Archivi per la categoria ‘Cronaca’
Muore per infezioni contratte dopo un intervento: un milione di euro di risarcimento alla famiglia

La famiglia di un uomo della provincia di Napoli è stata risarcita con un milione di euro: il paziente, dopo essersi sottoposto a un intervento chirurgico, ha contratto infezioni post-operatorie che ne hanno cagionato la morte.
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Santanchè e la truffa all’Inps: sospeso il procedimento in attesa della decisione della Consulta
AGI – La gup Tiziana Gueli ha sospeso per alcuni mesi l’udienza preliminare a carico della ministra del Turismo, Daniela Santanchè, accusata di truffa aggravata ai danni dell’Inps. Lo stop è motivato dalla necessità di attendere la decisione della Consulta sul conflitto di attribuzioni sollevato dal Senato sull’utilizzabilità di una serie di registrazioni di conversazioni private.
Non è noto al momento quando riprenderà l’udienza preliminare ma certamente non sarà prima del 20 febbraio quando la giudice Gueli ha fissato un’udienza ‘di controllo’ per valutare se la Consulta si sarà nel frattempo pronunciata. Difficile pero’ che accada per quella data perché, spiega l’avvocato Salvatore Pino, che assiste Santanché, “di solito ci vogliono sette-otto mesi, a volte anche un anno” in casi analoghi.
La richiesta di sospendere l’udienza è arrivata dai legali Salvatore Pino e Nicolò Pelanda mentre i pm Marina Gravina e Luigi Luzi si sono opposti depositando una memoria. Secondo l’accusa due società del gruppo Visibilia, fondato dalla ministra, avrebbero chiesto e ricevuto “indebitamente” la Cig in deroga “a sostegno delle imprese colpite dagli effetti della pandemia” per 13 dipendenti e per circa 126mila euro tra maggio e febbraio 2022.
Il 24 settembre scorso, il Senato aveva approvato la proposta di aprire davanti alla Consulta un conflitto di attribuzione tra il Senato e la Procura relativamente a questo caso che coinvolge Santanchè. In precedenza, nell’udienza del 9 luglio, la difesa della ministra aveva sollevato la questione dell’inutilizzabilità “delle conversazioni ambientali registrate da Eugenio Moschini nei confronti dell’imputata acquisite al fascicolo delle indagini, sostenendo la necessita’ dell’autorizzazione della Camera di appartenenza della Senatrice Santanchè e l’inutilizzabilità delle comunicazioni – acquisite al fascicolo delle indagini – avvenute via mail e whatsapp in cui la Senatrice risulta essere mittente o destinataria”.
Tanti rifiuti da riempire due piscine, ci vorrebbero 600 camion per smaltirli: scoperta discarica a Varcaturo

Una enorme quantità di rifiuti è stata scoperta dai carabinieri in un’area di 1.500 metri quadrati a Varcaturo, frazione di Giugliano, nel Napoletano. Un uomo è stato arrestato, mentre sua figlia è stata denunciata.
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Morte di Chiara Jaconis, colpita da una statuina ai Quartieri Spagnoli: ora i genitori del bimbo che la lanciò rischiano il processo

Per la morte di Chiara Jaconis, la turista 30enne padovana, colpita alla testa da una statuina, sono indagati i due genitori napoletani di un bimbo 13enne non imputabile.
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Spari a Casalnuovo, proiettili colpiscono una veranda e un’auto parcheggiata

Sull’evento, verificatosi nella serata di ieri, indagano i carabinieri. I proiettili hanno colpito la veranda di un’abitazione e un auto, ma non si registrano feriti.
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Omicidio di Paolo Taormina: l’urlo degli studenti in strada a Palermo
AGI – “È questo il futuro?”. Un gruppo di studenti incede fino al teatro Massimo, vicino al luogo in cui è stato ucciso nella notte tra sabato e domenica il 21enne Paolo Taormina con un colpo di pistola alla testa, scandendo la domanda delle domande.
Si uniscono al corteo dei coetanei che si è già radunato dietro striscioni eloquenti: “Non sparate ai sogni. Basta sangue, vogliamo giustizia”. “Le nostre vite contano”. Viene urlato il nome di Paolo e quello dei tre giovani uccisi ancora a colpi di pistola a Monreale, ad aprile scorso.
“Ogni giovane ucciso è futuro rubato”, gridano i circa duemila studenti che marciano lungo via Maqueda e nelle strade del centro, occupando uno spazio che balordi violenti, coetanei di questi ragazzi motivatissimi e determinati oggi in strada, tentano di fare proprio con i proiettili.
“È tempo di cambiare il sistema educativo”, scrivono sui cartelli, cercando di fare capire ai ‘grandi’ che i blitz, gli eserciti e le forze dell’ordine non bastano. “Le pallottole volano e le istituzioni dormono”, accusano altri. “Il sole non si spegne se gli spari”, prova a dare coraggio uno striscione.
Ma al di la’ delle parole ci sono le voci, gli sguardi, i corpi e le vite di questa valanga di emozioni e testarde ragioni in movimento. “Paolo dove sei”, ripete ad alta voce un gruppo di loro. “Paolo siamo noi”, rispondono tutti gli altri. E promettono, dopo questa ennesima manifestazione che arriva il giorno dopo il partecipatissimo funerale in cattedrale: “Non ci fermeremo” perché “le nostre vite contano”.
Attentato a Ranucci, bomba distrugge l’auto: “Chi ha messo l’ordigno conosce le mie abitudini”
AGI – Gravissima intimidazione a Sigfrido Ranucci: poco dopo le 22 di ieri sera una bomba è deflagrata sotto l’abitazione del giornalista e conduttore di Report a Pomezia, alle porte di Roma, distruggendo la sua auto e danneggiando quella della figlia che era parcheggiata accanto.
L’attentato è avvenuto in località Campo Ascolano: l’ordigno rudimentale con un chilo di esplosivo era nascosto tra due vasi esterni, tra la vettura e il cancello della casa, e ha causato due esplosioni in rapida sequenza.
Un’autovettura rubata è stata trovata dagli investigatori nei pressi dell’abitazione del giornalista RAI Sigfrido Ranucci dove, questa notte, è stato compiuto un atto incendiario contro la sua vettura e quella di sua figlia. Secondo quanto si apprende, un passante avrebbe, inoltre, visto un uomo incappucciato ieri sera nella zona di viale Po, a Pomezia, a poca distanza dall’abitazione del conduttore di Report e avrebbe riferito la circostanza agli inquirenti. In base ai primi risultati delle indagini, sembrerebbe che chi ha posizionato l’ordigno rudimentale abbia seguito gli spostamenti del giornalista e il percorso seguito per rientrare nella villetta.
Ranucci: “chi ha messo ordigno conosce le mie abitudini”
“All’inizio molto ingenuamente ho pensato che fosse esplosa la bombola di gas della macchina, poi abbiamo visto che l’esplosione era davanti e presentava la presenza di un ordigno”. A raccontarlo è stato Sigfrido Ranucci, ospite stasera de ‘Il cavallo e la torre’ su Rai3. “Da giornalista – ha proseguito – la parte più stimolante è fare un’inchiesta su questo episodio, le dinamiche sono secondo me abbastanza significative”.
Gli inquirenti “hanno scoperto all’istante – ha aggiunto – che era un ordigno rudimentale, presente un chilo di esplosivo, probabilmente polvere pirica” e “l’innesco era stato fatto in maniera temporanea, quindi fatto all’istante: questo significa chi lo ha fatto esplodere aveva presumibilmente monitorato il fatto che non c’era nessuno”, ma “il sottotitolo – ha osservato Ranucci – di tutta questa vicenda è che chi ha posto quell’ordigno conosce le mie abitudini, perché io mancavo da 4 giorni da casa e il fatto che avesse aspettato quel momento dopo 40 minuti che ero rientrato e che avesse posto la bomba proprio sotto il posto dove io passo sostanzialmente, significa che conosce le mie abitudini e ci dà il senso che può colpire in qualsiasi momento”.
A chi gli ha chiesto perché stamane abbia parlato di “salto di qualità“, Ranucci ha risposto spiegando che “in questo ultimo anno, anno e mezzo, sono accaduti una serie di episodi, regolarmente denunciati all’Autorità giudiziaria: pedinamenti, minacce attraverso sms, e la scorta ha trovato proiettili di P38 nel cespuglio vicino a casa”.
Quanto alla paura, “è un sentimento umano, è normale che ci sia, serve a salvare la vita tua e delle persone intorno. È stato bello sentire le dichiarazioni dei miei figli che hanno detto di essere orgogliosi di avere un padre del genere e io sono orgoglioso di loro”, ha concluso Ranucci, sottolineando che domenica 26 ottobre “tornerà il solito ‘Report'”.
Il conduttore: “contro di me un preoccupante salto di qualità”
“Contro di me c’è stato un salto di qualità preoccupante”: Sigfrido Ranucci parla al telefono con l’AGI dopo quanto avvenuto questa notte e rivolge “un pensiero” ai carabinieri uccisi nell’esplosione del casolare nel Veronese.
“Sono tornato a casa dopo tre giorni. Questa notte alle 22.17 c’è stata una forte esplosione davanti a casa”, racconta. “L’ordigno rudimentale”, spiega è esploso “proprio nel posto dove passo per entrare in casa. Il problema è che solo venti minuti prima ci era passata anche mia figlia”, osserva il giornalista.
Sull’episodio indaga l’Antimafia. Inquirenti e investigatori “stanno vagliando anche episodi del passato, di diversa natura, che non ho reso noti prima. Nello stesso posto dove è stato piazzato l’ordigno, in passato, trovai dei proiettili. C’è un salto di qualità preoccupante. E’ un segnale che chi ha commesso questo gesto conosce bene le mie abitudini. C’è qualcuno che sta osservando quello che faccio”, sottolinea.
“Il mio pensiero va ai carabinieri morti” nell’esplosione nel casolare a Castel D’Azzano, dice infine il conduttore di Report nella giornata dei funerali di Stato dei tre militari.
Già in passato il 64enne giornalista romano aveva subito minacce e intimidazioni per le sue inchieste. Nei giorni scorsi, tra l’altro, aveva anticipato i temi della nuova stagione su Rai3 che partirà il 26 ottobre, con inchieste che spazieranno dalle banche alla sanità.
Due auto distrutte
Dopo la deflagrazione, le due vetture sono state avvolte dalle fiamme. Il giornalista era rientrato da poco a casa e la figlia aveva parcheggiato la sua vettura ed era passata una mezz’ora prima: “L’esplosione avrebbe potuto ucciderla”, ha detto Ranucci.
Indaga l’Antimafia
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli investigatori della Digos, che hanno avviato i rilievi tecnici. I pm dell’Antimafia di Roma indagano sull’attentato dinamitardo, il fascicolo è in carico al sostituto procuratore della Dda di Roma, Carlo Villani. A coordinare il pool è il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi.
Verbali secretati, ricostruito avvertimento
“I verbali sono stati secretati, ma abbiamo cercato di ricostruire possibili momenti dell’avvertimento che è arrivato ieri sera”. Lo ha detto il giornalista della RAI Sigfrido Ranucci lasciando piazzale Clodio dopo aver parlato con i pm. Era dai tempi dell’attentato a Costanzo che non si verificava un atto del genere contro un giornalista, ha ricordato.
Preoccupa perché “è vero che si tratta di un ordigno rudimentale”, ma era “stato posizionato dove sono rientrato” quindi “conosce le mie abitudini, perché lo ha messo in un punto dove passo solitamente”, spiega. La Dda, “ovviamente ha cercato di capire la nostra attenzione – della squadra di Report -, sulla criminalità organizzata”, aggiunge Ranucci.
La solidarietà bipartisan
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi ha subito “dato mandato di rafforzare misura a protezione” di Ranucci. Solidarietà è stata espressa da tutto il mondo politico, a partire dalle più alte cariche dello Stato, e anche dall’Ue.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto pervenire al giornalista la sua solidarietà e la “severa condanna” per l’intimidazione.
La “più ferma condanna per il grave atto intimidatorio” è stata espressa anche dalla premier, Giorgia Meloni: “La libertà e l’indipendenza dell’informazione sono valori irrinunciabili delle nostre democrazie, che continueremo a difendere”, ha assicurato.
Per la leader dem, Elly Schlein, “l’attentato a Ranucci è un attentato alla democrazia e alla libertà di informazione”.
La Rai, “le intimidazioni non fermeranno l’informazione”
Il Cda della Rai ha espresso “massima e convinta solidarietà” a Ranucci: “Non saranno certo le intimidazioni a fermare il nostro dovere di informare e continuare a raccontare la realtà nella quale viviamo”, ha assicurato.
“Ogni tentativo intimidatorio contro chi lavora per un’informazione libera e indipendente è un attacco allo stesso servizio pubblico“, ha affermato l’ad, Giampaolo Rossi. Nel pomeriggio è stato organizzato un presidio Fnsi, Usigrai e Stampa Romana davanti alla sede Rai di via Teulada.
Gianlcuca Soncin prevaricatore e con lucida volontà omicida: Pamela Genini uccisa perché voleva la sua libertà

L’elemento che più dovrebbe far riflettere e che sicuramente colpisce del femminicidio di Pamela Genini, è il fatto che l’assassino abbia continuato a infierire sulla donna, che era ancora in vita, anche all’arrivo della polizia. Ha fatto di tutto per ostacolare i soccorsi e accertarsi di ucciderla. Un accanimento il suo che denota la lucida volontà omicidiaria e la ferma intenzione di portare a termine il suo intento. Un intento punitivo, di prevaricazione, che doveva cagionare la morte di Pamela Genini per impedirle di conquistare la sua libertà.
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Morto 20enne accoltellato durante una lite a Ostia, un fermo
AGI – È morto il 20enne romano, Simone Schiavello, accoltellato alla coscia destra, alle 23 di ieri a Nuova Ostia, nel corso di una lite tra più persone nata, secondo una prima ricostruzione, per la vendita di droga. Ad indagare sui fatti i Carabinieri della Compagnia di Ostia che hanno fermato un sospettato.
Dopo l’aggressione il giovane era stato trasferito all’ospedale San Camillo di Roma e ricoverato in terapia intensiva dove è poi deceduto.
A bloccare il presunto omicida, i Carabinieri della Compagnia di Ostia. L’uomo è stato raggiunto da un fermo di indiziato di delitto.
La pioggia non ferma il corteo pro Palestina di Napoli: “Via il ministro israeliano da qui”

Un migliaio di persone sotto la pioggia per la Palestina e contro la presenza di Gideon Sa’ar, ministro degli esteri di Israele, a Napoli per i Med Dialogues.
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Morto Simone Schiavello, il 20enne accoltellato a Ostia: fermato il presunto autore dell’omicidio

Non ce l’ha fatta Simone Schiavello, il 20enne accoltellato in via Forni stanotte a Nuova Ostia. È morto alle ore 21 all’ospedale San Camillo di Roma. I carabinieri hanno fermato il presunto autore dell’omicidio.
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Stadio Maradona, Abodi: “Euro 2032 senza Napoli inimmaginabile, ma possibile”

Il ministro Abodi: “Il tempo corre, e per quanto inimmaginabile, un Europeo senza Napoli è possibile”. Per la città sarebbe la prima volta nella storia.
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Morta dopo l’intervento di rinoplastica a Roma, sospesi per un anno i due medici indagati
AGI – I Carabinieri del Nas di Roma hanno eseguito due misure cautelari interdittive dall’esercizio della professione, emesse dal gip del Tribunale su richiesta della Procura capitolina, nei confronti di due chirurghi estetici, Marco e Marco Antonio Procopio, padre e figlio, titolari di uno studio medico a Roma, indagati in relazione alla morte della 22enne Margaret Spada, deceduta durante una operazione di rinoplatica il 4 novembre 2024.
I provvedimenti interdittivi sono stati emessi a conclusione di una complessa ed articolata attività condotta dal Nucleo antisofisticazioni e sanità della capitale che sotto la direzione del sostituto procuratore Eleonora Fini, ha ricostruito con l’aiuto dei periti nominati dall’autorità giudiziaria tutta la drammatica vicenda.
Le “gravi e pesanti evidenze probatorie” raccolte dai militari del Nas hanno consentito all’autorità giudiziaria di emettere la misura interdittiva nei confronti dei due medici anche se il pubblico ministero titolare delle indagini ne aveva richiesto la custodia cautelare anche in considerazione del fatto che i due continuerebbero ad operare anche in Albania, dove, in effetti, al momento si trova il padre: il provvedimento a suo carico e’ stato notificato direttamente al suo legale. (AGI)
Raccoglie i rifiuti per strada e viene travolto da un’auto: gravissimo netturbino di 38 anni

Un 38enne è stato travolto da un fuoristrada nella mattinata del 16 ottobre a San Genesio e Uniti (Pavia). L’uomo, un addetto alla nettezza urbana, era impegnato nella raccolta dei rifiuti quando è stato investito.
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Rapine a minori ed anziani in strada: fermati cinque giovani tra i 19 e i 17 anni

Due 19enni in carcere e tre 17enni in comunità ad Aversa: sono indagati di almeno sei rapine riuscite e una settima tentata nei confronti di anziani e minori.
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