Archivi per la categoria ‘Cronaca’

False dichiarazioni il concorso al Monaldi: condannati ex primari Tortoriello e Malafronte


Sono stati condannati per falso i medici Giuseppe Tortoriello e Giuseppe Malafronte: erano accusati di avere partecipando a un concorso al Monaldi senza dichiarare i carichi pendenti.
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Cocaina in carcere ai colloqui dalle fidanzate innamorate: arrestato ancora 22enne, guadagnava 2mila euro a settimana


Le indagini sono partite dalla madre di un altro detenuto ed ex appartenente della Banda della Magliana. Le due giovani, 19 e 20 anni, sono ora ai domiciliari.
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Spari in piazza Bellini nella notte: lite tra gruppi di giovani nel cuore della movida


Colpi di pistola sono stati esplosi nella notte tra Port’Alba e piazza Bellini, nel centro di Napoli; sarebbero stati sparati da alcuni giovani durante un litigio.
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Incendio nel palazzo a Villaricca, anziana disabile salvata dai carabinieri


Una anziana di 80 anni, disabile, è stata salvata ieri dai carabinieri a Villaricca (Napoli): nell’edificio in cui vive era scoppiato un incendio ma non era in grado di uscire da sola dal palazzo.
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In fiamme un condominio nel Milanese, morti due anziani e il figlio. Trovata sostanza accelerante

AGI – L’incendio in una palazzina di Cornaredo dove sono morte tre persone potrebbe essere stato causato da una sostanza accelerante e quindi riconducibile a un gesto volontario. Al momento è solo un’ipotesi ma quello che è certo è che nella stanza di Carlo Laria, morto assieme agli anziani genitori, è stata rinvenuta dai vigili del Nia (Nucleo Investigativo Regionale) una sostanza definita “anomala rispetto al contesto dove si trovava il cadavedere” del 55enne. Proprio dal letto del figlio di Benito Laria e Carmela Greco si sono sviluppate le fiamme. Sono in corso ulteriori rilievii e verifiche col coordinamento della procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano. 

Il rogo

Tre membri di una famiglia, Benito Laria, 88 anni, la moglie Carmela Greco, 82 anni e il figlio Carlo, 55 anni, sono morti in un incendio che è divampato nella loro abitazione a Cornaredo, nel Milanese, intorno alle 4 e 30.

Il rogo si è sviluppato al primo dei sei piani di un palazzo dal quale sono state evacuate 50 persone appartenenti a 17 nuclei familiari. L’appartamento è stato sottoposto a sequestro su ordine della procura.

In mattinata i vigili del Fuoco hanno concluso le operazioni di spegnimento dell’incendio ma una squadra presidia ancora il palazzo per assistere le persone che ci vivono nel recupero dei loro beni personali. Lo stabile, infatti, è stato dichiarato temporaneamente inagibile. Il pubblico ministero ha delegato il Nucleo Investigativo Antincendi della Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco Lombardia ad avviare gli accertamenti per determinare le cause del rogo. Le indagini verranno condotte in collaborazione coi carabinieri.

Secondo quanto riferito dai vigili del Fuoco, 19 persone sono state visitate dai sanitari sul posto, altre otto sono state portate in ospedale per accertamenti e cure. I vigili sono intervenuti con tre autopompe, un’autoscala, una autobotte, due furgoni. Tre di loro sono rimasti lievemente feriti durante i soccorsi, uno è stato portato in ospedale e poi dimesso.

Rogo in un’abitazione nel Milanese, tre morti. Evacuate 50 persone dal palazzo

AGI – Tre membri di una famiglia, Benito Laria, 88 anni, la moglie Carmela Greco, 82 anni e il figlio Carlo, 55 anni, sono morti in un incendio che è divampato nella loro abitazione a Cornaredo, nel Milanese, intorno alle 4 e 30. 

Il rogo si è sviluppato al primo dei sei piani di un palazzo dal quale sono state evacuate 50 persone appartenenti a 17 nuclei familiari. L’appartamento è stato sottoposto a sequestro su ordine della procura.

 

 

In mattinata i vigili del Fuoco hanno concluso le operazioni di spegnimento dell’incendio ma una squadra presidia ancora il palazzo per assistere le persone che ci vivono nel recupero dei loro beni personali. Lo stabile, infatti, è stato dichiarato temporaneamente inagibile. Il pubblico ministero ha delegato il Nucleo Investigativo Antincendi della Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco Lombardia ad avviare gli accertamenti per determinare le cause del rogo. Le indagini verranno condotte in collaborazione coi carabinieri. 

Otto persone in ospedale

Secondo quanto riferito dai vigili del Fuoco, 19 persone sono state visitate dai sanitari sul posto, altre otto sono state portate in ospedale per accertamenti e cure. I vigili sono intervenuti con tre autopompe, un’autoscala, una autobotte, due furgoni. Tre di loro sono rimasti lievemente feriti durante i soccorsi, uno è stato portato in ospedale e poi dimesso.

Aggredisce un collega: “Ha urlato ‘sono fascista quanto mi pare’ e rotto gli occhiali. Ho paura di andare al lavoro”


“Mi ha dato uno spintone, ho lanciato un pugno per difendermi. Ma lui mi ha preso per il collo e mi ha spaccato gli occhiali. Non sono ancora tornato al lavoro, ho paura”.
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Incidente a catena sull’asse mediano di Napoli, un ferito in ospedale: 3 auto coinvolte


Tamponamento a catena sull’asse mediano in direzione Acerra. Coinvolte tre auto, un ferito in ospedale.
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Pretende 25mila euro dalla madre, fugge in un canale e colpisce un carabiniere: 24enne arrestato


Un 24enne è stato arrestato dai carabinieri dopo aver minacciato la madre e preteso da lei 25mila euro e dopo aver aggredito un militare nel tentativo di scappare. Il giovane aveva provato a fuggire anche attraverso il canale d’irrigazione.
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Il padre di Sempio chiarisce l’uso dei contanti: “Eravamo in balia degli avvocati”

AGI –  “Ma voi avevate mai chiesto quanto avreste speso di spese legali?”. “No, eravamo in balia degli avvocati, non avevamo chiesto a nessuno, e nessuno ci aveva detto a quanto sarebbero ammontate le loro parcelle. Noi andavamo li’ e pagavamo, bastava che tirassero fuori il figlio. Pagavamo tutto quanto necessario, per poter andare avanti e tirar fuori Andrea, facendo le cose che andavano fatte”.

Il botta e risposta è tra gli investigatori – carabinieri e finanzieri – e Giuseppe Sempio, sentito come persona informata sui fatti il 26 settembre scorso nell’ambito dell’inchiesta della procura di Brescia in cui è indagato l’ex procuratore di Pavia Mario Venditti per corruzione in atti giudiziari. Gli investigatori insistono: “Lei, sua moglie Daniela o vostro figlio avete conservato fatture relative ai pagamenti di avvocati e/o consulenti” in relazione all’indagine del 2017?. “Per quello che ricordo io, dovremmo avere solo la fattura della consulenza di Luciano Garofano. Per gli avvocati noi pagavamo in contanti quando andavamo in ufficio e alla fine avrebbero dovuto farci la fattura. Gli avvocati dell’epoca non hanno mai rilasciato nè ricevute nè fatture”. 

 

 

Giuseppe Sempio viene invitato a spiegare perché pagassero solo in contanti. “Non ricordo, so solo che pagavamo in contanti, ma credo che volendo avremmo anche potuto pagare in altri modi. Non andavamo spesso dagli avvocati, ma ogni qual volta c’erano delle novità, ci chiamavano, e ci dicevano di portare per la volta successiva del denaro ad esempio due o tremila euro. Capitava che gli avvocati ci chiamassero due volte in una settimana, mentre capitava anche che ci chiamassero una sola volta alla settimana. Ogni qual volta ci chiamavano, ci chiedevano di portare dei soldi”.

“Che mole di documenti hanno procurato gli avvocati a fronte di tali pagamenti?” Domandano gli investigatori. “Non so, noi non eravamo esperti, e dipendevamo da quello che ci dicevano, noi non capivamo nulla” risponde il padre di Andrea Sempio.

 

 

Una nota di previsione per le spese legali. Questo rappresentava, spiega Giuseppe Sempio, il padre di Andrea, l’appunto “Venditti gip archivia X 20.30 euro” nel quale invece la Procura di Brescia intravvede il prezzo della corruzione dell’allora pm Mario Venditti.

“Dovrebbe essere una previsione di spesa che avevamo fatto noi in casa, su quanto avremmo dovuto pagare agli avvocati alla fine della faccenda” detta a verbale l’uomo, sentito dai finanziari di Brescia e Pavia e dai carabinieri di Milano come testimone lo scorso 26 settembre. E arriva anche la sua spiegazione su chi fossero “quei signori li'” ai quali erano destinati dei soldi di cui parla con la moglie Daniela in una conversazione in auto.

“Sicuramente intendevo gli avvocati.Sono sicuro che mi riferivo agli avvocati”. In quei mesi di angoscia per le sorti del figlio, nel 2017, spesero “tra i cinquantacinquemila e i sessantamila euro” per gli avvocati. “Visto che l’archiviazione è arrivata circa tre mesi dopo l’iscrizione, non è strano avere speso sessantamila euro per tre avvocati per tre o quattro mesi?” Chiedono gli inquirenti. “Lo so che sembra strano, ma è cosi’. Noi eravamo nelle loro mani, e non sapevamo una virgola di cosa facessero” torna a dire Giuseppe che per tutto il confronto raffigura lui e la moglie come “in balia” delle esigenze degli avvocati.

La madre di Sempio: “Scegliemmo Lovati perchè costava poco”

 I genitori di Andrea Sempio decisero a un certo punto di farsi seguire solo dall’avvocato Massimo Lovati “perché ci è costato solo poche centinaia di euro, e cosi’ l’avvocato Taccia. Abbiamo coperto solo le spese vive per pagare diritti di cancelleria”. Lo mette a verbale, sentita come testimone, Daniela Sempio, la madre dell’indagato nell’inchiesta della Procura di Pavia.

“Dal 11 gennaio 2017 al 26 gennaio 2017 ci sono uscite di denaro contante dai conti di suo marito e di suo figlio per tredici mila euro. A chi sono finiti quei soldi?” Domandano finanzieri e carabinieri. “Sono finiti all’avvocato che abbiamo trovato noi”.

“Si riferisce a Soldani? Possibile che in quindici giorni, ben tredicimila euro in contanti siano finiti nelle mani dell’avvocato Soldani?”incalza chi fa le indagini. “Io so cosi'” risponde secca la donna. Come il marito, anche lei viene invitata a spiegare chi fossero “quei signori li'” a cui dare dei soldi, con una “formula” da trovare, nell’intercettazione del febbraio 2017.

“Lei ci dice che è riferito al pagare gli avvocati. Ma voi dall’11 al 26 gennaio avevate già fatto prelievi per tredicimila euro in contanti, che oggi ci sta dicendo erano serviti per i legali. Dunque la ‘formulà per gli avvocati ce l’avevate già Allora, ci dice chi intendeva col pagare quei signori li’?”. “Guardi. Non lo so, sono passati tanti anni, io non mi ricordo, chiedete a mio marito”

“Non torna neanche la modalità con la quale sono stati prelevati i soldi in contanti. Perchè coinvolgere terze persone?” chiedono gli investigatori che vogliono capire perché avessero coinvolto dei familiari sui cui conti sono stati trovati movimenti ritenuti sospetti dai pm.

“Guardi tutti quei soldi ci sono serviti per pagare gli avvocati. Sapevamo che poi alla fine gli avvocati ci avrebbero fatto le fatture, ma poi non le abbiamo mai chieste. Le mie cognate si sono offerte di aiutare Andrea. Erano molto ben messe finanziariamente, avevano molta disponibilità economica”.

 

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Attraversa sulle strisce e viene travolto da una moto sulla Gardesana: Giuseppe Aldrighi muore dopo 6 giorni


Giuseppe “Beppe” Aldrighi è morto oggi, venerdì 10 ottobre, all’ospedale di Verona dove era ricoverato da 6 giorni. Lo scorso sabato era stato investito da una moto mentre attraversava la Gardesana occidentale.
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Sistema Pavia: contestato peculato di 750 mila euro a Venditti e Mazza

AGI – “Non abbiamo mai sentito parlare di spese di 750mila euro ne’ di dieci macchine, come riportato da alcuni media. Nel decreto di perquisizione non si fa riferimento ne’ alla prime ne’ alle seconde”. Lo dice all’AGI l’avvocato Massimo Dinoia che, assieme al collega Fabrizio Testa, difende il pm di Milano Pietro Paolo Mazza indagato per corruzione e peculato nell’indagine sul ‘Sistema Pavia’, un ramificato intreccio di malaffare che coinvolgerebbe anche la magistratura nella cittadina lombarda, compreso l’ex procurato Mario Venditti che si occupò del caso Garlasco. 

 

 

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Il pm chiede 4 anni per l’avvocata di Alessia Pifferi e per la psicologa

AGI – La procura di Milano ha chiesto una condanna a 4 anni per l’avvocata Alessia Pontenani, legale di Alessia Pifferi, imputata di falso e favoreggiamento nei confronti della sua assistita condannata in primo grado all’ergastolo per l’omicidio pluriaggravato della figlia di quasi 18 mesi, perché insieme al consulente di parte Marco Garbarini (richiesta pena 3 anni e 6 mesi) “oltrepassando i limiti di legge dei mandati loro conferiti, aiutavano, in attuazione di un ‘piano’ precostituito” la 38enne “a eludere le investigazioni dell’Autorità Giudiziaria, istruendola, su quello che avrebbe dovuto dire” allo psichiatra Elvezio Pirfo, perito nominato dalla Corte d’Assise per valutare e verificare la sua imputabilità.

La stessa entità di pena è stata sollecita anche per la psicologa Monica Guerzoni, in servizio nel carcere di San Vittore dove Pifferi era detenuta in misura cautelare perché con altre professioniste avrebbero commesso una serie di falsi, falsa testimonianza e false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria per fornire una base documentale affinché la difesa Pifferi potesse chiedere la perizia psichiatrica. Le difese, con tra gli altri, gli avvocati Corrado Limentani per Pontenani e Mirko Mazzali per Guerzoni, prenderanno la parola in due udienze fissate per il 3 e 4 novembre.

La storia delle figurine Panini diventa una serie TV con Serena Rossi

AGI – L’avventura umana e imprenditoriale della famiglia Panini, creatrice delle storiche figurine che hanno segnato l’infanzia e alimentato la fantasia di intere generazioni: la racconta la serie televisiva diretta da Letizia Lamartire (‘Lydia Poet’, ‘Il divin codino’) con Serena Rossi protagonista, le cui riprese sono in corso a Modena, per una durata complessiva di 15 settimane.

 

Accanto a Serena Rossi, a vestire i panni dei fratelli e le sorelle Panini saranno Simone Liberati, Federico Cesari, Benedetta Cimatti, Luca Di Sessa, Samuele Teneggi, Irene Girotti, Beatrice Lotti, Cosima Centurioni, mentre il ruolo del padre Antonio Panini sarà interpretato da Edoardo Pesce. La serie, scritta da Sofia Assirelli, Valentina Gaddi, Sebastiano Melloni e Monica Zapelli e liberamente tratta dal libro di Luigi Garlando ‘L’album dei sogni’ (edito da Mondadori), mette al centro del racconto una madre, Olga Cuoghi Panini, che, divenuta prematuramente vedova, si scopre imprenditrice per necessità.

 

L’acquisto della storica edicola in Piazza Duomo a Modena nel 1944 sarà solo la prima di tante intuizioni coraggiose e visionarie che porteranno Olga, insieme ai suoi otto figli, a dare vita a una delle più belle avventure imprenditoriali e creative italiane. Il racconto si snoda tra i primi anni ’40 fino al 1970, anno degli storici mondiali del Messico, che segna la svolta internazionale del celebre marchio.

 

“Andiamo a vedere!” è il motto che Olga insegnerà ai suoi figli e che rappresenta la fiducia nel futuro e la capacità di accogliere sfide apparentemente impossibili. ‘La famiglia Panini’ racconta anche lo spirito di un’intera città, Modena, e di una comunità che partecipa con entusiasmo ed orgoglio allo sviluppo di un progetto imprenditoriale. La serie è prodotta da Indigo Film in collaborazione con Rai Fiction, con il sostegno di Banca Popolare Sanfelice 1983, con il supporto di Emilia-Romagna Film Commission e di Comune di Modena, Camera di Commercio, Fondazione Cassa di Risparmio. 

I venezuelani in Italia: “Machado ha risvegliato un popolo”

AGI – “Oggi è un giorno bellissimo per tutti i venezuelani. Siamo felici ed emozionati”. Così, Maria Requena, presidente dell’Associazione Venezuela in Piemonte, commenta all’AGI l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace all’attivista Maria Corina Machado, leader dell’opposizione nel Paese sudamericano.

“Questo premio – spiega – è un riconoscimento alla persona, alla lotta contro il regime. È un riconoscimento che ci fa capire che siamo dalla parte giusta. E soprattutto è uno schiaffo al regime”.

 

L’Associazione “Venezuela in Piemonte” è nata nel 2018 come associazione culturale, apartitica e non profit con una visione umanitaria e sociale. “Ci occupiamo dei venezuelani che stanno fuggendo dal regime e si trovano in difficoltà – afferma – inoltre inviamo aiuti umanitari nel nostro Paese, diffondiamo notizie e organizziamo manifestazioni di piazza per sensibilizzare l’opinione pubblica e cercare di portare attenzione sulla situazione in Venezuela”.

 

“Il Premio Nobel a Machado è un riconoscimento anche per il nostro lavoro – prosegue – al cammino di lotta e di resistenza”. Tra le lacrime di commozione e la grande gioia, Requena spiega che il sentimento che prova oggi è di “profonda gratitudine”, perché Machado “è riuscita a risvegliare un popolo che era a terra, addormentato per colpa del regime”.

 

“Maria Corina Machado vive in clandestinità – spiega – non abbiamo contatti diretti con lei, ma lei ci fa sapere come vanno le cose, ci incoraggia. Ci dice ‘siamo fiduciosi’, ‘ce la stiamo facendo’ e ci racconta che per fortuna le cose si stanno muovendo”. 

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