Archivi per la categoria ‘Cronaca’

Botte e violenze su pazienti disabili, 17 misure cautelari a Cuneo

AGI – Maltrattamenti contro persone affidate, lesioni personali, sequestro di persona e violenza privata. Sono questi i reati contestati nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Cuneo che ha scoperto episodi di violenza nei confronti dei pazienti con disabilità di una struttura gestita dalla Società Cooperativa “PER MANO”, con sede a Cuneo.

In carcere sono finite due persone mentre altre quattro agli arresti domiciliari. Inoltre sono altri 11 indagati sono stati sottoposti a divieto di avvicinamento e comunicazione con le persone offese, con l’aggiunta dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

L’indagine, avviata nel dicembre 2024, ha permesso di raccogliere i gravi indizi di colpevolezza a carico di personale direttivo e dipendente della struttura, facendo emergere un quadro inquietante di abusi e condotte vessatorie nei confronti di soggetti particolarmente vulnerabili.

Oltre alle misure personali, il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo della struttura, dei beni aziendali e strumentali, nonché dei conti correnti riconducibili alla cooperativa.

Le persone arrestate sono state condotte presso la Casa Circondariale di Torino, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La posizione di tutti gli indagati è ora al vaglio del giudice, che ne valuterà la responsabilità penale nel corso del procedimento giudiziario.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Compagnia di Cuneo, con il supporto operativo del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, delle Compagnie dipendenti del Comando Provinciale, del N.A.S. di Alessandria e del N.I.L. di Cuneo.

Sveglio dopo un mese di coma il 17enne ridotto in fin di vita a Montesarchio


È fuori dal coma il ragazzo vittima di una spedizione punitiva nel Beneventano; un gruppo di coetanei gli aveva spaccato la testa con spranghe e mazza da baseball.
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Chi era la brigatista Anna Laura Braghetti: il sequestro Moro, l’omicidio Bachelet e il lavoro con i detenuti


A casa sua fu sequestrato Aldo Moro, lo ha visto morire. Negli anni successivi ha preso parte al blitz di piazza Nicosia e all’omicidio di Bachelet. Dopo, in carcere, l’attività letteraria e sociale.
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Napoli rinnova il gemellaggio con Kagoshima, la sua sosia giapponese con golfo e vulcano


A distanza di 65 anni dalla sottoscrizione, Napoli e Kagoshima rinnovano il gemellaggio siglato nel 1960. “Una pagina importante della storia di Napoli” hanno commentato dal Comune.
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Olimpiadi Milano-Cortina, il giudice: “Il decreto del Governo per salvare la Fondazione è incostituzionale”


La giudice per le indagini preliminari di Milano, Patrizia Nobile, ritiene il decreto “Salva Olimpiadi”, che blinda la Fondazione Milano – Cortina “tutelandola” dalle inchieste di turbativa d’asta della Procura di Milano, incostituzionale. Per questo motivo ha trasmesso tutti gli atti alla Corte Costituzionale.
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Tutto cominciò a Lavinio

AGI – Roma deve i suoi natali a un uomo venuto dal mare e sbarcato nel Lazio, sul litorale romano a Lavinio. È qui che comincia la fantastica storia dell’Urbe, non sul Tevere. A vararla è il mitico Enea, approdato sulla spiaggia della marina da lui voluta e così chiamata in onore della seconda moglie, Lavinia, figlia del re dei Latini, Latino. A riferire il fatto è una leggenda, la medesima che celebra la fondazione di Roma in cui storia e mito si confondono. L’opera in questione è l’”Eneide” del poeta latino Publio Virgilio Marone: ci lavorò negli ultimi anni della sua vita (29-19 a.C.) e prima di morire pregò l’amico Valerio Rufo di dare fuoco al manoscritto, volontà però non rispettata.

È pensiero diffuso che i sacri confini della Città Eterna furono immaginati dai gemelli Romolo e Remo naufragati dentro una cesta sulle sponde del fiume Tevere, allattati da una lupa e cresciuti dal pastore Faustolo assieme alla moglie Acca Larentia. Poema alla mano, però, in questa storia le cose importanti da sapere sono anche altre avvenute in un lasso di tempo assai precedente.

Per prima cosa, l’originaria fantastica idea di tirare su la “Caput mundi” (compleanno tradizionalmente fissato nel 753 a.C.) non fu dei due fratelli bensì di Enea, loro famoso lontano avo. Fu lui a piantare il seme di Roma: non mise piede sulle rive del fiume Tevere ma sulla sabbia che si estende tra le attuali località costiere di Pratica di Mare e Torvaianica, nel territorio del comune di Pomezia, a una ventina di chilometri dalla Capitale.

Secondo il testo virgiliano, intorno al 1200 a.C. i greci avevano messo a ferro e fuoco la città di Troia, l’antica Ilo (da cui discende il nome dell’altro poema omerico “Iliade”) sulla costa dell’odierna Turchia. Era la capitale della Troade, circondata dalla maestosa cinta muraria voluta, si tramanda, dagli immortali Apollo e Poseidone. Enea era il principe dei Dardani (popolazione della stessa penisola anatolica però situata più a est rispetto a Ilo), figlio del mortale Anchise e della dea Venere, cugino del re di Troia, Priamo, di cui in prime nozze aveva sposato la figlia Creusa (scomparsa durante la fuga).

Nei versi, il troiano viene descritto come il guerriero più valoroso dopo Ettore, suo parente e primogenito del sovrano. Quindi è normale che il suo desiderio fosse quello di continuare a combattere gli Achei venuti davanti alle mura troiane con la scusa di riprendersi la regina di Sparta, Elena, ma col vero obiettivo di conquistare la città.

Però, sempre secondo il poema, la sorte del principe era un’altra. Doveva assolutamente lasciare il campo di battaglia perché contro di lui c’era un ben altro nemico: la dea Giunone, numero due dell’Olimpo e consorte di Giove. E anche il Fato spingeva perché Enea seguisse la sua strada: doveva raggiungere la terra italica, dare vigore alla linea di sangue della “gens Iulia”, da Iulo (Giulio), altro nome del figlio di primo letto, Ascanio, fuggito con lui da Troia. Inoltre, era scritto che tra i discendenti di Enea ci sarebbero stati personaggi celebri della saga di Roma: Romolo e Remo, Giulio Cesare e Augusto. Addirittura, riferisce la tradizione, parte del suo Dna sarebbe stata trasmessa anche al patrimonio genetico di altri consanguinei, come il favoloso progenitore di Londra, suo nipote Bruto da Troia.

Quindi la partenza era obbligata. Stando all’opera di Virgilio, al termine di sette anni di peripezie per mare e per terra e dopo aver attraversato l’antico fiume “Numicus” (ovvero il Fosso di Pratica), Enea e i suoi marinai calcarono l’arenile nei pressi del borghetto di Pratica di Mare. Una volta a riva, il troiano sa già quello che deve fare. Glielo ha detto suo padre Anchise nell’oltretomba quando, prima di arrivare a Lavinio, il principe vi è sceso passando dall’antro di Cuma, nei campani Campi Flegrei, accompagnato dalla magica inquilina di quel posto, la Sibilla di Apollo. Nell’aldilà Anchise anticipa molto al figlio: avrebbe avuto eredi famosi (tra i quali Romolo e Remo appunto), i quali avrebbero fondato Roma, città che sarebbe stata dalla fama eterna e governata da uomini illustri.

“Roma uguaglierà l’impero alle terre e gli animi all’Olimpo – disse tra le altre cose Anchise nel Libro VI dell’”Eneide” – da sola cingerà con un muro sette colli, fertile per la prole di eroi”. 
Chiaramente, ultima figura romana che il defunto cita a Enea è quella del primo imperatore della Città Eterna, Ottaviano Augusto, colui che per motivi di propaganda interna ha commissionato a Virgilio il componimento del poema. Dunque, l’epopea giallorossa è iniziata a “Lavinium”, una Capitale della Storia nel Lazio. 

Rissa tra ragazzini davanti alla scuola Serra, quattro feriti ai Quartieri Spagnoli


Quattro giovanissimi, tre dei quali minorenni, sono stati medicati al Pellegrini: sarebbero stati coinvolti in una rissa davanti al Serra dei Quartieri Spagnoli.
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Scippa la pensione a un’anziana al Vomero, poi la spende in un centro scommesse: arrestato 67enne


In manette è finito Antonio Ferrigno, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo ha rubato il carrello della spesa che un’anziana stava trascinando al Vomero, quartiere collinare di Napoli, al cui interno c’era anche la borsa con la pensione da poco ritirata.
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Arriva la pizza “Papa Leone XIV” dedicata al Pontefice

AGI – Un mix di farine di grani antichi ma anche di lenticchie, canapa e piselli, per un impasto nutriente e al tempo stesso digeribile. E poi ingredienti di qualità e di eccellenza italiana, come mozzarella e fior di latte, burrata fresca, pistacchi e fiori di zucca e prosciutto crudo San Daniele Dop o in alternativa – per un tocco di internazionalità – salmone. È la pizza “Papa Leone XIV”, creata dall’Institute for Advanced Studies and Cooperation, in occasione del decimo anniversario del World Changers Summit che ha riunito scienziati, imprenditori, accademici e leader istituzionali per affrontare le sfide globali legate all’evoluzione tecnologica e al progresso umano. Il summit era organizzato dall’Istituto di Studi Avanzati e Cooperazione (Iasc) sotto la guida del suo presidente, Gabriele Pao-Pei Andreoli.

La pizza, fiore all’occhiello della cucina italiana, conosciuta in tutto il mondo, è stata quindi scelta per omaggiare il Pontefice, e per gli organizzatori, vuole essere un “simbolo di tradizione, salute e speranza per il futuro dell’umanità”. “È un invito a ritrovare il senso della cura, a condividere la bellezza del vivere insieme, a celebrare la vita in tutte le sue forme”.     

Ogni ingrediente, precisano gli organizzatori, “è stato scelto con cura per evocare un’idea di genuinità e longevità, affinché questa pizza non sia soltanto cibo, ma un messaggio di equilibrio e di speranza: equilibrio per la salute, speranza per una vita più lunga, più consapevole e più giusta”. La prima pizza ufficiale “Papa Leone XIV” è stata sfornata e presentata alla Pontificia Accademia delle Scienze in Vaticano, durante il decimo World Changers Summit, come segno inaugurale di un cammino che unisce cultura, fede e scienza, tradizione e futuro. 

In Italia oltre 23mila centenari, 8 su 10 sono donne

AGI – Italia paese di donne centenarie. Secondo i dati Istat al 1 gennaio 2025 i residenti in Italia che hanno almeno cento anni sono 23.548, e l’82,6% è rappresentato da donne: 8 su 10. I semi-supercentenari (105 anni e più), sono 724 (la quota di donne sale al 90,7%). I supercentenari (110 anni e più) sono 19, di cui soltanto uno di sesso maschile. Secondo il rapporto “I centenari in Italia”, fra i più vecchietti, decani d’Italia ancora in vita c’è, fino a ottobre 2025 anche per quest’anno, un uomo residente in Basilicata che ha superato i 111 anni. La decana, invece, risiede in Campania e, fra pochi giorni, festeggerà 115 anni.

Complessivamente, sono 222 le persone che tra il 2009 e il 2025 hanno oltrepassato i 110 anni di età, di questi solo 17 sono uomini (8%).
In dettaglio, abbiamo 2mila centenari in più tra il 2024 e il 2025, l’anno precedente se ne contavano 21.211. L’83% è di sesso femminile. Rispetto al 1 gennaio 2009, quando erano 10.158, i centenari sono più che raddoppiati (+130%). La crescita in tale periodo non è stata sempre lineare, in particolare la flessione registrata tra il 2015 e il 2019 si deve all’ingresso tra gli ultracentenari delle generazioni venute al mondo durante il primo conflitto mondiale, di minore consistenza numerica.

All’inizio di quest’anno, i residenti con almeno 105 anni di età (semi-supercentenari) sono 724, in aumento rispetto ai 654 dell’anno precedente. L’incremento è dovuto all’ingresso di 382 individui della coorte del 1919 che hanno più che compensato i 312 decessi avvenuti nel corso del 2024. Il rapporto di genere tra i semi-supercentenari propende ancora di più a favore delle donne: sono infatti 657 (il 90,7% del totale) contro 67 uomini (9,3%). I cittadini che, alla stessa data, hanno compiuto almeno 110 anni (supercentenari) sono 19, due unità in meno rispetto all’anno precedente.

In attesa del rilascio dei risultati definitivi del censimento (dicembre 2025), spiega l’Istat, i dati che si riferiscono alla popolazione di 100-104 anni sono stimati. In particolare, la popolazione di tale classe di età superstite viene elaborata applicando alla popolazione censita di 99-103 anni al 1 gennaio 2024 specifiche probabilità per età di sopravvivere un anno. I dati riferiti alla popolazione di 105 anni e oltre sono invece definitivi, afferendo alla Rilevazione della popolazione semi-super e supercentenaria.

Come si chiamano i centenari?

Spiccano soprattutto i nomi classici ovvero, Giuseppe e Maria. Sono nomi legati alla tradizione religiosa che oggi assai raramente si ritrovano nelle nuove generazioni: nel 2023, ad esempio, il nome Maria è stato scelto solo per lo 0,4% delle neonate, quello di Giuseppe per l’1,3% dei nuovi nati.Nel periodo 2009-2025 ben 8.980 individui hanno superato 104 anni di età, di cui quasi 8mila donne.

I centenari si trovano soprattutto in Molise: al 1 gennaio 2025 la provincia molisana presenta la concentrazione più elevata (78,7 per 100mila abitanti), quella sarda, a sua volta, detiene la più alta quota di semi- supercentenari (4,6 per 100mila abitanti). Fra i semi-supercentenari del periodo 2009-2025 prevale lo stato di vedovanza (86% donne e 80% uomini). Le nubili sono il doppio dei celibi (12% contro il 6%), mentre gli uomini coniugati (14%) prevalgono sulle donne coniugate (1%).

Da notare, come già evidenziato da alcuni studi internazionali, che dopo i 105 anni di età il rischio di morte non cresce in misura esponenziale, come si riteneva in passato. I dati italiani sembrano confermare un rischio con evoluzione quasi costante all’aumentare dell’età.

I record

A livello mondiale il record di superamento dei 110 anni di età è detenuto oggi, tra gli uomini, da Joao Marinho Neto, residente in Brasile (112 anni di età festeggiati da poco) e, per le donne, da Ethel Caterham, residente nel Regno Unito (116 anni). Si tratta di record del momento, accertati tra le persone che risultano oggi viventi, ma che in passato sono stati già abbondantemente superati: la donna più longeva al mondo, Jeanne Calment, aveva 122 anni alla data di morte nel 1997.

Nella classifica mondiale dei primi 10 supercentenari, da quando esiste una documentazione ufficialmente riconosciuta a livello internazionale, vi sono solo donne e l’unica italiana è Emma Morano, vissuta fino a oltre 117 anni; il Giappone conta ben tre supercentenari fra le donne. Anche nella graduatoria nazionale, ci sono solo donne fra le prime posizioni e ad Emma Morano, prima nella classifica, seguono Maria Giuseppa Robucci, deceduta a 116 anni e 90 giorni, e Giuseppina Projetto, deceduta a 116 anni e 37 giorni. T

ra gli uomini, il più longevo al mondo è stato il giapponese Jiroemon Kimura deceduto poche settimane dopo aver compiuto 116 anni. A livello nazionale, resiste il record di longevita’ maschile detenuto da Antonio Todde, deceduto alla soglia dei 113 anni. Dopo di lui, il secondo italiano più longevo è stato Giovanni Frau morto all’età di 112 anni; entrambi sono sardi sia nella nascita sia nella residenza al decesso.

Dove sono i centenari

In valore assoluto la presenza più alta dei centenari si registra in Lombardia (quasi 4mila), Lazio ed Emilia-Romagna (oltre 2mila per entrambe). In termini relativi, il Molise si colloca in cima alla graduatoria, con circa 61 centenari ogni 100mila residenti. Tuttavia, la regione più forte storicamente quanto a invecchiamento del Paese è la Liguria. A parte il Molise, tenuto conto del suo numero contenuto di centenari, una posizione preminente in termini di longevità è quella espressa effettivamente dalla Liguria, come evidenzia anche la più elevata età media dei suoi residenti, giunta a sfiorare i 50 anni. La sua quota di centenari è pari a 59,4 per 100mila residenti al 1 gennaio 2025, davanti a quella del Friuli-Venezia Giulia (55,4) e della Toscana (49,1).

Tra le province, Isernia presenta la più alta concentrazione di centenari (78,7), davanti a quella di Nuoro (65,5), di Siena e Gorizia (63,5 entrambe). Seguono tre province liguri, Imperia (61,2), Genova (61,1) e La Spezia (61,0). In Sardegna, oltre a Nuoro, anche la Provincia di Oristano presenta una concentrazione significativa di centenari (52,7, 18 in graduatoria). Nel loro insieme le due province sarde, che includono zone della Barbagia e dell’Ogliastra (la cosiddetta “Blue Zone”), testimoniano della estrema longevità sarda.

Considerando la popolazione semi-supercentenaria, quest’anno è la Valle d’Aosta/Vallèe d’Aoste a presentarne la maggiore concentrazione, ovvero 2,4 ogni 100mila residenti. Un risultato quello raggiunto dalla regione associato alla sua piccola dimensione demografica (circa 123mila abitanti), considerando che solo l’anno scorso figurava in fondo alla graduatoria regionale per incidenza di over-105enni. Al secondo posto, invece, ritroviamo una regione demograficamente importante come la Liguria (2,3) che precede le Marche (2,0) e la Basilicata (1,9). Con 9 over-105enni superstiti e oltre 195mila residenti totali, Nuoro presenta la più alta concentrazione di semi-supercentenari tra le province, pari a 4,6 per 100mila abitanti, seguono la Provincia di Ascoli con il 4,5 (corrispondenti anche in questo caso a 9 over 105enni superstiti) e quella di Imperia con il 3,8 (pari a 8 superstiti over 105enni).

Come vivono questi vecchietti?

(89% nella classe 100-104 anni; 88% fra i 105 anni e oltre) rispetto a chi risiede in una convivenza istituzionalizzata (2.598 in totale). Fra i supercentenari la quota di chi vive in famiglia sale al 91%, a suggerire che l’ambiente familiare garantisce un’assistenza più attenta e personalizzata, consentendo maggiore protezione per la salute e migliore qualità della vita

A 86 anni sogna un caseificio: la storia di Graciela Zar, la studentessa più adulta della …

AGI – A 86 anni, c’è chi sogna di rallentare. E poi c’è Graciela Zar, che invece ha deciso di premere sull’acceleratore della vita. Argentina di nascita, romana d’adozione, madre di tre figli e anima piena di entusiasmo, Graciela è la studentessa più adulta mai iscritta alla Scuola lattiero-casearia del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop. Il suo sogno? Aprire un caseificio tutto suo, dove produrre la regina bianca del Sud Italia: la mozzarella di bufala Dop.

Graciela non è una che si accontenta di sognare. Per questo, quando sul suo smartphone è apparso l’annuncio del corso per diventare casaro, non ci ha pensato due volte: si è iscritta. “Mi sono lanciata in questa avventura – racconta con il suo sorriso contagioso – Il corso è molto interessante e coinvolgente, con docenti bravissimi che mi hanno dato ulteriore carica per il futuro. Spero che qualcosa verrà fuori, altrimenti pazienza. Intanto cerco un socio per realizzare il caseificio, ma possibilmente più giovane di me”, scherza. Nata a Buenos Aires da padre italiano e madre belga, Graciela è figlia di allevatori della Pampa.

“Vivevamo in spazi immensi nel cuore della provincia di Buenos Aires, dove mio padre allevava il bestiame. Da lì nasce la mia passione per gli animali, soprattutto per i bovini”, ricorda con un pizzico di nostalgia. A 27 anni lascia l’Argentina per l’Italia, dove si laurea in Scienze Sociali alla Pontificia Università Gregoriana e lavora come segretaria all’ambasciata argentina. Ma la passione per il cibo, e per le radici, torna a bussare alla sua porta: con il marito apre un locale a Pisoniano, in provincia di Roma, dove si ballava tango e si gustavano bistecche argentine.

“Lo abbiamo gestito per anni, poi ho chiuso, ma torno spesso per rivedere le amiche. Mi dicono tutti che non dimostro la mia età, e forse è perché non smetto mai di sognare”. Oggi Graciela siede tra i banchi della nuova edizione del corso per casari organizzato dal Consorzio attraverso la società in house Mbc Service. L’edizione 2025 conta 10 iscritti, di cui tre donne, e offre 250 ore di lezioni teoriche e pratiche, culminanti in uno stage nei caseifici soci del Consorzio. Il corso, riconosciuto dalla Regione Campania, rilascia la qualifica di “Addetto alle lavorazioni lattiero-casearie” e vanta un placement superiore al 90%, con oltre cento diplomati provenienti da tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Australia. Tra loro, ora, anche una signora argentina con lo sguardo vispo e il coraggio di chi non teme l’età.

“Siamo molto felici di avere con noi la signora Graciela – commenta Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di Tutela – La sua storia dimostra che la passione per il nostro prodotto non conosce limiti. Auguro a lei e agli altri studenti un percorso di successo e di realizzare l’obiettivo di lavorare nella filiera bufalina. Noi li guideremo con tutta l’esperienza e la forza del nostro comparto, che proprio attraverso progetti del genere costruisce il suo futuro.” E in fondo, forse, è proprio questa la lezione più preziosa che Graciela sta donando ai suoi compagni di corso: che non è mai troppo tardi per reinventarsi, per imparare, per trasformare un sogno in un progetto concreto.

Scontro auto-scuolabus nel Torinese, un morto. Feriti 10 minori. A Milano preso il pirata …

AGI – Un automobilista è morto stamattina ad Arignano, nel Torinese, dopo che la vettura sulla quale viaggiava si è scontrata frontalmente con uno scuolabus che trasportava una cinquantina di studenti diretti a scuola.

Dieci giovani, tutti minorenni, hanno riportato ferite non gravi e sono stati trasportati dal 118 all’ospedale di Chieri per accertamenti. Sul posto procedono carabinieri e vigili del fuoco.

La polizia locale di Milano, invece, ha rintracciato il presunto pirata della strada che ieri ha investito e ucciso un pedone di 87 anni e lo ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Si tratta di un egiziano di 29 anni accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso. L’incidente è avvenuto ieri mattina in via Fratelli Bronzetti. L’anziano stava attraversando la strada quando è stato falciato da un furgone. Il conducente dopo essersi inizialmente fermato e poi scappato. 

Morta l’ex brigatista Anna Laura Braghetti. Fu la “vivandiera” nel sequestro Moro

AGI – È morta a 72 anni Anna Laura Braghetti, figura chiave delle Brigate Rosse, protagonista di spicco nel sequestro di Aldo Moro e in diversi attentati. La famiglia ha dato l’annuncio della scomparsa con una nota: “Ci ha lasciati la nostra cara Anna Laura circondata dall’amore dei famigliari e degli amici. I funerali si svolgeranno in forma strettamente riservata. La sua comunità degli affetti”.

Componente della colonna romana delle Brigate Rosse, entrò in clandestinità nel 1978, subito dopo la morte dell’ex presidente della Dc, di cui fu la “vivandiera” nei 55 giorni di prigionia in via Montalcini. 

Negli anni ricoprì un ruolo di primo piano in alcune delle più cruente azioni dell’organizzazione terroristica di estrema sinistra, tra cui l’irruzione nella sede del comitato regionale per il Lazio della Democrazia Cristiana in piazza Nicosia del 3 maggio 1979, uccidendo, insieme a Francesco Piccioni, gli agenti della Polizia di Stato Antonio Mea e Pierino Ollanu, e l’omicidio del vicepresidente del Csm Vittorio Bachelet, il 12 febbraio 1980. Arrestata il 27 maggio dello stesso anno e condannata all’ergastolo, Braghetti rimase in carcere fino al 2002. Nel 1981 sposò un altro pezzo da novanta delle Br, Prospero Gallinari, dal quale poi si separò.

 

 

A ricordarla con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, il fratello Gianluca Peciola, attivista ed ex consigliere comunale: “È troppo dispari questo mondo, hai detto qualche giorno fa, mentre la malattia correva veloce. Eri sempre col pensiero a cercare di risolvere i problemi degli altri. A trovare un posto protetto per chi non aveva protezione. Diranno e scriveranno di te all’indietro. Dove già non eri da tanto tempo. Perché stavi dove l’umanità chiamava. Ciao Lalla, ti voglio bene”. 

 

 

 

 

 

 

Morta Anna Laura Braghetti, ex brigatista del rapimento di Aldo Moro


È morta Anna Laura Braghetti, componente delle Brigate Rosse coinvolta nel rapimento di Aldo Moro. A renderlo noto la famiglia: aveva 72 anni.
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Gira con 23 chili di cocaina purissima nel bagagliaio dell’auto: donna di 40 anni arrestata nel Napoletano


Una donna di 40 anni, già nota alle forze dell’ordine, è stata arrestata dai carabinieri a Tufino, nella provincia di Napoli: nel bagagliaio della sua auto c’erano 23 chili e 200 grammi di cocaina purissima.
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