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Cosa fare se trovo un bene archeologico in giardino? I consigli dei Carabinieri
AGI – Prosegue l’intervista con il Tenente Colonnello Lanfranco Disibio, Capo Sezione Operazioni e Logistica del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e “Casco Blu della Cultura” sull’attività investigativa dei nostri detective dell’arte.
“Se io ho un reperto archeologico e lo voglio vendere in una casa d’aste devo dimostrare di averlo da prima del 1909, anno della prima legge di tutela che vietava il commercio e l’esportazione di beni di tipo archeologico o di averlo acquistato dall’estero, e quindi avere una documentazione di provenienza oppure ancora, di avere questo bene come premio di rinvenimento” spiega Disibio.
Ma se il bene viene trovato in uno scavo in giardino per esempio?
Secondo la normativa italiana, se io faccio nella mia proprietà una piscina e quando scavo trovo una tomba e/o dei reperti archeologici, entro 24 ore devo informare l’autorità. Non devo comportarmi in maniera tale da creare pregiudizio, porre in essere misure di salvaguardia per evitare che questi beni si danneggiano. Se mi sono comportato a norma di legge la normativa prevede un premio di rinvenimento per scopritore fortuito. Una delle ipotesi quando la condotta è stata nella sua completezza impeccabile, o ti do un valore di un terzo del bene che ho recuperato, oppure ti posso dare un affido dei reperti che hai trovato all’interno della tomba.
Recentemente è stato restituito al Vaticano, l’Archivio storico dei cerimonieri pontifici, il libro del XIX secolo, intitolato “Forma a summo pontifice servanda in dandis titulis et diaconiis novis cardinalibus”, sottratto in un periodo antecedente gli anni ’80 e recuperato grazie alle indagini condotte dal Reparto operativo dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. Succede spesso di ritrovare dei libri antichi?
Spesso e volentieri siamo noi, nell’ambito delle nostre attività di indagine, che constatiamo la presenza sul mercato, nel commercio e avvisiamo le biblioteche, gli archivi che abbiamo trovato questo documento, questo libro. Spesso le istituzioni neanche conoscono l’ammanco, quindi anche i nostri dati statistici tengono conto di una serie di fattori. Talvolta si trova, qualcosa che neppure era cercato e quindi censito.
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Garlasco, caos nel team legale che assiste Lovati
AGI – È caos nel team di legali che assiste Massimo Lovati, l’ex avvocato di Andrea Sempio che domani sarà sentito dalla pm di Brescia Claudia Moregola nell’indagine per corruzione in atti giudiziari su Giuseppe Sempio e l’ex magistrato Mario Venditti. Fino a stamattina ad affiancare Lovati c’era solo l’avvocato Fabrizio Gallo, poi nel pomeriggio è successo di tutto.
Massimo Lovati ha ricevuto un ‘biglietto d’invito’, così viene definito nell’atto della Guardia di Finanza di Pavia, per presentarsi domattina alle 9 e 30 in Procura a Brescia. L’ex legale di Andrea Sempio sarà sentito dalla pm Claudia Moregola che indaga su Giuseppe Sempio e l’ex magistrato Mario Venditti per corruzione in atti giudiziari. L’ipotesi è che Venditti sia stato corrotto dal padre di Andrea Sempio per favorire l’archiviazione dall’accusa di omicidio di Chiara Poggi.
Alfredo Scaccia, il portavoce controverso
È emerso che Lovati ha scelto come suo portavoce un ex legale, Alfredo Scaccia, che ha lasciato da poco la toga dopo essere stato arrestato nel marzo scorso, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma, con l’accusa di avere corrotto un carabiniere. “L’avvocato Lovati mi ha chiesto di essere il suo portavoce – ha spiegato Scaccia contattato dall’AGI – per portare equilibrio nel caos delle notizie. Per domani Lovati è stato convocato dalla Procura di Brescia come persona ‘interessata’, non è indagato”.
Le accuse a Scaccia e l’addio alla toga
Pochi giorni fa, Scaccia ha annunciato di avere lasciato la toga. “Quando la legge ti chiama a rispondere personalmente di ipotesi di reato, la toga non ha più senso che la si indossi – aveva affermato secondo quanto riportato dal sito tg24.info -. Ove minato ciò con incriminazioni, anche gravi innanzi a chi amministra la giustizia, bisogna fare un passo indietro e io lo faccio per sempre”. Nel marzo scorso, Scaccia era stato arrestato assieme al figlio Gabriele, anche lui penalista, e a un sottufficiale dei carabinieri in un’inchiesta in cui sono ipotizzate le accuse di corruzione e accesso abusivo al sistema informatico. Il processo per lui comincerà a gennaio.
La reazione di Fabrizio Gallo
La sua nomina non è stata accolta con particolare calore da Fabrizio Gallo. “Difendo Lovati perché è il mio compito, faccio da 35 anni l’avvocato e continuo nel mio mandato difensivo. Certo, vorrei capire l’arrivo di questo addetto stampa e di eventuali manager televisivi”.
Un nuovo legale per Lovati: Christian Alviani
Infine si è aggiunto un nuovo legale a fianco di Lovati. È Christian Alviani del foro di Frosinone. “Sono stato nominato per assistere Massimo Lovati nell’inchiesta di Milano in cui è accusato di diffamazione dello studio Giarda. Sostituirò Gallo? Non lo so, so che sta riflettendo” ha detto il neo difensore all’AGI. Di certo domani Lovati è stato convocato a Brescia per essere sentito. Il ‘biglietto d’invito’, così viene definita dalla Guardia di Finanza la convocazione, prevede il suo ascolto in Procura dalle 16 e non, come erroneamente scritto in precedenza, in mattinata.
Stasera ‘caccia’ alle aurore boreali in tutta Italia
AGI – Alla luce delle tempeste geomagnetiche che stanno toccando il nostro Pianeta in queste ore, “vi è una elevata probabilità di osservare l’aurora boreale stasera alle latitudini delle nostre regioni settentrionali, e una buona probabilità di osservarle anche al Centro e al Sud fino addirittura alla Sicilia“: lo ha riferito all’AGI Mario Giuseppe Guarcello, primo ricercatore presso l’stituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) – Osservatorio Astronomico di Palermo.
Guarcello ha fatto il punto sugli eventi solari che si sono susseguiti negli ultimi giorni e che hanno già illuminato i cieli italiani la notte scorsa con il fenomeno dell’aurora boreale. “Si sono susseguiti – ha spiegato il ricercatore – diversi brillamenti del Sole con espulsione di materiale ionizzato che hanno raggiunto e stanno raggiungendo in queste ore la Terra, con effetti geomagnetici importanti. “In particolare per oggi è prevista una tempesta geomagnetica di classe G4, considerata molto forte, in risposta a un evento solare della giornata di ieri”, ha detto Guarcello, ovvero “un’espulsione di massa coronale (CME) associata a un brillamento solare X5.1 (R3; forte) che ha raggiunto il picco alle 11:04 di ieri.
“Gli effetti di questa combinazione potrebbero a loro volta combinarsi con gli effetti degli altri eventi solari precedenti. Nel complesso stiamo assistendo a un vero e proprio momento di punta dell’attività di questo ciclo solare”, ha detto Guarcello. “Questa situazione ha effetti negativi per quanto riguarda gli apparecchi tecnologici con possibili brevi interruzioni nei sistemi satellitari e nel funzionamento del Gps”, ha detto il ricercatore che poi ha segnalato che potrebbero esserci una “diminuzione della qualità delle comunicazioni radio, fluttuazioni di tensione nelle reti elettriche e malfunzionamenti negli strumenti di navigazione”.
In compenso ci sarà la straordinaria esperienza della visibilità delle aurore boreali, le ‘scintille di Sole’ che illuminano l’atmosfera terrestre. “Si tratta della collisione tra particelle cariche rilasciate dal Sole e particelle gassose nell’atmosfera terrestre”, ha detto Guarcello, “nel nostro caso vista l’intensità dei fenomeni solari la sua visibilità è spostata molto a sud rispetto all’usuale. Abbiamo al momento delle limitazioni, collegati alle posizioni degli strumenti di rilevamento, nel capire esattamente come questi fenomeni interagiranno oggi e stasera con il campo magnetico terreste – quindi ad esempio è difficile dire quali saranno le ore migliori per osservare le aurore e fin dove esattamente si sposteranno. Ma in generale, stante ai dati attuali le probabilità di una visione almeno al Nord Italia sono molto alte e buone più a Sud. Per chi volesse assistere a questo spettacolo bisognerà collocarsi in un posto con meno ostacoli possibili all’orizzonte, in condizioni di maggior buio possibile e guardando in direzione Nord”.
A fuoco il “Ciotolone” di Catania, si indaga per disastro colposo
AGI – Incendio colposo e disastro colposo: sono i reati ipotizzati dalla procura di Catania che ha aperto un’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Fabio Scavone, sull’incendio che ieri ha devastato l’anfiteatro del centro fieristico Le Ciminiere di viale Africa noto come Ciotolone, progettato dall’architetto Giacomo Leone. Secondo una prima ricostruzione, le fiamme si sarebbero originate in un’area del complesso dove erano in corso lavori di manutenzione. Dopo un iniziale tentativo di domarle, il fuoco si sarebbe propagato rapidamente a causa delle strutture in legno che rivestivano le pareti del teatro, alimentando l’incendio e rendendolo fuori controllo. Per dormire le fiamme ci sono volute quasi 12 ore.
“Non abbiamo elementi per parlare di dolo o incendio colposo. Le cause precise verranno chiarite passo dopo passo insieme con la procura. Le nostre squadre continueranno a supportare le attività di polizia giudiziaria e il gruppo specializzato in incendi valuterà tutti gli aspetti tecnici. Abbiamo evitato danni peggiori”. Lo ha detto il comandante provinciale dei vigili del fuoco Felice Iracà, facendo il punto sul rogo che ha distrutto l’anfiteatro “Ciotolone”.
“Abbiamo raggiunto il sito dell’incendio intorno alle 17.10 di ieri – ha aggiunto Iracà – e le operazioni di spegnimento si sono concluse stamattina alle 6. È stato un intervento complesso: le squadre hanno affrontato focolai diffusi su tutta la base e sulla cupola, già interessata dalle fiamme al nostro arrivo. L’incendio è partito dall’esterno, dalla facciata, e si è propagato lungo l’involucro in legno fino alla cupola. Non possiamo confermare nè escludere errori umani o scintille derivanti dai lavori in corso. Queste ipotesi saranno valutate dalle indagini coordinate dalla Procura. Grazie al lavoro delle nostre squadre, l’incendio non si è propagato all’edificio uffici e alla casa museale situata più in basso. Attualmente, tutta l’area colpita non è fruibile. Il primo e il secondo piano del teatro sono stati distrutti, mentre il piano terra è rimasto intatto, protetto dalla struttura in cemento armato. Il ponteggio presente sarà rimosso solo dopo il completamento delle indagini giudiziarie e della messa in sicurezza dell’area”.
Il sindaco Trantino, è il momento di mostrare la nostra attitudine alla resilienza per ricostruire
“Catania ha reagito a ben più tragiche calamità”. Lo dice, su Facebook, il sindaco di Catania, Enrico Trantino, che ieri pomeriggio ha raggiunto il centro fieristico di viale Africa dopo essere stato allertato per un vasto incendio.
“Adesso è il momento di mostrare la nostra attitudine alla resilienza per ricostruire – continua il primo cittadino – non solo un simbolo, ma un importante centro convegnistico che ha prodotto cultura, eventi di richiamo nazionale e la crescita di due generazioni. Non ci scoraggiamo. Dalle ceneri siamo sempre risorti”.
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Al via il processo per l’omicidio di Ilaria Sula, alla sbarra l’ex fidanzato Mark Antony Samson
AGI – È iniziato oggi davanti alla terza Corte d’Assise di Roma il processo a carico di Mark Antony Samson, presente in aula – ha seguito l’udienza nel gabbiotto per i detenuti, senza mai guardare i genitori della vittima e non lasciando trasparire nessuna emozione -, accusato dell’omicidio dell’ex fidanzata Ilaria Sula, avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 marzo scorso. Per lui la procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato. Nei confronti del giovane i pm, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, contestano l’omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla relazione affettiva con la vittima, oltre all’occultamento di cadavere. In aula anche i genitori di Ilaria che indossavano una maglietta con la foto della figlia e la scritta “Giustizia per Ilaria”.
“Noi cerchiamo giustizia per Ilaria, non meritava questa fine – hanno detto al termine dell’udienza -. Sono sette mesi che non sentiamo il suo profumo e la sua voce. Ci hanno tolto tutto dal cuore. Casa nostra non è più come prima”. Rispondendo a una domanda sulla presenza in aula dell’imputato, i genitori, visibilmente commossi, hanno aggiunto: “Per noi lui non esiste proprio”.
“I genitori di Ilaria sono stati persone di una civiltà assoluta, nel giorno di un passaggio difficilissimo, a un metro da chi ha fatto quello che ha fatto – ha spiegato l’avvocato Francesco Sforza, legale della famiglia Sula -. Hanno dimostrato una forza e un dolore infiniti. Dobbiamo ricordare che al centro di tutto c’è una ragazza che è stata uccisa”. Il penalista ha inoltre sottolineato come l’Università La Sapienza, dove la vittima studiava, sia “sempre stata vicinissima ai genitori”, e ha ringraziato le numerose associazioni che hanno manifestato solidarietà. Proprio La Sapienza ha chiesto di essere parte civile nel procedimento insieme a ‘Penelope Lazio’, ‘Associazione Italiana Vittime Vulnerabili’ e ‘Insieme a Marianna’. I giudici scioglieranno la riserva nella prossima udienza del 9 dicembre. “Il femminicidio non deve diventare normalità”, ha aggiunto.
“Per i genitori di Ilaria non ci può essere giustizia, non esisterà mai – ha concluso Sforza -. Ma per la giustizia che può rappresentare un tribunale è importante andare fino in fondo. Non abbiamo cercato lo sguardo di Samson”. È intanto in via di definizione la posizione della madre di Samson, accusata di concorso in occultamento di cadavere: secondo quanto si apprende, alla donna sarà concesso il patteggiamento a due anni.
Cresce la povertà a Roma, “città di cristallo”
AGI – La fotografia scattata dal Rapporto Caritas “La città di cristallo – la povertà a Roma: un punto di vista” restituisce l’immagine di una capitale attraversata da fragilità profonde, spesso sommerse, che incidono sulla dignità delle persone e sulla coesione sociale. È una povertà che non si limita all’assenza di reddito, ma si manifesta nei divari educativi, nelle crepe del sistema sanitario – soprattutto nella salute mentale – e nell’espansione silenziosa del gioco d’azzardo, divenuto un fenomeno strutturale. Una povertà che frantuma vite e comunità, lasciando i più vulnerabili esposti a nuove forme di esclusione.
La povertà educativa
Nel cuore della città, la povertà educativa emerge come una delle ferite più dolorose. Colpisce i giovani nella fase in cui costruiscono identità e futuro, e lo fa minando le loro possibilità di comprendere, scegliere, immaginare una prospettiva.
La dispersione scolastica resta il sintomo più evidente: abbandono, assenteismo, disimpegno, lacune non colmate si concentrano in aree dove mancano spazi per lo sport, l’arte, la musica, e dove il sostegno psicologico e sociale è insufficiente.
Il disagio nelle periferie
A Roma il 2,3% della popolazione non possiede neppure la licenza media, e il 10,7% dei giovani tra i 15 e i 29 anni non studia né lavora. Ma nelle periferie come Grottarossa Ovest, Magliana e Santa Palomba la percentuale supera il 30%, segno di un divario territoriale che genera frustrazione, isolamento e fatalismo.
In queste zone vivono molte famiglie di origine immigrata, seconde e terze generazioni cresciute in ambienti poveri di stimoli, dove la povertà linguistica e la fragilità dei nuclei familiari aggravano la disuguaglianza di partenza. È un circolo che produce esclusione molto prima dell’età adulta.
L’emergenza sanitaria
Accanto a questo scenario, un’altra emergenza cresce in silenzio: quella sanitaria, con particolare riferimento alla salute mentale. Il Rapporto registra un aumento delle persone – anche giovani – che convivono con fragilità psichiche senza riuscire ad accedere ai servizi adeguati. Il sistema, rinnovato sulla carta dopo la fine dell’era manicomiale, soffre di carenze strutturali: risorse limitate, scarsità di personale, forti disparità territoriali, servizi frammentati.
Persistono pratiche come la contenzione meccanica, mentre le famiglie vivono spesso nella solitudine, senza sostegni che alleggeriscano un peso diventato insostenibile. Molte strutture residenziali rischiano di trasformarsi in luoghi di isolamento più che di cura, senza veri progetti di reinserimento.
Caritas invita la città e le istituzioni a non voltarsi dall’altra parte, a custodire i legami e la dignità di chi soffre, a promuovere spazi di ascolto, prossimità e accoglienza reale.
Capitale del gioco d’azzardo
Su questo quadro già fragile si innesta il dato forse più impressionante: Roma è la capitale italiana del gioco d’azzardo. Nel 2024 i cittadini hanno speso oltre 8,3 miliardi di euro, quasi 600 milioni in più dell’anno precedente. Una cifra che rappresenta non solo un enorme drenaggio di risorse dall’economia reale, ma anche una deriva sociale sottovalutata.
La ‘denuncia’ della Caritas
La Caritas denuncia un sistema che alimenta indebitamento, povertà, solitudine e dipendenze: decine di migliaia di persone, di ogni età, travolte da una spirale che distrugge relazioni, patrimoni e vite. La politica, secondo il Rapporto, continua a non affrontare l’emergenza con la necessaria lucidità, mentre lo Stato incassa molto meno dei danni sociali e sanitari prodotti, diventando così “complice” di un meccanismo che lacera il tessuto urbano, in particolare nelle famiglie e tra gli anziani.
L’azzardo, sottolinea la Caritas, non è un vizio ma una malattia, e come tale deve essere affrontata con sistemi di prevenzione, servizi sanitari adeguati e alleanze educative. Serve una trasformazione culturale basata sulla responsabilità, sulla sobrietà e su politiche pubbliche finalmente orientate al bene comune.
La povertà abitativa
A completare la mappa delle fragilità urbane c’è la povertà abitativa, che nella Capitale riguarda il 6,9% della popolazione, superando la media nazionale. Significa oltre 114 mila nuclei familiari in condizione di instabilità, 22 mila dei quali già precipitati nell’emergenza, mentre nello stesso territorio esistono fino a 200 mila appartamenti privati vuoti.
A Roma 16.346 famiglie attendono una casa popolare, più di 7 mila da oltre dieci anni, a cui si aggiungono 2.500 persone in alloggi occupati e oltre 22 mila senza tetto registrati nell’area metropolitana.
L’esplosione degli affitti brevi ha aggravato lo spopolamento del centro: nel Municipio I, in dieci anni, i residenti sono diminuiti del 38%, mentre le case vacanza e i miniappartamenti hanno raggiunto quota 35 mila, prosciugando l’offerta abitativa per i residenti e alterando il tessuto comunitario.
Il peso dell’abitazione grava inoltre sui redditi familiari: l’8,4% delle famiglie romane destina più del 40% delle proprie entrate alla casa, contro il 5,7% della media nazionale. Nonostante un reddito medio pro capite formalmente più alto di quello italiano, il rischio di povertà coinvolge il 15,8% dei residenti e la deprivazione materiale riguarda oltre il 3%. A Roma un quarto delle famiglie è monoreddito e quasi l’8% dei minori cresce in nuclei segnati dalla fragilità lavorativa.
Salari bassi
Sul mercato del lavoro la situazione appare contraddittoria: l’occupazione cresce, così come i contratti stabili, ma quasi un quinto dei lavoratori a termine resta intrappolato nella stessa condizione da almeno cinque anni. Il part-time involontario riguarda un lavoratore su dieci, l’8,5% degli occupati è comunque a rischio povertà e il 13,5% percepisce salari troppo bassi per vivere con dignità. La forbice salariale di genere rimane ampia, con le donne che guadagnano in media 781 euro in meno al mese rispetto agli uomini.
Il clan D’Alessandro gestiva le ambulanze del 118 a Castellammare. Pazienti morti risultavano ancora vivi per il trasporto

Dalle indagini che hanno portato agli arresti è emerso che i due affiliati al clan avrebbero minacciato imprenditori rivali per mantenere il monopolio nella gestione delle ambulanze del 118 a Castellammare.
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Arriva il “Kindness Act”: la prima proposta di legge sulla gentilezza in Italia
AGI – Arriva in Italia la prima proposta di legge in materia di gentilezza. Ad annunciarla alla vigilia della Giornata dedicata che si celebra in tutto il mondo il 13 novembre, il Movimento Italiano della Gentilezza.
Nato nel 2001, più di vent’anni fa, con lo scopo di diffondere e promuovere l’uso della gentilezza nella società favorendo il multiculturalismo e la coesione sociale, il MIG è diretto dalla presidente Natalia Re. “Abbiamo presentato in audizione al Parlamento la proposta di legge che mira al riconoscimento della gentilezza come nuovo indicatore di benessere sociale che andrebbe ad aggiungersi ai dodici Bes” così si chiamano le metriche identificate dall’Istat che includono valutazioni sociali, culturali e ambientali e non solo economiche nel definire il progresso di un Paese “già esistenti” spiega la presidente Re.
Quale messaggio volete lanciare con questa proposta?
“Innanzitutto vogliamo sottolineare che la gentilezza è un atto politico. Non appartiene alla sfera del privato, ma al campo della responsabilità pubblica e collettiva. Significa scegliere ogni giorno di orientare le relazioni, le decisioni e i linguaggi verso il rispetto, l’ascolto e la costruzione di comunità più giuste. È un dovere civico, prima ancora che un valore morale. Ognuno di noi è chiamato a farne pratica quotidiana e principio guida perché solo riconoscendo la gentilezza come atto politico possiamo trasformare la società in uno spazio di rispetto reciproco e progresso condiviso”.
Come è nata l’idea di provare a normare un sentimento così astratto come la gentilezza?
“Tutto è cominciato un anno fa, durante l’Assemblea Mondiale della Gentilezza che per la prima volta è stata ospitata dal nostro Paese. E oggi con l’affidamento alla Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere la proposta entra finalmente nel vivo”.
Ci sono esperienze di altri Paesi che hanno legiferato intorno alla gentilezza?
“Moltissime, l’Italia in questo senso non sarebbe sola. Un esempio è il Giappone che ha leggi che promuovono il rispetto reciproco e l’inclusione culturale; il Canada, che già nel 1988 aveva varato il Multiculturalism Act, una legge federale che promuove la multiculturalita? come un valore fondamentale per la societa? canadese. In Bhutan, invece, è stata introdotta la Felicita? Interna Lorda (Gnh), una misura di benessere adottata per guidare le politiche pubbliche, un’alternativa al prodotto interno lordo tradizionale. Poi ricordiamo l’Australia che si è concentrata sul combattere il bullismo e la violenza, in particolare nelle scuole e, infine, i Paesi Scandinavi che promuovono la gentilezza, il rispetto e l’inclusione sociale come parte integrante delle loro politiche pubbliche”.
Nel concreto cosa prevederebbe il nostro “Kindness Act”?
“Oltre alla proposta di far rientrare la gentilezza nel novero dei Bes, la proposta di legge si compone di due testi collegati, uno rivolto al mondo dell’istruzione, per promuovere la gentilezza come metodo educativo e di prevenzione del bullismo anche online e uno rivolto al mondo del lavoro e alla pubblica amministrazione in particolare, volto a favorire ambienti professionali inclusivi e rispettosi, liberi da molestie e discriminazioni. Inoltre, come parte integrante della proposta, è stata sviluppata anche una “Carta dei Sei Valori della Gentilezza” composta da sei principi fondamentali – rispetto, ascolto, solidarieta?, equita?, pazienza e generosita? – pensata per essere usata per orientare le politiche pubbliche, dalla gestione dei servizi sociali alla promozione della cultura, fino alla definizione delle politiche economiche. Il nostro obiettivo e? quello di costruire una societa? che, attraverso la gentilezza, promuova una crescita economica piu? inclusiva e sostenibile”.
Ma la gentilezza, quindi, può avere un “valore” quantificabile?
“Sebbene venga comunemente percepita come un concetto legato principalmente all’ambito sociale e psicologico ha in realta? ripercussioni di vasta portata anche nell’economia. Questa connessione, pur non essendo immediatamente visibile o quantificabile tramite strumenti economici tradizionali, e? stata oggetto di diversi studi che esplorano la sua influenza sulla produttivita?, sul benessere individuale e, in ultima analisi, sull’andamento dell’economia di un paese, con un impatto tangibile sul Prodotto Interno Lordo”.
Perde il controllo dell’auto e si schianta in un negozio a Pompei: ferito un uomo

L’incidente si è verificato nella tarda serata di ieri: ingenti i danni riportati dall’auto e dall’esercizio commerciale, mentre l’uomo alla guida è stato ricoverato in ospedale.
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Incidente in autostrada A1, cisterna si ribalta sulla Roma Napoli: 6 km di coda fra Ceprano e Frosinone

Una cisterna si ribalta in A1 e perde olio: chiusa il tratto di autostrada tra Cassino e Frosinone sulla Roma Napoli. Veicoli fermi nel traffico, code di 6 chilometri.
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Auto prende fuoco mentre percorre la Tangenziale di Napoli: paura tra Vomero e Capodimonte

Una Smart è stata interessata da un improvviso incendio, che l’ha avvolta in pochi secondi, distruggendola completamente, mentre percorreva la Tangenziale di Napoli.
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Non solo i giovani, ma anche le famiglie sono pronte a scappare all’estero
AGI – Non solo giovani e professionisti, ma anche nuclei familiari completi continuano a lasciare l’Italia per cercare all’estero un contesto più favorevole dal punto di vista sociale, educativo e lavorativo. È quanto emerge dal rapporto pubblicato dalla Fondazione Migrantes, che dedica un’ampia sezione alla crescente mobilità delle famiglie con bambini in età scolare.
Secondo le analisi, questa scelta non rappresenta più un gesto improvvisato, ma una decisione maturata nel tempo, spesso preceduta da una pianificazione accurata che coinvolge scuola, lavoro e reti di sostegno già presenti nei Paesi di destinazione. Gli analisti di Migrantes evidenziano come questo fenomeno contribuisca a ridisegnare la geografia delle comunità italiane nel mondo, determinando una crescita consistente in città europee e in alcuni centri extraeuropei percepiti come più dinamici e attenti al benessere familiare. L’uscita di interi nuclei, sottolinea il rapporto, implica ripercussioni anche sul tessuto demografico nazionale, che continua a diminuire non solo in termini di natalità, ma anche per la perdita di bambini e adolescenti che ricominceranno la propria vita in altri sistemi scolastici. Una dinamica che l’istituto definisce “preoccupante per la tenuta sociale del Paese”, soprattutto nel medio periodo.
Comunità italiane sempre più radicate
Le comunità italiane all’estero non solo crescono numericamente, ma mostrano un radicamento sempre più profondo nei territori di arrivo. È uno degli aspetti centrali messi in luce dal nuovo rapporto della Fondazione Migrantes, che evidenzia come una parte significativa degli italiani trasferiti fuori dal Paese negli ultimi vent’anni abbia ormai costruito percorsi di integrazione stabile, partecipando alla vita economica, sociale e culturale dei diversi Paesi ospitanti.
Crescono anche i matrimoni misti
Il dossier rileva un incremento dei matrimoni misti, dell’acquisizione di nuove cittadinanze e dell’inserimento delle seconde generazioni nei sistemi formativi esteri, dove spesso si distinguono per rendimento e capacità di adattamento. In molte città, specialmente in Europa e nelle Americhe, si consolidano reti associative, imprese fondate da italiani e realtà culturali che contribuiscono a mantenere un forte legame con l’identità d’origine. Migrantes sottolinea come questo radicamento, se da un lato rappresenti una ricchezza per le comunità ospitanti, dall’altro evidenzi la difficoltà dell’Italia nel creare condizioni favorevoli per un rientro diffuso. Una sfida che – si legge nel rapporto – richiede politiche strutturate e non iniziative episodiche, affinché il legame con il Paese non resti confinato alla sola dimensione affettiva.
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Al via il processo per il femminicidio di Ilaria Sula, l’avvocato: “Per la famiglia sempre più dolore”

Comincia oggi il processo per il femminicidio di Ilaria Sula, la studentessa di 22 anni uccisa dal suo ex, Mark Anthony Samson. A piazzale Clodio, la famiglia e gli amici della ragazza.
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Inchiesta urbanistica a Milano, altri 21 a rischio processo: al centro il cantiere Giardino Segreto Isola

Sono in 21 a rischiare ora il processo per il cantiere Giardino Segreto Isola, sequestrato a maggio 2024: tra loro anche l’ex direttore dello Sportello unico edilizia Giovanni Oggioni e l’architetto Alessandro Scandurra.
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Morto il 93enne investito insieme alla moglie in via Simone Martini al Vomero

L’uomo è morto nelle scorse ore all’ospedale Cardarelli, dove era stato ricoverato in codice rosso: aveva riportato la frattura del femore e la rescissione dell’arteria femorale; ancora ricoverata la moglie del 93enne.
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