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Crollo della Torre dei Conti, è morto l’operaio estratto dalle macerie. Meloni: “Dolore e cordoglio”

AGI – Dieci ore di paura e speranza tra le pietre millenarie della Torre dei Conti, nel cuore dei Fori Imperiali, a Roma. Poi, la bruttissima notizia: Octav Stroici, operaio di 66 anni (nato a Suceava nel nord della Romania), rimasto intrappolato sotto le macerie dopo il crollo parziale del monumento di Largo Corrado Ricci, è morto poche ore dopo essere stato estratto vivo dai soccorritori. L’uomo, recuperato al termine di una complessa e delicata operazione dei Vigili del Fuoco e del 118, era stato trasportato in gravissime condizioni al Policlinico Umberto I, dove è deceduto nonostante i tentativi dei medici di rianimarlo.

 

 

Nel crollo, avvenuto alle 11:15 di lunedì 3 novembre nel cantiere di restauro finanziato dal PNRR “Caput Mundi”, erano rimasti coinvolti altri quattro operai, poi dimessi o medicati sul posto. Le autorità – dal sindaco Gualtieri al ministro Giuli, fino al prefetto Giannini – hanno seguito per tutto il giorno le operazioni di soccorso, rese difficili dal rischio di nuovi cedimenti della Torre.

Le indagini della procura di Roma

La procura di Roma aveva aperto un’inchiesta per disastro colposo. Ora procede anche per omicidio colposo. L’area, intanto, è stata posta sotto sequestro dai carabinieri. Sarà disposta l’autopsia sul corpo della vittima. Il pool di magistrati al lavoro (i procuratori aggiunti Antonino Di Maio e Giovanni Conzo e i pm Mario Dovinola e Fabio Santoni) intende acquisire gli atti relativi alla gara per verificare i requisiti dell’azienda appaltatrice dei lavori in corso alla Torre dei Conti. 

In particolare per valutare se l’intervento fosse adeguato al tipo di edificio, i magistrati hanno disposto una consulenza tecnica affidando l’incarico a ingegneri strutturisti. Verifiche verranno effettuate anche sulle impalcature e se ci fossero già stati eventuali alert. Intanto la polizia giudiziaria della sezione specializzata in materia di infortuni sul lavoro, che ieri ha effettuato un sopralluogo subito dopo il crollo, ha raccolto, insieme ai carabinieri, le prime dichiarazioni degli operai sopravvissuti e presenti sul posto. 

 

 

Il messaggio di Giorgia Meloni

“Esprimo profondo dolore e cordoglio, a nome mio e del Governo, per la tragica scomparsa di Octay Stroici, l’operaio rimasto vittima del crollo della Torre dei Conti a Roma”. Lo scrive il presidente del Consiglio Giorgia Meloni su X. “Siamo vicini alla sua famiglia e ai suoi colleghi in questo momento di indicibile sofferenza”, aggiunge la premier ringraziando “nuovamente i soccorritori e tutti coloro che si sono prodigati, senza sosta e con coraggio, nel tentativo di salvargli la vita”.

 

 

Il cordoglio di Gualtieri

“Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Octay Stroici, l’operaio vittima del tragico crollo avvenuto alla Torre dei Conti“. A dichiararlo il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

Che aggiunge: “a nome di Roma Capitale e mio personale, rivolgo un pensiero commosso alla sua famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che gli erano vicini”. 

“Voglio ringraziare i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e i soccorritori che sono intervenuti con grande professionalità e dedizione in una situazione così complessa e drammatica“, ha aggiunto il sindaco.

Rocca: “di lavoro non si può e non si deve morire”

“Octay Stroici, l’operaio rimasto sotto le macerie per ore dopo il crollo della Torre dei Conti, non ce l’ha fatta. Nonostante lo straordinario sforzo dei soccorritori. A nome mio e della Regione Lazio le più sentite condoglianze alla famiglia. Di lavoro non si può e non si deve morire”. A scriverlo sui social è il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.

Giuli: “Stroicy non è rimasto solo neppure per un istante”

“Piangiamo la morte di Octavian Stroicy: il suo cuore ha smesso di battere malgrado l’ammirevole sforzo dei Vigili del Fuoco che lo avevano estratto ancora vivo dalle macerie della Torre dei Conti ai Fori Imperiali”. Lo ha detto il ministro della Cultura Alessandro Giuli.

“A sua moglie, a tutta la sua famiglia, rivolgo il mio cordoglio accorato e quello del Ministero della Cultura. Octavian non è rimasto solo nemmeno per un istante: oltre ai Vigili del Fuoco, le istituzioni nazionali e romane, le forze di sicurezza, il personale sanitario, la Protezione civile e i cittadini presenti hanno partecipato fino all’ultimo al tentativo di salvarlo. Il suo ricordo ci accompagnerà”, ha concluso Giuli. 

Vigili del fuoco “addolorati”

I vigili del fuoco si dicono “addolorati per la morte del povero Octay, l’operaio coinvolto ieri a Roma nel crollo della Torre dei Conti. Abbiamo fatto tutto il possibile per salvarlo ed eravamo riusciti con un intervento eccezionale delle nostre squadre a strapparlo alla stretta delle macerie che lo hanno imprigionato per dodici ore. Siamo vicini alla famiglia in questo momento tragico”.

Torre dei Conti, il prefetto: “La persona intrappolata ha dato segnali di vita”

AGI – “Sono in corso delle operazioni dei vigili del fuoco e della protezione civile perchè nella Torre dei Conti c’è una persona che è intrappolata dentro, e di cui non sappiamo le condizioni. Sappiamo che è ancora in vita, era stata prima localizzata dai soccorritori ma purtroppo c’è stato un crollo”. E’ l’aggiornamento fornito dal prefetto di Roma, Lamberto Giannini, sul luogo del crollo parziale della Torre. “Questa persona ha dato segnali. Mentre stavano facendo il primo intervento i Vigili del fuoco sono riusciti a mettere delle protezioni, quindi l’hanno preservata dall’ulteriore crollo”.

Sui tempi dell’intervento “bisogna cercare di attenuare i rischi enormi che corrono le persone che provano a fare il salvataggio. Quindi è un’operazione complessa e molto lunga, perchè il rischio di crollo è altissimo. L’esito speriamo che sia buono, ma non è semplice. La priorità assoluta è di salvare l’uomo”, ha concluso Giannini.

Come riconoscere un video generato dall’IA: i 5 consigli dell’esperto

AGI – Un’addestratrice sbranata da un’orca durante uno show in un parco acquatico; mamma gorilla che di fronte alle marachelle del suo cucciolo fa le stesse espressioni pazienti ma stanche di un’umana; turisti che passeggiano sereni e rilassati su ponti tibetani ancorati alla montagna con il vuoto sotto i piedi.

Ci siamo cascati tutti. Ci siamo meravigliati di un video, lo abbiamo condiviso e ci siamo sentiti rispondere “ma non vedi che è creato con l’intelligenza artificiale?”.

Aprire gli occhi

Ma non sempre è ovvio, non sempre le immagini sono così assurde da far nascere il sospetto e, soprattutto, in futuro questi video saranno sempre più precisi. Come non cadere, allora, in trappola? “Ci sono alcune spie”, spiega all’AGI Pier Luigi Pisa, esperto di IA e autore del saggio “Valeva la pena tentare – Sam Altman, OpenAI e il sogno di un’intelligenza artificiale per tutti”. “La qualità dei video in questo momento è molto alta, le immagini sono fluide e realistiche. Spesso si tratta di slop, cioè di contenuti privi di valore, ma al di là della narrazione, ci sono degli aspetti tecnici a cui prestare attenzione”. Ecco quali:

1. Lo sfondo

“Sia per le immagini fisse che per i video, lo sfondo può dirci molto, perché è li che al momento l’intelligenza artificiale crea i disastri peggiori. Ci sono dettagli che si impastano, volti deformati, persone che si attraversano. Sullo sfondo molto spesso si nasconde l’errore”.

2. Le scritte

“L’intelligenza artificiale non è ancora un campione di scrittura. Non parlo di sintassi ma proprio di refusi banali, doppie, brand scritti male o loghi non riprodotti fedelmente.  

3. Lo skyline

“Se il video mostra città molto note, bisogna prestare attenzione allo skyline. Se è compatibile o se addirittura si scambiano gli edifici. Se si parla di Shanghai ma sullo sfondo c’è l’Empire State Building allora è decisamente un falso”

4. La fisica

“L’intelligenza artificiale inciampa ancora sulla riproduzione dei movimenti. Voli di uccelli irregolari, macchine in corsa, onde del mare che si muovono nel verso contrario devono far nascere il sospetto. Così come la riproduzione standardizzata di un movimento sempre uguale.  Anche una semplice camminata può dire molto sull’origine del video: gambe che si intrecciano o si attraversano, zampe che scompaiono e riappaiono sono errori classici”.

5. Le fonti

Infine, la bussola per tutto: controllare la fonte. “Occhio a chi posta il video: se la fonte non è conosciuta, non è una testata, non è attendibile o non verificata non bisogna cadere in trappola”.

I due trucchi per riconoscere le immagini

“Per le immagini – spiega ancora Pisa – vale la regola dello sfondo, a cui si aggiunge quella ‘delle mani’. Le mani sono un particolare del corpo poco fotografato: spesso il soggetto le ha in tasca, nascoste, penzoloni e l’Intelligenza artificiale non ha abbastanza materiale in repertorio”. Proprio il particolare della mano fece subito capire che la foto di Papa Francesco con il piumino bianco della Monclear era un fake.

 

 

Estratto vivo dalle macerie l’ultimo operaio della Torre dei Conti. E’ in gravissime condizioni

AGI – Dieci ore di paura e speranza sospese tra le pietre millenarie della Torre dei Conti, nel cuore dei Fori Imperiali. Poi, il sospiro che tutta Roma aspettava: l’operaio romeno di 66 anni è stato estratto vivo dalle macerie. Intrappolato per ore dopo il crollo parziale della Torre, l’uomo è stato salvato al termine di un’operazione disperata e complessa, condotta dai Vigili del Fuoco e dai soccorritori del 118 tra le rovine instabili del monumento medievale. Ora è in gravissime condizioni e sta per essere ricoverato al Policlinico Umberto I, dove è arrivato scortato da polizia e carabinieri mentre i sanitari gli praticavano un massaggio cardiaco.

Altri quattro operai erano stati coinvolti nel crollo delle 11:15 di stamattina, uno era ricoverato in codice rosso all’ospedale San Giovanni di Roma e dimesso in serata, mentre per gli altri tre non è stato necessario il ricovero.

L’uomo che ha tenuto per ore i soccorritori con il fiato sospeso è Octay Stroici, rimasto sommerso dalle macerie del cantiere di restauro e consolidamento della Torre dei Conti a Largo Ricci, tra Via Cavour e Via dei Fori Imperiali. Un intervento finanziato dal PNRR, ‘Caput Mundi‘, proprio per il recupero e la valorizzazione dell’edificio per un importo da 6,9 milioni di euro. In un post Facebook di Gualtieri in occasione della rimozione della pompa di benzina, il sindaco descriveva la natura del progetto di riqualificazione: “Parallelamente proseguono gli scavi nel Giardino di Largo Corrado Ricci e il restauro della Torre dei Conti, destinata a diventare un centro culturale con aule studio e una terrazza panoramica. Tutti gli interventi, finanziati con fondi del PNRR, rientrano nel progetto CarME per la riqualificazione dell’intera area archeologica centrale. Roma si rigenera e continua a regalare bellezza”.

 

 

Le autorità sul luogo del crollo

Oggi lo storytelling della Roma che si rigenera però ha subito una brusca battuta d’arresto. Per tutto il giorno, le autorità hanno seguito da vicino la macchina dei soccorsi. A Largo Ricci, oltre le forze dell’ordine allertate, le squadre speciali dei Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, ma anche il sindaco di Roma, Gualtieri, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il prefetto di Roma Lamberto Giannini, il sovrintendente ai beni capitolini, Claudio Parisi Presicce, l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, la presidente del Municipio di Roma Centro, Lorenza Bonaccorsi. Ma anche il segretario generale della CGIL Roma e Lazio Natale Di Cola e Diego Piccoli della Fillea CGIL Roma e Lazio che della sicurezza nei cantieri ha fatto una battaglia e ha chiesto, una volta salvato l’operaio “un tavolo alle istituzioni”. Anche la premier Giorgia Meloni aveva fatto sapere in una nota che stava seguendo “con apprensione” la situazione.

Indagini e rischio soccorritori

Tutti con il naso all’insù dalla mattina fino a tarda sera, cercando di capire come salvare l’ultimo operaio, senza mettere a rischio la vita dei soccorritori, già sfiorati dal secondo crollo. Decine le troupe accorse, anche quelle straniere che si alternano in dirette dal luogo del crollo e i turisti che, di fronte a questo dispiegamento di divise, chiedono informazioni su quanto accaduto. Nel frattempo, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per disastro colposo.

 

 

Quelle che si sono susseguite sono state ore di attesa, con gli occhi puntati a quella finestrella di questo palazzo medievale di cui molti fino a stamattina ignoravano il nome. Per tutto il giorno si è camminato sul filo del rasoio con l’attenzione rivolta a ogni minimo movimento delle autogru, alle scale con cui piccole squadre di vigili si avvicinano al palazzo, alle finestre chiuse dalle macerie dei crolli dove si scava anche a mani nude provando a liberare gli accessi, per creare un varco.

La svolta dei soccorsi: “Elephant” e speranza

Solo verso le ore 15 il prefetto Giannini si avvicina ai giornalisti rassicurando sulle condizioni dell’operaio: “Ci sono segnali che sia ancora vivo. Quello che possiamo dire è che sarà un’operazione molto lunga e complessa, perché il rischio di crollo è altissimo. Poi ancora, ore di tentativi, di mezzi sempre più grandi e specializzati in operazioni di scavo tra le macerie, come fossimo davanti a un terremoto. La svolta con l’arrivo, all’imbrunire, degli “Elephant”, dei grossi tubi aspiratori in grado di risucchiare le macerie depositate davanti alle finestre per aprire un varco, per far spazio agli speleologi e poi agli operatori del 118. Perché alle ore 20 la sensazione è che la speranza sia ancora viva. L’operaio romeno dopo ore sotto le macerie comunica con i soccorritori, si lavora per estrarre una persona viva. Questa è la notizia del giorno.

L’estrazione finale e i primi interventi medici

Poi bisognerà aspettare le 22 per avere altre notizie. Finalmente, il sindaco di Roma si avvicina ai cronisti riferendo che all’operaio è stata apposta “una maschera d’ossigeno” e che “sul posto sono saliti anche i medici, coraggiosissimi, che hanno praticato i primi interventi. Proprio in questo momento è in corso un tentativo di estrazione molto complicato, difficile e rischioso. Tutte le istituzioni sono qui per supportare questo momento eccezionale”.

Le indagini e le condizioni dell’operaio

Negli stessi minuti, anche il ministro Giuli parla alla stampa dicendo che sui tempi “non c’è una stima perché la situazione è talmente delicata che bisogna tenere bassissima ogni soglia di rischio”. Insomma, a preoccupare è ancora la stabilità della struttura che come ha ricordato Giannini “potrebbe crollare”. Alla fine, l’uomo è stato estratto vivo e ora sì inizierà a indagare sulle eventuali responsabilità. Intanto, l’operaio, pur rimasto sempre cosciente, è in gravissime condizioni e in pericolo di vita: è stato trasportato in ambulanza al Policlinico Umberto I.

 

 

 

 

Milano, donna accoltellata alle spalle senza motivo. Fermato l’aggressore, il video dell’agguato

AGI – Una donna di 43 anni, dipendente di Finlombarda, è stata aggredita e colpita con un coltello poco prima delle 9 in piazza Gae Aulenti a Milano. L’aggressore è fuggito. L’arma, un lungo coltello da cucina, era conficcato nella schiena della vittima, che è stata trasportata in codice rosso in ospedale. Le sue condizioni, seppure sia rimasta sempre cosciente, sono gravi. Le indagini sono affidate ai carabinieri. 

I militari del Comando Provinciale Carabinieri di Milano, hanno identificato e rintracciato il presunto responsabile.

In particolare, in serata, a seguito della diffusione delle immagini autorizzata dalla Procura della Repubblica di Milano, è pervenuta alla Centrale Operativa dell’Arma una segnalazione da parte di una donna, che ha riferito di aver riconosciuto il fratello gemello nelle immagini dell’aggressore.

Le immediate ricerche hanno consentito di rintracciare l’uomo all’interno di un albergo del capoluogo, dove era ospite da qualche giorno, dopo essere stato allontanato da una comunità di recupero del Varesotto.

Nella circostanza, l’uomo, 59enne italiano nato a Bergamo, è stato trovato in possesso dei capi di abbigliamento corrispondenti a quelli indossati nel corso dell’aggressione.

Da una prima ricostruzione, non sono emersi collegamenti tra la vittima e l’aggressore

I precedenti dell’aggressore 

Ci sono precedenti fatti di sangue nella vita di Vincenzo Lanni, 59 anni, l’uomo fermato dai Carabinieri come autore dell’accoltellamento della donna di 43 anni avvenuto stamane a Milano, in piazza Gae Aulenti. Risalgono al 2015.

L’uomo è l’autore degli accoltellamenti di Villa di Serio e di Alzano, che 10 anni fa avevano fatto finire in ospedale due pensionati. Se non fosse stato fermato, aveva detto allora agli inquirenti, avrebbe ucciso delle donne. Nel 2015 disse di aver deciso di uccidere come reazione al profondo stato di frustrazione che provava per la sua vita fallimentare.

Le condizioni della vittima 

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, in costante contatto con Niguarda, comunica che, secondo quanto appreso dalla direzione dell’ospedale, “la signora ha ricevuto una ferita da arma da taglio alla schiena, che ha provocato danni al torace e all’addome. È stata subito operata dagli specialisti del ‘Trauma Center’, guidati da Stefania Cimbanassi. L’intervento è durato circa due ore. Al momento la paziente non è considerata in immediato pericolo di vita, la prognosi rimane riservata”. 

Il presidente lombardo Attilio Fontana, a nome dell’intera giunta regionale, esprime “solidarietà e vicinanza” alla donna ferita. “Una vicenda che ha turbato tutti noi – spiega Fontana – non solo per il fatto che questa donna fa parte del nostro sistema regionale, ma per le dinamiche che l’hanno caratterizzata”. “Rivolgiamo inoltre – conclude il governatore – i più sentiti ringraziamenti ai soccorritori e a chi all’ospedale Niguarda è intervenuto prendendo in cura la donna”.

Azione improvvisa

Sembrerebbe un’aggressione estemporanea e senza apparenti motivi. Le indagini dei carabinieri si concentrano su un uomo ripreso dalle telecamere di sorveglianza della zona. E’ stato lui a colpire con un unico fendente alla schiena la vittima, che stava raggiungendo il posto di lavoro. Nelle immagini l’uomo, di carnagione chiara, indossa una giacca a vento, pantaloni scuri e scarpe da ginnastica e in una mano tiene sacchetto di colore verde.

Il video dell’aggressione

 

Il sindaco Sala: “Violenza inaccettabile”

“In seguito a quanto accaduto in piazza Gae Aulenti questa mattina, sono in contatto con le Forze dell’ordine impegnate nell’individuazione del responsabile. Spero sia assicurato al più presto alla giustizia. Episodi di violenza di questo genere non sono accettabili. Esprimo la mia vicinanza alla signora vittima di questo gesto di violenza e alla sua famiglia. Ci auguriamo possa riprendersi presto dal trauma e dalle conseguenze di questo evento”, ha dichiarato il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

 

Lutto per Laura Pausini: zio Ettore falciato in bici. Il conducente dell’auto si costituisce

AGI – Dramma per Laura Pausini: è morto lo zio Ettore, falciato da un’auto in corsa – e poi fuggita – mentre era in bici. . L’uomo, di 78 anni originario di Solarolo, come ogni sabato e domenica ieri era andato a fare un lungo giro in bici fuori città.

Lo schianto è avvenuto in via degli Stradelli Guelfi, nel tratto tra Castenaso e San Lazzaro di Savena. I soccorritori hanno rianimato Pausini per un’ora, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare.

Secondo la ricostruzione, lui procedeva in direzione centro, mentre l’auto andava verso la periferia. Poi la collisione che si è rivelata fatale per lo zio della cantante. L’uomo alla guida in un primo momento è fuggito lasciando dietro di sé sangue a terra e una mountain bike distrutta. Poi questo pomeriggio si è costituito 

Il conducente si costituisce 

Nel pomeriggio, un cittadino straniero di 29 anni, residente a Rimini, si è presentato negli uffici della Polizia Locale e ha ammesso di aver investito e ucciso, nel primo pomeriggio di ieri, a bordo di una Opel Astra, il 78enne Ettore Pausinizio della cantante Laura Pausini, mentre si trovava in bicicletta.

L’uomo era alla guida dell’auto sugli Stradelli Guelfi di Bologna, dove è avvenuto l’investimento. L’anziano, che faceva il barbiere a Bologna, è morto per le ferite riportate.

Non avendo precedenti penali ed essendosi costituito spontaneamente, il 29enne è stato denunciato in stato di libertà.

Intanto la polizia locale procede con le indagini e acquisirà le immagini delle telecamere e le testimonianze attinenti all’accaduto.

Ettore Pausini era molto conosciuto a Bologna. Da oltre trent’anni era il barbiere di piazza Azzarita. Negli anni scorsi aveva sconfitto un tumore, un’esperienza che si è poi tramutata in un impegno nell’associazione Onconauti, che si occupa di riabilitazione per pazienti oncologici. 

 

Agguato in strada nel Messinese, ucciso un 16enne

AGI – Un 16enne, Giuseppe Di Dio, è stato ucciso ieri sera a Capizzi, nel Messinese, in un agguato a colpi di pistola mentre, con alcuni amici, si trovava davanti a un bar nel corso principale del piccolo centro agricolo. Il giovane, studente dell’istituto alberghiero, sarebbe morto sul colpo: stava parlando con altri giovani, quando da un’auto con almeno tre persone a bordo, è sceso un uomo che ha aperto il fuoco. Oltre al sedicenne, un altro giovane è stato colpito ed è rimasto ferito. Nella notte, i carabinieri hanno fermato tre persone.

I fermati sono un uomo di 48 anni e i suoi figli di 18 e 20 anni: a sparare, secondo gli inquirenti, sarebbe stato il 20enne, mentre il padre e il fratello lo avrebbero accompagnato.
Secondo i carabinieri, il vero obiettivo dell’agguato non sarebbero stati né il 16enne deceduto né il 22enne rimasto ferito in modo non grave, ma un’altra persona. Alla base, ci sarebbero dissidi personali. È stata anche ritrovata la pistola

I tre fermati sono indiziati di omicidio, tentato omicidio, detenzione abusiva di armi e detenzione di arma da fuoco clandestina, lesioni personali e ricettazione. L’arma che è stata recuperata aveva la matricola abrasa. 

 

 

Tre fermati trasferiti nel carcere di Enna

Sono stati portati nel carcere di Enna i tre fermati per la morte del 16enne Giuseppe Di Dio, ucciso ieri sera per errore mentre si trovava, con altri giovani, davanti a un bar di Capizzi, nel Messinese.
Poco dopo i carabinieri del comando provinciale di Messina hanno fermato Giacomo Frasconà, 20 anni, considerato l’autore degli spari, e anche il fratello Mario di 18 anni e il padre Antonio di 48 che lo avrebbero accompagnato sul luogo della sparatoria.

Intanto proseguono le indagini dei carabinieri che stanno sentendo numerose persone, al vaglio anche i filmati delle telecamere di sorveglianza per ricostruire le fasi dell’accaduto e per chiarirne il motivo. Secondo chi indaga, il sedicenne non era il vero obiettivo, cosi’ come un altro ragazzo di 22 anni rimasto ferito che è stato portato in ospedale a Nicosia, per fortuna non è in gravi condizioni. Sarebbero stati raggiunti dagli spari per errore. La procura di Enna che coordina le indagini ha ipotizzato i reati di omicidio, tentato omicidio, detenzione abusiva di armi e detenzione di arma da fuoco clandestina, lesioni personali e ricettazione. Nei prossimi giorni sarà esaminata anche l’arma, una pistola con la matricola abrasa che è stata recuperata dai carabinieri. 

 

Valanga in Alto Adige, trovati morti anche i 2 dispersi. Cinque le vittime

AGI – Cinque escursionisti tedeschi morti, tra cui una ragazza di 17 anni, e altri due feriti: è il bilancio della valanga che ha travolto due gruppi nel giorno di Ognissanti in Alto Adige. A Solda, base delle operazioni di soccorso e ricerca degli incidenti in montagna nella zona di ‘sua maesta” l’Ortles, c’è incredulità perché era da tanti anni che i soccorritori del piccolo villaggio abbarbicato sui monti della Val Venosta non recuperavano cinque corpi in un solo evento.

L’apertura della stagione invernale sulle Alpi italiane è stata funestata dalla slavina di neve e ghiaccio che si è staccata sabato pomeriggio verso le ore 15,50 lungo la parete nord della Cima Vertana, montagna di 3.545 metri tra le più frequentate, a un centinaio di metri dalla vetta.

I primi tre corpi – quello di una donna e un uomo di 30 anni e di un uomo di 50 – sono stati ritrovati dai soccorritori appena giunti sul posto. Due sopravvissuti sono rimasti feriti e portati all’ospedale. All’appello, però, mancavano un uomo e sua figlia di 17 anni che sono stati ritrovati questa mattina dai soccorritori elitrasportati in quota dall’elicottero ‘Pelikan 3’.

Secondo una prima ricostruzione, gli alpinisti sono stati travolti da neve e ghiaccio mentre stavano risalendo un canalino con piccozza e ramponi. Al momento dell’allarme, lanciato da persone che hanno visto il distacco, nella zona dell’incidente si sono recati gli elicotteri ‘Pelikan 1’ e ‘Pelikan 3’, i vigili del fuoco volontari di Solda, il Soccorso alpino di Solda, agenti del Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Silandro.

Secondo il capo dei soccorritori di Solda, Olaf Reinstadler, “non c’era un pericolo valanghe particolarmente elevato” e il distacco potrebbe essere stato innescato da un forte accumulo di neve poiché la neve fresca non si era ancora sufficientemente solidificata al terreno. Durante il giorno la temperatura sulle montagne anche a 3.000 metri è ancora piuttosto elevata per questo periodo dell’anno mentre di notte è già sotto lo zero.

Le stragi della montagna

L’ultima ‘strage della montagna’ al cospetto dell’Ortles risale ai tempi di don Josef Hurton, giunto negli anni ’60 dalla Cecoslovacchia e considerato uno dei padri del soccorso alpino in Italia (in particolare con l’ausilio dei cani da valanga), morto due anni fa all’età di 95 anni e che nella sua attività da soccorritore ha raccolto circa 200 vittime sui monti che dominavano la sua amata Solda.

Tra le più gravi tragedie degli ultimi 20 anni nell’area dolomitica ci sono:

  • quelle del 12 marzo del 2016 quando una valanga con un fronte di 15 metri staccatasi dal monte Nevoso in Valle Aurina ha travolto e ucciso sei escursionisti,
  • quella del 26 dicembre del 2009 in Val Lasties (gruppo del Sass Pordoi) quando quattro uomini del Soccorso alpino della Val di Fassa morirono nel tentativo di recuperare due escursionisti friulani dispersi (anch’essi morti) travolti da una slavina.
  • Lo scorso anno a fine novembre un escursionista austriaco era molto travolto da una valanga proprio sulla Cima Vertana. 

Napoli, 18enne incensurato ucciso da un colpo di pistola in strada

AGI – Un operaio è morto nel Napoletano in circostanze da chiarire. Il fatto è accaduto a Boscoreale. Intorno alle 2.30 di questa mattina, i carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata sono stati chiamati al pronto soccorso dell’ospedale di Castellammare di Stabia. Poco prima era stato portato un operaio incensurato di 18 anni, ferito da un colpo d’arma da fuoco. Il ragazzo è morto, nonostante le cure dei sanitari. Secondo una prima ricostruzione, il 18enne sarebbe stato ferito a Boscoreale. Continuano le indagini per verificare dinamica e matrice dell’accaduto. 

La vittima è Pasquale Nappo, e viveva a Scafati, in provincia di Salerno. Contro di lui, a Boscoreale, sono stati esplosi almeno 3 colpi, ma uno solo lo ha centrato. Il ragazzo è stato accompagnato da due amici in ospedale, dove poi è morto. La salma sarà sottoposta ad autopsia. Le indagini si concentrano si racconto degli amici e sulla eventuale presenza di telecamere di videosorveglianza in zona, ma anche sulla vita e le frequentazioni del ragazzo.

Nappo è stato raggiunto dal proiettile che è penetrato dall’ascella verso organi vitali. Secondo una prima ricostruzione, a sparare contro di lui due a bordo di uno scooter. Immagini di telecamere di videosorveglianza della zona in cui è avvenuto il fatto alle 2.30 del mattino, che e’ nel pieno centro di Boscoreale, sono al vaglio degli investigatori. Non si esclude alcuna pista di indagine.

Città di Castello da guinness, trovato un tartufo di 750 grammi

AGI – Tartufi da guinness dei primati a Città di Castello: scovata una trifola di oltre 750 grammi di peso. Tutti pazzi per questi straordinari funghi ipogei dal profumo inebriante e gusto irresistibile per una stagione che si annuncia generosa in quanto a raccolta. Per il ponte di Ognissanti anche il bosco ha fatto festa in occasione della 45esima edizione del Salone Nazionale del tartufo bianco pregiato della città umbra, regalando ‘pezzi’ da record nel giorno dell’avvio della manifestazione in programma fino a domani, nel centro storico della città.

Proprio nelle ore che hanno preceduto il taglio del nastro, quasi d’incanto, grazie anche alle leggendarie fasi lunari, la terra ha dato i suoi frutti più belli. Pezzature rare come diamanti che hanno sbalordito i visitatori e che gli appassionati acquirenti si stanno già contendendo. È l’omaggio inaspettato e bellissimo della terra del tartufo all’evento che da oltre quattro decenni esalta l’unicità di un luogo come Città di Castello, dove nasce una trifola su tre in Italia, dove oltre 1.500 cavatori, ‘tartufai’, uomini e donne di tutte le età con più di duemila cani al seguito, sono il simbolo vivente e vincente di un’attività di ricerca dichiarata patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco.

Nel cuore d’Italia, gusto e passione, sperimentazione e innovazione, cultura e tradizione sono dunque i protagonisti della manifestazione, nel segno delle novità e delle sorprese, proietta nel futuro la storia della mostra mercato che Città di Castello dedica da 45 anni al ‘tubero’ più famoso e desiderato. Già migliaia i visitatori che hanno ‘invaso’ i luoghi della città più carichi di fascino e testimonianze artistiche. Piazze e giardini incorniciati dalle dimore custodi delle opere dei maestri del rinascimento e della contemporaneità, Raffaello Sanzio, Luca Signorelli e Alberto Burri, sono cosi’ i punti cardinali sulla bussola di buongustai e curiosi. Ma non solo.

I visitatori hanno l’opportunità di incontrare grandi chef, esperti di enogastronomia, aspiranti cuochi provenienti dal mondo della scuola, che sono protagonisti di show cooking, laboratori e conversazioni. Eventi a tema e presentazioni di libri con grandi autori, giornalisti e personaggi famosi richiamano l’attenzione del pubblico più interessato agli aspetti culturali e salutistici legati al cibo, con proposte e novità a livello internazionale. Un viaggio aperto a tutti, con attrazioni per adulti e bambini, perché stare in compagnia del tartufo bianco è un piacevole momento da condividere.

E i numeri degli addetti sono in crescita. Tra gli aspiranti raccoglitori, con cane al guinzaglio, vanghino e bisaccia, ci sono sempre più giovanissimi di età compresa tra i 16 e i 25 anni: fra loro, ogni anno di più, anche le donne che si sono avvicinate alla ricerca di questi prelibati e nascosti tuberi. Vicino agli aspiranti “tartufai”, ci sono i veterani del ‘vanghino’, capitanati dal presidente dell’Associazione Tartufai Alto Tevere, Andrea Canuti che anticipa alcune previsioni sulla stagione della raccolta che si è da più di un mese aperta.

“La cerca e raccolta del tartufo bianco – precisa – aveva preso il via sotto buoni auspici: prima pioggia poi sole ed ora di nuovo pioggia. Con il cambio di luna si iniziano a scorgere ulteriori elementi positivi per pezzature e qualità del prodotto. Nella speranza di andare incontro a un periodo più freddo sotto il profilo climatico il tartufo sarà come in passato senza dubbio ottimo. La prossima luna potrà senza dubbio farci capire come sarà la tendenza”, ha precisato Canuti facendo riferimento oltre al clima anche alle fasi lunari che per tradizione secolare sono state sempre punti di riferimento per i tartufai.

Ma i prezzi? È il solito ritornello che ricorre. “I prezzi come sempre li fa incrocio di domanda e offerta ma possiamo dire che ci stiamo assestando su cifre al chilo che oscillano da 2000 a 4000 o 4500 euro per le pezzature uniche e migliori del tartufo bianco, la nostra trifola che non teme confronti. Su prezzi inferiori, da 150 a 300 euro il chilo, per il nero uncinato anch’esso assai prelibato. Una tendenza che potrebbe scendere se la stagione e il clima saranno favorevoli alla raccolta”, ha sottolineato il presidente regionale del settore agroalimentare della Cna, Giuliano Martinelli, noto imprenditore del settore affiancato da tutti i suoi colleghi veri e propri protagonisti della rassegna nazionale e attori importanti della “filiera”.

“Qui è rappresentata tutta la filiera. Nessun luogo come Città di Castello parla del tartufo e qui, dove la trifola è un’eccellenza e non una rarità come altrove, perché è abbondante, la nostra ambizione è di raccontare ed esaltare il suo legame con la terra, il valore aggiunto inimitabile di una storia, di una tradizione, di esperienze che lo rendono unico e desiderato in tutto il mondo”, hanno dichiarato il sindaco, Luca Secondi, l’assessore al Commercio e al Turismo, Letizia Guerri, il presidente dell’Ente Fiera Nazionale Bianco Pregiato, Lazzaro Bogliari, subito dopo il taglio del nastro.

L’Umbria è sempre stata terra di tartufi.

Con l’avvento del Medioevo l’interesse verso il tartufo diminuì notevolmente, perché si credeva che fosse velenoso o un cibo delle streghe. Durante il Rinascimento, con l’affermarsi della cultura del gusto e dell’arte culinaria, fu rivalutato fino a essere considerato protagonista nella cucina dei signori dell’epoca. Nel 1564 il medico umbro Alfonso Ceccarelli scrisse la prima monografia sul tartufo, l”Opusculum de Tuberibus’ (ripubblicata a cura di Arnaldo Picuti e Antonio Carlo Ponti) in cui raccolse i contributi di naturalisti greci e romani e diverse curiosità storiche. La sua notorietà non si fermo’ e con il tempo rafforzo’ la sua fama di principe della tavola. Basti pensare che la tradizione di usare un cane per la sua ricerca sembrerebbe essere nata proprio nel XVIII secolo quando si svolgeva come divertimento di corte.

 

 

Valanga sulla Cima Vertana in Alto Adige, tre morti e due dispersi

AGI – Tragedia sulle cime dell’Alto Adige a circa 3.200 metri di quota. Una valanga si è staccata su Cima Vertana, appartenento al Gruppo dell’Ortles, travolgendo due gruppi di alpinisti di nazionalità tedesca. L’allarme è scattato verso le 16 e immediatamente si sono attivate le operazioni di ricerca. A intervenire i vigili del fuoco volontari di Solda, il Soccorso alpino di Solda, soccorritori del Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Silandro. Le squadre, sono state supportate dell’elisoccorso Pelikan 1 e Pelikan 3.

Il primo gruppo di alpinisti era composto da tre persone e tutti e tre sono stati travolti da una slavina composta da neve, rocce e ghiaccio. Hanno così perso la vita un uomo e una donna di 30 anni e un uomo di 50 anni. Secondo una prima ricostruzione, i tre sono stati investiti mentre stavano risalendo un canalino lungo la parete nord con piccozza e ramponi.

La valanga ha colpito anche un altro gruppo composto da quattro persone, sempre di alpinisti tedeschi. Due dei 4, rimasti illesi, dovevano ancora iniziare l’ascensione e hanno dunque lanciato l’allarme. Il bilancio è di due persone disperse e due sopravvissute. Con l’arrivo della notte le ricerche sono sospese. Lo fa rende noto il Soccorso alpino.

Un morto durante una arrampicata nel Pescarese

Un tragico incidente si è verificato nel primo pomeriggio a Roccamorice, in provincia di Pescara, durante una sessione di arrampicata sportiva. Un 35enne di Montesilvano (Pescara) è precipitato da una parete rocciosa a diversi metri d’altezza nella zona della falesia situata sotto la via Betacam. La vittima si trovava insieme a un gruppo di altre persone impegnate nella stessa attività quando, per cause ancora in corso di accertamento, è avvenuta la caduta fatale. 

Secondo quanto ricostruito dai volontari del soccorso alpino e speleologico dell’Abruzzo, il rocciatore è deceduto a causa del distacco di un masso caduto dall’alto. Altri due scalatori presenti nelle vicinanze sono stati raggiunti da detriti riportando ferite lievi. Sul posto è intervenuto l’elisoccorso del 118 di Pescara. Con una verricellata di circa 60 metri, i soccorritori sono stati calati ai piedi della falesia per raggiungere il luogo dell’incidente.

Ninetto Davoli: “Non sono d’accordo nel ricordare Pasolini a 50 anni dalla morte”

AGI – Allo Stadio dei Marmi “Pietro Mennea”, messo a disposizione da Sport e Salute, si è giocato il quadrangolare “PPP50: Pasolini segna ancora”, dedicato ai 50 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini. In campo quattro squadre speciali: la Nazionale Attori, l’Osvaldo Soriano International Football Club, la Nazionale Giornalisti e il Campidoglio Football Club. A dare il calcio d’inizio al torneo è stato Ninetto Davoli, storico amico dello scrittore assassinato all’Idroscalo di Ostia il 2 novembre 1975. Alla manifestazione, che rientra nelle celebrazioni ufficiali organizzate per la ricorrenza dei 50 anni da Roma Capitale, era presente l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio.

Ninetto Davoli, intervistato dall’AGI ha detto: “Per Pier Paolo il calcio era un piacere perché ci rende un po’ tutti bambini. Non sono molto d’accordo a ricordarlo a 50 anni dalla morte perché Pier Paolo bisogna averlo dentro di sè. Pasolini va letto, non ricordato a 50 anni dalla morte. Ma cosa vuoi?… La società è questa”. 

“Pier Paolo aveva la sfacciataggine di dire quello che pensava, senza compromessi. Era libero, e voleva essere libero di raccontare tutto. Ai ragazzi di oggi direbbe di cercare, di capire. Cinquant’anni fa disse: ‘Il mondo sta diventando cosi’ brutto che a volte abbasso la testa, non riesco a guardare la gente in faccia’”. 

Chi ha vinto il quadrangolare

Passando al risultato del campo, va detto che il quadrangolare ha regalato molte emozioni al pubblico accorso numeroso sugli spalti. Nel primo incontro la Nazionale Attori Scrittori è stata sconfitta 1-0 dall’Osvaldo Soriano, mentre l’altra semifinale tra Campidoglio e Giornalisti si è chiusa sull’1-1, con il Campidoglio poi vincente ai rigori. Nella finale per il terzo posto i Giornalisti hanno superato gli Attori per 3-1, mentre la finalissima tra Campidoglio e Osvaldo Soriano si è chiusa 0-0, decisa ancora una volta dai rigori. A sollevare la Coppa Pasolini è stata la squadra del Campidoglio, in una giornata in cui, simbolicamente, “Pasolini segna ancora”.

Suv contro un’auto della Polizia: muore un agente, grave il collega. Sotto l’effetto delle…

AGI – Un Suv si è scontrato con una volante, e un poliziotto è morto. E’ accaduto la scorsa notte intorno alle 4 nel Napoletano, a Torre del Greco, in Viale Europa. Il Suv ha invaso la carreggiata opposta a quella in cui la pattuglia stava transitando, finendo contro la vettura della polizia.

L’urto è stato violento e il capo pattuglia che era alla guida, l’assistente Capo Aniello Scarpati, 47 anni, è stato sbalzato fuori dall’abitacolo e, dopo aver fatto un volo di 10 metri, è morto sul colpo. Lascia moglie e tre figli. Ferito gravemente il suo collega Ciro Cozzolino, 38 anni: trasportato all’ospedale del Mare di Napoli e sottoposto a un intervento chirurgico, è ricoverato in terapia intensiva, in prognosi riservata. E’ intubato ed in ventilazione meccanica. ll poliziotto ha una frattura al bacino che è stata embolizzata e ridotta, ma anche varie contusioni d’organo. I medici faranno successivi controlli diagnostici per una rivalutazione clinica. Sia Cozzolino che Scarpati sono stati estratti dalle lamiere.

Gli occupanti del Suv, sei in tutto di cui tre ragazzine minorenni, sono fuggiti a piedi ma nel giro di alcune ore sono tutti rintracciati dalla polizia anche perchè alcuni di loro si sono fatti medicare all’ospedale Maresca di Torre del Greco. Un maggiorenne e le tre minori hanno riportato solo lievi contusioni. Un altro uomo si è presentato spontaneamente in commissariato.

Alla fine è stato preso anche colui che era alla guida del veicolo e che dopo l’incidente si era reso irreperibile: si tratta di Tommaso Severino, 28 anni, di Torre del Greco, arrestato per omicidio stradale aggravato dall’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope e dall’omesso soccorso. Il suo è stato un arresto congiunto realizzato da Squadra Mobile, Polizia Stradale e commissariato di polizia di Torre del Greco.

Nella notte, il Questore di Napoli, Maurizio Agricola si è recato sul luogo dell’incidente, e poi in visita alla famiglia dell’assistente capo deceduto. Poi, in mattinata, è stato in ospedale dal poliziotto ferito.

Mattarella, profondamente rattristato

“Ho appreso la notizia dell’incidente stradale, avvenuto a Torre del Greco nelle prime ore di oggi, che ha coinvolto una vettura della Polizia di Stato in attività di servizio, in cui ha perso la vita l’Assistente Capo Coordinatore Aniello Scarpati. Profondamente rattristato, esprimo sentimenti di solidarietà e vicinanza a Lei e a tutto il Corpo, pregandola di far pervenire ai familiari le espressioni della mia commossa partecipazione al loro cordoglio. All’agente rimasto ferito rivolgo il piu’ sentito augurio di pronta guarigione”. Sono parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un telegramma inviato al capo della Polizia, Vittorio Pisani. 

Meloni “addolorata” 

“Addolorata per la morte di un poliziotto e il ferimento del collega in un incidente stradale avvenuto questa notte a Torre del Greco, in provincia di Napoli, mentre erano in servizio. Il mio profondo cordoglio va alla famiglia dell’Assistente Capo Coordinatore, Aniello Scarpati, insieme alla vicinanza che desidero esprimere all’agente rimasto ferito e a tutta la Polizia”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Piantedosi, cordoglio a nome del governo

 “La morte di un agente della polizia di stato e il grave ferimento di un altro, durante il servizio, a Torre del Greco, mi addolorano profondamente. A nome mio personale e del governo esprimo cordoglio e vicinanza alla famiglia del poliziotto deceduto e all’intera polizia di stato. Seguo con apprensione le condizioni del secondo poliziotto gravemente ferito”. A dichiararlo è il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Questo drammatico episodio – continua -, ricorda ancora una volta il valore e il rischio che le forze dell’ordine affrontano ogni giorno per garantire sicurezza e legalità. Lo Stato continuerà a sostenerle con impegno e a lavorare per migliorare le condizioni in cui operano”.

Pisani, vicinanza a tutti gli uomini e donne della Polizia

 Il Capo della Polizia- Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani esprime il più profondo cordoglio alla famiglia dell’Assistente Capo Coordinatore Aniello Scarpati che ha perso la vita stanotte durante il servizio. “La sua dedizione e il suo sacrificio sono e saranno sempre un esempio per tutti noi. Ai suoi cari l’affetto e la vicinanza di tutte le donne e degli uomini della grande famiglia della polizia di stato”. Il Prefetto Vittorio Pisani segue con apprensione le condizioni di salute dell’altro poliziotto rimasto ferito.

 

 

 

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La Guardia di Finanza sequestra oltre 1,2 miliardi alla holding del gruppo Campari. Lagfin…

AGI – I finanzieri del Comando provinciale di Milano hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Monza per un valore di oltre un miliardo di euro – esattamente 1.291.758.703 – nei confronti di una holding di diritto lussemburghese – LAGFIN S.C.A. -, per il reato di “dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici” e per “responsabilità amministrativa delle persone giuridiche”.

L’indagine, sviluppata dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Milano, ha preso avvio da una verifica fiscale nei confronti della holding che, a seguito di un’operazione straordinaria di “fusione per incorporazione“, ha assorbito la propria controllata italiana, detentrice del pacchetto azionario di maggioranza di Davide Campari Milano.

Dettagli della frode e sequestro

Gli approfondimenti hanno permesso di constatare – si legge in un comunicato firmato dal procuratore di Monza Claudio Gittardi – che, all’atto della fusione, non sono state dichiarate le plusvalenze da cosiddetta ‘exit tax‘ per oltre 5,3 miliardi di euro maturate in capo alla società italiana oggetto di incorporazione e non tassate al momento della loro fuoriuscita dal territorio nazionale come previsto dalla normativa fiscale. In particolare, il gruppo societario, attraverso una serie di complesse operazioni, ha solo formalmente trasferito gli asset detenuti dalla società italiana a una branch domestica neo costituita, mentre la gestione effettiva del ramo d’azienda finanziario veniva esercitata a livello di casa madre estera. Il sequestro è stato integralmente eseguito attraverso l’apposizione del vincolo sulle ‘azioni ordinarie‘ della società partecipata dalla holding lussemburghese, fino a concorrenza dell’importo disposto nel decreto, corrispondente all’imposta non versata all’atto del trasferimento all’estero della società incorporata”.

Lagfin, “contenzioso che riguarda il gruppo Campari”

In una nota, Lagfin precisa che “la questione attiene un contenzioso fiscale in essere da circa due anni e che non ha mai riguardato in alcun modo il gruppo Campari”. Lagfin “è certa di avere sempre operato nel pieno rispetto di tutte le norme, incluse quelle fiscali italiane, e si difenderà vigorosamente con sereno rigore in tutte le sedi deputate. Poichè Lagfin detiene oltre l’80% dei diritti di voto di Campari, la misura non è assolutamente in grado di intaccare la partecipazione di controllo di Lagfin in Campari”, conclude la nota.

Minacce social a Gualtieri: “Hai buttato già casa mia, butterò la tua”. Blitz dei carabini…

AGI – “Questo è per il sindaco e per la sua famiglia. Come ha buttato giù casa nostra, io butterò la sua. Tempo al tempo. Lo Stato non mi fa paura”. È il messaggio intimidatorio indirizzato via social al sindaco di Roma Roberto Gualtieri da un uomo di etnia sinti, dopo che il Comune e il Municipio delle Torri hanno demolito due ville abusive a Rocca Cencia. L’uomo sotto al testo – ora cancellato – aveva postato anche una propria foto, nella quale impugna un fucile mitragliatore.

Reazione politica alle minacce

Il mondo politico si è ribellato all’ennesimo gesto violento contro un rappresentante delle istituzioni e ha prontamente manifestato solidarietà e vicinanza al sindaco di Roma, a cominciare dalla premier Giorgia Meloni. “Desidero esprimere solidarietà al sindaco di Roma Roberto Gualtieri per le gravi minacce ricevute oggi – tramite social – da un uomo che, secondo quando riporta la stampa, sarebbe vicino ai clan sinti. Un’intimidazione inaccettabile, nei confronti della persona e dell’istituzione che rappresenta, che va stigmatizzata con fermezza”, ha scritto su X la presidente del Consiglio.

Sulla stessa lunghezza d’onda i due vicepremier. “Nessuna tolleranza per minacce e violenze. Solidarietà e vicinanza al sindaco di Roma @gualtierieurope”, è il post su X del leader della Lega Matteo Salvini. “Le minacce al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri sono inaccettabili. A lui va la mia solidarietà e quella di Forza Italia”, è la riflessione del leader FI Antonio Tajani. 

Solidarietà al sindaco anche da Matteo Piantedosi. “Le minacce ricevute dal sindaco di Roma rappresentano un atto vergognoso e ci rendono ancor più determinati ad andare avanti nella collaborazione tra istituzioni per affermare la legalità”, ha sottolineato il ministro dell’Interno. 

C’è poi la nota della segretaria del Pd Elly Schlein: “Esprimo la solidarietà e la vicinanza mia personale e di tutta la comunità del Partito Democratico al sindaco Roberto Gualtieri e alla sua famiglia per le gravissime minacce subite. A Roberto vogliamo dire che non è solo e che tutto il Pd è al suo fianco e sostiene la sua opera coraggiosa e determinata”.

“Le gravissime minacce rivolte al sindaco Gualtieri e alla sua famiglia dal clan Hilicic, storicamente legato ai Casamonica, sono intollerabili e devono trovare risposta in provvedimenti immediati”, ha scritto, sempre su X, Luciano Nobili, consigliere regionale del Lazio di Italia Viva. “Tutta la mia solidarietà e quella di Italia Viva al sindaco di Roma, e tutto il nostro sostegno alla battaglia di legalità che ha portato all’abbattimento di due ville abusive in zona Rocca Cencia, simbolo da troppi anni dell’arroganza criminale di chi pensa di poter vivere al di sopra della legge e delle regole e di controllare interi quadranti della cittàBattaglia che sono certo non si fermerà”, conclude.

“Piena solidarietà al Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e alla sua famiglia per le inaccettabili minacce ricevute”, è stata espressa da Andrea Casu, deputato del Partito Democratico. “Chiunque pensi di intimidire con la violenza o con il linguaggio dell’odio deve sapere che troverà sempre una risposta ferma e unita dello Stato e delle istituzioni democraticheRoma non si piega alle minacce e continuerà con determinazione il lavoro per la legalità e la giustizia sociale in ogni territorio della città”, ha concluso Casu.

Per Andrea Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale, “le minacce rivolte al sindaco Gualtieri, a cui va la mia solidarietà, sono un gesto vile che non scalfisce la determinazione delle istituzioni. Chi pensa di imporre con la violenza la propria legge deve sapere che Roma reagisce unita e compatta, senza arretrare di un passo, nella difesa della città e della legalità“. 

Solidarietà a Gualtieri è arrivata anche da Daniele Leodori, Segretario regionale del Partito Democratico. “È un episodio grave, che colpisce l’intera comunità romana. Il lavoro per la legalità e per restituire dignità ai territori è la risposta più forte a chi tenta di intimidire chi serve le istituzioni con serietà e coraggio”.

“Un atto gravissimo e intollerabile. Non ci possono essere minacce nè intimidazioni: nessuno pensi di poter fermare l’impegno delle istituzioni e del sindaco di Roma”. Lo ha dichiarato Alessio D’Amato, consigliere regionale e segretario romano di Azione esprimendo a nome del partito “piena solidarietà e vicinanza al sindaco Roberto Gualtieri”. “Condanniamo con la massima fermezza questo gesto vile, che non può trovare spazio nella nostra città. Di fronte alla violenza – ha concluso l’esponente di Azione – la politica deve essere unita”.

“Esprimo la mia piena solidarietà al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e alla sua famiglia per le gravi minacce ricevute. La violenza e l’intimidazione non possono mai essere strumenti di confronto politico o civile: sono gesti vili che vanno condannati con forza, senza ambiguità”, ha affermato in una nota Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d’Italia e coordinatore del partito per il Lazio. “Di fronte a episodi come questo – aggiunge l’esponente di FdI – le istituzioni devono restare unite, al di là delle appartenenze e delle differenze, per difendere la legalità e la sicurezza di chi rappresenta lo Stato e lavora ogni giorno per la collettività. Di fronte a tanta barbarie, la fermezza nel rispetto delle regole – ha concluso Trancassini – è l’unica risposta possibile”.

“Caro sindaco Gualtieri siamo al tuo fianco”, scrive su X la presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo: “Qui eravamo ad Ostia (la foto postata è quella di una recente missione della Commissione, ndr), saremo in ogni luogo di questa citta’ che lo richiede. La più ferma condanna per la minaccia, alcuni sembrano non arrendersi, lo faranno. Silvio Hilic lo Stato vince. Pronta ad andare a Rocca Cencia! Un abbraccio”. 

Gualtieri, “continua nostro impegno contro le mafie”

“Desidero ringraziare tutte le persone e le istituzioni che mi hanno manifestato solidarietà e vicinanza – ha commentato in una nota Gualtieri -. Le minacce non modificano di una virgola il nostro impegno contro le mafie e per affermare la legalità e restituire ai cittadini spazi oggi sottratti alla criminalità. Continueremo, insieme alla Prefettura, alla Questura e alle forze dell’ordine, a lavorare con determinazione per rendere Roma una città più sicura e più giusta”. 

Blitz delle forze dell’ordine

Nella serata di venerdì 31 ottobre c’è stato un blitz dei carabinieri a Valle Martella, dove hanno trovato sistemazione le famiglie sgomberate dalle case abbattute in via Arzachena, a Rocca Cencia, considerato un fortino dei clan sinti. A Rocca Cencia, tra l’altro, si trovava anche Silvio Hilic l’uomo che, sui social, ha minacciato il sindaco di Roma. 

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