Archivi per la categoria ‘Cronaca’
Falsi incidenti per truffare l’assicurazione: oltre cento indagati ad Avellino, coinvolti medici e avvocati

Centinaia di incidenti sotto i riflettori della Procura di Avellino: eseguita un’ordinanza contro 3 persone, in totale sono 135 gli indagati, accusati di essere coinvolti in un numerose frodi assicurative.
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Assalto al bus dei tifosi del Pistoia Basket, la consapevolezza dei tre ultrà del Rieti: “…
AGI – Il gip di Rieti, Giorgio Bova, ha convalidato i fermi dei tre ultrà accusati dell’agguato al pullman dei tifosi del Pistoia basket, costato la vita a uno degli autisti.
Il giudice, su richiesta del procuratore Paolo Auriemma, ha disposto per i tre la misura cautelare in carcere per omicidio volontario.
Il tifoso tradito dall’intercettazione
Sarebbe stato Kevin Pellecchia, 20enne tifoso della Real Sebastiani Rieti Basket, a lanciare il sasso che domenica scorsa ha colpito a morte il 65enne Raffaele Marianella, autista in seconda del pullman dei tifosi del Pistoia Basket.
A indicarlo un’intercettazione ambientale registrata subito dopo il fermo del giovane dalle telecamere della Questura di Rieti.
L’indiscrezione secondo cui il 20enne avrebbe fatto riferimento al sasso “più appuntito”, non coinciderebbe però con quanto messo a verbale dallo stesso tifoso che aveva negato di aver lanciato sassi contro il pullman dei tifosi toscani.
Pellecchia nel pomeriggio è stato portato in tribunale insieme ad altri due ultras del club reatino, il 31enne Manuel Fortuna e il 53enne Alessandro Barberini, per l’udienza di convalida del fermo.
Il gip, gli accusati “erano consapevoli”
I tre tifosi reatini indagati per la morte di Marianella non solo erano consapevoli di quanto accaduto nella tragica serata di domenica, ma avevano contezza anche di ciò, che potenzialmente, sarebbe potuto accadere nel caso in cui il vetro avesse ceduto dall’altra parte, quella del guidatore. Una strage.
E’ quanto si legge nell’ordinanza del gip reatino, che in un passaggio, riportando le intercettazioni ambientali disposte presso la sala d’attesa della Questura di Rieti, evidenzia come ai tre ultrà fossero ben chiare “le potenzialità ancor più lesive che le loro azioni avrebbero potuto avere”. Lo dice a chiare lettere uno dei tre arrestati: “Se prendiamo l’autista è una strage”.
Nell’intercettazione si fa menzione anche alla velocità del pullman, ed è sempre lo stesso indagato a dire: “Un pullman che cammina così veloce, pure se gli tiri un sasso piccolo… l’impatto è grosso”. Ovviamente la velocità dell’autobus, cosi’ come gli altri relativi elementi rilevati sul luogo dell’incidente, sono tutt’ora al vaglio degli investigatori, che stabiliranno con esattezza quali fattori possano essere stati determinanti e quali no.
Spedizione punitiva
Quella contro il pullman dei tifosi del Pistoia Basket è stata un’autentica spedizione punitiva, coordinata nell’ideazione, nell’organizzazione e nella fase esecutiva dai vertici di un gruppo organizzato di ultrà della Real Sebastiani Rieti chiamato “Bulldog”, a capo del quale c’erano due dei tifosi per i quali è stato convalidato il fermo presso il carcere di Rieti, in accoglimento delle richieste del procuratore Paolo Auriemma.
Il quadro che viene fuori nelle 9 pagine dell’ordinanza del gip parla, per l’appunto, di un agguato in piena regola. Partito durante la partita, dagli spalti del PalaSojourner. E’ li’ che al termine dell’incontro “una quindicina di facinorosi appartenenti al gruppo ultras denominato ‘Bulldog’, capeggiati in particolare da due degli indagati, Manuel Fortuna e Alessandro Barberini detto ‘Aba’ si posizionavano presso l’ingresso ospiti animati da intenti belligeranti verso i tifosi toscani – si legge nel dispositivo del giudice -, non riuscendo tuttavia a far nulla a causa del tempestivo intervento del personale della Digos, che li invitava ad allontanarsi nel piu’ breve tempo possibile. Ancora assetati di scontro, i leader del gruppo convincevano gli altri ultras a non desistere, e organizzavano una vera e propria spedizione punitiva ai danni dei tifosi pistoiesi, pianificando in particolare di aspettare il pullman sui quali gli stessi viaggiavano, sulla superstrada SS79 all’altezza dell’uscita per Contigliano”.
Anche tra le testimonianze raccolte dagli inquirenti, quelle degli altri tifosi ascoltati in questura che al momento non risultano tra gli indagati, si evince come a raggiungere lo svincolo del Comune di Contigliano siano state piu’ macchine, con a bordo più persone. Nel mentre, pero’, diversi supporters avrebbero desistito, facendo addirittura marcia indietro. Altri, invece, sono rimasti in auto, a guardare i tre che, invece, erano saliti fino al ciglio della strada, già armati dei grossi sassi che, da li’ a qualche minuto, avrebbero scagliato contro il pullman dei tifosi toscani, colpendo a morte Raffaele Marianella
In Valle d’Aosta la Bataille des Reines, la folkloristica battaglia delle mucche
AGI – Tra i suoni dei campanacci, applausi e un filo di suspance, la Valle d’Aosta è pronta a incoronare le sue ‘regine‘. Parliamo della ‘battaglia’ delle Reines che sabato e domenica, giorno della finale, vedrà sfidarsi in duello le bovine più prestigiose delle regione. Alle vincitrici di ogni categoria, sarà fatto indossare il tradizionale bosquet, un ramo di abete decorato e posto sul capo con tanto di giro trionfale dell’arena Croix-Noire di Saint-Christophe che sarà il teatro della popolare e folkloristica manifestazione conosciuta in tutto l’arco alpino, e non solo.
In Valle d’Aosta sono riconosciute due razze di bovine, la pezzata rossa e la pezzata nera castana. Entrambe eccellenti produttrici di carne e latte. Si differenziano per indole: la prima è docile e pacifica mentre la seconda vivace, irrequieta e combattiva. Per questa ragione sono proprio le pezzate nere castane a contendersi il titolo di Reine des Reines, partecipando a una serie di incontri a eliminazione diretta che pur chiamandosi “battaglie” sono regolati e garantiti dal rispetto reciproco. L’animale combatte istintivamente contro un suo simile ad armi pari non per batterlo ma per ottenerne la sottomissione.
L’origine della tradizione
L’origine della Bataille risale a quando le mandrie al pascolo decretavano una gerarchia interna per individuare la leader del gruppo. Con il tempo, l’uomo ha trasformato questo comportamento naturale in una tradizione organizzata senza snaturarne lo spirito. I primi combattimenti ufficiali risalgono al 1924 e da allora la Valle celebra ogni anno le sue regine.Quest’anno la dermatite nodulare contagiosa che ha colpito le bovine ha messo a rischio l’evento.
Il protocollo previsto a livello regionale per contenere la diffusione del virus ha tranquillizzato gli organizzatori e il Presidente dell’Association regionale des Amis des batailles des Reines Roberto Bonin ha spiegato che “grazie alla passione e alla collaborazione siamo riusciti a tutelare il programma, bilanciando la tradizione con importanti novità: il Combat des communaute’s de montagnes e il Combat premier veau. La risposta e’ stata positiva, a dimostrazione che tradizione e innovazione possono convivere”.
Il programma:
Sabato 25 ottobre
Sono previste quattro competizioni:
- le ultime qualificazioni per la finale della tradizionale Bataille des Reines di domenica;
- il sesto Combat du deuxie’me veau, riservato alle bovine che hanno partorito due volte, con 18 bovine in gara;
- il primo Combat du premier veau, novità per le bovine più giovani che hanno partorito una volta e che vedrà sfidarsi 32 esemplari;
- il Combat des Communaute’s de Montagne, con la partecipazione delle Unite’s Valdigne, Grand Paradis, Mont Emilius, Mont Cervin ed Evancon. Un segno concreto di coesione territoriale in un anno in cui i combattimenti interregionali con Piemonte e Lombardia e quelli internazionali con Francia e Svizzera non sono stati possibili a causa del virus.
Domenica 26 ottobre
Sarà il giorno delle Regine: 159 bovine provenienti da tutta la regione si contenderanno il titolo di “Reina des Reines”, la regina delle regine, come da oltre un secolo davanti a migliaia di spettatori. Le bovine sono suddivise in tre categorie in base al peso e devono essere tutte gravide entro l’estate ed entro sera verranno svelati i nomi delle 3 Reine del 2025. L’assessore all’Agricoltura, Marco Carrel, ha sottolineato il valore umano e sociale dell’evento.
“Le batailles non sono solo un concorso, ma un’occasione per rinsaldare il legame tra allevatori e territorio. È bello vedere tanti giovani che si avvicinano a questa tradizione: è il segno che l’allevamento ha futuro e che la passione per la montagna continua a crescere”. Un sentimento condiviso anche dal presidente della regione Renzo Testolin: “La Bataille des Reines è uno specchio della nostra identità. Dietro ogni allevatore c’è dedizione, fatica e orgoglio. È una manifestazione che unisce il mondo agricolo e quello urbano, un patrimonio da proteggere e trasmettere alle nuove generazioni”.
Assalto del bus di tifosi a Rieti, uno dei fermati ammette di aver lanciato il sasso fatale: “Era il più appuntito”

Avrebbe ammesso di aver lanciato la pietra più appuntita, quella che potrebbe aver colpito e ucciso Raffaele Marianella, l’autista ucciso durante l’assalto al bus di Rieti.
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Come sta il 13enne caduto dal balcone di casa dopo essere tornato da scuola

È ricoverato in prognosi riservata il 13enne caduto ieri dal balcone nel Frusinate. Ha fratture alle braccia e alle costole, ma fortunatamente non al cranio.
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Massimo Adriatici, l’ex assessore di Voghera sarà processato per omicidio volontario con rito abbreviato

Il giudice Luigi Riganti del Tribunale di Pavia ha accolto la richiesta avanzata dai legali di Massimo Adriatici del processo con rito abbreviato. L’ex assessore leghista alla Sicurezza di Voghera è accusato dell’omicidio volontario di Younes El Boussettaoui, morto il 20 luglio 2021.
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Il deposito delle moto di lusso rubate tra Roma e Napoli: 28 scoperte a Casoria, valgono 600mila euro

La scoperta è stata effettuata dai carabinieri, che hanno seguito una persona sospetta, che li ha condotti in un deposito di container a Casoria, dove erano custodite le moto di lusso rubate.
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Luciana Ronchi è stata accoltellata 14 volte, l’ex compagno: “Sono un fallito”
AGI – E’ stata colpita 14 volte Luciana Ronchi dall’ex compagno Luigi Morcaldi che ieri mattina l’ha aggredita con un coltello in via Giuseppina Grassini a Milano. E’ quanto hanno riferito i pm di Milano e il comandante della polizia locale Gianluca Mirabelli in un punto stampa sul femminicidio. L’aggressione è stata ripresa dalle telecamere dal quale emerge come Morcaldi si sia mosso con “estrema determinazione e rapidità”.
Il femminicidio
La donna, 62 anni, era nel quartiere Bruzzano di Milano quando l’ex marito le ha teso un agguato sotto casa e l’ha accoltellata più volte al volto e alla spalla. Poi è fuggito a bordo di uno scooter ed è stato arrestato dalla Polizia Locale dopo una caccia durata alcune ore.
Morcaldi è stato rintracciato attraverso il segnale del suo telefono. A quanto si apprende da fonti giudiziarie, gli investigatori hanno trovato la sua auto e poi hanno ‘agganciato’ il suo telefono che ha riacceso dopo averlo tenuto spento per qualche ora.
L’ex compagno: “Sono un fallito”
Il suo era “fallimento di vita e di relazione che è poi diventato economico”, di cui attribuiva la colpa alla ex compagna. Lo ha detto lo stesso Morcaldi nel corso dell’interrogatorio con i pm Giovanni Tarzia e Leonardo Lesti e gli agenti della polizia locale di Milano dopo essere stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per omicidio aggravato dalla relazione affettiva cessata.
L’uomo ha aggiunto di essere un “assassino” ma non ha spiegato cosa lo abbia portato ieri ad aggredire l’ex compagna.
Juve Stabia in amministrazione giudiziaria, il presidente Langella: “Io e i miei soci estranei a tutto”

Il presidente Langella, in una nota personale, commenta le vicende giudiziarie del club: “Condivido pienamente le finalità del provvedimento”, ma sottolinea la totale estraneità sua e dei soci.
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Roma: tornano le targhe di Matteotti, con le videocamere
AGI – “Dobbiamo mantenere vivo il ricordo di quell’omicidio politico. Metteremo videocamere di sicurezza sulle due targhe che sono tornate al loro posto: non sono pietre, ma ricordi veri che ci chiedono di non dimenticare e di continuare a credere nella bellezza della democrazia.” Così il sindaco di Roma Roberto Gualtieri durante la cerimonia di inaugurazione delle targhe restaurate dedicate a Giacomo Matteotti, dopo il recente atto vandalico che le aveva danneggiate.
“Matteotti seppe comprendere precocemente la pericolosità del fascismo, difendere la sacralità dell’istituzione parlamentare che veniva umiliata e offesa, e capire che il movimento dei lavoratori, la giustizia sociale e la democrazia avevano bisogno di un forte movimento dal basso, ma anche di una saldezza delle istituzioni parlamentari, di un’attenzione alle loro procedure e alla loro tutela”, ha detto Gualtieri, ricordando come “fu proprio la manipolazione delle regole, il trucco della legge elettorale e poi l’abolizione del Parlamento a segnare la fine della democrazia. È una lezione viva che dobbiamo coltivare con cura”.
“Non potevamo accettare questo orribile atto vandalico che ha deturpato la memoria di Giacomo Matteotti, ucciso vigliaccamente dai fascisti e simbolo della lotta per la democrazia, la giustizia e la libertà – ha aggiunto il sindaco -. Ringrazio l’Ufficio Qualità Urbana per il restauro e la ricollocazione della prima targa e per la realizzazione di una nuova, dopo che l’altra era stata irrimediabilmente danneggiata. Oggi tornano al loro posto, in un sito che è un monumento alla memoria, alla giustizia e alla libertà, nel nome di un combattente straordinario che deve essere un punto di riferimento per tutti gli italiani.”, ha concluso Gualtieri.
Violenze al Beccaria, cosa sappiamo sulle indagini a carico di don Claudio Burgio e don Gino Rigoldi

Don Claudio Burgio e don Gino Rigoldi sarebbero tra i 51 indagati nell’inchiesta sulle presunte violenze avvenute nel carcere minorile ‘Beccaria’ di Milano tra il 2022 e il 2024. I nomi del cappellano e del suo ex predecessore sarebbero stati inseriti nell’ultima informativa agli atti dell’inchiesta. Intervistato da Fanpage.it, don Gino ha dichiarato: “Siamo stati solo ascoltati, nessuno ci ha denunciati”.
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Dal Malawi a Milano per ricevere cure, storia di Eugenio
AGI – Arriverà i primi di novembre a Milano dal Malawi per ricevere cure. Sarà operato al San Gerardo di Monza, grazie alla disponibilità di un chirurgo maxillo-facciale dell’ospedale monzese e a un accordo di cooperazione sanitaria con Regione Lombardia che coprirà le spese sanitarie. Ha 16 anni e il suo nome è Eugenio, da bambino gli è stato diagnosticato un tumore al viso, benigno ma progressivo, che ora si è esteso anche alla gamba. A una prima operazione si sottopose cinque anni fa a Pisa ma non fu risolutiva, la massa è ricresciuta e così la Comunità di Sant’Egidio si è riattivata per aiutarlo.
A Monza quindi Eugenio vivrà per un mese circa, grazie all’ospitalità della Comunità, farà tutti gli esami necessari prima dell’intervento di riduzione e poi si rimetterà qui, accompagnato dal padre Peter e dagli amici della Comunità. Sant’Egidio, per permettere al ragazzo e al suo papà di venire in Italia, ha lanciato anche una raccolta fondi e organizzato una mostra che racconta le attività della Comunità a Balaka, baraccopoli del Malawi dove è nato Eugenio e dove Sant’Egidio gestisce un centro nutrizionale per i bambini della zona intorno a Balaka.
“Sant’Egidio è di casa in Africa – racconta Ulderico Maggi della Comunità – c’è una scelta profonda di decenni che nasce da incontri con persone di paesi africani. Il Malawi è uno dei paesi più poveri al mondo, la maggior parte della popolazione è molto giovane e manca lavoro però con l’avvento dei social le persone si sono rese conto che c’è un altro mondo e questo crea più distanza ma anche aspirazioni a una vita più felice”.
Sant’Egidio è presente in molti paesi in Africa con l’idea di operare con le comunità locali e stare vicino a chi ha bisogno, come i bambini che vivono in strada, i prigionieri nelle carceri, le persone che non hanno accesso a cure adeguate. Come Eugenio, “un’azione che nasce da una storia di legami e amicizia. Aiutateci a sognare, abbiamo bisogno di amici e alleati – è l’appello di Maggi -. Siamo convinti che anche nel caos più totale sia possibile cambiare le cose, non solo quelle piccole ma anche quelle grandi”.
Rovigo, famiglia sterminata dal monossido di carbonio
AGI – Una intera famiglia, padre, madre e figlia di 27 anni, è stata sterminata dalle esalazioni di monossido di carbonio in una abitazione a Canaro, in provincia di Rovigo.
I vigili del fuoco sono intervenuti intorno alle 23 di mercoledì, su richiesta dei carabinieri, perché da alcuni giorni non si avevano notizia della famiglia. La squadra del comando di Rovigo intervenuta in via Cesare Battisti, ha trovato le tre persone prive di vita.
Gli operatori muniti di dispositivi di rilevazione dei gas, durante il sopralluogo all’interno della casa, hanno riscontrato la presenza di monossido di carbonio fuoriuscito dalla caldaia. Sul posto anche i carabinieri e il Suem 118.
Scontro frontale tra 2 auto nel Bolognese, muore un bimbo di 7 anni
AGI – Un bambino di sette anni è morto ieri sera in un incidente stradale nel Bolognese, sulla strada Porrettana a Lovoleto, frazione di Granarolo dell’Emilia. Il bimbo è rimasto coinvolto in uno scontro frontale fra due auto. Sono rimasti feriti due passeggeri adulti. Si occupano delle indagini i carabinieri della compagnia di San Lazzaro di Savena.
Autista morto nell’assalto al bus, uno dei fermati: “Ho tirato un sasso, ma non volevamo uccidere”

L’ultrà Barberini in Questura: “Ho tirato un sasso anch’io, in tanti lo abbiamo fatto. Ma non ho ucciso l’autista”. “Volevamo fargli vedere chi siamo”. Oggi l’interrogatorio davanti al gip per i tre tifosi del Rieti per la convalida del fermo.
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