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Processo a Grillo jr, giudici in camera di consiglio. Attesa la sentenza
AGI – Sono riuniti dal pomeriggio in camera di consiglio i giudici del tribunale di Tempio Pausania (Sassari), che devono pronunciarsi con la sentenza di primo grado, per la presunta violenza sessuale di gruppo avvenuta nei confronti di una studentessa italo-norvegese e di una sua amica in Costa Smeralda nel luglio del 2019.
Sul banco degli imputati ci sono Ciro Grillo, Vittorio Lauria, Francesco Corsiglia ed Edoardo Capitta. Il collegio è presieduto dal giudice Marco Contu. Nel palazzo di giustizia della cittadina gallurese i legali della difesa hanno completato le ultime repliche.
Il pm Gregorio Capasso ha chiesto la condanna di tutti a nove anni di reclusione. Gli avvocati difensori hanno replicato sollecitando l’assoluzione piena con la formula “perché il fatto non sussiste”. In aula non ci sono gli imputati e neppure la vittima del presunto stupro di gruppo. L’avvocata Giulia Bongiorno, che rappresenta la ragazza, ha spiegato di aver “vivamente sconsigliato la presenza in udienza. Ma è come se lei fosse qui”.
La penalista, ai giornalisti che le hanno chiesto cosa si aspetta dalla sentenza, ha detto di voler “credere nella giustizia. Voglio credere che quanto detto dalla mia assistita trovi riscontro nella sentenza”.
Il maltempo sferza il Nord: donna dispersa nell’Alessandrino. Como sott’acqua. Il video de…
AGI – Il maltempo sta sferzando l’Italia. Al Nord si contano diverse esondazioni e frane che stanno bloccando strade e città. Le situazioni più complesse in Lombardia, Piemonte e Liguria. Una persona dispersa ad Alessandria, dove è anche in corso da parte dei vigili del fuoco il salvataggio di 15 persone, rimaste bloccate in un campeggio.
Pioggia torrenziale e incessante a Milano a partire dalla notte appena trascorsa. Esondato il Seveso. Enormi disagi in Brianza, specialmente nei comuni di Bovisio e Meda dove si registrano diverse strade allagate. Molti problemi si sono registrati nel Varesotto dove un la strada statale 344 e la provinciale 61 risultano bloccate dopo straripamento di un torrente nel comune di Lavena Ponte Tresa. Sempre a Varese bloccate le corse dei bus a causa dei molti interventi dei vigili del fuoco per piante cadute e allagamenti causa delle forti piogge.
I vigili del fuoco sono intervenuti a Brusimpiano, paese che si affaccia sul lago di Lugano, per una frana caduta sulla sede stradale in località Montelago. A Como e provincia il maltempo sta facendo molti danni con oltre un centinaio di chiamate ai vigili del Fuoco. Una frana ha travolto un’auto tra i comuni di Blevio e Torno, fortunatamente non ci sono feriti.
Da segnalare la situazione del Parco Canile della Valbasca i cui gestori hanno lanciato l’allarme sui social attraverso un video in cui si vede il torrente Valbasca molto ingrossato che rischia di rompere gli argini e di allagare cosi’ la struttura che ospita gli animali. A Spigno Monferrato vigili del fuoco al lavoro per il salvataggio di 15 persone isolate in un campeggio per l’innalzamento del livello dell’acqua.
Allerta arancione in Liguria dove è esondato il fiume Bormida e una violenta alluvione si è abbattuta nel Savonese. I sindaci di Cairo, Carcare e Dego hanno deciso di tenere le scuole chiuse dopo che l’ondata di maltempo preannunciata si è rivelata in realtà molto più intensa di quanto previsto. Nel Savonese si registrano allagamenti diffusi, problemi alla ferrovia, varie strade interrotte o fortemente rallentate.
La Regione Liguria ha dichiarato che nei territori più colpiti dalla perturbazione fra le 22 di ieri e le 7 di oggi si sono registrate precipitazioni record per oltre 410 mm. In molte altre regioni sono scattate allerte. In Toscana emesso lo stato di attenzione giallo perché è previsto per oggi il passaggio di una perturbazione che porterà precipitazioni sparse a carattere di rovescio o temporale, localmente forti, su tutto il territorio regionale. Le piogge e i temporali, che potranno assumere carattere di forte intensità, con possibili forti raffiche di vento e locali grandinate, sulla Toscana nord occidentale, in particolare sulla Lunigiana, sulla Garfagnana e la valle del Serchio e sulla costa centrale.
Scuola evacuata a Milano
I vigili del Fuoco evacuano una scuola paritaria in via Val Cismon nel quartiere Niguarda, zona colpita dall’esondazione del Seveso. Sono un centinaio gli interventi fino ad ora effettuati dai pompieri per le forti piogge su Milano e provincia. Preoccupa il Seveso il cui livello continua a salire. Si registra anche il cedimento dell’argine del Seveso a Paderno Dugnano. Quasi tutte le squadre del Comando di Milano sono impegnate nei soccorsi, alcune di esse in supporto anche al Comando di Monza. La situazione nel complesso è comunque sotto controllo senza gravi criticità, riferiscono i vigili del Fuoco.
In Brianza la stazione di Meda sommersa dall’acqua
Un torrente di acqua e fango scorre tra le banchine della stazione di Meda, in Brianza. In un video diventato virale sui social si vedono i binari sono completamente sommersi. La cittadina è stata una delle più colpite dall’ondata di maltempo che da questa notte sta flagellando la Lombardia.
L’Italia si ferma per Gaza. A Milano scontri in stazione, 60 feriti tra le forze dell’ordi…
AGI – Manifestazioni in almeno 75 città, decine di migliaia di persone in corteo, strade e porti bloccati. L’Italia scende in piazza per Gaza all’insegna del “blocchiamo tutto” e la protesta generalmente pacifica degenera in alcuni casi in momenti di tensione e in scontri con le forze dell’ordine.
Situazioni critiche a Milano e Bologna
Le situazioni più complicate per ora a Milano e Bologna. Alla Stazione centrale del capoluogo lombardo i pro Pal hanno tentato di accedere all’area interna dello scalo trovandosi di fronte lo sbarramento di polizia e carabinieri in assetto antisommossa: per disperderli sono stati usati i lacrimogeni. Stando a una prima stima, sono circa 60 i rappresentanti delle forze dell’ordine rimasti feriti negli scontri. In precedenza, in piazza della Repubblica, all’altezza del consolato generale americano, erano state bruciate bandiere di Israele, Usa, Unione Europea e Nato.
Nel capoluogo felsineo, invece, i manifestanti hanno raggiunto la tangenziale e l’autostrada bloccandole nelle due direzioni: per sgomberare le carreggiate la polizia ha fatto ricorso agli idranti. Dopo qualche ora il traffico veicolare è lentamente tornando alla normalità sul nodo autostradale di Bologna. Concluse le operazione di pulizia, le carreggiate sono state riaperte e le code sono in via di smaltimento. Dopo lo sgombero di autostrada e tangenziale a Bologna da parte della polizia, il corteo pro Gaza si è riversato in via Stalingrado con attimi di forte tensione con le forze dell’ordine. Per contenere i manifestanti sono stati lanciati dei lacrimogeni quando si trovavano nei pressi della fiera. Tutta la zona ha vissuto momenti di guerriglia con la formazione anche di barriere di fortuna con legni, biciclette e inferriate. Otto i manifestanti fermati per lancio di bottiglie di vetro, mazze e pietre contro le forze dell’ordine.
Disagi non sono mancati neppure a Rimini dove diverse centinaia di persone hanno manifestato in strada prendendo parte al corteo partito attorno alle 9.30 dall’Arco di Augusto e poi diretto verso la stazione ferroviaria. Qui è stato bloccato il traffico veicolare nelle strade circostanti ma non sono emersi problemi di ordine pubblico.
Corteo a Roma e contestazioni a Valditara
Tra i cortei più nutriti quello di Roma, partito da piazza dei Cinquecento e arrivato oltre quota 50mila: autorizzata dalla polizia (“in via eccezionale stante la straordinaria adesione alla manifestazione”) una deviazione sulla Tangenziale Est, percorsa per un tratto.
Tanti gli slogan contro il governo israeliano e tantissime le bandiere palestinesi (compresa quella sventolata dai vigili del fuoco in apertura): da segnalare anche un lancio di uova contro l’Ufficio scolastico regionale in via Frangipane, con gli studenti che accusano il ministro Valditara di impedire di parlare del “genocidio di Gaza” nelle scuole.
Dopo aver transitato davanti al Verano, il corteo è giunto a piazzale Aldo Moro entrando all’interno dell’Università La Sapienza. Cori contro Israele e la rettrice Antonella Polimeni. I manifestanti sono arrivati fino allo scalone della Minerva al grido “Palestina libera” e “Siamo tutti palestinesi” e poi hanno fatto irruzione occupando la facoltà di Lettere e Filosofia.
Imbrattata la sede del Municipio di Bolzano
A Bolzano nella notte l’ingresso del Municipio di Bolzano era stato imbrattato con della vernice rossa e con la scritta “22 vermi”, riferita ai consiglieri comunali che la scorsa settimana si erano astenuti dal voto sulla mozione anti Netanyahu.
Manifestazioni a Torino e Venezia
A Torino un gruppo di manifestanti pro Pal ha bruciato un manifesto di Giorgia Meloni e Benjamin Netanyahu davanti all’ingresso della Collin Aerospace, definita dai manifestanti “una fabbrica di morte”; un altro gruppo si è diretto verso la stazione centrale di Porta Nuova per bloccare i binari all’altezza di corso Sommeiller.
Più di 20mila a Venezia, dove il corteo s’è concluso di fronte al casello del Porto commerciale di Marghera: “Le merci non partono, è giunto il momento di dire stop al genocidio. Qui inizia ufficialmente il blocco”.
Proteste e blocchi a Pisa, Livorno e Genova
Circa cinquemila persone hanno partecipato a Pisa allo sciopero generale per chiedere il cessate il fuoco in Palestina e dato vita a un corteo che ha invaso il centro della città di Pisa ed è arrivato fino all’aeroporto Galilei: bloccata per diversi minuti la circolazione sulla Firenze-Pisa-Livorno. Al porto di Livorno bloccato il varco Valessini, con un presidio che ha rallentato i flussi in entrata e uscita dei mezzi. Più di 4 mila persone hanno riempito la zona del varco di San Benigno e Albertazzi, all’imbocco del porto di Genova, al grido di “Viva Palestina“: tra di loro studenti di ogni età, docenti, genitori, lavoratori dei trasporti, della scuola, vigili del fuoco. A Ravenna simbolica occupazione (durata pochi minuti) del ponte mobile sul Candiano. Un gruppo di manifestanti, circa 6-7, si è staccato dal corteo e si è sdraiato in mezzo alla carreggiata, mostrando striscioni e bandiere al grido di “Palestina libera“.
Tensioni a Napoli e Palermo
A Napoli, davanti alla sede centrale dell’Università Federico II, i manifestanti hanno acceso fumogeni e srotolato un lungo striscione chiedendo di “bruciare gli accordi con Israele“. Nel pomeriggio è atteso un secondo corteo, organizzato da sindacati, collettivi e altri gruppi studenteschi, che si muoverà nei pressi dell’ex base Nato di Bagnoli, dove il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inaugurerà ufficialmente l’anno scolastico in una scuola della zona. Alta la tensione nell’area, dove le forze dell’ordine hanno predisposto un dispositivo di sicurezza straordinario.
A Palermo, in centro, si sono ritrovati fianco a fianco in migliaia, giovanissimi soprattutto, anche bimbi con loro famiglie, associazioni, attivisti, centri sociali, la comunità palestinese: “Più scuole, mai più bombe”, uno degli slogan più gettonati.
La terra trema in Umbria, scossa di magnitudo 3.8 vicino Massa Martana
AGI – Una scossa di terremoto, intorno alle 23.11, di magnitudo 3.8 è stata registrata in Umbria, a un chilometro a nord est da Massa Martana (Perugia). È quanto riporta il sito di Ingv.
I vigili del fuoco riferiscono che al momento non risultano danni a seguito della scossa di terremoto che ha interessato la provincia di Perugia.
Domani sciopero generale per Gaza, oltre 60 manifestazioni e stop ai trasporti
AGI – Dopo quella di venerdì 19 settembre arriva domani la seconda giornata di sciopero e mobilitazione sindacale a sostegno del popolo Palestinese, contro l’invasione dell’esercito israeliano a Gaza City. Modalità e piattaforme sono differenti. Da un lato la Cgil e l’associazionismo civico, dall’altro una galassia di sigle sindacali autonome.
L’inasprimento dell’iniziativa di terra dell’Idf nella Striscia segna anche un crescendo delle mobilitazioni in Italia. Per lunedì alcune sigle sindacali autonome – tra cui Usb, Adl Cobas, Cub – hanno proclamato uno sciopero generale del settore pubblico e privato in solidarietà con la popolazione palestinese. Lo sciopero è stato indetto a livello nazionale e riguarderà trasporti pubblici, scuole, università e lavoratori portuali.
L’eventuale astensione dal lavoro potrebbe interessare anche il personale del Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord – a partire dalla mezzanotte alle ore 23 di lunedì 22 settembre 2025 – e con conseguenti variazioni sugli orari o cancellazioni di treni e altri mezzi di trasporto pubblici. Lo sciopero generale, si legge nella piattaforma che lo annuncia, è stato indetto: “contro il Genocidio in Palestina, la fornitura di armi a Israele e l’assenza di un intervento concreto per dissociarsi dagli orribili crimini perpetrati dal Governo di Israele”.
A Roma mezzi pubblici nella fascia di garanzia
Nel trasporto pubblico locale, marittimo, merci e logistica, lo sciopero sarà sempre di 24 ore ma con modalità diverse. Per quanto riguarda invece la modalità urbana delle principali città italiane, l’Atac a Roma ha confermato che metro, autobus e tram saranno garantiti solo fino alle 8.29 e poi dalle 17.00 alle 20.00. L’Atm, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico di Milano, ha annunciato che sarà assicurato il servizio di metropolitane e mezzi di superficie fino alle 8.45 e dalle 15 alle 18. L’azienda romana del trasporto pubblico rende noto che nella notte tra 21 e 22 settembre non sarà garantito il servizio delle linee bus notturne, mentre lunedì non è garantito il servizio sull’intera rete dalle ore 8.30 alle ore 16.59 e dalle ore 20.00 al termine del servizio diurno oltre a quello delle linee diurne che hanno corse programmate oltre la mezzanotte.
Anche i taxi potrebbero aderire allo sciopero mentre nessun impatto dovrebbe esserci per il trasporto aereo, il cui comparto non aderisce alla mobilitazione.
Altra motivazione il “sostegno incondizionato alla missione della Global Sumud Flotilla e la tutela dei volontari impegnati a portare aiuti al Popolo Palestinese”. Le sigle sindacali autonome che hanno promosso l’iniziativa chiedono ance “sanzioni a Israele e la rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali”.
Manifestazioni in tutta Italia
Intanto sono oltre 60 le manifestazioni previste in tutta Italia, dalle grandi città ai piccoli centri. Nella capitale il raduno è previsto alle 11 in piazza dei Cinquecento, a Milano alle 10 in piazzale Cadorna. A Torino alle 10:30 in piazza Carlo Felice, a Bologna l’appuntamento è alle 10:30 in piazza Maggiore, mentre a Genova la manifestazione è prevista a partire della 8 al varco Albertazzi del porto.
A Milano, Atm comunica che il servizio delle linee potrebbe non essere garantito dalle 8:45 alle 15 e dopo le 18, fino al termine del servizio.
Nella scuola due scioperi
Per quanto riguarda la scuola, gli scioperi il 22 settembre saranno addirittura due: oltre a quello proclamato dalla Usb nell’ambito della mobilitazione generale a sostegno della Palestina che riguarda tutte le categorie del lavoro, senza distinzioni tra ambiti pubblici e privati, c’è quello proclamato dalle sigle Conf. S.a.i., Cisle e Conalpe che coinvolgerà tutto il personale docente e Ata (Amministrativo tecnico e ausiliario) delle scuole pubbliche, comunali e private, del personale educativo dei servizi educativi per l’infanzia (anche i nidi) e del personale insegnante delle scuole gestite dagli enti locali.
Il banco vuoto, i fiori bianchi: Andria piange Nicola, il rider 18enne morto mentre consegnava pizze
AGI – Il banco vuoto, i fiori bianchi, le lacrime dei compagni di classe. È l’immagine che racconta il dolore per la morte di Nicola Casucci, 18 anni, studente all’ultimo anno del Polo tecnico-liceale “Ettore Carafa” di Andria.
La mattina i libri, la sera il lavoro: faceva il rider per una pizzeria di via Garibaldi, per 25 euro a consegna. Ieri sera la sua ultima corsa, in via Ospedaletto, si è trasformata in tragedia. Il giovane, in sella alla sua bici elettrica, si è scontrato con una Fiat Panda guidata da una donna di 28 anni, rimasta illesa. L’impatto è stato violentissimo: Nicola è morto sul colpo.
Indagini e reazioni alla tragedia
La procura di Trani ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale, iscrivendo come atto dovuto la conducente dell’auto: ad effettuare gli accertamenti i carabinieri del comando provinciale di Trani, coordinati dal pm Marco Gambardella. La donna è risultata negativa ad alcol e drug test. La salma del giovane è stata restituita alla famiglia e nei prossimi giorni sarà celebrato il rito funebre. Il Polo tecnico Liceale ‘Ettore Carafa’, frequentato dal 18enne ha espresso “le più sincere condoglianze alla famiglia di Nicola Casucci, la cui scomparsa ci ha profondamente colpiti e lasciati attoniti”, ha dichiarato la dirigente scolastica Palma Pellegrini a nome della scuola. “Il ricordo di Nicola rimarrà sempre vivo nella nostra comunità e nei suoi compagni“.
Appelli per la sicurezza dei rider
Sul tavolo dei sindacati, la Cgil Bat ha chiesto un tavolo con il prefetto per affrontare il tema della sicurezza dei rider, mentre la Cisl ha espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia del ragazzo, sottolineando “l’urgenza di maggiori tutele per i lavoratori più esposti”.
Critiche al quartiere Europa
Duro il commento del comitato di quartiere Europa, dove Nicola è morto. “Sembra quasi un paradosso: la strada appena rifatta è oggi più pericolosa di quando era piena di buche e crateri“, osserva Sabino Montaruli, rappresentante del comitato. “È uno dei tanti paradossi di questo quartiere, il più popoloso della città, dove quotidianamente si registrano incidenti stradali e dove le nostre denunce, portate avanti da decenni, sono rimaste inascoltate. Manca la segnaletica, soprattutto quella orizzontale, mancano presidi di sicurezza. Nel quartiere vivono famiglie con bambini e studenti, ma non ci sono nemmeno strisce pedonali“.
Un’altra tragedia: morto Antonio Grumo
Quella di ieri non è stata l’unica tragedia della strada per la città. Questa mattina, in contrada Montefaraone, un’auto con quattro persone a bordo si è scontrata frontalmente con un tir. Ha perso la vita Antonio Grumo, 36 anni. Due passeggeri, una donna di 38 anni e un uomo di 33, sono stati ricoverati al “Bonomo” di Andria per traumi al torace. Un terzo ferito è stato trasferito al “Dimiccoli” di Barletta, nessuno di loro è in gravi condizioni. Illeso il conducente del tir. Sul posto sono intervenuti 118, vigili del fuoco e polizia locale, che dovrà ricostruire l’esatta dinamica del sinistro.
Il cordoglio della sindaca
“La ferale notizia della tragica scomparsa del giovane Nicola e di Antonio scuote noi tutti in questo giorno di festa. Siamo comunità nella gioia e nella condivisione di questo dolore“, ha scritto la sindaca Giovanna Bruno. “Di fronte a questi gravi incidenti ci raccogliamo in silenzio per far giungere un abbraccio di consolazione alle famiglie. La comunità che in questi giorni vive la festa patronale, dedicata a San Riccardo, dedicherà momenti di silenzio e raccoglimento per Nicola e Antonio“. I funerali si terranno alle 10 di lunedì 22 a parrocchia Madonna delle Grazie
Scontro auto-scooter, muore un rider ad Andria
AGI – È morto mentre faceva una consegna ad Andria. Un ragazzo di 18 anni, residente in città e impegnato come rider, ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto ieri notte intorno alle 23.30. Il diciottenne, in sella al suo scooter, si è scontrato con un’auto all’incrocio tra viale Virgilio, via Ospedaletto e viale Orazio. L’impatto è stato violento e non gli ha lasciato scampo.
Sul posto è intervenuto il 118. Il ragazzo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Andria, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. Sono in corso accertamenti per ricostruire la dinamica del sinistro e verificare le eventuali responsabilità.
Aperta un’inchiesta per omicidio stradale
La procura di Trani ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale sull’incidente in cui ha perso la vita il rider 18enne Nicola Casucci. Come atto dovuto è stata iscritta nel registro degli indagati la donna di 28 anni alla guida di una Fiat Panda che avrebbe travolto il giovane. La conducente è stata sottoposta ad alcol e drug test, entrambi con esito negativo. Casucci, che aveva compiuto 18 anni lo scorso febbraio, era molto conosciuto in città e nel quartiere Europa, dove viveva con la famiglia. La salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria, che potrebbe restituirla ai familiari già in giornata. A seguire le indagini, per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente, i carabinieri del comando provinciale di Trani, coordinati dal pm Marco Gambardella.
Chi era Nicola Casucci
Nicola Casucci aveva iniziato a lavorare come rider appena due settimane fa, in una pizzeria di via Garibaldi ad Andria. A introdurlo nel nuovo impiego era stato il fratello maggiore, già dipendente della stessa attività. Quella di ieri sera, poco prima dell’incidente, era l’ultima consegna della giornata, destinata a un cliente di via Ospedaletto.
Il ragazzo frequentava l’ultimo anno del Polo tecnico-liceale Ettore Carafa, dove la sua scomparsa ha suscitato sgomento. “Il Polo tecnico Liceale ‘Ettore Carafa’ desidera esprimere le più sincere condoglianze alla famiglia di Nicola Casucci, giovane studente del nostro Istituto, la cui scomparsa ci ha profondamente colpiti e lasciati attoniti”, si legge in una nota firmata dalla dirigente scolastica, Palma Pellegrini. “Insieme a tutta la comunità scolastica, esprime la propria vicinanza in questo momento di grande dolore. Siamo vicini alla famiglia con il pensiero e con il cuore. Il ricordo di Nicola rimarrà sempre vivo nella nostra comunità e nei suoi compagni”, conclude la nota.
I sindacati chiedono l’apertura di un tavolo in prefettura
“Una notizia sconcertante, inaccettabile, che apprendiamo con estremo dolore. Una morte sul lavoro che se fosse possibile fa ancora più male perché è l’ennesima e perché a perdere la vita questa volta è stato un giovane rider appena maggiorenne, Nicola. Uno studente come tanti, con i suoi sogni e suoi progetti per il futuro, che forse per pagarsi gli studi lavorava, come da noi al Sud accade spesso”, dice Michele Valente, segretario generale della Cgil Bat.
“A prescindere dalla dinamica e dalla ricostruzione dei fatti, auspichiamo che le istituzioni, Comune ma anche Prefettura, aprano un tavolo per confrontarci sulla tematica della sicurezza dei rider all’interno del traffico cittadino. Tutti i lavori vanno tutelati, sempre”, ha aggiunto. Sulla stessa linea la Cisl Bari-Bat: “Questo dramma ci richiama con forza a una verità inaccettabile: la sicurezza nel lavoro non può essere un optional. Le condizioni di impiego dei rider, la mancanza di tutele e le falle nei controlli rappresentano una piaga che va affrontata con decisione, senza più rinvii nè compromessi. La sicurezza deve essere garantita a tutti i lavoratori, senza distinzione di eta’, mansione o tipologia contrattuale. Ogni vita persa è una sconfitta per l’intero mondo del lavoro e per la società. Alla famiglia di Nicola va la nostra vicinanza e il nostro abbraccio in questo momento di dolore immenso”.
Omicidio nell’Anconetano, nella notte fermato un 37enne
AGI – Un 37enne, originario di Erba (Como) e domiciliato di fatto a Loreto (Ancona), già gravato da precedenti penali, è stato sottoposto a fermo perché ritenuto il presunto autore dell’omicidio di un 45enne, il cui cadavere è stato rinvenuto ieri mattina all’interno di un garage. Il provvedimento è stato eseguito nella notte dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ancona, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Osimo e della Stazione di Loreto, hanno eseguito.
Si tratta di una delle persone che ieri erano state ascoltate dai militari subito dopo la scoperta del cadavere. Il provvedimento è stato emesso dalla procura di Ancona sulla base delle indagini svolte carabinieri, che si sono avvalsi anche degli accertamenti tecnici condotti dalla Sezione Investigazioni Scientifiche e dalla Sezione “Cyber Investigation” del Nucleo Investigativo di Ancona.
Da quanto si è appreso, sono emersi gravi indizi di colpevolezza a carico del fermato e di attribuire al cadavere, in avanzato stato di decomposizione, che presentava una profonda ferita al capo e privo di documenti di riconoscimento, l’identità: è confermato che la vittima è un 45enne di Castelfidardo (Ancona), del quale era stata denunciata la scomparsa alcuni giorni fa presso la questura di Ancona. Le indagini dei carabinieri proseguiranno per risalire al movente del delitto, per il quale al momento non si possono formulare ipotesi definitive, e di ricostruire la dinamica dell’omicidio, anche grazie agli esiti dell’esame autoptico sul cadavere che si terrà nei prossimi giorni. L’uomo è stato accompagnato al carcere di Montacuto, in attesa dell’udienza di convalida del fermo da parte del gip di Ancona.
Come sono andati i fatti
Il lavoro meticoloso degli inquirenti, fino a tarda notte, è stato decisivo per dare una svolta alle indagini. In carcere è finito l’uomo della coppia nel cui garage è stata rinvenuta la vittima. Entrambi disoccupati, lui con precedenti penali, lei madre di tre figli avuti da una precedente relazione. Già ieri mattina, i due erano stati trattenuti a lungo nella caserma dei carabinieri. In serata sono arrivate le risultanze degli esperti dell’Arma: le tracce scoperte nel loro box e nell’appartamento in cui risiedono e analizzate dal personale del Sis, quelle emerse dal lavoro della Sezione “Cyber Investigation”. Informazioni che, incrociate tra loro, hanno dato sostanza agli elementi già in mano alla procura e che hanno portato in carcere l’uomo.
È stata la compagna ad aprire la porta basculante del garage; non lo faceva da qualche giorno e ieri ha trovato piegato verso il pavimento un corpo senza vita immerso nel sangue. A quel punto ha chiamato il compagno, che era in casa, ed è stato allertato il 112. La donna risulta al momento estranea all’omicidio.
Il nome della vittima è stato reso noto solo questa mattina, perché non aveva documenti con sè, la ferita che presentava al capo era molto ampia, conseguenza di colpi particolarmente violenti, e il cadavere era in evidente stato di decomposizione, chiuso al caldo del garage per alcuni giorni, hanno reso complicato il riconoscimento. La vittima si chiamava Alex Ettore Sorrentino, 45 anni, residente a Castelfidardo (Ancona), noto alle forze dell’ordine e con precedenti penali per questioni legate allo spaccio di droga. Ed è proprio in quest’ambito che sembra plausibile possa essere spiegato il suo assassino. L’indagine, coordinata dal pm Andrea Magi, va avanti per chiarire il movente dell’omicidio e ricostruire la sua dinamica.
Esplosione in un’azienda di rifiuti nel Casertano, 3 operai morti
AGI – Tragedia sul lavoro a Marcianise, in provincia di Caserta. Tre operai hanno perso la vita a seguito di una esplosione all’interno di una ditta specializzata nel trattamento di rifiuti, la Ecopartenope.
Secondo le prime informazioni dei vigili del fuoco intervenuti sul posto nella ditta erano in corso lavori di manutenzione.
Pasquale De Vita, titolare dell’azienda, Ciro Minopoli e Antonio Diodato. Questi i nomi dei tre dipendenti della Ecopartenope travolti dall’esplosione. Altri due operai sono rimasti feriti lievemente. La deflagrazione li ha scaraventati in aria per metri, non lasciando loro alcuno scampo mentre stavano effettuando lavori di saldatura ad una sonda che misura il livello di riempimento del serbatoio. Dagli accertamenti effettuati è emerso che era in corso un’operazione di saldatura, per cui è probabile che l’esplosione sia stata generata da una scintilla.
Il ritrovamento dei corpi
Un serbatoio di oli esausti che esplode e poi il buio e l’onda d’urto che li scaraventa a diversi metri. Così sarebbero morti i tre operai dell’azienda ‘Ecopartenope’ di Marcianise, nel Casertano. Sul posto anche il sindaco di Marcianise, Antonio Trombetta che si dice “attonito per quanto accaduto”. Il primo cittadino è arrivato non solo per esprimere il dolore di una intera comunità, ma anche rabbia per quanto accaduto. “È inaccettabile – dice – che nel 2025 un operaio debba perdere la vita sul posto di lavoro: serve prevenzione”.
Giallo a Latina: donna trovata morta in casa in una pozza di sangue
AGI – Giallo a Latina: una donna italiana di 63 anni è stata trovata morta in una pozza di sangue nel suo letto all’interno della propria abitazione che era completamente a soqquadro
A dare l’allarme è stata questa mattina la badante della donna che ha riferito di aver scoperto il cadavere al suo arrivo nell’appartamento, al piano terra di una palazzina.
Sul caso indaga la Polizia e non viene esclusa alcuna ipotesi, riferisce Latina Oggi. Per i primi riscontri sono intervenuti i poliziotti della Squadra Volante, poi gli investigatori della Squadra Mobile.
Premio alla carriera a Rita Lofano: “Etica, rigore e umanità al cuore del giornalismo”
AGI – In un tempo in cui l’informazione è spesso ridotta a slogan, a titoli acchiappaclick e a notizie frammentarie, la XVI edizione del Premio Com&Te ha lanciato un messaggio tanto controcorrente quanto necessario: premiare la profondità, la serietà, la verità. Ed è per questo che il Premio alla Carriera è stato assegnato a Rita Lofano, direttrice dell’Agenzia Giornalistica Italia (AGI), “una delle voci più autorevoli e limpide del giornalismo italiano”.
In una Aula Magna del Liceo Scientifico “Andrea Genoino” di Cava de’ Tirreni gremita di studenti, docenti, cittadini e rappresentanti delle istituzioni, la cerimonia ha avuto il sapore di una lezione viva: non solo su cosa sia il giornalismo, ma su cosa possa ancora diventare. E proprio da quei giovani che troppo spesso vengono dipinti come disinteressati, è arrivata la scelta più significativa: riconoscere il valore di una professionista che ha fatto della sobrietà, dell’etica e dell’impegno civile le bussole della sua lunga carriera.
Una visione di giornalismo che resiste e ispira
Il premio a Rita Lofano è stato descritto dai promotori non solo come un omaggio alla carriera, ma come un tributo a una “visione del giornalismo”. “Una visione in cui la verità non è mai spettacolarizzata ma cercata – hanno spiegato i promotori del premio – analizzata, raccontata con intelligenza, misura e rispetto. È questa la cifra stilistica che ha caratterizzato il lavoro di Lofano negli anni, tanto nella promozione dell’eccellenza italiana quanto nell’analisi lucida delle dinamiche geopolitiche internazionali”.
“Il suo nome – hanno spiegato – è ormai sinonimo di giornalismo colto ed equilibrato, capace di tenere insieme rigore professionale e sensibilità umana, anche nei contesti più complessi. Un equilibrio raro, che si è affinato anche grazie all’esperienza come corrispondente negli Stati Uniti, vissuta in uno dei periodi più delicati della storia contemporanea”. Una prospettiva internazionale che, come lei stessa ha sottolineato durante la premiazione, “ti consente di tornare a raccontare con un punto di vista diverso, più allargato”.
Le motivazioni del premio: un esempio per chi verrà
Le motivazioni del riconoscimento sono forti e attuali: l’impegno per la parità di genere, la passione autentica, la libertà di giudizio, la capacità di non inseguire le mode dell’informazione ma di offrire contenuti che aiutano a pensare. “Non abbiamo premiato solo un nome – hanno detto gli organizzatori – ma un’idea di giornalismo che può ancora essere un presidio di democrazia e di consapevolezza”.
E i ragazzi presenti hanno colto il senso profondo del premio, con parole che non lasciano spazio ai fraintendimenti: “Vogliamo giornalisti che non ci raccontino favole, ma che ci aiutino a capire il mondo. Rita Lofano ci dà fiducia: il suo modo pacato di spiegare le cose ci permette di costruire un pensiero critico. È questo il giornalismo che vogliamo”.
Un premio che guarda avanti
In questo contesto, il riconoscimento a Lofano si carica di un valore ancora più profondo: una professionista che ha attraversato le trasformazioni dell’informazione senza mai smarrire l’essenziale.
“Mai appiattirsi, ma guardare oltre”
“Questo riconoscimento mi fa particolarmente piacere perché arriva dai giovani”, ha dichiarato Lofano nel suo intervento. “Io credo che non si debba mai restare fermi su ciò che si è fatto, ma guardare a ciò che si vuole ancora fare. Mai appiattirsi, ma guardare oltre”. E proprio questo “guardare oltre” sembra essere il cuore pulsante del suo percorso: uno sguardo largo, non urlato, non piegato alle urgenze del momento, ma sempre rivolto alla costruzione di un’informazione responsabile, plurale e umana.
Accanto a Rita Lofano, il Premio Com&Te ha voluto valorizzare anche altre eccellenze del panorama culturale e scientifico: Stefano Liberti con Tropico Mediterraneo, vincitore del Premio Com&Te; Stefania De Pascale, a cui è stato assegnato il Premio “Giancarlo Siani” per Piantare patate su Marte; Giulio Betti, meteorologo e divulgatore, premiato per il suo impegno contro le false narrazioni climatiche; e Antonio De Simone, archeologo e docente, insignito del Premio Com&Te alla Cultura.
Unioni civili: la Cassazione apre all’assegno di divorzio
AGI – L‘assegno di divorzio può essere riconosciuto anche dopo lo scioglimento di un’unione civile: in tal caso, si applicano, infatti, gli stessi principi previsti per le coppie che, invece, sono state unite in matrimonio. Lo ha stabilito la prima sezione civile della Cassazione, con un’ordinanza depositata negli scorsi giorni, affrontando il caso di due donne, dopo la fine del loro rapporto.
“Nell’ambito della unione civile, non diversamente da quanto avviene nel matrimonio, l’assegno divorzile può riconoscersi ove, previo accertamento della inadeguatezza dei mezzi del richiedente, se ne individui la funzione assistenziale e la funzione perequativo-compensativa”, è il principio di diritto enunciato dalla Suprema Corte.
“L’unione civile disegnata dal nostro legislatore – si legge nell’ordinanza – consente di formalizzare e dare rilevanza giuridica piena al rapporto tra due persone legate da una relazione omoaffettiva, è istituto diverso dal matrimonio, si può sciogliere con minori formalità e non conosce la fase della separazione e gli istituti a essa connessi, come l’assegno di mantenimento”. A essa si applica pero’ “per espressa disposizione di legge”, quanto sancito dalla legge sul divorzio, “secondo i principi già elaborati dalla giurisprudenza in tema di scioglimento o cessazione effetti civili del matrimonio”.
La funzione assistenziale dell’assegno, osservano i giudici del ‘Palazzaccio’, “va individuata nella inadeguatezza di mezzi sufficienti a una vita autonoma e dignitosa e nella impossibilità di procurarseli malgrado ogni diligente sforzo“, mentre quella “perequativo-compensativa” ricorre “se lo squilibrio economico tra le parti dipenda dalle scelte di conduzione della vita comune e dal sacrificio delle aspettative professionali e reddituali di una delle parti, in funzione dell’assunzione di un ruolo trainante endofamiliare”, nel caso in cui tale “sacrificio sia stato funzionale a fornire un apprezzabile contributo al menage domestico e alla formazione del patrimonio comune e dell’altra parte”.
La funzione assistenziale dell’assegno
La Corte precisa quindi che “la sola funzione assistenziale può giustificare il riconoscimento di un assegno, che in questo caso non viene parametrato al tenore di vita, bensì a quanto necessario per soddisfare le esigenze esistenziali dell’avente diritto”, se, invece, ricorre anche la funzione compensativa, “l’assegno va parametrato al contributo fornito dal richiedente alla conduzione della vita familiare e alla formazione del patrimonio comune, nonché di quello personale dell’altra parte”.
Il caso all’esame dei giudici di piazza Cavour riguarda lo scioglimento dell’unione civile che due donne avevano costituito nel 2016: una delle due aveva presentato istanza al giudice per ottenere il riconoscimento dell’assegno e il tribunale di Pordenone aveva accolto la sua domanda, stabilendo in suo favore un assegno di 550 euro mensili, decisione, però, ribaltata in appello a Trieste. Erano state quindi le sezioni unite civili della Cassazione a riaprire il caso, rinviando gli atti alla Corte triestina per un nuovo accertamento. Nel procedimento d’appello-bis, i giudici di Trieste avevano riconosciuto il diritto all’assegno, ma dovranno, secondo quanto deciso dalla prima sezione civile della Cassazione con la sua ordinanza, pronunciarsi ancora sulla vicenda, poiché, nella loro sentenza, risultano accertati solo “la disparità economica tra le parti” e “il sacrificio di una prospettiva di carriera”, ma non “se si fosse determinato o aggravato uno squilibrio economico-patrimoniale prima inesistente”, o “di minori proporzioni” e se “l’attuale condizione della richiedente, appena quarantaquattrenne, esiga effettivamente, per raggiungere la soglia di una dignitosa esistenza, l’apporto della sua ex compagna”
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Si rinnova miracolo San Gennaro, sangue si scioglie alle 10.08
AGI – Nel giorno della solennità del santo patrono di Napoli, si è ripetuto il prodigio della liquefazione del sangue di San Gennaro. L’annuncio è stato dato alle 10,08 dall’abate della Cappella del tesoro di San Gennaro, Vincenzo De Gregorio, ai tantissimi fedeli e curiosi che affollano il Duomo.
“Possiamo annunciare con gioia che la reliquia è stata trovata completamente liquida”, dice De Gregorio, sventolando un fazzoletto bianco, come vuole la tradizione. L’annuncio è stato seguito da un lungo applauso da parte dei presenti.
Asportato un tumore gigante dalla faccia di un paziente 87 anni
AGI – Un tumore gigante rimosso dal volto e dal collo di un anziano. Accade nel Messinese, protagonisti un paziente di 87 anni e l’equipe di Otorinolaringoiatria e chirurgia cervico facciale ad indirizzo oncologico dell’ospedale di Taormina.
L’intervento salvavita è stato eseguito dal team guidato da Serenella Palmeri, responsabile facente funzioni del reparto, conl’equipe anestesiologica e infermieristica di Giacomo Filoni. Una operazione estremamente complessa per liberare l’uomo dal tumore che gli provocava sofferenze.
“Il paziente mi aveva pregato di salvargli la vita – spiega Palmeri – non riusciva più a sopportare il dolore. Era stato giudicato inoperabile in altre strutture per la rapida crescita della massa e per le sue condizioni generali scadenti. Dopo aver studiato attentamente il caso, sebbene complicato e pericoloso viste le dimensioni della massa, dei suoi rapporti con le strutture nobili del collo e della faccia (carotide, giugulare interna e nervi), dello status del paziente affetto anche da una grave anemia, ma con la possibilità di successo, ho deciso di intervenire.
Il paziente è stato sottoposto all’intervento, riuscito perfettamente, anche se l’età e le condizioni generali hanno richiesto un grande impegno non solo in sala operatoria ma anche nel post-operatorio da parte sia dell’equipe medica che infermieristica.
Trattandosi di una massa abnorme per la chiusura dell’ampia breccia chirurgica, si è reso necessario anche il confezionamento di un lembo ricostruttivo con il muscolo gran pettorale ed un innesto cutaneo prelevato dall’inguine in sostituzione dell’ampia resezione della cute ulcerata dalla massa neoplastica che ha rallentato il processo di guarigione, seguito per molto tempo con medicazioni particolarmente complesse. Il paziente si è ripreso perfettamente e vive felicemente circondato dall’affetto della sua famiglia”.
Caduto un meteorite di 4 miliardi di anni a Cosenza
AGI – “Un meteorite è caduto nei pressi di Scalea qualche mese fa”. La notizia è stata data oggi, a conclusione delle analisi fatte a Firenze, al Congresso Nazionale Congiunto della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia e della Società Geologica Italiana in corso a Padova da Vanni Moggi Cecchi, mineralogista del Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze.
Il meteorite, spiegato, “è caduto in località Scalea, in provincia di Cosenza, in Calabria. Si tratta di una condrite ordinaria, quindi ci dice sicuramente che proviene dalla fascia degli asteroidi e che ha un’età analoga a quella del Sistema Solare, cioè 4 miliardi e mezzo di anni“.
L’oggetto, ha poi aggiunto, “ci dà informazioni su come era fatto il nostro Sistema Solare alle sue origini. È fondamentale sottolineare che la meteorite caduta nei pressi di Scalea, è piuttosto primitiva. Abbiamo prelevato un frammento, abbiamo fatto una serie di analisi e abbiamo tagliato un pezzo che resterà al Museo. La meteorite è grande circa 7 cm per quattro e pesa 189 grammi”. Negli ultimi 500 anni, i meteoriti trovati in Italia sono stati solo 47, questo caduto a Scalea e’ il 48esimo.