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Garlasco: la procura di Pavia contro Lovati “false affermazioni in tv”

AGI – In una nota la Procura di Pavia scrive che “quanto affermato dall’avvocato Massimo Lovati, difensore di Andrea Sempio, risulta oggettivamente destituito di ogni fondamento” in relazione a quanto dichiarato nel corso della trasmissione ‘Falsissimo’.

In particolare, il comunicato sembra riferirsi al passaggio dell’intervento di Lovati quando afferma: “Napoleone, da quello che mi hanno riferito, qualche talpone che ho anch’io, voleva chiedere l’archiviazione. Quell’altro, invece, quello li’ dell’Opus Dei, quel maledetto Civardi”.

“Il procuratore Fabio Napoleone, che firma la precisazione, evidenzia che la “coassegnazione del procedimento penale al Procuratore Aggiunto Stefano Civardi, insediatosi nell’Ufficio nel febbraio 2024, è avvenuta successivamente” rispetto alla tempistica individuata da Lovati. Questo il testo della nota: “Il procedimento penale relativo alla vicenda dell’omicidio di Chiara Poggi ha avuto impulso con il deposito da parte della difesa della persona condannata, Alberto Stasi, di una relazione in materia di genetica forense a firma del Consulente Ugo Ricci, specialista in Genetica Medica presso l’Università di Careggi – Firenze con parere del professor Lutz Roever nel 2023, anno in cui Stefano Civardi svolgeva il proprio servizio presso la Procura della Repubblica di Milano; nel 2023 questa Procura della Repubblica di Pavia ha incaricato il Dipartimento di Genetica Forense dell’Università di Pavia (in persona dei Consulenti Tecnici Carlo Previdere’ e Pierangela Grignani) di svolgere accertamenti tecnici ripetibili; in data 14 febbraio 2024 è stata depositata richiesta di riapertura indagini a firma del Procuratore, Fabio Napoleone, e dei Sostituti assegnatari Andrea Zanoncelli e Valentina De Stefano. La coassegnazione del procedimento penale al Procuratore Aggiunto Stefano Civardi, insediatosi nell’Ufficio nel febbraio 2024, è avvenuta successivamente”. 

Anche l’Ordine degli Avvocati valuta richiamo a Lovati

L’Ordine degli Avvocati di Pavia sta seguendo con “molta attenzione comportamenti e dichiarazioni” dell’avvocato Massimo Lovati, legale di Andrea Sempio. Non sono esclusi richiami e forse provvedimenti a suo carico. È quanto apprende l’AGI in merito al legale destinatario oggi di una smentita da parte della Procura che indaga sull’omicidio di Chiara Poggi per le affermazioni durante il programma ‘Falsissimo’ di Fabrizio Corona. Tra le altre cose, Lovati aveva chiamato in causa anche la vicenda di Yara Gambirasio, la 13enne uccisa nel 2010 per il cui omicidio sta scontando l’ergastolo Massimo Bossetti suscitando l’indignazione del legale della famiglia della piccola ginnasta.

L'”attenzione” dell’Ordine di Pavia è comunque precedente alle ultime dichiarazioni e riguarda anche altre situazioni che hanno messo al centro delle polemiche il difensore.

 

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Crosetto operato a Roma, “è già al lavoro”

AGI – “Questa mattina il Ministro della Difesa Guido Crosetto è stato sottoposto a un intervento presso l’Ospedale Fatebenefratelli”. Lo rende noto il ministero della Difesa.

“L’operazione, eseguita con successo – si legge in un comunicato – ha comportato l’asportazione di tre neoplasie al colon (polipi). Il Ministro è in buone condizioni. Si attende ora l’esito dell’esame istologico”. 

“Forza Guido”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni, rivolgendo cosi’ i suoi auguri di guarigione al ministro della Difesa e amico Guido Crosetto. 

“Crosetto è in ottime condizioni” 

 Crosetto è “in ottime condizioni a seguito dell’intervento in day hospital eseguito questa mattina presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Roma ed è già al lavoro”. Lo fa sapere lo stesso ministero spiegando che “si è trattato di interventi previsti da tempo e sempre posticipati, ma che non sono stati eseguiti in forma di urgenza”.

Questa mattina alle ore 7, all’ospedale Fatebenefratelli, Crosetto si è sottoposto a esami che hanno comportato l’asportazione di alcuni polipi e dei prelievi da analizzare, “ma senza alcuna preoccupazione”, mentre sabato scorso si era sottoposto a dei controlli cardiologici presso la struttura poliambulatorio Montezemolo di Roma.

All’ospedale Fatebenefratelli, è stato seguito dal professor Guido Costamagna, dal dottor Milutin Bulajic. All’ambulatorio Montezemolo dal dottor Paolo Giuliani, oltre che dal professor Nicola Galea, radiologo del Policlinico Umberto I. Il ministro ringrazia tutti per i tanti messaggi di solidarietà ricevuti, ma ribadisce che “la situazione è pienamente sotto controllo e che già è tornato al lavoro, come sempre”. 

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Contro l’overtourism arrivano i tornelli in montagna

AGI – Dai tornelli agli slot passando per il ‘numero ideale’ sulle piste da sci. È la montagna, con tutta la sua filiera, che cambia. Negli ultimi anni si è registrato un forte boom sia d’inverno che soprattutto d’estate tra rifugi trasformati in ‘hotel di lusso’ d’alta montagna, sentieri affollati e piste da sci sempre di più prese d’assalto.
Quest’estate sul Seceda in Val Gardena in Alto Adige, a seguito del crescente flusso di visitatori, i proprietari dei terreni hanno istituito i tornelli a pagamento (5 euro a persona) per contrastare il turismo del selfie.

Il contingentamento dei visitatori giornalieri esiste già da anni per visitare il suggestivo e romantico lago di Braies, iconica location della fiction ‘Un passo dal cielo’. La proposta di introdurre un sistema di prenotazione con fasce orarie per controllare e dirigere i flussi sul Seceda lanciata l’estate scorsa, sembra diventerà effettiva dal 2026. Infatti, per il prossimo anno potrebbe essere introdotto un sistema di prenotazione per gli accessi, un po’ come accade già da tempo nei musei ma anche in alcune piscine.

Esiste già la proposta per prenotare lo slot attraverso smartphone oppure computer. Il sistema indicherà i posti esauriti e il turista dovrà scegliere un’altra fascia oraria. Possibile che verrà aumentata la funivia nelle ore di maggior frequenza e “più comode”. In caso di brutto tempo oppure al momento dell’apertura dell’impianto e nel pomeriggio a ridosso della chiusura, il biglietto costerà meno.

 

 

Intanto, a Madonna di Campiglio in Trentino prime prove d’inverno, ovvero cannoni dell’impianto di innevamento già azionati. Freddo permettendo, l’intenzione della società Funivie di Madonna di Campiglio è quella di aprire la stagione il fine settimana del 22-23 novembre sul Grostè e poi dal 28 novembre in forma continuativa.
Confermata da diversi mesi l’applicazione del “numero ideale” per alcuni periodi della stagione 2025/2026 nella SkiArea Madonna di Campiglio. Si tratta di vendere gli skipass giornalieri fino al raggiungimento della soglia di 14-15 mila sciatori presenti sulle piste.

Esclusi dal provvedimento i possessori degli skipass stagionali e tessere plurigiornalieri. Il ‘numero ideale’ si applicherà nelle settimane di Capodanno (28 dicembre 2025 – 5 gennaio 2026) e Carnevale (15 – 22 febbraio 2026). 

 

Corteo pro-Pal a Bologna, scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, 1 fermato

AGI – Scontri a Bologna tra manifestanti Pro Pal e forze dell’ordine, durante la manifestazione dei Giovani palestinesi per celebrare i massacri del 7 ottobre. Gli agenti hanno usato gli idranti e hanno caricato in Via Rizzoli per disperdere i partecipanti al presidio di piazza del Nettuno. Un manifestante è stato fermato e accompagnato in Questura per accertamenti a Bologna in seguito agli scontri durante la manifestazione Pro Pal per ‘celebrare’ il 7 ottobre, a cui hanno partecipato oltre 500 persone. Lo ha reso noto la Questura di Bologna. 

I manifestanti si sono dispersi nelle vicinanze di via Ugo Bassi e Rizzoli per poi ricompattarsi e procedere verso Strada Maggiore, seguiti a breve distanza dalle forze dell’ordine. Dopo una nuova carica, gli attivisti hanno lanciato oggetti contro gli agenti e hanno eretto barricate con i cassonetti.

Dopo giorni di polemiche, l’iniziativa è stata formalmente vietata dal Questore di Bologna, mentre anche il Comune aveva chiesto di non svolgerla. Nonostante il divieto, gli organizzatori hanno deciso di mantenere la presenza in piazza, con l’adesione di Potere al Popolo e dei collettivi Cua, Cambiare Rotta e Osa. I manifestanti hanno esposto uno striscione con la scritta “Free Palestine”. Sul perimetro della piazza sono stati schierati blindati della polizia: tre sul lato del Comune e due davanti a Questura e Prefettura.

Manifestazione anche a Torino

A Torino si è conclusa con musica e balli in piazza Vittorio Veneto la manifestazione a sostegno della Palestina organizzata senza autorizzazione nell’anniversario delle stragi del 7 ottobre. Al corteo hanno preso parte oltre 6mila persone (10mila secondo gli organizzatori) che hanno sfilato per le strade della periferia nord e del centro, intonando cori a favore del popolo palestinese e contro il sionismo.
“Il 7 ottobre è quella data storica in cui la resistenza ha sfondato il muro che la teneva imprigionata”, ha urlato un manifestante dal megafono.
Nel corso della marcia, la questura ha divulgato una nota precisando che “nessuna manifestazione ne’ statica ne’ dinamica e’ stata autorizzata per la giornata odierna”, specificando che “i responsabili delle violazioni saranno denunciati all’autorità giudiziaria”. 

Detenuto finge malore ed evade da finestra del tribunale di Trento

AGI – Rocambolesca evasione oggi pomeriggio dalla finestra del bagno del tribunale di Trento. Un detenuto, a processo per violenza sessuale, ha finto un malore ed è scappato dalla finestra del tribunale in Largo Luigi Pigarelli. La comunicazione è stata data dall’organizzazione sindacale Uil della Polizia Penitenziaria (Uilpa).

L’uomo in fuga è un 30enne di origine marocchina accusato di aver commesso una violenza sessuale nel 2024 a Trento. Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria, ha affermato che “sono in corso le ricerche da parte della Polizia penitenziaria e delle altre forze dell’ordine”.

Un 15enne tunisino radicalizzato attraverso il web, minacciava azioni violente contro i “m…

AGI – Un ragazzo tunisino di 15 anni indagato per i reati di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale e per porto di armi o oggetti atti ad offendere. Questa mattina, infatti, in provincia di Siena, la Digos della Questura di Firenze e la Stazione dei Carabinieri di Montepulciano (SI) hanno dato esecuzione alla misura cautelare del collocamento in comunità, emessa dal gip per i Minorenni di Firenze, Maria Serena Favilli, su richiesta del procuratore Roberta Pieri e del pm Giuseppina Mione, nei confronti del ragazzino.

L’indagine è nata nel dicembre 2024, dopo di un intervento dei militari della Stazione di Montepulciano che, dopo una segnalazione di allontanamento del ragazzo da parte del padre, dopo neanche due ore lo hanno trovato mentre vagava nella periferia di Montepulciano. In quella circostanza il minore, oltre ad essere stato trovato in possesso di un coltello a scatto, ha manifestato simpatie per il terrorismo islamico. Tale circostanza ha condotto al sequestro del cellulare del minore, la cui analisi è stata delegata, dai titolari del fascicolo coassegnato, alla D.I.G.O.S. di Firenze. 

 

Dall’attività degli investigatori dell’Antiterrorismo Internazionale della digos fiorentina è emerso un quadro altamente sintomatico di un percorso di radicalizzazione del ragazzo attraverso il web.
La forte attrazione per la tematica jihadista è documentata dalle numerose ricerche da lui effettuate su web per informarsi sul jihad, su vari tipi di armi, su come raggiungere la Siria e, perfino, su come costruire una bomba. Simpatie lo hanno reso facile esca di un’attività di indottrinamento e arruolamento giunta fino alla prestazione del giuramento e compiuta attraverso l’utilizzo di piattaforme di messaggistica che garantiscono un alto tasso di anonimato.

 

Inoltre il minore, dopo aver prestato giuramento all’organizzazione descritta dall’adescatore come “gruppo di musulmani provenienti da tutto il mondo che mirano a sostenere i nostri fratelli oppressi in Palestina, Siria, e persino i nostri fratelli uiguri in Cina”, per accelerare il processo di affiliazione all’interno del gruppo, ha tentato lui stesso di ‘arruolare’ altre persone. A novembre 2024 inoltra a un’altra persona il testo del giuramento che, per ritenersi concluso, dovrà essere riscritto da colui che lo presta e condiviso con il mittente. Nel cellulare del minore sono stati trovati video in cui l’indagato, con il volto coperto da un passamontagna, in nome di Allah, e minaccia azioni violente contro i “miscredenti”.
Il gip, con la misura cautelare del collocamento in comunità, ha inteso impedire il rischio di reiterazione di reati, con il concreto pericolo che l’indagato possa compiere atti di violenza.

Ripulivano le auto di lusso e le vendevano sul mercato arabo: 14 arresti in Italia, Spagna e Belgio

AGI –  Auto di lusso ‘ripulite’ e vendute sul mercato arabo. È il cuore di una inchiesta della procura di Reggio Emilia, diretta da Calogero Gaetano Paci, che ha portato all’alba di oggi tra l’Italia, la Spagna e il Belgio all’esecuzione di 14 misure cautelari nell’ambito dell’operazione denominata Palma, dopo una indagine del Nucleo Investigativo dei carabinieri reggini.

Nel mirino dei pm, un gruppo criminale transnazionale dedito ai furti e al riciclaggio di auto di lusso. L’attività, sviluppata con la Guardia Civil – UCO e la Polizia Federale Belga, con il supporto di Europol ed Eurojust, ha documentato un giro d’affari milionario con veicoli di lusso trafugati in Italia e Spagna, ‘ripuliti’ in Belgio, che poi partivano dal porto di Anversa alla volta dei mercati degli Emirati Arabi Uniti.

Una complessa attività investigativa quella condotta dai Carabinieri del nucleo investigativo del Comando Provinciale di Reggio Emilia che ha visto il prezioso supporto della sezione criptovalute del Reparto Antifalsificazione Monetaria dell’Arma dei Carabinieri che ha impiegato personale specializzato visto che tutti i pagamenti avvenivano in criptovaluta. 

 

 

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In Italia gli omicidi di minorenni sono aumentati del 75%

AGI – Nel 2024 nel nostro Paese gli omicidi volontari con vittime minorenni hanno visto un inatteso aumento: dopo anni di costante diminuzione, coerentemente con il calo generale degli omicidi, si è arrivati a 21 casi, con un aumento del 75% rispetto ai 12 del 2023. E’ quanto emerge dai dati elaborati dal Servizio analisi criminale della direzione centrale della polizia criminale, diffusi dalla Fondazione Terre des Hommes in occasione della presentazione del Dossier INdifesa “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” 2025 e in vista della Giornata internazionale delle bambine dell’11 ottobre.

“Nonostante numeri assoluti molto più bassi delle altre fattispecie di reati, è un dato che desta molta apprensione”, rileva Terre des Hommes, sottolineando come l’omicidio volontario sia “uno dei reati che ha una componente con netta prevalenza maschile con il 76% dei casi che vede come vittime bambini e ragazzi”. 

 

Quando si possono accendere i riscaldamenti in casa? Ecco tutte le date

AGI – Un autunno decisamente poco mite con mattine e sere fredde, primi raffreddori e la domanda è immediata: quando possiamo accendere i riscaldamenti in casa? Dipende dalla zona climatica in cui si vive. Ed è bene rispettare le date: i controlli (a campione) vengono effettuati e si rischiano multe da un minimo di 500 euro a un massimo di circa 2.500 euro.

  • Zona climatica A – dal 1 dicembre al 15 marzo per un massimo di 6 ore giornaliere: Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle.
  • Zona climatica B – dal 1 dicembre al 31 marzo per un massimo di 8 ore giornaliere: Reggio Calabria, Crotone, Trapani, Siracusa, Palermo, Messina, Catania e Agrigento.
  • Zona climatica C – dal 15 novembre al 31 marzo per un massimo di 10 ore giornaliere: Imperia, Latina, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno, Bari, Lecce, Taranto, Brindisi, Catanzaro, Cosenza, Cagliari, Oristano, Sassari e Ragusa.
  • Zona climatica D – dal 1 novembre al 15 aprile per un massimo d 12 ore giornaliere: Genova, La Spezia, Savona, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato, Massa Carrara, Siena, Forlì, Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro, Roma, Viterbo, Terni, Avellino, Chieti, Pescara, Foggia, Isernia, Matera, Caltanissetta, Nuoro, Teramo e Vibo Valentia.
  • Zona climatica E – dal 15 ottobre al 15 aprile per un massimo di 14 ore giornaliere: Alessandria, Asti, Aosta, Biella, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Padova, Pavia, Sondrio, Torino, Varese, Verbania, Vercelli, Bolzano, Gorizia, Pordenone, Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Torino Treviso, Trieste, Udine, Verona, Vicenza, Venezia, Arezzo, Perugia, Rieti, Frosinone, L’Aquila, Campobasso, Potenza ed Enna.
  • Zona climatica F – nessuna limitazione di gradi ed orario: Cuneo, Belluno, Trento

Flotilla: rientrati 26 attivisti italiani. Tajani, “Altri 15 in stato di fermo”

AGI – A tarda sera sono rientrati in Italia altri 26 membri della Global Sumud Flotilla. Di questi, 18 sono atterrati poco prima della mezzanotte a Roma Fiumicino. Il gruppo è giunto con un volo proveniente da Istanbul e gli altri 8 sono sbarcati a Milano. Per altri 15 italiani che non hanno firmato il foglio di rilascio volontario si dovrà attendere l’espulsione. 

“Altri 15 attivisti rimarranno ancora per due o tre giorni in Israele perché non hanno voluto firmare la liberatoria e quindi dovranno essere giudicati” ha spiegato il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani. “Credo che all’inizio della prossima settimana torneranno in Italia anche loro”.

“Stanno tutti bene, c’è stata la visita consolare e abbiamo chiesto alle autorità israeliane di rispettare tutti i diritti degli italiani che sono lì in stato di fermo. Sono in stato di fermo e quindi in limitazione della libertà però è importante che ci sia anche un trattamento individuale non violento e, ripeto, che siano rispettati tutti i loro diritti quindi gli abbiamo chiesto di migliorare ancora le condizioni” ha aggiunto il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani in merito alle condizioni di salute degli italiani sbarcati dalla Flottilla e fermati in Isreale. 

Tra peluche e passeggini, i bambini al corteo per la Palestina

AGI – “La strada è ancora lunga, forza…”. Carlotta e Gioia guardano la mamma. Sono appena scese da un passeggino rosso. Lo spingono con una mano lungo Viale Aventino, in zona Ostiense. Con l’altra stringono due peluche. Camminano in coda al corteo quando la testa del ‘serpentone’ è già arrivata in piazza San Giovanni

A un centinaio di metri, Matteo, 4 anni, scruta l’orizzonte seduto sulle spalle del padre. Mentre Livia si gusta un cornetto. In bici, nello zaino, sui passeggini, in monopattino. Il ‘loro’ corteo si colora di arcobaleno. Sono tanti i bambini presenti alla manifestazione nazionale per la Palestina a Roma.

Un ‘fuori programma’ o un sabato pomeriggio di festa, per i piccoli. Un passo per “creare una coscienza collettiva”, per i genitori che hanno deciso di portarli in piazza. “Vogliamo la pace a Gaza”, il loro ‘grido’.“Non tutti i bambini sono stati fortunati come i nostri figli”, dice Laura mentre tiene d’occhio le sue figlie di 5 e 7 anni.

Poco distante c’è un giovane padre. Roberto ha una neonata nello zainetto e un ragazzino che lo segue. La piccola, appena 4 mesi, sbadiglia, una sbirciatina fuori, poi ricade nel sonno tra i cori “Palestina Libera”. Il fratello maggiore si guarda attorno mentre scarta un pacchetto di patatine.

“Spero che sia una manifestazione pacifica” le parole di Roberto, romano di Monteverde. “Ho deciso di portare anche mia figlia, anche se è molto piccola, perché questa è una giornata importante. Dobbiamo contribuire a costruire una coscienza collettiva, una responsabilità comune”, spiega.

Qualche metro più avanti alcuni amici parlottano. Sono arrivati questa mattina da Firenze in auto. Qualche battuta in attesa di Arianna – che, avvolta dalla bandiera della Palestina, sta allattando la figlia di 7 mesi. “Siamo qui anche per sostenere i bambini di Gaza. La guerra e la fame nella Striscia devono finire”, dice.

Per Roberta è la seconda manifestazione in due giorni. Ieri in marcia per lo sciopero generale. Oggi la mobilitazione  nazionale per Gaza.  La bandiera della Palestina sventola dietro lo zainetto. Mentre la figlia, 8 anni, segue il ritmo dei manifestanti battendo su un tamburello. “I bambini sono il futuro. Ho due bimbe e vorrei consegnare loro un mondo che sia in pace. Il mondo migliore possibile, non un mondo senza pace e senza diritti. Siamo qui per la pace”, ripete.

La coda del corteo è poco lontana. Seduto sul marciapiede Alessio, gelato in una mano e succo di frutta nell’altra, si riposa. “È stata una bellissima giornata” racconta il padre Carlo. Ma dopo due ore di camminata siamo stanchi e torniamo a casa”. Per Alessio la manifestazione è finita. Per tanti altri bambini la marcia prosegue: verso piazza San Giovanni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra bandiere di Hamas e di Hezbollah cori contro il governo e i giornalisti

AGI – Un fiume umano ha attraversato le strade della Capitale per il corteo a sostegno della Palestina: secondo gli organizzatori sarebbero stati un milione i partecipanti. La coda del corteo è partita da Piramide pochi minuti prima che la testa arrivasse in piazza San Giovanni. Dal carro principale, diventato un palco improvvisato, sono partiti cori a favore di Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu, sanzionata dagli Stati Uniti: “Ha detto la verità, quelli che dovrebbero essere sanzionati sono i criminali di guerra e i complici come Meloni e i suoi ministri”, hanno scandito i manifestanti.

Slogan e striscioni controversi

Tra gli striscioni più visibili quello con la scritta “7 ottobre resistenza palestinese”, accanto al quale sventolavano bandiere di Hamas e di Hezbollah, entrambe organizzazioni terroristiche. Non sono mancati cartelli e slogan contro il premier Giorgia Meloni e l’esecutivo, accusati di sostenere Israele e di essere complici dei bombardamenti, ma anche cori diretti alla stampa italiana, accusata dai partecipanti di “nascondere la verità” e di fare propaganda.

Roma inondata di bandiere palestinesi

Il corteo ha trasformato il centro di Roma in un lungo serpentone di bandiere palestinesi, cartelli contro Donald Trump e Benjamin Netanyahu e cori di protesta che hanno accompagnato i manifestanti fino a tarda sera. Un’ennesima partecipazione popolare per la Palestina dopo quanto già visto ieri in occasione dello sciopero generale.

 

Scontri a Roma tra manifestanti e polizia. Auto e cassonetti in fiamme. Oltre 260 identificati

AGI – Comincia bene, con “un milione di persone in piazza”, ma finisce male la manifestazione nazionale a Roma a sostegno della Palestina con un ‘fiume’ umano di tre chilometri che si snoda da Piramide fino a Piazza San Giovanni, con bandiere della Palestina, dei sindacati (Cobas e Usb) e arcobaleno. I dati della questura ridimensionano il numero dei partecipanti (“sono 250mila”), ma l’adesione a questa manifestazione contro la politica di Israele e contro “l’atteggiamento vile” del governo italiano è massiccia. Questa che segue è la cronaca della giornata. 

 

 

Spinto dal coro “Palestina libera” il corteo parte da Porta San Paolo a Roma dopo le 15. Migliaia di persone accompagnano lo striscione “Stop complicità con Israele. Contro occupazione e genocidio. Con la Resistenza palestinese”, simbolo della nuova giornata di mobilitazione indetta dai movimenti palestinesi. Il fiume di manifestanti ha attraversato il centro della Capitale per approdare in piazza San Giovanni.

In corteo manifestanti di tutte le età

Nelle strade della Capitale sfilano persone di tutte le età. Tra le bandiere e i cori a sostegno di Palestina libera, tra gli esponenti delle sigle sindacali con le loro bandiere – Cobas, USB, Cgil – spiccano i volti di giovani e giovanissimi. Anche di neonati, portati nei passeggini, nonostante la folla, da giovani madri e spesso da giovani padri. Ci sono bambini di tutte le età: c’è chi partecipa contento – un bambino neanche di 8 anni avvolto nella bandiera palestinese cammina felice a bordo di un monopattino – e chi invece sarebbe voluto tornare a casa ma si fa trascinare dal padre che non vuole abbandonare il corteo.

 

 

Ovviamente ci sono anche rappresentanti ‘senior’, over 70, che sfilano sfilato con il loro passo tranquillo (chi si aiuta con un bastone), qualcuno addirittura avvolto nella bandiera palestinese, con la gioia dipinta nel volto. Il lungo serpentone umano è chiuso dalle forze di polizia a garanzia dell’ordine. Per fortuna non si registrano problemi, anche grazie all’azione di prevenzione della polizia che ha bloccato cinque ragazzi, tutti minorenni, nei pressi del parco di Colle Oppio diretti al corteo ProPal. Ai giovani, provenienti da Pisa, dopo essere stati identificati dalla polizia di Stato, sequestrano caschi, fumogeni, bottiglie in vetro e bombolette spray.

 

 

Sequestrate anche mazze di legno, caschi e maschere antigas nel corso dei controlli, partiti questa mattina alle 7. Fermate diverse vetture: una macchina nonché due pullman a bordo dei quali si trovano maschere antigas, indumenti usa e getta abitualmente utilizzati per aggirare il rischio di identificazione da parte delle forze dell’ordine, oltre ad aste metalliche e in legno

Slogan e striscioni controversi

Non mancano, purtroppo, striscioni indegni a sostegno dei terroristi. Tra gli striscioni più visibili quello con la scritta “7 ottobre resistenza palestinese”, accanto al quale sventolano bandiere di Hamas e di Hezbollah, entrambe organizzazioni terroristiche.

Non mancano cartelli e slogan contro il premier Giorgia Meloni e l’esecutivo, accusati di sostenere Israele e di essere complici dei bombardamenti, ma anche cori diretti alla stampa italiana, accusata dai partecipanti di “nascondere la verità” e di fare propaganda.

Profanata statua di Papa Wojtyla

In mattinata desta indignazione la profanazione della statua di Papa Wojtyla alla Stazione Termini su cui è stato scritto con lo spray “Fascista di m…”. 

Tensione a Santa Maria Maggiore

Nel tardo pomeriggio, si registra il primo momento di tensione a Santa Maria Maggiore, nel centro città, dove sfila un troncone del grande corteo. La polizia fronteggia i manifestanti con lacrimogeni e idranti, isolando il gruppo proprio accanto alla storica basilica romana. La coda del corteo, con diverse persone incappucciate, tenta di forzare il varco di sicurezza verso piazza Vittorio ma, di fronte al muro degli agenti in tenuta antisommossa e a una camionetta con idranti, fa retromarcia proseguendo lungo il percorso. Anche gli altri poliziotti lungo il corteo estraggono i manganelli e osservano i manifestanti.

 

 

Gli incappucciati poi incendiano un cassonetto e acceso petardi. Un gruppo di manifestanti si stacca dal corteo pro Pal e devia in direzione di Santa Maria Maggiore, dove c’è il blocco della polizia. Si tratta di un gruppo di circa 100 persone. Si azionano gli idranti, ma non viene posta in essere alcuna carica di alleggerimento. I poliziotti sono in tenuta anti sommossa con i manganelli in mano verso San Giovanni, dov’è il cuore della manifestazione pro-Pal a Roma.

 

 

E alla gente che va via urla “è pieno di black block” per far capire cosa sta succedendo. Negli scontri tra manifestanti e polizia resta ferito un manifestante, medicato sul posto e poi portato via in ambulanza. Altri manifestanti reagiscono rivolgendo insulti alle forze dell’ordine.

 

 

I disordini veri e proprio scoppiano all’altezza di largo Brancaccio, su via Merulana, dove avviene un fitto lancio di bombe carta e molotov contro le forze dell’ordine. Viene data alle fiamme un’auto civetta al centro di via Merulana, la polizia risponde con i lacrimogeni. Gli agenti, schierati in tenuta antisommossa con camionette a presidio della zona, riescono a contenere l’avanzata dei manifestanti più violenti. 

 

 

In zona San Giovanni, viene arrestata, in flagranza, una persona che aveva aggredito un agente di polizia nel corso della manifestazione pro Pal. Undici i manifestanti fermati per identificazione in via Labicana, all’altezza di Largo Brancaccio. Altri 5 fermi a Porta Maggiore. Due dei fermati sono stati poi arrestati in serata.

 

Il bilancio della Questura

“Al termine della giornata, un gruppo di alcune centinaia di persone, incappucciate e travisate, hanno dato luogo a varie intemperanze che hanno richiesto l’intervento delle Forze dell’ordine”. E’ quanto si legge in un comunicato della Questura. “Prima un gruppo di estremisti si è diretto verso il centro, col volto travisato e incappucciato, con l’intento di raggiungere obiettivi sensibili. Tutti sono stati bloccati alle spalle di piazza Santa Maria Maggiore e via Lanza, per poi essere identificati e rilasciati. Complessivamente sono state identificate 262 persone. Per tutte sarà valutato il deferimento per i reati di danneggiamento, adunata sediziosa e resistenza a pubblico ufficiale.
Nelle successive fasi di deflusso, gruppi di facinorosi hanno dato alle fiamme due autovetture e diversi cassonetti, lanciando oggetti e petardi all’indirizzo delle Forze dell’ordine. Per questi fatti 12 persone, tutte appartenenti alla frangia antagonista, sono state fermate, foto segnalate e avviate al deferimento alla autorità giudiziaria per gli stessi reati. La Digos della Questura di Roma è già in possesso di molte immagini per il successivo sviluppo delle indagini”.

Alla fine, sono 35 gli agenti di polizia di Stato, 3 operatori della guardia di finanza, 2 dell’Arma dei carabinieri e uno della polizia penitenziaria che hanno fatto ricorso alle cure mediche.

Meloni ringrazia le forze dell’ordine

 “Un sentito ringraziamento alle forze dell’ordine per il lavoro straordinario svolto in questi giorni complessi, nonostante abbiano dovuto fronteggiare aggressioni, lanci di oggetti e tentativi organizzati di scontro. La mia vicinanza va a tutti gli agenti rimasti feriti: la loro professionalità,  il loro coraggio rappresentano un presidio indispensabile per la sicurezza della nostra nazione”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sui social. 

 

 

 

 

 

 

Un fiume di manifestanti per Gaza attraversa il centro di Roma

Un fiume di persone sfila al corteo, festante, pacifico e politicamente molto definito (bandiere pro Palestina, dei sindacati Cobas e Usb, slogan e striscioni contro il governo Meloni con la premier e Salvini i più ‘citati’), partito da Porta San Paolo accompagnato da musica araba.

La manifestazione è imponente, con la partecipazione di delegazioni della comunità palestinese, associazioni studentesche e culturali, rappresentanti del mondo sindacale e attivisti della Global Sumud Flotilla. Non mancano purtroppo gruppi legati ai movimenti antagonisti che rovinano il clima e i valori pacifici e pacifisti della manifestazione con bandiere di Hamas e uno striscione delirante che recita: “7 ottobre festa nazionale”. Partito da Piramide, il corteo attraversa il centro della Capitale – viale Aventino, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, Colosseo, via Labicana e via Merulana – per poi approdare in piazza San Giovanni.

Trave di legno contro una camionetta della polizia

AGI – Forti tensioni davanti alla prefettura di Torino, in piazza Castello, dove una quindicina di manifestanti pro Pal si è staccato dal corteo e ha lanciato bottiglie, sedie e una grande trave di legno verso le camionette della polizia a presidio dell’ingresso della prefettura. Gli agenti hanno risposto lanciando alcuni lacrimogeni.

 

 

 

 

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