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Palermo dice no alla violenza. Un migliaio in corteo per ricordare Paolo Taormina

AGI – A Palermo i sindacati Cgil, Cisl e Uil manifestano per dire no alla violenza dopo l’omicidio di Paolo Taormina con un corteo che da piazza Verdi arriverà sotto la prefettura. Un corteo che vede la partecipazione di molte famiglie e di tanti ragazzi, molti coetanei del ventenne commerciante ucciso nella notte tra sabato e domenica nel capoluogo siciliano. E al grido “Paolo è qui” esplode un lungo, commovente, applauso. Alcune donne indossano magliette sulle quali sono stampate la foto del ragazzo o la scritta “Poteva essere mio figlio”.

“Chiediamo la presenza delle forze dell’ordine e chiediamo un esercito di insegnanti e assistenti sociali”, ha detto il segretario della Cgil Palermo, Mario Ridulfo. Qualche migliaio di persone sfila in silenzio dietro lo striscione “Basta violenza, basta illegalità” e dietro le foto dei ragazzi uccisi negli ultimi mesi tra Monreale e Palermo.

Sarà al PalaOreto di via Santa Maria di Gesù a Palermo la camera ardente per Paolo. L’amministrazione comunale, attraverso l’assessore allo Sport Alessandro Anello, si occuperà del coordinamento dell’allestimento sulla base delle tempistiche dettate dall’Autorità giudiziaria.

Cracolici, “offensiva del crimine organizzato”

“C’è un’offensiva della criminalità organizzata, studiata almeno sul piano culturale: non c’e’ solo il bullismo. Dietro c’e’ anche una cultura della prepotenza e della mafiosità che torna ad avere cittadinanze e attrattivita’ nelle nostre borgate e nei nostri quartieri”. Antonello Cracolici, presidente della Commissione antimafia dell’Ars, ragiona sull’omicidio del ventunenne Paolo Taormina mentre sfila nel corteo dei sindacati a Palermo. “C’è una paura – prosegue – che si sta diffondendo in tanti luoghi della nostra città: io credo che abbiamo il dovere di alzare lo sguardo e non pensare che sia il fenomeno di qualche bullo di borgata. A Palermo come a Monreale, non credo che Cosa nostra abbia ordinato di andare a sparare ma credo che l’organizzazione mafiosa abbia una fascinazione molto preoccupante e che dobbiamo in qualche modo spezzare prima che la situazione diventi più grave”. 

Accoltella la ex nel siracusano, arrestato. La donna lotta tra la vita e la morte

AGI – Ha accoltellato l’ex compagna di 33 anni poco dopo che la vittima era uscita dal suo luogo di lavoro, una casa di cura a Canicattini Bagni, nel Siracusano: lei è in fin di vita. I carabinieri hanno identificato il presunto aggressore, un 34enne di Avola, che si sarebbe recato nel Comune montano per aggredire la donna. L’uomo, che nel frattempo, era scappato, è stato poi arrestato per tentato omicidio.

Secondo una prima ricostruzione al vaglio dei militari e dei magistrati della Procura di Siracusa che si sono serviti anche delle immagini ricavate dalle telecamere di sicurezza della zona, l’aggressione è avvenuta intorno alle 14 quando la donna stava per salire in auto e tornare a casa. Importanti anche le dichiarazioni di una testimone, una collega di lavoro della vittima che ha dato l’allarme. La 33enne e’ stata trasportata in ospedale, all’Umberto I di Siracusa: è in gravi condizioni e lotta tra la vita e la morte. 

 

 

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“Un Consiglio in salute”: al via la settimana della prevenzione gratuita alla Pisana

AGI – È stata inaugurata questa mattina presso la Sala Etruschi del Consiglio regionale del Lazio, una nuova tappa di “Un Consiglio in salute”, il programma gratuito di prevenzione promosso dal Consiglio regionale e rivolto ai dipendenti della Pisana e ai cittadini del territorio. L’iniziativa, che si svolgerà da oggi, lunedì 13 ottobre, a venerdì 17 ottobre, dalle ore 9 alle 17, prevede attività sanitarie gratuite e ha già registrato circa un migliaio di prenotazioni, tra cui 60 per la donazione di sangue. Una rete di eccellenze al servizio della salute.

Alla presentazione è intervenuto il Presidente del Consiglio regionale, Antonello Aurigemma, che ha sottolineato l’importanza della sinergia tra istituzioni e professionisti della sanità: “Sono presenti tutti gli attori protagonisti di un settore complesso e delicato come la Salute, che ringrazio per il loro impegno volontario e per aver reso possibile questa lodevole manifestazione”. “Un Consiglio in salute” è un progetto che prosegue da oltre un anno. Dopo l’edizione dedicata ai dipendenti nell’ottobre 2024, il programma ha coinvolto anche la cittadinanza con due eventi di grande successo: a maggio al centro commerciale Porta di Roma e a luglio all’Auditorium Parco della Musica.

 

 

L’iniziativa punta a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione, promuovere corretti stili di vita e favorire diagnosi precoci. “La prevenzione può generare ricadute positive sulla salute e sul benessere delle persone – ha ribadito Aurigemma – oltre a garantire diagnosi tempestive. È la dimostrazione che, con dialogo e collaborazione, si possono realizzare politiche sanitarie efficaci anche a costo zero”. 

 

“Noi aspettiamo che la gente venga da noi, la gente viene quando ha un problema. Questa è una prevenzione invece clinica, significa che oggi in Consiglio regionale del Lazio noi offriamo un servizio proattivo, prima ancora che ognuno di loro manifesti un problema – ha detto Ferdinando Romano, direttore generale dell’Azienda ospedaliera Universitaria Tor Vergata -. Questo significa passare dalla sanità organizzata sulla domanda, cioe’ io aspetto che un paziente stia male per venire a me, a una sanità organizzata sui bisogni. Io chiamo il paziente prima ancora che il paziente abbia un effettivo problema. Il cambio di paradigma è importantissimo”.

 

 

“Affinché nell’oncologia si migliorino i suoi risultati dobbiamo fare più cose – ha spiegato Maria Rita Noviello dell’Asl RM 3 – certamente la ricerca, ma poi dobbiamo assolutamente investire nella prevenzione, quindi nelle diagnosi precoci. Ma anche negli stili di vita, perché il 14 per cento delle morti premature, cioè prima dei 75 anni, può essere evitato con la prevenzione, oltre che con la ricerca”.

Hanno partecipato all’iniziativa: ASL Roma 3, Azienda ospedaliera Universitaria Tor Vergata. oftalmologia PTV, FIMMG Roma, OPI Roma, Ordine dei Farmacisti di Roma, OFI Lazio, Federfarma Roma, Fondazione ANDI Roma, Istituto ISMAS, Cittadinanzattiva Lazio, INCR, FIR, IAPB Italia ETS, MelanomaDay ODV, ADSPEM, La Rete di Tutti, Farmacisti Volontari, Protezione Civile Roma, Donna Donna Onlus. 

 

 

Garlasco: Lovati chiede ai pm di essere interrogato per l’accusa di diffamazione

AGI – Massimo Lovati, legale di Andrea Sempio, ha chiesto di essere interrogato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano in cui è accusato di diffamazione nei confronti dello studio legale Giarda, a cui si affidò Alberto Stasi.

Il confronto col pm Fabio De Pasquale, che lo indaga per diffamazione, avverrà nei prossimi giorni. Il legale, protagonista di numerose dichiarazioni che hanno creato polemiche, ha nominato a sua difesa l’avvocato romano Fabrizio Gallo col quale si è incontrato oggi a Milano. Gallo è chiamato a difenderlo sia per la presunta diffamazione ai danni dei Giarda sia per gli esposti arrivati al consiglio dell’ordine degli avvocati di Pavia per profili disciplinari per quanto da lui detto parlando con Fabrizio Corona nel programma ‘Falsissimo’.

Proprio oggi Lovati, che difende Sempio assieme alla collega Angela Taccia, ha incontrato l’avvocato Gallo per fare il punto sulla sua delicata situazione. Lovati sostiene di non avere voluto offendere il professor Angelo Giarda ma di avere solo esposto delle perplessita’ sulla sua straegia difensiva

“Andrea deve ancora decidere” ha detto Lovati ai giornalisti che gli hanno chiesto se Sempio abbia sciolto la riserva nei suoi confronti se confermarlo come difensore oppure congedarlo dopo le ultime, tempestose settimane. 

 

Esplode bombola gpl a Roma, grande paura ma nessun ferito. Fermata una donna

AGI – Tanta paura e l’incubo di rivivere una tragedia recente questa mattina a Roma, in via Palmiro Togliatti, dove all’incrocio con via Prenestina è esplosa una bombola gpl. Tanto rumore, ma nessun ferito e danni limitati. Unica ‘vittima’ un’automobile parcheggiata, fortunatamente vuota, distante 100/150 metri dal punto dell’esplosione e colpita dalla bombola che, come un grosso proiettile, si è schiantata contro l’autovettura.

L’esplosione è avvenuta all’interno di uno dei cantieri Atac, in cui si lavora alla manutenzione della rete tranviaria. Sul posto la squadra dei vigili del fuoco di Tuscolano 2 (12/A) e agenti della polizia di Stato. Il rogo è stato spento. Non è chiaro se ci siano o meno feriti.

A luglio la tragedia al Prenestino

Gli abitanti del quartiere per un attimo hanno rivissuto l’incubo del 6 luglio 2025 quando è esploso un distributore gpl sulla Prenestian (Via dei Gordiani) provocando 35 feriti e un morto, Claudio Ercoli, 67 anni, dipendente dell’area di servizio.

 

Fermata una donna per incendio doloso

Nel pomeriggio una donna è stata fermata dalla polizia con l’accusa di incendio doloso, perché sospettata di aver appiccato il rogo nell’area dove è esplosa una bombola Gpl. Le pattuglie del Gruppo Casilino della polizia locale di Roma Capitale hanno subito proceduto alla chiusura di via Prenestina tra viale Giovanni Battista Valente e viale Palmiro Togliatti in entrambi i sensi di marcia per consentire l’intervento dei pompieri.

 

 

Omicidio del 21enne a Palermo, oggi l’autopsia e l’interrogatorio del 28enne reo confesso

AGI – Sarà eseguita nella giornata di oggi l’autopsia sul corpo di Paolo Taormina, il 21enne ucciso nella notte tra sabato e domenica a Palermo, colpito a morte dopo essere intervenuto per sedare una rissa davanti al pub in cui lavorava, a pochi passi dal Teatro Massimo.

Tra le altre cose l’esame autoptico dovrà appurare le cause del decesso in seguito – secondo la ricostruzione fornita dall’indagato fermato con l’accusa di omicidio – a un colpo di arma da fuoco alla testa.

 

La confessione di Gaetano Maranzano

Gaetano Maranzano28 anni, fermato dai carabinieri su disposizione della procura, avrebbe infatti confessato di avere visto, per caso, Taormina che in passato avrebbe fatto delle avances alla sua fidanzata e di avere quindi perso la testa. Ieri nel corso della perquisizione domiciliare eseguita poco dell’arresto i carabinieri hanno trovato nella sua abitazione una pistola semiautomatica calibro 9 illegalmente detenuta su cui saranno effettuate tutte le verifiche balistiche

Maranzano dopo essere stato sottoposto a fermo ha trascorso la notte nel carcere di Pagliarelli in attesa dell’interrogatorio, atteso per oggi, da parte del gip che dovrà esprimersi sulla convalida del provvedimento.

Lo zio dell vittima: “Ha puntato la pistola anche sulla sorella di Paolo”

“Erano 8-9 persone i ragazzi del branco contro il nostro Paolo. Lui ha tentato di sedare una rissa, gli diceva ‘state calmi, ci stiamo divertendo’, come faceva sempre per smussare le tensioni ogni volta che si verificavano. Lui teneva al suo locale, aveva progetti e voleva che tutti, che i clienti stessero bene”. Lo dice lo zio di Paolo Taormina, il 21enne ucciso davanti al locale di famiglia, nel cuore di Palermo, nella notte tra sabato e domenica.

Per il delitto è stato fermato il 28enne del quartiere Zen, Gaetano Maranzano, che ha confessato il delitto e ha parlato di vecchi rancori. “Non si conoscevano – aggiunge lo zio – quel ragazzo ha tirato fuori la pistola e ha fatto quello che ha fatto, sparando e poi scappando via… l’ha puntata anche contro la sorella di Paolo“.

La testimonianza di Sofia: chi era Paolo e il suo assassino

“Avevamo già visto quel ragazzo – racconta Sofia – veniva ogni sabato al locale e colpiva la sua faccia aggressiva. Scrivetelo chi era Paolo, un ragazzo bravissimo che pensava solo a lavorare… e scrivete chi invece era quello, un assassino“.

L’orrore davanti agli occhi della famiglia

Secondo quanto ha riferito la famiglia, l’episodio sarebbe avvenuto sotto gli occhi del fratellino di 6 anni, della fidanzata e della mamma che ha detto di avere visto uccidere il figlio che le è morto tra le braccia, mentre l’assassino scappava, non prima di avere puntato l’arma contro la sorella di Paolo andata a soccorrere il fratello.

“Ergastolo per chi uccide” e manifestazioni per Paolo

Ergastolo per chi uccide“. È quanto si legge nel cartello bianco lasciato stamane davanti al pub della famiglia di Paolo Taormina, il 21enne ucciso nella notte tra sabato e domenica. Il locale è stato posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. In tanti continuano a lasciare mazzi di fiori in ricordo della vittima.

Domenica sera una manifestazione spontanea con duemila persone e con alla testa la madre di Paolo, ucciso dopo essere intervenuto per sedare una rissa scoppiata a pochi passi dal teatro Massimo. E stasera alle 20.30 un’altra marcia contro la violenza, da piazza Verdi alla prefettura per chiudere una maggiore presenza dello Stato. “Una marcia silenziosa per fare rumore”, promossa da Cgil, Cisl, Uil e Acli “perché è giunto il momento di reagire concretamente e insieme. Servono azioni immediate per l’ordine pubblico, il disagio e le fragilità sociali“.

Si finge cieco per mezzo secolo e percepisce un’indennità di un milione di euro, rinviato a giudizio

AGI – Oltre un milione di euro indebitamente percepiti. I Finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza hanno concluso una complessa attività d’indagine nel settore della spesa pubblica che ha portato alla denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza di un falso invalido per truffa ai danni dello Stato, avendo percepito indebitamente, per più di cinquant’anni, indennità e sussidi destinati ai non vedenti per un importo superiore al milione di euro.

L’operazione, che trae origine dall’incrocio dei dati dei beneficiari di prestazioni assistenziali erogate da Inps e Inail con le risultanze dei database in uso al Corpo, ha visto i militari della Compagnia di Arzignano impegnati per oltre due mesi in una meticolosa attività di osservazione, controllo e pedinamento di un settantenne, titolare sin dal 1972 di rendite e indennità di accompagnamento per cecità assoluta.

Il soggetto è stato ripreso mentre compiva senza l’ausilio di altre persone e con estrema disinvoltura una serie di azioni quotidiane e mansioni, tra le quali anche l’attività di giardinaggio con l’utilizzo di attrezzi pericolosi quali forbici da potatura e tagliasiepi. Il settantenne, inoltre, era solito recarsi al mercato comunale per acquistare in totale autonomia dei prodotti ortofrutticoli, accuratamente visionati e selezionati tra quelli presenti sul bancone, pagando in contanti con denaro scelto dal proprio borsello.

Sulla base del quadro probatorio prodotto dalle fiamme gialle, consolidato dalle risultanze della perizia eseguita da uno specialista, l’Autorita’ Giudiziaria ha rinviato a giudizio il falso cieco per il reato di truffa ai danni dello Stato.

I finanzieri hanno pertanto informato gli enti competenti ai fini dell’interruzione con effetto immediato dell’erogazione di tutte le prestazioni assistenziali e previdenziali e notiziato la Procura Regionale della Corte dei Conti del Veneto per i conseguenti profili di responsabilita’ erariale.

L’attività si è conclusa con l’esecuzione di una verifica fiscale che ha consentito di sottoporre a tassazione oltre 200 mila euro di proventi illeciti pari alle rendite indebitamente percepite dal settantenne nell’ultimo quinquennio, periodo per il quale risulta ancora possibile procedere all’accertamento. Per tali somme, è stata proposta l’applicazione delle previste misure patrimoniali. 

Sul podio della Barcolana padre e figlia: Furio Benussi primo, Marta seconda (FOTO)

AGI – Il maxi Arca con Furio Benussi al timone e Michele Malandra navigatore ha vinto la 57ma edizione della Barcolana conquistando il suo terzo trionfo nella regata triestina. L’imbarcazione ha tagliato per prima il traguardo in un’ora, 43 minuti e 42 secondi.
La grande classica si è svolta nel golfo di Trieste con 15 mila persone in mare (oltre 1.800 barche) e migliaia a terra ad ammirare lo spettacolo, con un colpo d’occhio unico sulla città. Per Furio Benussi è stata una regata “perfetta e fantastica di fronte a un meraviglioso pubblico”. 

La Barcolana, dunque, regata del mare (15 mila in acquacon oltre 1.800 barche) e della terra (oltre 100 mila lungo le rive e sull’altipiano) ancora una volta, ed è la terza, è stata stravinta da Arca, maxi oramai diventato leggendario tra gli addetti ai lavori, timonato da quel fenomeno di Furio Benussi con alla tattica Tomaz Copi. Il traguardo è stato tagliato scandendo le lancette a un’ora, 43 minuti e 42 secondi.

“Abbiamo fatto una regata come sappiamo fare – ha detto al termine Benussi – abbiamo fatto una regata perfetta. C’è anche stato un cambio di vento, ma sia riusciti a non entrare nel buco come avvenuto per altri e a tenere la barca in manovra, non velocissima. È stata una vittoria di squadra”. Al secondo posto Marta 07 con Gabriele e Marta Benussi, fratello e figlia di Furi. Un affare di famiglia, insomma, questa Barcolana che per tempo (sole e cielo azzurro) e mare (sufficientemente piatto) è risultata una delle migliori edizioni diretta dal pluridecorato presidente Mitja Gialuz.

Terzo classificato Prosecco Doc Shockwave 3, il maxi yacht 90 di Claudio Demartis e Pompeo Tria. Al timone un altro fenomeno, Mitja Kosmina, e alla tattica Michele Paoletti, gente di casa a Trieste e alla Barcolana. Il loro arrivo è avvenuto circa 20 minuti dopo Marta 07. In quarta posizione il 78 piedi Nice (ex Capricorno), l’imbarcazione con l’equipaggio impeccabile della Guardia di Finanza, che si è distinta nel Mondiale Maxi a Porto Cervo. A guidare l’equipaggio è il capitano Francesco Nerone, affiancato da un gruppo di velisti tra cui Ruggero Tita, già doppio oro olimpico.

 

 

Sironi (Banca Generali), Barcolana unisce sport, partecipazione e divertimento

“Barcolana ha regalato un’esperienza emozionante che unisce sport, partecipazione e divertimento. Il successo di questa edizione testimonia come la vela possa generare impatto positivo e duraturo, attirando a Trieste e nel suo Golfo migliaia di persone dall’Italia e dall’estero per celebrare insieme una vera festa del mare“. Lo afferma il Presidente di Generali, Andrea Sironi.

“Generali, che da oltre quarant’anni è al suo fianco, si congratula con la skipper Giulia Ascione, la timoniera Marta Benussi e l’equipaggio misto di Marta 07 per l’aggiudicazione del Trofeo Generali Women in Sailing. Iniziative come il progetto Women in Sailing by Generali e Barcolana per diffondere la vela mista tra i giovani rafforzano il nostro impegno per una società più equa, dove il talento e la passione trovano spazio e voce. A tutti coloro che hanno reso possibile questa straordinaria manifestazione, in primis Barcolana, va il nostro ringraziamento”, aggiunge.
Il Trofeo Generali Women in Sailing, giunto alla quinta edizione, è assegnato al team misto con una donna in posizione di leadership che per primo taglia il traguardo della regata ‘Coppa d’Autunno’. Viene riconosciuta un’opera in vetro realizzata da Barovier e un percorso di coaching e leadership personalizzato in base alle esigenze della persona da Generali Academy. Nel 2024 a vincere il Trofeo Generali Women in Sailing è stata Giulia Leghissa, preceduta nel 2023 da Federica Tuniz, con due menzioni speciali rispettivamente assegnate ad Alice Linussi e Marta Benussi, nel 2022 dall’americana Wendy Schmidt e, infine, all’esordio nel 2021 da Claudia Rossi. A improntare negli ultimi anni le iniziative promosse da Generali in Barcolana sono stati i temi dell’integrazione e dell’inclusione. 

 

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Ucciso un camionista a Bolzano, fermato un collega

AGI – Ci sarebbe una lite tra connazionali dietro l’omicidio a Bolzano di un camionista romeno di 32 anni, ucciso in un parcheggio della zona industriale della città. La Polizia di Stato ha fermato nella notte un altro camionista romeno 47enne dopo che gli agenti lo hanno sorpreso con tracce di sangue sul corpo e all’interno del suo Tir sono stati rinvenuti indumenti intrisi di sangue. Dalle testimonianze, è emerso che sabato i due camionisti avevano litigato per futili motivi.

Il presunto assassino si era dato alla fuga a bordo del proprio autoarticolato ed è stato rintracciato verso le ore 3,25 della notte dalla Polizia stradale presso il parcheggio Laimburg dell’autostrada A22. L’uomo è stato condotto in Questura dove è stato interrogato dal pubblico ministero e successivamente sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Nel corso dell’interrogatorio l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. Domani verrà richiesta la convalida del fermo al giudice delle indagini preliminari.

Sul posto, in piazza Primo maggio, era intervenuta un’ambulanza con il medico d’urgenza, che pero’ ha solo potuto costatare il decesso. La vittima giaceva a terra in una pozza di sangue e sul corpo c’erano i segni di diverse ferite da taglio, una delle quali mortale sotto l’ascella sinistra. I Vigili del fuoco del corpo permanente di Bolzano hanno illuminato la zona con le fotocellule durante i rilievi della Questura di Bolzano.

La marcia per la pace Perugia-Assisi: “Una marea che difende l’umanità”

AGI – “C’è un mare che difende umanità, Perugia non è stata mai così bella. Grazie per continuare a resistere e difendere l’umanità”. Lo ha detto Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia, dal palco alla partenza della Marcia Perugia – Assisi con il corteo che si è mosso da via Bonfigli, nel luogo da cui per la prima volta partì la Marcia pensata da Aldo Capitini

“Grazie ai giovani per essere scesi in piazza, per averci ricordato che sotto le bombe c’erano anche le nostre coscienze segnate dalla rassegnazione. I popoli sanno che la pace sono i bambini che vanno a scuola non le scuole distrutte, il diritto al cibo e non il cibo usato come strategia di morte” ha aggiunto. 

“Siamo qui tutti uniti da un’unica idea e un l’unico cuore. Marciamo oggi nella storia per ricordare a tutti i leader del mondo che la Pace è possibile. La Palestina vi sta aspettando”, ha dichiarato il sindaco di Betlemme, Maher Nicola Canawati, dal palco alla partenza.

Conte, “la bandiera blu dell’Ue è tinta verde militare”

“Siamo qui alla marcia per la pace perché la bandiera blu dell’Europa è tinta verde militare: il nostro governo programma nel triennio spese militari per oltre 20 miliardi, mentre invece famiglie e imprese in Italia se la passano malissimo – ha detto Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle -. Abbiamo bisogno di un piano shock di investimenti, un severo taglio delle tasse, di aumentare la no tax area, investire ancora di più a favore delle imprese sulla transizione 4.0investimenti seri per la sanità. Abbiamo 6 milioni di cittadini che non si curano più e dobbiamo incrementare l’assegno unico per le famiglie

Landini, “il riarmo non è strada da percorrere”

“La corsa al riarmo – ha sottolineato il segretario della Cgil, Maurizio Landini – sta facendo vedere alla gente che evidentemente non è la strada da percorrere. Se si vuole avere un futuro la pace va riconquistata, serve la giustizia sociale e non è il momento di investire in armi perché la gente non arriva a fine mese, vuole potersi curare e realizzare. Credo che questa grande mobilitazione sia in grado di cambiare le politiche economiche, sociali non solo del governo italiano e di quello europeo. Per questo noi siamo qui perché crediamo che il diritto alla pace, al lavoro, alla giustizia sociale quindi alla democrazia, mai come adesso, sia fondamentale”.

Proietti, “insieme si può cambiare il mondo”

“Questa nostra marcia deve essere la somma di tutte quelle piazze straordinarie che hanno dato un contributo determinante a un primo passo verso la firma della pace in Palestina“. Così la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti partecipando alla Marcia Perugia-Assisi. “Grazie a voi che venite e partecipate a questa manifestazione, partendo da Perugia, da Assisi e dall’Umbria, insieme possiamo cambiare il mondo“, ha aggiunto Proietti, “perché quando i nostri governi vedono le persone che si riversano nelle piazze, i giovani e anche coloro che magari non fanno attività politica per dire che la pace è l’unico metodo per risolvere le controversie internazionali e per difendere l’articolo 11 della nostra Costituzione che recita “l’Italia ripudia la guerra”, e sono chiamati a dare una risposta chiara e schierarsi” ha aggiunto. La speranza che deriva dal popolo della pace che manifesta pacifico nelle piazze ha avuto un ruolo e ha dato un contributo determinante. Con voi noi marciamo e marciamo perché non ci siano più vittime, non ci siano più guerre“, ha concluso.

Schlein, “siamo un Paese che ripudia la guerra”

“Una straordinaria partecipazione oggi alla marcia della pace Perugia Assisi perchè l’Italia è un Paese che ripudia la guerra, sta scritto nella nostra Costituzione. E quindi noi continuiamo a mobilitarci per la pace”. Cosi’ la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, da Assisi. “Pace per i palestinesi, che vuol dire pieno riconoscimento dello Stato di Palestina e fine dell’occupazione illegale in Cisgiordania; pace per gli ucraini, una pace giusta per tutti quei popoli che sono coinvolti in oltre 50 conflitti terribili nel mondo”, ha aggiunto.

Palermo, 21enne ucciso con un colpo di pistola alla testa. Confessa un 28enne: “In passato…

AGI – C’è una persona fermata dai carabinieri in seguito all’omicidio di Paolo Taormina, 21 anni, ucciso la scorsa notte intorno alle 3:30 a Palermo, a pochi passi dal teatro Massimo. Il fermato è Gaetano Maranzano, 28 anni, del quartiere Zen, interrogato dai carabinieri del comando provinciale. Le indagini del Nucleo Operativo della Compagnia di Piazza Verdi con l’ausilio del Nucleo Investigativo di Palermo mediante l’acquisizione delle immagini delle telecamere pubbliche e private e l’esame delle testimonianze raccolte sul posto, hanno permesso di identificarlo e rintracciarlo.

La confessione

Maranzano, che ha precedenti per rissa e droga, avrebbe ammesso il delitto durante l’interrogatorio in caserma. Il 28enne al momento dell’arresto si trovava a casa della compagna nel quartiere Cruillas, sempre a Palermo. Come detto, a lui gli investigatori dell’Arma – coordinati dalla procura della Repubblica – sono arrivati analizzando le immagini degli impianti di video sorveglianza presenti in una piazza zeppa di locali e luogo frequentatissimo dalla movida palermitana, a pochi passi dal teatro Massimo.
Maranzano, nel corso di una rissa, avrebbe riconosciuto la vittima che in passato avrebbe importunato la sua fidanzata. Per questa ragione lo ha colpito mortalmente alla testa. Una ricostruzione, quella di Maranzano, su cui i carabinieri e i pm della Procura che ha disposto il fermo stanno cercando riscontri, anche relativamente all’arma del delitto.

Taormina è stato ucciso nei pressi del locale “O’ Scruscio“, che si trova a piazza Olivella, un luogo pieno di locali e ritrovo abituale di centinaia di giovani. Secondo le prime ricostruzioni, proprio tra giovani sarebbe scoppiata una mega rissa. Taormina, figlio del titolare del locale, sarebbe intervenuto per difendere un ragazzo che veniva pestato dal branco ma – secondo le prime ricostruzioni – proprio da quel gruppo qualcuno avrebbe estratto una pistola sparandogli e fuggendo poi a bordo di uno scooter. Sono in corso le indagini da parte delle forze dell’ordine. 

 

 

Il sindaco Lagalla, “fatto di gravità assoluta”

“Palermo si è svegliata oggi con una ferita profonda. L’omicidio di Paolo Taormina, un ragazzo di 21 anni, intervenuto per tentare di sedare una rissa e colpito con un colpo di pistola alla testa, è un fatto di gravità assoluta che scuote le coscienze e chiama in causa ogni persona responsabile”. Lo ha detto il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, sottolineando che la città “non può essere ostaggio di chi è convinto di ostentare forza, usando un’arma e, invece, è solo un vile criminale”.

“Per questo – ha aggiunto – condanno con fermezza la brutale violenza che ha strappato la vita a un giovane che ha avuto il coraggio di agire, di non voltarsi dall’altra parte. Un gesto che avrebbe dovuto essere d’esempio e che invece è stato punito con la morte. Alla famiglia di Paolo, ai suoi amici, ai suoi cari va il mio più profondo cordoglio, unitamente a quello dell’Amministrazione comunale e dell’intera Città che si stringe a loro in questo momento di inatteso e profondo dolore”.

“Nell’annunciare il lutto cittadino nella giornata delle esequie – ha proseguito il sindaco – confido pienamente nel lavoro degli investigatori e delle forze dell’ordine. Anche se nulla potrà restituire Paolo alla sua famiglia, l’auspicio che è anche una richiesta forte da parte dell’intera comunità cittadina, è che i responsabili vengano identificati e consegnati alla giustizia nel più breve tempo possibile. Tuttavia, non possiamo limitarci a reagire a fatti come questo con la sola indignazione o con lo sdegno del giorno dopo, né tantomeno con le polemiche artatamente e strumentalmente sollevate in queste circostanze. Non basta aumentare i controlli, così come è puntualmente avvenuto, se non ci interroghiamo sul perché un gruppo di ragazzi ritenga “normale” pestare un coetaneo e rispondere con un colpo di pistola a chi generosamente si adopera per difenderlo. Serve un impegno corale per colmare il vuoto educativo e la solitudine morale. L’Amministrazione comunale, per quanto le compete – ha concluso il sindaco di Palermo – continuerà a produrre i propri sforzi per potenziare ulteriormente le misure di sicurezza urbana e per favorire quei processi sociali che, con il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e del mondo del volontariato e del terzo settore, possano efficacemente incidere sull’educazione alla legalità e sul recupero degli spazi pubblici come luoghi di incontro e non di violenza”.  

I teatri Biondo e Massimo sospendono le iniziative

Il teatro Biondo e il teatro Massimo di Palermo hanno deciso di sospendere le iniziative previste nel foyer del Massimo per l’inaugurazione del triennio di collaborazione tra le due istituzioni, che prevedeva oggi un’esibizione della Compagnia nazionale di danza storica, che si è associata all’iniziativa, in segno di lutto e profondo cordoglio per l’ uccisione di Paolo Taormina. Il teatro Biondo e il teatro Massimo, insieme al sindaco, rinnovano “il loro impegno – si legge in una nota – a promuovere, attraverso la cultura e l’arte, i valori fondamentali del rispetto, della convivenza civile e della non violenza”

L’ex procuratrice di Milano rompe il silenzio: “Non c’era un colpevole alternativo a Stasi”

AGI – L’ex procuratrice generale di Milano, Laura Barbaini, ora in pensione, ‘rompe’ il silenzio fin qui tenuto dopo la riapertura delle indagini su Andrea Sempio. La sostanza della sua complessa nota, in replica a quanto dichiarato nella trasmissione ‘Ore 14’, è che ritenne che “gli elementi della relazione delle indagini private (svolte dalla difesa Stasi, ndr) e i relativi allegati non fossero idonei a sostenere la fondata dimostrazione dell’esistenza di un colpevole alternativo” al fidanzato di Chiara Poggi che sta terminando di scontare 16 anni di carcere per l’omicidio. Barbaini ripercorre le tortuose tappe del tentativo di riaprire il caso effettuato nel 2016 dalla difesa di Stasi.

“In data 13.12.2016, presso l’Ufficio della Procura Generale di Milano, viene depositata l’istanza dei difensori di Alberto Stasi, condannato in via definitiva con sentenza della Corte di Assise di Appello di Milano del 17.12.2014, istanza con la quale viene comunicato che in data 29.9.2016 era stato da loro conferito alla SKP Investigazioni & Servizi di Sicurezza srl incarico di investigazioni difensive” con le quali si chiedeva di valutare dei nuovi elementi che avrebbero potuto scagionare Stasi. 

“La Procura Generale di Milano, in sede di valutazione della portata degli elementi enucleati nella Relazione delle indagini private, ritiene che non siano emersi gli elementi inidonei ad attivare i poteri di revisione, peraltro prendendo atto che neppure la difesa ha attivato i suoi autonomi poteri e ritiene, altresì, la necessità che gli elementi vengano vagliati da un Organo investigativo funzionalmente preposto (anche) allo svolgimento di attività investigativa. In data 20.12.2016, pertanto, la Procura Generale di Milano trasmette copia dell’istanza a Brescia perché l’autorità giudiziaria competente per la revisione prenda atto che comunque è stata richiesta l’attivazione dei poteri di revisione dalla difesa. Contestualmente dispone la trasmissione di copia dell’istanza e degli atti allegati al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pavia per lo svolgimento delle indagini necessarie a verificare l’esistenza degli elementi indicati dalla difesa”.

Il 22 dicembre 2016, “il Procuratore aggiunto Mario Venditti della Procura di Pavia si presenta dal Procuratore Generale per acquisire la documentazione relativa all’istanza e chiede come d’uso una nota esplicativa-riassuntiva su quanto eventualmente emerso nel corso del primo processo di appello e nel corso del processo d’appello bis sulla posizione di Andrea Sempio, soggetto individuato nella Relazione delle indagini private e sul quadro complessivo delle emergenze processuali, sfociate nella sentenza passata in giudicato, quadro nell’ambito del quale poteva eventualmente essere collocata la posizione di Sempio. Nel gennaio 2017, ho provveduto a inviare al Procuratore Aggiunto le osservazioni esplicative-riassuntive richiestemi”. 

“Poiché l’appunto richiestomi non costituiva un atto giudiziario, suscettibile di far parte del fascicolo, bensì un mero riepilogo delle numerose e complesse indagini protrattesi per anni, e dei dati emersi nelle numerose sentenze, ho provveduto come d’uso a mandarlo alla mail dell’ufficio – prosegue Barbaini che rappresentò l’accusa nel processo a Stasi -. Ovviamente, il riepilogo è stato fatto richiamando le risultanze, sulla base delle quali avevo già ritenuto, con provvedimenti contestualmente adottati, che gli elementi della Relazione delle indagini private e i relativi allegati non fossero idonei a sostenere la fondata dimostrazione dell’esistenza di un colpevole alternativo al condannato“. 

 

 

 

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Caso Garlasco, il carabiniere Spoto e il giallo della microspia nell’auto di Sempio

AGI – Giuseppe Spoto, il carabiniere della polizia giudiziaria perquisito da non indagato lo scorso 26 settembre, racconta la sua versione sulla microspia che venne piazzata nell’auto di Andrea Sempio ai tempi dell’inchiesta condotta dall’ex procuratore di Pavia Mario Venditti. L’indagine in cui viene sentito è quella di Brescia sulla presunta corruzione di Venditti per archiviare Sempio. “Ricordo che dovevo far perdere tempo a Sempio perché dovevamo fare l’installazione sulla vettura e siccome, ricordo ma non ne sono certo, che il tecnico della ditta aveva sbagliato strada, ci abbiamo messo diverso tempo e quindi mi sono dovuto trattenere con Sempio per evitare che uscisse e si accorgesse dell’intervento sull’auto”.

Spoto viene sentito dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano e dei finanzieri di Pavia anche sulla questione intercettazioni che, ipotizza l’indagine in corso, sarebbero state trascritte solo parzialmente nel 2017. Gli inquirenti ritengono sospetto l’averci messo più di un’ora per notificare l’8 febbraio 2017 un atto a Sempio. Ritardo giustificato da Spoto con la necessità di evitare che Sempio si accorgesse della ‘cimice’.

 

 

Il ruolo di Spoto nelle indagini

“Ho partecipato alle indagini nella misura in cui mi sono occupato delle intercettazioni e allaccio delle linee e dell’installazione dell’ambientale sulla vettura di Sempio in occasione di una notifica – mette a verbale Spoto sentito il giorno stesso delle perquisizioni – Sicuramente facevo le intercettazioni nei ritagli di tempo rispetto alle mie mansioni principali”.

La controversia sull’installazione della microspia

“Risulterebbe che le intercettazioni sulla vettura siano partite alle 01:35 dell’ 8 febbraio 2017 e quindi non durante la notifica” gli fa notare chi pone le domande. “Ribadisco che il giorno della notifica, all’orario della notifica, venne materialmente installata la microspia. Non ero solo, ero col maresciallo Scopetta (anche lui perquisito, ndr) che però non è entrato ma è rimasto fuori per l’installazione ad aspettare il tecnico. Ricordo anche di aver fatto il verbale di operazioni tecniche. Non ho assistito materialmente all’intervento tecnico sull’autovettura, il tecnico era con il maresciallo Scopetta”.

 

 

Intercettazioni rilevanti e l’urgenza di Venditti

“Nell’ascolto delle intercettazioni, ha mai riscontrato qualche cosa di rilevante?” lo incalzano gli investigatori. “Sì, mi ricordo dell’intercettazione avvenuta dopo l’interrogatorio dove padre e figlio si confrontavano su ciò che avevano detto – le parole di Spoto -. Era rilevante perché parlavano dell’interrogatorio. Ricordo comunque che le intercettazioni mi venne chiesto in tutta fretta di trascriverle, tanto è vero che le feci in uno o due giorni, perché il dottor Venditti disse che gli servivano subito le intercettazioni per fare l’archiviazione“.

 

 

Garlasco: la zia di Sempio, “seppi solo dopo che i soldi erano per Andrea”

AGI – “Che i soldi richiesti servissero a Giuseppe per aiutare Andrea lo abbiamo saputo solo poi”. E’ il 26 settembre 2025 e Silvia Maria Sempio, sorella di Giuseppe, viene sentita dai carabinieri e finanzieri che svolgono le indagini della Procura di Brescia sulla presunta corruzione dell’ex procuratore pavese Mario Venditti per archiviare l’inchiesta su Andrea Sempio.

Tra le altre cose, racconta anche che diede al fratello più soldi di quelli richiesti. “Siamo una famiglia molto unita ma non è che discutiamo dei reciproci interessi. Se qualcuno ha bisogno di denaro, chiediamo a vicenda e ci aiutiamo” dice la donna alla quale vengono chieste le “motivazioni per le quali il 28 maggio 2017 ha emesso un assegno bancario di 30mila euro a favore del fratello”.

“Ricordo che Giuseppe è venuto a casa mia. C’era anche mia sorella Ivana – prosegue la narrazione -. In quella circostanza ci disse che aveva bisogno di soldi in quanto aveva delle necessità e siccome siamo fratelli ci siamo aiutati. Ricordo che Giuseppe mi aveva chiesto 20000 euro ma io, siccome ho notato che era veramente in difficoltà, ho deciso di dargli 30000 euro. Gli chiesi a cosa gli servissero ma lui mi disse semplicemente che era in difficoltà. Ho capito che non si voleva aprire di più e non sono andata oltre. Poi con il tempo ci ha detto che questi soldi gli erano serviti per le spese che aveva dovuto affrontare per la vicenda giudiziaria che aveva visto coinvolto suo figlio Andrea“. 

 

 

 

 

In fiamme un condominio nel Milanese, morti due anziani e il figlio. Trovata sostanza accelerante

AGI – L’incendio in una palazzina di Cornaredo dove sono morte tre persone potrebbe essere stato causato da una sostanza accelerante e quindi riconducibile a un gesto volontario. Al momento è solo un’ipotesi ma quello che è certo è che nella stanza di Carlo Laria, morto assieme agli anziani genitori, è stata rinvenuta dai vigili del Nia (Nucleo Investigativo Regionale) una sostanza definita “anomala rispetto al contesto dove si trovava il cadavedere” del 55enne. Proprio dal letto del figlio di Benito Laria e Carmela Greco si sono sviluppate le fiamme. Sono in corso ulteriori rilievii e verifiche col coordinamento della procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano. 

Il rogo

Tre membri di una famiglia, Benito Laria, 88 anni, la moglie Carmela Greco, 82 anni e il figlio Carlo, 55 anni, sono morti in un incendio che è divampato nella loro abitazione a Cornaredo, nel Milanese, intorno alle 4 e 30.

Il rogo si è sviluppato al primo dei sei piani di un palazzo dal quale sono state evacuate 50 persone appartenenti a 17 nuclei familiari. L’appartamento è stato sottoposto a sequestro su ordine della procura.

In mattinata i vigili del Fuoco hanno concluso le operazioni di spegnimento dell’incendio ma una squadra presidia ancora il palazzo per assistere le persone che ci vivono nel recupero dei loro beni personali. Lo stabile, infatti, è stato dichiarato temporaneamente inagibile. Il pubblico ministero ha delegato il Nucleo Investigativo Antincendi della Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco Lombardia ad avviare gli accertamenti per determinare le cause del rogo. Le indagini verranno condotte in collaborazione coi carabinieri.

Secondo quanto riferito dai vigili del Fuoco, 19 persone sono state visitate dai sanitari sul posto, altre otto sono state portate in ospedale per accertamenti e cure. I vigili sono intervenuti con tre autopompe, un’autoscala, una autobotte, due furgoni. Tre di loro sono rimasti lievemente feriti durante i soccorsi, uno è stato portato in ospedale e poi dimesso.

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