Archivi per la categoria ‘Cronaca’
A Bagnoli tensione tra clan tra insulti, spazzatura e scarcerazioni festeggiate su TikTok

A Bagnoli, Napoli Ovest, proseguono le schermaglie tra clan: i botta e risposta tra raid vandalici e minacce sui social. Sullo sfondo, gli interessi legati all’America’s Cup.
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Agguato a Mugnano: in pericolo di vita 64enne, ritenuto ras del clan Amato-Pagano

Il ferito è Giuseppe Cipressa, già noto alle forze dell’ordine e considerato ras del clan Amato-Pagano: il 64enne è stato portato in ospedale in gravi condizioni. Sulla vicenda indagano i carabinieri.
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Scontro frontale nella Galleria Reggia di Caserta: incidente tra 3 auto, 2 feriti e traffico bloccato

Incidente nella galleria Regia di Caserta, chiusa in entrambe le direzioni. Due feriti in ospedale.
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Franco Bertolotti, travolto e ucciso da un furgone a Milano: è caccia al pirata della strada

Franco Bertolotti è l’uomo che è stato travolto e ucciso da un furgone a Milano. È stato investito mentre stava attraversando le strisce pedonali. Il conducente del veicolo è scappato.
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Ragazzino 13enne investito all’uscita dalla scuola: è ferito, soccorso dall’ambulanza nel Salernitano

Studente di 13 anni investito all’uscita delle scuole a San Antonio di Pontecagnano Faiano.
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L’amica di Maria Grazia, morta dopo un intervento: “Le scrivo ancora in chat per il compleanno, ovunque sia spero mi legga”

Maria Grazia Di Domenico è morta dopo un intervento all’utero, il ginecologo che l’ha operata è accusato di omicidio colposo. A ricordare la giovane che ha perso la vita a 27 anni a Fanpage.it è l’amica Francesca, conosciuta in Erasmus: “Mary era eccezionale, la sento ancora vicino a me”.
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Genova: sarà la prima città d’Italia con la Consulta carcere-città
AGI – L’istituto penitenziario di Marassi – uno dei due grandi carceri di Genova, insieme a Pontedecimo – si trova nel cuore della città, in uno dei suoi quartieri più popolosi, la Valbisagno, a due passi dallo stadio Luigi Ferraris. Eppure il carcere è una città dentro la città, separata da un muro spesso di indifferenza che ne acuisce le problematiche. Ecco perché il Comune, primo in Italia, ha deciso di istituzionalizzare una Consulta carcere-città.
“Si tratta di un lavoro di squadra che coinvolge gli assessorati a Welfare, Sicurezza urbana, Partecipazione dei cittadini alle scelte dell’Amministrazione, Pari opportunità e Diritto alla cittadinanza, proprio perché la realtà detentiva e tutto quello che gli ruota attorno coinvolge diversi ambiti di intervento”, spiega l’assessora al Welfare, Cristina Lodi, presentando l’iniziativa stamane a Palazzo Tursi con i colleghi Emilio Robotti, Rita Bruzzone, Davide Patrone e Arianna Viscogliosi.
Si tratta dell’attuazione di uno dei punti del programma indicati dalla sindaca Silvia Salis sin dal suo insediamento. La Consulta mette al centro la realtà carceraria “come parte integrante della città”, sottolinea Lodi.
Tra i temi che si tratteranno la promozione della giustizia riparativa, della responsabilità collettiva sul tema dell’accoglienza e dell’inclusione come risorsa per il funzionamento dei percorsi di reinserimento, con agevolazione della fruizione di misure alternative alla detenzione.
“Garantire i diritti dei detenuti – dice Robotti – è garantire i diritti di tutti. Con questo strumento non facciamo altro che garantire il rispetto dei principi costituzionali”.
La Consulta è uno strumento attraverso il quale il Comune e tutte le realtà che aderiranno puntano ad accendere i riflettori sulla realtà carceraria, le sue criticità e le opportunità.
La prima riunione è attesa tra fine mese e i primi di dicembre: l’obiettivo è organizzare incontri mensili e tematici. “Noi ci siamo sempre sentiti parte della città – dice la direttrice di Marassi, Tullia Ardito – Abbiamo tantissime attività nella casa circondariale, a partire dal teatro. Un tavolo con una regia, in cui tutte le istituzioni pubbliche e le realtà del terzo settore parlano di progetti e delle cose che servono all’istituto è fondamentale”.
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“Non con la mia faccia”. Flashmob delle giornaliste contro la violenza di genere
AGI – “Non con la mia faccia”, il coro scandito più volte nel corso del flashmob organizzato da Giornaliste italiane in piazza Capranica, a Roma, per dire stop alla violenza contro le donne e alla manipolazione delle immagini con l’intelligenza artificiale. Un appuntamento simbolico, aperto da un minuto di silenzio per Octav Stroici, l’operaio morto nel crollo della Torre dei Conti, che ha riunito volti noti del giornalismo e della politica, tra cui Carlo Calenda, Maria Elena Boschi e la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella.
“La presenza di tutte noi è doverosa – ha sottolineato la ministra Roccella – perché è stato uno shock anche dal punto di vista personale per tutte. Non potevamo non essere qui tutte insieme. Abbiamo fatto una legge sull’AI, se non basterà agiremo ancora”. Un messaggio condiviso anche dalle giornaliste Manuela Moreno e Paola Ferrari, che insieme alla presidente dei deputati di Italia Viva Maria Elena Boschi hanno portato la loro testimonianza di vittime di violenza digitale, invitando le donne a denunciare.
La testimonianza di Maria Elena Boschi
“Purtroppo non è la prima volta che mi succede – ha raccontato Boschi – è capitato anche l’estate scorsa, mi succede da quando purtroppo ho iniziato a fare politica. Sono anni che subisco queste forme di fotomontaggi, di mistificazioni della realtà, però non ci si abitua mai. Quello che provi comunque è un senso di disgusto, ti fa schifo vedere il tuo corpo fare delle cose che tu non hai fatto e senza la tua volontà”.
L’appello di Carlo Calenda: coinvolgere gli uomini
A margine della manifestazione ha parlato anche Carlo Calenda, segretario di Azione, che ha proposto un coinvolgimento più diretto degli uomini nella lotta contro la violenza di genere: “Io credo che una manifestazione contro il femminicidio promossa dagli uomini sia una cosa che bisognerebbe fare – ha detto – dopodiché c’è l’assunzione di responsabilità. C’è qualcosa che non funziona nel modo in cui trasmettiamo ai figli quello che si può e quello che non si può”. Calenda ha poi richiamato le grandi piattaforme digitali alle loro responsabilità: “Le piattaforme non possono essere ritenute soggetti neutri quando violano la libertà, la privacy, la dignità, il corpo delle donne”.
La legge sull’Intelligenza Artificiale
Sulla stessa linea Boschi, che ha ricordato il lavoro già fatto sul fronte normativo: “Noi abbiamo fatto una legge importante sull’intelligenza artificiale e l’abbiamo fatta prima che succedessero questi fatti, proprio perché avevamo ben presente i rischi che l’AI comporta insieme anche a tutti i benefici di cui siamo consapevoli. Ora vedremo se basta per arginare questi fenomeni e, se non basta, interverremo ancora”.
Il simbolo della protesta: “Non con la mia faccia”
Simbolo dell’evento una maschera bianca, esposta accanto ai cartelloni con la scritta “Unite contro la violenza digitale” e allo slogan che ha dato il titolo alla manifestazione: “Non con la mia faccia”.
San Siro: la proprietà passa dal Comune di Milano a Inter e Milan. E la procura indaga
AGI – A quanto apprende l’AGI, Inter e Milan con il Comune di Milano hanno firmato l’atto di vendita di San Siro e delle aree circostanti. La firma del rogito è avvenuta questa mattina nello studio del notaio Filippo Zabban. “La realizzazione del nuovo stadio e dell’intervento di rigenerazione urbana per l’area di San Siro rappresentano un nuovo capitolo per la città di Milano e per entrambi i Club – scrivono le squadre -. Questo importante traguardo riflette le ambizioni condivise da Milan e Inter e dalle rispettive proprietà, RedBird e fondi gestiti da Oaktree, per un successo sportivo a lungo termine e per un investimento che permetterà di creare valore a supporto della crescita sostenibile di entrambe le Società”.
I club hanno affidato a Foster + Partners e Manica il percorso progettuale e di sviluppo di un nuovo impianto di livello mondiale e del masterplan per l’area circostante. “Lo stadio – aggiungono i club – risponderà ai più alti standard internazionali ed è destinato a diventare una nuova icona architettonica per la città di Milano. Nell’ambito del progetto sorgerà un nuovo polo di eccellenza che rifletterà la vocazione sportiva e culturale del quartiere di San Siro e dell’intera città, rigenerando uno spazio urbano nel segno di innovazione, sostenibilità e accessibilità”.
L’operazione, perfezionata tramite la società Stadio San Siro S.p.A., è supportata da un finanziamento disposto dagli istituti bancari internazionali Goldman Sachs e J. P. Morgan in qualità di coordinatori principali, insieme ai partner bancari dei Club, Banco Bpm e Bper Banca.
La Procura di Milano indaga per turbativa d’asta
Intanto la procura di Milano ha aperto un’indagine con l’ipotesi di turbativa d’asta in relazione alla vendita dello stadio. Al centro delle verifiche del Nucleo di polizia economico-finanziaria della gdf, coordinato dai pm Paolo Filippini, Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi, le modalità e le tempistiche relative all'”Avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse relative al compendio immobiliare della Grande Funzione Urbana (Gfu) “San Siro”, comprensivo dello Stadio Giuseppe Meazza”.
Gli inquirenti stanno sentendo a verbale il promoter Claudio Trotta, che in una lettera aperta al sindaco Giuseppe Sala, aveva lamentato l’impossibilita’ di partecipare al bando nonostante fosse interessato con altri imprenditori a presentare un’offerta per la riqualificazione dell’impianto.
Campi Flegrei: nuovo studio individua fase preparatoria che precede i terremoti
AGI – È stato pubblicato su JGR Solid Earth un nuovo studio che propone una lettura innovativa della sismicità ai Campi Flegrei. Integrando dati sismici e di deformazione del suolo, ricercatori e ricercatrici dell’Università di Napoli Federico II, del Centro di ricerche sismologiche dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale e dell’Università di Genova, hanno individuato una chiara fase preparatoria che precede i principali terremoti, aprendo la strada a future ricerche per lo sviluppo di modelli predittivi in grado di stimarne la magnitudo.
“Negli ultimi anni l’area dei Campi Flegrei ha mostrato un aumento costante dell’attività sismica e del sollevamento del suolo”, spiega Antonio Giovanni Iaccarino dell’Università di Napoli Federico II, primo autore dell’articolo: “Volevamo capire se questi fenomeni fossero collegati e se fosse possibile riconoscere segnali precursori comuni prima dei terremoti più significativi. Per farlo abbiamo analizzato venti sequenze sismiche registrate tra il 2015 e il 2024”.
I risultati dello studio, condotto analizzando in modo integrato la sismicità e le misure di deformazione condotte dall’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, mostrano come prima di ogni evento principale si manifesti una fase preparatoria ben definita, durante la quale aumentano sia la deformazione del suolo, cioè il cosiddetto bradisismo, sia l’energia sismica rilasciata dai microterremoti.
“Questa correlazione – aggiunge Iaccarino – ci ha permesso di identificare un parametro chiave, lo strain residuo, che descrive l’equilibrio tra deformazione e sismicità”. “Gli studi scientifici realizzati negli ultimi anni dai nostri colleghi, a cui si aggiunge il nostro lavoro, hanno dimostrato come la deformazione crostale ai Campi Flegrei sia il motore principale della sismicità”, commenta Matteo Picozzi, direttore del Centro di ricerche sismologiche dell’Ogs: “Comprendere questo legame e definire delle relazioni analitiche tra i due fenomeni e’ fondamentale per interpretare l’evoluzione del sistema e migliorare la valutazione del rischio”.
Grazie ai dati del monitoraggio raccolti dall’Ingv, il gruppo di ricerca, composto anche da Grazia De Landro (Università di Napoli Federico II) e Daniele Spallarossa (Università di Genova), ha potuto sviluppare un primo esempio di modello predittivo per la magnitudo degli eventi principali delle sequenze sismiche.
“È ancora presto per parlare di previsioni vere e proprie – ammette Iaccarino – Il nostro studio rappresenta un primo contributo in questa linea di ricerca. Seppur i risultati siano promettenti e il modello riesca, analizzando il tasso di deformazione e le caratteristiche dei piccoli terremoti, a stimare la magnitudo potenziale degli eventi principali con alcuni giorni di anticipo, è purtroppo ancora lontano il giorno in cui strumenti simili possano essere usati per rilasciare allerte. Le incertezze delle stime sono ancora grandi e il rischio di false o mancate allerte non rende i modelli utilizzabili per scopi di protezione civile. Il nostro lavoro è un primo passo di un percorso di crescita della conoscenza della generazione di forti terremoti ai Campi Flegrei che pensiamo aiutera’ in futuro allo sviluppo di nuovi strumenti previsionali”.
La possibilità di riconoscere le fasi preparatorie dei terremoti rappresenta una prospettiva nuova per la gestione del rischio sismico e vulcanico, non solo ai Campi Flegrei ma anche in altri contesti simili nel mondo. “Molti studi retrospettivi condotti in varie parti del mondo ci indicano come in alcuni contesti i forti terremoti siano anticipati da fasi preparatorie – ricorda Picozzi – Capire come queste fasi avvengano e si comportino studiando la deformazione del suolo e l’evoluzione nello spazio e nel tempo dei piccoli terremoti, spiega, può aiutare a prendere decisioni più tempestive e informate in caso di crisi”.
L’obiettivo del gruppo di ricerca è ampliare lo studio in sinergia tra università, Ingv e Ogs con nuovi dati e applicarlo ad altri sistemi vulcanici attivi. “La complessità dei fenomeni è nota. Credo che grazie allo sforzo congiunto di vulcanologi e sismologi e approcci multidisciplinari si possa affinare la capacita’ predittiva e compiere passi importanti verso una gestione sempre più proattiva del rischio sismico”, conclude Iaccarino.
Negozi di alimenti abusivi in centro a Napoli, sequestrati 100 chili di cibo esposti a smog e sporco

La Polizia Municipale ha scoperto, nel cuore di Napoli, due negozi di generi alimentari sprovvisti di autorizzazione. Complessivamente, sono state 5 le attività abusive scoperte dagli agenti.
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Antonio Morione ucciso nella sua pescheria, chiesto l’ergastolo per i 4 rapinatori

La Procura ha chiesto l’ergastolo per Giuseppe Vangone, Luigi Di Napoli, Francesco Acunzo e Angelo Palumbo, imputati per la morte di Antonio Morione, il pescivendolo ucciso all’antivigilia di Natale del 2021 a Boscoreale (Napoli).
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Le Capitali “nascoste” della Storia
AGI – Il Lazio è la patria di Capitali della Storia. Ma sembrano “nascoste”, messe quasi in ombra dalle meraviglie della vicina Roma. Eppure sono autentiche “chicche” del passato. Per esempio, nella regione sono nati il monachesimo di san Benedetto poi diffusosi in tutta Europa (Cassino) e il presepe di san Francesco diventato elemento essenziale dei festeggiamenti natalizi (Greccio); un’ostia consacrata ha sudato sangue tra le mani di un sacerdote mentre diceva Messa portando il papa di allora a istituire la celebrazione del “Corpus Domini” (Bolsena); è avvenuto il primo lungo conclave della Chiesa cattolica (Viterbo) e ha avuto origine lo Stato pontificio (Sutri). E questa è solo una parte degli eventi straordinari che si possono elencare.
La cartina politica di questa parte dell’Italia centrale conta cinque province: Viterbo, Rieti, Latina, Frosinone e Roma appunto. Stando ai numeri, dopo il periodo della pandemia del Covid-19 in ciascun capoluogo il flusso turistico ha mantenuto una crescita costante. Secondo le cifre pubblicate dalla Regione sulle pagine web di Lazio Statistica, aggiornate al settembre scorso, nel 2023 (ultimo anno menzionato) l’ammontare di arrivi e presenze è stato più che incoraggiante. In dettaglio, stando al glossario Istat per arrivi negli esercizi ricettivi della regione s’intende il “numero di clienti ospitati nel periodo considerato”, mentre le presenze si riferiscono al “numero delle notti trascorse”.
Nel 2023 nel Lazio gli arrivi sono stati 11.376.944, oltre due milioni in più rispetto ai dodici mesi precedenti (9.093.706). E un uguale incremento si è registrato anche nelle altre città: a Frosinone, da 301.814 di arrivi nel 2022 si è passati a 366.607 nel 2023; Latina, da 430.821 a 475.281; Rieti, da 54.804 a 57.171; Viterbo, 312.568 e 348.526. E chiaramente Roma in testa: da 7.993.699 a 10.129.359. Insomma, il turismo gode di buona salute.
Dalla stessa fonte statistica, però, salta fuori anche qualche sorpresa. Tra le mete più visitate nelle cinque province, infatti, si scopre che a fare i grandi numeri non sono stati i luoghi dove sono avvenuti gli eventi storici memorabili, ma altri. Per esempio, nella provincia viterbese le destinazioni maggiormente raggiunte sono state il capoluogo medievale (72.494 nel 2023), l’etrusca Tarquinia (53.328) e la “mariana” Bolsena (50.0449). Mentre è scivolata a fanalino di coda la suggestiva e antica Sutri (5.671) dove è avvenuta la fondazione dello Stato vaticano.
Oppure, rifacendosi sempre alle tabelle del 2023 di Lazio Statistica, nel Reatino il capoluogo è stato primo in classifica con 23.277 arrivi, seguito da Magliano Sabina salito a 13.978, invece Greccio – luogo di nascita del presepe – si è fermato a soli 180 curiosi. Anche il Frusinate mostra le sue tipicità: il benessere offerto della stazione termale di Fiuggi ha attirato più della papalina Anagni: 135.849 arrivi la prima contro i 15.092 della seconda. Nel Pontino, invece, le località di mare sono andate alla grande. Sempre nel 2023 (per dirne solo alcune), 69.093 ingressi a Gaeta, 39.639 a Sperlonga e 30.890 a Sabaudia.
Allargando lo sguardo e rifacendosi sempre alla rilevazione disponibile di due anni fa, da menzionare l’osservazione relativa all’area di provenienza dei visitatori. Gli italiani sono stati la maggioranza: 4.215.905. Ma secondi non si sono piazzati i turisti provenienti dai Paesi “vicini” dell’Unione europea (2.748.016), bensì quelli dal resto del mondo: 4.060.874.
È chiaro che Roma, principale città del Paese, ha una forza centripeta che attira tutto e tutti lasciando il resto “ai margini”. Bastano pochi dettagli per farla ingombrante: è la “città più conosciuta al mondo” (fonte Unesco), “cuore” del cristianesimo, ha dato i natali al Barocco e nel 2024 è stata la meta italiana più affollata di turisti arrivati a spendere 3,63 miliardi di euro (dal secondo rapporto Tourism and Incoming Watch pubblicato dal ministero del Turismo). Non solo, dopo Torino la “Caput mundi” è la seconda metropoli più estesa del Paese (dati Istat 2023) ed è sede di due Stati e residenza dei loro rispettivi più alti rappresentanti, papa e presidente della Repubblica.
Inoltre, Roma sfoggia il suo patrimonio culturale con noncuranza e a cielo aperto. Infatti, molti “gioielli” sono incastonati proprio in mezzo al traffico cittadino. Come il Colosseo dell’impero romano, che nel 2024 – vanto del ministero della Cultura – è stato il parco archeologico più “amato” e frequentato d’Italia con 14.733.395 visitatori. Poi c’è la basilica di San Pietro, gli obelischi dell’antico Egitto e altre “gemme” ancora. La Capitale (non dappertutto) è un monumento senza barriere, una grande bellezza che lo scorso anno “con 51,4 milioni di presenze e 22,2 milioni di arrivi – ha esultato il Campidoglio a gennaio – ha stabilito il proprio record storico sul turismo”. In breve, Roma è Roma ed è difficile farle concorrenza. Quindi è normale che qui siano capitate e continuino a succedere cose indimenticabili. Ciononostante, nel Lazio ci sono posti dove si sono vissute vite e vicende che hanno cambiato il corso degli eventi nell’Occidente e nel mondo intero.
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Accoltellamento in piazza Gae Aulenti, Vincenzo Lanni era considerato non più socialmente pericoloso da 11 mesi

Da dicembre 2024 Vincenzo Lanni non era più considerato socialmente pericoloso. il 59enne aveva terminato di scontare la pena per il duplice tentato omicidio del 2015 e, dopo anni di carcere e ricovero in Rems, era tornato a essere un uomo libero. Il 3 novembre, una settimana dopo essere stato allontanato da una cooperativa sociale di Varese, ha accoltellato di nuovo, una 43enne in piazza Gae Aulenti a Milano.
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Spari a Volla, uomo ferito a un piede nella notte: “Colpito senza motivo”

Un 42enne di Cercola (Napoli) è stato ricoverato nella notte con una ferita da arma da fuoco a un piede; gli avrebbero sparato a Volla.
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