Archivi per la categoria ‘Psicologia ed Educazione’
Il caso del bimbo ucciso dalla madre, cosa sono gli incontri protetti che il padre voleva mantenere

La giurista e mediatrice familiare Gioia Saitta spiega a Fanpage.it cosa sono e come funzionano gli incontri protetti che prima della tragedia di Muggiano scandivano il rapporto tra Olena Stasiuk e il figlio.
Continua a leggere
Crescere nella violenza: lo studio che mostra gli effetti negativi già nei primi anni di vita

Un team di ricercatrici ha analizzato i dati provenienti da 17 Paesi del mondo per dimostrare come i bambini esposti a un contesto violento – sia in famiglia che nella comunità in cui vivono – subiscano effetti psicologici ed emotivi fin dai primi anni di vita.
Continua a leggere
Il video di una bimba che elenca tutte le parolacce, l’esperto: “È una resa del mondo adulto”

Su TikTok è diventato virale il video di una bambina che, spronata dalla zia, elenca per gioco tutte le parolacce che conosce. Il pedagogista Frusciello ha analizzato con Fanpage.it i rischi educativi di una simile esposizione social.
Continua a leggere
Cosa riconoscere un bambino plusdotato: “Non sono tutti primi della classe”

La plusdotazione nei bambini resta un tema poco conosciuto e spesso frainteso, tra stereotipi e scarsa consapevolezza. Essere plusdotati non significa solo avere un’intelligenza superiore, ma possedere un alto potenziale cognitivo, creativo e motivazionale che necessita di riconoscimento e supporto adeguato. A spiegarlo a Fanpage.it è la dottoressa Anna Maria Roncoroni, presidente di Aistap ETS ed esperta di Gifted Education.
Continua a leggere
Perché la decisione di Millie Bobby Brown di non svelare il nome della figlia è una lezione per tutti i genitori

Millie Bobby Brown, star della serie “Stranger Things”, ha scelto di mantenere il massimo riservo sulla figlia appena adottata, rifiutando di esporla ai riflettori e di rivelarne il nome. In un’epoca segnata dallo sharenting, l’attrice rivendica il diritto della bambina a raccontare un giorno la propria storia, opponendo alla cultura dell’esposizione un modello di genitorialità rispettosa e consapevole.
Continua a leggere
Criticare troppo i figli rischia di renderli meno capaci di perdonare: la scoperta in uno studio

Un recente studio condotto a Hong Kong mostra che il modo in cui i genitori spronano i figli a migliorarsi incide profondamente sulle loro abilità sociali. Quando le aspettative sono elevate ma comunicate con incoraggiamento e fiducia, i bambini sviluppano una maggiore capacità di perdono e relazioni più solide. Al contrario, un atteggiamento critico e centrato sull’errore può frenare la crescita emotiva e la costruzione di legami positivi.
Continua a leggere
Il gender gap che non muore mai: anche quando guadagna di più, è sempre la madre ad occuparsi della famiglia

Nonostante i progressi nella parità di genere e l’aumento delle donne che lavorano a tempo pieno, il carico mentale domestico resta quasi interamente sulle loro spalle. Una ricerca australiana rivela che, anche quando le madri guadagnano più dei partner, la pianificazione e l’organizzazione familiare restano compiti femminili, segno di una parità ancora incompiuta.
Continua a leggere
Studio rivela la vera causa della distrazione nei bambini: colpa della “memoria di lavoro”

I bambini sono noti per distrarsi facilmente, ma la scienza ora li assolve dall’accusa di essere svogliati o poco attenti. Un nuovo studio dell’Ohio State University ha mostrato come la loro apparente mancanza di concentrazione dipenda soprattutto da una memoria di lavoro ancora in sviluppo, non dalla pigrizia. Quando questa funzione cerebrale viene sovraccaricata, anche gli adulti si comportano infatti come i bambini, distraendosi e perdendo di efficacia nello svolgimento dei loro compiti. Un meccanismo che, lungi dall’essere un difetto, può diventare una risorsa per imparare in modo più flessibile e creativo.
Continua a leggere
Il post di un papà ci ricorda quanto sia dura accudire i bambini piccoli: “Il burnout è reale”

Negli ultimi anni si è parlato molto di burnout genitoriale, ma quando i figli sono molto piccoli lo stress può diventare insostenibile. Un padre americano ha definito questa condizione “burnout da lattante”, descrivendo l’esaurimento di chi affronta crisi, pianti e bisogni continui dei bambini nella prima infanzia. Gli esperti rassicurano: sentirsi sfiancati dai continui pianti non significa essere cattivi genitori.
Continua a leggere
Vietare i social ai figli: per l’esperta i primi a mettersi in gioco devono essere i genitori

Dal 10 dicembre in Australia i minori di 16 anni non potranno più accedere ai social media. Un provvedimento che molti Paesi guardano con interesse, ma che, secondo la ricercatrice Catherine Page Jeffery, richiede cautela. Che si tratti di una legge o di una scelta familiare, ammonisce l’esperta, non bisogna sottovalutare l’impatto emotivo di simili restrizioni. I social rappresentano ormai una parte importante della vita e delle relazioni dei giovani: per questo, se si desidera introdurre regole più rigide, i genitori dovrebbero accompagnare i figli verso un uso consapevole del digitale, mantenendo un atteggiamento aperto, informato e disponibile al dialogo.
Continua a leggere
L’accettazione radicale può essere il segreto per restare calmi quando i bambini fanno i capricci: di cosa si tratta

Spesso impiegata nella terapia dialettico-comportamentale, l’accettazione radicale è un’abilità psicologica che può aiutare i genitori a gestire le crisi dei figli con calma e consapevolezza, senza reprimere le emozioni. Secondo gli esperti, riconoscere ciò che non si può controllare, accogliere le emozioni e stabilire aspettative realistiche consente infatti di rafforzare il legame con i bambini, favorendo resilienza, fiducia e crescita emotiva reciproca.
Continua a leggere
Trattare i figli come ospiti aiuta a non perdere la calma quando combinano un guaio: il trucco di una mamma

Per gestire meglio i piccoli guai dei figli, una madre ha ideato un piccolo trucco mentale per riuscire a mantenere la calma: trattare incidenti e pasticci come se fossero stati commessi da un ospite. La strategia aiuta a non andare in facili escandescenze, insegnando le buone regole di comportamento senza ricorrere alla rabbia e favorendo empatia in famiglia.
Continua a leggere
Insegnare la gestione delle emozioni a scuola aiuta anche a prendere voti più alti: lo studio

Una nuova meta-analisi conferma che insegnare l’intelligenza emotiva a scuola non solo sviluppa le abilità relazionali dei giovani, ma contribuisce anche a migliorare il rendimento scolastico. I programmi di educazione socio-emotiva (SEL) sembrano infatti potenziare le competenze relazionali e accademiche, favorendo concentrazione, memoria e benessere. La scuola, insieme alla famiglia, può diventare così un luogo in cui emozione e conoscenza crescono in equilibrio.
Continua a leggere
Perché una madre ha lasciato che il figlio andasse a scuola vestito da alieno: “È stata una prova di fiducia”

Il figlio si era convinto che a scuola si sarebbe tenuta una giornata durante la quale avrebbe potuto travestirsi da alieno. Nonostante le perplessità e la totale assenza di comunicazione da parte dell’istituto, la madre ha comunque decisa di assecondarlo, convinta che quell’esperienza lo avrebbe aiutato a imparare dai suoi (eventuali) errori.
Continua a leggere
Piangere davanti ai figli non è un errore ma un’occasione educativa: la spiegazione della pedagogista

Mostrare emozioni intense davanti ai figli può mettere in difficoltà molti genitori, spingendoli a trattenersi per non turbarli o per apparire sempre forti. Secondo Anna Granata, professoressa di Pedagogia all’Università di Milano Bicocca, il pianto degli adulti non va però nascosto, perché educa i bambini a riconoscere i sentimenti, sviluppare empatia e comprendere che vulnerabilità e compassione sono parte della vita.
Continua a leggere