Archivi per la categoria ‘Cronaca’
Napoli, piazza Plebiscito chiusa fino a venerdì per Dialoghi Mediterranei 2025: il piano traffico

Da oggi e fino a venerdì 17, Palazzo Reale ospita Dialoghi Mediterranei 2025: per l’occasione, piazza Plebiscito e altre strade sono state chiuse; tutto il piano traffico istituito dal Comune.
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Ex modella e imprenditrice aveva sfilato un mese fa sul red carpet del Festival di Venezia
AGI – Originaria della provincia di Bergamo Pamela Genini ad appena 19 anni era stata in televisione come partecipante del reality show di Deejay Tv Isola di Adamo ed Eva. L’esperienza sul piccolo schermo non ha avuto seguito. La ragazza, uccisa nella serata del 14 ottobre dal fidanzato Gianluca Soncin, aveva iniziato una carriera come modella per poi diventare imprenditrice.
Nell’appartamento all’ultimo piano di una palazzina in via privata Iglesias, tra i quartieri di Gorla e Ponte Nuovo, in cui si era trasferita due anni fa. A Milano con un’amica ha creato un attività imprenditoriale di vendita brand di costumi da bagno nel segmento di mercato del lusso. Lo stesso in cui era diventata consulente immobiliare per un’agenzia con sede a Santa Margherita Ligure e in via Monte Napoleone a Milano.
Per lavoro Genini era spesso in viaggio: i social raccontano di soggiorni all’estero a Dubai e Montecarlo, ma anche in Italia: la Riviera ligure, la Costa Smeralda, Roma e Venezia le mete più frequentate. Di tanto in tanto tornava anche in Valle Imagna, nel verde delle Orobie bergamasche, dove la ventinovenne era cresciuta. Con lei c’era sempre l’amata e inseparabile cagnolina Bianca, che da due anni era entrata nella vita di Pamela. Lo scorso settembre Genini aveva sfilato sul redcarpet del festival del cinema di Venezia.
Chi era Pamela Genini, uccisa a 29 anni dal compagno a Milano: l’ex modella voleva lasciarlo

Paola Genini, 29, ex modella tv e fondatrice di un brand di costumi, era originaria di Strozza (Bergamo). È stata uccisa nella serata di ieri martedì 14 ottobre dal compagno Gianluca Soncin, 52 anni, nella sua casa di Milano: “Lei voleva lasciarlo”
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Butta a terra una donna e la riempie di calci e pugni per rubarle la borsa: 23enne arrestato nel Napoletano

La violenza questa notte a San Giorgio a Cremano. Soltanto l’intervento di un passante ha messo in fuga lo scippatore, poi arrestato dai carabinieri.
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Spaccia cocaina a 14 anni, durante l’arresto dice ai carabinieri: “Non saprei cos’altro fare”

A Castello di Cisterna, nella provincia di Napoli, i carabinieri hanno arrestato un pusher di appena 14 anni. Ai militari dell’Arma il minorenne ha dichiarato che non saprebbe che altro fare se non spacciare.
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La uccide sotto gli occhi dei vicini, Femminicidio nella notte a Milano
AGI – Pamela Genini, 29 anni, è l’ultima donna vittima di femminicidio. Una violenza da parte del suo ex, cui aveva detto di voler interrompere la relazione, vista in tempo reale dai dirimpettai di quel terrazzino in via Iglesias nel quartiere Gorla di Milano in cui tutto si è consumato. L’allarme, seppure dato subito dai vicini al 112, anche perché Pamela aveva chiesto aiuto a un altro suo ex, non ha potuto evitare la morte della donna.
Gianluca Soncin, 52 anni, ha infierito su di lei con il suo coltello per ben 24 volte anche mentre la polizia faceva irruzione al civico 33, forzando il portoncino di ingresso e poi la porta dell’appartamento del femminicidio. Poi all’arrivo degli agenti sul terrazzino, si è autoinferto due coltellate ed è stato ricoverato all’ospedale Niguarda. La sua auto è parcheggiata dalla tarda serata di ieri nella strada del delitto.
Interrogato nella notte dal pm Alessia Menegazzo, Soncin, poi dimesso dall’ospedale, si è avvalso della facoltà di non rispondere. La procuratrice aggiunta Letizia Mannella e la pm Alessia Menegazzo hanno chiesto la misura cautelare del carcere con le aggravanti della premeditazione e dello stalking. A quanto si apprende, non c’erano precedenti denunce di stalking a carico del presunto killer ma alcuni testimoni hanno riferito agli inquirenti di atteggiamenti vessatori nei confronti della donna che aveva deciso di interrompere la relazione.
La dinamica del delitto
Pamela è stata raggiunta da 24 fendenti da parte di Gianluca Soncin sul balcone di casa sua sotto lo sguardo dei vicini. La conferma arriva dal provvedimento di fermo siglato dal pm Menegazzo. La Procura contesta all’uomo l’aggravante degli ‘atti persecutori’ e della premeditazione per avere “ripetutamente minacciata di morte” la 29enne ed essersi “recato a casa” della donna “con un coltello, dopo essersi procurato una copia delle chiavi dell’appartamento”. Sono state contestate anche le aggravanti dei futili motivi e della crudeltà.
Al telefono quando l’aggressore è entrato in casa
Genini si trovava nella sua abitazione al telefono con un uomo col quale aveva avuto una relazione in passato a cui stava confidando di avere paura per gli atteggiamenti sempre più ossessivi di Gianluca Soncin. Mentre conversava con questa persona, Soncin, che aveva fatto la copia delle chiavi settimane fa, è entrato in casa e ha sorpreso la ragazza alle spalle col coltello in mano.
La 29enne ha fatto capire al suo interlocutore al cellulare cosa stava accadendo e l’ex compagno, al quale era legata da un solido rapporto d’amicizia, ha chiamato immediatamente le forze dell’ordine. E quando è squillato il citofono Pamela ha risposto “Glovo?” per non far capire a Soncin che a suonare erano gli agenti. L’imprenditrice ha aperto il portone ed è in questo brevissimo lasso di tempo, secondo le prime ricostruzioni della Procura, che sarebbe stata accoltellata. Gli amici di Pamela hanno raccontato agli inquirenti che Soncin l’aveva minacciata più volte.
Il Pm, c’era rapporto ossessivo e violento
Tra Gianluca Soncin e Pamela Genini c’era “un rapporto possessivo e violento”. Lo scrive la pm Alessia Menegazzo nel provvedimento di fermo a carico del 52enne in carcere con l’accusa di avere ucciso la giovane imprenditrice. La valutazione degli inquirenti è fondata, in particolare, sulle dichiarazioni di F.D., col quale la ragazza aveva avuto una relazione precedente a quella con Soncin e che ha chiamato i soccorsi.
“Le sue dichiarazioni hanno permesso di ricostruire in modo cristallino il rapporto possessivo e violento intercorso fra l’indagato e la persona offesa – si legge nel fermo – facendo luce sulle possibili ragioni che hanno spinto l’uomo al gesto omicidiario da tempo espresso con minacce di morte e organizzato procurandosi una copia delle chiavi dell’appartamento all’insaputa della vittima. Le sue dichiarazioni hanno permesso di ricostruire gli ultimi giorni di vita della vittima e la dinamica del fatto”. Soncin sarà interrogato domattina alle 10 a San Vittore
I numeri del femminicidio in Italia
Dall’inizio del 2025 all’8 ottobre, secondo l’osservatorio di “Non Una di Meno“, in Italia ci sono stati almeno 70 femminicidi, tre suicidi indotti di donne e sei casi in fase di accertamento.
A Capena proclamato lutto cittadino per la morte del giostraio massacrato alla sagra: l’addio a Stefano Luigi Cena

Proclamato lutto cittadino e un minuto di silenzio per la morte del giostraio Stefano Luigi Cena. L’addio della comunità di Capena: “Ora inserisci il gettone e fai buon viaggio”.
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Lavoro garantito, entro un anno, per chi si laurea al Politecnico di Milano
AGI – Il 97% dei laureati magistrali italiani del Politecnico di Milano è occupato a un anno dal titolo e quasi la metà risulta già assunta al momento della laurea. Dopo cinque anni il tasso di occupazione raggiunge il 99%, con il 90% dei laureati stabilmente a tempo indeterminato (+38% negli ultimi 4 anni). Questi i principali dati emersi dall’Indagine occupazionale 2025 condotta dal Career Service dell’Ateneo, che ha coinvolto oltre 7.000 laureati, italiani e internazionali.
A un anno dalla laurea: il 94% dei laureati trova lavoro entro sei mesi, l’82% lavora nel settore privato e il 90% svolge un impiego coerente con gli studi. La retribuzione media è di 1.944 euro netti al mese, con punte superiori nei settori tecnologici e dell’innovazione. L’88% dei laureati è soddisfatto del percorso formativo e l’83% sceglierebbe nuovamente il Politecnico.
Occupazione a 5 anni: stabilità e crescita salariale
A cinque anni dal titolo: il 99% dei laureati è occupato, con una stabilità contrattuale ormai consolidata (90% a tempo indeterminato) e uno stipendio medio di 2.404 euro netti mensili, che segna una crescita del 55% rispetto allo stipendio dichiarato dagli stessi laureati intervistati 4 anni fa. L’86% rifarebbe la scelta del Politecnico e l’87% ha un lavoro coerente con il proprio titolo di studio.
Laureati triennali e internazionali: talenti in italia
Anche per i laureati triennali i tassi di occupazione restano elevati: 94% a un anno dal titolo e 97% a cinque anni. Un dato particolarmente significativo riguarda i laureati internazionali: il 61% sceglie di rimanere in Italia a un anno dal titolo. Una conferma dell’attrattività del Politecnico e della capacità del sistema produttivo italiano di trattenere talenti provenienti da tutto il mondo.
La Rettrice: attrarre e trattenere talenti
«Due sono gli elementi importanti da sottolineare. Il primo è il significativo aumento del numero di stranieri che scelgono di intraprendere una carriera in Italia. Bisogna quindi fare in modo che questo dato non si sgonfi a distanza di qualche anno. Il passaggio di testimone tra università e impresa è essenziale: attrarre e trattenere sono i due lati della stessa medaglia», commenta la rettrice del Politecnico di Milano, Donatella Sciuto.
Investimento STEM: crescita salariale e domanda di lavoro
«Il secondo è la crescita degli stipendi, che segnano un aumento del 55% negli ultimi quattro anni. Un incremento importante che testimonia come la competenza tecnico-scientifica sia un investimento sicuro per il futuro e come l’aumento dei laureati STEM trovi riscontro nella domanda del mercato del lavoro».
In Italia 9 milioni con disturbi mentali e comportamentali
AGI – In Italia sono più di 9 milioni le persone che convivono con disturbi mentali e comportamentali, ma solo il 9% di loro (circa 777mila) è seguito dai Dipartimenti di Salute Mentale, a causa principalmente di stigma e difficoltà di accesso ai servizi. Troppo spesso gli spazi dedicati alla presa in carico di queste persone non riflettono l’importanza del percorso che vi si compie, con locali poco accoglienti, arredi non adeguati, ambienti che non supportano davvero chi li vive ogni giorno. L’umanizzazione dei percorsi di cura è però oggi una priorità, per favorire l’empowerment dei pazienti e sostenere al meglio il lavoro degli operatori sanitari. Per rendere i luoghi di cura più adatti alle attività assistenziali, Lundbeck Italia prosegue il suo impegno con il progetto “Coloriamo i luoghi della salute del cervello“. Partito a Milano nel 2024, con l’obiettivo di percorrere tutto lo Stivale per ridisegnare gli spazi dedicati alla cura delle malattie del cervello, l’iniziativa approda oggi a Salerno, con l’inaugurazione della rinnovata sala d’attesa del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL di via Martin Luther King, alla presenza delle più alte istituzioni regionali.
“Questo progetto si inserisce nella complessità di una grande Organizzazione che sviluppa servizi per il cittadino. Umanizzare gli spazi oltre che le procedure, e quindi colorare di bello gli ambienti avvicina l’ASL ai cittadini dei quali si prende cura – spiega Gennaro Sosto, Direttore Generale ASL Salerno -. La promozione della salute mentale è da sempre tra le dimensioni più propositive per l’innovazione in sanità, anche dal punto di vista dell’umanizzazione delle cure e dei processi assistenziali. Queste iniziative rafforzano e rilanciano la centralità della persona, prima che del paziente, nei percorsi di cura.”
“Oggi osserviamo un fenomeno complesso: il disagio psichico giovanile è sempre più diffuso, mentre la vera patologia psichiatrica riguarda un numero più circoscritto di persone – dichiara Giulio Corrivetti, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale ASL Salerno e psichiatra -. Tuttavia, una quota significativa di condizioni che inizialmente si collocano nel perimetro del disagio tende a evolvere in disturbo psichiatrico vero e proprio. Stiamo assistendo a due tendenze critiche: da un lato, un aumento dei giovani in cui il disagio si trasforma in patologia, anche a causa di determinanti sociali come l’abuso di sostanze o stili di vita irregolari che fungono da stress su un terreno di vulnerabilità neuro evolutiva; dall’altro, un abbassamento progressivo dell’età d’esordio. Oggi circa il 75% delle malattie psichiatriche inizia prima dei 24 anni, e le forme che incontriamo sono molto diverse rispetto al passato: meno schizofrenie e psicosi classiche, più forme psicopatologiche temporanee e multifattoriali, spesso legate a uso di sostanze, con sintomi acuti ma reversibili“.
Opportunità di Guarigione e Strutture Dedicate ai Giovani
“Questo – prosegue – offre maggiori opportunità di guarigione, soprattutto se si interviene presto e in strutture dedicate ai giovani come il nostro Dipartimento, che accoglie neuropsichiatria infantile, disturbi del comportamento alimentare, un centro per gli esordi psicopatologici e un’odontoiatria dedicata alle persone con disabilità psichiche. Attraverso il progetto Coloriamo i luoghi della Salute del Cervello saremo in grado di accogliere i ragazzi in una struttura realmente pensata per loro e di dedicarci in modo funzionale al loro benessere mentale“.
Il Progetto
Con il progetto “Coloriamo i luoghi della salute del cervello“, Lundbeck Italia vuole ridisegnare gli ambienti destinati alla cura delle persone con malattie mentali – mettendo al centro la persona, consapevole che i luoghi costituiscono un tassello fondamentale nel percorso di cura e che uno spazio accogliente e funzionale può così supportare maggiormente la persona che c’è dietro la malattia. L’iniziativa prevede, sulla base dei bisogni dei centri coinvolti, una ridefinizione degli spazi in linea con i percorsi di cura offerti, includendo piccoli lavori di ristrutturazione, la fornitura di arredi e mobili, e un abbellimento degli spazi grazie all’installazione di opere tratte da “People In Mind“, concorso di arti grafiche promosso da Lundbeck Italia per sensibilizzare la società sul superamento di stigma e pregiudizi attraverso il linguaggio universale e inclusivo dell’arte.
Tra gli studenti universitari la salute mentale è una priorità emergente
AGI – Disturbi d’ansia, depressione, consumo problematico di alcol e sostanze, solitudine. I dati degli studi internazionali parlano chiaro: tra le studentesse e gli studenti universitari, la salute mentale è una priorità emergente. Il 35% ha sperimentato almeno un disturbo mentale nel corso della vita, il 31% negli ultimi dodici mesi.
In Italia mancano ancora dati solidi sulla popolazione universitaria. Da questo vuoto di conoscenza è partito lo scorso anno il progetto Health Mode On, una rete nazionale di università e istituti di alta formazione coordinata dall’Università di Pavia.
Tanti i partner coinvolti tra università e istituti di alta formazione musicale: l’Università di Pisa, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’Università degli Studi di Udine, l’Università Vita-Salute San Raffaele, l’Università del Piemonte Orientale e i conservatori Pietro Mascagni di Livorno, Giuseppe Verdi di Milano e Antonio Vivaldi di Alessandria.
Il progetto Health Mode On, coordinato dall’Università di Pavia
“Negli ultimi anni l’università è tornata a interrogarsi su cosa significhi davvero benessere – sottolinea il Prof. Cesare Zizza, Prorettore alla Persona dell’Università di Pavia. Non solo assenza di disagio, ma possibilità di vivere, studiare e crescere in un ambiente che non isoli e non lasci indietro nessuno. Il benessere non è un tema per esperti, ma una dimensione costitutiva della vita accademica. Non possiamo chiedere agli studenti di eccellere se non riconosciamo il diritto alla fragilità come parte della crescita. Il nostro compito è costruire spazi dove chiedere aiuto sia un segno di fiducia e il silenzio diventi ascolto”.
Alla radici del problema: ascoltare per conoscere e agire. Il progetto Health Mode On prende le mosse da una fase di indagine su larga scala, basato su modelli sviluppati dall’OMS e dalla Harvard Medical School, che coinvolgerà migliaia di studenti e studentesse. Obiettivo: comprendere la diffusione e le cause del disagio psicologico, esplorare stili di vita e comportamenti a rischio, individuare fattori di protezione e risorse. I dati raccolti, basati su strumenti internazionali validati, rappresentano una bussola fondamentale per orientare gli interventi.
“Conoscere davvero la dimensione e i determinanti della salute degli studenti è il primo passo per prendercene cura in modo serio, mirato, responsabile – commenta la prof.ssa Anna Odone, Ordinaria di Igiene Generale e Applicata all’Università di Pavia e coordinatrice del progetto Health Mode On. Senza dati solidi e rappresentativi, il rischio è agire a tentoni, con interventi generici o inefficaci. Health Mode On nasce proprio per colmare questo vuoto di conoscenza, raccogliendo evidenze affidabili che possano guidare scelte concrete, su misura per i bisogni reali della popolazione studentesca”.
Dai dati alle azioni. A partire da queste evidenze, Health Mode On sviluppa interventi integrati per migliorare la qualità della vita nei campus. Counseling, attività musicali e culturali, sport, prevenzione delle dipendenze.
“Ogni componente è pensata per rispondere a bisogni diversi, spesso intrecciati – continua Odone – E intervenire in modo integrato significa tenere insieme evidenze scientifiche e bisogni soggettivi, contesto e persona. L’obiettivo è costruire un modello accessibile, innovativo, sostenibile, capace di connettere anche università, territori e servizi sanitari”.
I dati raccolti diventano linee guida per progettare interventi mirati, coerenti con i bisogni reali, e rivolti all’intera comunità accademica. Il gruppo di lavoro dedicato agli interventi sta sperimentando un modello multifunzionale, che integra livelli differenziati di intervento che vanno dalla disseminazione di una cultura del benessere, al counseling psicologico, agli interventi clinici, in sinergia con attività sportive, musicali e culturali e, laddove possibile, in collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale e le realtà territoriali.
Un’attenzione particolare è rivolta alla formazione. Il progetto prevede percorsi rivolti a docenti, tutor, personale delle residenze e della vita universitaria. Da svariati fronti si stanno portando avanti moduli formativi basati sulla mindfulness, pensati per gli studenti. Inoltre un nuovo percorso online, accessibile in modalità auto-aiuto, dedicato alla promozione del benessere psicologico e della resilienza. Gli strumenti pratici offerti possono essere integrati nella vita universitaria quotidiana.
Il ruolo dei Conservatori. Anche i Conservatori di musica giocano un ruolo cruciale nel progetto Health Mode On. In un contesto altamente competitivo e performativo come quello della formazione musicale, la promozione della salute mentale diventa imprescindibile. Il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, tra i partner del progetto, ha già avviato una serie di iniziative volte al benessere psico-fisico degli studenti, tra cui laboratori di mindfulness, Feldenkrais e musicoterapia, attività counseling psicologico, ma anche un progetto di educazione posturale e di ergonomia.
“La fragilità psicologica non è un’eccezione ma una componente diffusa nel percorso di formazione del musicista – sottolinea il Prof. Alfredo Raglio, docente e referente del Conservatorio di Milano per il progetto. – Il nostro obiettivo è offrire strumenti concreti per affrontare ansia da performance, perfezionismo e isolamento, che troppo spesso restano sommersi. Health Mode On rappresenta per noi l’occasione di sviluppare un nuovo approccio formativo, dove eccellenza artistica e benessere possano convivere”.
I prossimi passi del progetto. Health Mode On nei prossimi mesi, vuole crescere non solo come un progetto, ma come una visione condivisa: l’università come luogo in cui nessuno si senta solo di fronte alle difficoltà, dove benessere e diritto allo studio camminano insieme. Attraverso il lavoro di rete tra atenei e conservatori italiani, il progetto intende sviluppare modelli di inclusione e consapevolezza che possano avere un impatto duraturo. Health Mode On è stato selezionato nell’ambito dell’iniziativa PRO-BEN del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), che finanzia interventi innovativi per migliorare la qualità della vita all’interno degli atenei e negli istituti di alta formazione italiani.
“Non uscite di casa, vi scuoio vivi”: arresto per due tiktoker, uno è irreperibile

Disposto il carcere per due tiktoker, accusati di stalking nei confronti di un uomo e una donna: per mesi avrebbero vessato le vittime con video e live sui social.
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Castellammare, operaio 62enne cade da 4 metri: in ospedale in pericolo di vita

Un 62enne di Lettere (Napoli) è in gravi condizioni, e in pericolo di vita, all’Ospedale del Mare: è caduto da un’altezza di 4 metri mentre effettuava lavori edili in una villa privata a Castellammare di Stabia.
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“Giù il gettone ragazzi che si vola!”: chi era Stefano Luigi Cena, il giostraio massacrato a Capena

“Un punto di riferimento per lo svago di intere generazioni”. Chi era Stefano Luigi Cena, il giostraio morto dopo essere stato massacrato durante la Sagra dell’Uva.
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Soccorsi due alpinisti sul Dente Gigante del Monte Bianco
AGI – Il Soccorso alpino valdostano è intervenuto sul Dente del Gigante, a Courmayeur sul massiccio del Monte Bianco, per soccorrere due alpinisti in difficoltà. Durante la discesa in corda doppia i due erano rimasti bloccati a causa di una fune incastrata. I soccorritori li hanno raggiunti con un verricello lungo 70 metri.
Liberata la corda, gli alpinisti hanno potuto proseguire la discesa, monitorati dall’elicottero. Raggiunto il ghiacciaio, hanno confermato il rientro in autonomia.
Paura a Roma, 17enne accoltellato in strada e ferito a una gamba: trasferito all’ospedale in codice rosso

Stava camminando per strada quando è stato aggredito: è successo a Roma, in zona Selva Candida, nel pomeriggio di oggi. Sul posto polizia e 118.
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