Archivi per la categoria ‘Komposer’
Anziano in carrozzina muore investito nel Comasco. Alla guida il portiere dell’Inter Martinez
AGI – Un uomo di 81 anni è morto in provincia di Como dopo essere stato travolto da un’auto con alla guida il secondo portiere dell’Inter, Josep Martinez. L’incidente stradale è avvenuto in via Bergamo a Fenegrò poco dopo le 9.30. Inutili i soccorsi del 118 per l’anziano che si trovava su una carrozzina elettrica.
Dai primi accertamenti, l’anziano avrebbe lasciato la pista ciclabile per raggiungere quella del senso di marcia opposta, attraversando la carreggiata, mentre passava in auto il secondo portiere dell’Inter. Il conducente, rimasto sul posto, sarà sottoposto ad accertamenti e la sua posizione è al vaglio dei carabinieri della compagna di Cantù e la Procura di Como.
Chivu annulla conferenza stampa
Dopo il grave incidente che vede coinvolto il secondo portiere dell’Inter, la società nerazzurra ha annullato la conferenza stampa del tecnico Cristian Chivu alle ore 14 alla vigilia della sfida di campionato con la Fiorentina.
Rapina a un furgone portavalori, presi i 3 della banda
AGI – Sono in custodia tre componenti della banda di rapinatori che questo pomeriggio intorno alle 18 hanno assaltato due furgoni portavalori della Mondialpol – nonostante uno abbia avuto la fiancata squarciata dall’esplosivo usato dai malviventi, i rapinatori non sono riusciti a portare via il contante trasportato – seminando il panico lungo la corsia sud dell’A14, all’altezza della zona artigianale di Porto Recanati.
Uno dei malviventi, risultato originario di Cerignola (Foggia), era stato ferito a una gamba durante il conflitto a fuoco con le guardie giurate: è stato abbandonato e una volta soccorso è finito in ospedale prima a Civitanova Marche e subito dopo all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona, dove è piantonato.
Alcuni testimoni hanno ripreso con il cellulare i malviventi mentre fuggivano a bordo di due auto, una delle quali è stata data alle fiamme a Porto Potenza, una decina di chilometri più a sud rispetto al luogo dell’assalto. Ed è proprio qui che sono stati fermati altri due uomini, mentre cercavano di fuggire, ed è stato ispezionato un vivaio dal quale è stato rubato un furgone.
Foto di nudo con l’IA, la denuncia di Francesca Barra
AGi -” Ho scoperto ieri che su un sito per adulti circolano immagini di me nuda, generate con l’intelligenza artificiale”: è la denuncia via social della giornalista e scrittrice Francesca Barra che, con un lungo post, ha dato anche il via a una serie di accertamenti a opera della Polizia postale sulla natura dei contenuti pubblicati sull’ultimo sito sessista, SocialMediaGirls.com.
“Non sono io – ha scritto Barra – ma qualcuno ha deciso di costruire quella menzogna per ottenere attenzione e insinuare il dubbio che potessi essermi mostrata in quel modo negli ambienti in cui lavoro o ho lavorato: in Mediaset e con @pierochiambretti .
Ho pensato ai miei figli e ho provato imbarazzo e paura per ciò che avrebbero potuto sentire o leggere, se quelle immagini fossero finite nelle mani sbagliate. Non é arte, non é una scelta personale quindi ovviamente creata per suscitare morbosità pericolose perchè basate sull’alterazione della realtà senza consenso della diretta interessata”, ha continuato la giornalista.
“E ho pensato alle figlie e ai figli di tutti, alle ragazze che subiscono la stessa violenza digitale e che forse non hanno i miei stessi strumenti per difendersi o la mia forza per reagire. É una violenza e un abuso che marchia la dignità, la reputazione, la fiducia.
Un furto dell’immagine, del corpo, della libertà di essere viste come si è — non come un algoritmo o una mente malintenzionata decide di rappresentarci”.
“Le tecnologie – sottolinea Barra – dovrebbero essere strumenti di progresso, non di sopraffazione. E invece, troppo spesso, diventano armi: di manipolazione, di vergogna, di distruzione dell’identità. Chi crea, diffonde o ospita questo materiale commette un reato, ma troppo spesso le leggi, la rete e le piattaforme arrivano dopo. Ho discusso da poco una tesi in criminologia sul cyberbullismo, proprio perché spero di poter contribuire con competenza ad arginare questo fenomeno e a sensibilizzare famiglie, studenti, figli. Il mio assunto é che il cyberbullismo non è un problema fra ragazzi, ma uno specchio delle nostre fragilità collettive e infatti eccoci qui a dare, come sempre, il pessimo esempio. Questa non è solo la mia storia, ma il preludio di un pericolo che riguarda tutti.Nessuna donna, nessuna ragazza dovrebbe trovarsi di fronte a un corpo inventato e sentirsi ferita due volte: nell’immagine e con l’impunità”.
Operaio rimane incastrato sotto un escavatore. Ferito liberato e ricoverato
AGI – È stato estratto dall’escavatore sotto il quale era rimasto intrappolato ed è stato trasportato con l’elisoccorso all’ospedale Cisanello di Pisa l’uomo che per quasi due ore e’ rimasto con una gamba incastrata all’interno della cava di marmo Valsora, al Passo del Vestito, al confine tra le province di Massa Carrara e Lucca. L’uomo, 52 anni, residente a Carrara, è poi risultato essere il titolare della cava dove è avvenuto l’incidente sul lavoro. Le sue condizioni sono critiche ma fortunatamente non è in pericolo di vita. Sul posto, oltre ai soccorritori, per fare luce sulla dinamica dell’accaduto sono intervenuti anche gli operatori della Prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro dell’Asl Toscana Nord Ovest.
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Da Centocelle all’Eur, la mappa delle corse clandestine di auto a Roma
AGI – Ci sono luoghi a Roma dove il fine settimana i giovani si ritrovano con le loro auto modificate, alcune sono vere e proprie opere d’arte su quattro ruote, frutto anche di investimenti importanti. Il tuning è anche una cultura, un linguaggio fatto di cavalli vapore e bassi profondi. Assetti ribassati, cerchi cromati, luci al neon e impianti audio da discoteca. Una sfida sonora e visiva, una sfilata notturna che trasforma il piazzale del raduno spesso in un palcoscenico.
Ma dietro la passione si nasconde un confine sottile: quello delle gare clandestine. Se è vero che non tutti i tuner sono piloti da strada, è altrettanto vero che i due mondi si sfiorano pericolosamente. Le officine specializzate che modificano le auto per l’estetica, spesso potenziano anche i motori per la velocità. E così, da una semplice esposizione, si passa alla sfida. Basta uno sguardo, un cenno, tre colpi di clacson. E la corsa ha inizio.
Tragedie sulla Cristoforo Colombo
Traffico del venerdì notte, semafori ignorati, curve prese a tutta velocità. I luoghi di ritrovo dei bolidi, dove le forze dell’ordine si impegnano in continui blitz con identificazioni e spesso sequestri dei mezzi, sono i parcheggi a Centocelle, Tuscolana, Anagnina, Ponte Milvio, del Parco da Vinci a Fiumicino. E via Cristoforo Colombo, una delle arterie più pericolose d’Italia.
Proprio su quella strada, venerdì scorso, ha perso la vita Beatrice Bellucci, vent’anni appena. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe rimasta coinvolta in una sfida tra due auto lanciatesi a folle velocità. Una tragedia che riporta alla mente un altro dramma: quello di Francesco Valdiserri, diciottenne travolto tre anni fa mentre camminava sul marciapiede della Cristoforo Colombo, vittima di un’auto guidata da una ragazza risultata poi positiva all’alcol.
Misure e segnalazioni
Da allora qualcosa è cambiato: limiti di velocità abbassati a 30 km/h su alcune corsie laterali, controlli più frequenti. Ma non basta. Le segnalazioni dei residenti si moltiplicano, come quella dell’estate scorsa sul lungotevere Flaminio, dove le auto sfrecciavano tra i passanti, immortalate dai cellulari dei cittadini esasperati. Il giorno dopo, il bilancio: sportelli ammaccati, parabrezza sfondati, danni senza colpevoli.
I circuiti illegali partono spesso proprio dall’Eur, uno dei luoghi di ritrovo è piazzale Marconi sotto l’obelisco. Proprio da qui le sfide illegali possono partire verso il centro storico, attraversando gli archi delle mura aureliane per poi tornare all’obelisco. Un altro percorso si snoda lungo la Roma-Fiumicino, fino all’aeroporto. Il terzo corre verso Ostia, fino alla rotonda sul lungomare. Tutti percorsi ad alto rischio, dove la passione per la velocità si trasforma in roulette russa.
Il film ‘Velocità massima’ e le denunce dei cittadini
Nei primi anni duemila a raccontare questo mondo, con uno sguardo crudo e realistico, è stato il film ‘Velocità massima‘, con la pericolosa moda delle corse romane in circuiti improvvisati e clandestini come ancora oggi accade. Spesso sono i cittadini a denunciare le corse: quest’estate sul lungotevere Flaminio le auto sono state riprese dai balconi mentre sfrecciavano tra ignari automobilisti. Le conseguenze si vedono anche il giorno dopo, con auto parcheggiate danneggiate senza apparente motivo.
Dopo la morte di Valdiserri, il Comune ha introdotto in alcuni tratti laterali della Colombo il limite a 30 km orari. Un provvedimento che prova a contenere una piaga difficile da estirpare, tra passione, illegalità e tragedie che lasciano segni indelebili.
Raid vandalico al liceo Da Vinci di Genova: danni e svastiche sulle pareti
AGI – Un raid vandalico si è verificato intorno alla mezzanotte all’interno del liceo scientifico Leonardo Da Vinci in via Arecco, nel centro di Genova. Mentre la scuola era occupata e si stavano svolgendo alcuni laboratori, un gruppo di persone ha fatto irruzione nell’istituto.
Secondo quanto ricostruito ci sono stati danni alle porte, alle vetrate e agli arredi della scuola. Per farlo sono state utilizzate spranghe e bastoni. Sul posto, dopo la segnalazione degli stessi studenti, è intervenuta la polizia con Digos e Scientifica. “Da questa mattina sono in costante contatto con le forze dell’ordine per chiarire quanto accaduto nella notte al liceo Leonardo da Vinci – ha fatto sapere la sindaca Silvia Salis – Si tratta di un episodio di estrema gravità sul quale occorre far luce e per il quale esprimo la più ferma condanna da parte mia e dell’amministrazione”.
“La violenza non è tollerabile in alcuna sua forma – ha aggiunto Salis – vedere una svastica sul muro di una scuola è uno schiaffo ai valori fondanti della nostra democrazia. Auspichiamo che si possa fare chiarezza in tempi rapidi sull’accaduto e che siano al più presto identificati gli autori”.
Presa di posizione anche da parte della CGIL che sottolinea: “Quanto accaduto questa notte al Leonardo da Vinci è gravissimo e senza precedenti nella nostra città. In attesa di capire cosa sia accaduto la Camera del lavoro di Genova condanna l’esecrabile episodio. Le intimidazioni fasciste e gli atti di vandalismo sono inaccettabili in qualsiasi contesto ma sono ancora più gravi se accadono in ambito scolastico e ai danni di studentesse e studenti che manifestano pacificamente e democraticamente il loro dissenso verso le ingiustizie e in favore della pace e dei popoli martoriati dalle guerre. Solidarietà agli studenti e al personale scolastico”.
In serata la sindaca si è rivolta agli studenti del liceo che si erano ritrovati nel pomeriggio davanti all’istituto per mettersi al lavoro e sistemare i locali interni dopo il raid vandalico. “Sono commossa, voglio ringraziarvi per l’impegno che avete voluto dare. Siete magici – ha detto Silvia Salis, che ha fatto un sopralluogo all’istituto accompagnata dal dirigente e dal personale scolastico e dai tecnici di Citta’ metropolitana -. Vi meritate l’attenzione della politica e della città, c’è una questione di sicurezza e ci sono le indagini in corso, per questo la scuola non può aprirvi oggi. Volevo però ringraziarvi, è molto importante che abbiate chiesto di prendervi cura della vostra scuola: è vostra, è nostra, è di chi c’è stato e di chi ci sarà. E’ un luogo di cultura e deve essere luogo di libertà”.
Due ragazzi di 17 e 18 anni accoltellati vicino alla Triennale di Milano. Uno è in pericolo di vita
AGI – Due ragazzi di 17 e 18 anni sono stati accoltellati fra parco Sempione e la Triennale. Erano da poco passate le 2. Sul posto sono arrivati polizia e sanitari. È quanto riportano i media locali online. Il diciottenne italiano è stato trasferito all’ospedale Niguarda ed e’ stato subito operato: il ragazzo sarebbe in pericolo di vita. L’altro, un egiziano di 17 anni, è stato ferito alla testa ed è stato portato in codice verde al Fatebenefratelli. Al lavoro gli investigatori per ricostruire la dinamica di quanto avvenuto e per accertare il movente dell’aggressione.
Scossa di terremoto di magnitudo 4 nell’Avellinese. L’epicentro a Montefredane [VIDEO]
AGI – Trema ancora la terra nella provincia di Avellino, e stavolta fa più paura dello sciame sismico avvertito questa mattina anche nel Salernitano e in una parte di Napoli. Una nuova scossa di terremoto, distintamente sentita dalla popolazione in gran parte della Campania, è stata avvertita alle 21.49, con una magnitudo provvisoria stimata tra 3.9 e 4.4 e poi diventata di 4, secondo il dato definitivo dell’Ingv.
La scossa, avvenuta a una profondità di 14 km, ha avuto come epicentro il paese di Montefredane, a 5 km da Avellino. In diversi centri dell’Irpinia, la gente si è riversata in strada. In questa stessa area, nella giornata di venerdì 24 ottobre, si è verificato un terremoto di magnitudo 3.6 alle ore 14:40. I terremoti localizzati fino a questo momento sono 10.
Il sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, ha avviato una sommaria ricognizione con le associazioni di protezione civile del posto e di alcuni comuni limitrofi.
La Protezione civile
A seguito dell’evento sismico registrato alle 21.49 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in provincia di Avellino di magnitudo ML 4, la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile si è messa in contatto con le strutture locali del Servizio nazionale della protezione civile. Dalle prime verifiche effettuate, in seguito all’evento non risulterebbero danni a persone o cose.
È attivo il CCS presso la Prefettura di Avellino, al quale sta partecipando la Protezione civile della Regione Campania, sono in corso verifiche. La Protezione civile regionale è pienamente operativa a supporto dei comuni.
Le immagini di una telecamera di videosorveglianza da Mercogliano
Credit: Nico Milani, Facebook
A Roma il corteo della Cgil, Landini: “Cambi la legge di bilancio o non escludiamo sciopero”
AGI – È partito da Piazza della Repubblica il corteo nazionale della Cgil, intitolato “La democrazia al lavoro”, che sta attraversando le vie del centro di Roma diretto verso Piazza San Giovanni, dove è stato allestito il palco per gli interventi.
“Siamo in piazza per rimettere al centro i problemi di chi lavora eppure resta povero, e il futuro dei giovani”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, aprendo il corteo della manifestazione a Roma.
“Serve – ha aggiunto – un cambiamento vero delle politiche economiche e sociali, occorre aumentare i salari, far pagare le tasse a chi non le paga, realizzare una vera riforma fiscale e investire in sanità e politiche industriali pubbliche e private”.
Landini ha poi avvertito che la mobilitazione “non finisce qui” e che il sindacato “valuterà senza escludere nulla” se il governo e il Parlamento non modificheranno “radicalmente una legge di bilancio che consideriamo sbagliata”. “Oggi – ha concluso – vogliamo dimostrare che c’è una parte importante del Paese che chiede cambiamenti profondi”.
“Salvini racconta balle, è lui che non parla da ministro”. Ha aggiunto Landini in replica al vice premier Matteo Salvini, che lo aveva accusato di parlare come qualcuno che aspira a essere un ministro di un governo Schlein.
Landini ha poi rincarato: “Dovrebbe parlare per cambiare i problemi. Non era lui che aveva promesso di abolire la legge Fornero? Invece quello che hanno fatto ci ha reso il Paese con l’eta’ pensionabile piu’ alta, ce la giochiamo con la Grecia. I giovani sono precari, quindi chi ha raccontato balle è Salvini, che è riuscito perfino a peggiorare la Fornero”, ha concluso.
Garlasco, che cosa sta cercando la procura di Brescia su Venditti. E il suo avvocato scrive a Nordio
AGI – Nella nuova richiesta di sequestro dei dispositivi informatici dell’ex procuratore pavese Mario Venditti e degli ex carabinieri Giuseppe Spoto e Silvio Sapone, la Procura di Brescia ‘scopre’ con precisione le carte su quello che sta cercando per avvalorare l’ipotesi che l’ex magistrato sia stato corrotto per chiedere di archiviare Andrea Sempio nel 2017 a un gip che ha poi condiviso le sue considerazioni. “Tra gli elementi su cui occorre fare chiarezza, vi è l’accertata disponibilità da parte dei Sempio della consulenza di Linarello – scrivono i pm – prima che essa fosse oggetto di discovery, atteso che è stata consegnata al loro consulente tecnico generale Garofano il 13 gennaio 2017 e vi è dunque la necessita’ di cercare chi ne abbia avuto la materiale disponibilità in quel periodo, verificando se essa fosse memorizzata negli apparati informatici in sequestro e se essa sia stata inviata a terzi a mezzo di canali informatici”.
Sempio e la consulenza di Linarello
Gli inquirenti ipotizzano che Andrea Sempio fosse consapevole delle domande che gli sarebbero state rivolte interrogatorio del 10 febbraio 2017 prima dell’archiviazione arrivata un mese dopo, a cominciare dai contenuti della consulenza del genetista della difesa Stasi, Pasquale Linarello. La Procura esplicita che si cerca “la documentazione e i dati di tipo informatico contenuti o memorizzati all’interno dei dispositivi e dei supporti consistenti in comunicazioni effettuate mediante c-mail, sms,mms o applicativi di messaggistica istantanea, file di documenti e fotografie presenti sui pc, sui dispositivi smartphone o tablet e sui supporti di archiviazione di dati” relativi ad alcuni “temi investigativi”. L’obiettivo è ‘superare’ lo stop del Riesame al precedente sequestro di dispositivi elettronici bocciato perché non ben circostanziato ma “non nel merito”.
Temi investigativi chiave
Ed ecco quindi quali sono i temi investigativi. Spiccano le “modalità di svolgimento delle indagini compiute nel 2016/2017 a carico di Sempio, i rapporti tra gli inquirenti (pm e polizia giudiziaria) con la famiglia Sempio o i loro avvocati e consulenti tecnici, il versamento di denaro agli inquirenti, anche attraverso terzi-soggetti, per influire su tali indagini, i canali di monetizzazione del denaro da parte della famiglia Sempio”. Per acquisire questa massa di dati, precisano, “è indispensabile disporre della integrale copia forense dei contenuti dei dispositivi e supporti indicati, non essendo possibile allo stato individuare delle specifiche chiavi di ricerca per effettuare una selezione mirata delle informazioni utili ai fini delle indagini, solo che si consideri come le indagini a carico di Sempio abbiano coinvolto una pluralità di soggetti (polizia giudiziaria, difensori dell’indagato e della parte civile, consulenti tecnici, magistrati) e siano state potenzialmente, ma molto verosimilmente, oggetto di commenti e di interazioni con ulteriori persone (che non sono identificabili ex ante) non solo all’epoca del loro svolgimento, ma anche in epoca più recente, coincidente con la richiesta di riapertura delle indagini presentata dalla Procura di Pavia al gip”.
Indicare le parole chiave, precisano i pm, farebbe correre “il rischio di tralasciare elementi di rilievo investigativo non più recuperabili dopo la restituzione della copia-mezzo (cioè la copia integrale di tutto il materiale sequestrato, ndr)”. “Ad esempio, non è possibile ricercare con parole chiave delle fotografe che in ipotesi siano utili alla ricostruzione e alla prova dei fatti, quali immagini di atti del procedimento, di soldi, di incontri, di rapporti personali tra gli indagati – si legge nella richiesta di sequestro -. Inoltre, non è possibile individuare con parole chiave delle conversazioni contenenti linguaggio criptico o allusivo (che deve ritenersi utilizzato in contesti quale quello di specie in cui si trattano argomenti illeciti ovvero scambiate con soggetti memorizzati nei device con nomignoli o abbreviazioni”. Per questo la proposta della Procura bresciana è quella di selezionare i temi d’indagine e non delle semplici parole “entro due mesi dalla disponibilità della copia forense, a seguito di ispezione informatica della copia-mezzo da parte della Polizia Giudiziaria sulla scorta delle acquisizioni investigative in continuo sviluppo”. Nemmeno è possibile selezionare, in questa fase, tra i dispositivi a disposizione delle persone interessate dal sequestro perché i dati potrebbero essere stati memorizzati “in diversi apparati alla luce dell’ampio arco temporale in cui essi si possono essere sviluppati, potendo tale selezione essere svolta solo all’esito della loro complessiva analisi e dell’analisi degli alt strumenti e dati acquisiti nel corso delle indagini”.
E l’interesse mediatico potrebbe avere fatto accrescere il materiale utile visto che si fa riferimento alla “più che verosimile presenza di contatti e conversazioni, avvenute in qualsivoglia modalità (testuale, vocale, fotografica, etc.), aventi a oggetto lo svolgimento – già definito anomalo – delle indagini” della Procura di Pavia quando c’era Venditti. Ipotesi “ulteriormente corroborata dall’imponente eco mediatica che la vicenda ha avuto nell’ultimo anno e mezzo, elemento che supporta l’ipotesi di presenza, all’interno dei dispositivi in sequestro, di nuove conversazioni utili a ricostruire i fatti e le connesse responsabilità”. Gli inquirenti parlano “di sviluppi allo stato non prevedibili delle indagini, quali il coinvolgimento di terzi allo stato non individuati ovvero dinamiche illecite ma a oggi non note”. Caccia anche alle fotografie “di rilevante utilità che possono essere memorizzate negli apparati informatici oggetto di sequestro. Deve infatti considerarsi come, per la distanza temporale dai fatti, non sia possibile acquisire i tabulati del traffico telefonico e come sia dunque indispensabile ricavare i dati dei contatti e delle connessioni avvenute”. Infine, “di estrema utilità potrebbe rivelarsi l’individuazione e l’acquisizione dei contenuti delle cosiddette ‘device notification‘, cioè delle anteprime dei messaggi di testo inviati per il tramite di applicazioni di messaggistica istantanea, acquisibili anche laddove le relative chat fossero state medio tempore cancellate; ipotesi tutt’altro che remota, alla luce delle considerazioni sopra esposte sull’eco mediatica dell’indagine e della discovery della stessa”.
E il difensore di Venditti scrive a Nordio
“Onorevole Ministro Nordio, ancora una volta, e con maggiore allarme, mi rivolgo fiducioso a Lei per quanto accade nella vicenda Garlasco, vicenda che si sottrae a ogni forma di regola di civiltà giuridica“. Lo scrive l’avvocato Domenico Aiello, legale dell’ex procuratore di Pavia Mario Venditti, rivolgendosi al ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
“Oggi i due principali quotidiani italiani, evidentemente garantisti a convenienza, danno ampio risalto dell’avvenuta notifica di un nuovo decreto di sequestro notificato a tre o più indagati, l’imprecisione è d’obbligo atteso che nessuno, tra indagati e difensori, allo stato ha ricevuto la citata notifica.- scrive ancora Aiello – Ai cronisti contattati allo scopo mi confermano che avrei ricevuto ieri la notifica, a mia insaputa dunque, e pertanto già da ieri sera risulterebbero legittimati a riportare notizia e presunti contenuti. Sarebbe il terzo decreto di sequestro sui beni del dottor Venditti, indagato per corruzione in atti giudiziari da corruttore ignoto”.
I decreti di sequestro e le irregolarità
Il legale entra nello specifico: “Il primo decreto di sequestro è stato annullato dal Riesame di Brescia, siamo in attesa di conoscere le motivazioni, il secondo sequestro è stato gravato da istanza di Riesame e siamo da settimane in attesa: il Tribunale non ha potuto fissare udienza per omesso deposito degli atti da parte della Procura di Brescia, la stessa che avrebbe emesso un terzo, ripeto terzo sequestro (o altro provvedimento), sempre sui medesimi beni già detenuti dagli inquirenti da fine settembre scorso. Rammento che il Tribunale di Brescia ha ordinato, decidendo il primo riesame, la restituzione degli apparati e l’inutilizzabilità di ogni informazione nelle more estratta. Decisione inutile vista l’aggressione in corso, senza precedenti. La difesa è costretta a misurarsi con l’ignoto, e con la stampa che ha notoriamente ben altri pur legittimi scopi.
L’appello al ministro: giustizia e decoro
La imploro signor Ministro: è necessario sottrarre la critica di un giudicato al ‘furor di Popolo‘; è necessario ripristinare rispetto e decoro per la Giustizia; è necessario garantire l’indagato di fronte a tali abusi“.
Campagna demolitoria e sospensione delle regole
E ancora Aiello, riferendosi a Venditti, scrive che “pare sia in corso tra Pavia (incompetente) e Brescia una ampia indagine, senza confini o termini, sulle diverse indagini condotte in passato dall’ex Procuratore aggiunto, una vera campagna demolitoria in assenza di regole, rispetto e di notizie criminis. Le più elementari regole processuali e la stessa Costituzione paiono sospese nella vicenda Garlasco. Tutto avviene a mezzo media e stampa dispiegate massicciamente a supportare le fazioni in campo. Cui bono prodest?”.
La Torino storica rivive con i disegni di Francesco Corni
AGI – Un minuzioso racconto per immagini della Torino antica, con le vedute ricostruttive della città nelle sue prime fasi di sviluppo e sui suoi primi luoghi di culto. È “Furberie d’inchiostro, tra la città antica e le prime chiese di Torino“, la mostra di disegni di Francesco Corni che presenta le tavole originali dell’artista, raramente esposte. L’esposizione, organizzata dal Museo Diocesano di Torino diretto da Gianluca Popolla, e dalla Fondazione Francesco Corni, con il sostegno della Compagnia di SanPaolo, trova il suo ambiente ideale nei suggestivi spazi del Museo diocesano dove, dal 26 ottobre al 31 gennaio 2026, verranno esposte circa 25 tavole in inchiostro di china su foglio di carta da lucido. Oggi alle 17 l’inaugurazione della mostra.
“La mostra – spiega Popolla – mette sapientemente in mostra l’eccezionalità della figura di Corni come divulgatore, aspetto molto caro al Museo, che si pone nel cuore della città fin dalla sua origine e custodisce luoghi unici per il racconto la sua storia”. “Il talento grafico di Corni – prosegue – unito alla sua preparazione storica acquisita con l’attività di disegnatore e rilevatore negli scavi in varie località italiane ed estere, gli ha permesso di realizzare tavole che restituiscono non solo la ricostruzione di iconici edifici, ma anche meravigliosi spaccati che rivelano gli interni e spiegano le tecniche costruttive antiche“.
L’accessibilità e la visione di Corni
Per Popolla, la mostra “è stata un’importante occasione per lavorare su un aspetto chiave per il futuro del museo, che ci sta molto a cuore, quello dell’accessibilità. In questa occasione abbiamo messo a frutto una grande collaborazione con il dipartimento Iulm nella persona dell’architetto Davide Mezzino, che ha elaborato i disegni di Corni in tavole adatte a un pubblico diversamente abile“. Nel contesto della mostra verranno organizzati anche eventi e conferenze.
Secondo Elisabetta Corni “Il talento più grande di questo artista è la sua capacità di visione spaziale tridimensionale; la sua missione, quella di spiegare la realtà”. “Anche oggi, nell’era del digitale – spiega – il disegno fatto a mano ha un potere comunicativo molto forte e il disegno di Corni è una sintesi dinamica di molti elementi che dà vita a scorci e prospettive che non sarebbe possibile vedere in altro modo. La minuzia e la dedizione con cui curava ogni dettaglio dei suoi disegni era il suo strumento, il suo modo speciale per catturare l’attenzione dell’osservatore e comunicare ‘qui c’è qualcosa che merita attenzione’, lui stesso definisce questa caratteristica una ‘furberia‘”. Da qui il titolo della mostra.
I temi dell’esposizione
L’esposizione è idealmente divisa in tre argomenti, la forma della città antica, l’evoluzione dell’area della cattedrale e le prime chiese di Torino, quelle che si trovano nel centro storico, l’antico quadrilatero di origine romana.
“Questa mostra – prosegue Elisabetta Corni – ci permette in primo luogo di mostrare i disegni originali di Corni, che hanno un valore e una portata comunicativa diversa rispetto alle riproduzioni e di portare avanti un tema molto caro alla fondazione, quello di promuovere la creatività personale attraverso l’uso delle mani, quella che io definisco ‘intelligenza artigianale‘, titolo del progetto di Fondazione Francesco Corni in cui questa iniziativa si inscrive, non per togliere valore al digitale, che ha molti ambiti d’eccellenza, ma per restituire importanza e bellezza a quanto fatto attraverso alla connessione mente-corpo dell’essere umano, oggi molto a rischio di dissociazione, soprattutto nelle giovani generazioni“.
“Da anni vivo nell’angoscia”: il dramma del padrone del cane accusato di omicidio per la m…
AGI – “Io e la mia famiglia viviamo da anni nell’angoscia, con la costante sensazione di vivere una vita sospesa”. I giorni e le notti di Michele B., 40 anni, sono stati stravolti il 22 aprile 2021 quando il suo cane Lucki è stato coinvolto nell’incidente al Parco nord di Milano in cui ha perso la vita Lorenzo C., 76 anni. Il 10 dicembre prossimo comincerà il processo nel quale è accusato di omicidio colposo perché – questo recita il capo d’imputazione – “con negligenza e imprudenza consistite nel lasciare il cane di sua proprietà privo delle cautele necessarie a controllarlo e custodirlo, non impediva che il cane, privo di guinzaglio, tagliasse la strada e facesse cadere dalla bicicletta Lorenzo C., il quale riportava un ematoma subdurale, che cagionava in successione deterioramento cognitivo grave, crisi cardiocircolatoria e infine ischemia miocardica e infine la morte, in tal modo non impedendo un evento che aveva l’obbligo giuridico di impedire”.
In questa storia c’è l’aspetto giudiziario, con la difesa dell’avvocata Giorgia Antonia Leone che assiste il proprietario del cane e contesta con vigore i fatti così come ricostruiti dalla Procura, e il risvolto umano. La terribile morte di Lorenzo C., coi figli e la moglie parte offesa nel procedimento, e il dolore del padrone del cane, per sé e per il suo animale. “Premetto che ho il massimo rispetto per il lutto vissuto dai famigliari del defunto e che sono infinitamente dispiaciuto per quanto accaduto – spiega all’AGI Michele B. -. Ciò non toglie che, da persone oneste e con una vita molto ‘regolare’, trovarci coinvolti in questa vicenda è stato un stress notevole per me e mia moglie, a maggior ragione sapendo di esserci sempre comportati da cittadini modello. Avere a che fare con i meccanismi della giustizia, a noi fino a quel momento estranei, ha generato ansia e smarrimento, in noi e nei nostri genitori, anche perché per tanto tempo siamo rimasti in un limbo in attesa di capire che piega avrebbero preso gli eventi. Le tempistiche infinite tra una fase giudiziaria e l’altra ci hanno fatto passare mesi e anni di angoscia”.
Nella memoria difensiva consegnata al giudice delle indagini preliminari che ha poi firmato il rinvio a giudizio un mese fa, l’avvocata Leone contesta la negligenza nella custodia dell’animale. “Il signor Michele B. era con Lucki nell’area cani e non lo aveva lasciato libero tenendolo legato al guinzaglio. Lo aveva liberato, rispettando appieno la segnalazione autorizzante del parco ‘Cani Liberi’, solo dopo che altri cani si erano avvicinati al suo e dopo, soprattutto, aver constatato che non ci fossero pericoli; quindi, comportandosi diligentemente e con prudenza, com’era ed è solito fare. Per di più, vedendo il suo cane approssimarsi alla delimitazione del prato che separa l’area cani dalla pista ciclabile su cui viaggiava il signor Lorenzo C., lo aveva richiamato subito non perdendo il contatto visivo e standogli accanto, per rimanere dentro la zona consentita; il che significa che ha cercato, in ogni momento, di avere il controllo sul proprio animale domestico, dimostrando ancora un atteggiamento vigile e avveduto”. In sostanza “l’improvviso passaggio del suo cane, dalla confinante zona consentita, l’area cani ‘libera’, alla pista ciclabile-pedonale e l’arrivo incauto del ciclista non potevano essere preannunciati“.
“Ripensare quasi quotidianamente a quanto accaduto e riviverlo durante le varie fasi del procedimento ci ha causato una grande sofferenza, a maggior ragione perché il nostro cane per noi è come un figlio, è fonte di gioia. Solo chi ha un animale domestico può capire la ricchezza di emozioni e di vitalità che questa esperienza porta con sé – è la riflessione di Michele B. – La decisione di adottare un cane per noi è stata dettata, oltre che da un immenso amore per gli animali, da un forte senso di responsabilità fin dal primo momento. Abbiamo da subito fatto lezioni con un educatore cinofilo, da subito stipulato un’assicurazione, ci siamo informati, ci siamo impegnati nel suo accudimento con molta dedizione. Per questo mi ha fatto ancora più male essere coinvolto in questo procedimento, proprio io, che ho un’attenzione assoluta nella gestione del mio cane. È un pensiero che mi tormenta, che a volte non mi fa dormire, che mi paralizza quando mi porta a rivivere quella giornata. Nonostante tutto questo, confido nella giustizia e sono certo che nel processo emergerà la persona che sono, e che sono stata anche in quella situazione così drammatica”.
Terribile incidente nella notte a Roma, morta una ragazza di 20 anni. Tra le ipotesi una g…
AGI – Una ragazza di 20 anni è morta, mentre altri due, di età compresa tra i 20 e i 22 anni, sono ricoverati in gravi condizioni dopo un incidente stradale che ha coinvolto due auto, nella tarda serata di venerdì, in piazza dei Navigatori, a Roma, nel quartiere Ostiense nei pressi della Cristoforo Colombo.
La sala operativa del comando dei vigili del fuoco di Roma ha inviato intorno alle 22 sul posto le squadre Eur 11/A e Ostiense 7/A e i ragazzi sono stati estratti dalle auto. Sono stati tutti trasportati in ospedale in codice rosso dai sanitari del 118. In corso indagini del X Gruppo Mare della polizia locale di Roma Capitale per verificare se fosse in corso una gara tra auto ad alta velocità.
Chi è la vittima
Beatrice Bellucci, 20 anni, è la vittima dell’incidente stradale. La ragazza, originaria dell’Infernetto, era una studentessa universitaria di Giurisprudenza, appassionata di volley e grande tifosa della Roma calcio.
Le strade di Roma sempre più pericolose
Sempre ieri un’autovettura è uscita dalla sede stradale ribaltandosi andando a finire sull’ingresso di un B&B distruggendolo in parte e bloccando il passaggio alle persone che lo occupavano. Il personale dei vigili del fuoco appena giunto sul posto, ha estratto le cinque persone all’interno dell’auto assicurandole ai sanitari del 118 che le hanno trasportate tutte in codice rosso presso l’ospedale.
Codacons, se confermata ipotesi gara si costituirà parte
A Roma le corse clandestine tra auto rappresentano un fenomeno oramai diffusissimo che coinvolge diverse aree della città, e che avviene sotto gli occhi di forze dell’ordine, autorità e istituzioni. Lo denuncia oggi il Codacons, intervenendo sul grave incidente su via Cristoforo Colombo.
Se sarà confermata la gara di velocità come causa dell’incidente di ieri che ha portato alla morte della ragazza, si costituirà nel procedimento penale e chiederà che i ragazzi presenti nelle vetture che hanno preso parte alla corsa siano indagati per il reato di omicidio colposo con dolo eventuale, avendo coscientemente accettato il rischio di provocare incidenti stradali anche gravi attraverso i propri comportamenti. Le indagini dovranno inoltre essere estese alle forze dell’ordine competenti per capire quanti e quali controlli stradali siano stati effettuati nell’area del tragico episodio.
Nuova scossa di terremoto nell’Avellinese, magnitudo 3.1
AGI – Un terremoto di magnitudo 3.1 è stato registrato dagli strumenti dell’Ingv un km a sud da Montefredane, nell’Avellinese, alle 10:18. Il sisma è stato localizzato a una profondità di 15 km ed è parte di uno sciame che ha fatto segnalare scosse di magnitudo comprese tra 2.1 e superiori a 3 sin dalla notte appena trascorsa.
Ieri, si era registrata un’altra scossa di magnitudo 3.6 registrata alle 14.40 del 24 ottobre, con epicentro nell’area di Grottolella (Avellino) e sentita chiaramente in altre zone della regione, compresa Napoli.
Il sindaco di Montefredane, non si registrano criticità
“Nelle ultime ore il nostro territorio è stato interessato da uno sciame sismico, con scosse di lieve entità e una più significativa, di magnitudo 3.1, registrata alle ore 10:18 a una profondità di circa 15 chilometri. Desidero rassicurare la cittadinanza: al momento non si registrano danni a persone o cose, nè segnalazioni di criticità. Siamo in costante contatto con la Prefettura di Avellino, la Protezione Civile e l’Ingv, che stanno monitorando con la massima attenzione l’evoluzione della situazione. Invito tutti alla tranquillità e alla prudenza, evitando la diffusione di notizie non verificate. Ogni aggiornamento sarà comunicato tempestivamente attraverso i canali ufficiali del Comune. L’Ufficio Tecnico e il Centro Operativo Comunale sono operativi e stanno eseguendo verifiche sugli edifici scolastici e comunali per garantire la piena sicurezza di strutture e cittadini. Montefredane è una comunità unita e responsabile: anche in queste circostanze sapremo affrontare tutto con serenità e fiducia”. Lo scrive il sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, doo lo sciame sismico in Irpinia con epicentro nel territorio comunale.
Un turista giapponese cade dal parapetto del Pantheon e muore
AGI – Un turista giapponese di circa 70 anni è morto dopo essere caduto accidentalmente dal muro perimetrale del Pantheon alto circa 7 metri, a Roma. I fatti sono avvenuti nella serata di ieri, intorno alle 21:50. A darne notizia i vigili del fuoco che sono intervenuti sul posto, insieme ai sanitari del 118, ma i soccorsi sono stati inutili. Sul posto anche le forze dell’ordine e la polizia locale di Roma Capitale. Non sono chiare le dinamiche dell’accaduto, non è escluso che il turista sia sporto per scattare una fotografia.
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