnato nella vita, ha una particolare esperienza in diverse realtà del mondo, è quella che il Concilio chiama l’indole secolare del fedele laico che ha vissuto in piena consonanza con il Vangelo, incarnandolo in ogni aspetto”. Quel fare il bene senza gridarlo che si manifesterà poi in una corposa presenza ai funerali del giovane torinese di persone povere, diseredate, gente ai margini che lui aveva aiutato sempre nel nascondimento. Un’umanità che squarcia il velo sugli occhi della famiglia, ignara della dedizione del figlio verso gli ultimi.
Acutis, il santo dei Millennial
Anche al funerale di Carlo Acutis, il “santo dei Millennial” (considerato il “patrono di Internet”) parteciparono tanti poveri e anche la sua famiglia non sapeva. “Acutis è stato una scoperta anche per i suoi genitori, ha fatto quello che ha fatto con le sue possibilità di adolescente, con le sue possibilità di giovane”. Carlo è espressione della “santità di un ragazzo, pronto ad aprirsi alla vita avendo come punto di riferimento l’Eucaristia, la sua autostrada per il cielo”, ha aggiunto Semeraro.
Leoncavallo: corteo a Milano contro lo sgombero. Piantedosi: “Non siamo preoccupati”
AGI – E’ partito da porta Venezia il corteo contro lo sgombero del Leoncavallo, dopo l’arrivo dello spezzone dei centri sociali. La manifestazione, che conta già migliaia di persone, attraverserà le vie del centro di Milano puntando a piazza Duomo. In piazza per il centro sociale sgomberato lo scorso 21 agosto ci sono i partiti della sinistra radicale, Anpi, Arci, Cgil, i sindacati di base, un arcipelago di associazioni e circoli locali, non solo milanesi. Sventolano anche bandiere della Palestina. Diversi infatti gli striscioni che esprimono le tante anime: in testa i militanti del Leonka con “Giù le mani dalla città”, e poco più dietro le Mamme antifasciste del Leoncavallo, i Comitati per San Siro con “Giù le mani da San Siro”.
Piantedosi: “Non siamo preoccupati”
“Non siamo preoccupati, credo che tutto si svolgerà con senso di responsabilità”, ha detto, a margine del Forum di Cernobbio, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a proposito delle manifestazioni previste oggi a Milano a due settimane dallo sgombero dal capannone occupato di via Watteau.
Chi c’è alla manifestazione
In piazza a Milano anche personaggi della politica e dello spettacolo: Nicola Fratoianni, segretario di SI, sfila dietro lo striscione Avs con parlamentari e consiglieri locali, sfila anche una delegazione del Pd con il segretario metropolitano Alessandro Capelli, senza però bandiere di partito, il presidente dell’Anpi Milano Primo Minelli. Hanno annunciato la loro adesione: il noto gruppo musicale dei Punkreas, i Comedians con uno striscione, in riferimento allo spettacolo nato al Leoncavallo e diventato cult all’Elfo diretto da Gabriele Salvatores con Claudio Bisio, Gigio Alberti, Paolo Rossi, Renato Sarti, Bebo Storto e Antonio Catania. “Non un funerale, non una difesa ma un attacco. Il Leoncavallo deve continuare a esistere, contro la speculazione, la gentrificazione, per il diritto all’abitare. Milano è il Leoncavallo e il Leoncavallo è Milano“, ha detto uno speaker dal carro.
Lega: “La manifestazione sostiene i delinquenti”
“La manifestazione di sostegno ai delinquenti del Leoncavallo non ha avuto i numeri che si aspettavano i giornali e gli stessi organizzatori. Risulta comunque indecente la presenza di Pd e realtà come Cgil e Anpi al fianco di chi vive nell’illegalità e odia le forze dell’ordine. Hanno dimostrato, una volta di più, di essere al fianco di chi non rispetta le leggi. Evidentemente per loro è giusto occupare per decenni non pagando le tasse e le bollette. Come dimenticare gli oltre 805 mila euro di debito al Comune per la Tari dal 2010 e i 3 milioni che devono al ministero degli Interni“. Lo affermano in una nota Silvia Sardone, vice segretario della Lega e consigliere comunale, e Samuele Piscina, segretario provinciale Lega e consigliere comunale. “Tra l’altro il cortocircuito a sinistra è ridicolo nella sua evidenza: in piazza esponenti Pd e dei partiti che hanno sostenuto per anni le politiche della giunta Sala, fortemente criticate dalla maggioranza dei presenti al corteo. Stamane abbiamo avuto inoltre un assaggio della violenza degli antagonisti presso l’ex Leoncavallo dove un gruppo di facinorosi ha lanciato grossi petardi e fumogeni verso le forze dell’ordine al grido di ‘Piantedosi pezzo di m…’ e sbandierato il vessillo del Lambretta, al quale il Comune ha assegnato scandalosamente un ex mercato in via Rizzoli. La Lega non starà a guardare ed è pronta a protocollare l’esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti nel caso in cui lo stabile in San Dionigi fosse assegnato, come ormai è scontato, al Leoncavallo“, concludono i due esponenti leghisti.
Milano s’inchina al suo re. Funerali privati per Armani
AGI – Si è chiusa dopo due giorni la camera ardente per Giorgio Armani in via Bergognone a Milano. Non c’erano molti dubbi ma oggi è evidente che il Re della moda italiana ha lasciato un segno profondo in chi l’ha conosciuto o semplicemente lo ha amato per il suo lavoro. Più di ieri infatti le persone che si sono messe in fila per salutarlo all’Armani Teatro, circa 10mila.
Ma tanti anche i visitatori dell’Armani Silos, dove è in corso la mostra dedicata ai vent’anni dell’Armani Privé. Qualcuno ha anche lasciato biglietti e omaggi floreali.
Visite e omaggi all’Armani Silos
Numerosi anche in questa seconda giornata i volti noti del mondo dello spettacolo e dello sport che hanno voluto abbracciare lo stilista piacentino e la sua famiglia: da Federica Pellegrini a Paolo Maldini, da Flavia Pennetta a Fabio Fognini. E poi Isabella Ferrari, Enrico Lo Verso, Stefano Accorsi, Afef, Margherita Buy, Cristina Parodi col marito ed europarlamentare Giorgio Gori, Barbara Palombelli con Francesco Rutelli. Per la moda Santo Versace, gli stilisti di Dsquared2, i designer Rocco Iannone e Andrea Incontri.
Presenze istituzionali e funerali privati
Non è mancata la presenza istituzionale: la ministra Anna Maria Bernini, gli ex presidenti del Consiglio Matteo Renzi e Mario Monti. Domani, in forma strettamente privata, si terranno i funerali a Rivalta, dove poi sarà sepolto vicino a mamma, papà e fratello.
Il ricordo di Attilio Fontana
“Era doveroso essere qui perché Giorgio Armani è una eccellenza lombarda, un genio che ha portato la bellezza italiana nel mondo ma anche un grande imprenditore perché ha creato un’azienda che funziona. Ha saputo declinare la genialità e la creatività con l’efficienza e l’efficacia tipica di un grande lombardo”, ha detto il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana arrivando alla camera ardente dello stilista scomparso il 4 settembre. “Sicuramente – ha aggiunto – lo ricorderemo, ma sono scelte che faremo col consiglio regionale, quando si riapriranno i lavori ne parleremo col presidente Romani. Faremo una parte della giornata di aula dedicata a ricordarlo”, ha concluso Fontana.
Le parole di Fabio Fognini
“Ci è rimasta impressa una frase che lui disse: ‘la moda passa ma l’eleganza resta’. Ed è per questo che la figura e la persona del signor Giorgio rimarranno per sempre. Un ricordo? Quando mi disse di farmi crescere un po’ di più la barba, ed è per questo che mi avete visto un po’ più barbuto in campo”. Sono le parole di Fabio Fognini all’uscita dalla camera ardente per Giorgio Armani. Il tennista è arrivato accompagnato dalla collega e moglie Flavia Pennetta, insieme sono stati testimonial dello stilista: “Era sempre un’emozione rivederlo – ha detto Pennetta -, dava un senso di riverenza ma poi metteva sempre a proprio agio con una carezza e un semplice come stai, segno della sua umanità. E’ stato bellissimo e lo ringrazierò sempre per averci reso parte della sua famiglia”. Prima dei due sportivi, hanno fatto visita in via Bergognone anche Laura Lusuardi, Enrico Lo Verso, Ludovico Einaudi e Rocco Iannone.
La visita di Matteo Renzi
Anche il senatore di Italia Viva Matteo Renzi è venuto questa mattina in visita alla camera ardente. L’ex presidente del consiglio è arrivato da solo.
A Roma t-shirt sulla pace create da una start-up di rifugiate ucraine
AGI – Lunedì 8 settembre, a Roma, verranno presentate in anteprima delle creazioni di una start-up femminile di moda fondata da ucraine rifugiate in Italia. La mostra celebra la resilienza e la creatività delle donne in un contesto di ricostruzione e speranza.
La storia di Giove – questo il nome della start-up – nasce dalle ceneri della guerra e dallo stesso concetto di ricostruzione, della vita e di un nuovo inizio. In mostra 12 t-shirt inedite che raccontano la capacità e la forza di rigenerazione delle donne. Parlano di speranza, di coraggio e di resilienza e portano con loro un messaggio di bellezza e armonia universale. Un sogno di pace che si realizza insieme ed esprimono una preziosità che va oltre la materia.
Il programma dell’evento
L’appuntamento inaugurale è per le 11 a Palazzo Valentini, ma le t-shirt assieme a suggestivi scatti fotografici d’autore saranno visibili fino al 19 settembre. L’evento pubblico è promosso dall’Associazione Donne For Peace Ets ed è organizzato con il patrocinio della Città Metropolitana di Roma. La mostra è curata nell’allestimento da Camilla Bolfe, con l’esposizione delle opere fotografiche di Davide Valente.
Un team internazionale per la rinascita
Un percorso creativo che è risultato possibile grazie al lavoro sinergico di un team internazionale che ha unito professionalità e visioni: dall’ispirazione e passione dell’artista e ricamatrice Firych Uyana, alla altrettanto appassionata elaborazione visual e grafica a cura di Anouk Rapaport, Davide Piras e Sara Verdone.
La bellezza come strumento
“In un momento storico segnato da profonde fratture e conflitti, iniziative come questa ci ricordano il potere della bellezza, dell’arte e della moda come strumenti di dialogo e ricostruzione“, ha sottolineato l’On. Mariano Angelucci, presidente della commissione Turismo, Moda e Relazioni Internazionali di Roma Capitale nonché consigliere della Città Metropolitana di Roma. “È un onore sostenere un progetto che non solo valorizza il talento femminile, ma promuove un messaggio universale di pace, speranza ed empowerment. Queste donne, con la loro forza creativa, dimostrano che l’autonomia e la rinascita passano anche attraverso l’arte, il lavoro e la condivisione di valori“, ha aggiunto.
Donne for Peace e l’arte del ricamo
“Piccoli frammenti sparsi, scintille di fuoco che schioccano nella notte. Visioni isolate che barcollavano nel buio”, ha dichiarato Volha Marozava, presidente di Donne for Peace, tra le ideatrici della startup. “Cerco semplicemente – prosegue – di mettere insieme ogni manifestazione della purezza e dell’autenticità che queste creazioni raccontano e di farle conoscere a tutti affinché riacquisiscano il loro degno valore. Un valore che esprime impegno, sostegno reciproco e unicità“. “Il ricamo per me è una passione che prende vita in ogni punto. È un mondo interiore che scelgo di condividere con le persone”, ha raccontato Firych Uyana. “Dopo l’inizio della guerra – ha proseguito – l’Italia è diventata la mia ispirazione: mi ha riportata a me stessa, al mio talento, permettendomi di immergermi di nuovo in esso e, attraverso la bellezza, di svelare la profondità delle emozioni capaci di toccare il cuore di chiunque”.
Made in Italy e tradizione ucraina, un incontro creativo
Coniugando il made in Italy, l’antica tradizione sartoriale ucraina con ispirazioni e tecniche da diversi paesi e culture, le creative di Giove sono donne rifugiate che hanno trovato in Italia un approdo, superando il loro dolore. “Ho posato la macchina fotografica sul tavolo da lavoro di Ulyana“, spiega Davide Valente. “Le perline colorate – aggiunge – erano già sparse, pronte a essere selezionate e ricamate dalle sue abili mani. Lei ha sorriso, le ho chiesto cosa la rendesse felice del progetto Donne for Peace. Gli occhi dell’artigiana si sono illuminati. C’era amore nelle sue parole. A questo punto, ho iniziato a scattare”.
“Il ricordo di queste donne è mosso, il fotografo ha scelto il bianco e nero per catturare un istante che racconta una storia di rinascita, l’errore come opportunità creativa, la resilienza di donne imprenditrici straordinarie”, conclude la curatrice Camilla Bolfe. Presenti in sala per accogliere il progetto, condividendo un pensiero per la pace in Europa e nel mondo, saranno rappresentanti di istituzioni, istituti e accademie, tra i quali: Silvio Salini, amministratore unico Euitalia; Luca Fratini, coordinatore Agenda Donne Pace e Sicurezza Maeci; il neo Amb. d’Italia in Malesia Raffaele Langella; Cesare Salerno, Ceo Lazio Crea; Maria Antonia Sparta’, vice questore Polizia di Stato; Luisa Laurelli, assessore alle politiche sociali del Municipio Roma IX Eur; Patrizio Chiarappa, assessore allo Sport e ai Grandi Eventi Municipio Roma IX; Patrizia De Vivo, presidente Commissione Politiche Sociali IX Municipio; Luigi Gallo, presidente Cedas – Camera Europea dell’Alta Sartoria; Avv. Giuliana D’Antuono, membro del Consiglio Direttivo Aerec -Project Leader World Life Strategies; Eleonora Droghei, consigliere Regionale Partito Democratico; Lucia de Grimani, presidente Cna Impresa Donna Roma e Lazio; Mattia di Tommaso, presidente Idea Europa; Carlo Casillo, presidente Federazione Nazionale Moda Cnl; Vincenzo La Barbera, Investor Relations e Public Affairs Mexedia e Souad Sbai, politica e saggista.
Decaro sarà candidato in Puglia. L’annuncio con Elly Schlein
AGI – “Io da oggi ho la responsabilità di guidare un nuovo progetto politico. Parlerò della Puglia e dei pugliesi“. Lo ha detto Antonio Decaro sul palco della festa dell’Unità di Bisceglie, annunciando la sua candidatura come governatore della Regione Puglia.
“Non potevo girare le spalle alla mia terra, alla mia terra e non lo farò mai. Ho vissuto – ha aggiunto – una estate complicata. Ho scritto quel libro ‘Vicino’ e ho girato tutte le piazze della Puglia, incontrare migliaia di persone, toccare con mano il vostro affetto e abbraccio”.
Arrivo e accoglienza alla Festa dell’Unità
Sono arrivati in auto, superando il cordone dei volontari, senza rilasciare dichiarazioni ai tanti cronisti presenti. Elly Schlein e Antonio Decaro sono entrati direttamente nel backstage della Festa regionale de l’Unità, accolti da un lungo abbraccio con i presenti, tra cui il senatore biscegliese Francesco Boccia, padrone di casa. Schlein è salita sul palco per prima, seguita a pochi passi da Decaro. La segretaria ha preso posizione al centro della scena, mentre l’ex sindaco di Bari si è attardato a salutare i numerosi cittadini radunati dietro il palco. Occhi lucidi, strette di mano, pacche sulle spalle. Qualcuno, tra il pubblico, lo ha richiamato e ha detto: “Allora, Antò?”. Decaro ha annuito, silenziosamente. Un cenno che vale una conferma: sarà lui il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia.
Oleg Orlov: “La pace in Ucraina? Solo facendo più pressione su Putin”
AGI – La Russia, l’Ucraina, la pace, la triade Putin-Xi-Kim, Trump. E il carcere. Parla a tutto campo Oleg Orlov, tra i fondatori e tra i volti più importanti di Memorial, l’associazione russa impegnata da quasi quarant’anni nel campo della memoria e dei diritti umani che nel 2022 ha ricevuto il Premio Nobel per la pace.
La necessità di pressioni concrete su Putin per la pace
“La pace in Ucraina si può ristabilire solo esercitando pressioni concrete su Putin. Nient’altro potrà funzionare”, dice convinto l’attivista russo. A Palermo per prendere parte a un incontro della prima Summer school di Memorial Italia, ha raccontato di avere “trascorso del periodo in carcere in Russia per avere scritto un articolo nel quale descrivevo un potere fascista che vive anche di guerre che sono un aspetto fondamentale di quel regime”. La vittoria della Russia sarebbe – Orlov ne è certo – “un disastro non solo per l’Ucraina, ma anche per la Russia, e per l’Europa che dovrebbe convivere con un governo di tale natura”. Per cui, “sì, la pace è necessaria: per l’Ucraina e per la Russia reale, non quella di Putin. Per questo è importante esercitare un’autentica pressione“.
Il ruolo dell’Europa e l’incontro Putin-Kim-Xi
Sul ruolo dell’Europa, l’attivista ha un giudizio chiaro: “Non mi sembra che sia stata debole riguardo alla risposta al conflitto, ma il pressing esercitato non è sufficiente. Mi sembra che la posizione assunta dall’Unione europea sia assolutamente giusta; nell’incontro con Trump in Alaska si è espressa con chiarezza, ma questa posizione occorre sostenerla concretamente con l’azione e, insisto, con una adeguata pressione“. L’incontro tra Putin, Kim e Xi non ha cristallizzato un fronte che potrebbe rendere tutto più difficile sul versante dei conflitti e degli equilibri nel mondo? A suo parere “se ne dà un peso eccessivo. Certamente dal punto di vista della rappresentazione e dell’impatto mediatico è stato molto impressionante e molto forte, ma è solo un’azione di propaganda. Da questo punto di vista, ma solo da questo, gli organizzatori hanno ottenuto quello che volevano e gli è andata molto bene”. E su Trump: “A Putin è necessario come oggetto di manipolazione: finora lo ha manipolato come voleva”.
Gli obiettivi falliti di Putin in Ucraina
Tornando all’Ucraina, per Oleg Orlov “è evidente” che Putin “non ha raggiunto i suoi obiettivi“. Non ha raggiunto quello iniziale che “era prendere tutta l’Ucraina, non come Paese occupato, ma satellite”. E non è stato raggiunto neppure l’obiettivo di “esercitare una pressione totale su tutto lo spazio post-sovietico e conseguenzialmente una forte influenza su tutta quanta l’Europa, facendo leva, ad esempio, su gas e petrolio“. La vera domanda quindi oggi è: “Arriverà un momento in cui Putin dovrà far vedere e credere di avere raggiunto i suoi obiettivi e fermarsi? Io penso di sì e credo che sia abbastanza pronto, ma non siamo arrivati al punto in cui può vendere qualsiasi accordo come una vittoria. Si arriverà però a questo momento e quando avverrà si fermerà. Il punto preciso in cui si fermerà dipenderà dalla pressione esercitata dall’esterno, se sarà forte si fermerà prima, se non lo sarà tenterà di ottenere il più possibile prima di farlo”.
Il terrore e la mancanza di un fronte unito in Russia
Orlov da più di un anno non è in Russia, ma assicura che ogni giorno parla con tante persone, amici e colleghi che vivono in Russia e la tecnologia in questo aiuta. Ebbene, “il terrore non solo esiste in questo contesto di dittatura, ma è ovunque, in qualunque ambito. La gente ha paura e si autocensura continuamente, non solo sui social, ma anche nelle conversazioni, per strada, nei bar… si sa che c’è un controllo. E non parlo solo di attivisti, ma anche di gente comune. Ci sono, però, molte persone che combattono, quotidianamente, anche se sanno che possono essere arrestati. Ma la battaglia continua. I prigionieri politici ricevono spesso sostegno, cibo, soldi dalla gente comune, non sono isolati. Così anche i prigionieri di guerra ucraini che hanno ringraziato i cittadini russi perché, hanno detto, senza di loro non ce l’avrebbero fatta”. Se c’è terrore, di certo “non si può parlare di fronte unito. Molti sono scontenti della guerra, delle sanzioni, ma devono stare in silenzio, esprimere un dissenso è pericoloso”.
Speranze di cambiamento politico e il ruolo delle sanzioni
È possibile pensare a una soluzione politica che modifichi sostanzialmente la situazione in Russia? All’inizio della guerra, risponde “c’era la speranza che una sconfitta catastrofica avrebbe portato alla fine del regime, ma questa previsione era sbagliata e non si vede nulla che faccia pensare che questa guerra finisca secondo quello scenario. C’era anche la speranza in Europa che le sanzioni avrebbero cambiato tutto, che la distruzione dell’economia avrebbe portato a una rivolta della gente, ma occorre tempo perché le sanzioni possano produrre effetti tali da portare a una ribellione vasta. È vero, i centri commerciali si sono ridotti drasticamente perché l’inflazione è alle stelle e i prezzi sono troppo alti, le principali tre case automobilistiche sono in crisi, ma tutto ciò non basta al momento, la gente preferisce adattarsi e la ribellione resta una prospettiva ancora troppo lontana”. L’unica speranza sta nell’uscita di scena di Putin e quando accadrà le varie fronde proveranno a eliminarsi a vicenda per dimostrare di essere i soli in grado di riformare il sistema”.
La situazione carceraria e i prigionieri politici
Infine il carcere: “La mia esperienza è stata relativamente semplice; pesante, difficile, umiliante, certo, e poi non bisogna ammalarsi perché chi si ammala muore e sarei morto anch’io se mi fossi ammalato. Ma Io sono stato liberato, mentre in questo momento ci sono migliaia di prigionieri politici e molti rischiano di morire, muoiono, e dobbiamo liberarli. È passato un anno dallo scambio attuato per la mia liberazione, speravamo fosse un modello e che ci fossero altre liberazioni e invece non è accaduto nulla. Sappiamo per certo che ci sono in Europa, anche in Italia hacker, agenti russi” che, conclude il noto attivista, potrebbero essere utilizzati per scambi e in Russia “ci sono molti cittadini europei in carcere con accuse false: nel mio scambio, la Russia ha avuto agenti segreti, hacker, assassini che servivano al regime di Putin e hanno liberato alcuni europei. Oggi il risultato è zero e i prigionieri politici continuano a morire”.