Archivi per la categoria ‘Cronaca’
Mercoledì i funerali di Aniello Scarpati, poliziotto morto nell’incidente a Torre del Greco

La camera ardente di Aniello Scarpati, poliziotto di 47 anni morto in un incidente stradale a Torre del Greco, sarà allestita a partire da domani. I funerali, invece, si svolgeranno mercoledì 5 novembre a Napoli.
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La Procura di Roma apre un’inchiesta per disastro colposo
AGI – Crollo e poi una nube di polvere sui Fori Imperiali. Una parte della Torre dei Conti, edificio storico all’incrocio tra largo Corrado Ricci e via dei Fori Imperiali, è franata improvvisamente questa mattina intorno alle 11.30.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con tre squadre operative, due autoscale e i nuclei speciali per tentare di salvare un operaio rimasto sepolto sotto le macerie.
Si indaga per disastro colposo
C’è anche il reato di disastro colposo, oltre a quello di lesioni colpose, nel fascicolo aperto dai pm di Piazzale Clodio dopo il cedimento della torre.
Gli inquirenti disporranno una consulenza tecnica per costruire la dinamica e accertare le cause del crollo.
Il bilancio e il secondo crollo
Secondo quanto si apprende, tre operai sono stati tratti in salvo, mentre uno è stato trasportato in codice rosso all’ospedale San Giovanni con diversi politraumi.
L’uomo rimasto intrappolato non è ancora stato raggiunto dai soccorritori. Intorno alle 12.50 si è verificato un secondo crollo, che ha sollevato un nuovo polverone e costretto i pompieri a ritirare l’autoscala e a mettersi in salvo.
I lavori di restauro
La struttura è ora monitorata anche dall’alto con droni, per valutare la stabilità delle mura e il rischio di ulteriori cedimenti. Sulla Torre dei Conti erano in corso lavori di restauro finanziati con fondi del Pnrr – programma Caput Mundi.
I soccorsi
Le operazioni di soccorso procedono a rilento a causa della fragilità dell’edificio medievale. I vigili del fuoco stanno cercando un varco per raggiungere l’operaio, ma le condizioni della torre rendono le manovre estremamente delicate.
Sul posto il sindaco Roberto Gualtieri, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, e il Prefetto della Capitale Lamberto Giannini.
Le indagini
Le indagini per accertare le cause del cedimento sono in corso. Al momento non risultano altre persone coinvolte. La procura di Roma coordina le indagini che sono in corso.
Si finge carabiniere per entrare in casa di un’anziana e le ruba tutti i gioielli d’oro

È accaduto a Paestum, nella provincia di Salerno, dove un uomo di 53 anni è stato arrestato dai carabinieri per aver derubato un’anziana del posto.
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La Russia commenta il crollo della Torre dei Conti a Roma: “Colpa del governo che spende i soldi in Ucraina”

“Finché il governo italiano appoggerà l’Ucraina, l’Italia è destinata a crollare”, questa la provocazione di Marija Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo.
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Torre dei Conti, al via l’aspirazione dei detriti
AGI – Grazie ai mezzi speciali sopraggiunti a Largo Corrado Ricci, poco dopo le 16 è iniziata l’aspirazione dei detriti dalla finestra da dove stamattina, poco prima del secondo crollo della Torre dei Conti, ai Fori Imperiali, si era tentato di estrarre l’ultimo operaio, ancora all’interno della struttura. Il tubo di aspirazione è tenuto da un gancio gru e una squadra dei vigili del fuoco segue da vicino l’intervento. In aria anche un drone sorveglia dall’alto le lente operazioni di recupero.
Prima di procedere con l’operazione di aspirazione, i vigili del fuoco hanno dovuto abbattere un lampione per creare maggiore spazio di manovra e consentire l’avvicinamento dei camion aspiranti impegnati nella rimozione dei detriti.
“Nessun uomo è un’isola”, la Rai celebra con un documentario i 60 anni della Fondazione Airc
AGI – “’Nessun uomo è un’isola‘ è un racconto che unisce memoria, scienza e umanità. Con questo documentario Rai Documentari ha voluto rendere omaggio a sessant’anni di ricerca, ma anche a sessant’anni di fiducia degli italiani nella scienza e nella solidarietà. È la storia di un Paese che ha saputo trasformare la paura in coraggio, e la malattia in speranza”. Lo afferma Luigi Del Plavignano, direttore di Rai Documentari, presentando il film dedicato ai 60 anni della Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, in onda domani alle 15:25 su Rai 3.
“Abbiamo scelto di raccontare AIRC attraverso le voci di chi ha vissuto sulla propria pelle la malattia e di chi ogni giorno lavora per combatterla. È un racconto corale – prosegue Del Plavignano – che intreccia le immagini delle Teche Rai con le testimonianze dei protagonisti della ricerca italiana, da Umberto Veronesi a Lucia Del Mastro, da Franco Locatelli ad Alberto Bardelli. La ricerca è fatta di numeri e risultati, ma anche di emozioni, sacrifici e persone che non si arrendono”.
Il direttore sottolinea il valore del servizio pubblico: “Questo progetto è un esempio di come la Rai possa contribuire a diffondere cultura scientifica e consapevolezza civile. Ringrazio gli autori, la curatrice Giulietta Venneri, il produttore esecutivo Claudio Baldino e il regista Andrea Campisi per aver dato vita a un racconto intenso e necessario. “Nessun uomo è un’isola” è un titolo che racchiude un messaggio universale: nella ricerca, come nella vita, nessuno si salva da solo”.
Torre dei Conti, il prefetto: “La persona intrappolata ha dato segnali di vita”
AGI – “Sono in corso delle operazioni dei vigili del fuoco e della protezione civile perchè nella Torre dei Conti c’è una persona che è intrappolata dentro, e di cui non sappiamo le condizioni. Sappiamo che è ancora in vita, era stata prima localizzata dai soccorritori ma purtroppo c’è stato un crollo”. E’ l’aggiornamento fornito dal prefetto di Roma, Lamberto Giannini, sul luogo del crollo parziale della Torre. “Questa persona ha dato segnali. Mentre stavano facendo il primo intervento i Vigili del fuoco sono riusciti a mettere delle protezioni, quindi l’hanno preservata dall’ulteriore crollo”.
Sui tempi dell’intervento “bisogna cercare di attenuare i rischi enormi che corrono le persone che provano a fare il salvataggio. Quindi è un’operazione complessa e molto lunga, perchè il rischio di crollo è altissimo. L’esito speriamo che sia buono, ma non è semplice. La priorità assoluta è di salvare l’uomo”, ha concluso Giannini.
Pifferi bis, l’avvocato di una delle psicologhe: “Attività lecita, nemmeno contraddetta dai periti della Corte”

Nel processo Pifferi bis, la difesa di una delle psicologhe di San Vittore ha chiesto il proscioglimento perché si è trattato di una “attività lecita, non contraddetta nemmeno dai periti della Corte d’Assise d’Appello”. I legali concluderanno i propri interventi il prossimo 7 novembre.
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Omicidio di Pasquale Nappo a Boscoreale: i killer volevano colpire lui. L’ipotesi: vendetta dopo una lite

Dopo il fermo di due giovani, che si sono consegnati alle autorità, emergono nuovi particolari sull’omicidio di Pasquale Nappo, il 18enne ucciso a Boscoreale, nel Napoletano. Secondo il racconto dei due fermati, sarebbe stato Nappo l’obiettivo dell’agguato.
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Il nuovo reparto dell’ospedale San Camillo di Roma
AGI – Il Polo Interaziendale Trapianti (POIT) al San Camillo si rinnova con il trasferimento delle attività chirurgiche al sesto piano del Padiglione Puddu: il grande ospedale romano inaugura tre nuove sale operatorie di ultima generazione e un reparto di terapia subintensiva da 29 posti letto, dotato di camere a pressione controllata per pazienti oncologici e trapiantologici. Il progetto, del valore complessivo di oltre 3,2 milioni di euro per lavori e impianti, cui si aggiungono 770 mila euro per le attrezzature, è stato completato in meno di due anni e ha già prodotto risultati significativi: tra agosto e ottobre 2025 gli interventi di alta chirurgia oncologica addominale sono aumentati del 20%, passando da 156 a 187. Le tre sale operatorie, di livello ISO 5, consentono procedure open, laparoscopiche e robotiche, e sono dotate di un innovativo sistema di ventilazione e di un impianto multimediale audio-video integrato per il live sharing in tempo reale, unico nel suo genere in Europa.
«Il San Camillo è un punto di riferimento per Roma e per l’intero Lazio – sottolinea il direttore generale Angelo Aliquò –. Modernizzare oggi non è un semplice rinnovamento: significa costruire l’ospedale che servirà alle persone di domani, migliorando sicurezza, efficienza e sostenibilità». Alla presentazione del nuovo reparto è intervenuta anche la presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che ha rimarcato l’impegno dell’amministrazione regionale per il rilancio della sanità pubblica capitolina: «È il segno di un’attenzione che stiamo dando a questo ospedale e, più in generale, a tutta la sanità romana. Il San Camillo rappresenta per volumi, per numero di posti letto e per la sua storia, un’eccellenza. È un pezzo importante della rete ospedaliera: dei 170 milioni che abbiamo stanziato per le nuove apparecchiature, circa 80 milioni serviranno a rinnovare questo ospedale straordinario, che da anni necessitava di interventi strutturali. È un lavoro lento ma inesorabile: lento perché le cose vanno fatte bene, ma inesorabile perché non ci fermiamo».
Rocca ha poi lanciato un messaggio sulla cultura della donazione: «Bisogna incentivare la cultura del dono. Donare aiuta a ridare la vita. Oggi ho incontrato persone che mi hanno trasmesso gioia ed emozione: una paziente operata venerdì già voleva rimettersi in piedi. Dobbiamo educare a questo spirito di solidarietà».
Soddisfazione anche da parte di Giuseppe Maria Ettorre, primario direttore del POIT: «Voglio ringraziare la Regione Lazio per la sensibilità dimostrata con questo grande investimento al San Camillo, che si è tradotto nel lavoro del direttore generale, sanitario e amministrativo, capaci di declinarlo in un progetto concreto. Se vi girate, vedete un ospedale che è un cantiere, ma che si traduce in benessere per la cittadinanza. Il Presidente ha visitato il nostro centro trapianti, che dirigo, dove si eseguono oltre cento trapianti l’anno. Qui si concentra una grande qualità chirurgica e progettuale, in una città e in una Regione che puntano sull’eccellenza».
Ettorre ha poi rivolto un appello alla donazione di organi: «Come ha ricordato il Presidente, bisogna continuare a investire sulla donazione. La Regione lo sta facendo, ma serve anche la generosità delle famiglie: quando si vive il dolore di un congiunto in ospedale, bisogna avere la forza di dire sì al dono degli organi. È un gesto che può ridare la vita a chi non ha più chance». Il POIT, fondato 18 anni fa in collaborazione con l‘INMI Spallanzani, consolida così la sua posizione come centro di eccellenza nazionale per la chirurgia oncologica e i trapianti.
Torre dei Conti a Roma, un restauro da 6,9 milioni
AGI – Il crollo di una parte della Torre dei Conti, nel cuore di Roma, è avvenuto mentre erano in corso lavori di restauro. L’intervento da 6,9 milioni di euro, finanziato con fondi Pnrr, aveva ad oggetto il recupero strutturale, il restauro, la messa in sicurezza e la salvaguardia della torre medievale e della sua parte ipogea.
Tali interventi, almeno nei progetti, erano propedeutici alla valorizzazione del bene e alla sua fruizione da parte del pubblico (cittadini e turisti), in particolare come sede museale dedicata alle fasi più recenti dei Fori Imperiali e Centro Servizi dell’Area Archeologica Centrale.
Abbandono e degrado
Dal 2006 (anno dello sgombero degli uffici pubblici) la Torre, infatti, non è stata più utilizzata né manutenuta, motivo per il quale essa versava in uno stato di totale abbandono, causa del suo degrado sia all’esterno che all’interno.
Scadenze e crolli
Nel programma dei lavori, prima dei due crolli di oggi, l’intervento di restauro si sarebbe dovuto concludere il 30 giugno 2026.
Madalina Ghenea perseguitata da una stalker, l’ex fidanzato Leonardo Maria Del Vecchio: “Continue minacce di morte”

Si è tenuta oggi di fronte alla quinta sezione penale del Tribunale di Milano una nuova udienza del processo contro la donna di 45 anni che per anni ha perseguitato l’attrice romena Madalina Ghenea (costituita parte civile) e i suoi amici, parenti e colleghi di lavoro. In aula anche l’ex fidanzato Del Vecchio jr: “Non riusciva neanche a lavorare”
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La torre medievale di Roma che Petrarca definì “unica al mondo”
AGI – La Torre dei Conti parzialmente crollata a Roma è nota anche come Torre Maggiore o Torre Secura e risale al IX secolo. È un bell’esempio delle case-torri della Roma medievale in cui vivevano famiglie baronali e autorità ecclesiastiche.
Fu infatti fatta ampliare nel 1203 da Papa Innocenzo III per la sua famiglia, i conti di Segni. I 29 metri di altezza attuali costituiscono soltanto il basamento della torre che in origine doveva superare i 50-60 metri ma fu danneggiata da tre terremoti tra il 1348 e il 1644. Francesco Petrarca la definì “unica al mondo”, “Turris illa toto orbe unica”.
La prima struttura fu eretta nell’858 da Pietro dei Conti di Anagni sui resti di una delle quattro esedre del Tempio della Pace fatto costruire da Vespasiano. Nel ‘200 Papa Innocenzo III la fece ampliare da Marchionne Aretino e rivestire con lastre di travertino provenienti dai Fori Imperiali, poi asportate nel tardo ‘500 per la costruzione di Porta Pia. Doveva essere un simbolo del potere ecclesiastico da cui si proteggevano le processioni papali da San Pietro al Laterano.
A fine ‘600 Papa Alessandro VIII vi fece aggiungere due robusti contrafforti di rinforzo tuttora esistenti ma nei secoli successivi la torre fu abbandonata e usata come fienile e come deposito di carbone. Rimase poi isolata con la distruzione dei vicoli che la circondavano durante gli sventramenti per costruire Via Cavour a fine ‘800 e Via dei Fori Imperiali nel 1930.
La Torre si affaccia su largo Corrado Ricci, dal nome del direttore generale delle Antichità e Belle Arti durante gli scavi di “via dell’Impero”: è la strada che ha preso il posto della vecchia ‘piazza delle Carrette’ così chiamata perché vi facevano sosta i carri al limite del Foro Romano, allora zona di mercato. Nel 1937 la torre fu donata da Mussolini alla Federazione nazionale arditi d’Italia, che vi rimase fino al 1943.
All’interno si trova il salone del Tempio della Pace che nel 1938 fu trasformato in Mausoleo degli Arditi e vi è tuttora sepolto in un sarcofago romano il presidente della federazione, Alessandro Parisi, morto in quello stesso anno in un incidente stradale.
Come riconoscere un video generato dall’IA: i 5 consigli dell’esperto
AGI – Un’addestratrice sbranata da un’orca durante uno show in un parco acquatico; mamma gorilla che di fronte alle marachelle del suo cucciolo fa le stesse espressioni pazienti ma stanche di un’umana; turisti che passeggiano sereni e rilassati su ponti tibetani ancorati alla montagna con il vuoto sotto i piedi.
Ci siamo cascati tutti. Ci siamo meravigliati di un video, lo abbiamo condiviso e ci siamo sentiti rispondere “ma non vedi che è creato con l’intelligenza artificiale?”.
Aprire gli occhi
Ma non sempre è ovvio, non sempre le immagini sono così assurde da far nascere il sospetto e, soprattutto, in futuro questi video saranno sempre più precisi. Come non cadere, allora, in trappola? “Ci sono alcune spie”, spiega all’AGI Pier Luigi Pisa, esperto di IA e autore del saggio “Valeva la pena tentare – Sam Altman, OpenAI e il sogno di un’intelligenza artificiale per tutti”. “La qualità dei video in questo momento è molto alta, le immagini sono fluide e realistiche. Spesso si tratta di slop, cioè di contenuti privi di valore, ma al di là della narrazione, ci sono degli aspetti tecnici a cui prestare attenzione”. Ecco quali:
1. Lo sfondo
“Sia per le immagini fisse che per i video, lo sfondo può dirci molto, perché è li che al momento l’intelligenza artificiale crea i disastri peggiori. Ci sono dettagli che si impastano, volti deformati, persone che si attraversano. Sullo sfondo molto spesso si nasconde l’errore”.
2. Le scritte
“L’intelligenza artificiale non è ancora un campione di scrittura. Non parlo di sintassi ma proprio di refusi banali, doppie, brand scritti male o loghi non riprodotti fedelmente.
3. Lo skyline
“Se il video mostra città molto note, bisogna prestare attenzione allo skyline. Se è compatibile o se addirittura si scambiano gli edifici. Se si parla di Shanghai ma sullo sfondo c’è l’Empire State Building allora è decisamente un falso”
4. La fisica
“L’intelligenza artificiale inciampa ancora sulla riproduzione dei movimenti. Voli di uccelli irregolari, macchine in corsa, onde del mare che si muovono nel verso contrario devono far nascere il sospetto. Così come la riproduzione standardizzata di un movimento sempre uguale. Anche una semplice camminata può dire molto sull’origine del video: gambe che si intrecciano o si attraversano, zampe che scompaiono e riappaiono sono errori classici”.
5. Le fonti
Infine, la bussola per tutto: controllare la fonte. “Occhio a chi posta il video: se la fonte non è conosciuta, non è una testata, non è attendibile o non verificata non bisogna cadere in trappola”.
I due trucchi per riconoscere le immagini
“Per le immagini – spiega ancora Pisa – vale la regola dello sfondo, a cui si aggiunge quella ‘delle mani’. Le mani sono un particolare del corpo poco fotografato: spesso il soggetto le ha in tasca, nascoste, penzoloni e l’Intelligenza artificiale non ha abbastanza materiale in repertorio”. Proprio il particolare della mano fece subito capire che la foto di Papa Francesco con il piumino bianco della Monclear era un fake.
Estratto vivo dalle macerie l’ultimo operaio della Torre dei Conti. E’ in gravissime condizioni
AGI – Dieci ore di paura e speranza sospese tra le pietre millenarie della Torre dei Conti, nel cuore dei Fori Imperiali. Poi, il sospiro che tutta Roma aspettava: l’operaio romeno di 66 anni è stato estratto vivo dalle macerie. Intrappolato per ore dopo il crollo parziale della Torre, l’uomo è stato salvato al termine di un’operazione disperata e complessa, condotta dai Vigili del Fuoco e dai soccorritori del 118 tra le rovine instabili del monumento medievale. Ora è in gravissime condizioni e sta per essere ricoverato al Policlinico Umberto I, dove è arrivato scortato da polizia e carabinieri mentre i sanitari gli praticavano un massaggio cardiaco.
Altri quattro operai erano stati coinvolti nel crollo delle 11:15 di stamattina, uno era ricoverato in codice rosso all’ospedale San Giovanni di Roma e dimesso in serata, mentre per gli altri tre non è stato necessario il ricovero.
L’uomo che ha tenuto per ore i soccorritori con il fiato sospeso è Octay Stroici, rimasto sommerso dalle macerie del cantiere di restauro e consolidamento della Torre dei Conti a Largo Ricci, tra Via Cavour e Via dei Fori Imperiali. Un intervento finanziato dal PNRR, ‘Caput Mundi‘, proprio per il recupero e la valorizzazione dell’edificio per un importo da 6,9 milioni di euro. In un post Facebook di Gualtieri in occasione della rimozione della pompa di benzina, il sindaco descriveva la natura del progetto di riqualificazione: “Parallelamente proseguono gli scavi nel Giardino di Largo Corrado Ricci e il restauro della Torre dei Conti, destinata a diventare un centro culturale con aule studio e una terrazza panoramica. Tutti gli interventi, finanziati con fondi del PNRR, rientrano nel progetto CarME per la riqualificazione dell’intera area archeologica centrale. Roma si rigenera e continua a regalare bellezza”.
Le autorità sul luogo del crollo
Oggi lo storytelling della Roma che si rigenera però ha subito una brusca battuta d’arresto. Per tutto il giorno, le autorità hanno seguito da vicino la macchina dei soccorsi. A Largo Ricci, oltre le forze dell’ordine allertate, le squadre speciali dei Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, ma anche il sindaco di Roma, Gualtieri, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il prefetto di Roma Lamberto Giannini, il sovrintendente ai beni capitolini, Claudio Parisi Presicce, l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, la presidente del Municipio di Roma Centro, Lorenza Bonaccorsi. Ma anche il segretario generale della CGIL Roma e Lazio Natale Di Cola e Diego Piccoli della Fillea CGIL Roma e Lazio che della sicurezza nei cantieri ha fatto una battaglia e ha chiesto, una volta salvato l’operaio “un tavolo alle istituzioni”. Anche la premier Giorgia Meloni aveva fatto sapere in una nota che stava seguendo “con apprensione” la situazione.
Indagini e rischio soccorritori
Tutti con il naso all’insù dalla mattina fino a tarda sera, cercando di capire come salvare l’ultimo operaio, senza mettere a rischio la vita dei soccorritori, già sfiorati dal secondo crollo. Decine le troupe accorse, anche quelle straniere che si alternano in dirette dal luogo del crollo e i turisti che, di fronte a questo dispiegamento di divise, chiedono informazioni su quanto accaduto. Nel frattempo, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per disastro colposo.
Quelle che si sono susseguite sono state ore di attesa, con gli occhi puntati a quella finestrella di questo palazzo medievale di cui molti fino a stamattina ignoravano il nome. Per tutto il giorno si è camminato sul filo del rasoio con l’attenzione rivolta a ogni minimo movimento delle autogru, alle scale con cui piccole squadre di vigili si avvicinano al palazzo, alle finestre chiuse dalle macerie dei crolli dove si scava anche a mani nude provando a liberare gli accessi, per creare un varco.
La svolta dei soccorsi: “Elephant” e speranza
Solo verso le ore 15 il prefetto Giannini si avvicina ai giornalisti rassicurando sulle condizioni dell’operaio: “Ci sono segnali che sia ancora vivo. Quello che possiamo dire è che sarà un’operazione molto lunga e complessa, perché il rischio di crollo è altissimo. Poi ancora, ore di tentativi, di mezzi sempre più grandi e specializzati in operazioni di scavo tra le macerie, come fossimo davanti a un terremoto. La svolta con l’arrivo, all’imbrunire, degli “Elephant”, dei grossi tubi aspiratori in grado di risucchiare le macerie depositate davanti alle finestre per aprire un varco, per far spazio agli speleologi e poi agli operatori del 118. Perché alle ore 20 la sensazione è che la speranza sia ancora viva. L’operaio romeno dopo ore sotto le macerie comunica con i soccorritori, si lavora per estrarre una persona viva. Questa è la notizia del giorno.
L’estrazione finale e i primi interventi medici
Poi bisognerà aspettare le 22 per avere altre notizie. Finalmente, il sindaco di Roma si avvicina ai cronisti riferendo che all’operaio è stata apposta “una maschera d’ossigeno” e che “sul posto sono saliti anche i medici, coraggiosissimi, che hanno praticato i primi interventi. Proprio in questo momento è in corso un tentativo di estrazione molto complicato, difficile e rischioso. Tutte le istituzioni sono qui per supportare questo momento eccezionale”.
Le indagini e le condizioni dell’operaio
Negli stessi minuti, anche il ministro Giuli parla alla stampa dicendo che sui tempi “non c’è una stima perché la situazione è talmente delicata che bisogna tenere bassissima ogni soglia di rischio”. Insomma, a preoccupare è ancora la stabilità della struttura che come ha ricordato Giannini “potrebbe crollare”. Alla fine, l’uomo è stato estratto vivo e ora sì inizierà a indagare sulle eventuali responsabilità. Intanto, l’operaio, pur rimasto sempre cosciente, è in gravissime condizioni e in pericolo di vita: è stato trasportato in ambulanza al Policlinico Umberto I.