Archivi per la categoria ‘Cronaca’

Spari in strada a Roma, agguato nel parcheggio di un supermercato: gambizzato 44enne


Colpi di pistola davanti al parcheggio di un supermercato. Spari da una moto in corsa, uomo di 44 anni colpito alle gambe.
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Palermo dice no alla violenza. Un migliaio in corteo per ricordare Paolo Taormina

AGI – A Palermo i sindacati Cgil, Cisl e Uil manifestano per dire no alla violenza dopo l’omicidio di Paolo Taormina con un corteo che da piazza Verdi arriverà sotto la prefettura. Un corteo che vede la partecipazione di molte famiglie e di tanti ragazzi, molti coetanei del ventenne commerciante ucciso nella notte tra sabato e domenica nel capoluogo siciliano. E al grido “Paolo è qui” esplode un lungo, commovente, applauso. Alcune donne indossano magliette sulle quali sono stampate la foto del ragazzo o la scritta “Poteva essere mio figlio”.

“Chiediamo la presenza delle forze dell’ordine e chiediamo un esercito di insegnanti e assistenti sociali”, ha detto il segretario della Cgil Palermo, Mario Ridulfo. Qualche migliaio di persone sfila in silenzio dietro lo striscione “Basta violenza, basta illegalità” e dietro le foto dei ragazzi uccisi negli ultimi mesi tra Monreale e Palermo.

Sarà al PalaOreto di via Santa Maria di Gesù a Palermo la camera ardente per Paolo. L’amministrazione comunale, attraverso l’assessore allo Sport Alessandro Anello, si occuperà del coordinamento dell’allestimento sulla base delle tempistiche dettate dall’Autorità giudiziaria.

Cracolici, “offensiva del crimine organizzato”

“C’è un’offensiva della criminalità organizzata, studiata almeno sul piano culturale: non c’e’ solo il bullismo. Dietro c’e’ anche una cultura della prepotenza e della mafiosità che torna ad avere cittadinanze e attrattivita’ nelle nostre borgate e nei nostri quartieri”. Antonello Cracolici, presidente della Commissione antimafia dell’Ars, ragiona sull’omicidio del ventunenne Paolo Taormina mentre sfila nel corteo dei sindacati a Palermo. “C’è una paura – prosegue – che si sta diffondendo in tanti luoghi della nostra città: io credo che abbiamo il dovere di alzare lo sguardo e non pensare che sia il fenomeno di qualche bullo di borgata. A Palermo come a Monreale, non credo che Cosa nostra abbia ordinato di andare a sparare ma credo che l’organizzazione mafiosa abbia una fascinazione molto preoccupante e che dobbiamo in qualche modo spezzare prima che la situazione diventi più grave”. 

Accoltella la ex nel siracusano, arrestato. La donna lotta tra la vita e la morte

AGI – Ha accoltellato l’ex compagna di 33 anni poco dopo che la vittima era uscita dal suo luogo di lavoro, una casa di cura a Canicattini Bagni, nel Siracusano: lei è in fin di vita. I carabinieri hanno identificato il presunto aggressore, un 34enne di Avola, che si sarebbe recato nel Comune montano per aggredire la donna. L’uomo, che nel frattempo, era scappato, è stato poi arrestato per tentato omicidio.

Secondo una prima ricostruzione al vaglio dei militari e dei magistrati della Procura di Siracusa che si sono serviti anche delle immagini ricavate dalle telecamere di sicurezza della zona, l’aggressione è avvenuta intorno alle 14 quando la donna stava per salire in auto e tornare a casa. Importanti anche le dichiarazioni di una testimone, una collega di lavoro della vittima che ha dato l’allarme. La 33enne e’ stata trasportata in ospedale, all’Umberto I di Siracusa: è in gravi condizioni e lotta tra la vita e la morte. 

 

 

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Cronisti minacciati, già 81 casi nei primi sei mesi del 2025. Le tre regioni più ‘pericolose’

AGI – Sono 81 gli episodi di intimidazione nei confronti di giornalisti censiti nei primi sei mesi di quest’anno dall’Osservatorio cronisti minacciati di Viminale, Fnsi e Ordine, il 76% in più rispetto ai 46 episodi dello stesso periodo del 2024. Fra i dati del report emerge che il fenomeno delle minacce nei confronti delle giornaliste, dopo aver visto una tendenziale diminuzione dei casi registrati nei primi semestri del periodo 2021-2024, registra un’inversione di tendenza, facendo registrare 20 episodi nei primi sei mesi del 2025. A questi 20 – ricorda la Fnsi – vanno aggiunti 46 episodi di cui sono stati vittime colleghi uomini, mentre 15 sono stati i casi registrati contro redazioni giornalistiche, troupe non meglio specificate o relativi a minacce generiche rivolte alla figura del giornalista (ad esempio striscioni esposti durante eventi sportivi).

Tra le regioni più ‘pericolose’ per gli operatori dell’informazione figurano il Lazio, la Lombardia e la Campania; seguono Calabria, Emilia Romagna, Piemonte e Sicilia. Le province in cui è stato rilevato il maggior numero di episodi sono Roma (con 16 episodi) e Napoli (7), seguite da Cosenza e Milano con 5 eventi ciascuna e Torino (4). In tutto 16 le regioni dove si sono verificate le intimidazioni, con le prime sette che hanno fatto registrare l’81,5% del totale delle intimidazioni.

Le cause e le modalità delle intimidazioni

Degli 81 episodi della prima metà di quest’anno 40 sono riconducibili a contesti socio/politici, 28 a contesti di criminalità comune, 11 a contesti di criminalità organizzata, concentrati questi ultimi in Campania (5), Lazio (3), Calabria (2) e Sicilia (1). Trentuno i casi di intimidazione perpetrati via web. Gli altri modus operandi più utilizzati sono stati scritte ingiuriose/minacciose (18), aggressioni fisiche (16), minacce verbali (12), danneggiamenti (4).

Il trend delle minacce ai giornalisti nel quinquennio

Altra novità del report relativo al primo semestre 2025 è un capitolo dedicato all’analisi del trend del fenomeno nel quinquennio 2021-2025: se gli episodi registrati hanno visto una sostanziale flessione fino al 2024, “il 2025 sembra evidenziare un aumento dei casi“, conclude l’analisi.

Strappa la collana d’oro al turista ferendolo alla gola, ladro bloccato da un passante a Napoli


Il ladro è stato bloccato da un passante e poi arrestato dalla Polizia Locale. Condannato a un anno e 9 mesi per direttissima, la pena è stata sospesa.
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Il no della Cassazione al detenuto attore, “non può recitare fuori dal carcere”

AGI – Giusto negare la concessione del permesso al detenuto attore che chiedeva di poter uscire dal carcere, scortato dagli agenti della penitenziaria, per recitare in uno spettacolo. La Cassazione ha annullato nei giorni scorsi l’ordinanza con la quale, al contrario, un giudice del Tribunale della Sorveglianza di Milano aveva concesso il via libera per farlo salire sul palco con la sua compagnia teatrale.

Dalla vicenda è emersa una diversa visione tra la Suprema Corte, che ha accolto il ricorso della Procura Generale milanese, e il tribunale della Sorveglianza che aveva acconsentito alla richiesta del carcerato, detenuto per reati ostativi, “nell’obiettivo d’integrazione tra il carcere e la comunità esterna e la valorizzazione del percorso creativo e artistico del detenuto“. Nessun pericolo per la sicurezza, aveva scritto il Tribunale, vista la presenza degli agenti e d’altra parte il sì all’uomo rispondeva a una “finalità di umanizzazione della pena“.

Ma la Suprema Corte ha portato avanti un ragionamento diverso. “È ben vero – argomentano gli ‘ermellini’ nella pronuncia letta dall’AGI – che il permesso di necessità viene talvolta inquadrato come un beneficio di eccezionale applicazione rispondente a finalità di umanizzazione della pena e non invece come un istituto di natura trattamentale” ma questa possibilità deve essere in qualche modo riconducibile “al verificarsi di situazioni di particolare gravità che riguardano la sfera personale e familiare del detenuto“.

Gli ostacoli all’integrazione e l’annullamento

L'”utilizzazione del permesso di necessità per la finalità, certamente commendevole, del perseguimento della concreta espansione della sfera rieducativa e della compiuta risocializzazione del condannato detenuto” incontra, per la Cassazione, “decisivi ostacoli” nell’ordinamento penitenziario. La conseguenza è l’annullamento del provvedimento del giudice della Sorveglianza e di quello successivo del Tribunale della Sorveglianza che aveva respinto il reclamo del pubblico ministero, poi a sua volta impugnato dalla Procura Generale.

Inquinamento in Lombardia, Pm10 sopra i limiti: dal 14 ottobre prime misure antismog a Milano e altre 5 province


Entrano in vigore martedì 14 ottobre le prime misure antismog a Milano, Monza, Lodi, Bergamo, Pavia e Cremona. Per almeno due giorni, la concentrazione di Pm10 nell’aria è stata superiore ai limiti previsti. I nuovi dati sono attesi per giovedì 16 ottobre.
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Il caso Rupnik è il simbolo della Chiesa che fatica a confrontarsi con gli abusi

AGI – Il caso Rupnik rappresenta una delle vicende più complesse e dolorose per la Chiesa cattolica contemporanea perchè intreccia la dimensione spirituale e artistica con accuse di gravità estrema riguardo a presunti abusi sessuali, spirituali e di potere ai danni di persone sottoposte all’autorità del loro abusatore.

Chi è Marko Ivan Rupnik?

A essere accusato di questi crimini è un ex gesuita sloveno, Marko Ivan Rupnik, noto per i suoi mosaici presenti in numerosi santuari e chiese nel mondo e per la sua influenza nel campo dell’arte sacra. È stato accusato da diverse religiose di abusi psicologici, spirituali e sessuali avvenuti tra gli anni Novanta e Duemila in contesti comunitari legati al Centro Aletti da lui fondato a Roma.

Il caso ha suscitato grande scalpore perchè Rupnik per anni è stato una figura di riferimento per la riflessione teologica e per la pastorale artistica tanto che le sue opere erano considerate espressione di una profonda spiritualità orientale ispirata alla tradizione bizantina.

La denuncia delle vittime è emersa solo dopo molti anni di silenzio e di sofferenza quando alcune di loro hanno trovato il coraggio di raccontare le manipolazioni e le violenze subite in un clima di sudditanza psicologica alimentato dal carisma e dall’autorità spirituale del sacerdote.

In un primo momento padre Rupnik ricevette una scomunica dal Dicastero della Dottrina della Fede, ma il Vicariato si oppose e fu tolta in poche settimane. Il procedimento canonico continuò nella Compagnia di Gesù che ha espulso padre Rupnik, oggi sacerdote della diocesi di Capodistria. La Dottrina della Fede fu poi autorizzata da Papa Francesco a celebrare un nuovo processo che sta ora iniziando.

Ritardi e contraddizioni 

Il caso ha evidenziato dunque ritardi e contraddizioni nei meccanismi interni della Compagnia di Gesù e del Dicastero per la Dottrina della Fede che inizialmente avevano chiuso il procedimento salvo poi riaprirlo alla luce delle nuove testimonianze e delle forti reazioni dell’opinione pubblica. Il Centro Aletti da lui fondato, ha continuato a difenderlo sostenendo la sua innocenza e denunciando una campagna mediatica distorsiva. Tale posizione ha ulteriormente diviso il mondo ecclesiale tra chi ritiene indispensabile ascoltare le vittime e riconoscere la gravità del male compiuto e chi teme il nuovo processo cancelli anche l’eredità artistica di un autore che ha dato molto all’arte sacra contemporanea. Per ora alcuni vescovi hanno fatto coprire o rimuovere le opere di Rupnik per rispetto delle vittime, come avvenuto a Lourdes. Nel Palazzo Apostolico è firmata da Rupnik la cappella Redemptoris Mater che è ancora in uso ma viene poco frequententata.

La Chiesa che fatica a confrontarsi con gli abusi

Oggi il caso Rupnik resta simbolo di una Chiesa che fatica a confrontarsi fino in fondo con gli abusi di potere e di coscienza ma anche di una nuova consapevolezza che si fa strada tra i fedeli e le comunità religiose: quella secondo cui nessuna autorità spirituale può essere esente dal giudizio morale e nessuna opera artistica può oscurare il grido di chi ha sofferto.

L’esperienza delle vittime e la necessità di verità e giustizia chiedono ora una riflessione più ampia sul rapporto tra carisma e controllo sulle dinamiche di potere spirituale e sull’urgenza di una riforma che metta al centro la dignità delle persone e la trasparenza della Chiesa.

 

 

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Nel giorno della liberazione degli ostaggi al Ghetto di Roma si fa (tre volte) festa

AGI – Nella giornata della liberazione degli ostaggi, il Ghetto di Roma si prepara a un’altra doppia festa religiosa: prima la ‘Shemini Atzeret‘ e dopo la ‘Simchat Torah‘ che è la festa della gioia, la massima espressione di felicità nelle festività ebraiche. Quindi, dalle 17 di oggi il Ghetto sospende le attività quotidiane e dei negozi kosher.

Oggi termina la festività di Sukkot e la comunità ebraica, viene spiegato all’AGI, dal tramonto di oggi fino alle 19 di dopodomani (mercoledì 15 ottobre) si riunirà per la festa che, casualmente, coincide proprio con il rapimento degli ostaggi avvenuto due anni fa. Oggi inizia al tramonto e termina domani sera, la prima festa, lo Shemini Atzeret che vuol dire ‘l’ottavo stop’, collegata al Sukkot, perché anche questa ha un carattere agricolo ma è una festa indipendente. Subito dopo, a seguire da martdì 14 sera fino alle 19 di mercoledì, comincia l’altra festività, la ‘Simchat Torah‘ che è la festa della Gioia, della Torah, perché si conclude la lettura del Pentateuco. La comunità ebraica si riunirà in questi due giorni, ci saranno funzioni religiose a scandire le giornate ed è uso degli ebrei continuare a mangiare nelle capanne.

Regole e convivialità

Saranno due giorni di ‘moed‘, di festa, e ci saranno limitazioni come se fosse lo Shabbat ma considerando la lunga durata sono previste due eccezioni: si potrà trasportare e si potrà accendere il fuoco a patto che si accenda da una fiamma già accesa. Facilitazioni pensate perché non si poteva restare senza mangiare per più giorni. E anche perché, viene spiegato ancora all’AGI, un aspetto fondamentale è quello conviviale, ci saranno grandi tavolate. La coincidenza della liberazione degli ostaggi renderà la festa ancora più festa, innescando un moto di speranza. Altra coincidenza, la festa della gioia – la Simchat Torah – cade proprio nella data ebraica (perché il calendario ebraico è lunare) di quando sono stati rapiti due anni fa. Si faranno balli e canti nella sinagoga.

Al Ghetto un QR Code per ricordare

Un QR code da inquadrare per ricordare chi è rimasto ucciso e oggi non può tornare a casa. Al Ghetto di Roma c’è anche questo. Nel muro dove sono affissi foto e immagini di coloro che sono rimaste vittime, c’è anche quello di Nova, una ragazza uccisa il 7 ottobre del 2023 mentre si trovava a una festa. E accanto alla sua foto – come in quella degli altri ragazzi uccisi da Hamas – c’è il QR code da inquadrare e così leggere la sua storia.

Scetticismo sulla pace

L’esercente del Ba’Ghetto si dice “emozionato” per la liberazione degli ostaggi anche se mostra scetticismo sulla possibilità che si possa arrivare a una pace, e che sia duratura. “Non credo che Hamas lo consentirà ma lo capiremo, non so se presto ma certo tra un annetto sarà chiaro”.

La visione del gallerista

Scettico anche un gallerista del ghetto: “La pace arriverà quando gli arabi ameranno i propri figli più di quanto essi odiano gli ebrei” Questo l’ha detto Golda Meyer. Nel mondo – ha proseguito – ci sono in corso 56 conflitti e questo tra israeliani e palestinesi sarà uno degli ultimi a terminare, perché bisognerà crescere generazioni educate alla tolleranza e questo richiede 20-30 anni. Per fortuna che cominciano a esserci dei piani di paesi arabi più moderati che in qualche modo aiuteranno.

 

 

 

 

 

 

Uccisa per sbaglio durante una sparatoria a Roma, al via il processo per la morte di Caterina Ciurleo


Al via il processo per l’omicidio di Caterina Ciurleo, l’82enne colpita per errore durante una sparatoria fra pusher mentre si trovava in auto con un’amica.
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“Un Consiglio in salute”: al via la settimana della prevenzione gratuita alla Pisana

AGI – È stata inaugurata questa mattina presso la Sala Etruschi del Consiglio regionale del Lazio, una nuova tappa di “Un Consiglio in salute”, il programma gratuito di prevenzione promosso dal Consiglio regionale e rivolto ai dipendenti della Pisana e ai cittadini del territorio. L’iniziativa, che si svolgerà da oggi, lunedì 13 ottobre, a venerdì 17 ottobre, dalle ore 9 alle 17, prevede attività sanitarie gratuite e ha già registrato circa un migliaio di prenotazioni, tra cui 60 per la donazione di sangue. Una rete di eccellenze al servizio della salute.

Alla presentazione è intervenuto il Presidente del Consiglio regionale, Antonello Aurigemma, che ha sottolineato l’importanza della sinergia tra istituzioni e professionisti della sanità: “Sono presenti tutti gli attori protagonisti di un settore complesso e delicato come la Salute, che ringrazio per il loro impegno volontario e per aver reso possibile questa lodevole manifestazione”. “Un Consiglio in salute” è un progetto che prosegue da oltre un anno. Dopo l’edizione dedicata ai dipendenti nell’ottobre 2024, il programma ha coinvolto anche la cittadinanza con due eventi di grande successo: a maggio al centro commerciale Porta di Roma e a luglio all’Auditorium Parco della Musica.

 

 

L’iniziativa punta a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione, promuovere corretti stili di vita e favorire diagnosi precoci. “La prevenzione può generare ricadute positive sulla salute e sul benessere delle persone – ha ribadito Aurigemma – oltre a garantire diagnosi tempestive. È la dimostrazione che, con dialogo e collaborazione, si possono realizzare politiche sanitarie efficaci anche a costo zero”. 

 

“Noi aspettiamo che la gente venga da noi, la gente viene quando ha un problema. Questa è una prevenzione invece clinica, significa che oggi in Consiglio regionale del Lazio noi offriamo un servizio proattivo, prima ancora che ognuno di loro manifesti un problema – ha detto Ferdinando Romano, direttore generale dell’Azienda ospedaliera Universitaria Tor Vergata -. Questo significa passare dalla sanità organizzata sulla domanda, cioe’ io aspetto che un paziente stia male per venire a me, a una sanità organizzata sui bisogni. Io chiamo il paziente prima ancora che il paziente abbia un effettivo problema. Il cambio di paradigma è importantissimo”.

 

 

“Affinché nell’oncologia si migliorino i suoi risultati dobbiamo fare più cose – ha spiegato Maria Rita Noviello dell’Asl RM 3 – certamente la ricerca, ma poi dobbiamo assolutamente investire nella prevenzione, quindi nelle diagnosi precoci. Ma anche negli stili di vita, perché il 14 per cento delle morti premature, cioè prima dei 75 anni, può essere evitato con la prevenzione, oltre che con la ricerca”.

Hanno partecipato all’iniziativa: ASL Roma 3, Azienda ospedaliera Universitaria Tor Vergata. oftalmologia PTV, FIMMG Roma, OPI Roma, Ordine dei Farmacisti di Roma, OFI Lazio, Federfarma Roma, Fondazione ANDI Roma, Istituto ISMAS, Cittadinanzattiva Lazio, INCR, FIR, IAPB Italia ETS, MelanomaDay ODV, ADSPEM, La Rete di Tutti, Farmacisti Volontari, Protezione Civile Roma, Donna Donna Onlus. 

 

 

“Odio razziale e diffamazione contro Liliana Segre”: condannata la scrittrice Cecilia Parodi


Il gup del Tribunale di Milano ha condannato in primo grado, con rito abbreviato, a 1 anno e 6 mesi (con pena sospesa) la scrittrice e attivista Cecilia Parodi. In un video su Instagram aveva rivolto frasi antisemite contro la senatrice a vita Liliana Segre e la comunità ebraica.
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Donna in ospedale già in travaglio, non c’è tempo per andare in sala parto: bimba nasce in Pronto Soccorso


È accaduto all’ospedale di Sarno, nella provincia di Salerno: la donna è arrivata in fase di travaglio avanzato e si è così reso necessario far nascere la bambina in Pronto Soccorso.
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Morto dopo l’uso del taser a Napoli, famiglia nomina consulente per l’autopsia


Gli avvocati di Anthony Ihaza Ehogonoh, il 35enne morto a Chiaia dopo essere stato colpito col taser, hanno nominato un consulente; non si esclude perizia sullo storditore elettrico.
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Garlasco: Lovati chiede ai pm di essere interrogato per l’accusa di diffamazione

AGI – Massimo Lovati, legale di Andrea Sempio, ha chiesto di essere interrogato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano in cui è accusato di diffamazione nei confronti dello studio legale Giarda, a cui si affidò Alberto Stasi.

Il confronto col pm Fabio De Pasquale, che lo indaga per diffamazione, avverrà nei prossimi giorni. Il legale, protagonista di numerose dichiarazioni che hanno creato polemiche, ha nominato a sua difesa l’avvocato romano Fabrizio Gallo col quale si è incontrato oggi a Milano. Gallo è chiamato a difenderlo sia per la presunta diffamazione ai danni dei Giarda sia per gli esposti arrivati al consiglio dell’ordine degli avvocati di Pavia per profili disciplinari per quanto da lui detto parlando con Fabrizio Corona nel programma ‘Falsissimo’.

Proprio oggi Lovati, che difende Sempio assieme alla collega Angela Taccia, ha incontrato l’avvocato Gallo per fare il punto sulla sua delicata situazione. Lovati sostiene di non avere voluto offendere il professor Angelo Giarda ma di avere solo esposto delle perplessita’ sulla sua straegia difensiva

“Andrea deve ancora decidere” ha detto Lovati ai giornalisti che gli hanno chiesto se Sempio abbia sciolto la riserva nei suoi confronti se confermarlo come difensore oppure congedarlo dopo le ultime, tempestose settimane. 

 

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