Archivi per la categoria ‘Psicologia ed Educazione’
Chi sono le “mamme burro” dei social e cosa pensano sull’alimentazione dei figli

Mentre le cosiddette “almond mom” incarnano l’ossessione per diete rigide e il controllo del peso, la “butter mum” rappresenta un approccio più rilassato e indulgente nei confronti del cibo, spesso con un tocco di umorismo e autoironia. Entrambi i modelli si sono diffusi sui socil, TikTok in particolare, tuttavia gli eccessi di ogni approccio potrebbero ripercuotersi sulla salute (anche mentale) dei bambini.
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Ora sappiamo perché i bambini amano spaventarsi: che cos’è la paura ricreativa

I bambini amano Halloween e le montgne russe anche (o soprattutto) perché adorano vivere emozioni forti in sicurezza. A dirlo è una ricerca danese condotta su 1.600 bambini che ha rivela come il 93% pratichi attività “spaventose ma divertenti”, per condire il divertimento con il brivido dell’adrenalina. Queste esperienze non servono però solo a intrattenere, ma favoriscono lo sviluppo emotivo, la resilienza e i legami sociali nei più giovani.
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App e dispositivi per il fitness possono aiutare i ragazzi a muoversi di più e a mangiare (un po’) meglio

La nuova ricerca ha rivelato che app, giochi e dispositivi indossabili possono effettivamente favorire abitudini più sane tra i bambini e gli adolescenti. Le tecnologie digitali, spesso considerate un rischio per la salute, hanno infatti dimostrato di poter aumentare l’attività fisica, migliorare la dieta e ridurre lievemente il peso corporeo, seppur con risultati ancora incerti su sonno e sedentarietà.
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Da “Ti voglio bene” a “Ci sono ancora”: le frasi che i figli adulti vorrebbero sentirsi dire dai genitori:

Quando arriva l’età adulta, può accadere che il rapporto tra genitori e figli ormai cresciuti si incrini. Eppure, a volte bastano poche parole per ricucire anni di silenzi e incomprensioni. Secondo la psicoterapeuta Nedra Glover Tawwab, espressioni semplici come “Mi dispiace”, “Sono orgoglioso di te” o “Ci sono ancora per te” possono diventare potenti rimedi capaci di sanare vecchie ferite. In questi casi, l’ascolto e il riconoscimento reciproco sono le chiavi per ritrovare un legame più autentico e paritario, anche dopo molto tempo.
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Via l’educazione affettiva dalle medie: cosa fare ora quando vostro figlio fa una domanda sul sesso

Secondo Alberto Pellai – autore, medico e psicoterapeuta – la decisione di escludere l’educazione affettiva e sessuale dalle medie rischia di privare i ragazzi di uno strumento educativo proprio in un periodo storico in cui ne avrebbero il massimo bisogno. In questa situazione, tocca dunque ai genitori accogliere e soddisfare le curiosità dei ragazzi: “Mamme e papà devono essere i primi a informarsi e a prestare ascolto alle domande dei figli”, ha spiegato l’esperto a Fanpoage.it. “Dare le parole giuste significa sottrarre il tema della sessualità al codice del silenzio, della vergogna e della paura”.
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Cosa succede se la scuola non insegna più l’affettività ai bambini: la spiegazione dell’esperta

Dopo l’emendamento approvato il 16 ottobre, l’educazione affettiva e sessuale sarà vietata anche alle scuole medie. Una scelta che, secondo la pediatra e comunicatrice scientifica Carla Tomassini, rappresenta un pericoloso per la salute stess dei ragazzi” L’esperta, intervistata da Fanpage.it, ha infatti spiegato che l’educazione affettiva: “non parla di sesso, ma insegna il rispetto dei confini, il consenso e la conoscenza del proprio corpo” Vietarla, avverte, “significa negare un diritto educativo e mettere a rischio la prevenzione e la salute pubblica”.
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No, non è vero che ci sono troppe diagnosi di ADHD: cosa è cambiato

Negli ultimi anni le diagnosi di ADHD – disturbo da deficit di attenzione e iperattività – sono in costante aumento, ma secondo due professori americani, ciò non significa affatto che il disturbo venga diagnosticato con troppa facilità. Come spiegano gli esperti Carol Mathews e Stephen Faraone, la condizione si manifesta infatti con modalità differenti e può variare nel tempo. Più che un’etichetta rigida, l’ADHD risulta dunque una condizione dinamica che interagisce con ambiente e stile di vita, richiedendo interventi personalizzati e flessibili.
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Le 6 frasi insospettabili che reprimono i sentimenti dei figli, ma che i genitori continuano a dire

In un post diventato virale, la terapista infantile Kelsey Mora ricorda quanto sia importante per i bambini sentirsi “visti e ascoltati”. Anche i genitori più attenti, con le migliori intenzioni, possono però invalidare i sentimenti dei figli con frasi che sminuiscono le loro emozioni. Parole comuni come “Stai bene” o “Non è un grosso problema” rischiano di insegnare ai piccoli a dubitare di sé. Riconoscere e accogliere le emozioni, spiega Mora, non è solo empatia: è educazione all’intelligenza emotiva.
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Psicologa rivela la prima cosa che ogni genitore dovrebbe fare quando i figli affrontano un problema

Secondo la psicologa Lisa Damour, recentemente intervenuta in un podcast dedicato alla genitorialità, spesso i ragazzi non si rivolgono agli adulti per ricevere soluzioni, ma per essere ascoltati senza troppi giudizi: sentirsi compresi rafforza la fiducia, favorisce infatti l’autonomia emotiva e li aiuta a sviluppare resilienza e sicurezza in loro stessi.
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Madre insegna al figlio la normalità del ciclo mestruale: “È una cosa naturale e va trattata con gentilezza”

La donna ha condiviso su TikTok un momento in cui, mostrando un indumento macchiato di sangue mestruale, ha spiegato al figlio cosa accade al corpo femminile durante il ciclo, insegnandogli a comportarsi con gentilezza verso le bambine che potrebbero sentirsi in imbarazzo e abbattendo un tabù spesso trascurato con i figli maschi.
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Per la metà dei genitori crescere figli significa perdere parte della propria identità: lo rivela un sondaggio

Diventare genitori trasforma la vita e l’identità di ogni adulto, ridefinendo priorità, ambizioni e tempi di sé. Un recente sondaggio condotto su duemila genitori mostra un quadro lucido e realistico: quasi la metà dedica meno di due ore alla settimana alla crescita personale, mentre oltre il 50% ritiene che la genitorialità abbia frenato la carriera. Tra sonno, vita sociale e hobby sacrificati, molti ammettono di sentirsi “sradicati da sé”. Eppure, tra rinunce e nuove consapevolezze, emerge anche una forma diversa di crescita che nasce nel continuo equilibrio tra ciò che si perde e ciò che si diventa.
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I 7 segnali di rischio di violenza da parte del partner: “Attenzione a rabbia e desiderio di dominio”

La violenza tra partner resta una delle emergenze sociali più gravi del nostro tempo, ma non sempre è facile riconoscerne i segnali. Una recente analisi condotta da due ricercatori australiani ha evidenziato come alcune fragilità emotive, in particolare l’attaccamento insicuro sviluppato nell’infanzia, possano aumentare il rischio di comportamenti violenti. Comprendere queste radici psicologiche, spiegano gli esperti, è fondamentale per costruire interventi terapeutici più efficaci e interrompere il ciclo della violenza.
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Stare troppo davanti a uno schermo abbassa i voti già alle elementari: la scoperta in uno studio

Un ampio studio canadese ha confermato come un uso eccessivo degli schermi nei primi anni di vita possa compromettere in modo significativo i risultati scolastici. Analizzando oltre 3.000 bambini dal 2008 al 2023, i ricercatori hanno rilevato che ogni ora in più davanti a tablet o TV riduce del 10 per cento le probabilità di raggiungere gli standard in lettura e matematica.
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Quando il mal d’autunno colpisce i bambini: cos’è e come affrontarlo

Con l’arrivo dell’autunno, alcuni bambini possono manifestare stanchezza, irritabilità e malinconia: è il cosiddetto mal d’autunno, o autumn blues. Una condizione legata al cambio di stagione, al ritorno alla scuola e alla riduzione delle ore di luce, che può influenzare l’umore e l’energia dei più piccoli ma che, con qualche accorgimento, può essere affrontata serenamente.
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Il lato nascosto dei videogiochi che può abituare i bambini al gioco d’azzardo: la parola all’esperta ISS

Il gioco d’azzardo è un fenomeno sempre più diffuso anche tra i giovanissimi e gli esperti sospettano che alcune dinamiche presenti nei moderni videogiochi possano stimolare i medesimi meccanismi psicologici: l’attesa, la sorpresa e la voglia di “riprovare” sono infatti sensazioni tipiche di chi “spacchetta” o apre le cosiddette lootbox a caccia di premi. Un rischio crescente per i ragazzi, che possono sviluppare comportamenti compulsivi e patologici. Fanpage.it ne ha parlato con Claudia Mortali, primo ricercatore del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS: “Problema serio che va affrontato insieme a genitori, scuole e istituzioni”.
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