Archivi per la categoria ‘Psicologia ed Educazione’
Mio figlio non vuole andare a scuola: consigli e soluzioni per affrontare la situazione

Può accadere, in diverse fasi della crescita, che un bambino o un adolescente rifiuti di andare a scuola. Dietro questo comportamento non c’è quasi mai pigrizia, ma un disagio che merita ascolto e attenzione. Comprendere le cause, dialogare con insegnanti e, se necessario, ricorrere a un supporto specialistico sono i passi fondamentali per aiutare i ragazzi a ritrovare serenità.
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“Guarda, un elefante”: il trucco di una madre per distrarre i figli dai loro capricci

Una mamma americana ha trovato un metodo originale per gestire i capricci dei figli piccoli: usare la distrazione come arma segreta. Niente punizioni o ricompense, ma invenzioni improvvise, come fingere la presenza di un elefante in un supermercato. Una strategia semplice, ironica e creativa che sta conquistando altri genitori sui social.
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“Mamme, non rubate il momento della buonanotte ai papà”: il consiglio dell’ex-tata della TV

Per i bambini la buonanotte non è solo il momento di chiudere gli occhi, ma un rito che rafforza il legame con chi legge loro una storia. Per questo la tata della tv britannica Jo Frost ha invitato le madri a lasciare spazio anche ai padri in questa routine, sostenendo che la voce maschile stimola linguaggio e creatività. Una visione che trova conferme nella ricerca, ma anche le critiche da parte di chi ricorda che i legami si costruiscono in tanti altri momenti della giornata.
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Inserimento all’asilo nido, quando e come farlo: i consigli per prepararsi al meglio

Un inserimento all’asilo nido ben gestito non è soltanto un passaggio formale, ma un vero e proprio investimento emotivo ed educativo che accompagna il bambino a scoprire il mondo con fiducia, costruendo le basi per la sua autonomia futura. Ci sono però anche alcuni errori da evitare: assecondare troppo i piccoli potrebbe infatti rivelarsi controproducenti.
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Una madre spiega perché non definirà più “timido” suo figlio: “È stato il mio errore più grande da genitore”

Definire un bambino “timido” può sembrare innocuo, ma rischia di trasformarsi in un’etichetta che limita la sua autostima. Lo racconta Michelle, mamma americana che ha deciso di non usare più quella parola con il figlio dopo averne visto gli effetti. La sua esperienza è diventata un messaggio per altri genitori: le parole contano e possono fare la differenza.
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Perché un’ex-infermiera ha consigliato di insegnare ai figli a dire parolacce per tutelare la loro sicurezza

Un’ex paramedica australiana ha raccontato di aver insegnato ai figli di imprecare se un estraneo tenta di afferrarli: un modo per attirare l’attenzione dei passanti e distinguere il pericolo da un normale capriccio. L’idea, nata dall’esperienza sul campo, ha però diviso i genitori tra chi teme confusione e chi , invece,la considera una strategia efficace per la sicurezza dei bambini.
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Come trasformare i videogiochi in alleati dell’educazione dei bambini: il consiglio dello psichiatra

Uno psichiatra americano ha proposto su TikTok un approccio alternativo per quei genitori che vogliono regolare l’uso dei videogame da parte dei figli: non più minacce o divieti, ma la costruzione di un percorso in cui i bambini imparano che i propri comportamenti determinano le opportunità future. Un approccio che, senza demonizzare il gioco digitale, insegna disciplina e responsabilità, trasformando il tempo davanti allo schermo in uno strumento di crescita.
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Come aiutare un bambino che sta sempre attaccato ai genitori: i consigli delle esperte

L’attaccamento “appiccicoso” dei bambini non è un capriccio, ma un segnale di crescita: nei momenti di incertezza, infatti, i piccoli cercano la vicinanza dell’adulto come porto sicuro. Routine prevedibili, presenza costante e sostegno graduale possono però aiutare a trasformare questa forma didipendenza affettiva in fiducia e autonomia.
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Questi tre comportamenti indicano che tuo figlio potrebbe diventare psicopatico: l’avvertimento della ricercatrice

Secondo la ricerca della professoressa Essi Viding, alcuni segnali di possibili tratti psicopatici possono comparire già intorno ai tre anni d’età: mancanza di empatia, difficoltà a collegare azioni e conseguenze, indifferenza nel rendere felici gli altri. Tuttavia, come precisato dall’esperta, la presenza dei segnali non rappresenta una condanna certa. Genetica e ambiente giocano entrambi un ruolo, ma prevenzione, affetto e interventi precoci possono fare la differenza.
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“L’incompetenza non è un’arma”: la lezione della madre sull’importanza di non sfuggire alle responsabilità

Stanca di vedere il figlio nascondersi dietro apparenti difficoltà per non aiutare nelle faccende di casa, una madre americana ha deciso di fare al ragazzino un lungo e incisivo discorso sulla necessità di assumersi le proprie responsabilità per poter crescere e diventare un adulto sicuro e capace di affrontare il mondo.
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Come e quando insegnare ai bambini a leggere: i consigli utili

Leggere è fondamentale per lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini: arricchisce il linguaggio, stimola la fantasia e favorisce la comprensione del mondo. L’avvicinamento ai libri può iniziare già nella prima infanzia, mentre la vera lettura si sviluppa tra i 6 e i 7 anni. Con i giusti stimoli, imparare può senz’altro diventare un’esperienza naturale e piacevole.
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Cosa vuol dire essere genitori FAFO: pro e contro di un metodo genitoriale sempre più diffuso

La “genitorialità FAFO” propone di lasciare ai figli la possibilità di imparare dalle conseguenze dirette delle proprie azioni, senza interventi preventivi degli adulti. Un nuovo approccio che però continua dividere: per i sostenitori stimola autonomia e resilienza, per i critici, come il pedagogista Daniele Novara, si tratta di una pratica senza basi scientifiche che rischia di esporre i bambini a frustrazioni e disagi inutili.
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Bastone, carota e sberle: perché i metodi educativi di una volta sono sbagliati, spiegato da un’esperta

Negli ultimi vent’anni le neuroscienze hanno rivoluzionato la comprensione dell’infanzia, mostrando i limiti dei metodi tradizionali basati su punizioni e ricompense. A spiegarlo è la ricercatrice Nancy L. Weaver, che ha anche mostrato come le recenti scoperte abbiano indicato chiaramente nuove strade educative: meno castighi, più ascolto e curiosità, con adulti capaci di trasmettere calma e sicurezza per favorire lo sviluppo emotivo dei bambini.
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Cambio città e cambio scuola, come aiutare i bambini ad ambientarsi e accompagnarli

Per un bambino, trasferirsi in un’altra significa soprattutto cambiare scuola, amici e compagni di classe. Si tratta dunque di un momento delicato, che può generare timori ma anche opportunità, se gestito con la dovuta attenzione. Coinvolgerli, informarli e prepararli in anticipo diventa così essenziale per accompagnarli e favorire un inserimento sereno.
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Il maglione della star di Twilight contro l’esposizione social dei figli: “Mancano leggi che tutelino i bimbi”

L’attrice americana Nikki Reed ha lanciato un appello sui social contro la diffusione incontrollata delle immagini dei minori online. Con un maglione ricamato “No Instagram please”, Reed ha denunciato l’assenza di regole adeguate e chiede a big tech di garantire maggiore sicurezza e tutela della privacy dei bambini in un’epoca dove, grazie alle nuove tecnologie, chiunque può essere facilmente rintracciato.
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