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Sparo di Capodanno: Emanuele Pozzolo condannato a Biella

AGI – Il tribunale di Biella ha condannato il deputato (ex Fratelli d’Italia) Emanuele Pozzolo ad un anno e tre mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena. Il giudice ha considerato colpevole il parlamentare per il capo di imputazione del porto abusivo di arma da collezione, mentre lo ha assolto per il possesso di munizioni di guerra. Si è conclusa così l’ultima udienza del processo su una vicenda che aveva suscitato molto scalpore.

Capodanno del 2024 nella sede della Pro Loco di Rosazza, in provincia di Biella, in una festa a cui aveva partecipato anche il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro con gli agenti della sua scorta, oltre a numerosi altri esponenti politici locali un colpo di pistola partito da un minirevolver di proprietà di Pozzolo, aveva ferito alla gamba il genero del caposcorta, Luca Campana.

La difesa di Pozzolo e il ritiro della querela

Pozzolo si è sempre dichiarato innocente. Il processo ha riguardato solo aspetti tecnici sull’arma e i proiettili perché l’accusa di lesioni era decaduta dopo il risarcimento pagato da Pozzolo e al conseguente ritiro della querela. Il commento finale di Pozzolo è stato lapidario: “Si è sgretolata un’altra parte delle accuse montate anche dai media”.

La requisitoria del pm

La condanna di Pozzolo a un anno e mezzo di reclusione era stata sollecitata in sede di requisitoria dal pm Francesca Pala Ranieri che in un’ora ha ripercorso tutta la vicenda. Non è mancata qualche sottolineatura polemica da parte del rappresentante della pubblica accusa. Come quando ha detto che la difesa avrebbe cercato “in più occasioni di minare la credibilità dei testimoni” e di “strumentalizzare il processo per mettere in discussione l’operato della procura”. 

Clochard senza nome morto a Milano,”qualcuno ci racconti di lui”

AGI – L’ultimo atto di attenzione verso la sua vita è stata la telefonata al 118 di un’infermiera del vicino ospedale che l’ha visto immobile, in posizione seduta, su un giaciglio raffazzonato accanto a un arbusto. Intorno a lui, confezioni di alimenti disseminate. Erano passate da poco le tre del pomeriggio di mercoledì 29 ottobre in via Graziano Imperatore, quartiere Niguarda, periferia nord ovest di Milano.

Il 31 ottobre, alla vigilia del giorno dedicato alla memoria dei defunti, quest’uomo, che addosso non aveva documenti, non ha ancora un’identità. In apparenza, da quello che hanno constatato gli agenti della Volante e il medico legale, era “di etnia africana”. La Polizia scientifica ha raccolto le impronte digitali per provare a dargli un nome. L’infermiera ha raccontato di averlo già notato diverse ore prima e quando l’ha rivisto, nel pomeriggio, mostrava la stessa identica postura e si è allarmata.

Quel giorno era di turno il pubblico ministero Giovanna Cavalleri ma il suo non è un caso di cronaca nera, è quella che si definisce una morte naturale, non meritevole di approfondimenti investigativi. Non c’erano segni di violenza sul corpo e l’ipotesi più probabile è che sia deceduto per un malore. I sanitari che l’hanno soccorso si sono accorti che aveva vomitato. Ed è tutto quello che è noto di questa vita. 

Gli abitanti della zona ne hanno parlato nel gruppo social di un quartiere che ha nella solidarietà verso i residenti più sfortunati una sua ‘storica’ caratteristica. Qualcuno ha osservato che non era un clochard dei “nostri”, di quelli che diventano presenze quotidiane ai margini della strada. Altri hanno chiesto una preghiera per lui. Savina Perchinelli, animatrice di molte attività di aiuto nel quartiere, commenta: “Ci sono tante persone che faranno questa fine nell’inverno che sta arrivando per l’emergenza abitativa”.

Mirko Mazzali, assessore del Municipio 9, affida all’AGI una riflessione e un appello: “Una persona morta che nessuno conosceva come è possibile ? Una persona che merita che qualcuno, la collettività, possa ricordarla e raccontare qualche ricordo, chi era, come mai non aveva casa, da dove veniva. Sarebbe bello che qualcuno che gli aveva parlato o semplicemente lo aveva visto o magari cercato di aiutare si facesse vivo e vi raccontasse di lui. Perché una persona morta senza nome è un dolore ancor più grande”.

L’influenza metterà a letto oltre 15 milioni di italiani. Pregliasco: “Sarà pesante”

AGI – Le previsioni sull’influenza? “Anche quest’anno l’influenza e il Covid saranno pesanti, in linea con l’anno precedente, perché i virus hanno una capacità trasmissiva alta. Parliamo di 15/16 milioni di casi”. Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il virologo Fabrizio Pregliasco, che ha risposto cosi’ a Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, i quali gli chiedevano il suo parere in rapporto alle stime sull’influenza fatte nei giorni scorsi, ai microfoni della trasmissione, dai colleghi Matteo Bassetti e Andrea Crisanti. 

Siena, Miriam Oliviero trovata morta su un tetto vicino alla Torre del Mangia

AGI – È stata trovata senza vita Miriam Oliviero, la 24enne scomparsa da Monteroni d’Arbia tre giorni fa. Il corpo era su un tetto in prossimità della Torre del Mangia, e il ritrovamento è stata opera dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco intervenuti sul posto.

Le ricerche erano scattate il 29 ottobre a seguito di una segnalazione da parte della famiglia, e si erano concentrate in particolare a Siena. Dal capoluogo infatti la giovane aveva chiamato la mamma nel pomeriggio dello di martedì.

Negli scorsi giorni e nelle scorse ore i militari e la protezione civile avevano battuto ogni strada e angolo della città.

Non si esclude il gesto volontario

Sono al vaglio tutte le piste investigative, ma non si esclude la possibilità che il decesso sia il frutto di un gesto volontario. È quanto si apprende al termine del sopralluogo a palazzo pubblico a Siena e sulla Torre del Mangia da parte del pm di turno Valentina Magnini, che era accompagnata dagli uomini dell’Arma dei Carabinieri. L’area e’ stata interdetta così come l’accesso a turisti e a visitatori per consentire la rimozione del corpo, che si trovava in un tetto sulla parte bassa della torre.

 

Folla ai funerali di Beatrice Bellucci. La mamma: “Tutta Roma è qui per te” (VIDEO)

AGI – Dolore, commozione e tanta partecipazione per i funerali di Beatrice Bellucci davanti alla Basilica dei Santi Pietro e Paolo all’Eur. Il feretro della ragazza, morta a soli 20 anni in un incidente stradale sulla Cristoforo Colombo, è stato accolto da un lungo applauso e da un’ondata di commozione che ha attraversato la folla. Presente in prima fila anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

La mamma Teresa, in lacrime all’arrivo del feretro e sorretta dal marito Andrea, ha detto tra i singhiozzi: “Tutta Roma è qui per te”.

La Basilica, che può contenere fino a 700-800 persone, è gremita all’inverosimile: molti sono rimasti anche sul sagrato per seguire la cerimonia. Tra i fiori che circondano l’altare spiccano le corone dell’As Roma, che aveva già ricordato Beatrice con un messaggio sui maxi-schermi dello Stadio Olimpico durante la partita contro il Parma.

Padre Albanese: trasformare in impegno questo dolore

“Oggi davanti alla morte di Bea, che continueremo a chiamare così, le parole del Vangelo ci raggiungono come un soffio di disperazione e di speranza. Beatrice aveva un cuore capace di vedere il benesorridere alla vita e vivere in armonia”. Così padre Giulio Albanese durante l’omelia nella basilica dei Santi Pietro e Paolo all’Eur per i funerali di Beatrice Bellucci.

Il religioso ha ricordato la forza e la serenità della ragazza, rivolgendo anche un appello civile: “Chiediamo al Signore di trasformare in impegno questo dolore, per far sì che tragedie come queste non si ripetano più. Ci vuole tempo e rispetto per la legalità quando si va in macchina, in questa città il codice della strada non viene contemplato. La vita è sacra, lo dico con forza e determinazione. Le leggi non vanno sottoscritte, ma rispettate. Dobbiamo smettere di pensare ai rimedi: serve la prevenzione, ed è una responsabilità politica e di tutti noi”, ha concluso.

Il padre Andrea: “Oggi è uscito il sole” 

“Quando, all’improvviso, entravo a casa e la chiamavo, lei mi diceva: ‘Papi, ti voglio bene’. Non è vero, rispondevo scherzando… Ti ringrazierò sempre per i tuoi vent’anni, belli, pieni di luce, come il sole che è uscito oggi. Io sapevo che sarebbe uscito”. Con queste parole Andrea Bellucci ha ricordato la figlia Beatrice.

“Durante il funerale abbiamo parlato sempre con la mamma e tu eri con noi. Mi porto di te la gioia di averti sempre vicino – ha aggiunto il padre Andrea – Venendo qui stamattina in macchina abbiamo sentito la canzone ‘Unica’ di Venditti”.

“Era veramente unica, unica come un raggio di sole, con quella forza, quella voglia di vivere che ci ha tenuto in piedi in questi giorni, perché altrimenti non avrei mai pensato di avere l’energia di parlare oggi”, ha aggiunto il padre, tra la commozione e gli applausi dei presenti.

La madre Teresa: “Non pensavo di trovare la forza”

La madre Teresa, invece, visibilmente provata ha aggiunto: “Se sto in piedi è grazie a te. Non pensavo di trovare la forza di alzarmi per essere qui”.

 

 

 

 

 

 

 

Cesena: Partorisce e abbandona il neonato tra i cassonetti

AGI – Una donna di Cesena, nella notte tra mercoledì e giovedì, ha partorito in casa e subito dopo avrebbe avvolto il neonato in una coperta lasciandolo vicino ai cassonetti dei rifiuti, nei pressi della sua abitazione. Come riporta la stampa locale, a notare la scena è stato un passante, che si è immediatamente avvicinato e ha dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Cesena e del Nucleo investigativo di Forlì, insieme al personale del 118. Il piccolo è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Bufalini di Cesena, dove è stato ricoverato nel reparto di Neonatologia. Le sue condizioni sono serie ma non sarebbe in pericolo di vita.

La madre, una donna italiana con disagi cognitivi, ha anch’ella chiamato aiuto: al loro arrivo i soccorritori l’hanno trovata sotto shock e rischio emorragia per la non espulsione della placenta. Secondo le prime ricostruzioni, avrebbe agito da sola. I carabinieri stanno ora cercando di chiarire i motivi del gesto e di ricostruire l’intera vicenda, anche per accertare il ruolo del padre, un uomo di 54 anni, anch’egli affetto da una disabilità cognitiva. Sul fatto indaga la Procura, l’ipotesi di reato è quella di tentato infanticidio

Bimba legata alla sedia della mensa, licenziata una educatrice

AGI – I carabinieri di Napoli sono stati chiamati in una scuola d’infanzia paritaria nel quartiere di Pianura. Una donna era venuta a conoscenza del fatto che il giorno prima sua figlia, mentre era a mensa, era stata legata alla sedia da un’educatrice dell’asilo con una sciarpa.

La piccola non ha riportato lesioni. La direttrice della scuola ha comunicato ai militari dell’Arma di aver già licenziato la collaboratrice che era stata assunta solo 4 giorni prima. La madre della bimba non ha sporto denuncia.

Garlasco, indagato per corruzione il padre di Andrea Sempio. “Orchestrò il passaggio di so…

AGI – Giuseppe Sempio, padre di Andreaè indagato per corruzione nell’indagine della Procura di Brescia che vede accusato l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti per corruzione in atti giudiziari. La notizia, anticipata dal tg1, viene confermata da fonti qualificate.

Nella perquisizione a casa dei genitori di Andrea Sempio, era stato trovato un appunto scritto dal padre Giuseppe: ‘Venditti gip archivia per 20.30 euro‘. L’interpretazione degli inquirenti è che Venditti sarebbe stato corrotto con 20-30mila euro per agevolare l’archiviazione di Andrea Sempio dall’accusa di avere ucciso Chiara Poggi nel 2017. Il nuovo sviluppo investigativo fa pensare che a corrompere Venditti potrebbe avere contribuito, secondo l’impostazione della Procura bresciana, proprio il padre di Andrea.

 

 

Giuseppe Sempio avrebbe “orchestrato” il pagamento di denaro all’allora procuratore aggiunto Mario Venditti per indurlo a chiedere l’archiviazione della posizione di Andrea Sempio nell’indagine del 2017. Secondo quanto riferito da una fonte qualificata, “alcuni elementi trovati durante la perquisizione dell’abitazione avvenuta lo scorso 26 settembre e un altro insieme di cose ci fanno ritenere che, se c’è stato un passaggio di denaro, lo ha orchestrato lui”.

La posizione della difesa

Giuseppe Sempio non ha ricevuto nessuna notifica, nessun atto da cui risulti che è indagato“. Lo afferma all’AGI l’avvocata Angela Taccia, legale di Andrea Sempio dopo avere appreso la notizia che Giuseppe Sempio è indagato per corruzione.

Manifesta sorpresa, invece, l’avvocata Marzia Gregorelli del foro di Brescia, indicata come legale d’ufficio nell’atto notificato a Giuseppe Sempio dalla Procura di Brescia in attesa di una nomina di fiducia: “Non conosco Giuseppe Sempio ovviamente, essendo stata nominata avvocata d’ufficio. Non ho ancora ricevuto nessun atto”. 

Le spiegazioni di papà Sempio ai pm

Una nota di previsione per le spese legali. Questo rappresentava, aveva spiegato agli inquirenti Giuseppe Sempio, il padre di Andrea, l’appunto “Venditti gip archivia X 20.30 euro” nel quale invece la Procura di Brescia intravvede il prezzo della corruzione dell’allora procuratore aggiunto Mario Venditti.

“Dovrebbe essere una previsione di spesa che avevamo fatto noi in casa, su quanto avremmo dovuto pagare agli avvocati alla fine della faccenda” aveva messo a verbale l’uomo, sentito dai finanzieri di Brescia e Pavia e dai carabinieri di Milano come testimone lo scorso 26 settembre. Ed era arrivata anche la sua spiegazione su chi fossero “quei signori lì” ai quali erano destinati dei soldi di cui parlava con la moglie Daniela in una conversazione in auto. “Sicuramente intendevo gli avvocati. Sono sicuro che mi riferivo agli avvocati”.

In quei mesi di angoscia per le sorti del figlio, nel 2017, argomentò, spesero “tra i cinquantacinquemila e i sessantamila euro” per gli avvocati. “Visto che l’archiviazione è arrivata circa tre mesi dopo l’iscrizione, non è strano avere speso sessantamila euro per tre avvocati per tre o quattro mesi?” gli avevano domandato gli inquirenti. “Lo so che sembra strano, ma è così – aveva risposto -. Noi eravamo nelle loro mani, e non sapevamo una virgola di cosa facessero, eravamo in balia degli avvocati”.

In arrivo un nuovo accertamento “non ripetibile”

L’iscrizione nel registro degli indagati di Giuseppe Sempio emerge dalla notifica al padre di Andrea e all’ex magistrato Mario Venditti di “un avviso di conferimento di incarico per accertamento tecnico non ripetibile”. La Procura di Brescia, si legge nel documento, ha conferito l’incarico al consulente Matteo Ghigo per estrarre la “copia forense” dei device dei due indagati “estesa sia ai dati presenti sia a quelli eventualmente cancellati riversando i dati cosi’ estratti nella ‘copia mezzo’. Le parti vengono avvisate che hanno la possibilità di nominare i loro consulenti. Le operazioni si svolgeranno il 3 novembre 2025 a Pinerolo con inizio alle 15 nello studio Difob dove è domiciliato Ghigo. 

Dall’atto sembra emergere la volontà della Procura di Brescia di ‘superare’ le obiezioni che il Tribunale del Riesame aveva posto nelle settimane scorse annullando i sequestri dei dispositivi informatici di Venditti. La richiesta per il consulente Ghigo è di estrarre i “dati rilevanti” per le indagini dai device di Venditti e Giuseppe Sempio entro 45 giorni effettuando quindi quella selezione che, secondo il Riesame, non era stata fatta per Venditti violando i principi sanciti dalla Cassazione di contenere al necessario, solo in relazione alle ipotesi di reato, l’intrusione nella vita privata di una persona. 

A breve l’audizione dei tre legali di Andrea Sempio

Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati di Giuseppe Sempio, nei prossimi giorni il procuratore di Brescia, Francesco Prete, e la pm Claudia Moregola continueranno a scavare nel contesto in cui sarebbe maturata la corruzione di Mario Venditti “orchestrata” dal padre dell’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Nei prossimi giorni verranno sentiti come testimoni gli avvocati Massimo Lovati, Federico Soldani e Simone Grassi, che assistevano Andrea Sempio nel 2017 e ai quali, secondo la tesi sostenuta dai genitori di Andrea, erano destinati i soldi che per la Procura rappresentano invece il prezzo della corruzione.

L’avvocato Fabrizio Gallo ha già fatto sapere che Lovati non si avvarrà del segreto professionale mentre non sono note le strategie degli altri due. Possibile anche che venga chiamata a l’ex sostituta procuratrice generale milanese, Laura Barbaini, che sostenne l’accusa contro Alberto Stasi nell’appello-bis. A Barbaini sarà chiesto conto dei due documenti, spediti su carta intestata il 17 e 23 gennaio 2017 e non protocollati da Venditti, nei quali diede dei consigli al collega, ora indagato per corruzione, sul fascicolo poi archiviato dal gip Fabio Lambertucci tre mesi dopo. 

Archiviata l’indagine su Leonardo Apache La Russa. Il gip: “Non fu violenza sessuale

AGI – Finisce in archivio l’indagine per violenza sessuale nella quale erano indagati Leonardo Apache La Russa, figlio del presidente del Senato, e l’amico Tommaso Gilardoni. Lo ha deciso il gip Rossana Mongiardo, che si era riservata al termine dell’udienza del 25 settembre scorso dopo che si era discussa l’opposizione all’archiviazione dall’accusa di violenza sessuale presentata dalla ragazza che aveva denunciato i presunti abusi attraverso il suo legale. La giudice era chiamata a decidere se accogliere la richiesta della Procura di archiviare o disporre l’imputazione coatta oppure ordinare nuove indagini.

“Tutti gli elementi portano a ritenere che ci sia stato un consenso esplicito da parte della ragazza”, avevano affermato i legali di Leonardo Apache La Russa, gli avvocati Adriano Bazzoni e Vinicio Nardo, ricostruendo la loro versione su quanto accaduto nella notte tra il 18 e il 19 maggio 2023.

 

 

Le motivazioni dell’archiviazione

“Certamente, la condotta degli indagati è connotata da profonda superficialità e scarso rispetto della persona offesa, come dimostra il tenore dei messaggi scambiati, ma non tale da assurgere a rilevanza penale“. È un passaggio della richiesta di archiviazione firmata dalla gip Rossana Mongiardo per Leonardo Apache La Russa e Tommaso Gilardoniaccusati di violenza sessuale ai danni di una ragazza che aveva presentato denuncia contro di loro.

La vicenda

Secondo quanto contestato dalla procura, Leonardo Apache La Russa, “dopo averlo realizzato, inviava a Tommaso Gilardoni”, su Whatsapp, la notte del 19 maggio 2023, “un video a contenuto sessualmente esplicito, destinato a rimanere privato, ritraente” l’ex compagna di scuola incontrata poco prima nella discoteca Apophis in centro a Milano “mentre si trovavano sul divano all’interno della sua abitazione, senza il consenso della ragazza“.

La stessa 22enne, al risveglio, denunciò di essersi trovata “nuda” a casa La Russa e di avere appreso dallo stesso Leonardo che lui e un amico avrebbero avuto dei rapporti sessuali con lei “in stato di incoscienza”. 

I legali di La Russa, “si chiude bene un doloroso iter processuale”

“Accogliamo con soddisfazione l’ordinanza di archiviazione del Gip che recepisce non solo i nostri argomenti, ma soprattutto le risultanze di un’ampia e scrupolosa indagine della Procura, rispetto alla quale ci siamo sempre posti in termini di massima disponibilità”. A dirlo sono i legali di Leonardo La Russa, Adriano Bazzoni e Vinicio Nardo.
“Per il nostro assistito – prosegue una nota dei due avvocati – si conclude positivamente un doloroso iter processuale che ha giustamente indagato a fondo per oltre due anni e caratterizzato anche da una severa esposizione mediatica, non scevra da ricadute sulla serenità familiare, ‘in primis’ di Leonardo, affrontate silenziosamente e con fiducia nella giustizia”. 

 

Incidente sulla via Cristoforo Colombo: Beatrice Bellucci morta per politrauma, lo conferm…

AGI – Beatrice Bellucci – la ragazza di 20 anni morta dopo essere rimasta coinvolta nell’incidente di venerdì sera su via Cristoforo Colombo, a Roma -, è deceduta a causa di un violento politrauma addominale e toracico. 

Questo quanto emerge dai primi risultati dell’autopsia svolta presso il Policlinico di Tor Vergata. L’auto su cui viaggiava insieme alla sua amica Silvia Piancazzo  stata centrata da una Bmw guidata da un 22enne ora indagato per omicidio stradale.

Intanto gli investigatori della polizia locale – coordinati dai magistrati, stanno analizzando le telecamere presenti nella zona dell’impatto -, potrebbero disporre una consulenza tecnica per accertare la velocità a cui andava l’auto dell’indagato. 

Migliorano le condizioni della ragazza ferita

“L’ulteriore miglioramento delle condizioni generali ha consentito la sospensione della sedazione e della ventilazione meccanica. Oggi la ragazza e’ vigile e in grado di relazionarsi con i sanitari e i familiari, attende il completamento del percorso chirurgico ortopedico che avrà inizio quando le sue condizioni lo permetteranno”. Lo spiega il dottor Emiliano Cingolani, direttore FF della Uoc Shock e Trauma dell’azienda ospedaliera S.Camillo Forlanini, con il bollettino medico sulle condizioni di Silvia Piancazzo, la ragazza ferita nell’incidente del 25 ottobre in via Cristoforo Colombo a Roma nel quale, invece, è rimasta uccisa l’amica Beatrice Bellucci.

La ragazza, aggiunge il medico, “al momento rimane ricoverata in terapia intensiva in prognosi ancora riservata”.

Donna travolta e uccisa da un’auto pirata nel teramano

AGI – Incidente mortale all’alba lungo la statale 80 Teramo-Giulianova, nei pressi di Bellante Stazione. Una donna di 58 anni, Rosanna Pigliacampo, residente a Campli, ha perso la vita dopo essere stata travolta da un’auto.

La tragedia questa mattina alle 6. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la vittima stava attraversando la strada quando è stata investita da un veicolo, il cui conducente, resosi conto della donna travolta, ha preferito tirare dritto.

Sul posto il personale medico del 118 giunto in elicottero, ma per la 58enne non c’è stato nulla da fare. Sono in corso le indagini per risalire all’identtità del pirata della strada. 

Treviso: bus con a bordo 50 ragazzi si scontra con un Suv. Morto l’automobilista

AGI – Grave incidente questa mattina intorno alle 7.30 a Oderzo (Treviso). Un autobus con a bordo una cinquantina di studenti si è scontrato contro un suv per cause ancora da chiarire. Deceduto l’uomo di 85 anni alla guida della vettura. Tra gli studenti si registrano invece cinque ragazzi feriti e portati in ospedale per le cure e gli accertamenti del caso. Una decina gli studenti in stato di shock. L’impatto è avvenuto in via Maggiore, subito dopo una grande curva

Per cause che dovranno essere accertate dai Carabinieri della Stazione di Cessalto intervenuti sul posto, il suv avrebbe invaso la corsia opposta. Il bus nel tentativo di evitare l’impatto è finito, di fianco, nel fossato di destra e gli studenti sono stati evacuati dalla botola del “tetto” del mezzo. Sul posto sono giunti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Motta di Livenza, supportati da una squadra proveniente da Treviso, alcune ambulanze e l’elicottero del Suem 118, oltre ai Carabinieri e la Polizia Locale. Per il conducente del suv non c’è stato nulla da fare.

Valditara, tutela studenti nostra priorità

“Esprimo la mia più sentita vicinanza agli studenti coinvolti nel tragico incidente avvenuto questa mattina a Oderzo, in provincia di Treviso. Un ringraziamento particolare va ai soccorritori, ai vigili del fuoco, al personale sanitario, alle Forze dell’ordine per il tempestivo intervento e all’autista del pullman che trasportava i ragazzi, che, seppure rimasto contuso, ha dimostrato sangue freddo e grande senso di responsabilità nel mettere in salvo i passeggeri dopo l’impatto. Questo drammatico episodio richiama ancora una volta l’attenzione sulla necessita’ di garantire condizioni di sicurezza sempre più elevate nei trasporti”. Lo afferma il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

“La tutela e l’incolumità degli studenti – sottolinea – sia durante il tragitto casa-scuola sia nel corso delle uscite didattiche e delle gite, rappresentano una priorità assoluta per il ministero dell’Istruzione e del Merito. In tal senso siamo impegnati a rivedere anche i requisiti di qualità dei veicoli impegnati nelle uscite didattiche e nelle gite cosi’ da garantire standard sempre più alti” conclude Valditara. 

Martin Luther King e la sua battaglia per i diritti civili. Da oggi al via una mostra alla Sapienza

AGI – Si è aperta oggi all’Università La Sapienza di Roma – e lo sarà fino al 15 gennaio 2026 – una mostra sulla figura di Martin Luther King (1929-1968) e sul valore della sua battaglia per il riconoscimento dei diritti civili. L’iniziativa è parte di un programma culturale voluto dalla Rettrice Antonella Polimeni e promosso dall’Ateneo sul tema della giustizia sociale, dell’impegno civico e della dignità umana. L’evento organizzato da Sapienza ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.

La mostra, che ha avuto la collaborazione di AGI – Agenzia Giornalistica Italia, si compone di due percorsi espositivi: “Martin Luther King. Diritto alla libertà”, curato da Ashley Woods in collaborazione con il King Center for Nonviolent Social Change e la Estate Dr. Martin Luther King, Jr.Inc., in precedenza accolto presso il Museo dei Premi Nobel di Stoccolma; e “Martin Luther King e l’Italia”, frutto di un progetto scientifico e culturale condotto da Sapienza nell’ambito della propria Terza Missione, che illustrerà – con materiali e collegamenti inediti – la percezione del messaggio del reverendo americano nell’Italia degli anni ’50 e ’60.

 

“La mostra dedicata a Martin Luther King – ha spiegato la Rettrice Polimeni – è il frutto di un lavoro corale che unisce competenza scientifica, impegno culturale e sensibilità sociale. Grazie al contributo della Fondazione CHANGES e al sostegno del King Center for Nonviolent Sociale Change e dell’Esate of Dr. Martin Luther King, Jr., il nostro Ateneo intende offrire non solo un percorso di conoscenza, ma anche un’esperienza capace di far dialogare generazioni e culture, suscitando riflessione e consapevolezza. In un tempo attraversato da conflitti, fratture e profonde polarizzazioni, sentiamo con forza la responsabilità di custodire e rilanciare i valori universali della fratellanza, dell’equità e della solidarietà, che sono al cuore della missione universitaria e dell’eredità morale di Martin Luther King. La sua voce, che ha ispirato milioni di persone nella conquista dei diritti civili ad ogni individuo, continua a risuonare oggi come un invito a costruire una società più giusta e inclusiva. Questa mostra – ha concluso la Rettrice – vuole essere un ponte tra memoria e presente, un’occasione per ricordare che il sogno di Martin Luther King non appartiene solo alla storia americana, ma parla a tutte le comunità che credono nella dignità, nella pace e nella forza trasformativa dell’impegno civile.”

 

 

 

 

 

 

Amministratore di sostegno per Sgarbi? Il critico d’arte in tribunale

AGI – Ci vorrà del tempo per capire se lo stato di salute di Vittorio Sgarbi è tale da rendere necessaria la presenza di un amministratore di sostegno. Il giudice Paola Scorza, della nona sezione del Tribunale Civile di Roma, davanti al quale oggi si è svolta l’udienza, si è riservato di decidere sulla richiesta avanzata dalla figlia del critico d’arte, Evelina Sgarbi, attraverso un’istanza presentata dall’avvocato Lorenzo Iacobbi. Il giudice ha voluto sentire le parti in causa (padre e figlia) e si pronuncerà nel merito nei prossimi giorni. 

Secondo Evelina, il padre non sarebbe in grado di badare al meglio ai suoi interessi e di gestire in modo autonomo, libero e consapevole, il suo patrimonio.

 

 

I rapporti tra padre e figlia negli ultimi tempi non sono stati facilissimi. A momenti di affettuosa vicinanza sono seguiti a volte distacchi altrettanto significativi. Memorabile l’abbraccio in studio a “Non è la D’Urso”, quando Vittorio apparve orgoglioso accanto a Eveline e all’altra figlia, Alba. Ci sono state però anche molte incomprensioni come quando dopo il rifiuto di partecipare al Grande Fratello Vip, tra padre e Evelina calò il gelo per alcuni mesi.

 

 

“Io non voglio certo infliggere un dolore a mio padre e né tanto mento gestire i suoi soldi, come tutti hanno pensato – ha sempre detto la ragazza spiegando il perchè di questa richiesta dell’amministratore di sostegno -. Vorrei la certezza che lui stia bene e che possa prendere le decisioni in modo lucido e sereno. Io voglio una rassicurazione da parte di esperti che possano dare notizie oggettive sul suo stato di salute”.

 

 

 

 

Uccide la compagna a coltellate, arrestato nel Veronese

AGI – Fermo di polizia giudiziaria per Douglas Reis Pedroso, cittadino brasiliano di 41 anni, che ha ucciso all’interno della sua abitazione a Castelnuovo del Garda, in provincia di Verona, la compagna, Jessica Custode de Lima, 33 anni, anche lei brasiliana.

Il fatto è accaduto intorno alla mezzanotte. Proprio Reis Pedroso ha chiamato i carabinieri, dicendo di volersi suicidare. Così sono partiti gli accertamenti su di lui e poi, dopo sue prime informali ammissioni, il cadavere della donna è stato trovato nell’abitazione di Castelnuovo.

L’uomo, che annovera una condanna per il rifiuto dell’accertamento dello stato di ebbrezza e che risulta facesse uso di alcol e droghe, era già indagato per maltrattamenti aggravati e lesioni volontarie ai danni della compagna, reati commessi da agosto 2024 ad aprile 2025 e per il quale era già sottoposto a procedimento penale.

A dicembre 2004, la procura di Verona aveva proceduto contro di lui per violenza sessuale ai danni della sorella della sua compagna e anche per resistenza e minaccia ai carabinieri intervenuti.

Il questore di Verona aveva emesso un provvedimento di ammonimento e il 17 settembre scorso la procura aveva chiesto al gip il rinvio a giudizio dell’uomo per tutti i reati.

I precedenti 

Reis Pedroso era stato anche arrestato il 21 aprile scorso per un ennesimo episodio di violenza ai danni di Jessica perché l’aveva gettata a terra, trascinandola per i capelli sull’asfalto, colpita con tre pugni al volto, e persino al volto al collo con la chiave della sua auto; il gip il 23 aprile aveva disposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa, ai luoghi dalla stessa frequentati, un intervento che si era cristallizzato solo il successivo 19 maggio con l’installazione braccialetto elettronico per l’uomo e per la donna la consegna di un apposito apparato ricevitore.

Il braccialetto elettronico 

Al momento del fermo, Reis Pedroso era senza braccialetto elettronico e i carabinieri stanno ancora cercando il dispositivo, mentre l’apparato ricevitore consegnato alla donna è stato trovato nascosto nel garage dell’abitazione della madre a Ponti sul Mincio.

 

 

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