Archivi per la categoria ‘Komposer’

Si sporge per salutare la sorella e cade dal balcone, grave un bimbo di 10 anni

AGI – Un bambino di 10 anni è in gravi condizioni dopo essere caduto dal balcone di una palazzina in via Beniamino De Ritis, in zona Tiburtina, a Roma.

Il bimbo si sarebbe affacciato al balconcino per salutare la sorellina e avrebbe perso l’equilibrio cadendo in strada.

Sul posto i sanitari del 118 che hanno portato il bambino all’ospedale Bambino Gesù. Indaga la polizia di Stato.

C’è il primo morto in Italia per ‘nitazeni’, la droga più potente del fentanyl

AGI – E’ allarme in Alto Adige per l’uso del ‘nitazeni’, droga più potente del fentanyl, oppioidi sintetici venduti sul web che hanno causato la morte di un ragazzo. Per la prima volta in provincia di Bolzano è stata rilevata questa sostanza come da certificato di un decesso a seguito dell’assunzione.

Come emerso oggi in conferenza stampa in Procura a Bolzano si tratta della prima volta anche a livello nazionale. L’indagine, molto complessa che ha visto il coinvolgimento del Ris di Roma, è iniziata a seguito di una morte sospetta di un uomo di 30 anni avvenuta lo scorso anno a Brunico

Dopo l’autopsia è emersa la presenza di sostanze che possono risultare letali dopo una sola assunzione e fino a quel momento mai rilevate.

La persona che ha ceduto la sostanza stupefacente, anche in questo si tratta di un 30enne, è stata rintracciata e fermata ed è stato così scoperto un sistema di acquisto e consegna online.

“Siamo di fronte a un fenomeno in parte nuovo in Alto Adige relativo al traffico di pericolose sostanze sintetiche facilmente reperibili – ha detto il procuratore Axel Bisignano – L’indagato aveva comprato la droga anche su siti internet esteri utilizzando anche criptovalute per eludere ogni tracciabilità”. La droga arrivava direttamente all’indagato e solo in alcuni casi al cliente.

Sassi contro il pullman, morto l’autista. Fermati 3 ultras

AGI – L’inchiesta per omicidio volontario, lo sconcerto del mondo dello sport con l’ipotesi di sospendere il campionato di serie A2 di basket e la condanna unanime della politica.

Il giorno dopo la morte di Raffaele Marianella, il secondo autista del pullman su cui viaggiavano i tifosi del Pistoia Basket colpito in pieno viso da sassi e mattoni sulla Rieti-Terniinquirenti e investigatori sono al lavoro per risalire ai responsabili dell’agguato.

Fermati tre ultras

La Procura di Rieti ha disposto il fermo di indiziato di delitto per tre ultras reatini. Dalle indagini proseguite per tutta la notte e oggi sono risultate “diversamente coinvolte nell’evento diverse persone”; in particolare, “nei confronti di tre di queste – spiega la Questura del capoluogo laziale – sono emersi gravi indizi di colpevolezza”. I tre fermati sono stati condotti nella locale Casa Circondariale. 

Ipotesi sospensione campionato A2

Si muove anche il mondo dello sport e il consiglio straordinario della Federazione Italiana Pallacanestro (FIP), in programma questo pomeriggio alle 15, potrebbe stabilire la sospensione del campionato nazionale di Serie A2 almeno per una giornata.

La FIP ha espresso “le sue più sentite e addolorate condoglianze alla famiglia della vittima dell’insensato atto”.

La condanna della politica 

Condanna unanime anche dal mondo della politica. La premier Giorgia Meloni parla di “un atto di violenza inaccettabile e folle” confidando che “i responsabili di questo gesto vigliacco e criminale vengano individuati e assicurati rapidamente alla giustizia”.

Ignazio La Russa, presidente del Senato chiede la “massima severità” contro gli autori dell’assalto per un “atto di inaudita gravità”, come lo definisce il presidente della Camera, Lorenzo Fontana.

“È ora di fermare la violenza, che non ha niente a che fare con lo sport e i suoi valori”, le parole della segretaria del PdElly Schlein.

 

 

Sassi contro il pullman dei tifosi del Pistoia basket, muore l’autista

AGI – La Procura di Rieti ha aperto un fascicolo per omicidio volontario, al momento contro ignoti, per fare luce sui fatti che nella serata di ieri hanno portato alla morte di Raffaele Marianella, il secondo autista 65enne del pullman su cui viaggiavano i tifosi dell’Estra Pistoia basket colpito da sassi e mattoni sulla Ss79, all’altezza di Contigliano dopo la partita di serie A2 contro la squadra del Rieti. 

Nella notte circa una decina di supporter della Sebastiani Basket Rieti sono stati già ascoltati presso la questura del capoluogo laziale.

Le indagini sull’agguato

Le indagini sono condotte dagli uomini della squadra mobile di Rieti e dagli agenti della Digos che sono al lavoro per ricostruire la dinamica dell’assalto e per individuare i responsabili.

Il mezzo è stato bersagliato dal lancio di grossi massi, uno dei quali, sfondando il parabrezza dal lato di fianco a quello del guidatore, ha colpito il secondo autistauccidendolo.

Dinamica e luogo dell’assalto

L’assalto è avvenuto all’altezza dello svincolo per l’abitato di Contigliano. Lì, approfittando della scarsa luminosità e della fine della scorta che aveva accompagnato il mezzo fuori città dopo le tensioni, già all’interno del palazzetto dello sport di Rieti, avesse terminato il suo compito.

Il sindaco di Rieti è intervenuto sui social parlando di “un atto criminale scioccante. Ci auguriamo che venga immediatamente accertata la dinamica dei fatti e venga fatta piena giustizia”. 
“L’intera comunità reatina condanna con sdegno questo atto spregevole che nulla ha a che fare con Rieti e con lo sport – ha concluso – Esprimiamo vicinanza ai familiari del defunto, alla società e alla Città di Pistoia”. 

Meloni “violenza inaccettabile e folle” 

La ferma condanna per “una notizia terribile che lascia senza parole”, è stata espressa da Giorgia Meloni.

“L’assalto al pullman dei tifosi del Pistoia Basket, costato la vita a un autista colpito da un mattone, è un atto di violenza inaccettabile e folle. Esprimo il mio profondo cordoglio  – scrive la premier sui social – alla famiglia della vittima e la mia vicinanza a chi ha assistito a questa tragedia. Confido che i responsabili di questo gesto vigliacco e criminale vengano individuati e assicurati rapidamente alla giustizia”.

Abodi, è sconvolgente quanto successo, Lo sport è vita

“Ma come è possibile morire così, mentre si torna a casa dopo una partita di basket? – si chiede il ministro dello Sport Andrea Abodi –  È sconvolgente l’assalto perpetrato questa sera vicino Rieti da delinquenti che si sono trasformati in assassini e non potranno mai essere definiti tifosi. Lo sport è vita e questi criminali sono lontani anni luce dai valori sportivi. Le nostre condoglianze alla famiglia del secondo autista del pullman dei tifosi di Pistoia, colpito a morte dalla follia omicida”.

Alle 15 consiglio straordinario Federbasket 

Il presidente della Federazione Italiana PallacanestroGianni Petrucci, ha convocato per le ore 15 di oggi un consiglio straordinario urgente a seguito dell’assalto al pullman dei tifosi del Pistoia da parte dei supporter di Rieti.

Alla riunione che si terrà online, Petrucci ha invitato anche il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, e il commissario tecnico azzurro Luca Banchi.

La Federazione Italiana Pallacanestro già nei momenti successivi all’accaduto ha espresso “le sue più sentite e addolorate condoglianze alla famiglia della vittima dell’insensato atto“.

 

Sebastiani Rieti, atto inqualificabile, ci dissociamo

“Quanto accaduto stasera al termine della gara contro la Estra Pistoia ci lascia sgomenti – si legge in un post su facebook della società di basket –  Il pullman che trasportava i tifosi ospiti, sulla strada del rientro, ha subito un atto inqualificabile, in quanto vittima di una sassaiola che ha causato il decesso di un autista del pullman stesso.  La Sebastiani si dissocia completamente da quanto accaduto ed esprime il più sincero cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia dell’autista tragicamente scomparso. Si tratta di un un fatto gravissimo sul quale gli inquirenti, dei quali abbiamo piena fiducia, faranno luce. CI troviamo a parlare di fatti che nulla hanno a che vedere con lo sport, e totalmente distanti dai valori che ogni giorno, come club, cerchiamo di portare avanti”.

Pistoia basket, sconcertati

“Pistoia Basket 2000 Ssd arl ha appreso con sgomento la notizia della morte di uno dei due autisti in servizio su un pullman che trasportava i tifosi biancorossi di ritorno dalla trasferta di Rieti”. Lo scrive Pistoia Basket sulle pagine social a seguito della notizia di un’aggressione ai danni di un pulmann dove viaggiava la propria tifoseria al termine dell apartita disputata a Rieti e che ha causato la morte dell’autista.
“Alla luce delle prime notizie emerse, e in attesa dei riscontri ufficiali della magistratura – prosegue la nota – la Società si dichiara sconcertata per la dinamica che ha provocato l’incidente. Il presidente Joseph David e tutto il Club si stringono attorno alla famiglia dell’autista e partecipano al dolore dei suoi cari”. 

 

 

 

 

 

Moglie e marito aggrediti dal loro cane, lei rischia l’amputazione di un braccio

AGI – Rischia l’amputazione di un braccio la donna attaccata insieme al marito dal cane di famiglia a Mignanego, in provincia di Genova. La coppia è stata soccorsa nella serata di sabato dopo l’attacco subito dal pastore maremmano di 45 chili, uno dei tre cani di loro proprietà. 

soccorritori hanno faticato per tenere a bada il cane e prestare aiuto ai due coniugi sulla cinquantina: la donna è arrivata in codice rosso al pronto soccorso del San Martino con ferite gravissime e un braccio mentre l’uomomorso al torace, era in condizioni meno gravi ed è stato trasportato all’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena in codice giallo.

Non è chiaro cosa abbia fatto scattare l’attacco del cane ma si ipotizza una dinamica conflittuale nel branco.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il veterinario della Asl e l’associazione dedicata al soccorso sanitario e animale che hanno sedato il cane e lo hanno trasportato al canile Montecontessa di Genova.

Auto si schianta contro una fontana ad Asiago, morti tre ventenni

AGI – Drammatico incidente stradale nella notte ad Asiago, in provincia di Vicenzatre ventenni sono morti ed un quarto giovane, 21 anni, è ricoverato all’ospedale di Bassano in gravi condizioni.

Un quinto passeggero è rimasto illeso ed è stato portato all’ospedale di Asiago per gli accertamenti del caso.

Lo schianto è avvenuto intorno alle 3 e mezza di questa notte quando l’auto su cui viaggiavano i cinque ragazzi si è schiantata contro una fontana posta al centro di una rotatoria.

Sul posto gli operatori sanitari, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine.

Zaia: “Un dolore immenso” 

“Esprimo il mio più profondo cordoglio e la vicinanza dell’intera comunità veneta alle famiglie dei tre giovani che hanno perso la vita questa notte ad Asiago. Un dolore immenso, che colpisce tutti noi. Di fronte a tragedie come questa, che spezzano vite nel fiore degli anni, ogni parola appare inadeguata”, scrive su Facebook, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia

“Il mio pensiero va anche al ragazzo gravemente ferito, a cui auguro con tutto il cuore di poter superare questo momento drammatico, e al giovane illeso, che dovrà affrontare un dolore che segnerà per sempre la sua vita”, prosegue il governatore. 

L’intera Regione del Veneto “si stringe attorno alle famiglie colpite da questa immane tragedia, alle comunità coinvolte e a tutti coloro che conoscevano e volevano bene a questi ragazzi. Ci uniamo in un abbraccio collettivo, con rispetto e silenzio”.

Attentato a Sigfrido Ranucci: i carabinieri del Ris analizzano l’ordigno esploso a Pomezia

AGI – I carabinieri del Ris sono al lavoro sui reperti dell’ordigno rudimentale che, giovedì sera, ha distrutto l’auto del giornalista Sigfrido Ranucci e quella di sua figlia a Pomezia. Obiettivo degli investigatori è analizzare il tipo di esplosivo utilizzato per poi eventualmente risalire agli autori dell’intimidazione che solo per un caso fortuito non ha provocato vittime.

 

 

L’attenzione degli inquirenti è anche verso l’individuazione della persona incappucciata, indicata da un testimone, che si sarebbe allontanata poco prima dell’esplosione. Verifiche anche su un’auto con la quale potrebbe essere fuggito l’attentatore, o gli attentatori. L’ordigno, secondo una prima analisi, era composto da un chilogrammo di esplosivo compresso ed è stato lasciato con la miccia accesa tra due vasi all’esterno della villetta.

 

Chi ha posizionato il materiale conosceva gli spostamenti del giornalista, rientrato proprio giovedì nell’abitazione dopo alcuni giorni di assenza. Gli specialisti dell’Arma sono al lavoro anche sull’auto, risultata rubata, individuata dagli inquirenti a poca distanza dal luogo della deflagrazione. Al momento, comunque, non emergerebbero collegamenti tra le due vicende. 

 

“Il Santuario della Bozzola ha un ruolo centrale nel delitto di Garlasco”

AGI – “Quello che mi ha fatto Savu è un racconto che mi ha stupito, sbigottito e sbalordito in cui la Bozzola ha un ruolo centrale nel delitto di Garlasco”. Lo afferma all’AGI l’avvocato Francesco Grittini che ha incontrato ieri il suo assistito Flavius Savu nel carcere di Torre del Gallo di Pavia dove nei giorni scorsi è stato portato, dopo una lunga latitanza, il cittadino romeno di 43 anni condannato nel 2018 a 5 anni di reclusione per un’estorsione a sfondo sessuale ai danni di don Gregorio Vitali, all’epoca rettore del Santuario della Bozzola.

“Ho sottoposto Savu a un interrogatorio serrato, di più, a una cross examination per provare a farlo cadere in contraddizione e a minare la credibilità del racconto – continua il difensore – ma non ci sono riuscito. La sua narrazione è molto coerente, diversa dall’idea che mi ero fatto io prima di incontrarlo”. Grittini aggiunge di non poter entrare nei dettagli del racconto di Savu “per rispetto della Procura di Pavia che sta svolgendo le indagini e che probabilmente lo vorrà sentire”.

“Non ha ancora ricevuto una convocazione dai magistrati che indagano su Andrea Sempio – precisa – in ogni caso sarà sentito come persona informata sui fatti, quindi la mia presenza non sarà necessaria anche se potrei esserci se i magistrati lo valuteranno opportuno”. A giugno Cleo Koludra Stefanescu, nipote di Savu in carcere a Vigevano per omicidio, aveva consegnato ai legali un manuale in cui scriveva di avere conosciuto una ragazza che gli aveva parlato di uno scandalo legato alla prostituzione e alla pedofilia con sullo sfondo l’ipotesi che Chiara Poggi potesse avere saputo qualcosa di quanto accadeva e perciò sarebbe stata ‘eliminata’ come testimone scomoda.

“Ora Stefanuscu ha scritto un altro memoriale. Cosa dice? Non lo so perché non me lo ha fatto leggere ma l’ha intestato direttamente a una giornalista. Ad ogni modo, Savu è talmente pignolo nella sua ricostruzione che ha ‘ripreso’ il nipote per non essere stato preciso in alcuni passaggi”. Grittini ritiene che “in un momento in cui si coltivano tante piste, è giusto esplorare anche questa visto che Savu è molto coerente nella sua ricostruzione”.

È morto Giovanni Cucchi, papà di Stefano e Ilaria

AGI – Addio a Giovanni Cucchi, papa’ di Stefano e Ilaria, morto a Roma all’età di 77 anni. L’uomo era malato da tempo e le sue condizioni erano peggiorate dopo la scomparsa, tre anni fa, della moglie Rita Calore. A confermare la notizia l’avvocato Fabio Anselmo, storico legale della famiglia, dopo che, nel primo pomeriggio, sui social, erano iniziati a circolare i primi post sul possibile decesso del 77enne.

 

 

“Ci sono parole che non si dimenticano, che restano incise anche quando le voci che le hanno pronunciate si spengono – scrive Anselmo sui social -. Da oggi purtroppo Giovanni Cucchi, padre di Stefano, non c’è più. Molti – troppi -, hanno scritto e detto che a Giovanni non fregava nulla di suo figlio, che lo avesse abbandonato, che Stefano fosse solo. Lo hanno fatto per anni, per giustificare l’ingiustificabile, per infangare una famiglia già distrutta dal dolore. Eppure, quella verità costruita a tavolino è crollata davanti a un’aula di tribunale, quando Giovanni ha letto la lettera che Stefano gli aveva scritto due anni prima di morire”, aggiunge Anselmo. “Giovanni, con la tua voce hai dato voce a tuo figlio – conclude -. Grazie per la tua forza”. 

 

Ragazzo accoltellato durante una lite a Perugia, trovato morto nel parcheggio dell’Università

AGI – È un ragazzo di 23 anni, di origini albanesi, il giovane morto nella notte nel parcheggio della facoltà di Matematica dell’Università di Perugia. Il ragazzo, secondo quanto ricostruito, è stato raggiunto da una coltellata al torace che non gli ha dato scampo. È morto praticamente sul colpo, senza che il personale del 118 potesse far niente.

Secondo le prime ricostruzioni, il 23enne sarebbe stato ferito al culmine di una lite tra due gruppi che si ipotizza sia scoppiata per motivi futili. Gli inquirenti escluderebbero questioni di droga. L’episodio è ritenuto estraneo al mondo universitario. In base alle tracce ancora visibili sull’asfalto, il colpo sarebbe stato sferrato nella parte del parcheggio che confina con l’edificio che ospita un bar, che è anche locale notturno, e la mensa universitaria.

Da lì, il ragazzo si sarebbe spostato per alcuni metri, forse tentando di allontanarsi per poi accasciarsi al suolo, a poca distanza dall’ingresso dell’edificio dove si trova il dipartimento di matematica. Sull’accaduto sta indagando la Polizia, coordinata dalla Procura della Repubblica. In questura vengono sentiti diversi testimoni. Al momento non risulterebbero provvedimenti.

Arrivato in città con gruppo amici

La vittima si chiamava Hekuran Cumani, aveva raggiunto la città umbra con un gruppo di amici da Fabriano (An). Dopo un giro in alcuni locali, avevano raggiunto quello che si trova proprio davanti al parcheggio in cui è stato ucciso. L’aggressione è avvenuta, intorno alle 4,30, al culmine di una lite con un altro gruppo di giovani la cui causa è al vaglio degli investigatori, mentre è caccia all’uomo sulla scorta delle testimonianze raccolte.

La Fondazione Bellisario chiama a Roma oltre 450 personalità per “Donna Economia & Potere”

AGI – Tornano Lella Golfo e le “sue” donne. Oggi nella suggestiva cornice delle Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia ha preso il via la 25esima edizione di “Donna, Economia & Potere”, due giorni di confronto sui temi al centro del dibattito pubblico.
Ideato e promosso dalla Fondazione Marisa Bellisario, l’evento è con l’alto patrocinio del Parlamento europeo e il patrocinio di Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Regione Lazio, Roma Capitale, Radio Televisione Italiana.

“Governare il presente, generare il futuro”

“Governare il presente, generare il futuro” è il titolo scelto per celebrare 25 anni di un format che per primo ha parlato di donne e potere e che oggi ha richiamato a Roma oltre 450 personalità per discutere insieme di temi che sono nell’agenda del paese, ma in grado di determinare il futuro.

Definito sin dal suo esordio come la “Cernobbio delle donne”, l’appuntamento annuale della Fondazione Marisa Bellisario – al quale partecipano oltre 450 tra imprenditori, manager, esperti, giornalisti, politici dall’Italia e dall’estero – vuole affrontare le questioni centrali del nostro presente e le sfide per il futuro mettendo al centro il pensiero e il contributo femminile. Un laboratorio di idee e azioni che si avvale delle migliori energie del Paese con l’obiettivo di fornire un concreto contributo per uno sviluppo sostenibile.

“Governare il presente – sottolinea Lella Golfo, Presidente della Fondazione Bellisario – significa avere il coraggio di comprendere e affrontare la complessità del nostro tempo, di compiere scelte e guidare trasformazioni. Generare futuro, invece, è un atto collettivo di fiducia: richiede visione, ma anche concretezza e soprattutto una comunità che decide di camminare insieme. Il nostro seminario nasce dal tentativo di far dialogare mondi diversi attorno a un’idea semplice ma potente: il futuro si costruisce giorno dopo giorno, non si attende. Non vogliamo solo analizzare ciò che siamo ma progettare ciò che possiamo diventare. Parleremo di Europa, di welfare e demografia, di Intelligenza Artificiale e di giovani, di imprese e di transizione ecologica, di medicina di genere, di salute e anche della nuova era di Papa Leone. Temi diversi ma capitoli di uno stesso racconto, quello della ricerca di un nuovo equilibrio tra sviluppo, coesione, sostenibilità. E pace”.

 

 

Il messaggio di Papa Leone

Tra i messaggi ricevuti dalla presidente Lella Golfo, anche quello di Papa Leone XIV che ha voluto sottolineare: “la capacità del genio femminile di rendere il mondo più bello mediante la sua sensibilità e determinazione il sommo Pontefice auspica che il simposio ponga in evidenza il ruolo essenziale della donna per la vita e la cura della comunità come pure nella promozione del bene comune”.

Anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso non ha voluto far mancare i suoi saluti al simposio organizzato dalla Fondazione Bellisario ha ribadito l’impegno del governo nel sostegno all’imprenditoria femminile perché “il rafforzamento dell’empowerment femminile è, oggi più che mai, una leva indispensabile per la crescita sostenibile dell’Italia e dell’Europa che vogliamo si tingano sempre più di rosa”.

I 12 panel di discussione

Al centro di questa prima giornata di lavoro la discussione, divisa in 12 panel contemporanei, su temi che hanno affrontato temi come le sfide economiche, politiche e sociali cruciali per il futuro. I panel così suddivisi:  L’Europa tra oggi e domani; La sfida delle imprese familiari; Giovani: riconnettersi al futuro; Rigenerare l’impresa: cultura e performance del valore; Demografia, famiglia e welfare; Transizione ecologica e giustizia climatica; Inclusione: finanza credito & impatto sociale; Donne & Venture capital; Salute& Genere: la nuova frontiera della medicina; Competenze 5.0 nell’era dell’IA; Donne territorio e politica; L’era di Papa Leone. 

 

 

I key speakers

Ricchissimo il parterre dei key speakers, tra i quali: la Vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il Ragioniere Generale dello Stato Daria Perrotta, la Segretaria Cisl Daniela Fumarola, la giudice della Corte Costituzionale Antonella Sciarrone Alibrandi, la Presidente di Assogestioni e AD di Eurizon Capital SGR, Maria Luisa Gota, la Presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Maria Anghileri, la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, Virginia Raggi Consigliere Assemblea Capitolina, la Presidente ENEA Francesca Mariotti, il direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme, il Presidente Banca Monte dei Paschi di Siena Nicola Maione, il Presidente AIFI Innocenzo Cipolletta, la Garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni, Paola Angeletti Chief Sustainability Officer Intesa Sanpaolo, Geraldine Conti, Chief People & Engagement BNL BNP Paribas, Fabrizio Curci CEO e General Manager, Marcolin, Carlo Cottarelli, il Direttore de Il Riformista Claudio Velardi, Giulio Maira, Direttore dell’Istituto di Neurochirurgia del Policlinico Gemelli, la senatrice Tilde Minasi e l’europarlamentare Alessandra Moretti, Daniela Montemerlo Professoressa Ordinaria di Management e Family Business, Raffaella Orsero Vice Presidente e CEO, Orsero, Rita Lofano direttrice di AGI, Barbara Lunghi Head of Primary Markets Italy, Borsa Italiana, il Segretario Generale ANCI Veronica Nicotra, Giovanna Melandri Presidente Human Foundation, Carolina Lonetti Chief Export & Soft Loan Officer, SIMEST, Maria Bianca Farina Presidente Fondazione ANIA, Fabio Liberali Co-Founder e Consigliere di Amministrazione, LU-VE Group, Roberto De Agostini Head of Media&Public Relations, Banca Mediolanum, Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs Intesa Sanpaolo.

 

 

Il programma di sabato 18 ottobre
             

La seconda giornata di lavori, sabato 18, si apre alle 10 con i saluti istituzionali della Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e della Referente per il Lazio della Fondazione Marisa Bellisario, nonché la Presidente di BNL BNP Paribas e Findomestic Banca, Claudia Cattani.

Spazio poi alla competizione della 5/a edizione di B-Factor: Fattore Bellisario, il contest in collaborazione con Intesa Sanpaolo dedicato alle startup innovative al femminile. A valutarla, una giuria coordinata dal Professore di Strategia della SDA Bocconi School of Management Carlo Alberto Carnevale Maffè con la partecipazione della Presidente della Fondazione Marisa Bellisario Lella Golfo, di Viviana Bacigalupo Direttrice Generale Intesa Sanpaolo Innovation Center, Paolo Cellini, Docente di Economia Digitale della Luiss Guido Carli, Maria Carmela Colaiacovo Presidente de Il Sole 24 Ore, Luigi Gallo Responsabile BU Incentivi e Innovazione di Invitalia, Maura Gentili Dirigente del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Anna Lambiase Presidente di CDP Venture Capital SGR, Silvia Rovere Presidente di Poste Italiane.

 

 

 

 

Pamela Genini uccisa con più di 30 coltellate, i risultati dell’autopsia

AGI – Sono oltre trenta le coltellate inflitte a Pamela Genini dal suo ex fidanzato Gianluca Soncin. È quanto risulta dagli esiti dell’autopsia effettuata oggi sul corpo della giovane donna uccisa nella sua abitazione a Milano. 

 

L’ex fidanzato di Pamela Genini, l’ultima persona con cui la giovane donna ha parlato lasciandole intendere di essere in pericolo mentre Gianluca Soncin era in casa sua col coltello col quale l’avrebbe uccisa.

 

F.D.è anche il testimone che ha messo a verbale i contorni del “quadro agghiacciante”, lo definiscono gli inquirenti, entro i quali la storia tra i due è finita in un imbuto di violenza, con tante ‘bandiere rosse’ di pericolo che sventolavano in modo sinistro. I due si erano messi assieme nel marzo 2024.

 

F.D., 40 anni, era rimasto amico della giovane imprenditrice dopo una relazione di 3 anni con lei. “Fin da subito Soncin non permetteva a Pamela di lavorare facendole lasciare il lavoro. Dopo qualche settimana dall’inizio della relazione si trasferivano nell’abitazione di Soncin a Cervia, dove lui iniziava ad assumere atteggiamenti controllanti e privativi verso Pamela non permettendole di vedere le amiche nè tanto meno di sentirle telefonicamente. Tuttavia, Pamela, di nascosto mi contattava con il numero anonimo, raccontandomi quanto stava vivendo, mandandomi messaggi effimeri con la cancellazione automatica, facendo la stessa cosa con alcune amiche. Sono a conoscenza, sempre su racconto di Pamela, che Soncin per sfuggire ai controlli della Polizia si accompagnava nei viaggi con lei”. 

 

 

Mattarella e Meloni a i funerali dei tre carabinieri morti nell’esplosione. Monsignor Saba…

AGI – L’abbraccio partecipato, commosso, del Presidente della RepubblicaSergio Mattarella, ai familiari dei tre Carabinieri uccisi. Le fasciature ancora ben visibili sui volti, le mani, le gambe, dei colleghi che hanno scampato la morte nell’esplosione del casolare di Castel d’Azzano, a Verona. E poi i volti impietriti, le lacrime, l’emozione palpabile, negli occhi delle circa 4mila persone presenti alle esequie alla Basilica di Santa Giustina, a Padova.

Ad onorare Valerio Dapra’Davide Bernardello e Marco Piffari, vittime della follia dei fratelli Ramponi che martedì scorso per evitare lo sfratto, sommersi di debiti e problemi finanziari, hanno saturato di gas e poi fatto esplodere il casolare dove vivevano, c’era tutto lo Stato. Tutta l’Italia, preciserà Guido Crosetto nel suo intervento durante le esequie.

Presenza istituzionale ai funerali

Insieme al Capo dello Stato, anche i presidenti del Senato, Ignazio La Russa, e della Camera, Lorenzo Fontana, e la premier Giorgia Meloni – anche lei si soffermerà, commossa, con i familiari dei caduti, al termine della cerimonia – con il ministro della Difesa, Guido Crosetto e una foltissima delegazione di governo, che comprendeva Matteo Salvini, Antonio Tajani, Matteo Piantedosi, Carlo Nordio, Andrea Abodi, Eugenia Roccella, Orazio Schillaci e Anna Maria Bernini. Ma ci sono anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, e il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

 

 

Il ricordo dei giusti nella memoria della Repubblica

Ed è Guido Crosetto allora a scandire che “i nostri nomi, il mio, quello del Presidente, quello di ognuno di noi sono scritti sulla sabbia delle persone a cui siamo cari e sono destinati a scomparire nel tempo mano a mano che scompariranno quelli che ci vogliono bene. Il nome dei giusti no”. “Il nome di chi è morto per la Patria è scritto nella roccia della memoria della Repubblica e sarà onorato e ricordato”, ricorda il ministro della Difesa soffermandosi per qualche istante davanti ai feretri al termine della funzione.

Il dolore condiviso dell’Italia

“L’Italia è qua e si raccoglie in un profondo dolore. Oggi tutti i Carabinieri d’Italia sono qui con me, vicino a voi, anche quelli all’estero, e voglio abbracciarvi tutti e dirvi grazie”, aggiunge il ministro della Difesa.

 

I feretri avvolti nel Tricolore sono entrati nella Basilica di Santa Giustina alle 16 in punto, portati a spalla dai colleghi e accolti da un grande applauso fino al picchetto d’onore, sulle note della Marcia funebre di Chopin. Ha parlato di un fatto “duro, doloroso e umanamente incomprensibile” Gianfranco Saba, Ordinario Militare per l’Italia, che ha celebrato i funerali. “La nostra società non tanto pluralista, è concentrica. E talvolta non riesce a trovare il proprio centro”, ha poi aggiunto.

Al termine della celebrazione, di nuovo, l’applauso commosso della gente, e di nuovo gli abbracci e le strette di mano ai familiari da parte del Capo dello Stato, che si sofferma con loro parlando a tu per tu, la mano sulla spalla dell’interlocutore, in un’atmosfera intima che fa quasi dimenticare la solennità di un funerale di Stato.

Il ricordo dei militari e degli uomini

Le parole dei familiari, commosse ma ferme, composte, tratteggiano la figura di tre militari che hanno saputo incarnare lo spirito stesso delle Forze Armate, e di tre uomini che ne facevano parte. “Non ricordo l’ultima volta che ti ho preso in braccio e non sapevo fosse l’ultima volta, poi il tempo è passato e sei diventato quello che più desideravi: un Carabiniere d’Italia“, sintetizza il padre di Davide Bernardello. Toni a cui ha fatto eco il figlio di Valerio Dapra’: “Ho auto il privilegio di chiamare papà una persona, un uomo, che ha dedicato la sua vita al dovere, al servizio e all’onore. Mio padre ha scelto una strada fatta di coraggio, sacrificio e responsabilità”.

Infine, l’appello del fratello di Marco Piffari: “Il loro sacrificio non deve essere reso vano. Faccio quindi un appello a tutti – dice – perché episodi simili non accadano più. Stringiamoci ai nostri militari che operano in Italia e all’estero rendendo le nostre vite libere, serene e sicure”.

 

Garlasco: Riesame annulla il decreto di sequestro a carico dell’ex pm Venditti

AGI – Il Tribunale del Riesame di Brescia ha annullato il decreto di perquisizione e sequestro a carico dell’ex pm di Pavia Mario Venditti nell’inchiesta in cui è indagato per corruzione in atti giudiziari. 

L’ex procuratore aggiunto è accusato di essersi fatto corrompere per chiedere l’archiviazione di Andrea Sempio nel 2017, poi accolta da un gip.

Lo sfogo dell’ex procuratore Mario Venditti

“Ho la vita rovinata, non ho mai preso un euro al di fuori dello stipendio”, ha detto, in sostanza, l’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, nelle brevi dichiarazioni spontanee rese al collegio del riesame di Brescia durante l’udienza in cui ha chiesto, tramite l’avvocato Domenico Aiello, l’annullamento del decreto di perquisizione e i successivi sequestri subiti lo scorso 26 settembre nell’ambito dell’inchiesta della procura di Brescia con l’ipotesi di corruzione in atti giudiziari relativo al fascicolo del 2017 a carico di Andrea Sempio.

Santanchè e la truffa all’Inps: sospeso il procedimento in attesa della decisione della Consulta

AGI – La gup Tiziana Gueli ha sospeso per alcuni mesi l’udienza preliminare a carico della ministra del Turismo, Daniela Santanchè, accusata di truffa aggravata ai danni dell’Inps. Lo stop è motivato dalla necessità di attendere la decisione della Consulta sul conflitto di attribuzioni sollevato dal Senato sull’utilizzabilità di una serie di registrazioni di conversazioni private. 

Non è noto al momento quando riprenderà l’udienza preliminare ma certamente non sarà prima del 20 febbraio quando la giudice Gueli ha fissato un’udienza ‘di controllo’ per valutare se la Consulta si sarà nel frattempo pronunciata. Difficile pero’ che accada per quella data perché, spiega l’avvocato Salvatore Pino, che assiste Santanché, “di solito ci vogliono sette-otto mesi, a volte anche un anno” in casi analoghi.

La richiesta di sospendere l’udienza è arrivata dai legali Salvatore Pino e Nicolò Pelanda mentre i pm Marina Gravina e Luigi Luzi si sono opposti depositando una memoria. Secondo l’accusa due società del gruppo Visibilia, fondato dalla ministra, avrebbero chiesto e ricevuto “indebitamente” la Cig in deroga “a sostegno delle imprese colpite dagli effetti della pandemia” per 13 dipendenti e per circa 126mila euro tra maggio e febbraio 2022.

Il 24 settembre scorso, il Senato aveva approvato la proposta di aprire davanti alla Consulta un conflitto di attribuzione tra il Senato e la Procura relativamente a questo caso che coinvolge Santanchè. In precedenza, nell’udienza del 9 luglio, la difesa della ministra aveva sollevato la questione dell’inutilizzabilità “delle conversazioni ambientali registrate da Eugenio Moschini nei confronti dell’imputata acquisite al fascicolo delle indagini, sostenendo la necessita’ dell’autorizzazione della Camera di appartenenza della Senatrice Santanchè e l’inutilizzabilità delle comunicazioni – acquisite al fascicolo delle indagini – avvenute via mail e whatsapp in cui la Senatrice risulta essere mittente o destinataria”. 

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