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“Da anni vivo nell’angoscia”: il dramma del padrone del cane accusato di omicidio per la m…

AGI – “Io e la mia famiglia viviamo da anni nell’angoscia, con la costante sensazione di vivere una vita sospesa”. I giorni e le notti di Michele B., 40 anni, sono stati stravolti il 22 aprile 2021 quando il suo cane Lucki è stato coinvolto nell’incidente al Parco nord di Milano in cui ha perso la vita Lorenzo C., 76 anni. Il 10 dicembre prossimo comincerà il processo nel quale è accusato di omicidio colposo perché – questo recita il capo d’imputazione – “con negligenza e imprudenza consistite nel lasciare il cane di sua proprietà privo delle cautele necessarie a controllarlo e custodirlo, non impediva che il cane, privo di guinzaglio, tagliasse la strada e facesse cadere dalla bicicletta Lorenzo C., il quale riportava un ematoma subdurale, che cagionava in successione deterioramento cognitivo grave, crisi cardiocircolatoria e infine ischemia miocardica e infine la morte, in tal modo non impedendo un evento che aveva l’obbligo giuridico di impedire”.

In questa storia c’è l’aspetto giudiziario, con la difesa dell’avvocata Giorgia Antonia Leone che assiste il proprietario del cane e contesta con vigore i fatti così come ricostruiti dalla Procura, e il risvolto umano. La terribile morte di Lorenzo C., coi figli e la moglie parte offesa nel procedimento, e il dolore del padrone del cane, per sé e per il suo animale.  “Premetto che ho il massimo rispetto per il lutto vissuto dai famigliari del defunto e che sono infinitamente dispiaciuto per quanto accaduto – spiega all’AGI Michele B. -. Ciò non toglie che, da persone oneste e con una vita molto ‘regolare’, trovarci coinvolti in questa vicenda è stato un stress notevole per me e mia moglie, a maggior ragione sapendo di esserci sempre comportati da cittadini modello. Avere a che fare con i meccanismi della giustizia, a noi fino a quel momento estranei, ha generato ansia e smarrimento, in noi e nei nostri genitori, anche perché per tanto tempo siamo rimasti in un limbo in attesa di capire che piega avrebbero preso gli eventi. Le tempistiche infinite tra una fase giudiziaria e l’altra ci hanno fatto passare mesi e anni di angoscia”.

Nella memoria difensiva consegnata al giudice delle indagini preliminari che ha poi firmato il rinvio a giudizio un mese fa, l’avvocata Leone contesta la negligenza nella custodia dell’animale. “Il signor Michele B. era con Lucki nell’area cani e non lo aveva lasciato libero tenendolo legato al guinzaglio. Lo aveva liberato, rispettando appieno la segnalazione autorizzante del parco ‘Cani Liberi’, solo dopo che altri cani si erano avvicinati al suo e dopo, soprattutto, aver constatato che non ci fossero pericoli; quindi, comportandosi diligentemente e con prudenza, com’era ed è solito fare. Per di più, vedendo il suo cane approssimarsi alla delimitazione del prato che separa l’area cani dalla pista ciclabile su cui viaggiava il signor Lorenzo C., lo aveva richiamato subito non perdendo il contatto visivo e standogli accanto, per rimanere dentro la zona consentita; il che significa che ha cercato, in ogni momento, di avere il controllo sul proprio animale domestico, dimostrando ancora un atteggiamento vigile e avveduto”. In sostanza “l’improvviso passaggio del suo cane, dalla confinante zona consentita, l’area cani ‘libera’, alla pista ciclabile-pedonale e l’arrivo incauto del ciclista non potevano essere preannunciati“.

“Ripensare quasi quotidianamente a quanto accaduto e riviverlo durante le varie fasi del procedimento ci ha causato una grande sofferenza, a maggior ragione perché il nostro cane per noi è come un figlio, è fonte di gioia. Solo chi ha un animale domestico può capire la ricchezza di emozioni e di vitalità che questa esperienza porta con sé – è la riflessione di Michele B. – La decisione di adottare un cane per noi è stata dettata, oltre che da un immenso amore per gli animali, da un forte senso di responsabilità fin dal primo momento. Abbiamo da subito fatto lezioni con un educatore cinofilo, da subito stipulato un’assicurazione, ci siamo informati, ci siamo impegnati nel suo accudimento con molta dedizione. Per questo mi ha fatto ancora più male essere coinvolto in questo procedimento, proprio io, che ho un’attenzione assoluta nella gestione del mio cane. È un pensiero che mi tormenta, che a volte non mi fa dormire, che mi paralizza quando mi porta a rivivere quella giornata. Nonostante tutto questo, confido nella giustizia e sono certo che nel processo emergerà la persona che sono, e che sono stata anche in quella situazione così drammatica”.

 

Con la truffa del finto incidente volevano 9.500 euro da una donna. Ma il marito capisce tutto e li fa arrestare


La truffa più comune e subdola per raggiare due sessantenni. Il marito non ci casca e allerta i carabinieri.
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Terribile incidente nella notte a Roma, morta una ragazza di 20 anni. Tra le ipotesi una g…

AGI – Una ragazza di 20 anni è morta, mentre altri due, di età compresa tra i 20 e i 22 anni, sono ricoverati in gravi condizioni dopo un incidente stradale che ha coinvolto due auto, nella tarda serata di venerdì, in piazza dei Navigatori, a Roma, nel quartiere Ostiense nei pressi della Cristoforo Colombo.
La sala operativa del comando dei vigili del fuoco di Roma ha inviato intorno alle 22 sul posto le squadre Eur 11/A e Ostiense 7/A e i ragazzi sono stati estratti dalle auto. Sono stati tutti trasportati in ospedale in codice rosso dai sanitari del 118. In corso indagini del X Gruppo Mare della polizia locale di Roma Capitale per verificare se fosse in corso una gara tra auto ad alta velocità.

Chi è la vittima

Beatrice Bellucci, 20 anni, è la vittima dell’incidente stradale. La ragazza, originaria dell’Infernetto,  era una studentessa universitaria di Giurisprudenza, appassionata di volley e grande tifosa della Roma calcio.

Le strade di Roma sempre più pericolose

Sempre ieri un’autovettura è uscita dalla sede stradale ribaltandosi andando a finire sull’ingresso di un B&B distruggendolo in parte e bloccando il passaggio alle persone che lo occupavano. Il personale dei vigili del fuoco appena giunto sul posto, ha estratto le cinque persone all’interno dell’auto assicurandole ai sanitari del 118 che le hanno trasportate tutte in codice rosso presso l’ospedale.

 

 

Codacons, se confermata ipotesi gara si costituirà parte 

A Roma le corse clandestine tra auto rappresentano un fenomeno oramai diffusissimo che coinvolge diverse aree della città, e che avviene sotto gli occhi di forze dell’ordine, autorità e istituzioni. Lo denuncia oggi il Codacons, intervenendo sul grave incidente su via Cristoforo Colombo.

Se sarà confermata la gara di velocità come causa dell’incidente di ieri che ha portato alla morte della ragazza, si costituirà nel procedimento penale e chiederà che i ragazzi presenti nelle vetture che hanno preso parte alla corsa siano indagati per il reato di omicidio colposo con dolo eventuale, avendo coscientemente accettato il rischio di provocare incidenti stradali anche gravi attraverso i propri comportamenti. Le indagini dovranno inoltre essere estese alle forze dell’ordine competenti per capire quanti e quali controlli stradali siano stati effettuati nell’area del tragico episodio.

 

 

A Roma la Polizia salva la vita alla piccola Alice di appena 14 mesi

AGI – Una notte di paura, speranza e straordinario coraggio quella vissuta a Roma, dove due agenti della Polizia di Stato, Jacopo e Gaia, in servizio presso il Commissariato di P.S. Sant’Ippolito, sono stati protagonisti di un intervento che ha letteralmente salvato una vita: quella della piccola Alice, una bimba di appena 14 mesi, colta da una grave crisi respiratoria.

Lungo via Tiburtina, nel cuore della notte, i due hanno notato una macchina ferma al semaforo, con il clacson che suonava disperatamente ed il traffico bloccato. Avvicinandosi, hanno trovato il padre in preda al panico: la sua bambina, sul seggiolino, respirava a fatica e stava perdendo conoscenza. In quei momenti drammatici, ogni secondo contava. Senza esitazione, i poliziotti hanno allertato la Sala Operativa e ottenuto l’autorizzazione per l’uso di sirene lampeggianti.

È iniziata così una corsa contro il tempo tra le vie della Capitale: la pattuglia della Polizia di Stato davanti e l’auto del padre subito dietro con le altre macchine che si spostavano per lasciare passare il convoglio.

Grazie alla prontezza e alla lucidità dei due agenti, l’auto è arrivata in pochi minuti al Policlinico Umberto I, dove la bambina ha ricevuto immediatamente le cure necessarie. Dopo momenti di grande tensione, finalmente il respiro di Alice è tornato regolare e il padre, con le lacrime agli occhi, ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Nei giorni successivi, Jacopo e Gaia hanno avuto la gioia di incontrare nuovamente la piccola Alice e i suoi genitori.

È stato un momento di profonda emozione: appena la bambina ha rivisto Gaia, ha allungato le braccia verso di lei e si è stretta forte al suo collo, come se avesse riconosciuto la persona che l’aveva salvata poche ore prima. 

Massimo Cacciari convola a nozze e sposa Chiara Patriarca

AGI – Il filosofo ed ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari, a 81 anni d’età, ha deciso di sposare la compagna 52enne, Chiara Patriarca. Lo riporta oggi Il Gazzettino che cita le pubblicazioni di matrimonio affisse agli albi del Comune di Venezia e di quello di Milano. Al momento non sono state rese note nè la data, nè il luogo delle nozze.

Il quotidiano riporta alcune frasi degli amici più stretti. “Non era mai successo che Massimo decidesse di abitare nella stessa casa con una donna, invece, la convivenza con Chiara – si legge – va avanti almeno dai tempi del Covid, in zona Navigli a Milano, anche se si sono conosciuti a Venezia. Lei è veramente simpatica e sa tenergli testa, non solo dal punto di vista intellettuale ma pure sul piano caratteriale. Lui sulle questioni private è sempre stato molto discreto, per cui non si sa più di tanto e va bene cosi’, in fondo sono fatti loro”. 

Nuova scossa di terremoto nell’Avellinese, magnitudo 3.1

AGI – Un terremoto di magnitudo 3.1 è stato registrato dagli strumenti dell’Ingv un km a sud da Montefredane, nell’Avellinese, alle 10:18. Il sisma è stato localizzato a una profondità di 15 km ed è parte di uno sciame che ha fatto segnalare scosse di magnitudo comprese tra 2.1 e superiori a 3 sin dalla notte appena trascorsa.

Ieri, si era registrata un’altra scossa di magnitudo 3.6 registrata alle 14.40 del 24 ottobre, con epicentro nell’area di Grottolella (Avellino) e sentita chiaramente in altre zone della regione, compresa Napoli. 

Il sindaco di Montefredane, non si registrano criticità

“Nelle ultime ore il nostro territorio è stato interessato da uno sciame sismico, con scosse di lieve entità e una più significativa, di magnitudo 3.1, registrata alle ore 10:18 a una profondità di circa 15 chilometri. Desidero rassicurare la cittadinanza: al momento non si registrano danni a persone o cose, nè segnalazioni di criticità. Siamo in costante contatto con la Prefettura di Avellino, la Protezione Civile e l’Ingv, che stanno monitorando con la massima attenzione l’evoluzione della situazione. Invito tutti alla tranquillità e alla prudenza, evitando la diffusione di notizie non verificate. Ogni aggiornamento sarà comunicato tempestivamente attraverso i canali ufficiali del Comune. L’Ufficio Tecnico e il Centro Operativo Comunale sono operativi e stanno eseguendo verifiche sugli edifici scolastici e comunali per garantire la piena sicurezza di strutture e cittadini. Montefredane è una comunità unita e responsabile: anche in queste circostanze sapremo affrontare tutto con serenità e fiducia”. Lo scrive il sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, doo lo sciame sismico in Irpinia con epicentro nel territorio comunale.

Fa entrare in casa due fratellini con caramelle e dolci, poi abusa di loro: arrestato per violenza sessuale il vicino


Il 67enne, ora in carcere con l’accusa di violenza sessuale a danno di due fratelli minorenni, in passato ha lavorato anche per una società sportiva dilettantistica di Milano. L’indagine scattata dopo la denuncia della madre dei piccoli, insospettita da alcune frasi dei figli.
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Un turista giapponese cade dal parapetto del Pantheon e muore

AGI – Un turista giapponese di circa 70 anni è morto dopo essere caduto accidentalmente dal muro perimetrale del Pantheon alto circa 7 metri, a Roma. I fatti sono avvenuti nella serata di ieri, intorno alle 21:50. A darne notizia i vigili del fuoco che sono intervenuti sul posto, insieme ai sanitari del 118, ma i soccorsi sono stati inutili. Sul posto anche le forze dell’ordine e la polizia locale di Roma Capitale. Non sono chiare le dinamiche dell’accaduto, non è escluso che il turista sia sporto per scattare una fotografia. 

 

 

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A Roma arrivano i semafori con il “countdown”

AGI – Il Comune di Roma è al lavoro per aumentare la sicurezza degli utenti della strada, a partire dai pedoni. L’assessore alla mobilità, Eugenio Patanè ha fatto sapere con un post sui social che il comune è pronto a installare 630 semafori intelligenti dotati di un “countdown”, come si vedono in tante città europee. L’operazione riguarderà 1420 attraversamenti pedonali. 

Alla base dell’intervento, la consapevolezza che il numero dei photored in città è troppo basso dunque è la tecnologia che vogliamo maggiormente implementare. Fino a oggi a Roma ne avevamo solo 11. “Siamo convinti che aumentandone il numero metteremo in campo uno strumento di reale disincentivo al passaggio con il rosso, ma anche con gli ultimi secondi del giallo, perché è proprio in quest’ultimo caso che si verificano spesso incidenti gravi. Si tratta dunque di un altro pezzo importante per aumentare la sicurezza sulle nostre strade, al fine di ridurre drasticamente il numero di incidenti. – spiega l’assessore – Il progetto è fondato sulla identificazione di tutti quegli impianti semaforici per i quali, secondo le disposizioni del Ministero e in funzione di determinate caratteristiche geometriche dell’impianto stesso, vige l’obbligatorietà dell’adeguamento. L’avvio delle attività di installazione inizieranno nel secondo semestre 2026, ma approfittando delle ristrutturazioni di alcuni impianti semaforici – già programmate e attualmente in corso- sono già stati installati gli impianti in alcuni incroci e in altri sono in programmazione”. 

Gli impianti installati recentemente:
– Via Anastasio II 117;
– Via Casilina – Via Filarete;
– Piazza Siria – Numanzia;
– Ostiense – Giustiniano Imperatore;
– Lega Lombarda Arduino;
Di prossima installazione:
– Marconi Edison;
– Manzoni Principe Eugenio;
– Lungomare Toscanelli Acilii;
– Lungomare Duilio – Via dei Pescatori;
– Corso d’Italia – Valenziani;
– Piazza Pitagora.

 

 

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Oggi si celebra il World Pasta Day, un italiano su 3 la mangia ogni giorno

AGI – Oggi è il World Pasta Day, ricorrenza promossa da Unione Italiana Food e International Pasta Organisation (IPO), che appunto ogni 25 ottobre celebra la pasta come simbolo universale della nostra cultura gastronomica, consumata da quasi 9 italiani su 10 più volte a settimana e con 1 su 3 che la consuma quotidianamente o quasi. E se è vero che la pasta è un prodotto della tradizione che ha saputo evolversi nel tempo, restando saldamente ancorato all’identità italiana, praticamente tutti (96,6%) concordano sul fatto che la pasta è un vero e proprio “ambasciatore” del Made in Italy nel mondo.

Lo scorso anno l’Italia ha confermato il suo primato in tema di produzione (con 4,2 milioni di tonnellate), di consumo (con 23,3 kg pro capite), ed export, con oltre 2,4 milioni di tonnellate (+9,1% rispetto al 2023) per un valore di 4 miliardi di euro (+4,8% rispetto al 2023). In pratica 80 milioni di porzioni di pasta italiana che lo scorso anno sono state proposte nelle case e nei ristoranti di quasi 200 Paesi (fonte: Unione Italiana Food).

L’export di pasta italiana: numeri e mercati

Della pasta esportata nel 2024, oltre 1,5 mln di tonnellate è destinato ai Paesi dell’UE mentre quasi 900mila tonnellate finiscono in Paesi terzi. Germania (467mila tonnellate), Stati Uniti (302mila), Regno Unito (283mila), Francia (278mila), e Giappone (69mila) si confermano i Paesi più ricettivi. L’aumento dell’export registrato nel 2024 si conferma anche nel primo semestre del 2025, con una crescita a volume del +2,5% rispetto all’analogo periodo del 2024 (1 milione 195mila nel 2024 vs 1 milione 224mila nel 2025). L’industria pastaria italiana si conferma un asset strategico dell’agroalimentare italiano nonostante uno scenario caratterizzato da pesanti dazi all’export in USA, inflazione, conflitti, aumento dei costi delle materie prime e cambiamenti climatici che influenzano i raccolti del grano duro.

La pasta: orgoglio e identità italiana

Secondo una ricerca demoscopica commissionata in queste settimane dai pastai di Unione Italiana Food all’Istituto AstraRicerche, la pasta si posiziona nella Top 5 degli elementi che rendono gli italiani fieri di esserlo (45%), insieme a monumenti (84,9%), arte (75,8%), paesaggi naturali (73,6%) e letteratura (69,2%), addirittura più della musica (39,6%), dell’opera lirica (34,6%) e dello sport (27,3%). Non a caso, per 7 italiani su 10 (69%) se dici Italia pensi pasta, a conferma di un legame indissolubile che negli anni si è trasformato in una questione identitaria, prima ancora della pizza (64,2%), del vino (27,4%) e di salumi e formaggi (18,4%).

I valori della pasta italiana

Per circa la metà degli italiani, tra i motivi che assegnano primati alla pasta ci sono la sua riconoscibilità internazionale (49,3%), la sua rappresentatività di uno stile alimentare sano e sostenibile (42,1%), la sua capacità di raccontare la ricchezza e la varietà del territorio italiano e delle sue regioni (40,6%) e di essere depositaria di tradizione e saper fare italiano (39,2%). Molto apprezzate anche le sue caratteristiche di cibo conviviale (36%) e la semplicità che la rende un piatto versatile e riproducibile secondo i propri gusti (33,6%).

La pasta e la dieta mediterranea

Inoltre, la pasta è considerata anche un pilastro dell’alimentazione: per 2 italiani su 3 (66,6%) è infatti l’alimento più rappresentativo della dieta mediterranea, più dell’olio (56,3%), della verdura (47,5%), del pesce (44,9%) e della frutta (39,5%). Tra gli alimenti che costituiscono la dieta mediterranea, è quella che viene consumata più di frequente, da quasi 7 italiani su 10 (69,4%), seguita dalla verdura (56,4%) e dalla frutta (53,8%) e dall’olio (52%).

Perché la pasta è amata dagli italiani

Per quasi 6 italiani su 10 (58%) la pasta incarna alla perfezione la tradizione culinaria italiana, per il 36% del campione è il valore della semplicità a rappresentarla al meglio mentre il 33.7% del campione la associa a salute e benessere, a conferma delle sue proprietà benefiche. L’orgoglio nazionale è un valore associato alla pasta dal 32.6% degli italiani mentre per il 28.7% la pasta è condivisione (28.7%) ma anche convivialità (25.5%).

Le parole chiave della pasta

Chiamati a scegliere delle parole-chiave per la pasta, oltre 9 italiani su 10 (90,7%) la definiscono accessibile, oltre 8 italiani su 10 (89,2%) facile e veloce da preparare, in grado di unire le generazioni (86,9%) e di migliorare l’umore (79,2%) oltre a essere indispensabile per un’alimentazione sana ed equilibrata (77,8%), componente chiave di molti modelli alimentari (73,1%), e capace di dare un senso di sazietà che dura a lungo (77,0%). Anche il suo legame con la sostenibilità ambientale (66,4%), il suo ruolo per chi pratica sport (68,7%) e la sua capacità di stimolare le relazioni interpersonali (61,1%) sono ampiamente riconosciuti.

Sfatare i falsi miti sulla pasta

E sono tanti i falsi miti sulla pasta ad essere smentiti dall’indagine: gli italiani non sono d’accordo con l’idea che la pasta debba essere eliminata in una dieta dimagrante (solo il 20,4% la ritiene vera), e trovano falso che interferisca con la qualità del sonno se consumata a cena (solo il 27,3% la ritiene vera).

La pasta: pilastro economico e culturale

“Per gli italiani la pasta è una questione di appartenenza e motivo di orgoglio. Questa ricerca lo conferma e arriva in un momento politicamente delicato – spiega Margherita Mastromauro, presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food – Il comparto della pasta è un pilastro della nostra economia e della nostra identità culturale. Ogni misura che ne ostacola la competitività sui mercati internazionali rappresenta una minaccia non solo per le imprese, ma per l’intero sistema del Made in Italy“.

World Pasta Day: un simbolo da tutelare

E “nel complesso quadro geopolitico che ci troviamo ad affrontare, segnato anche dal rischio di extra-dazi da parte del Dipartimento del Commercio americano, questa 27esima edizione del World Pasta Day assume un grande significato simbolico: ci ricorda cosa la pasta ha rappresentato e rappresenta ancora oggi nel nostro Paese e nel mondo sul piano economico, culturale e sociale. Ed è sicuramente un valore e una risorsa che vanno tutelati”.

Benefici scientifici della pasta

Ricerca e scienza confermano i benefici della pasta, sottolineandone il ruolo nella dieta mediterranea, il suo utilizzo nell’alimentazione sportiva e l’importanza della dieta nel suo complesso rispetto ai singoli alimenti.

Torna l’ora solare: i benefici di un’ora di sonno in più

AGI – 

C’è chi insegue il tempo perduto, e chi, almeno una notte all’anno, lo ritrova dormendo. Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre tornerà l’ora solare, regalandoci sessanta preziosi minuti di riposo in più. Un dono piccolo ma potentissimo per il nostro cervello, costantemente in debito di sonno.

“Un’ora sola ti vorrei” spiega il professor Piero Barbantineurologo e Direttore Unità per la Cura e la Ricerca su Cefalee e Dolore dell’IRCCS San Raffaele di Roma e docente di Neurologia Clinica all’Università San Raffaele, “non è soltanto la celebre canzone resa immortale da Ornella Vanoni e Fausto Leali negli anni Sessanta, è anche la richiesta del nostro cervello, costantemente in debito di sonno“. Del resto proprio importanti studi scientifici dimostrano che il lunedì successivo al ritorno dell’ora solare è quello con il numero più basso di infarti cardiaci in tutto l’anno.

Benefici di un’Ora di Sonno Extra

“Proprio così”, precisa il neurologo, “basta una sola ora di relax in più per far crollare il cortisolo, riducendo le malattie stress-correlate, come l’infarto. Il nostro deficit cronico di sonno non consente al cervello di ricaricarsi, di “ripulirsi” tramite il flusso glinfatico notturno e di spegnere completamente il sistema di allerta, il cosiddetto sistema simpatico“.

L’Adattamento al Cambio dell’Ora

Se dormire sessanta minuti in più fa bene alla salute, non tutti però vivono serenamente il cambio dell’ora, per alcuni diventa un piccolo “jet lag biologico“. “Alcune persone” chiarisce Barbanti, “in particolare chi soffre di emicraniainsonniaansia o depressione, faticano ad adattarsi al nuovo orario per giorni. Normalmente in ciascuno di noi, il centro dei bioritmi (il nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo) si resetta automaticamente ogni giorno allineandosi al naturale alternarsi di luce e buio, come i nostri smartphone che si aggiornano automaticamente al fuso locale quando viaggiamo. In chi patisce il cambio dell’ora, invece il reset è più lento e laborioso, dando origine a una peggiore qualità del sonnostanchezza e nervosismo. L’uso della melatonina tra le 21 e le 22 può facilitare il superamento di questo fastidio”.

Un dato che fa riflettere su quanto viviamo in apnea, travolti da stress e mancanza di riposo. Nel 2025 dormire bene è diventato un atto rivoluzionario. Viviamo connessi 24 ore su 24, bombardati da notifiche, luce blu e ansie da performance. L’OMS parla di una vera e propria epidemia di insonnia. “Dormire non è tempo perso” conclude il neurologo, “ma tempo ritrovato. Il ritorno all’ora solare ci ricorda una verità semplice: c’è una saggezza silenziosa nel corpo, conosce ciò che ci nutre, anche quando la mente si perde altrove”.

Vuole aggiudicarsi la bonifica dell’area ex Kuwait di Napoli e minaccia la ditta rivale: arrestato


Un uomo è stato arrestato dalla Polizia di Stato a Portici, nella provincia di Napoli, per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
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Tensione al presidio Pro Pal a Roma, respinto con gli idranti corteo non autorizzato

AGI – Dopo lo ‘stop’ al corteo pro Pal da parte della questura i manifestanti hanno provato, comunque, a far partire, da piazza Verdi, un ‘corteo non autorizzato’ che è stato fermato, dalla polizia, con gli idranti.

L’idea dei manifestanti era quella di raggiungere l’Auditorium, dov’è in corso la Festa del Cinema. 

La Questura nega il corteo ai manifestanti

I manifestanti pro Pal dovranno restare a piazza Verdi, a Roma. Vietato dunque il corteo. Con fascia tricolore e megafono, infatti, il dirigente del sevizio ha comunicato ai manifestanti l’ordine del questore di Roma Roberto Massucci, ai sensi del Testo Unico sulle leggi di pubblica sicurezza, con cui viene “formalmente opposto divieto a qualunque spostamento dei manifestanti verso altri siti”.

Contestualmente, viene ordinato ai promotori, ai sensi dell’articolo 650 del codice penale, lo scioglimento della manifestazione, con l’avvertimento che, in caso di inottemperanza, lo scioglimento sarà indotto dalla forza pubblica e i responsabili deferiti all’autorita’ giudiziaria.

La decisione è arrivata dopo una prima interlocuzione tra funzionari della Digos e i promotori della manifestazione. Secondo quanto ricostruito, ai manifestanti, in un primo momento, è stato riferito che il sit-in va sciolto in piazza Verdi e che era possibile raggiungere, per un’altra manifestazione in forma statica, il parcheggio del Palasport.

Andrea Sempio sottoposto a misurazioni antropometriche di caviglie, piedi e statura

AGI – Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, è andato all’Istituto di medicina legale in via Mangiagalli di Milano per essere sottoposto a misurazioni antropometriche di tutto il corpo: caviglie, piedi, arti superiori, statura e peso. Lo ha reso noto il programma ‘Dentro la notizia’.

A effettuare gli accertamenti è l’antropologa forense Cristina Cattaneo su disposizione della Procura di Pavia. Si tratta di elementi che dovranno essere messe in connessione con la rivalutazione che la professoressa Cattaneo sta facendo di tutte le lesioni sul corpo di Chiara Poggi e con la BPA del RIS di Cagliari. Andrea Sempio è arrivato poco prima delle 15 insieme ai suoi legali, Liborio Cataliotti, Angela Taccia e al consulente tecnico Armando Palmegiani.

“Andrea Sempio ha acconsentito spontaneamente a farsi prendere le misurazioni corporee”. Ha detto l’avvocata Angela Taccia che, assieme a Liborio Cataliotti, assiste l’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. “Non sappiamo a cosa servirà questo accertamento svolto dalla professoressa Cattaneo – aggiunge Taccia -.Andrea avrebbe potuto anche rifiutarsi, ma ha acconsentito, dimostrando piena collaborazione”.

“Sono tranquillo, va tutto bene”. È lo stato d’animo espresso da Andrea Sempio dopo essere stato sottoposto alle valutazioni antropometriche chieste dall’antropologa e medico legale Cristina Cattaneo nell’ambito dell’indagine della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco.

Consulente Sempio, misurazioni con metro e in 3D

“Sono state fatte alcune misurazioni direttamente col metro e altre con lo scanner tridimensionale. Sono misurazioni che rientrano in un pacchetto standard nell’ambito di questo tipo di accertamenti”. Lo dice all’AGI Armando Palmegiani, esperto consulente della difesa di Andrea Sempio nell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi. Tra questi anche la misurazione del piede di Sempio. La misura della scarpa del killer di Garlasco è da sempre uno dei temi controversi dell’inchiesta. Alla calzatura dell’omicida venne attribuita la taglia 42 nella sentenza definitiva di condanna a Stasi, misura che corrisponde al numero indossato dall’ex fidanzato della vittima.

“Non conosciamo le ragioni per cui sono state fatte queste misurazioni e nememno l’uso che se ne farà – spiega Palmegiani -. Andrea ha accettato con molta tranquillità di sottoporsi a questi accertamenti da parte della dottoressa Cattaneo che è molto in gamba. Le misurazioni sono durate tre ore, sono state molto puntigliose”. Il consulente ha aggiunto di non essere a conoscenza degli altri quesiti formulati dalla Procura di Pavia sui quali dovrà esprimersi Cattaneo: “Sono attività a noi non note, sicuramente ci vorrà del tempo. Ad ogni modo Andrea è tranquillo e anche noi perché non ha nulla da nascondere e non ci sono elementi probanti a suo carico”. 

 

Attori e maestranze sul red carpet contro i ‘tagli’ al Fondo per l’audiovisivo

AGI – In tanti gli attori e gli addetti ai lavori del mondo del cinema e dello spettacolo hanno sfilato sul tappeto rosso della Festa del cinema per manifestare contro i tagli previsti in finanziaria che colpirà il settore dell’audiovisivo. In prima fila, tra gli altri, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Riccardo Rossi e Fabrizio Gifuni

L’occasione è stata la seconda edizione del premio Unita il riconoscimento istituito dall’associazione Unita – Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo, che nasce con l’obiettivo di valorizzare e mettere al centro il lavoro degli interpreti italiani, confermando l’impegno dell’associazione nella promozione della dignità professionale dell’attore e nella tutela dei suoi diritti, secondo il principio fondante ‘diverse interpretazioni, uguali diritti’. ‘

Gli attori più noti erano accompagnati da un lavoratore dello spettacolo e tutti hanno chiesto al Governo di essere ascoltati. Con Paola Cortellesi ha sfilato il regista Lorenzo d’Amico de Carvalho dell’Associazione 100autori, che rappresenta registi e sceneggiatori cinematografici e televisivi, autori di documentario, film d’animazione e autori legati al mondo dei new media. ”Noi non siamo il problema – ha detto – vogliamo essere parte della soluzione. Chiediamo di poter lavorare insieme per costruire riforme giuste perché quelle lanciate finora si sono rivelate poco efficaci”. Presente anche una rappresentanza della Writers Guild Italia che rappresenta 450 autori di cinema e tv.

Uno striscione con la scritta “Ci avete tagliato fuori” non è stato fatto entrare sul red carpet.

Una giovane attrice ha letto un comunicato a nome di tutto il comparto per dire no ai tagli al Fondo Cinema e Audiovisivo e chiedere al governo un confronto reale e permanente sulla ridefinizione della legge di sistema.

“Ci hanno chiamato privilegiati, ladri, parassiti, e invece siamo solo lavoratori. Il Cinema è un mestiere, svolto da professionisti che del loro lavoro vivono, che con il loro lavoro mantengono le famiglie”, recita il comunicato “Siamo una comunità di circa 124.000 persone, dagli autori alle maestranze, dai produttori ai tecnici, che rappresentano la base del gigantesco iceberg che tiene a galla tutto il comparto. Da fuori si vedono solo i nomi celebri, che quando si fanno portavoce dei lavoratori meno visibili vengono denigrati per silenziare la realtà del settore”.

Il testo prosegue sottolineando che i fondi destinati al cinema non sono un privilegio, ma un investimento necessario per la vita culturale e democratica del Paese: “Come tanti altri lavoratori viviamo nella precarietà e costruiamo giorno per giorno il nostro salario. Non siamo privilegiati. Siamo i lavoratori del Cinema, un comparto vitale per il tessuto democratico, culturale ma anche economico dell’Italia”.

Gli operatori del settore chiedono da due anni di essere riconosciuti come interlocutori stabili dal ministero della Cultura, in un tavolo di lavoro permanente per definire regole più chiare e una distribuzione equa dei fondi. Finora, dicono, l’unica risposta è stata una previsione di tagli ingenti e privi di una visione di sistema.

“I soldi si possono usare meglio? Certo, e chiediamo verifiche approfondite – si legge ancora nel comunicato – Ma quei fondi sono una necessità, non un regalo, e provengono in buona parte dalle imposte delle stesse aziende del settore. Servono a nutrire la vita culturale del Paese e a garantire la pluralità del cinema italiano, che oggi è vivo, libero, esportato nel mondo”.

Poi, sul red carpet, un applauso. Prima timido, poi sempre più forte, condiviso da artisti, tecnici e pubblico. Nessun gesto o protesta, solo un applauso corale, che ha unito chi il cinema lo fa e chi lo ama. Un momento di comunione  concluso da un messaggio chiaro e definitivo: “Da oggi smettiamo di chiedere. A partire da adesso, noi questo confronto lo pretendiamo”.

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