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Ornella Vanoni, l’addio in musica. La nipote Camilla canta “Senza fine”

AGI – “Senza fine” cantata dalla nipote Camilla. Poi le rose gialle di Gino Paoli, la carezza con le note di Paolo Fresu e il brano “Ma mi” scritto da Strehler a chiudere il sipario. Il feretro di Ornella Vanoni è uscito tra gli applausi dalla chiesa di San Marco a Brera a Milano dove si sono conclusi funerali della cantante, scomparsa venerdì scorso all’età di 91 anni.

Tantissime le persone presenti, tra comuni cittadini e rappresentanti delle istituzioni. Tra questi, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, il sottosegretario alla Cultura, Giammarco Mazzi, e il sindaco Giuseppe Sala. Le esequie sono state celebrate da don Luigi Garbini.

Molti anche i volti noti dello spettacolo, tra cui Fabio Fazio, Luciana Littizzetto, Roberto Vecchioni, Ron e Dori Ghezzi.

Momenti di grande emozione si sono vissuti quando Paolo Fresu ha suonato con la sua tromba ‘L’appuntamento’ e alcune note di ‘Senza fine’. La stessa Vanoni aveva espresso in un’intervista il desiderio che fosse proprio Fresu a suonare al suo funerale.

Fresu è arrivato lentamente dal fondo della navata e piano piano si è avvicinato alla bara sulla quale ha posato la mano per un’ultima carezza. Un gesto simbolico che ha concluso la cerimonia, rendendo omaggio alla grande artista italiana.

L’omelia, “è stata posseduta dalla musica” 

Nella sua omelia, don Luigi Garbini ha sottolineato che Ornella Vanoni “è andata più volte in pezzi nella sua vita” e ha parlato della sua depressione. “La fragilità è garanzia di creazione“, ha spiegato il prete che ha evidenziato anche il valore artistico di Vanoni.

“Impossibile scindere la sua storia personale da quella culturale del paeseOrnella Vanoni è stata posseduta dalla musica“.

La nipote Camilla canta “Senza fine” 

 “Cara nonna, porto una parte di te dentro di me. Grazie per l’amore che mi hai dato, per sempre. Eterna”. Poche parole e poi Camilla Ardenzi, la nipote di Ornella Vanoni, intona con grazia e voce cristallina ‘Senza fine’ alle esequie della cantante.

“Nonnina mia”, il ricordo del nipote Matteo 

Nonnina mia”: comincia con un’espressione affettuosa l’intervento di Matteo Ardenzi, l’amato nipote di Ornella Vanoni. Tra lacrime e battute che rimandano alla verve comica della nonna, il ragazzo emoziona e strappa più di un sorriso in chiesa.

“Sei stata un’artista grandiosa, una mente irriverenteicona di stile e personaggio dei social. Una persona forte e indipendente. Quando ero piccolo – racconta – mi facevi ‘ghirighiri’ prima di dormire e poi quando ti accompagnavo a qualche evento mi presentavi come il tuo fidanzato e mi facevi ridere così tanto. Nonna era il tipo di persona che mi chiamava ogni giorno per chiedermi come stessi, e a volte rispondeva ai miei messaggi un secondo dopo che avevo già risposto io. Era quella che minacciava di diseredarmi quando fallivo un esame all’università, che mi chiedeva cosa avessi fatto prima e di ‘Tic Tic Toc (TikTok, ndr). Era l’unica persona che mi lasciava messaggi in segreteria lunghi tre o quattro minuti, a volte cantando My Funny Valentine, altre volte cambiando quattro o cinque voci deliranti per chiedermi se mi fossi dimenticata di mia nonna.

“È stata la mia più grande sostenitrice, quella che credeva in me anche quando io ero il primo a fallire, quella che sapeva darmi amore e affetto ogni volta che ne avevo bisogno. Semplicemente, era mia nonna”.

Gli ultimi giorni e l’orgoglio del nipote

Poi, arriva agli ultimi giorni, di dolore, ma anche di gratitudine: “Te ne sei andata senza dirmi nulla. Così, all’improvviso. Ogni tanto mi dicevi: ‘Amore, prima o poi dovrò morire, lo sai, vero?’. Ma io non ti ho mai creduto davvero. Oggi siamo tutti qui per te, e sono più orgoglioso che mai di come l’essere tuo nipote mi abbia definito come persona, di come averti nel mio mondo mi abbia aiutato a scrivere il mio ruolo in questa tragicommedia che è la vita“.

La canzone di Giorgio Strehler (Video) 

Sulle note di ‘Ma mi’, la canzone in dialetto milanese scritta da Giorgio Strehler, la bara di Ornella Vanoni ha lasciato la chiesa tra gli applausi.

La canzone venne portata al successo e cantata da Vanoni coi detenuti quando visitò il carcere di San Vittore nel 2019 e racconta di un partigiano che sopportò quaranta giorni di interrogatorio pur di non tradire i compagni.

 

 

 

 

Perquisita la sede Amazon di Milano per evasione e contrabbando

AGI – Transazioni commerciali e importazione di prodotti dalla Cina nel mirino della guardia di finanza. E l’indagine fa tremare un colosso dell’e-commerce, Amazon.

Per ora una perquisizione, disposta dalla procura di Milano che ha emesso un decreto nell’ambito di un fascicolo con l’ipotesi di presunta evasione fiscale a cui si aggiunge quella di contrabbando che avrebbe commesso Amazon nell’importazione dall’estero di prodotto destinati alla vendita in Italia. La notizia è stata anticipata da Reuters.

Il focus dell’indagine

Le indagini riguardando – secondo l’ipotesi inquirente – la violazione della normativa tributaria sulla tassazione Iva delle merci proveniente dall’area non comunitaria, in particolare la Cina. Le attività delegate al Nucleo di polizia economico-finanziaria della gdf di Monza sono state eseguite in due hub del colosso dell’e-commerce americano.

I bambini della ‘famiglia nel bosco’, il Ministero dell’Istruzione: “Rispettato l’obbligo …

AGI – Non si spegne la polemica politica dopo la recente decisione del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila di togliere la responsabilità genitoriale sui tre piccoli (due gemelli di 6 anni e una bambina di 8) alla coppia anglo-australiana che da anni ha scelto di vivere in un rudere nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti, affrontando la quotidianità senza servizi: acqua, energia elettrica, scuola.

Il Tribunale ha separato i genitori dai tre figli, spiegando che “la situazione descritta nella relazione dei servizi sociali e in quella dei carabinieri manifestava indizi di preoccupante negligenza genitoriale, con particolare riguardo all’istruzione dei figli e alla loro vita di relazione”.

Sui social sono spuntati insulti e minacce contro il presidente del Tribunale Cecilia Angrisano: un centinaio i commenti offensivi, accompagnati da foto del magistrato e c’è anche chi è alla ricerca di indirizzo, numero di telefono ed e-mail. “Lei è un’emerita c…ona”, scrive uno dei tanti utenti su Fb all’indirizzo del magistrato. “Il tribunale dei minori è una fossa piena di vermi”, aggiunge un altro. Commenti sui quali non si esclude l’intervento della Polizia Postale per risalire agli autori dei commenti offensivi.

La nota del ministero dell’Istruzione

Tutto questo succede mentre in una nota il Ministero dell’Istruzione e del Merito fa sapere che “risulta regolarmente espletato l’obbligo scolastico dei bambini attraverso l’educazione domiciliare legittimata dalla Costituzione e dalle leggi vigenti e tramite l’appoggio a una scuola autorizzata. La conferma è arrivata dal dirigente scolastico dell’istituto scolastico di riferimento per il tramite dell’ufficio scolastico regionale”. 

La richiesta del Csm a tutela dei magistrati

Con un documento depositato al Comitato di presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura, tutti i consiglieri togati (ad eccezione della togata di Magistratura Indipendente Bernadette Nicotra) e i laici Roberto Romboli (eletto in quota Pd), Michele Papa (M5s) ed Ernesto Carbone (Iv) hanno chiesto che il Csm apra una pratica a tutela dei magistrati del tribunale per i minorenni dell’Aquila in relazione alle “dichiarazioni pubbliche rese da esponenti politici” sul provvedimento con cui è stato disposto l’allontanamento dei tre minori dal contesto familiare e il loro collocamento in una struttura protetta

Il provvedimento in questione, osservano i consiglieri firmatari nella richiesta di apertura pratica, “rientra nell’esercizio delle funzioni attribuite dalla legge alla giustizia minorile tipiche attribuzioni dell’autorità giudiziaria minorile e persegue esclusivamente finalità di protezione dei bambini coinvolti”. A fronte di ciò, aggiungono, “alcune dichiarazioni pubbliche hanno definito la decisione come un ‘sequestro’ di minori, l’hanno qualificata con espressioni fortemente denigratorie e hanno annunciato iniziative ispettive e interlocuzioni dirette con i giudici investiti del procedimento. Tali affermazioni provenienti anche da rappresentanti di pubbliche Istituzioni trascendono la legittima critica a un atto giudiziario e finiscono per colpire direttamente l’operato dei magistrati del tribunale per i minorenni, esponendoli a una indebita pressione anche mediatica”.

La giurisdizione, soprattutto in ambito minorile, si legge ancora nel documento, “opera in un quadro di legge complesso, sulla base di atti e di elementi tecnici, componendo interessi tutti meritevoli di rispetto: la libertà delle scelte educative dei genitori, il diritto dei bambini alla sicurezza, alla salute, alla socialità e alla riservatezza”. Dunque, affermano i consiglieri firmatari, “la semplificazione di tale complessità in formule polemiche, che presentano l’intervento giudiziario come un sequestro o una violenza di Stato, finisce per minare la fiducia nella magistratura ed esonda in un’inaccettabile delegittimazione personale dei giudici titolari del procedimento, che hanno poi un immediato riflesso in gravi e scomposti attacchi attraverso i social”.

Infine, conclude il documento, “preoccupa che questa vicenda venga evocata in connessione con la prossima consultazione referendaria in materia di giustizia, che nulla ha a che fare con il caso in esame. Dovrebbe essere interesse di tutti, istituzioni politiche e istituzioni di garanzia, che il confronto sui referendum si sviluppi sul terreno delle opzioni normative e delle ragioni di merito, senza piegare a fini di propaganda casi concreti che riguardano minori e che sono ancora oggetto di valutazione giudiziaria”.

La reazione di Salvini

“I giudici tutelano i giudici. E quei tre bambini strappati ai genitori, chi li tutela?”, ha commentato Matteo Salvini dopo la richiesta al CSM di aprire una pratica a tutela dei magistrati. Il vicepremier leghista ha definito la vicenda della famiglia nel Chietino “una vergogna assoluta” per l’intervento delle autorità sui minori. “Non mi fermerò e non sarò tranquillo fino a che quei bimbi non saranno tornati a casa”.

“Per anni ci hanno martellato con l’ideologia green, e adesso che c’è una famiglia che vive a emissioni zero, le tolgono i figli. È il cortocircuito di certa magistratura e di certa sinistra” ha osservato Salvini secondo il quale “l’uso della forza ai danni di una famiglia perbene, con tre bambini felici sottratti alla cura ed agli abbracci di mamma e papà è un fatto di una gravità assoluta”.

Chiesti 20 anni carcere per capo ultrà del Milan Luca Lucci

AGI – La Dda della procura di Milano ha chiesto di condannare a 20 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti pluriaggravata il leader della Curva Sud Milano, Luca Lucci, 44 anni, e il presunto socio in affari Fatjon Gjonaj, 32enne, albanese, ritenuti essere al vertice di un gruppo di narcotrafficanti che solo nel periodo tra il giugno 2020 e il febbraio/marzo 2021 avrebbe mosso 225 chilogrammi di marijuana, 3 mila chili di hashish, 53 chili di cocaina.

Le indagini della Squadra mobile erano iniziate dopo il tentato omicidio di Enzo Anghinelli e avevano portato alla scoperta di una rete, capeggiata da Lucci, che avrebbe importato dal Marocco, via Spagna, ingenti quantitativi di droga poi smerciati all’ingrosso in Lombardia. Un’attività illecita condotta al di fuori della gestione del tifo organizzato rossonero.

Gli altri imputati e le richieste di pena

Le richieste di pena sono state formulate dai pm antimafia Leonardo Lesti e Rosario Ferracane nel corso del giudizio abbreviato in corso davanti alla gup di Milano, Giulia Masci, anche per gli altri 21 co-imputati, tra cui il braccio destro di Lucci, Daniele Cataldo, già condannato in primo grado con il leader degli ultrà rossoneri nel procedimento Doppia Curva; Rosario Calabria (16 anni), Rosario Trimboli (13 anni), Francesco Messina (16 anni e 10 mesi), Aldo Gerardo Mori Matos, Attilio Mormile, Francesco Siani e Yuri Trocino e Roberta Grassi (8 anni).

Prossime udienze e sentenza

Le difese, tra cui quella di Lucci con l’avvocato Jacopo Cappetta, interverranno nelle udienze del 4 e 9 dicembre. La sentenza è attesa a gennaio.

Muore a 27 anni in un agguato a Sesto San Giovanni, condannati in 4 con pene fino a 20 anni


Youssef Saadani è stato ucciso il 23 ottobre 2023 in un agguato a Sesto San Giovanni (Milano) di una banda di pusher rivali. In 4 sono stati condannati con pene dai 10 ai 20 anni, uno è ancora irreperibile.
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Rapine sull’Asse Mediano, pattuglie della Polizia agli snodi e nei punti più trafficati


La Questura di Napoli ha predisposto servizi mirati di controllo e contrasto lungo la statale 162 NC, dove negli ultimi giorni si sono verificate diverse rapine agli automobilisti.
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Beatrice Bellucci morta sulla Colombo, l’amica in ospedale: “È già passato un mese angioletto mio”


A un mese dalla morte di Beatrice Bellucci nell’incidente in via Colombo l’amica Silvia Piancazzo ancora ricoverata in ospedale ha scritto un messaggio per lei.
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Tragedia della Funivia del Faito, recuperato carrello della cabina: al via le analisi per scoprire cause del crollo


Il 17 aprile scorso, una della cabine della Funivia del Faito precipitò, provocando la morte di 4 persone. A distanza di 7 mesi, oggi è stato recuperato il carrello della cabina caduta, determinante per le analisi volte a ricostruire la dinamica del crollo.
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Macabra scoperta a Udine, trovati due corpi senza vita in un casolare abbandonato

AGI – I corpi di due persone morte sono stati trovati in un casolare abbandonato alla periferia della città di Udine. A dare l’allarme poco dopo mezzogiorno è stato un passante.

Sul posto si sono portati il personale sanitario della Sores Fvg, che ha constatare il decesso delle due persone, la Polizia, che ora ha avviato indagini e i vigili del fuoco.

Dai primi rilievi effettuati sui due corpi, sembra si possa trattare di due cittadini stranieri nell’abitazione non utilizzata da tempo hanno avuto un rifugio di fortuna. Considerate le condizioni in cui sono stati rinvenuti i cadaveri, il decesso risalirebbe a qualche giorno. Sul posto il medico legale e il magistrato di turno. 

Campania e Puglia al Centrosinistra, il Veneto conferma il Centrodestra. Flop affluenza

AGI – Chiusi i seggi elettorali in Campania, Veneto e Puglia per l’elezione dei presidenti e il rinnovo dei consigli regionali. Il centrodestra conferma la Presidenza della regione Veneto con Alberto Stefani che sostituisce Luca Zaia. Quando restano da scrutinare 496 sezioni venete su 4.729, il vantaggio di Stefani che ha il 64,33% è incolmabile.

Il centrosinistra conferma la Presidenza della regione Puglia con Antonio Decaro che sostituisce Michele Emiliano. Quando restano da scrutinare 521 sezioni pugliesi su 4.032, il vantaggio di Decaro, che ha il 64,28% dei voti. La Campania va al campo larghissimo di Roberto Fico, che prende il posto di Vincenzo De Luca alla guida della Regione. Rispetto alla precedente tornata di amministrative, nelle tre regioni l’affluenza si è fermata al 43,63% rispetto al 57,69%.

Fico: “Adesso al lavoro”

Fico celebra sui social la vittoria alle elezioni, accompagnando il messaggio con una foto in cui sorride, scattata al suo comitato elettorale subito dopo il risultato. “è una vittoria della nostra comunità”, esordisce il neopresidente della Regione Campania rivendicando l’esito del voto e rivolgendo “un grazie di cuore ai campani e alle campane”.
“Adesso al lavoro per la sanità pubblica, per i trasporti, per il lavoro, per i più fragili”, aggiunge l’ex presidente della Camera, tracciando le priorità della nuova fase politica.

Stefani: “Il primo obiettivo è l’assessorato al sociale”

“La prima cosa che farò da presidente? Istituire un assessorato al sociale“. L’ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti il neoeletto Stefani. “Su questo punto, che è il primo punto del programma di governo, distinto ovviamente dall’assessorato alla sanità, io voglio investire moltissimo perché credo che il sociale sia la sfida del futuro – ha poi proseguito – la società del futuro sarà una società piu’ longeva e quindi si dovrà tener conto di questa circostanza per garantire servizi socio-assistenziali a una popolazione che invecchierà sempre di piu’ e alla quale va doverosamente data attenzione con Rsa attrezzate, con quartieri inclusivi, villaggi inclusivi, con dei servizi socio-assistenziali e territoriali a portata di mano, dei servizi per la prima infanzia, dei servizi educativi”.

Salvini: “Tematiche leghiste”

“Al centro della campagna elettorale di Alberto Stefani c’erano alcune tematiche definite come non ‘prettamente leghistè. “è stata un’ottima scelta di Alberto” parlare di “sociale, ambiente, ultimi… non c’è solo la sinistra che parla di alcuni temi“. L’ha detto il segretario federale della Lega Matteo Salvini commentando la vittoria di Stefani. “è un pò il mondo al contrario” ha poi ironizzando ricordando che “siamo stati i primi a difendere le scelte di vita di una famiglia che nel nome di una sostenibilità rifugge dalle comodità delle grandi città ed educa i figli non con il telefonino ma con la natura e gli animali. Teoricamente dovrebbe essere stata la sinistra a difenderla”. 

Decaro: “Primo impegno è sulle liste d’attesa”

“Cercherò la leale collaborazione con il governo di questo paese, qualunque ne sarà il colore”, ha commentato Antonio Decaro, eletto presidente della Puglia. “Il primo impegno sarà occuparmi delle liste di attesa, chiedendo alle realtà convenzionate di stare aperte fino alle 23″. Lo dice Antonio Decaro, eletto presidente della Puglia.

Schlein: “Premiata l’unità sui temi cari alle persone”

“La candidatura di Antonio Decaro è stata fortemente voluta da tutte le forze della coalizione, nessuna esclusa. La stessa cosa è successa anche in Veneto. Mi avete sentito dire piu’ volte che uniti si vince e il risultato straordinario di Antonio Decaro con un margine di 30 punti, e di quello di Roberto Fico in Campania dimostrano che uniti si stravince. Ma anche dove non vinciamo, come accaduto in Veneto, abbiamo raddoppiato il consenso rispetto a cinque anni fa. Questo ci conferma che la strada di costruire l’unita’ sui temi che interessano alle persone viene premiata“. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein durante il suo discorso presso il comitato elettorale di Antonio Decaro, candidato del centrosinitra alla presidenza della Regione Puglia

 

 

 

 

 

Pio Marco Salomone ucciso a 19 anni non era l’obiettivo dell’agguato. L’ipotesi: colpito per sbaglio


Marco Pio Salomone, il ragazzo di 19 anni ucciso sabato notte con un colpo alla testa all’Arenaccia, al centro storico di Napoli, non sarebbe stato l’obiettivo dell’agguato.
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Le conseguenze della violenza di genere sul cervello delle vittime

AGI – La violenza maschile sulle donne non lascia solo lividi e traumi emotivi: incide anche sul funzionamento del cervello, rendendo più difficile ricordare e comprendere le parole.

È quanto emerge da uno studio del Centro di ricerca Mente, Cervello e Comportamento dell’Università di Granada, che ha analizzato in tempo reale cosa accade nel cervello delle sopravvissute durante un compito di memoria.

Che cos’è la memoria verbale e perché è così importante

I ricercatori si sono concentrati sulla memoria verbale, cioè la capacità di ricordare e processare informazioni espresse attraverso il linguaggio, orale o scritto: parole, frasi, istruzioni.

Una funzione cognitiva che sta alla base di attività quotidiane come leggere e capire un testo, studiare, seguire una spiegazione, comunicare in modo efficace, affrontare compiti scolastici o lavorativi.

Quando questa capacità è indebolita, tutto diventa più faticoso: imparare qualcosa di nuovo, ricordare una lista della spesa, seguire una procedura, preparare un esame.

Risonanza magnetica funzionale e un compito di memoria

Lo studio è stato condotto con la risonanza magnetica funzionale, una tecnica di imaging che permette di osservare quali aree del cervello si attivano mentre una persona svolge una determinata attività, misurando le variazioni del flusso sanguigno. Diversamente dalla risonanza “classica”, che mostra solo la struttura del cervello, la versione funzionale restituisce una sorta di mappa in tempo reale dell’attività cerebrale.

Alla ricerca hanno partecipato 80 donne:

  • 40 sopravvissute a violenza maschile,

  • 40 senza alcuna storia di violenza, che hanno costituito il gruppo di controllo.

Il lavoro è firmato da Miguel Pérez García e Juan Verdejo Román, del dipartimento di Personalità, valutazione e trattamento psicologico, e nasce dalla tesi di dottorato della ricercatrice María Pérez González.

Durante l’esperimento le partecipanti sono state sottoposte a un compito di riconoscimento di parole, mentre la risonanza magnetica funzionale registrava l’attività del loro cervello.

Meno parole ricordate e più fatica mentale

I risultati mostrano che le donne che hanno subito violenza di genere incontrano maggiori difficoltà nelle prime fasi dell’apprendimento:

  • riconoscono un numero inferiore di parole nei primi due tentativi di prova,

  • ottengono prestazioni peggiori nei test di richiamo libero (cioè quando devono ricordare senza aiuto le parole viste in precedenza).

Non solo: la gravità delle aggressioni subite influisce sulle prestazioni. Più è stata intensa la violenza fisica, peggiore risulta il riconoscimento nelle fasi iniziali dell’apprendimento.

Anche il “profilo” cerebrale delle sopravvissute appare diverso. Durante il compito di riconoscimento, il loro cervello mostra una maggiore “disattivazione” in alcune aree, un dato che i ricercatori interpretano come segnale di un maggior sforzo necessario per ottenere lo stesso risultato del gruppo di controllo. In pratica, per arrivare a una prestazione simile, il cervello delle vittime deve faticare di più.

Una spiegazione neurobiologica alle difficoltà di tutti i giorni

Già in passato diversi studi avevano evidenziato legami tra violenza subita, attenzione e memoria. Ma mancavano ricerche in grado di osservare in diretta i meccanismi cerebrali coinvolti durante un compito di memoria.

Secondo gli autori, questo lavoro colma un vuoto e offre una spiegazione neurobiologica a molte difficoltà quotidiane raccontate dalle donne che hanno subito violenza:

  • la fatica nel memorizzare informazioni nuove,

  • il senso di “vuoto” o confusione davanti a istruzioni semplici,

  • la difficoltà a ricordare elenchi o contenuti appena letti o ascoltati.

Tutte situazioni che possono essere facilmente scambiate per distrazione, scarso impegno o stress generico, ma che, alla luce di questi dati, assumono una dimensione diversa: sono possibili esiti di un trauma subito.

Valutazione neuropsicologica e riabilitazione: le prossime tappe

Il gruppo di Granada sta ora concentrando il proprio lavoro sulle sequele neuropsicologiche della violenza maschile contro le donne, con l’obiettivo di definirne meglio la valutazione e studiare percorsi di riabilitazione mirati.

Per gli studiosi è fondamentale che queste conseguenze vengano riconosciute nei percorsi di cura: servono valutazioni neuropsicologiche sistematiche per le sopravvissute ed è necessario progettare interventi di riabilitazione che aiutino a recuperare, almeno in parte, le funzioni compromesse.

L’idea di fondo è che la violenza di genere non sia solo un’emergenza sociale e penale, ma anche un problema di salute pubblica a lungo termine, che incide sul cervello, sulla capacità di apprendere, lavorare, comunicare. E che, proprio per questo, richiede strumenti di diagnosi e cura adeguati, anche sul piano cognitivo.

 

Polo Ralph Lauren e Lacoste vendute a basso prezzo in un negozio a Benevento: sono false, scatta il sequestro


Blitz della Guardia di Finanza in un esercizio commerciale di Benevento: sequestrati oltre 2mila capi di abbigliamento, soprattutto Lacoste e Ralph Lauren, risultati contraffatti.
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Omicidio Nataly Quintanilla, la zia parte civile al processo: “Uccisa perché diventata ingombrante”


La zia e la cugina di Nataly Quintanilla si sono costituite parti civili al processo a carico di Pablo Gonzales Rivas. Il 48enne è accusato di aver ucciso e occultato il cadavere della compagna lo scorso gennaio.
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Rocca pensa alla quarta pista all’aeroporto di Fiumicino

AGI – “Uno dei temi su cui dobbiamo lavorare più e meglio è quello delle infrastrutture. Guardo con favore, e credo che su questo anche il sindaco converrà, alla quarta pista di Fiumicino“. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, in apertura degli Stati generali del turismo di Roma all’Auditorium Parco della Musica.

Rocca ha ribadito la necessità di prepararsi al futuro perché una mobilità più solida sul territorio “non è soltanto un fattore di attrazione turistica ma anche di crescita economica” per tutta la regione. Il governatore ha richiamato la necessità di lavorare “insieme” in vista dei grandi appuntamenti, a partire dal Giubileo del 2033, “forse il più importante della storia”, sottolineando che “il successo di Roma è il successo del Paese”.

Nel suo intervento Rocca ha toccato anche i temi della valorizzazione culturale, citando il Parco archeologico di Ostia Antica come esempio di patrimonio ancora da far conoscere pienamente ai visitatori, “la migliore città romana conservata al mondo dopo Pompei”.

“Le statue poste oggi alle partenze di Roma Fiumicino – ha aggiunto – potrebbero essere collocate agli arrivi, per far cominciare subito l’esperienza al viaggiatore e raccontare una bellezza che merita di essere scoperta”.

 

 

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