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A fuoco due ristoranti e un B&B nel centro di Firenze

AGI – È divampato nel cuore della notte un violento incendio che ha interessato due ristoranti e un intero edificio adibito a struttura ricettiva nel centro storico di Firenze, nei pressi di Borgo San Lorenzo. Le fiamme sono scoppiate intorno all’una all’interno della cucina di un ristorante, propagandosi rapidamente al locale adiacente e raggiungendo alcuni appartamenti situati al primo piano.

Immediato l’intervento dei Vigili del Fuoco del comando di Firenze, con squadre partite dalla sede centrale e dal distaccamento di Firenze-Ovest. Sul posto sono state inviate due squadre operative, un’autoscala, un carro aria e un funzionario tecnico per il coordinamento delle operazioni di soccorso.
L’incendio ha interessato un edificio di quattro piani fuori terra, storicamente articolato su più livelli e con numerosi disimpegni interni. Dal primo piano in su, la struttura ospitava un b&b. Le operazioni di spegnimento si sono rivelate particolarmente complesse proprio a causa della conformazione dell’edificio e della presenza di una corte interna, che ha facilitato la propagazione del fuoco fino agli appartamenti superiori.

 

 

Durante le operazioni di evacuazione, i Vigili del Fuoco hanno tratto in salvo due persone rimaste bloccate al primo piano, isolate dal fumo e dalle fiamme. In un disperato tentativo di fuga, le due vittime avevano cercato di calarsi con delle lenzuola nella corte interna, che si affaccia verso la Basilica di San Lorenzo, ma sono state intercettate e tratte in salvo dai soccorritori. In totale, undici persone, tra cui tre bambini, sono state affidate alle cure del personale sanitario intervenuto con più equipaggi. Tutti sono stati trasportati in ospedale, compresi alcuni al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Meyer, per accertamenti legati all’inalazione di fumo e lievi traumi.

Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza sono proseguite per tutta la notte e risultano ancora in corso. Particolare attenzione è stata rivolta al raffreddamento dei locali e alla verifica strutturale dei solai tra il piano terra e il primo piano, supportata anche dal personale NBCR (Nucleare Biologico Chimico Radiologico), con controlli mirati ai travetti in legno e alle canne fumarie dei due ristoranti, che si estendono fino alla copertura dell’edificio. Gravi i danni riportati sia dai due locali commerciali che da alcuni appartamenti soprastanti. Le strutture sono state dichiarate inagibili e resteranno chiuse fino a nuove verifiche. Sul posto è ancora presente una squadra per le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area. Le cause dell’incendio sono al vaglio degli inquirenti.

 

Massimo Moratti ricoverato in terapia intensiva

AGI – L’ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti, si trova ricoverato in terapia intensiva presso l’Istituto Humanitas di Rozzano per una polmonite.

Ricovero

Secondo Gazzetta.it le sue condizioni sarebbero serie ma non critiche. Moratti, 80 anni, sarebbe stato intubato per sopperire a difficoltà respiratorie. Nella sua lunga esperienza da numero uno del club nerazzurro, Moratti ha messo in bacheca ben 16 trofei ed è stato tra i grandi artefici del Triplete del 2010 con Mourinho in panchina.

Un orso è stato trovato morto in un parco nell’Aquilano, è il secondo in pochi mesi

AGI – Un altro orso marsicano morto, nei pressi dell’Olmo di Bobbi, al confine con il parco regionale Sirente-Velino, nel territorio di Ortona dei Marsi (L’Aquila) molto vicino a dove è stato trovato un altro plantigrado ad aprile scorso. La denuncia sulla propria pagina Facebook arriva dallo zoologo Paolo Forconi. Sul posto i carabinieri forestali, i quali, da un primo esame, farebbero risalire la morte del plantigrado ad almeno due mesi fa. La carcassa è stata trasferita all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo per gli accertamenti di rito.

Si tratta del secondo orso trovato morto nel giro di quattro mesi. L’ultimo ad aprile scorso a quanto pare deceduto per un’infezione, ma nelle lente ore di agonia che hanno portato alla morte del plantigrado qualcuno ha voluto infierire sulla bestia moribonda scaricandogli contro una serie di colpi di arma da fuoco, come confermato dallo stesso direttore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise Luciano Sammarone.

Armani acquista La Capannina di Franceschi di Forte dei Marmi “un gesto affettivo”

AGI – Giorgio Armani annuncia di aver raggiunto l’accordo per l’acquisizione de La Capannina di Franceschi di Forte dei Marmi (Lucca), lo storico locale fondato nel 1929 da Achille Franceschi e dal 1977 acquisito e gestito da Gherardo e Carla Guidi. “La Capannina – si legge in una nota – è simbolo, da quasi un secolo, della mondanità italiana e crocevia di artisti e intellettuali. Per Giorgio Armani, da sempre legato a Forte dei Marmi, rifugio personale e luogo di vacanza, questa acquisizione rappresenta un gesto affettivo, un ritorno alle origini – li’ negli anni Sessanta conobbe il suo amico e socio Sergio Galeotti – e un tributo alla tradizione italiana”. La nuova gestione sarà partirà dalla stagione estiva 2026.

 

Si apre una nuova fase per La Capannina

Con l’annuncio dell’acquisizione da parte di Giorgio Armani, si apre una nuova vita per La Capannina di Forte dei Marmi, da quasi un secolo simbolo della mondanità della Versilia e crocevia di artisti, scrittori e intellettuali. Il leggendario locale fu fondato nel 1929 da Achille Franceschi e dal 1977 era gestito da Gherardo e Carla Guidi.

Ora il 91enne stilista, da sempre legato ‘al Forte’ come rifugio personale e luogo di vacanza, ha voluto rilevarlo in un “tributo alla tradizione italiana” ma anche per “un gesto affettivo” e “un ritorno alle origini”. Fu li’, infatti, che negli anni Sessanta conobbe il suo amico e socio Sergio Galeotti.

Le origini de La Capannina

Oggi la Capannina è un “locale da ballo con ristorante” tra i più famosi al mondo e con la nuova gestione che sarà effettiva a partire dalla prossima estate si appresta a scrivere una nuova pagina, l’ennesima. La sua storia ebbe inizio nel 1929, quando l’albergatore Franceschi comprò e trasformò una capanna per gli attrezzi dei pescatori sulla spiaggia mettendo tavolini, un bancone per i drink e un grammofono.

Inizialmente era un ritrovo per giocare a carte davanti al mare in cui il nobile fondatore accoglieva i Visconti di Modrone, i Della Gherardesca, i Della Robbia, i Rospigliosi, gli Sforza e i Giovannelli a sorseggiare il nuovo cocktail Negroni. Italo Balbo ci arrivava ammarando con il suo idrovolante e persino un giovane Jfk vi passò mentre era in visita a un’amica toscana. Nel 1945 il locale riapri’ dopo un incendio e la guerra, totalmente ristrutturato: con il boom economico si apri’ una stagione ininterrotta di successi in cui il posto dell’aristocrazia fu preso dal gotha degli industriali, dai Pirelli ai Barilla, dai Marzotto ai Rizzoli, dai Moratti agli Agnelli. Da qui sono passati Montale, Ungaretti e Primo Levi, ma vi si sono esibiti Gilbert Becaud e Paul Anka, Edith Piaf e i Platters, solo per citare qualche nome che ha fatto sognare la ‘dolce vità versiliese.

Con il passaggio della gestione a Gherardo Guidi e a sua moglie Carla, nel 1977, arrivò una nuova generazione di artisti come Patty Pravo, Ray Charles, Peppino di Capri, Gloria Gaynor e Ornella Vanoni. Nel 1982 il locale era stato il set del film cult ‘Sapore di mare’ dei fratelli Vanzina, con gli amori di Jerry Calà che ancora si esibisce occasionalmente al pianoforte. Negli anni Duemila quella che è considerata ‘la discoteca più antica d’Europa’ ha faticosamente resistito ai cambiamenti sociali cercando di tenere fede al suo motto “Obbligatoria l’eleganza”, ricordato anche da un cartello. Gli interni sono rimasti uguali, il soffitto coperto di vimini, il cotto per terra, le sedie in legno di pino e faggio, avorio, arancione e verde, ‘verde Capannina’. Il pubblico non sempre: nel 2023 il locale è stato brevemente chiusa per rissa e alcol ai minori. Ora la nuova partenza con un grande stilista pronto a rifare il ‘look’ a questa signora che nel 2029 celebrerà i suoi primi 100 anni.

 

Violenta esplosione al parco del biolago a Monclassico in Trentino

AGI – Due persone sono rimaste gravemente ferite a seguito di un’esplosione al parco del biolago a Monclassico nella zona di Dimaro. Lo scoppio si è verificato questa mattina poco dopo le ore 8.30. Secondo quanto riferito dal 118, i feriti sono due operai comunali di circa 40 anni che stavano facendo lavori di manutenzione. Hanno riportato lesioni da ‘codice rosso’.

Pare che lo scoppio sia stato causato dal malfunzionamento di un compressore che si trovava all’interno di un furgone. Gli operai nel tentativo di spegnere le fiamme sono stati colpiti da un secondo scoppio, quello di una tanica di benzina. Secondo le prime informazioni entrambi sono sempre rimasti coscienti. L’operaio più grave è stato trasportato all’ospedale di Trento, l’altro a quello di Cles. 

I feriti non sono in pericolo di vita

L’operaio in condizioni più gravi, è un uomo di 54 anni, che dopo il primo ricovero all’ospedale ‘Santa Chiara’ di Trento, è stato trasferito al reparto grandi ustionati di Padova. L’altro, un quarantenne, è stato curato con ustioni meno gravi all’ospedale di Cles. I due stavano eseguendo lavori di manutenzione. Lo scoppio è stato causato dal malfunzionamento di un generatore elettrico. Gli operai nel tentativo di spegnere le fiamme sono stati colpiti da un secondo scoppio, quello di una tanica di benzina. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Monclassico e Male’, i carabinieri della compagnia di Cles e personale dell’Uopsal specializzato nel campo della sicurezza sul lavoro. 

Alessia Pifferi è “pienamente capace di intendere e volere”

AGI- – Il disturbo psichiatrico da cui è affetta Alessia Pifferi non ha compromesso la sua capacità d’intendere e di volere quando abbandonò e lasciò morire di stenti la piccola Diana. Semplicemente e crudelmente Pifferi ebbe una “disconessione dal suo ruolo di mamma”. È questo il senso della perizia svolta dagli esperti Giacomo Francesco Filippini, Stefano Benzoni e Nadia Bolognini che porterà, salvo sorprese, alla conferma dell’ergastolo in appello per la donna.

Il disturbo del neurosviluppo, la cui presenza viene confermata dagli studiosi, “non può ritenersi di gravità tale d’avere eziologicamente compromesso le capacità di intendere e/o di volere, escludendole del tutto oppure scemandole grandemente, per il lasso di tempo in cui la condotta omissiva e antidoverosa è perdurata”.

Pifferi, ricordano gli psichiatri, ha spiegato che la sua mente era “disconnessa” nella scelta dell’abbandono della bimba. Una “disconnessione” che non significa però il non avere compreso le conseguenze che avrebbe potuto avere quella che è stata una scelta lucida.

“La discussione riguarda dunque se e in che modo questo evento, ‘la mente disconnessa’, “sia ascrivibile a definiti processi patologici e se essi integrino i criteri per un vizio di mente”, premettono gli autori dello studio. “La cornice funzionale nella quale questi fenomeni si instaurano è quella di un soggetto che pure a fronte di una fragilità cognitiva e affettiva, mostrava sufficienti competenze relazionali, capacità di risolvere problemi e prendere decisioni, di pianificare le azioni, di prevedere rapporti causa-effetto in situazioni di discreta complessità – è la loro risposta nel lavoro che risponde a tre quesiti dei giudici-.Non vi e’ peraltro e’ evidenza che manifestasse disfunzionamenti significativi nelle aree principali di vita, condotte in piena autonomia”.

In particolare, i periti si soffermano sulla scelta di andare a Leffe dal compagno, lasciando Diana da sola a Milano con due bottiglie di acqua e una di te’ nel suo lettino dove morì per disidratazione.

“Circa la riferita da Pifferi ‘disconessione della mente’ durante il soggiorno a Leffe, con progressiva ‘riconnessione’ nelle fasi del rientro al domicilio e crescente preoccupazione per le condizioni della figlia essa non è il frutto di mancato riconoscimento, consapevolezza e comprensione delle potenziali conseguenze dell’abbandono della bambina; non è il frutto di un fallace ragionamento controfattuale in quanto il compito non eccedeva le sue desumibili capacità e la stessa signora Pifferi afferma che il meccanismo non fu un errore di valutazione ma appunto l’esito della ‘mente che si disconnette’; non configura amnesia, non accompagnandosi a fenomeni dissociativi, eventi traumatici o altamente stressanti, intossicazione da alcool o droghe, danni neurologici; la ‘disconnessione’ riguarda il suo essere madre, non è temporalmente circoscritta ma perdura per tutto il periodo di permanenza a Leffe (una settimana), ed è estremamente selettiva riguardando solo il ‘ricordo di Diana sola a casa’; non è il frutto di mancato riconoscimento, consapevolezza e comprensione delle potenziali conseguenze dell’abbandono della bambina”. La sua disconnessione, è la sintesi, riguardo’ proprio “il ruolo di mamma”.

Il post del prof. dell’Università di Palermo: “Togliere l’amicizia agli ebrei”

AGI – Togliere i contatti su Facebook agli “ebrei”: è l’invito scioccante sui social fatto da Luca Nivarra, ordinario di Diritto civile e decano del Dipartimento di Giurisprudenza a Palermo, commenta in questo modo quanto avviene a Gaza.

“Non voglio intromettermi in questioni che non mi riguardano direttamente ma – scrive Nivarra – avendo a disposizione pochissimi strumenti per opporci all’Olocausto palestinese, un segnale, per quanto modesto, potrebbe consistere nel ritirare l’amicizia su FB ai vostri “amici” ebrei, anche a quelli ‘buoni’, che si dichiarano disgustati da quello che sta facendo il governo di Israele e le IDF. Mentono e con la loro menzogna contribuiscono a coprire l’orrore: è una piccola, piccolissima cosa ma cominciamo a farli sentire soli, faccia a faccia con la mostruosità di cui sono complici”.

 

 

Il post ha suscitato una bufera tra i colleghi negli atenei italiani. Quella che Nivarra definirebbe una “ebrea buona” è Stefania Mazzone, docente di Storia delle dottrine politiche all’università di Catania. “Molti dei giovani che protestano oggi – spiega Mazzone all’AGI – ignorano cosa sia l’antisemitismo, ed esiste una generazione di docenti, in genere comunisti, che trasmettono veleno vero”.

“D’altronde – prosegue – questo è ciò che voleva Hamas: colpire gli ebrei progressisti come me, che in passato ho fatto da scudo umano in un villaggio palestinese contro il fuoco israeliano e che ho contatti con colleghi israeliani che protestano contro il governo israeliano ancora prima del 7 ottobre”

Bernini sente rettore Unipa, “inaccettabili parole prof”

“Le dichiarazioni del professore dell’Università di Palermo Nivarra non offendono soltanto il popolo ebraico, ma tutti coloro che si riconoscono nei valori del rispetto e della convivenza civile. Le parole del rettore Midiri rappresentano una presa di distanza netta e doverosa da affermazioni inaccettabili, rendendo onore all’intera comunità accademica palermitana. I conflitti si superano con il dialogo, non con l’isolamento, ed è solo attraverso questa via che si può costruire un autentico percorso di pace, obiettivo al quale l’Italia e la comunità internazionale continuano a dedicare il proprio impegno”. Così la ministra dell’Università e la Ricerca, Anna Maria Bernini, dopo aver sentito telefonicamente il rettore dell’Ateneo, Massimo Midiri. 

Mazzone, che sostiene le organizzazioni Women Wage Peace e Standing Together che hanno spesso protestato contro i coloni, precisa che a spargere questo “veleno” negli atenei italiani sono “docenti sedicenti comunisti”. “Si tratta di un gioco – conclude Mazzone – che favorisce la destra israeliana”

Nei post successivi, rispondendo a quei colleghi che lo hanno criticato (mentre altri lo sostengono) Nivarra non ha corretto il tiro, ma ha ribadito: “Mi rivolgo a chi – scrive – intervenendo sulla mia pagina, mi ha coperto di insulti e minacce, di cui, sinceramente, mi curo assai poco, anzi nulla. Potete continuare a sbraitare e a ricorrere ad un vocabolario da adolescenti a corto di fantasia; potete darmi dell”antisemita quando io non lo sono affatto”.

E in un post precedente: “Ora, se c’è qualcuno che in questo ragionamento vede tracce di antisemitismo, pazienza: mi denunci a chi gli pare; a me non parrebbe vero. Figurarsi poi di quanto mi importa del ritiro dell’amicizia di qualche proNet neanche tanto ben travestito da persona ragionevole ed equilibrata, sensibile tanto alle ragioni dei carnefici quanto a quelle delle vittime’; meglio, un’occasione per fare pulizia”.

 

Gli agrumeti terrazzati di Amalfi proclamati patrimonio agricolo mondiale

AGI – Un’ex-miniera di sabbia ferrifera trasformata in un sistema agro-silvo-pastorale terrazzato, un paesaggio di agrumeti terrazzati delimitati da muretti a secco in Giappone, e un iconico sistema agricolo mediterraneo su ripidi pendii costieri in Italia sono i più recenti siti riconosciuti come Sistemi di Patrimonio Agricolo di Importanza Globale (GIAHS), portando a oltre 100 il numero complessivo di tali sistemi a livello mondiale, nell’anno in cui la FAO celebra il suo 80º anniversario.

I nuovi siti sono stati ufficialmente designati nell’ambito del programma di punta della FAO durante la riunione del GIAHS Scientific Advisory Group del 26 agosto. Con queste tre nuove iscrizioni, la rete globale dei sistemi agricoli di rilevanza mondiale comprende ora 102 siti in 29 Paesi, con il Giappone che raggiunge 17 designazioni e l’Italia che arriva a quota tre. Si tratta di sistemi dinamici e resilienti, custodi di una ricca agrobiodiversità, di saperi tradizionali, di culture e paesaggi preziosi, gestiti in modo sostenibile da agricoltori, pastori, pescatori e comunità forestali, che contribuiscono ai mezzi di sussistenza locali e alla sicurezza alimentare.

“La FAO è onorata di accogliere questi eccezionali nuovi siti nella famiglia dei Sistemi di Patrimonio Agricolo di Importanza Globale”, dichiara Kaveh Zahedi, direttore dell’Ufficio FAO per il Cambiamento Climatico, la Biodiversità e l’Ambiente.

“Ogni sito testimonia l’ingegno e la resilienza delle comunità rurali e agricole, mostrando pratiche sostenibili che sono state attentamente mantenute e adattate nel corso delle generazioni”, aggiunge. Sui ripidi terrazzamenti della Costiera Amalfitana, comunità agricole secolari hanno modellato un paesaggio unico fatto di limoneti, uliveti e vigneti affacciati sul mare. L’iconico limone “Sfusato Amalfitano” viene coltivato sotto pergolati di castagno, con tecniche manuali, e raccolto dai cosiddetti contadini volanti — un termine che richiama la loro abilità nel camminare e bilanciarsi sui pergolati durante la raccolta. I terrazzamenti in pietra a secco prevengono l’erosione, stabilizzano il terreno e regolano acqua e temperatura. Su un ettaro si possono contare fino a 800 alberi di limone, con rese fino a 35 tonnellate, ottenute con pratiche a basso impatto e senza pesticidi. Il territorio ospita inoltre oltre 970 specie vegetali, inclusa flora mediterranea rara. Le donne svolgono un ruolo fondamentale, contribuendo al lavoro agricolo e alla trasmissione delle tradizioni. Il sistema terrazzato è anche riconosciuto come Patrimonio Mondiale UNESCO, rappresentando un potente esempio di agricoltura montana mediterranea sostenibile.

Sessantenne stuprata nel parco a Roma, fermato un giovane a Termini

AGI – I carabinieri hanno fermato alla Stazione Termini di Roma un 26enne gambiano per la violenza sessuale e la rapina ai danni di una donna di 60 anni in un parco della periferia est della Capitale. A seguito di ininterrotte indagini, coordinate dalla procura, i militari della stazione di Roma Tor Tre Teste hanno sottoposto a fermo il giovane, che è risultato regolare sul territorio nazionale.

 

L’uomo, che ha confessato e ha sostenuto di aver agito sotto l’effetto di droghe, dovrà rispondere dei reati di rapina e violenza sessuale. I carabinieri, attraverso la descrizione fornita dalla vittima e le immagini estrapolate dalle telecamere di videosorveglianza presenti lungo la strada percorsa dall’uomo, sono riusciti a raccogliere elementi utili alla sua identificazione.

Gli investigatori hanno estrapolato un frame in cui si vedeva il giovane – con una maglietta nera, pantaloncini chiari e un cappellino – mentre camminava in strada dopo lo stupro. 

 

 

Sono così state avviate le ricerche dell’uomo, condividendo le informazioni con tutte le pattuglie sul territorio.

 

Nel primo pomeriggio l’uomo è stato riconosciuto dai carabinieri all’esterno della stazione di Roma Termini, individuato grazie alle scarpe e al berretto indossati (gli stessi che sarebbero stati utilizzati nel corso dell’episodio delittuoso).

 

È stata eseguita l’individuazione fotografica e la vittima lo ha riconosciuto con certezza. Subito dopo il fermo, l’uomo ha reso spontanee dichiarazioni con cui ha ammesso gli addebiti e riferito di aver agito sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, acquistate, pochi minuti prima del fatto, nel limitrofo quartiere Quarticciolo. Il fermo dell’indagato dovrà essere convalidato dal tribunale di Roma. 

 

 

 

Perché il 26 agosto si festeggia la giornata del cane

AGI – Ogni anno, il 26 agosto, milioni di persone nel mondo condividono foto, storie e iniziative legate ai propri ami a quattro zampe. Non è una scelta casuale, un trend solo online, ma un invito vero e proprio a raccontare il proprio rapporto con i cani in occasione della Giornata mondiale a loro dedicata, una ricorrenza nata nel 2004 negli Stati Uniti e diventata rapidamente globale.

A idearla è stata Colleen Paige, attivista e specialista di “pet lifestyle”, che scelse proprio questa data perché coincideva con l’anniversario dell’adozione del suo primo cane da un rifugio, quando aveva dieci anni. Un episodio personale trasformato, grazie alla potenza del passaparola, in un fenomeno collettivo: la giornata, nata come National Dog Day, oggi è conosciuta e celebrata a livello internazionale. Instagram e TikTok, poi, hanno reso il tutto ancora più virale e partecipato riempiendo i nostri smartphone di foto e video. 

Combattere l’abbandono, promuovere l’adozione

Gli obiettivi della giornata non sono, tuttavia, solo ludici. Ci sono delle battaglie che gli attivisti e gli animalisti ritengono ancora di primaria importanza e su cui è opportuno soffermarsi:

  • promuovere l’adozione degli animali ospitati nei canili
  • combattere l’abbandono sempre più diffuso e crudele
  • riconoscere il ruolo sociale dei cani che lavorano al fianco dell’uomo: dagli animali da soccorso ai cani guida, da quelli della polizia a quelli impiegati nella pet therapy

In Italia, secondo le stime dell’Enpa, solo nel 2023 sono stati abbandonati 384 cani al giorno, con un picco nei mesi estivi in concomitanza con la partenza per le ferie. Per questo, tutte le associazioni usano il 26 agosto per rilanciare appelli e per ricordare che il cane non è solo compagno di gioco, ma anche un impegno quotidiano in termini di cura, tempo e risorse economiche.

I benefici

Numerosi studi scientifici hanno mostrato che vivere con un cane porta benefici concreti alla salute: contribuisce ad abbassare i livelli di cortisolo, l’ormone legato allo stress, stimola neurotrasmettitori come serotonina e dopamina, incoraggia a muoversi di più e facilita le relazioni sociali. Nei bambini, la presenza di un cane può favorire la crescita emotiva e limitare la tendenza all’isolamento.

Un legame particolarmente stretto con il proprio animale è spesso percepito come fonte di sostegno e compagnia, anche se alcuni studi lo associano anche a un aumento di ansia o sintomi depressivi, se non si è in grado di sopportarne o superarne la perdita. Insomma, avere un cane è una sfida che porta molti benefici ma che bisogna affrontare con consapevolezza. 

Business e dog-influencer

Accanto al valore affettivo e sociale, la Giornata mondiale del cane fotografa anche un comparto economico in piena espansione. Secondo stime internazionali, riportate da InBeat, il settore del pet care, che comprende quindi tutti gli animali domestici, ha superato nel 2024 i 200 miliardi di dollari a livello globale e potrebbe raggiungere quota 269 miliardi entro la fine del 2025. Nel 2025, Instagram ospitava circa 2 milioni di account di influencer dedicati agli animali domestici, per un totale di oltre 40 miliardi di follower. Secondo Viral Nation, inoltre, i contenuti prodotti dai pet influencer possono generare un tasso di engagement fino al 7%, più alto di molti influencer umani.

Tra i casi più noti c’è Tuna, il cane diventato star di Instagram con oltre 1,9 milioni di follower, capace di generare migliaia di sterline per post sponsorizzato. O Tika the Iggy, un levriero di Montréal, oggi considerato tra i cani più fashion del mondo, protagonista di sfilate e campagne per brand di moda. 

 
 
 

 
 
 
 
 

 
 

 
 
 

 
 

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Trovato morto davanti al pc con una maschera antigas sul volto

AGI – È stato trovato senza vita dai genitori davanti al computer con una maschera antigas sul volto, con cui avrebbe inalato del gas refrigerante. La vittima è un ragazzo di 27 anni di Roseto degli Abruzzi, trovato cadavere nella tarda serata di ieri. Sul posto personale medico del 118 e carabinieri, ma per il l’uomo non c’era più nulla da fare. Tra le prime ipotesi quella di una delle tante challenge che popolano social network e canali streaming, al momento, però, non risultano esserci elementi a supporto di questa ipotesi.

Non si esclude che il 27enne possa essere stato vittima di una sfida su social network che non gli ha lasciato scampo. L’autopsia che si svolgerà giovedì chiarirà ogni aspetto della morte. I carabinieri hanno posto sotto sequestro il cellulare, il computer e altro materiale informatico. La salma del giovane è stata trasferita nel frattempo all’obitorio dell’ospedale di Teramo a disposizione del pm di turno Monia Di Marco. 

Dopo l’avaria, la Nave Msc World Europa è attraccata al porto di Napoli

AGI – La nave Msc World Europa scortata dalla Guardia Costiera è attraccata al porto di Napoli intorno alle 20:45. 

Stamattina era stata riscontrata un’avaria alla nave che navigava con 8.585 persone a bordo al largo di Ponza. Secondo quanto riferito dalla Guardia costiera, alle 7.25 di questa mattina la nave, battente bandiera maltese, in navigazione da Genova a Napoli con a bordo 6.496 passeggeri e 2.089 membri di equipaggio ha comunicato al Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo di aver riscontrato un problema di natura elettrica ai motori, a circa 8 miglia nautiche a sud-ovest dell’isola.

La situazione a bordo si è sempre mantenuta “tranquilla e sotto controllo: le condizioni meteomarine favorevoli e i servizi essenziali per i passeggeri sono stati  assicurati dai generatori di bordo”. Due rimorchiatori sono partiti – rispettivamente dai porti di Gioia Tauro e di Napoli – per assistere la nave da crociera e condurla successivamente in sicurezza al porto di Napoli. Anche tecnici specializzati della Compagnia stanno raggiungendo l’unità per effettuare le necessarie verifiche a bordo al fine di risolvere l’avaria.

A scopo precauzionale, era stato disposto l’invio in zona della motovedetta CP 308 della Guardia costiera di Ponza e della motovedetta CP 280 della Guardia costiera di Napoli, e in rinforzo è stato previsto il  sorvolo di un elicottero AW 139 – Nemo, sempre della Guardia costiera. Il Centro secondario di soccorso marittimo della Guardia costiera di Civitavecchia sta seguendo costantemente l’evoluzione della situazione tramite i propri sistemi di monitoraggio del traffico marittimo, mantenendo un contatto diretto con la nave e con l’armatore. 

 

 

Msc in una nota ha sottolineato che “tutti i servizi a bordo restano pienamente operativi e non vi sono questioni legate alla sicurezza”. I tecnici “sono al lavoro per risolvere al più presto l’anomalia e gli ospiti a bordo sono stati informati”.

La World Europa, costruita nei cantieri navali francesi di Chantiers de l’Atlantique a Saint Nazaire, è in attività dal dicembre 2022 ed è la prima nave di classe World di Msc. Dispone di 20 ponti e oltre 2600 cabine. I suoi cinque motori a doppia alimentazione possono funzionare con il Gas naturale liquefatto (Gnl) e con gasolio marino a basso tenore di zolfo. 

Ripristinata la propulsione, la nave riparte verso Napoli

La nave da crociera Msc World Europa “è attualmente in navigazione verso il porto di Napoli con sistema di propulsione parzialmente ripristinato, a seguito di un inconveniente tecnico riscontrato in precedenza”. Lo ha reso noto Msc Crociere. “Una verifica tecnica approfondita sarà effettuata non appena la nave avrà raggiunto lo scalo previsto”, prosegue la nota in cui Msc ha ribadito che “tutti i servizi a bordo continuano a funzionare regolarmente e non vi sono condizioni che compromettano la sicurezza degli ospiti o dell’equipaggio”. “I passeggeri, inclusi coloro che devono imbarcarsi a Napoli, sono stati tempestivamente informati del ritardo e ricevono aggiornamenti costanti sull’evolversi della situazione”, ha fatto sapere la compagnia. 

Sbarco alle 21 a Napoli

La nave da crociera Msc World Europa dovrebbe arrivare a Napoli entro le 21, sta navigando autonomamente con una velocità di circa 14 nodi, ha reso noto Msc. Questa sera si procederà con lo sbarco e l’imbarco degli ospiti e, salvo ulteriori problemi, la nave salperà domattina per la prossima tappa a Messina. Tuttavia, la Compagnia confermera’ questa partenza solo dopo un’ulteriore ispezione a Napoli al momento dell’arrivo. 

 

Femminicidio Salerno: l’ex compagno di Tina confessa

AGI –  Il gip del tribunale di Salerno ha convalidato il fermo di Christian Persico, 36 anni, e ha applicato la misura cautelare della custodia in carcere. All’uomo è contestato l’omicidio di Assunta, Tina, Sgarbini, alla quale era legato sentimentalmente.

Il cadavere della donna era stato ritrovato dai carabinieri nella mattina di sabato scorso nella sua abitazione a Montecorvino Rovella, nel Salernitano. Nel corso dell’interrogatorio durante l’udienza di convalida di oggi, l’indagato ha confermato di essere l’autore dell’omicidio.

Le parole del padre della vittima e il cordoglio sui social

Antonio Sgarbini, padre di Tina, al microfono del Tg1, ha raccontato che “lei l’ha cacciato fuori secondo me perché non lavorava, si presentava a casa, faceva tutti i comodi suoi. Mia figlia, a un certo momento, ha detto ‘tu te ne devi andare da qua’”. Sui social nel frattempo, si susseguono messaggi di cordoglio e di addio da parte di amici e amiche.

Autopsia e lutto cittadino

La salma di Tina Sgarbini si trova adesso all’ospedale di Eboli, dove verrà effettuata l’autopsia. In occasione dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino, “affinché l’intera comunità possa esprimere unita il proprio dolore e il proprio silenzioso omaggio“, ha fatto sapere il Comune di Montecorvino Rovella.

Il cimitero chiude per gli odori nauseabondi: 220 bare senza sepoltura

AGI –  Il sindaco di Villabate (Palermo), Gaetano Di Chiara, ha ordinato la chiusura del cimitero comunale a causa dell’emergenza igienico-sanitaria provocata dalla presenza di 220 bare insepolte per mancanza di posti. Tra odori nauseabondi e situazioni estreme, dovute al caldo che ha fatto “scoppiare” i feretri, l’unica scelta possibile è stata quella della chiusura.

Di Chiara aveva annunciato che oggi avrebbe fatto approvare in giunta una delibera urgente per disporre la sistemazione e la riparazione delle bare che si sono aperte, facendo colare liquidi all’esterno, ma è stata rinviata a domani.

“In ogni caso – precisa il primo cittadino – il problema potrà essere risolto solo con l’approvazione del piano triennale delle opere pubbliche, che il Consiglio comunale, nella sua ultima riunione, ha rinviato alla seduta del 9 ottobre. Se sarà varato, dato che prevede anche l’ampliamento del cimitero, con la creazione di nuovi loculi, entro l’anno risolveremo il problema delle bare insepolte”. La situazione ricorda le vicende del cimitero di Santa Maria dei Rotoli, a Palermo, dove le bare insepolte, per mancanza di posti, arrivarono a 1500 e furono sistemate alla meno peggio in depositi, uffici e sotto tendoni di emergenza allestiti nei viali del camposanto. A Villabate le bare insepolte, oltre che nei depositi, sono state distribuite nelle cappelle gentilizie.

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