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Addio a Remo Girone, il Tano Cariddi de “La piovra”
AGI – È morto a 76 anni Remo Girone, attore di spessore e intensità, reso popolare dalla sua interpretazione in tv del personaggio ‘Tano‘ Cariddi ne La Piovra.
Una vita per il cinema e il teatro
L’attore è deceduto all’improvviso nella sua casa di Monaco, dove viveva da anni con la moglie Vittoria, dopo una vita dedicata al cinema e al teatro. A dare la notizia Sorrisi e canzoni tv online. Nato ad Asmara, in Eritrea, Remo Girone si è imposto come uno dei volti più noti della tv grazie a ‘La Piovra‘: dal 1987 in poi, la sua magistrale interpretazione del corrotto e lucido ragioniere Cariddi, simbolo della connivenza tra mafia e finanza, lo rese molto popolare.
Collaborazioni prestigiose
Ma nella sua carriera c’è stato molto altro: dalle collaborazioni con maestri come Ettore Scola (Il Viaggio di Capitan Fracassa) e Andrea Molaioli (Il gioiellino), a quelle internazionali con registi del calibro di Peter Greenaway.
Gli ultimi successi
Negli ultimi anni, aveva saputo rinnovarsi, prendendo parte a progetti di successo come la commedia ‘Ma cosa ci dice il cervello‘ e l’epopea hollywoodiana ‘Le Mans ’66 – La grande sfida‘, dove ha prestato il suo volto carismatico a Enzo Ferrari. Ancora di recente era apparso in The Equalizer 3 – Senza tregua.
Due milioni in piazza per Gaza. Bloccate le tangenziali a Roma, Bologna e Milano
AGI – Da Nord a Sud del Paese decine di migliaia di persone hanno aderito allo sciopero e alle manifestazioni organizzate da Cgil e sindacati autonomi a sostegno di Gaza. Tante le criticità, con diversi snodi del trasporto bloccati, tensioni e scontri con le forze dell’ordine. In molte città, i cortei si sono sdoppiati, da una parte la manifestazione che proseguiva lungo i percorsi concordati con le questure, dall’altra, spesso con una presenza più massiccia di persone, chi cercava un’azione simbolicamente più forte.
Tensioni e scontri nelle principali città
A Milano i manifestanti pro Palestina sono partiti da Porta Venezia e hanno poi occupato la tangenziale Est, con i reparti antisommossa che hanno usato idranti e fumogeni per disperderli, con lancio di sassi e petardi da parte dei dimostranti.
Blocchi autostradali e disagi in Emilia-Romagna
A Bologna, il corteo partito da piazza Maggiore ha poi bloccato il traffico lungo l’autostrada A14, e si sono registrati nuovi tafferugli, dopo i disordini di ieri sera con 24 agenti feriti e 3 denunciati, e nuove cariche della polizia. La situazione si è sbloccata solo dopo diverse ore.
Una ragazza, colpita al viso da un lacrimogeno sparato dalle forze dell’ordine durante gli scontri di ieri sera in stazione a Bologna, per impedire ai manifestanti di entrare nello scalo, è ricoverata all’ospedale Sant’Orsola e rischia di perdere un occhio a causa dei gravi danni riportati. A quanto si apprende, i sanitari stanno valutando se sottoporla a un intervento chirurgico.
Il Teatro Regio di Parma ha annunciato la cancellazione della prima di Falstaff, prevista questa sera alle 20, a causa dello sciopero. Anche in Romagna tante manifestazioni: a Rimini, Ravenna, Cesena, Forlì e Imola in migliaia hanno partecipato ai cortei, creando qualche disagio alla circolazione stradale e ferroviaria. Il sindaco di Cesena ha esposto la bandiera della Palestina sul Comune.
Occupazioni e sospensioni della circolazione ferroviaria
A Trento è stata occupata la tangenziale e poi sono stati invasi i binari della stazione, così come a Perugia; la circolazione ferroviaria sulla linea del Brennero è stata sospesa a fine mattina, con l’intervento delle forze dell’ordine che ha poi permesso una graduale ripresa. È durata circa un quarto d’ora, invece, l’occupazione simbolica dei binari della stazione di Perugia. I manifestanti si sono poi riversati sulla piazza antistante per un comizio.
Tentativo di assalto alla sede della Leonardo a Torino
Un gruppo di manifestanti, a Torino, si è staccato dal corteo principale e ha cercato di assaltare la sede della Leonardo, lanciando pietre, bottiglie e fumogeni. La polizia in tenuta antisommossa ha risposto con i lacrimogeni, che hanno disperso la folla. Momenti di tensione anche a Padova, dove un corteo di circa duemila persone è stato bloccato dalla polizia con l’uso di lacrimogeni e idranti. I manifestanti erano diretti all’Interporto, dove volevano imporre un blocco dei mezzi e delle merci.
Incidenti e blocchi al porto di Napoli e Salerno
A Napoli è stato forzato il cordone delle forze dell’ordine e i manifestanti sono penetrati nel porto, forzando anche i cancelli dell’area container Msc perché una nave di quella compagnia aveva fatto uno scalo commerciale ad Haifa, dirigendosi poi verso la rampa di ingresso dell’autostrada A3 Napoli-Salerno, bloccando per un’ora il traffico. Al porto di Salerno, invece, si sono registrati agenti contusi negli scontri tra forze dell’ordine e contestatori.
Occupazione della pista dell’aeroporto di Pisa e aggressioni a giornalisti
Una pista dell’aeroporto Galilei di Pisa è stata occupata per circa un’ora nel primo pomeriggio, da un presidio di manifestanti, causando disagi al traffico aereo. Il corteo in precedenza aveva bloccato la superstrada Fi-Pi-Li, dopo aver sfilato nel centro storico pisano. Aggressione a una troupe del Tgr Friuli Venezia Giulia durante la manifestazione pro Palestina a Trieste, nella quale è stato coinvolto anche un giornalista del quotidiano Primorski Dnevnik, Luca Tedeschi, anch’esso oggetto di aggressione. Iniziative estemporanee sono in corso ancora a Milano e Salerno.
Bilancio delle manifestazioni e feriti tra le forze dell’ordine
“Oggi sul territorio nazionale risulta che siano state organizzate 29 manifestazioni con 396.400 partecipanti. Nelle due giornate di giovedì e di venerdì sono stati refertati 55 feriti tra le forze di polizia a causa delle aggressioni subite”. Lo rende noto il Viminale.
Dichiarazioni del Ministro dell’Interno Piantedosi
“Abbiamo al momento tra le 400 e le 500mila persone sicuramente che hanno manifestato, che non sono poche. Sicuramente la gran parte dei manifestanti fanno questo nell’esercizio di una libertà e un diritto costituzionalmente garantito che faremo sempre di tutto affinché venga assecondato. Qualcun altro si compiace invece di creare poi situazioni di violenza conclamata, come è successo in altre occasioni, anche ieri sera”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a margine della tredicesima edizione della Leopolda. “Comunque – sottolinea – diciamo che il bilancio adesso, quello provvisorio, ci lascia ben sperare anche per la giornata di domani perché abbiamo una manifestazione nazionale che si preannuncia altrettanto impegnativa”. In ogni caso, aggiunge il titolare del Viminale, “me lo consentirete, va bene tutte quelle che sono le ragioni dei manifestanti, la libertà di manifestare, ma mi ritrovo sempre ammirato e orgoglioso di essere a capo delle istituzioni e delle forze di polizia che manifestano anche in questa occasione di essere una delle parti migliori del Paese”.
Successo della mobilitazione e adesione allo sciopero generale
La mobilitazione di oggi “è stata un successo“: più di 2 milioni di persone sono scese in piazza per partecipare ai cortei che si sono svolti in oltre 100 città italiane per lo sciopero generale nazionale “in difesa di Flotilla, dei valori costituzionali, per fermare il genocidio e a sostegno della popolazione di Gaza“. Lo rende noto la Cgil. In 300 mila hanno percorso le vie della Capitale. Secondo i dati pervenuti finora, “l’adesione media nazionale allo sciopero generale si attesta intorno al 60%”. La giornata, riferisce la Cgil, è stata caratterizzata da un “clima pacifico e democratico“. Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha sottolineato “la partecipazione straordinaria e senza precedenti dei giovani, che chiedono un futuro di pace e di giustizia sociale, con lavoro stabile e contrasto alla precarietà“. Lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini, studenti e studentesse “hanno fatto sentire la loro voce a sostegno della Global Sumud Flotilla e in solidarietà con gli attivisti arrestati, per la pace e per riaffermare il diritto internazionale“. La mobilitazione non si ferma, prossimo appuntamento a Roma per la manifestazione nazionale del 25 ottobre “Democrazia al lavoro“.
Il Garante blocca Clothoff, l’app che spoglia le persone
AGI – Il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto, in via d’urgenza e con effetto immediato, la limitazione provvisoria del trattamento dei dati personali degli utenti italiani nei confronti di una società, con sede nelle Isole Vergini Britanniche, che gestisce l’app Clothoff.
Clothoff, spiega il Garante in una nota, offre un servizio di AI generativa che rende possibile – gratuitamente e a pagamento – la generazione di immagini di ‘deep nude’, ovvero foto e video falsi che ritraggono persone reali in pose nude o sessualmente esplicite o, addirittura, pornografiche. L’applicazione consente a chiunque – inclusi i minorenni – di creare fotografie e realizzare video partendo da immagini, anche ritraenti minori, in assenza di qualsiasi accorgimento che permetta di verificare il consenso della persona ritratta e senza apporre alcuna segnalazione circa il carattere artificiale di foto e video.
Il blocco del Garante, che comunque ha avviato un’attività di indagine finalizzata a contrastare tutte le app di nudificazione, si è reso necessario – si legge ancora nella nota – a causa degli “elevati rischi che tali servizi possono comportare per i diritti e le libertà fondamentali, con particolare riguardo alla tutela della dignità della persona, ai diritti di riservatezza e di protezione dati personali dei soggetti coinvolti in queste tipologie di trattamenti, specie se coinvolgono ragazzi minorenni. Lo confermano – conclude il Garante – i numerosi e recenti fatti di cronaca nazionale italiana, dai quali emerge come l’abuso di immagini in tal modo artefatte stia ormai generando un vero e proprio allarme sociale”.
Due minori scomparse a Barletta, dopo la scuola non sono tornate a casa
AGI – Da giovedì mattina non si hanno più notizie di due ragazze di Barletta, entrambe minorenni, uscite di casa per andare a scuola e mai rientrate. La scomparsa è stata segnalata dai familiari e le ricerche sono state immediatamente avviate dai carabinieri. La prefettura ha attivato il Piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse, che coordina le operazioni sul territorio con il coinvolgimento di tutte le articolazioni competenti. Al momento non si esclude l’ipotesi di un allontanamento volontario. Chiunque abbia informazioni utili o dovesse avvistarle è invitato a contattare tempestivamente le autorità o rivolgersi ai numeri di emergenza.
Appello sui social e indagini in corso
“Torna, papà ti aspetta. Ti voglio tanto bene”. È l’appello lanciato sui social dal padre di una delle due ragazze 17enni scomparse da oltre 24 ore da Barletta. Le due studentesse del liceo di scienze umane “Casardi” erano uscite ieri mattina con l’intenzione di andare a scuola, ma lì non sono mai arrivate. I loro telefoni cellulari risultano spenti dalle 10, anche se alcune segnalazioni sui social riferiscono di avvistamenti fino alle 11 di ieri: in via Ricci, dove sarebbero state viste sedute su un muretto, e in via Cioce, nei pressi di un bar.
Sui social l’ex sindaco di Minervino Murge, Lalla Mancini, ha rilanciato l’appello a segnalare eventuali avvistamenti: “Qualcuno ha visto le studentesse salire sul bus Barletta-Spinazzola. Potrebbero essere scese a Minervino Murge: chiunque abbia visto qualcosa si rivolga immediatamente alle forze dell’ordine”. I carabinieri hanno avviato le indagini ascoltando amici e compagni di classe e acquisendo le immagini di videosorveglianza delle stazioni ferroviarie e delle fermate degli autobus. Il piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse, attivato dalla prefettura e coordinato dal commissariato di pubblica sicurezza, sta gestendo le operazioni sul territorio.
I resti di un elefante nano ritrovati in Sicilia
AGI – Circa 700.000 anni fa la Sicilia era abitata dagli elefanti, giunti dal continente europeo grazie all’emersione di alcune porzioni di fondale marino nelle fasi glaciali: una sorta di ‘ponte sullo Stretto’ naturale. Quei mammiferi, però, si rimpicciolirono nel corso del tempo, adattandosi al contesto in cui si trovavano, fino a mostrarsi come il più piccolo elefante mai vissuto sulla Terra: l’elefante nano.
I resti di uno di questi mammiferi, della specie Palaeoloxodon Mnaidriensis vissuto in Sicilia nel Pleistocene tra 200.000 e 150.000 anni fa, fa sono stati trovati nei giorni scorsi nella zona di Fontane Bianche, nel Siracusano. A segnalare il ritrovamento di un affioramento di diversi resti di macrofauna vertebrata della specie estinta (Adams, 1874) è stato Fabio Branca, geologo dell’Università di Catania.
Il territorio Ibleo non è nuovo a rinvenimenti analoghi: a pochi chilometri di distanza spiccano i ritrovamenti di alcuni esemplari di Palaeoloxodon, provenienti nella Grotta di Spinagallo, tra cui il più importante è il Palaeoloxodon Falconeri, oggi ospitato dal Museo di Paleontologia del Dsbga dell’Università etnea e nel Museo Archeologico Regionale ‘Paolo Orsi’ di Siracusa. L’interesse paleontologico dell’area nord-iblea è solo una delle peculiarità di un’area fortemente interessata anche da altri fenomeni che la rendono interessante sotto il profilo geologico-ambientale: processi carsici diffusi hanno, ad esempio, portato alla luce grotte di pregio naturalistico, su tutte la Grotta Monello, Riserva Naturale Integrale dal 1998.
“Questo ritrovamento si trova inserito, pertanto, in un contesto dove ricadono riserve naturali, zone speciali di conservazione e geositi – spiegano gli esperti – e si tratta di uno scrigno di geodiversità che merita di essere studiato e tutelato al fine di consegnarlo alle generazioni future garantendo una fruizione ecosostenibile”. Approfonditi studi saranno avviati nei prossimi mesi, anche grazie a specifici accordi di collaborazione tra la Soprintendenza di Siracusa e l’Università di Catania. La Sicilia è tra le isole del Mediterraneo quella che ha il maggior numero di mammiferi fossili.
L’antenato del Palaeloxodon mnaidriensis, spiega il museo Gemellaro dell’Università di Palermo nella sua pagina Facebook, era il Palaeloxodon antiquus, “l’elefante dalle zanne dritte” alto fino a 4 metri e mezzo, che arrivo’ a colonizzare la Sicilia due volte: la prima volta circa 690.000 anni fa, dando origine al Palaeloxodon falconeri, e una seconda volta, intorno a 200.000 anni fa, alla specie i cui resti sono stati trovati nel Siracusano.
Sia il Palaeloxodon falconeri sia il Palaeloxodn mnaidriensis, spiega il museo, sono “un caso emblematico di evoluzione insulare: nelle isole, infatti, si verificano eventi di aumento o riduzione della taglia degli animali a seconda delle specie interessate e della loro ecologia”. Le isole, sottolinea uno studio pubblicato di recente su Papers Antology e che getta luce sulla dieta di questi animali, sono “laboratori naturali dell’evoluzione dove isolamento e risorse limitate portano a trasformazioni uniche”. Il Palaelocodon Falconeri si trovo’ in Sicilia senza predatori e pote’ quindi ridursi enormemente di taglia, per far fronte alla minor disponibilita’ di cibo.
La specie successiva Palaeloxodon mnaidriensis – si legge ancora nella pagina Facebook del museo Gemellaro – si rimpicciolì’ rispetto all’antenato continentale, ma in misura minore, perche’ arrivo’ in Sicilia insieme ad altri grandi mammiferi, predatori e competitori, e non poteva permettersi di restare piccolo. Secondo uno studio volumetrico dei fossili rinvenuti, i maschi pesavano intorno ai 250 kg e le femmine intorno ai 150. Rispetto ai loro antenati, gli elefanti nani erano più agili, avevano un cervello proporzionalmente molto piu’ grande, una crescita molto lenta e vivevano anche più a lungo.
A determinare il rimpicciolimento di questi animali furono, tra l’altro, le loro abitudini alimentari. Lo studio pubblicato su Papers Antology, firmato dei ricercatori delle Università di Padova e dall’Università di Zaragoza e guidati da Flavia Strani socia della Società paleontologica italiana, si è concentrato sull’usura dentaria dei fossili conservati al Museo della natuta e dell’uomo di Padova: entrambe le specie Falconeri e Mnaidriensis erano pascolatori, grandi consumatori di vegetazione erbacea abrasiva. Il minuscolo Falconeri, alto appena 1 metro, viveva in un ambiente con poche altre specie, ma la scarsità di risorse e la pressione esercitata da popolazioni numerose lo spinsero verso un’alimentazione ricca di piante dure e ricche di silice. La specie mnaidriensis (1,8-2 metri al garrese) condivideva invece l’isola con ippopotami e altri grandi mammiferi: la sua dieta rifletteva l’adattamento a un paesaggio sempre più dominato da praterie.
Cortei per Gaza in tutta Italia. Bloccate le tangenziali a Roma, Milano e Bologna. Cgil: “…
AGI – L’Italia si ferma per lo sciopero generale indetto dai sindacati dopo l’abbordaggio delle navi della Global Sumud Flotilla da parte delle forze israeliane. Una mobilitazione che il Garante ha dichiarato illegittima, ma che non ha fermato il fiume di manifestanti che dalla mattina ha invaso le piazze delle maggiori città italiane. A Milano, Napoli e Roma, ma anche a Bari, Bologna, Genova, Padova, Salerno, Torino, Trento, Verona, Vicenza, Pisa, tantissime persone in corteo hanno voluto protestare contro Israele e le politiche del governo italiano. Nel mirino soprattutto la premier Meloni e il vicepremier Salvini.
Per la Cgil “la mobilitazione di oggi è stata un successo: più di 2 milioni di persone sono scese in piazza per partecipare ai cortei che si sono svolti in oltre 100 città italiane per lo sciopero generale nazionale, in difesa di Flotilla, dei valori costituzionali, per fermare il genocidio e a sostegno della popolazione di Gaza”. In 300 mila hanno percorso le vie della Capitale. Secondo i dati pervenuti finora, “l’adesione media nazionale allo sciopero generale si attesta intorno al 60%”.
La giornata, riferisce ancora il sindacato, è stata caratterizzata da un “clima pacifico e democratico”. Il segretario generale Maurizio Landini ha sottolineato “la partecipazione straordinaria e senza precedenti dei giovani, che chiedono un futuro di pace e di giustizia sociale, con lavoro stabile e contrasto alla precarietà”. Lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini, studenti e studentesse “hanno fatto sentire la loro voce a sostegno della Global Sumud Flotilla e in solidarietà con gli attivisti arrestati, per la pace e per riaffermare il diritto internazionale. La mobilitazione non si ferma, prossimo appuntamento a Roma per la manifestazione nazionale del 25 ottobre ‘Democrazia al lavoro'”. Non sono però mancati gli scontri tra manifestanti e le forze dell’ordine.
Roma
In Piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, si sono radunate decine di migliaia di persone. I promotori dell’iniziativa hanno presentato un ulteriore preavviso per un corteo fino a piazza di Porta Pia, autorizzato dalle autorità competenti. Per motivi di sicurezza sono stati chiusi i cancelli di accesso alla stazione Termini su via Giolitti e via Marsala, ma la funzionalità dello scalo è stata comunque garantita senza disagi aggiuntivi rispetto a quelli fisiologici legati allo sciopero.
Tutti i cortei, compreso quello degli universitari partito da La Sapienza e quello della Cgil e dei licei che hanno risalito via Cavour, hanno fatto conversione verso piazza dei 500. L’allerta resta massima attorno al principale scalo ferroviario della Capitale. Tensione Lancio di uova da parte dei manifestanti contro le camionette della polizia poste davanti all’ingresso del Ministero de Trasporti a piazza Pia, nel centro di Roma.
Dopo aver attraversato viale Regina Margherita, piazzale del Verano e via Tiburtina, il corteo dei manifestanti è entrato sul tratto urbano dell’A24. Imponente il dispiegamento delle forze dell’ordine, mentre il traffico nella zona è completamente paralizzato ed è stato chiuso con delle camionette il Ponte della Tiburtina. Per garantire la sicurezza oltre alle camionette della Polizia anche quelle della Guardia di Finanza. Dal corteo si alzano le grida “Palestina libera”.
Milano
Sono oltre 30mila, secondo le forze dell’ordine, i partecipanti al corteo in supporto alla Global Sumud Flotilla a Milano. Oltre centomila secondo gli organizzatori. I partecipanti si sono divisi in due tronconi: uno verso piazza Leonardo da Vinci, seguendo il percorso ufficiale indicato dalla Cgil in accordo con la Questura, l’altro verso la tangenziale est coi sindacati di base.
Questi ultimi sono entrati nella tangenziale est di Milano dopo avere percorso il sottopassaggio vicino alla stazione di Lambrate. Una parte dei manifestanti per la Palestina voleva proseguire il corteo sulla tangenziale est di Milano, un’altra no. Ci sono state discussioni tra le persone che hanno ‘occupato’ un pezzo della strada. Due petardi sono stati lanciati verso una camionetta della polizia, senza raggiungerla. Poco dopo il mezzo delle forze dell’ordine si è allontanato. In un secondo momento le forze dell’ordine hanno allontanato con gli idranti i manifestanti che hanno lanciato petardi, bottiglie e sassi contro di loro in un tratto della tangenziale dove sta sfilando un pezzo del corteo per la Palestina.
Napoli
È partito da piazza Mancini, a pochi metri dalla stazione centrale, il corteo organizzato a Napoli in concomitanza con lo sciopero generale indetto in tutta Italia da Cgil e Usb.
Davanti al serpentone dei manifestanti uno striscione recitava ‘Palestina libera’. Nelle prime file vengono accesi dei fumogeni rossi, che si mescolano alle tante bandiere della pace e della Palestina, oltre a quelle della Cgil e dell’Usb. Tanti gli studenti, provenienti da tutte le province della Campania, che sfilano insieme ai lavoratori a sostegno del popolo palestinese e contro il blocco delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla.
Tra i manifestanti anche gli attivisti del centro sociale Insurgencia e di Potere al popolo. Al momento il corteo sta procedendo unito verso piazza del Plebiscito attraversando corso Umberto I.
Un gruppo di manifestanti, staccatosi dal corteo, è riuscito ad aggirare le forze dell’ordine e a entrare dal varco Immacolatella nel porto di Napoli, dove già ieri sera avevano provato a bloccare le attività. Dopo aver lasciato il porto, il corteo dei manifestanti a Napoli è arrivato a pochi metri dalla rampa di ingresso dell’autostrada A3 Napoli-Salerno, bloccando l’ingresso alla rampa. Molti manifestanti sono seduti sui binari del tram. Diversi automobilisti hanno accompagnato i cori dei manifestanti con i clacson in segno di approvazione.
Parma
“Il Teatro Regio di Parma informa il gentile pubblico che, in ragione dello sciopero generale indetto per l’intera giornata odierna, non sarà possibile mettere in scena la prima di Falstaff prevista al Teatro Regio di Parma alle ore 20”. Lo comunica il teatro in una nota nella quale spiega che “la recita è cancellata per causa di forza maggiore”. Dal 7 al 22 ottobre sarà possibile richiedere il rimborso dei biglietti con le seguenti modalità: coloro che hanno acquistato il biglietto presso la Biglietteria del Teatro Regio di Parma sono invitati a contattare la Biglietteria via mail biglietteria@teatroregioparma.it; in alternativa e salvo disponibilità, sarà possibile richiedere il cambio di data/spettacolo nell’ambito degli eventi del Festival Verdi 2025.coloro che hanno acquistato il biglietto online tramite Vivaticket riceveranno apposita comunicazione direttamente da Vivaticket che fornirà le modalità di rimborso.
Livorno
Forti disagi, questa mattina, nel porto di Livorno dove il traffico commerciale è paralizzato sia all’ingresso che all’uscita dalla zona nord. Lunghe code di mezzi pesanti si registrano in tutta l’area in seguito della protesta organizzata dai sindacati. Dalle prime luci dell’alba, i manifestanti hanno occupato la strada davanti al varco Zara del porto in modo da impedire il transito dei veicoli, compresi quelli diretti ai traghetti passeggeri. Pesanti i disagi per camionisti e automobilisti.
Pisa
È partita anche a Pisa la mobilitazione per Gaza e Flotilla e collegata con lo sciopero generale proclamato per oggi. Da oltre un’ora il concentramento in piazza XX settembre, ridefinita Piazza Gaza, con centinaia e centinaia di persone ha inondato anche il Ponte di Mezzo arteria strategica del centro bloccando il traffico veicolare. Nelle intenzioni del corteo che si muoverà dal centro ci sarebbe un nuovo blocco dei binari alla stazione centrale e probabilmente anche la possibilità di dirigersi verso l’aeroporto.
Nel frattempo questa notte, dopo le occupazioni di ieri della facoltà di Lettere e del Rettorato, anche la sede centrale della Scuola Normale, il Palazzo della Carovana, è stata occupata nella notte ed è seguito urna nota degli attivisti: “Nessun luogo di formazione può rimanere in silenzio di fronte a un genocidio – hanno scritto – per questo abbiamo deciso di occupare. Bloccare tutto non è solo uno slogan ma è un’azione necessaria a fermare la macchina della guerra che si costruisce a partire dai nostri territori”.
Perugia
Il corteo organizzato a Perugia per lo sciopero generale oggi, dopo aver attraversato le strade del centro storico, ha raggiunto la stazione di Fontivegge. I circa cinquemila manifestanti hanno occupato i binari.
Bologna
Il corteo della Cgil, partito da piazza Malpighi poco prima delle 10, è ora arrivato in piazza Maggiore con almeno 20.000 partecipanti che si uniscono alle decine di migliaia di manifestanti del corteo dei sindacati di base e degli studenti che affollano via Ugo Bassi e via Rizzoli. I due spezzoni della manifestazione si sono riuniti in un unico corteo.
“La città non è mai stata così piena di persone in piazza – ha detto il segretario generale della Cgil di Bologna, Michele Bulgarelli – siamo maggioranza nel Paese, il governo ne prenda atto”. Dalla manifestazione composta da cortei organizzati dalla Cgil e da Sgb e i collettivi universitari, insieme ai centri sociali e agli studenti, si sono staccate migliaia di persone che sono arrivate in via Stalingrado dove hanno incontrato il blocco dei reparti schierati in tenuta antisommossa delle forze dell’ordine. C’è stato un primo tentativo di sfondare il blocco che è stato respinto con qualche spintone e manganellata. Sono stati lanciati oggetti e alcune bottiglie all’indirizzo dei reparti che, poco dopo, hanno lasciato passare i manifestanti che si sono diretti in tangenziale entrando contromano nell’uscita 7bis. I manifestanti hanno poi scavalcato il guardrail e sono entrati in autostrada.
Firenze
È partita da poco a Firenze la manifestazione in occasione dello sciopero generale indetto da sindacati di base e Cgil in solidarietà con il popolo palestinese e la Global Sumud Flotilla. In testa al corteo, che procederà verso piazza delle Cure per poi raggiungere la zona dello stadio Artemio Franchi, lo striscione con scritto “Fermiamo il sionismo con la Resistenza”. Moltissimi gli studenti. Alla manifestazione hanno aderito anche il Pd Toscana e Alleanza Verdi Sinistra. Presente anche il governatore della Toscana Eugenio Giani.
Bari
Partito a Bari il corteo in favore della Global Sumud Flotilla, organizzato dalle sigle sindacali. I manifestanti si trovano al Molo San Nicola e termineranno il loro percorso all’Estramurale Capruzzi. Presenze in calo rispetto alla manifestazione del 22 settembre, quando gli attivisti in piazza furono circa 10.000.
“Palestina libera” il coro più scandito. “Solidarietà alla Flotilla, stop al genocidio”, è il testo di uno tra gli striscioni che apre il corteo.
Due cortei a Venezia
A Venezia lo sciopero, stando a quanto riferito dagli organizzatori, vedrà il blocco del Ponte della Libertà, ovvero di quella strada che collega Venezia città (isola) al resto della terraferma.
è lì che dovrebbero riunirsi i due cortei partiti in mattinata, uno da Venezia e uno da Mestre. Duemila i partecipanti, secondo la questura, partiti da Campo Santa Margherita. Un migliaio invece quelle che si sono radunate a Mestre, davanti alla stazione ferroviaria.
Manifestanti bloccano tangenziale a Trento
Il traffico stradale sulla tangenziale di Trento è bloccato dai manifestanti che stanno sostenendo l’iniziativa della Global Sumud Flotilla. Il corteo si è diviso, una parte è in cammino lungo le vie del centro e l’altra ha invaso la carreggiata all’altezza dello svincolo di ponte San Giorgio. Non si registrano problemi di ordine pubblico.
Verona, Padova, Vicenza
Oltre ai due cortei di Venezia, determinati a bloccare il Ponte della Libertà, l’unica infrastruttura che collega il centro di Venezia (l’isola) alla terraferma si registrano manifestazioni praticamente in tutte le città del Veneto a sostegno di Gaza e della Flotilla.
A Padova in migliaia hanno bloccato la rotonda della Stanga, una delle strade più trafficate della città e sono ora diretti alla zona del Portello, uno dei quartieri studenteschi della per eccellenza.
A Verona in migliaia si sono ritrovati davanti a Ponte Nuova per iniziare un corteo che sfilerà per le vie del centro.
A Vicenza due cortei si sono poco fa uniti e stanno percorrendo le strade principali della città. Qualche attimo di tensione quando il corteo è passato davanti alla caserma americana Ederle, ma nessuno scontro. Alcune migliaia di manifestanti pro Gaza stanno bloccando il casello dell’A4 di Vicenza est.
Pochi chilometri più a nord, sempre nel Vicentino, a Thiene altri manifestanti stanno cercando di fare lo stesso al casello dell’A31 (al momento protetto dalle forze dell’ordine).
Calabria
Manifestazioni sono in corso nei principali centri della Calabria nell’ambito dello sciopero promosso dalla Cgil e dai sindacati di base in favore della Palestina. A Catanzaro, in particolare, decine di giovani si sono radunati, sventolando la bandiera palestinese, nella centralissima piazza Matteotti, davanti al Tribunale, scandendo lo slogan “Catanzaro sa da che parte stare, Palestina libera dal fiume al mare”. Fra gli altri, è presente l’assessore comunale alla Cultura, Nunzio Belcaro. Iniziative sono state programmate anche a Reggio Calabria, Vibo Valentia, Cosenza e Crotone.
Salerno
Momenti di tensione dinanzi all’ingresso del porto di Salerno, al varco di Ponente, dove era in corso il presidio per la manifestazione indetta da sindacati e attivisti propal.
Le forze dell’ordine avevano creato un cordone per impedire l’accesso all’interno dello scalo portuale, ma quando alcuni manifestanti hanno tentato di forzare il blocco, c’è stata una manovra di alleggerimento da parte degli agenti per allontanarli. Ne è nato un momento di tafferugli e scontri. Al momento non è chiaro se vi siano o meno persone ferite.
Palermo
Sfila nel centro di Palermo il corteo di solidarietà in favore di Gaza e della Flotilla nel giorno dello sciopero proclamato dalla Cgil e da altre sigle sindacali. I manifestanti sono partiti da piazza Giulio Cesare, davanti alla stazione centrale, ha percorso la via Roma e ora risale corso Vittorio Emanuele con destinazione palazzo d’Orleans, sede del governo regionale. In testa al corteo diversi striscioni, bandiere palestinesi, giocolieri con divise militari e il coro “Palestina Libera”. Tantissimi gli studenti; secondo gli organizzatori sono circa 20 mila persone che partecipano alla manifestazione.
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‘Duello’ sullo sciopero per Gaza. Salvini: “Paghi Landini”, il leader Cgil: “Non minacci”
AGI – Treni, metro, scuole, sanità, amministrazione pubblica: l’Italia si ferma per Gaza. E’ il venerdì nero dei disagi, ma anche della contestazione politica e sociale. I sindacati hanno proclamato lo stop in difesa della missione umanitaria della Global Sumud Flotilla, “aggredita dall’esercito israeliano, e in segno di solidarietà verso la popolazione palestinese”.
Previste manifestazioni in tutto il Paese: “Le piazze italiane saranno strapiene“, ha assicurato il segretario della Cgil, Maurizio Landini, a Radio Anch’io. “Bisognerebbe essere fieri di questa dimostrazione umanitaria di fraternità e solidarietà”. Per Landini, questa grande partecipazione dimostra “la volontà di persone perbene che vogliono fermare un genocidio e fanno ciò che i governi fanno fatto finta di non vedere o sono addirittura complici”.
“Qualcuno intelligente dovrebbe essere orgoglioso di queste manifestazioni, perché difendono l’umanità, la solidarietà e l’onore del nostro Paese” ha detto Maurizio Landini intervenendo a Piazza Vittorio in occasione dello sciopero generale. Duro il monito al ministro Salvini: “Minaccia cittadini, mai vista una cosa del genere. Siamo pronti a impugnare qualunque tipo di sanzioni. Salvini stia tranquillo perchè lo paghiamo noi con le nostre tasse e queste manifestazioni tengono alto l’onore del Paese”.
Landini ha replicato anche al Garante degli scioperi, definendo di un livello molto basso la decisione di dichiarare illegittima la mobilitazione: “Chi sciopera perde salario, non si fa un ponte. Qui ci sono persone che faticano ad arrivare a fine mese e decidono comunque di rinunciare a una giornata di paga: è un gesto che merita rispetto, non ironie. Sono loro che pagano le tasse e tengono in piedi il Paese”, ha aggiunto contro le parole della premier Meloni.
La replica di Salvini
“Se oggi chi sciopera illegalmente crea un danno di miliardi di euro al sistema Italia, alle imprese, ai lavoratori che oggi li ringrazio, ai sindacati che oggi li ringrazio, fanno semplicemente il loro lavoro, ecco la sanzione deve essere equiparata al danno che crei”, ha replicato il vice premier Matteo Salvini a Mattino5 sullo sciopero generale in corso. “Chi restituisce la giornata di lavoro al milione di italiani che oggi non potranno prendere il treno per uno sciopero dichiarato illegittimo? Ecco, lo organizza Landini e lo paghi Landini”.
Lo sciopero generale indetto da Cgil per Gaza è stato valutato illegittimo dal garante ma il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini ha scelto di non usare la precettazione “Per dare una chance, per dare un segnale di attenzione, di dialogo in un momento delicato in Italia e nel mondo per provare ad abbassare i toni, per chiedere il rispetto della legge” ha spiegato il ministro. “Perché se Salvini precetta è un fascista, è un leghista, è un dittatore” ha aggiunto.
“La Commissione ha detto che non dovreste scioperare. Io confido in voi, nel vostro buon senso, nel rispetto che avete per 60 milioni di italiani. Vediamo oggi se la fiducia, se l’atto di buona volontà e di disponibilità verrà raccolta, oppure se se ne fregano”. Salvini ha ricordato che da qui alla fine dell’anno sono già proclamati altri 44 scioperi, 23 nazionali e 21 locali. “Se la fiducia che io come ministro e il governo ha dato a lavoratori e sindacati oggi non verrà raccolta, alla prossima occasione sapremo come intervenire” ha concluso.
Schlein, giù le mani dal diritto di sciopero
“Come ho detto ieri in Aula, giù le mani dal diritto di sciopero”, torna a dire Elly Schlein dalla manifestazione a piazza Vittorio nel quadro della mobilitazione nazionale per Gaza.
“È gravissimo che l’attacco sia arrivato dalla presidente Meloni, così come le minacce di limitarlo. Noi siamo dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori”, rivendica la segretaria Pd.
“Quella di oggi è una enorme mobilitazione per Gaza che dimostra come Italia sia migliore di chi a governa” dice Elly Schlein. “Siamo qui – ricorda la segretaria Pd – per dire ‘Palestina libera’ e per solidarietà alle attiviste e agli attivisti della Flotilla, che dalla presidente Meloni hanno ricevuto attacchi più duri di quelli mai rivolti ai crimini commessi da Israele”.
“La detenzione degli attivisti fermati è illegittima, l’intercetto israeliano è avvenuto in violazione del Diritto internazionale e marittimo. Un atto di pirateria in acque internazionali – ribadisce Schlein – Molti governi hanno già alzato la voce, con indagini partite in Turchia e in Spagna, mentre dal nostro governo non si è sentita una parola di critica o condanna”.
Conte, Meloni provoca scontro
“Ringraziamo i ministri che si sono adoperati per difendere i nostri connazionali, ma abbiamo anche un presidente del Consiglio che sta giocando sporco, che sta provocando lo scontro per soffocare il confronto e questo non è accettabile. Lo dobbiamo denunciare, in questo momento il presidente del Consiglio si sta dimostrando il primo estremista, provoca per incitare con le sue dichiarazioni, sperando di lucrare qualche consenso da queste manifestazioni. Ai manifestanti dico di non cadere nella trappola del governo continuate a manifestare pacificamente”. Cosi’ il presidente del M5s Giuseppe Conte, a margine di un’iniziativa elettorale a Reggio Calabria.
Renzi, protesta non può diventare teppismo
“Giusto difendere i diritti costituzionali dei quaranta italiani della Flotilla e dei milioni di lavoratori che oggi fanno sciopero. Giusto anche non dimenticare i diritti costituzionali dei milioni di italiani che non vogliono essere bloccati nelle stazioni o nelle strade. Chi usa violenza, crea disordine, rompe le vetrine o blocca i binari non aiuta Gaza. La protesta non può diventare teppismo”. Cosi’ il senatore e leader di Italia Viva Matteo Renzi, nella Enews.
Lupi, bloccare città è un errore
“Uno sciopero generale mentre tutto il mondo lavora finalmente per la pace in Palestina non ha senso. Manifestare per uno scopo nobile è positivo, ma paralizzare le città, i servizi pubblici e i trasporti è un errore che crea solo i disagi e rischia di alimentare pericolosamente la tensione”. Cosi’ il presidente di Noi moderati Maurizio Lupi.
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Bomba d’acqua a Ostuni, trovato il corpo dell’uomo disperso
AGI – Deluse le speranze di ritrovare in vita l’uomo disperso dopo l’ondata di maltempo nel Brindisino. Il cadavere di Oronzo Epifani, 63 anni, è stato trovato nel percorso sterrato creato dall’acqua tra le campagne, a poca distanza dalla statale 379 in località Gorgognolo, sul litorale di Ostuni. La salma era coperta dal fango.
Epifani, originario di Ostuni, stava rientrando a casa con la moglie in due auto diverse quando è stato travolto dalla piena che ha fatto precipitare la sua Mercedes in una scarpata. La donna, che lo seguiva a bordo di una Fiat Punto, era riuscita a salvarsi grazie all’intervento dei vigili del fuoco.
Il 63enne lascia la moglie e tre figli.
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Cortei Pro Palestina nelle piazze. Binari bloccati a Firenze e Bologna. A Torino vandalizz…
AGI – Al via la mobilitazione al Colosseo, tra giovani studenti palestinesi e Global Sumud Flotilla, sventolando in cielo bandiere palestinesi e anche quelle del sindacato Usb e di Potere al Popolo. Uno striscione recita: “3 ottobre sciopero generale. Blocchiamo tutto”.
“Free Palestine!” e “Palestina libera dal fiume fino al mare”: è il coro degli attivisti presenti al presidio al Colosseo, a Roma, organizzato da giovani studenti palestinesi e Global Sumud Flotilla. Sono state chiuse le fermate metro della linea A Termini e della linea B Piramide, su piazzale Ostiense, per il corteo organizzato da giovani studenti palestinesi e Global Sumud Flotilla.
Milano
A Milano sono circa cinquemila i partecipanti al corteo partito da piazzale Loreto e diretto in zona Duomo. Un fiume di persone che ha bloccato il traffico della città all’ora di punta. Le strade dove sfilano i pro-Pal sono state chiuse alle auto. In testa al corteo ci sono le camionette della Polizia. Al momento non si registrano tensioni. Lo slogan è: “Non ci fermeremo, questo è solo l’inizio – sono le parole pronunciate da una ragazza al megafono -. Occupiamo Loreto e continueremo a occupare le strade. Arriveremo fino a Duomo. Questo è solo l’inizio, siamo pronti a fermare la macchina del genocidio fino a che la Palestina sarà libera”.
Non protestano ma suonano il clacson per incitare i partecipanti al corteo. È l’atteggiamento di molti automobilisti bloccati dal passaggio dei manifestanti a Milano. Il corteo si è via via ingrossato e ora sono almeno in diecimila a percorrere le strade della città intonando cori per la “Palestina libera”.
Decine di manifestanti pro-Pal sono, in seguito, saliti sul basamento del monumento equestre a Vittorio Emanuele II in Piazza Duomo a Milano, sventolando le bandiere della Palestina.
Una manifestazione che ha coinvolto almeno diecimila persone ed appare il preludio a quella di domattina che si preannuncia ancora più partecipata.
Una ventina di persone, sempre in piazza Duomo, ha intonato cori contro la premier Giorgia Meloni e il vicepremier Matteo Salvini.
Torino
A Torino In serata un gruppo di antagonisti si è staccato dal corteo pacifico dirigendosi verso le Ogr, riuscendo ad accedere alla struttura, poco distante dalla Stazione di Porta Susa, che in questi giorni ospita la Italian Tech Week.
I manifestanti hanno distrutto alcuni maxischermi e divelto sedie e tavoli. L’intervento degli agenti in tenuta antisommossa ha allontanato gli attivisti.
Intanto, domani, oltre allo sciopero generale, proprio alle Ogr è in programma un talk sull’Intelligenza artificiale con ospiti la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, e il presidente di Stellantis, John Elkann.
Firenze
Momenti di tensione davanti alla stazione di Santa Maria Novella, dove le forze dell’ordine hanno tentato di evitare che una parte dei manifestanti che si sono staccati dal corteo in favore della Palestina e di solidarietà all’equipaggio della Global Sumud flotilla si dirigesse verso i binari. Una volta occupati i binari i manifestanti hanno srotolato uno striscione con scritto: “Blocchiamo tutto” e acceso alcuni fumogeni.
Trieste
Corteo spontaneo pro Palestina e Flotilla, questa sera, nel centro di Trieste, partecipato – secondo la Questura – da oltre 1.500 persone. Si tratta di esponenti della società civile e di partiti politici con bandiere, tra le altre di Avs e M5s, assieme a cittadini di diverse età. Intendono denunciare “il genocidio in corso” e ribadire, con slogan, scanditi anche durante il percorso, che “Trieste lo sa da che parte stare: Palestina libera dal fiume fino al mare”.
Nel corso della manifestazione un gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo tentando di entrare nella Stazione Ferroviaria da un ingresso laterale. Alcuni manifestanti hanno spaccato vetri e lanciato oggetti e bottiglie, ma sono stati respinti dalle forze di polizia con qualche carica di alleggerimento e il lancio di lacrimogeni. Un poliziotto della Polizia Ferroviaria è caduto e si è ferito leggermente a una mano, con dei frammenti di vetro. Ora in corso accertamenti per individuare i responsabili delle violenze e dei danneggiamenti, mentre la situazione in città resta sotto stretta osservazione. Manifestazione anche a Udine promossa dal Comitato per la Palestina di Udine a sostegno della Global Sumud Flotilla davanti allo stadio Friuli (Dacia Arena), dove il 14 ottobre è in programma la partita di calcio Italia-Israele. La Questura conferma che tutto si è svolto in maniera pacifica, tra canti, balli e cori. Gli slogan più ripetuti: “La partita non si fa” e “Palestina libera”.
Trento
La circolazione ferroviaria sull’asse del Brennero è stata momentaneamente sospesa in prossimità di Trento, a seguito della presenza di una cinquantina di manifestanti sui binari nei pressi della stazione. La linea ferroviaria è stata, in seguito, riaperta e il traffico è in graduale ripresa.
I treni Alta velocità e regionali hanno subito rallentamenti fino a 90 minuti mentre alcuni convogli regionali e il Railjet da Monaco di Baviera a Bologna Centrale sono stati cancellati.
Bologna
Scontri in stazione a Bologna questa mattina dove gli studenti delle scuole superiori e dell’Università, in corteo per la Palestina e la Global Sumud Flottilla da stamattina, sono arrivati davanti all’entrata. Durante il tragitto avevano annunciato la volontà di bloccare la stazione, ma hanno trovato le forze dell’ordine in tenuta antisommossa ad aspettarli. Gli studenti hanno cercato a più riprese di oltrepassarli, ma sono stati respinti da manganellate a cui hanno risposto con lanci di oggetti contro le forze dell’ordine.
Siena
La mobilitazione non riguarda solo le grandi città. Anche a Siena, circa 300 sostenitori si sono dati appuntamento in piazza Salimbeni, al presidio a sostegno dell’equipaggio della Global Sumud Flottilla. A organizzare la mobilitazione sono una ventina di sigle locali tra cui la Cgil provinciale e il Comitato per la Palestina di Siena.
“Io ritengo che il governo italiano non abbia garantito la giusta protezione, in acque internazionali, ai cittadini italiani – ha spiegato il segretario della Cgil di Siena Alice D’Ercole-. L’articolo 2 della Costituzione sancisce chiaramente la libertà di ogni cittadino di poter aderire a missioni di solidarietà. Il governo non ha tutelato i nostri connazionali in uno spazio internazionale. Per questo ieri ci siamo mobilitati con un presidio spontaneo, oggi siamo di nuovo qui e domani ci sarà lo sciopero generale, con Siena che vedrà un corteo e una manifestazione”.
Padova
I poliziotti della questura di Padova, dopo aver tranciato le catene con cui si erano legati all’Interporto bloccando il traffico, hanno accompagnato in Questura 23 attivisti procedendo nei confronti di 11 di loro con fogli di via obbligatori per quattro anni, due avvisi orali e al deferimento all’A.G. nei confronti di altri 5 attivisti per i reati di violenza privata in concorso e manifestazione non autorizzata. Poco dopo, alle 19, circa mille attivisti appartenenti ai centri sociali del nord est e all’area antagonista, sono giunti in corteo sotto la Questura accendendo fumogeni, inneggiando con slogan alla Palestina Libera e contro la Polizia, intimando l’immediata liberazione degli attivisti di Extinction Rebellion presenti in Questura per le conseguenti notifiche dei provvedimenti di prevenzione personale adottate nei loro confronti. I manifestanti hanno inoltre bloccato il traffico su Riviera Ruzante che conduce alla Basilica del Santo.
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Flotilla: scontri alla stazione di Bologna, occupata la Statale di Milano
AGI – Scontri tra manifestanti e forze di polizia e facoltà universitarie occupate. Alla vigilia dello sciopero generale proclamato per domani dai sindacati, studenti e attivisti pro Pal si mobilitano da nord a sud per la Flotilla e contro l’abbordaggio da parte delle forze israeliane che hanno fermato gli attivisti sulle navi della missione umanitaria diretta a Gaza.
Bologna
Scontri in stazione a Bologna, dove gli studenti delle scuole superiori e dell’Università, in corteo per la Palestina e la Global Sumud Flottilla da stamattina, sono arrivati davanti all’entrata.
Durante il tragitto avevano annunciato la volontà di bloccare la stazione, ma hanno trovato le forze dell’ordine in tenuta antisommossa ad aspettarli.
Gli studenti hanno cercato a più riprese di oltrepassarli, ma sono stati respinti da manganellate a cui hanno risposto con lanci di oggetti contro le forze dell’ordine.
Milano
Occupata l’Università Statale di Milano. “La Statale è pronta per lo sciopero generale di domani” si legge in una nota pubblicata sulla pagina Facebook di ‘Cambiare Rotta Milano’.
“Come abbiamo promesso, se avessero toccato la Flotilla, avremmo bloccato tutto: così questa mattina, dopo il corteo che ieri ha bloccato la stazione di Milano Cadorna, abbiamo occupato l’università Statale di Milano”, si legge nel comunicato.
“Come equipaggio di terra della Global Sud Flotilla siamo da tre settimane in mobilitazione permanente, con presidi, assemblee studentesche con i lavoratori, mobilitazioni nei dipartimenti e il blocco degli ingressi dell’università il 22 settembre in occasione dello sciopero generale indetto dall’@unionesindacaledibase”.
Occupazioni in scuole e università
“Oggi, di fronte alla gravità di quanto successo e alla sempre più diffusa indignazione degli studenti, abbiamo deciso di seguire l’appello lanciato dalla facoltà di Lettere occupata in Sapienza e di lanciare un segnale forte per rompere ogni complicità con il genocidio e il sionismo. Il 22 settembre ce l’ha dimostrato: studenti e lavoratori uniti possono bloccare guerra e genocidio, ogni ateneo sarà una barricata!”. Alle 10 è stata convocata un’assemblea”.
Un giovedì caldo in tutta Italia per scuole e università. In molti atenei sono scattate le occupazioni e per oggi sono in programma cortei e assemblee, da Nord a Sud in vista dello sciopero generale di venerdì.
L’Università Statale di Milano è stata occupata dagli attivisti di ‘Cambiare Rotta Milano‘ dopo tre settimane in mobilitazione permanente, con presidi, assemblee studentesche con i lavoratori e mobilitazioni.
A Roma gli studenti di ‘Cambiare Rotta‘ hanno bloccato la facoltà di Lettere a La Sapienza. Assemblee anche al Morgagni e in molti altri licei della Capitale.
A Torino è stata bloccata la didattica al Palazzo Nuovo, una delle principali sedi dell’Università degli Studi di Torino. A Genova proseguono le mobilitazioni nella zona universitaria del Balbi.
A Bologna sui social vengono segnalate le mobilitazioni degli studenti del Sabin, del Minghetti, del Fermi e diversi altri, con un corteo aperto dallo striscione “Blocchiamo tutto“. Mobilitazioni anche a Bari con un presidio di studenti universitari e un sit-in in programma davanti al rettorato dell’università Aldo Moro.
La mobilitazione degli studenti arriva sulla scia delle proteste dei pro-Pal che ieri era hanno coinvolto diverse città italiane: Roma, Milano, Genova, Napoli, Siena, Perugia, Torino. Intanto i sindacati hanno proclamato lo sciopero per domani.
Il ministro Matteo Salvini valuta la precettazione in vista dello sciopero proclamato per venerdì. L’orientamento della Commissione di Garanzia per gli scioperi, infatti, ha già stabilito che la motivazione addotta dai sindacati non rientra nei casi che giustificano il mancato preavviso.
La mobilitazione di ieri sera
Dopo che i media hanno diffuso la notizia dell’abbordaggio da parte delle forze israeliane è stata lanciata una “mobilitazione di emergenza” a Milano in piazza alla Scala a partire dalle 21 e 30. Tra i promotori dell’iniziativa c’è il centro sociale Lambretta.
A Napoli e alla Stazione Termini i manifestanti pro Pal hanno occupato i binari bloccando il traffico ferroviario.
A piazza dei Cinquecento a Roma, di fronte alla Stazione Termini i cui ingressi, a quanto si apprende, sono stati chiusi per consentire l’accesso solo a chi è munito di biglietto. “Dai vari territori, convergiamo tutti come marea alle 22 in piazza dei Cinquecento, ormai Piazza Gaza. Blocchiamo tutto”. Nella capitale le persone scese in strada per una mobilitazione immediata, sarebbero circa 10mila. Il corteo che inizialmente ha cercato di avanzare verso Palazzo Chigi, si è fermato a Piazza San Silvestro.
A Genova si blocca il porto
“Difendiamo la Flotilla, blocchiamo il porto”. È l’invito alla mobilitazione questa sera, a partire dalle 22, della USB a Genova, dopo le notizie del fermo imposto da Israele alle navi della flotta umanitaria. A bordo dei vascelli anche il ligure Josè Nivoi, portavoce del Calp, Collettivo autonomo lavoratori portuali. Davanti alla sede di Music For Peace è stato acceso un enorme fuoco con legno e copertoni e sono stati intonati cori a sostegno della Palestina. In piazza giovani e meno giovani con tantissime bandiere della Palestina. Il varco portuale Albertazzi è bloccato.
Bloccato un traghetto a Livorno
A Livorno i manifestanti scesi in strada dopo l’abbordaggio della Flotilla da parte dell’esercito israeliano hanno bloccato in porto la Moby Fantasy in partenza per Olbia, in Sardegna. Il traghetto, che sarebbe dovuto partire dal porto di Livorno alle 22, è rimasto fermo per circa un’ora ed è poi riuscito a salpare solo intorno alle 23.
Bloccati i binari a Pisa
A Pisa la mobilitazione è iniziata questa sera alle 21 con un appuntamento già pianificato dal pomeriggio, nel caso in cui gli attivisti della Flotilla fossero stati “bloccati”. Oltre un centinaio di persone si è radunata nella piazza XX settembre, davanti al Palazzo del Comune, da loro ridefinita “Piazza Gaza. Da qui, in un corteo che si è accresciuto nel percorso, attraverso il Corso Italia i manifestanti si sono diretti alla Stazione dove hanno bloccato quattro binari intonando slogan contro il governo, ritenuto “complice del genocidio”, e in solidarietà con gli attivisti e la causa palestinese: “blocchiamo tutto”, “libertà per la flotilla”, “Stop al genocidio”. Il corteo è presidiato dalle forze dell’ordine.
“Questo è l’inizio della mobilitazione – spiega Ciccio Auletta, consigliere comunale di Una città in Comune, presente alla manifestazione assieme ad altri gruppi pro PAL Domani continueremo con un nuovo presidio sotto il comune in occasione del consiglio comunale e ci saranno anche momenti nelle università. Il 3, poi, lo sciopero generale”.
“Stanno bloccando la Flotilla, scendiamo in piazza adesso”. È l’appuntamento lanciato in serata a Firenze da Usb e rilanciato anche da altre realtà come Firenze per la Palestina, Giovani Palestinesi, Collettivo di fabbrica Gkn. I manifestanti, circa 500 persone, si sono dati appuntamento in questa piazza in segno di solidarietà con gli attivisti fermati in mare dall’esercito israeliano.
Milano in corteo verso piazza Cadorna
Diverse centinaia di persone si sono mosse da piazza alla Scala e stanno sfilando per le strade del centro di Milano dietro allo striscione ‘Blocchiamo tutto’ in solidarietà a Gaza e alla Flotilla. Il corteo è diretto verso piazza Cadorna. Imponente lo schieramento delle forze di polizia.
Si moltiplicano i presidi di città in città
Anche a Siena e a Perugia si contano dei presidi spontanei. Oltre trecento si sono ritrovati davanti alla fontana Maggiore a Perugia per un sit in che si è trasformato poi in corteo lungo corso Vannucci, il corso principale della città.
In duecento stanno protestando a Siena in una manifestazione spontanea, nata dal tam tam sui social. A dare vita alla mobilitazione è stato il Comitato per la Palestina di Siena. Diverse le realtà cittadine che hanno aderito, tra cui la Cgil. “Siamo l’esercito di terra, siamo la voce che è stata tolta all’equipaggio della flottiglia”, ha detto il segretario del sindacato provinciale Alice d’Ercole. I manifestanti hanno intonato a più riprese “Palestina libera” e “Bella Ciao”, mentre striscioni e cartelli ribadiscono la richiesta di libertà per il popolo palestinese e lo stop al conflitto in corso.
D’Ercole ha ricordato che “a bordo delle 44 imbarcazioni ci sono oltre 400 civili provenienti da ogni parte del mondo, carichi di aiuti umanitari – cibo, acqua potabile, medicinali – diretti a Gaza”. “Hanno avuto il coraggio che è mancato ai governi e alla comunità internazionale: dire fermate il genocidio, impedite che 66.000 civili, 20.000 bambini, muoiano sotto le bombe, di fame o di sete”, ha aggiunto la sindacalista.
Un gruppo di studenti ha occupato a Torino Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, per protestare contro il blocco navale.
A Pescara, i manifestanti si sono dati appuntamento in piazza Unione, dove c’è la sede della Regione Abruzzo e del Consiglio regionale, hanno prima bloccato il traffico e poi hanno dato vita a un corteo.
La Cgil indice lo sciopero generale
“L’aggressione contro navi civili che trasportavano cittadine e cittadini italiani, rappresenta un fatto di gravità estrema. Un colpo inferto all’ordine costituzionale stesso che impedisce un’azione umanitaria e di solidarietà verso la popolazione palestinese sottoposta dal governo israeliano a una vera e propria operazione di genocidio. Un attentato diretto all’incolumità e alla sicurezza di lavoratrici e lavoratori, volontarie e volontari imbarcati. Non è soltanto un crimine contro persone inermi, ma è grave che il governo italiano abbia abbandonato lavoratrici e lavoratori italiani in acque libere internazionali, violando i nostri principi costituzionali”. Con queste parole la Cgil annuncia, in difesa di Flotilla, dei valori costituzionali e per Gaza, lo sciopero generale nazionale di tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata di venerdì, 3 ottobre, ai sensi dell’art.2, comma 7, della legge n.146/90. Durante lo sciopero generale, fa sapere la Cgil “saranno garantite le prestazioni indispensabili, come stabilito dalle regolamentazioni di settore”.
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A Roma cori e proteste contro l’abbordaggio della Flotilla
AGI – I sindacati hanno proclamato lo sciopero per il prossimo 3 ottobre, mentre in tutta Italia proprio mentre le navi della Flotilla sono entrate nella zona critica, gli attivisti sono tornati in strada con azioni dimostrative. Dopo che i media hanno diffuso la notizia dell’abbordaggio da parte delle forze israeliane è stata lanciata una “mobilitazione di emergenza” in piazza alla Scala a partire dalle 21 e 30. Tra i promotori dell’iniziativa c’è il centro sociale Lambretta. Napoli e alla Stazione Termini i manifestanti pro Pal hanno occupato i binari. A Genova l’indicazione è quella di occupare il porto.
Falsi Dalí in mostra a Parma: sequestrate 21 opere dai Carabinieri
AGI – Quasi duecento opere tra incisioni, ceramiche, arazzi e oggetti di design del maestro del surrealismo esposte a Parma. Peccato che una su dieci erano false e 21 dei capolavori attribuiti a Salvador Dalí sono stati sequestrati dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Roma.
Dietro i colori accesi e le forme visionarie che richiamavano lo stile inconfondibile del maestro del Surrealismo, si nascondeva infatti una sofisticata operazione di contraffazione. A dare il primo allarme è stata la Fundación Gala – Salvador Dalí, custode ufficiale dell’eredità dell’artista, che ha segnalato gravi incongruenze sull’autenticità dei lavori.
A seguire, l’intervento delle forze dell’ordine, coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, le quali, notando alcune anomalie nelle opere esposte, all’epoca dei fatti, presso un altro noto Museo di Roma, hanno confermato il falso. Un’operazione che svela ancora una volta le ombre di un mercato dell’arte sempre più vulnerabile alle truffe, che rischia di intaccare profondamente la credibilità dell’intero settore e di ingannare collezionisti, appassionati e istituzioni culturali.
Il Comune di Parma valuta l’azione legale
“Preoccupazione per i sequestri eseguiti questa mattina all’interno della mostra su Dali’ a Palazzo Tarasconi”. La esprime il Comune di Parma che precisa pero’ che “l’organizzazione della mostra non ha ricevuto alcun contributo dell’ente e che il luogo è totalmente privato. Il Comune è da sempre attivo per la promozione e la tutela dell’immagine della città e valuterà attentamente come procedere”. “Poiché la mostra non è organizzata dal Comune – precisa il vicesindaco e assessore a Cultura e Turismo, Lorenzo Lavagetto – non posso entrare nel merito. Si tratta di una mostra organizzata da una società privata che ha già toccato sedi di rilievo in Italia. Vedremo gli sviluppi”.
Aereo militare precipita al Circeo, morti il comandante del 70esimo Stormo di Latina e un allievo
AGI – Sono stati individuati dalle squadre di soccorso a terra, nei pressi di alcuni rottami del velivolo, i corpi senza vita dei piloti del velivolo T-260B del 70esimo Stormo precipitato questa mattina. Il biposto del 70mo Stormo era impegnato in un volo di addestramento quando si è schiantato al suolo nel Parco Nazionale del Circeo e ha preso fuoco.
Le vittime sono il colonnello Simone Mettini, 48 anni, comandante del 70mo Stormo di Latina e pilota istruttore, e Lorenzo Nucheli, l’allievo che era con lui. Dopo che la torre di controllo dell’aeroporto Comani aveva perso i contatti con l’equipaggio, gli elicotteri dell’Aeronautica militare e dei stessi vigili del fuoco hanno avvistato i rottami ancora in fiamme in una zona boscosa e impervia all’altezza di Cerasella, a 4 chilometri dalla statale Pontina.
Oltre ai carabinieri del comando di polizia militare dell’Aeronautica sono intervenuti anche gli investigatori del Reparto Operativo del comando provinciale per le indagini necessarie a ricostruire le circostanze della tragedia. La Procura Militare di Roma è in attesa di una prima informativa sull’incidente per valutare l’apertura di un fascicolo d’indagine e accertare eventuali responsabilità di competenza militare. Anche la Procura della Repubblica di Latina segue l’evoluzione delle indagini, per stabilire eventuali profili di responsabilità di carattere civile o penale.
“Profonda costernazione e sincera commozione” sono state espresse dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Profondo cordoglio” anche dalla premier, Giorgia Meloni, mentre il ministro della Difesa, Guido Crosetto, su X ha scritto: “Si dice che un pilota non muore mai, vola solo più in alto, ma non posso nascondere il profondo dolore per la notizia della tragica scomparsa” dei due militari.
Annullato per lutto il sorvolo che era previsto poche ore dopo la tragedia delle Frecce Tricolori sul Duomo di Milano per celebrare i 100 anni della presenza del Comando in città.
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Ryanair taglia un aereo a Fiumicino e fa appello al governo
AGI – Ryanair, la compagnia aerea numero uno in Italia, ha annunciato oggi (martedì 30 settembre) che ridurrà di un aeromobile la sua flotta basata a Roma (da 17 a 16 aeromobili) per l’inverno ‘25 e non registrerà alcuna crescita del traffico a Roma durante questo inverno. Questo è dovuto al limite artificiale dei voli a Ciampino (appena 65 voli al giorno), all’aumento delle tariffe aeroportuali di AdR ben superiore all’inflazione (Ciampino +44% e Fiumicino +15% entro il 2028) e alla decisione dannosa del Governo di aumentare l’addizionale municipale negli aeroporti di Roma a partire da aprile 2025 – che è già molto più alta rispetto ad altri aeroporti italiani.
Ryanair continua a investire e far crescere il traffico e il turismo in altre parti d’Italia, offrendo tariffe più basse di qualsiasi altra compagnia aerea, ma il Governo continua a danneggiare la crescita del traffico, del turismo e dell’occupazione a Roma con la sua costosa addizionale municipale, in un momento in cui altri Paesi europei come Svezia, Ungheria, Albania e alcune regioni italiane hanno abolito le tasse sull’aviazione e ridotto le tariffe aeroportuali per favorire la crescita del traffico e del turismo. Per far crescere il traffico e il turismo a Roma, Ryanair invita il Governo italiano ad abolire immediatamente il limite artificiale di 65 voli giornalieri a Ciampino (appena 4 voli all’ora) e a eliminare l’addizionale municipale in tutti gli aeroporti italiani – seguendo l’esempio di Abruzzo, Calabria, Friuli-Venezia Giulia e Trapani, che hanno abolito queste tasse nel 2025 per favorire la crescita – e sollecita AdR a ridurre le sue tariffe eccessive negli aeroporti di Roma per rendere nuovamente competitiva l’Italia e stimolare l’aumento del traffico. Se queste tasse verranno abolite e le tariffe elevate di AdR ridotte, Ryanair risponderà con un investimento di 4 miliardi di dollari in Italia, aggiungendo 40 nuovi aeromobili, oltre 20 milioni di nuovi passeggeri all’anno, 250 nuove rotte e 1.500 posti di lavoro aggiuntivi nelle regioni italiane, incrementando il turismo, l’occupazione e la crescita economica a livello nazionale.
“Gli alti costi di accesso a Roma, inclusa la dannosa addizionale municipale, e gli aumenti delle tariffe aeroportuali ben superiori all’inflazione (+44% a Ciampino, +15% a Fiumicino), insieme al limite artificiale ai voli di Ciampino, hanno costretto Ryanair a ridurre di un aeromobile la flotta basata a Roma per l’inverno 2025, il che significa zero crescita del traffico a Roma in questo inverno”. Lo ha detto il CEO di Ryanair, Michael O’Leary che aggiunge “mentre Ryanair continua a crescere in altre parti d’Italia offrendo le tariffe più basse d’Europa, queste tasse dannose e la politica sulle tariffe rendono Roma poco competitiva rispetto a mercati concorrenti in Europa come Svezia, Ungheria, Albania e molte regioni italiane, che hanno abolito le tasse sull’aviazione e ridotto le tariffe aeroportuali per favorire la crescita del traffico.
Ryanair invita il Governo a eliminare con urgenza il limite artificiale ai voli giornalieri di Ciampino (appena 2 voli di andata e ritorno all’ora!) e ad abolire la dannosa addizionale municipale in tutti gli aeroporti italiani, come già fatto da altri Paesi europei tra cui Svezia, Ungheria, Slovacchia e Albania. Ryanair invita inoltre Aeroporti di Roma a ridurre le elevate tariffe aeroportuali di Ciampino e Fiumicino affinché il traffico, il turismo e l’occupazione a Roma possano crescere. Queste misure permetterebbero agli aeroporti di Roma di godere di una rapida crescita del traffico, del turismo e dell’occupazione nei prossimi anni, poiché Ryanair risponderà con un investimento di 4 miliardi di dollari in Italia, aggiungendo 40 nuovi aeromobili, oltre 20 milioni di passeggeri all’anno su 250 nuove rotte e 1.500 nuovi posti di lavoro Ryanair nelle regioni italiane”.
La procura di Roma chiede il processo per Maria Rosaria Boccia
AGI – La procura di Roma ha chiesto il processo a giudizio per Maria Rosaria Boccia, indagata in relazione alla denuncia presentata dall’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. All’imprenditrice di Pompei sono contestati i reati di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum nell’ambito dell’organizzazione di alcuni eventi.