Archivio di Dicembre 2025
Spalletti: “Juve scolastica, ci siamo impantanati. Il cambio di Yildiz? Openda è costato 50 milioni”

Luciano Spalletti dopo il ko della Juventus con il Napoli ha analizzato la partita ed ha puntato il dito contro la squadra, che ha commesso una serie di errori: “Ora dobbiamo tirare le somme”.
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Ad Atreju si fa ironia sull’assenza di Schlein e sul mancato duello con Meloni: “Elly? chi l’ha vista?”
Dopo il mancato faccia a faccia tra Meloni e Schlein, saltato dopo che la premier ha posto come condizione la presenza anche dell’ex premier Giuseppe Conte, ad Atreju si fa ironia sull’assenza della segretaria del Pd e sulle tensioni con il leader del M5s: “Scusate se vi abbiamo fatto litigare”, si legge in un cartello.
Il Napoli vince ancora la Juventus: doppietta di Hojlund, prima sconfitta per Spalletti

Il Napoli batte 2-1 la Juventus e torna in testa alla classifica della Serie A. La partita è stata decisa da una doppietta di Hojlund. Per i bianconeri a segno Yildiz.
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Folorunsho si scusa pubblicamente per i gravissimi insulti a Hermoso in Roma-Cagliari: cosa è successo

Le parole del calciatore del Cagliari dopo il video virale per le pesanti offese sessiste rivolte alla madre dell’avversario: “In campo l’adrenalina ha preso il sopravvento. C’era tensione e a un’offesa ho risposto con un’altra”.
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Lady Macbeth tra eros, violenza e torce umane scuote la Scala: 11 minuti di applausi
AGI – La tempesta erotica, l’impeto della passione, tradimenti, corruzione e violenza senza redenzione. Ed effetti speciali, come le ‘torce umane’. Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Dmitrij Sostakovic, diretta magistralmente da Riccardo Chailly, con la regia innovativa di Vasily Barkhatov che questa sera ha dato il via alla stagione del teatro alla Scala di Milano, è stata omaggiata dal pubblico del Piermarini con oltre 11 minuti di applausi. Ovazione particolare per la soprano Sara Jakubiak (Katerina L’vovna Izmailova), il basso Alexander Roslavets (Boris Timofeevi? Izmailov) e il tenore Najmiddin Mavlyanov (Sergej).
Un’opera “Un po’ scandalosa” per la senatrice a vita Liliana Segre, seduta nel palco Reale, “ma sempre molto interessante” come tutto quello che viene a vedere alla Scala, da quando aveva cinque anni. I commenti nel foyer sono unanimi: “è molto forte, sconvolgente, di grandissimo impatto. Memorabile”. Pesa un po’ l’assenza della politica quest’anno, tanto che il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana arrivando in teatro ha commentato “Ce ne faremo una ragione, viviamo bene anche da soli”.
In rappresentanza del governo c’è solo il ministro Alessandro Giuli. Ma non manca la cultura e lo spettacolo in sala, con Achille Lauro, Mahmood, Pierfrancesco Favino, Giorgio Pasotti. Presente al completo anche il nuovo Consiglio di Amministrazione del Teatro, con Giovanni Bazoli, Barbara Berlusconi, Diana Bracco, Giacomo Campora, Claudio Descalzi, Marcello Foa e Melania Rizzoli.
L’opera procede (nonostante la sua durata, 3 ore e 40) come un film crudele, trascinata da un’onda di sentimenti estremi che la musica amplifica e sottolinea in ogni passaggio. Il titolo, che fu travolto dalla censura del regime e colpito dall’anatema della Pravda, che ne decretò la natura immorale e anti-popolare censurato da Stalin nel 1936 dopo il successo iniziale, si impone oggi come scelta forte e vincente.
La scena della violenza e quella della seduzione si caricano della tensione dettata dall’incalzare della partitura. E pensare che non ci sono scene di nudo, se non le spalle di Sergej lacerate dalle frustate, eppure la brutalità delle immagini passa tutta, forse ancora più forte di quanto farebbe l’esibizione diretta dei dettagli. La grande presa drammatica del testo è accompagnata da effetti visivi.
Un grande schermo a led, proietta immagini in bianco e nero: è l’inventario degli oggetti rinvenuti sulla scena del crimine, numerati uno dopo l’altro. Un coltello, una corda, i primi indizi visivi, del sangue. Il linguaggio è coerente con le scene, duro, esplicito, frasi come “Fermati cagna”, sono lessico normale. Al centro del palcoscenico una botola si apre e si chiude di continuo: da lì emerge un tavolino con un poliziotto che raccoglie le deposizioni dei testimoni. Anche Katerina confessa di aver avvelenato il suocero Boris. Mentre parla, sul fondo della scena riappare il passato: lui che mangia i funghi avvelenati. Presente e memoria si sovrappongono davanti agli occhi del pubblico come in un flashback cinematografico.
La trama è uno specchio spietato della società, con 4 morti e nessun pentimento. Scene di quotidianità tra due amanti: lui in calzino corto, boxer e canottiera, lei in camicia da notte. L’amante che si rifugia nell’armadio, il più classico dei nascondigli, diventa un dettaglio ironico dentro una storia che scivola presto nel dramma.
Chailly nel suo ultimo 7 dicembre da direttore musicale, non poteva chiudere questi 12 anni al Piermarini, con un’opera più interessante dove “l’orchestra è protagonista”. Nel vero senso della parola, durante il funerale di Boris troviamo i fiati in palcoscenico. La musica potente e magnetica sottolinea ogni gesto dei cantanti e da’ ampiezza ai sentimenti.
“In Lady Macbeth l’orchestra non accompagna soltanto ma è il vero narratore dell’opera fin dall’inizio ed è rapita dentro una difficoltà tecnica enorme” spiega il maestro. La ‘noia’ di Katerina, intrappolata in un matrimonio infelice, una farsa sociale “è già tutta nei clarinetti dell’introduzione con una ripetizione ossessiva che ne racconta l’ozio”. Lo stesso vale per ogni scena: è la musica che racconta. Il regista osa e vince con un finale di forte impatto. L’omicidio-suicidio non si consuma tra i flutti gelidi di un fiume. Katerina uccide Sonetka, l’amante di Sergej, e si toglie la vita in un abbraccio di fuoco. Si cosparge di benzina e si dà alle fiamme stringendo a sé la rivale. Scene di estrema durezza, non adatte a tutti. Il teatro ne è ben consapevole. Tanto che lo segnala esplicitamente: sul tablet dei sottotitoli compare la scritta “Attenzione – Warning”, con l’avviso “al gentile pubblico che lo spettacolo include scene che potrebbero turbare la sensibilità degli spettatori”.
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Verstappen perde le staffe ad Abu Dhabi dopo una domanda sgradita: “Ora mi guardi con quel sorriso stupido”

Dopo il GP di Abu Dhabi e il Mondiale perso per due punti, Max Verstappen esplode in conferenza stampa contro un giornalista britannico: la domanda su Barcellona e il caso Russell fanno saltare i nervi.
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Partono i lavori alla chiesa, stop anche a Le Scalze che aiuta i ragazzini a rischio

La denuncia del coordinamento Le Scalze: “Con i lavori al Complesso Monumentale di San Giuseppe, interdetti anche i nostri locali. Nessuno ci aveva avvisato”. Ora centinaia di bimbi senza assistenza.
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Netanyahu dice che non lascerà la politica se otterrà la grazia e annuncia la Fase 2 a Gaza
Benjamin Netanyahu ha escluso l’ipotesi di rassegnare le dimissioni nel caso in cui gli venisse concessa la grazia dal presidente Isaac Herzog per porre fine al processo per corruzione. Il premier israeliano ha anche detto che vedrà Trump entro fine mese: “Porremo fine al ruolo di Hamas a Gaza. Siamo quasi alla fine della prima fase e prevediamo di passare presto alla seconda. Otterremo il disarmo di Hamas e smilitarizzeremo Gaza”.
L’Italia è una super potenza del nuoto: 8 medaglie in un giorno e vince il medagliere degli Europei

Otto medaglie nell’ultima giornata di gara negli Europei in vasca corta per l’Italia, quattro d’oro con Sara Curtis, Cerasuolo, Simona Quadarella e Razzetti. L’Italia vince così per la prima volta nella storia il medagliere di questa manifestazione.
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Investito e ucciso mentre cammina in strada: incidente stradale a Montesano (Salerno)

Un uomo è stato investito e ucciso mentre camminava sulla strada statale 19 a Montesano della Marcellana.
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Corruzione nella sanità: arrestato primario del Sant’Eugenio mentre intasca una mazzetta
AGI – I poliziotti della Squadra Mobile di Roma hanno arrestato, in flagranza di reato, per corruzione per l’esercizio della funzione Roberto Palumbo medico nefrologo, Direttore Uoc Reparto di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale Sant’Eugenio di Roma, finito in carcere, e Maurizio Terra, imprenditore nel settore delle cliniche private convenzionate con il Ssn per i servizi di dialisi. L’imprenditore è stato posto ai domiciliari. I due sono stati fermati in strada dopo essersi incontrati nei pressi della Regione Lazio e, nella circostanza, l’imprenditore a bordo dell’autovettura del medico avrebbe consegnato a quest’ultimo una somma di denaro contante di 3000 mila euro in banconote da 100 e 50 euro, poi rinvenuta dagli agenti.
L’arresto si inserisce nell’ambito di una più ampia e articolata attività d’indagine delegata dalla procura e condotta dalla Sezione Anticorruzione della Squadra Mobile di Roma, finalizzata a far luce su ipotesi di corruzione in ambito sanitario, in particolare nella gestione dei pazienti necessitanti di dialisi e assegnati alle cliniche private convenzionate con il Ssn ricadenti nella giurisdizione della Asl Rm/2, della quale l’Ospedale Sant’Eugenio è centro di riferimento di nefrologia e dialisi. Secondo l’ipotesi investigativa, il medico – in cambio di denaro contante e altre utilità ricevuti dagli imprenditori dei centri dialisi compiacenti, sfruttando la propria posizione quale Dirigente della Uoc del Sant’Eugenio, smistava i pazienti nelle cliniche di suo interesse anche attraverso disposizioni al proprio staff affinché i pazienti venissero indirizzati o comunque convinti a effettuare la dialisi esclusivamente presso le cliniche nelle quali aveva diretti o indiretti interessi.
Parte dei pagamenti illeciti legati al rapporto corruttivo, inoltre, sono stati ‘dati’ con fatture per operazioni inesistenti, emesse da una società “schermo” avente quale oggetto sociale lo svolgimento di attività di consulenza, costituita ad hoc attraverso un prestanome e nella quale formalmente il primario non riveste alcuna carica sociale nè detiene partecipazioni. Contestualmente all’arresto in flagranza, inoltre, è stato eseguito un decreto di perquisizione personale e informatico emesso dalla procura nei confronti degli arrestati, di altri medici, imprenditori e società indagati nell’ambito del medesimo procedimento, nonché nei confronti di soggetti terzi.
Bonelli, grazie a toghe
“Mentre sei milioni di persone rinunciano a curarsi per le lunghe liste d’attesa e perché non hanno i soldi per rivolgersi al privato, i magistrati scoprono un giro di mazzette che serviva a indirizzare i pazienti verso strutture private. Una vergogna che rende urgente il potenziamento della sanità pubblica. Oggi diciamo grazie ai magistrati, troppo spesso attaccati solo per finalità politiche”. Cosi’, in una nota, Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, commentando l’arresto di Roberto Palumbo, primario dell’ospedale romano Sant’Eugenio.
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Primario del Sant’Eugenio arrestato a Roma mentre intasca tangente da 3mila euro in strada

Arrestato in flagranza il primario del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale Sant’Eugenio di Roma, Roberto Palumbo. Ipotesi corruzione. Avrebbe intascato una mazzetta da un imprenditore.
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L’oroscopo di oggi lunedì 8 dicembre 2025: Leone e Sagittario infuocati di passione
Intuizioni geniali fatevi largo nell’oroscopo di oggi, lunedì 8 dicembre 2025, con Mercurio super sostenuto da Saturno e Giove! Il segno fortunato è il Sagittario mentre il segno sfortunato l’Acquario.
Massimo Giletti aggredito, il conduttore colpito con un pugno da un ex uomo dei servizi segreti

Massimo Giletti è stato aggredito da un ex uomo dei servizi segreti, che gli ha sferrato un pugno mentre il conduttore provava a fargli delle domande. Fanpage può mostrarvi in anteprima un estratto del servizio integrale che andrà in onda a Lo stato delle cose l’8 dicembre, su Rai3.
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Telefonata Meloni-Zelensky, la premier rinnova sostegno a Kiev: cosa si sono detti i due leader
Giorgia Meloni sente al telefono il presidente ucraino Zelensky, annunciando una sua imminente vista a Roma e ribadendo il “sostegno al processo negoziale in corso e all’impegno degli Stati Uniti per individuare un percorso che possa condurre a una pace giusta e duratura”.