Archivi per la categoria ‘Cronaca’
Mafia: maxi-blitz a Roma al clan Senese, 14 arresti
AGI – Maxi blitz dei carabinieri del Comando Provinciale di Roma, su delega dei pm della Direzione Distrettuale Antimafia, in relazione al clan Senese.
I militari hanno eseguendo un’ordinanza, emessa dal gip Flavia Costantini che dispone la custodia cautelare in carcere per 14 persone, accusate, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, porto e detenzione illecita di armi da sparo, estorsione aggravata dal metodo mafioso e (in alcune ipotesi) dal fine di agevolare le attività dell’associazione mafiosa dei Senese, tentato sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso.
Il provvedimento restrittivo scaturisce da una più ampia attività investigativa avviata dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, dietro il coordinamento della Dda che ha consentito di raccogliere gravi elementi indiziari circa le responsabilità riguardanti: due tentati omicidi avvenuti a Roma; attività di spaccio di stupefacenti; un tentativo di estorsione nei confronti di un gioielliere della Capitale su cui convergevano gli interessi anche del clan Di Lauro, attivo nella provincia di Napoli, da parte di un malvivente romano che, nell’ambito della condotta delittuosa, lasciava falsamente intendere di essere un emissario della famiglia Senese, così determinando la reazione violenta sia del sodalizio campano che di quello capitolino, rappresentato da Angelo Senese, fratello del più noto Michele, con conseguente richiesta “risarcitoria”; un tentativo di sequestro di persona. Perquisizioni sono tuttora in corso alla ricerca di fonti di prova.
Gli arrestati
Tra gli arrestati spiccano nomi di peso della scena criminale: Angelo Senese, fratello di Michele; Ettore Abramo, detto “Pluto” e già vice di Fabrizio Piscitelli “Diabolik”; Girolamo Finizio; i fratelli Alvise e Leopoldo Cobianchi; Kevin Di Napoli.
Per tutti, il giudice Costantini ritiene il carcere “l’unica misura idonea” a tutelare le esigenze cautelari, escludendo soluzioni meno afflittive, compresi i domiciliari con braccialetto elettronico, non ritenuti sufficienti a prevenire il rischio di nuove condotte intimidatorie o interferenze con le indagini.
Nell’ordinanza di 87 pagine, il gip sottolinea come i reati contestati siano accompagnati da “gravi intimidazioni nei confronti delle persone offese e delle persone informate sui fatti”, indice di una “inclinazione caratteriale aggressiva” tale da rendere concreto, in caso di libertà’, il pericolo di pressioni e violenze. Un “quadro allarmante”, quello descritto negli atti. Nel provvedimento si ricostruiscono anche i retroscena dei due tentati omicidi e del tentato sequestro della persona conosciuta come “Il Bove”.
Le intercettazioni documentano le dinamiche interne al gruppo: “Lo ammazzate, incaprettatelo”, dicono alcuni degli indagati, mentre parlando di Ettore Abramo lo definiscono “un uomo d’onore che non c’entra più niente”, aggiungendo che “lo vogliono da lui o lui o i soldi o la testa sua”. Per il gip, Abramo avrebbe avuto un ruolo “decisivo ed essenziale” nell’ideazione e nella fase iniziale del sequestro. Le perquisizioni sono ancora in corso alla ricerca di ulteriori fonti di prova. Nell’operazione sono state arrestate altre due persone, estranea all’ordinanza di custodia cautelare, per reati di droga.
Tatiana Tramacere è viva: ritrovata dopo 10 giorni nella mansarda dell’amico
AGI – Tatiana Tramacere è stata trovata viva dai carabinieri all’interno della mansarda della casa di Dragos Ioan Gheormescu, a Nardò, il suo amico 30enne di origini rumene, formalmente indagato dalla procura di Lecce per istigazione al suicidio nell’ambito delle indagini per la scomparsa della 27enne studentessa di Filosofia, irreperibile dal 24 novembre. Non è ancora chiaro se la donna sia stata sequestrata o se si sia trattato di allontanamento volontario, coperto dal 30enne di origini rumene. La notizia del ritrovamento di Tatiana Tramacere viva e in buone condizioni di salute, è stata confermata dal procuratore della Repubblica di Lecce, Giuseppe Capoccia.
“Tatiana è viva e sta bene. È in apparenti condizioni di buona salute. Adesso lasciateci lavorare per comprendere se lo stato di costrizione o di sua volontà“. Lo ha detto il comandante dei carabinieri uscendo dalla casa di Dragos Ioan Gheormescu, a Nardò.
La gioia del padre di Tatiana Tramacere
“È un momento di gioia aver trovato mia figlia, un sollievo Sembrava si stesse realizzando il peggio ma ringraziando l’Arma dei CC è andato tutto bene. Aspettiamo che venga qui sono certo che sta bene perché c’è il fratello con lei grazie a tutti è un momento bellissimo un regalo di Natale“. Lo ha detto il padre di Tatiana Tramacere, Rino. “No, stiamo aspettando la telefonata. Dovrebbe tornare in serata”. Ha aggiunto rispondendo in diretta a Telerama se avesse già sentito la figlia al telefono. Quando gli viene chiesto se abbia qualcosa da dire a Dragos Ioan Gheormescu ha replicato: “A Dragos non voglio dire niente. Sarà la legge a fare il suo dovere. Ringrazio tutta la comunità di Nardò“.
Guerra alle keybox per affitti brevi a Milano: da gennaio saranno ufficialmente vietate

Da gennaio 2026 il Consiglio comunale di Milano ha vietato le scatole automatiche in città. Previsti da 100 a 400 euro di multa: ora chi affitta ha 30 giorni di tempo per rimuovere le keybox.
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Sequestrato il residence “Costa del Capitano” a Ischia: abusi dal 1958, otto indagati

La Guardia di Finanza ha sequestrato un resort di lusso ad Ischia (Napoli): l’accusa è di lottizzazione abusiva su un costone di tufo, a partire dal 1958. Otto indagati.
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Morto Agostino ‘o pazzo, lo spericolato motociclista degli Anni Settanta nei vicoli di Napoli

Morto a 73 anni “Agostino ‘o pazz”, all’anagrafe Antonio Mellino. Negli anni Settanta divenne noto per le sue spericolate corse in moto tra i vicoli di Napoli.
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Colosimo in Argentina visita il supercarcere di Ezeiza
AGI – Il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Chiara Colosimo – nel corso della missione istituzionale in Argentina -, ha visitato il Penitenziario di Ezeiza, in Argentina, luogo dove sono reclusi molti boss dei più pericolosi cartelli della Tripla Frontera.
Si tratta del Complesso Penitenziario Federale I, uno dei più rilevanti del continente sudamericano, dove il presidente Colosimo ha approfondito le dinamiche di gestione carceraria dei vertici delle organizzazioni criminali e le misure adottate per impedire la ricostituzione di centri di comando all’interno del circuito detentivo.
I commercianti contro il Comune di Napoli, e il murale di Maradona ‘chiude’
AGI – Per il ponte dell’Immacolata napoletani e turisti rischiano di non poter accedere all’area dei Quartieri Spagnoli che ospita l’ormai celebre murale di Maradona, che accoglie ogni giorno migliaia di persone.
Ad annunciarlo oggi sui social è La Bodega de Dios, il bar che affaccia proprio sulla famosa riproduzione del fenomeno argentino. Sarebbe la seconda serrata, dopo che il 14 ottobre i gestori delle attività della zona ‘oscurarono’ il piazzale per le multe e ai sequestri della polizia municipale e della polizia di Stato. Prosegue dunque il braccio di ferro tra esercenti e Comune, nonostante una tregua arrivata il 20 ottobre. I commercianti ritengono che, “a distanza di circa due mesi dalla prima chiusura, nonostante i nostri impegni assunti e portati avanti, l’amministrazione comunale nulla ha fatto per farci riprendere le attività, nonostante le rassicurazioni ricevute”.
Il nodo del contendere: sequestro dei chioschi
Al centro della contesa c’è il sequestro di due chioschi mobili, che i proprietari ritengono illegittimo, tanto da aver presentato ricorso al Tar per la revoca in autotutela e la rimozione dei sigilli. A nulla sarebbero serviti, dunque, gli incontri con la Camera di commercio e l’AICAST e la visita al murale da parte del sindaco, Gaetano Manfredi, il 29 ottobre.
Il progetto di riqualificazione degli esercenti
“Alle luce degli accordi stabiliti – scrive ancora sui social La Bodega de Dios – il 20 ottobre abbiamo conferito incarico all’architetto Giuseppe Klain per redigere un progetto di riqualificazione dell’area in questione, che prevede una serie di opere a totale carico dei proprietari”.
La replica del Comune: mancanza di documentazione
Il Comune replica spiegando che l’11 novembre “sono stati definiti i contenuti della documentazione e del progetto da presentare per la regolarizzazione delle attività insistenti sull’area, attraverso la stipula di una convenzione. “Nonostante gli esercenti avessero assicurato di disporre della documentazione tecnica necessaria – aggiunge Palazzo San Giacomo in una nota – a quasi un mese dall’incontro e dopo numerose sollecitazioni non è stato presentato alcun progetto né alcuna documentazione. Il Comune ribadisce che non appena sarà presentato il progetto completo della documentazione richiesta, si procederà con la massima celerità al suo esame”.
Verbali e ricorsi amministrativi
Per quanto riguarda i verbali elevati in seguito ai controlli, il Comune chiarisce che “non è stato presentato alcun ricorso amministrativo“, ma “è pervenuta, via PEC e in forma irrituale, una richiesta di annullamento in autotutela dei verbali, che non può trovare accoglimento”.
Nuova minaccia di protesta per il ponte dell’Immacolata
I commercianti, dalla loro, continuano a chiedere rassicurazioni e, come forma di protesta, minacciano di oscurare il murale dal ponte dell’Immacolata e finché la controversia non si sarà risolta.
Uccisa a botte, il marito trovato ha tentato il suicidio
AGI – È finita in provincia di Macerata la fuga di Nazif Muslija, l’uomo accusato di aver massacrato di botte Sadjide Muslija, la donna uccisa nell’Anconetano. Nazif era ricercato sin dal primo momento, quando sua moglie è stata trovata priva di vita nell’appartamento della coppia a Pianello Vallesina di Monte Roberto, in provincia di Ancona.
Il falegname macedone cinquantenne indagato per l’omicidio della moglie Sadijde, ha tentato il suicidio. Un cacciatore lo ha avvistato appeso a un albero nella zona boschiva e impervia di Braccano, nel comune di Matelica, e lo avrebbe liberato dal cappio e riportato a terra. A poca distanza c’era la Smart bianca utilizzata per far perdere le proprie tracce.
Il marito ricoverato in ospedale a Camerino
L’uomo è stato stabilizzato sul posto dal personale del 118 e trasferito in gravi condizioni all’ospedale di Camerino, dove è piantonato dai carabinieri: secondo quanto si è appreso, non sarebbe in pericolo di vita.
I carabinieri erano sulle sue tracce da ieri, dopo il rinvenimento del corpo senza vita della moglie nella casa di Via Garibaldi a Pianello Vallesina, frazione di Monte Roberto (Ancona). Proprio durante un nuovo sopralluogo della scientifica dei carabinieri nell’abitazione della coppia, è stato sequestrato lungo il muro esterno un tubo di ferro che presenterebbe tracce ematiche: potrebbe essere stato usato per colpire ripetutamente Sadijde al volto e al torace e ora è oggetto di approfondimento tecnico. Nazif Muslija e’ accusato di omicidio volontario aggravato della moglie.
Nazif ricercato dal primo momento
Sadjide Muslija è stata trovata a casa dopo che il suo datore di lavoro aveva lanciato l’allarme. La donna solitamente molto puntuale, non si era presentata al lavoro. Era nella camera da letto con il volto sfigurato e la testa fracassata da violente percosse. Era distesa sul letto e l’ingresso di casa non presentava alcun segno di effrazione, anzi la chiave era inserita nella toppa. Dettagli che hanno indirizzato gli inquirenti sul marito, del quale si erano perse le tracce. I due si erano separati, ma poi Nazif era tornato a vivere con Sadjide. Ad aprile scorso aveva tentato di ucciderla con un’ascia, ma lei era riuscita a salvarsi chiedendo aiuto ai vicini.
Cane vaga spaesato in autostrada: Polizia Stradale lo salva dalla morte per investimento

Il cane è stato tratto in salvo e riaffidato al padrone, dopo la lettura del microchip: fondamentali le chiamate degli automobilisti alla Polizia Stradale.
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Donna trovata in una pozza di sangue nel Vicentino, è in fin di vita
AGI – Una donna di 49 anni è stata trovata questa mattina in una pozza di sangue all’esterno della sua abitazione, a Torri di Quartesolo (Vicenza).
Secondo quanto si apprende sarebbe stato il marito a chiamare i soccorsi.
La donna è stata trasportata in condizioni disperate all’ospedale San Bortolo di Vicenza. Nel pomeriggio sono stati sentiti il figlio maggiorenne e il marito ma al momento nessuna pista è esclusa.
Auto impazzita si schianta in curva, sfonda muro e cancello e finisce nel cortile di casa: incidente a Mugnano

Incidente stradale in via Cesare Pavese a Mugnano di Napoli. Auto senza controllo si distrugge contro un muro.
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“L’ho accoltellato perché mi era antipatico”: le chat smentiscono il 17enne arrestato ad Afragola

Il minorenne arrestato per tentato omicidio ad Afragola non aveva rivelato i precedenti di quell’accoltellamento: c’era stata una rissa tra gruppi per “motivi territoriali”.
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Palloncini bianchi ai funerali di Christian, vittima di incidente al circo nel “globo della morte”

I funerali dello stuntman 26enne deceduto nell’incidente all’Imperial Royal Circus di Sant’Anastasia, in provincia di Napoli, il 21 novembre scorso, mentre si esibiva nell’attrazione della “Sfera della morte”
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Morto il boss Gerlando Alberti jr. Uccise una 17enne che scoprì per sbaglio la sua identità
AGI – È morto nei giorni scorsi il boss Gerlando Alberti jr, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Graziella Campagna, la ragazza uccisa barbaramente il 12 dicembre 1985, con cinque colpi di lupara, nei pressi di Forte Campone, tra Messina e Villafranca Tirrena.
Graziella Campagna, vittima innocente, aveva solo 17 anni e lavorava in una lavanderia. Era stata testimone involontaria della scoperta della falsa identità del latitante: mentre stava stirando, trovò infatti nella tasca di una camicia un’agenda piena di nomi e contatti telefonici.
Il processo e la condanna definitiva
Il processo, lungo e con fasi complesse, si è chiuso definitivamente nel 2009 con la conferma in Cassazione della condanna. Nel processo celebrato a Messina per l’uccisione di Graziella Campagna, Alberti fu condannato al carcere a vita insieme a Giovanni Sutera.
La figura di Gerlando Alberti jr
Gerlando Alberti jr aveva 78 anni ed era malato da tempo. Era nipote del boss palermitano Gerlando Alberti, noto come “u Paccarè”. La sua morte segna la fine di una delle figure centrali legate a uno dei più efferati omicidi di mafia in Sicilia.
Mensa scolastica, a San Mauro Cilento “paga” il sindaco con la sua indennità: “Così aiutiamo le famiglie”

Il primo cittadino Carlo Pisacane spiega a Fanpage.it: “L’obiettivo è aiutare le famiglie sul territorio, evitando che debbano lasciare il paese”
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