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Baby Gang resta in carcere, convalidato l’arresto

AGI – La gip di Milano Fiammetta Modica ha convalidato l’arresto e la custodia cautelare in carcere del trapper Zaccaria Mohuib, in arte ‘Baby Gang‘, arrestato due giorni fa per detenzione di arma clandestina e ricettazione perché trovato in una camera d’albergo con una pistola con matricola abrasa e nove cartucce.

Baby Gang “ha dimostrato assoluta indifferenza ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria e ricorre un elevatissimo rischio di reiterazione criminale connesso all’impiego e alla detenzione di armi“.

Lo scrive la gip di Milano convalidando l’arresto in carcere del trapper che era stato autorizzato dal Tribunale Milano, sezione misure di Prevenzione, con apposito decreto perché, nonostante fosse ‘sorvegliato speciale‘, potesse salire sul palco ad Assago, ospite del cantante Emis Killa, e “svolgere la propria attività professionale, attesa la finalità risocializzante di tale attività'”. Ma l’artista, secondo la giudice, ha ‘tradito’ la fiducia.

Il ritrovamento dell’arma

Mouhib, espressamente autorizzato dal Tribunale di Milano a partecipare a un evento di natura professionale, pur dovendo permanere una sola notte presso una struttura alberghiera,- si legge nel provvedimento – si è portato al seguito un’arma da fuoco con munizioni. La circostanza che la sua permanenza nella struttura fosse circoscritta a una sola serata e della presenza di una donna, conosciuta occasionalmente e ospitata per sua scelta presso il residence, rende assolutamente inverosimile la finalità difensiva della detenzione che, peraltro, appare del tutto irrilevante, non rappresentando un’esimente in ordine alla disponibilità illegale dell’arma”. In questo senso per la gip.

Trovata un’altra arma nell’abitazione

“È significativo il rinvenimento nell’abitazione, a Calolziocorte, di una pistola 9X21 marca Ruger modelloP95, provento di furto. Le indagini chiariranno eventuali corresponsabilità dell’odierno indagato ma è incontestato come – nonostante la misura di prevenzione in atto – questi ospitasse un soggetto che deteneva armi e sostanza stupefacente proprio presso la sua abitazione”.

Pattinatrice italiana travolta e uccisa da un camion in Austria

AGI – È Julia Marie Gaiser, 23 anni, pattinatrice di figura italiana originaria dell’Alto Adige, la vittima dell’incidente stradale avvenuto nel primo pomeriggio di giovedì scorso lungo la Gaisbergstrasse a Salisburgo, in Austria. Julia Marie è stata travolta e uccisa da un camion mentre si trovava in sella alla sua bicicletta all’altezza di un incrocio molto trafficato.

Julia Marie Gaiser era originaria di Bressanone e studiava nella città austriaca. Alla guida del mezzo pesante un uomo austriaco di 46 anni risultato negativo all’alcoltest.

Lutto nel mondo del pattinaggio

La notizia del decesso ha scosso il mondo del pattinaggio di figura, a partire da quello altoatesino dove Julia Marie ha iniziato l’attività con il Wintersportverein Brixen. Successivamente Julia Marie si era trasferita alcuni anni fa a Salisburgo decidendo di gareggiare per i colori dell’Austria partecipando a quattro campionati nazionali austriaci.

Competizioni internazionali nel pattinaggio di figura

Nel pattinaggio di figura diversi atleti, fermo restando la cittadinanza del Paese natio, optano per difendere i colori di altre nazioni per questioni legate ad allenatori, partner (vale per la danza e coppie d’artistico) e, in taluni casi, anche trasferimenti all’estero.

Ragazza di 25 anni investita e uccisa a Trieste

AGI – Una giovane di 25 anni, Marta Giannelli, è morta nella tarda serata di venerdì dopo essere stata travolta da una Jeep mentre attraversava via Fabio Severo, a Trieste, all’altezza del numero 65.

L’impatto è stato violentissimo: la Jeep che procedeva in un tratto in leggera salita, all’altezza di Vicolo del Castagneto ha investito la ragazza. La Jeep non avrebbe frenato e la giovane, residente a Melzo in provincia di Milano, è stata sbalzata per oltre una decina di metri sull’asfalto.

Il fuoristrada dopo l’impatto è finito sull’isola salvagente tra le carreggiate abbattendone le ringhiere. La Polizia locale ha operato a lungo per ricostruire esattamente la dinamica dell’incidente. Alla guida della Jeep c’era un uomo di Trieste rimasto illeso ma sotto shock. Sul posto i sanitari del 118 e anche la Polizia di Stato.

La ricostruzione

Secondo quanto sinora ricostruito ieri sera Marta Giannelli, ricercatrice all’Università di Trieste, stava attraversando la strada a ridosso delle strisce pedonali. L’uomo alla guida della Jeep, un cinquantenne, l’avrebbe vista all’ultimo momento e avrebbe frenato, ma sembra solo dopo averla investita.

Nell’impatto la giovane è stata sbalzata per una ventina di metri. I rilievi della Polizia locale si sono protratti a lungo nella notte e ora il fascicolo passerà alla Procura di Trieste. Il conducente, sotto shock, è risultato negativo ai controlli dell’alcoltest.

Giannelli spiega l’ateneo giuliano – ha studiato Chimica all’Università di Milano dove si è laureata nel febbraio 2024 a pieni voti. A settembre 2024 ha vinto un concorso per un assegno di ricerca all’Università di Trieste e dal mese successivo era una giovane assegnista nel gruppo del Dipartimento di Scienze chimiche e farmaceutiche

La procura di Torino ha impugnato la sentenza che ha assolto l’uomo per i maltrattamenti a…

AGI – La procura di Torino ha impugnato la sentenza di primo grado del Tribunale che aveva suscitato scalpore per l’assoluzione di un uomo dall’accusa di maltrattamenti all’ex moglie, condannato invece a un anno e mezzo per lesioni. Nel 2022 la donna era stata massacrata di botte e sfigurata ma nelle motivazioni i giudici hanno scritto che l’uomo andava “compreso” per la brutalità con cui gli era stata comunicata la decisione di separarsi dopo vent’anni di matrimonio.

 

La sentenza del giugno scorso “l’abbiamo impugnata e ci sarà poi un giudice che deciderà”, ha riferito Cesare Parodi, presidente Anm e procuratore aggiunto di Torino, intervistato da Tagadà su La7. “Purtroppo, spesso ci sono delle assoluzioni perché il reato di maltrattamenti ha una fattispecie estremamente indefinita”, ha osservato Parodi. “Il tema è il mio lavoro da cinque anni”, ha ricordato Parodi, “la Procura di Torino, il gruppo che opera su questi reati, è coordinato da me. Questa è una vicenda seguita dal mio gruppo.

 

La collega che ha chiesto la condanna per il reato di maltrattamenti ha chiesto una pena severa. Che cosa è accaduto? Abbiamo contestato il reato di maltrattamenti e lesioni. Sulle lesioni viene riconosciuta la responsabilità, l’imputato viene invece assolto dal reato di maltrattamenti. Quello che purtroppo ci ha molto colpito, e lo posso dire perché è un oggetto delle impugnazioni, è il linguaggio che è stato utilizzato. Noi chiederemo alla Corte d’Appello, se al caso la Cassazione, se la Procura Generale la riterrà, se questo genere di argomentazione, che a me pare non in linea a quei principi espressi anche dalla Corte Europea, proprio sui criteri di valutazione, sia o meno condivisibile”.

 

Sul caso è intervenuta anche la Camera penale del Piemonte occidentale che ha espresso “preoccupazione di fronte alla campagna, mediatica e politica, montata in ordine alla sentenza del tribunale di Torino, campagna che, fondandosi su conoscenze imprecise ovvero volutamente distorte, attenta all’indipendenza del giudice”.

Dalla politica arrivano invece critiche bipartisan alla sentenza, almeno per la sua motivazione: “Le parole di comprensione e giustificazione nei confronti di un pestaggio che ha portato la vittima a dover far ricostruire il proprio volto con 21 placche di titanio, sono una vergogna”, ha affermato la senatrice di Fratelli d’Italia, Domenica Spinelli, “un verdetto pericoloso che calpesta la dignità di quella donna e di tutte le donne ed esseri umani che subiscono violenze”.

 

La deputata M5S Stefania Ascari, capogruppo pentastellato in commissione bicamerale di inchiesta sul Femminicidio, ha presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia, Carlo Nordio per chiedere che la formazione dei magistrati includa moduli sulla violenza di genere: “È osceno che, ancora oggi, una donna sopravvissuta alla violenza dell’ex marito venga considerata corresponsabile”. 

Giubileo, sabato sera lo show di droni e luci a San Pietro. Ecco cosa vedremo [VIDEO]

AGI – Il 13 settembre sera, in occasione dell’incontro Mondiale sulla Fraternità 2025 e del Giubileo 2025, in piazza San Pietro, si terrà il concerto gratuito ‘Grace for the World‘ nel quale, a partire dalle ore 20, saliranno sul palco artisti italiani e internazionali che lanceranno un potente messaggio di fraternità, di pace e unione. Sul palco Pharrell Williams (insieme al coro gospel Voices of Fire) e Andrea Bocelli anche co-direttori dell’evento live con la direzione musicale del vincitore di un Grammy Award, Adam Blackstone. Insieme a loro nella serata si esibiranno Karol GJohn LegendClipseTeddy SwimsJelly RollAngélique Kidjo e molti altri.

 

 

Spettacolo di droni di Nova Sky Stories

Uno dei momenti più attesi della serata sarà inoltre lo show aereo di droni e luci firmato da Nova Sky Stories (società di Kimbal Musk, fratello di Elon), il più grande mai realizzato in Europa. Oltre 3.000 droni e giochi di luce ispirati alla Cappella Sistina promettono uno spettacolo tecnologico senza eguali, capace di trasformare la notte romana in un cielo in movimento.

 

 

 

Anticipazioni sullo show dei droni

Cosa accadrà durante lo show dei droni? Una piccola anticipazione è stata data ieri sera durante le prove: nel cielo i droni scriveranno frasi legate al tema dell’evento. Dopo quella che dà il titolo alla serata (“Grace for the World” con data e orario, “21:00 CET”), si susseguiranno altre che invitano a essere retti, liberi e umani: “Be justice“, “Be freedom“, “Be human“. Non mancheranno inoltre figure disegnate in cielo come quella di una piuma mossa dal vento o il simbolo (a colori) del Giubileo.

 

 

Trasmissione e registrazione all’evento

Il concertogratuito e aperto a tutti in Piazza San Pietro il 13 settembre 2025 previa registrazione a un link (Gracefortheworld.live), sarà trasmesso in diretta mondiale su Disney+Hulu e ABC News Live alle ore 21.

 

 

 

 

 

 

Con l’auto contro un palo durante un inseguimento della polizia, morto 18enne [VIDEO]

AGI – Rubano un’auto e poi durante un inseguimento, perché intercettati dalla polizia, vanno a finire contro un palo e poi su alcune auto parcheggiate lungo la strada. È il tragico epilogo del grave incidente stradale avvenuto questa mattina a Bologna. A perdere la vita un albanese di 18 anni, mentre è rimasto quasi illeso il 19enne alla guida, un connazionale incensurato. 

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, l’incidente è avvenuto intorno alle 5 di questa mattina in via Murri, quando i due giovani non si sono fermati a un controllo di una volante. L’auto, sulla quale i due viaggiavano, è risultata rubata. È stata notata in via Tolmino da una pattuglia avvicinatasi per un controllo, mentre la macchina era ferma al semaforo rosso. Ma appena è scattato il semaforo verde, i due giovani sono partiti a velocità elevata.

È scaturito un inseguimento per alcuni minuti fino a via Murri. Data la velocità dell’auto – precisano dalla Questura di Bologna – la volante li ha persi. Proseguendo, poi, sulla strada ha poi trovato la macchina che nel frattempo si era schiantata contro un palo della luce, all’altezza di via Lamponi.

 

 

La volante, dunque – sottolineano sempre dalla Questura – “non è mai entrata in contatto con l’auto né ha visto avvenire l’impatto”. I soccorsi sono arrivati immediatamente. Il ragazzo che ha perso la vita è risultato avere alcuni precedenti penali per furto e resistenza. Via Murri, per alcune ore, è stata chiusa in entrambe le direzioni e poi è stata parzialmente riaperta in direzione centro, per consentire agli inquirenti di svolgere ogni accertamento sul palo della luce colpito durante l’incidente. 

 

Armani: aperti due testamenti, patrimonio da 13 miliardi di euro

AGI – Sono stati aperti martedì 9 settembre i due testamenti di Giorgio Armani. L’apertura è avvenuta nello studio del notaio Elena Terrenghi. Lo stilista, scomparso lo scorso 4 settembre a Milano all’età di 91 anni, non aveva eredi diretti. I parenti più stretti erano due nipoti, Silviana e Roberta, figlie del fratello Sergio (scomparso qualche anno fa), la sorella Rosanna e suo figlio Andrea. I funerali di Armani si sono svolti in forma privata, l’8 settembre scorso, nella chiesa di San Martino nel borgo di Rivalta (Piacenza).

Secondo il Corriere della Sera, “sono i due documenti segreti che determineranno la divisione del suo patrimonio (stimato in 11-13 miliardi di euro) e il futuro della società di moda Giorgio Armani Spa  fondata dallo stilista piacentino 50 anni fa. I documenti sono entrambi molto recenti. Il primo testamento è del 15 marzo 2025 e il secondo di pochi giorni dopo, datato 5 aprile. La pubblicazione dei due documenti, ossia la loro apertura dal notaio Elena Terrenghi, è del 9 settembre. Intanto, si apprende che la famiglia dello stilista ha accettato l’iscrizione al famedio di Milano”.

 

 

 

Coppia di turisti ebrei insultata e schiaffeggiata a Venezia, espulsi gli aggressori

AGI – Una coppia di turisti ebrei è stata aggredita a Venezia da alcuni nordafricani al grido di “Free Palestine”. L’episodio sarebbe avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 settembre, quando il gruppo ha notato l’abbigliamento tradizionale ortodosso della coppia (lui cittadino americano e la moglie israeliana) accerchiata e schiaffeggiata. Un componente del gruppo avrebbe anche aizzato contro i due il proprio cane rottweiler.

Provvedimenti contro gli aggressori

La questura di Venezia ha individuato, come responsabili del reato di minacce e percosse, tre aggressori della coppia. Per due di loro sono stati emessi altrettanti provvedimenti di espulsione: uno con accompagnamento alla frontiera e l’altro al Cpr di Bari. Per un terzo aggressore, essendo questo regolare, è stato emesso un foglio di via dal comune di Venezia.

Il sindaco, “episodio inaccettabile”

“Venezia è e deve continuare a essere una città aperta, accogliente e sicura, dove il rispetto reciproco rappresenta il fondamento della convivenza civile. L’aggressione subita da due cittadini statunitensi di religione ebraica, è un fatto grave e inaccettabile, che condanno con la massima fermezza – ha dichiarato il sindaco Luigi Brugnaro -. La nostra città vanta una storia millenaria di incontro e convivenza tra religioni e culture diverse: questo patrimonio di dialogo e tolleranza non può essere intaccato da gesti di violenza. Diciamo con forza no a qualsiasi rigurgito di antisemitismo, così come all’islamofobia”. 

“Assicureremo un coordinamento ancora più stretto tra tutte le forze di sicurezza del territorio, che ringrazio per il tempestivo intervento, anche attraverso l’utilizzo della rete di videosorveglianza cittadina, per garantire la massima tutela di residenti e visitatori. Esprimo la mia piena solidarietà alle persone coinvolte e alla comunità ebraica, ribadendo che Venezia non tollererà mai alcuna forma di odio o discriminazione. La nostra sarà e resterà una città libera, aperta a tutti, fondata sulla sicurezza e sul rispetto delle regole. Venezia è e sarà sempre una città di pace” ha infine concluso.

L’assessore al Turismo, “no al razzismo”

“Nella nostra città non c’è spazio per questi episodi – ha commentato l’assessore al Turismo del Comune di Venezia Simone Venturini -, non c’è spazio per la violenza e per il razzismo. I carabinieri hanno immediatamente individuato e denunciato gli autori di questo gravissimo gesto. Lo Stato dia un segnale forte: questo gravissimo episodio non deve rimanere impunito”. 

Reazione della Comunità Ebraica

“La Comunità Ebraica di Venezia – si legge in una nota – ha appreso con sgomento e preoccupazione la notizia dell’ennesima aggressione antisemita verificatasi la notte scorsa in pieno centro città ai danni di una coppia di turisti ebrei ortodossi ospiti a Venezia. Ribadendo la propria condanna verso un atto vile e ignobile, sottolinea come episodi come questi ci interrogano sul ruolo di Venezia città dell’accoglienza, mentre emerge un clima di intolleranza che oggi colpisce tutta la collettività veneziana”. 

Arrestato il trapper Baby Gang

AGI – Il trapper Baby Gang, alias di Zaccaria Mouhib, è stato arrestato nella notte appena trascorsa in flagranza di reato per il possesso di tre armi clandestine che i carabinieri di Lecco, con i colleghi di Milano, hanno trovato nella sua abitazione di Caloziocorte e in un albergo nel capoluogo lombardo.

 

 

Perquisizione e indagine

Il cantante è stato sottoposto a un decreto di perquisizione, emesso dalla procura di Lecco, nell’ambito di un’indagine su un gruppo di macedoni attivo nel traffico di armi e di droga.

 

 

 

In spiaggia col pos per vendere ‘falsi’. Blitz della Guardia di Finanza in Costa Smeralda

AGI – Facevano il giro delle spiagge per vendere prodotti perfettamente contraffatti. E per venire incontro alle esigenze dei clienti accettavano pagamenti digitali con tanto di POS portatile contactless. E’ la singolare scoperta fatta in Costa Smeralda dai finanzieri del Comando provinciale di Sassari che, in concomitanza con la stagione estiva, ha intensificato i controlli anti ambulanti abusivi in tutte le principali località turistiche.

Sequestri e denunce in Gallura

Complessivamente, sono 4.300 gli articoli ‘taroccati’ sequestrati e 18 le persone denunciate. Con particolare riferimento alla Gallura, i baschi verdi del Gruppo di Olbia hanno passato al setaccio spiagge e borghi della Costa Smeralda ‘presi d’assalto’ da ambulanti spesso irregolari: solo negli ultimi tre mesi, sono state denunciate nove persone per i reati di contraffazione e ricettazione e sono stati sequestrati oltre 3mila pezzi contraffatti, tra cui orologi, gioielli, accessori e articoli di pelletteria di griffe famose.

Riflettori puntati anche sull’hinterland dove è stato scoperto un importante deposito del falso con all’interno più di 1.700 capi contraffatti: lungo la statale Olbia-Arzachena, una cittadina senegalese è stata sorpresa all’interno di caseggiato presumibilmente utilizzato come ‘base logistica’ del commercio illegale.

Sofisticazione dei prodotti e dei pagamenti

Tutti i prodotti sequestrati, oltre ad essere ben realizzati, erano dotati di un packaging curato con tanto di etichette, garanzie del consumatore e persino QR Code abilmente falsificati. “Livello” di sofisticazione degli illeciti confermato, come visto, anche dai mezzi di pagamento. In corso gli accertamenti finalizzati a quantificare il numero e il volume delle movimentazioni transitate sui POS, che potrebbero far confluire i profitti illeciti direttamente su conti esteri.

È morto il bimbo schiacciato da una trave in un parco a Vibo Valentia

AGI – È morto in mattinata, all’ospedale Bambin Gesù di Roma, il bimbo di 4 anni rimasto schiacciato venerdì dalla trave di un gioco nel Parco urbano del quartiere Moderata Durant a Vibo Valentia.

Nonostante le cure nell’ospedale della Capitale dove era giunto sabato sera dall’ospedale Jazzolino di Vibo (dove i medici erano riusciti a tamponare l’emorragia) con un aereo militare, il cuore del bimbo ha cessato di battere stamane nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Roma dove era stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per via delle lesioni riportate al torace e all’addome.

La Procura di Vibo ha aperto un fascicolo d’indagine, al momento contro ignoti, (con l’inchiesta affidata alla Polizia) per accertare tutte le responsabilità per l’accaduto. L’attrezzo in legno, posto sotto sequestro dopo l’incidente, del percorso fitness, con il quale si è ferito il bimbo, pare fosse segnalato come gioco non adatto ai bambini più piccoli. 

Maltempo nel Comasco, frane ed evacuazioni. Allerta arancione in cinque regioni

AGI – Frane e smottamenti a causa del forte maltempo nel Comasco. Diciannove persone sono state evacuate a titolo precauzionale a Blevio e sette a Torno, due paesi affacciati sul lago, per una frana sulla Statale Lariana che è allagata e invasa da fango e detriti.

Evacuazioni a Blevio e Torno

Diciannove persone sono state evacuate a Blevio e sette a Torno a titolo precauzionale, due paesi affacciati sul lago, per una frana sulla Statale Lariana che è allagata e invasa da fango e detriti.

Disagi a Como e a Lecco

Forti disagi anche nella città di Como. I vigili del fuoco hanno ricevuto nella notte una cinquantina di richieste di soccorso. Più di 15 le operazioni svolte a Lecco, dove uno smottamento ha interrotto un tratto della linea ferroviaria.

Allerta arancione in cinque regioni

Un mercoledì di piogge e temporali su gran parte dell’Italia: la Protezione civile segnala per oggi allerta arancione in cinque regioni. Si tratta di alcuni settori di Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e degli interi territori di Umbria e Lazio. Allerta gialla su quasi tutte le altre regioni. Grandinate e nubifragi sono attesi anche su Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Campania.

Vigili del fuoco, 280 interventi in 24 ore

 Nelle ultime 24 ore i vigili del fuoco hanno effettuato 280 interventi per il maltempo che ha colpito alcune aree del Nord e del Centro Italia, tra Lazio, Liguria, Toscana e Lombardia. Sono state 100 le richieste di soccorso gestite dalla sala operativa del Comando di Roma: Bracciano, Sacrofano, Montelibretti, Castelli Romani e parte del litorale romano le zone maggiormente colpite. Squadre al lavoro per la rimozione di alberi e rami caduti, danni d’acqua, la messa in sicurezza di insegne e pali pericolanti.

Pioggia e vento in Toscana nelle province di Massa Carrara (30 interventi) e Livorno (60): le maggiori criticità sull’Isola d’Elba, dove una frana ha comportato l’interruzione della viabilità in località Forno, isolando temporaneamente circa 200 abitanti. Maltempo anche a La Spezia, con 40 interventi svolti per prosciugamenti, messa in sicurezza di alberi pericolanti e soccorso ad automobilisti in difficoltà nei sottopassi allagati.

Esplosione a Pianura, boato in una fabbrica di fuochi d’artificio

AGI – Esplosione a Napoli nel quartiere di Pianura. Pochi minuti fa, in via Vicinale Grottole 10, c’è stata una deflagrazione che ha interessato una fabbrica di fuochi d’artificio. Sul posto carabinieri, vigili del fuoco e 118.  Al momento, non ci sono feriti né tra i dipendenti né tra i vigili del fuoco

Caso Almasri: indagata Giusi Bartolozzi, capo gabinetto del ministro Nordio

AGI – La procura di Roma ha iscritto sul registro degli indagati Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Nordio, per il reato all’articolo 371 bis del codice penale, ovvero ‘false informazioni al pm’, in relazione al caso Almasri.

Nessuna smentita e nessuna conferma del ministero della Giustizia in relazione alla notizia dell’iscrizione sul registro degli indagati di Giusi Bartolozzi. Secondo quanto apprende l’AGI, il clima sarebbe sereno e al ministero “non ci sarebbe alcuna preoccupazione”.

Il carcere di Monza è un inferno. Vita durissima per detenuti e poliziotti

AGI – Un “manicomio criminale” che scoppia, con camere assediate dalle cimici e dalla scabbia e per questo chiuse, detenuti che si fanno mettere in isolamento, in teoria la situazione peggiore che possa capitargli, pur di ‘conquistare’ un piccolo spazio che non hanno nelle celle zeppe, agenti della polizia penitenziaria più volte aggrediti negli ultimi tempi da reclusi con malattie psichiatriche che dovrebbero stare in luoghi di cura. È la situazione nella casa circondariale di Monza secondo il racconto di avvocati e sindacati dei poliziotti penitenziari.

“Il quadro è allarmante e si sta aggravando ulteriormente per il sovraffollamento – spiega all’AGI l’avvocata Roberta Minotti che fa parte del direttivo della Camera Penale della citta’ brianzola -. Molti detenuti con disturbi psichiatrici dovrebbero stare in strutture idonee che pero’ non li possono accogliere nonostante ci sia una sezione dell’ospedale San Gerardo molto valida ma che non può far fronte a tutte le richieste. Così da un momento all’altro possono ‘esplodere’“.

Le sezioni di prima accoglienza e quelle a monitoraggio sanitario ospitano persone ‘fuori circuito’, rendendo la gestione di questi reparti ancora piu’ problematica, riferiscono le sigle sindacali degli agenti Sappe, Osapp, Uilpa e Ussp, spiegando che “alcuni detenuti, pur di non condividere celle sovraffollate e inadeguate, preferiscono chiedere volontariamente di essere messi in isolamento. Tutto ciò in violazione del rispetto della dignità della persona, la parità di trattamento e il diritto alla salute”.

I numeri allarmanti 

Nella relazione dei rappresentanti della Camera Penale seguita alla visita del nove agosto scorso, si dava atto che i detenuti a Monza sono 735 su una capacità di 411, con un tasso di affollamento del 184%. A quella data c’erano tredici camere chiuse per disinfestazione da cimici da letto. “Ma le disinfestazioni si ripetono in continuazione – dice il presidente regionale dell’Uilpa Domenico Benemia che lavora nella struttura -. Non si fa in tempo a sanificare un ambiente che subito bisogna ripartire con la bonifica di un altro. Noi agenti siamo troppo pochi e spesso capita che una persona che ha finito il proprio turno venga richiamata poche ore dopo per tornare a lavorare nel turno di notte. Siamo sfibrati, molti di noi non stanno bene”.

Gli stranieri detenuti erano 341 al 9 agosto, si legge nel dossier redatto dopo la visita del presidente della Camera Penale, Marco Negrini, con un tasso di crescita rispetto al 2024 del 46%. “Questo crea problemi soprattutto per quel che concerne i progetti educativi, la mediazione culturale e il dialogo, dal momento che il personale è insufficiente; spesso viene chiesta la collaborazione di agenti reclusi di nazionalità straniera per agevolare il dialogo con i nuovi giunti. Una mansione che non è però riconosciuta e, di fatto, è un aiuto volontario”.

Nel 2024 si sono registrati 13 casi di aggressione al personale e 23 di lesioni tra detenuti. Nei giorni scorsi, i sindacati, che definiscono il carcere di Monza “un manicomio criminale”, hanno annunciato di essere pronti a proclamare lo stato di agitazione del personale, “riservandosi di avviare ulteriori iniziative di protesta e mobilitazione qualora non vengano forniti riscontri tempestivi e concreti” da parte dell’amministrazione penitenziaria, del Provveditorato e del ministero. Interpellata dall’AGI, la direttrice Cosima Buccoliero, alla quale avvocati e sindacati riconoscono capacita’ e attenzione rispetto a una situazione che non dipende da lei, dichiara di non avere “nulla da aggiungere rispetto a quanto rappresentato” dai sindacati.  

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