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Cadavere nel bosco di Calcata, difficile identificarlo: potrebbe essere Andrea Gentili, ma serve il test del Dna

Non è stato possibile il riconoscimento del cadavere trovato nei boschi di Calcata lunedì 17 novembre 2025. Per identificarlo sarà necessario il test del Dna.
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Effetto Milano-Cortina: sempre più stranieri comprano casa
AGI – Effetto Olimpiadi Invernali 2026: Trentino, Veneto e la città di Milano attraggono sempre più acquirenti immobiliari esteri. Dal Trentino alla Lombardia fino al Veneto: negli ultimi dieci mesi 2025 le richieste di immobili dall’estero segnano crescite significative. Il trend è guidato da qualità della vita, turismo internazionale e prospettive legate ai Giochi Invernali Milano-Cortina.
Le Olimpiadi Invernali 2026 stanno lasciando un segno evidente sul mercato immobiliare italiano. È quanto emerge dall’analisi di Gate-away.com, il portale immobiliare dedicato esclusivamente agli acquirenti esteri interessati a comprare casa in Italia, che registra un aumento consistente delle richieste internazionali nelle regioni direttamente coinvolte dai Giochi: Trentino-Alto Adige, Veneto e Lombardia.
Parliamo di territori che negli ultimi dieci mesi del 2025 stanno registrando una dinamica molto diversa rispetto a un anno fa, con incrementi che riflettono un mix di fattori: effetto Olimpiadi, l’aumento della qualità della vita, il rinnovato interesse per le località alpine, la crescita del turismo internazionale e il desiderio sempre più forte tra gli acquirenti stranieri di vivere periodi più lunghi in Italia, anche in vista dell’acquisto di una seconda casa.
Trentino – Alto Adige è il più richiesto
Il Trentino-Alto Adige è la destinazione che mostra l’incremento più forte negli ultimi dieci mesi con una crescita del +57,26% rispetto allo stesso periodo del 2024. Bolzano raddoppia quasi il volume delle richieste (+97,7%), mentre Trento cresce comunque in modo importante (+12,18%).
Tra le località più richieste compaiono aree tradizionalmente alpine, ma oggi sempre più attrattive per chi cerca natura, sport e qualità della vita: Brennero (16,87% sul totale delle richieste), Senales (11,9%), Tre Ville (6,04%), Riva del Garda (4,44%). A trainare l’interesse sono soprattutto statunitensi (15,99% sul totale delle richieste, +50% sul 2024), tedeschi e britannici (per Uk richieste in salita del +84,78% sul 2024). La tipologia più richiesta è l’appartamento (55,42%, +30,52% sul 2024), con un valore medio degli immobili che raggiunge 600.170 euro, segnale di un mercato solido e orientato a strutture di qualità.
Gli americani preferiscono Milano
Tra Olimpiadi, business e lifestyle, Milano torna al centro del mercato internazionale. La crescita della provincia milanese è significativa (+7,1% negli ultimi dieci mesi), ma è il dato della città a sorprendere: Milano sale del +12,28% rispetto allo stesso periodo del 2024. La città continua a esercitare una forte attrazione come hub europeo per lavoro, studio, turismo e investimenti di fascia medio-alta. A fare la differenza è anche la crescente attenzione legata alle Olimpiadi 2026, con visitatori internazionali che pianificano soggiorni lunghi e valutano l’acquisto di immobili come investimento. Gli americani, primi per numero di richieste, aumentano del +56,67%, seguiti dai tedeschi (richieste in salita dell’80% sul 2024) e dagli stranieri che cercano casa mentre soggiornano in Italia, una tendenza in crescita del +46,67%. L’appartamento continua ad essere al centro delle richieste con il 71,09% delle preferenze (in salita del +15,78% sul 2024) mentre il valore medio degli immobili cercati è tra i più alti in Italia: 1.436.443 euro.
Il Veneto mostra un andamento più moderato ma comunque positivo (+6,11%), con un dato particolarmente rilevante sulle aree coinvolte direttamente dai Giochi 2026: la provincia di Belluno vola con un +15,84% sul 2024, mentre la città di Verona – che ospiterà la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi e quelle della Paralimpiadi – segna un significativo +11,18%.
Le località più richieste
La classifica delle località più richieste parla chiaro: Tambre, Cortina d’Ampezzo e Belluno, con quest’ultima che fa segnare una crescita eccezionale (+80%). Sul fronte dei paesi gli Stati Uniti sono in testa anche qui (20,51% sul totale e un +60% sul 2024), seguiti da Germania, Regno Unito e Canada. Il valore medio dell’immobile ricercato in provincia di Belluno è di 862.047 euro con una crescita del +10,88% sullo stesso periodo del 2024.
La partita Virtus – Maccabi Tel Aviv si è trasformata in un braccio di ferro con il governo
AGI – La partita di Eurolega Virtus – Maccabi Tel Aviv si sta già trasformando in un caso politico. La sfida di basket in programma il prossimo 21 novembre ha fatto scattare un braccio di ferro tra il governo e l’amministrazione cittadina. Al centro ci sono le manifestazioni che le associazioni pro – Palestina hanno indetto mettendo a serio rischio l’ordine pubblico.
Lo sport c’entra poco quindi. Sindacati di base, movimenti Pro Palestina, collettivi e associazioni hanno annunciato l’intenzione di bloccare l’appuntamento atteso sul parquet del vecchio ‘Madison’ di Piazza Azzarita, il PalaDozza, richiamando in città circa 5000 manifestanti. Nella convocazione della manifestazione “Show Israel the Red Card” si legge “diverse realtà del mondo dello sport popolare, sindacali e associative si sono attivate per chiedere l’annullamento dell’evento, confermato tuttavia – anche con una certa…veemenza – dal ministro Piantedosi. Da qui la nuova risposta di piazza, con l’annuncio della manifestazione “Show Israel Red Card” e partenza dalle ore 18 di venerdì 21 novembre da Piazza Maggiore a Bologna”.
“La partita della Virtus si terrà, non ci sono i soliti facinorosi che possono dettare l’agenda degli eventi che avvengono in tutta Italia, quindi si terrà. Speriamo di non essere costretti a dovere mettere in campo un esercito per poter contenere gli episodi ricorrenti di violenza“. Aveva detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi qualche giorno fa.
Lepore, non ci sono le condizioni di ordine pubblico
“Come Sindaco della città voglio ribadire la mia forte preoccupazione per lo svolgimento della partita Virtus-Maccabi prevista al PalaDozza per il prossimo 21 novembre. Non ci sono le condizioni di ordine pubblico a mio avviso per gestire con serenità tale evento”. Lo dichiara in una nota il sindaco di Bologna, Matteo Lepore.
“I rischi per l’incolumità dei cittadini, i negozi e la città sono altissimi. Apprendo oggi inoltre che si vuole pure addebitare una parte importante dei costi della gestione dell’ordine pubblico al Comune di Bologna, al momento stimati in quasi 200 mila euro, che includono quelli che si avranno probabilmente a seguito delle manifestazioni previste attorno alla partita in pieno centro storico e i costi per il fermo di vari cantieri pubblici. Trovo questa situazione totalmente inaccettabile e irrispettosa per la città di Bologna”, aggiunge Lepore.
“Dalla rete apprendiamo che saranno presenti a Bologna probabilmente almeno 5-10 mila manifestanti da tutta Italia e oltre. Immagino che le forze dell’ordine saranno mobilitate in modo straordinario a seguito della scelta del Viminale di giocare la partita in queste condizioni, nonostante le valutazioni e le richieste espresse dal Comune in sede di Comitato per l’ordine pubblico nei giorni scorsi. Siamo ancora in tempo per spostare la partita ad altra data e altro luogo. Chiedo al Ministro Piantedosi di ripensarci per il bene di tutti”, aggiunge il primo cittadino di Bologna.
Fadlun, non arrendiamoci ai violenti
“Come presidente di un’importante comunità ebraica italiana, quella di Roma, sono sgomento e indignato per le parole del Sindaco di Bologna, Matteo Lepore, rafforzate oggi da quelle del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, per il quale poco importa garantire il tranquillo svolgimento della partita di basket Virtus-Maccabi, in quanto assistere a un evento sportivo non sarebbe un diritto costituzionale. Sono allibito perché se la resa ai violenti, in questo caso ai Pro-Pal, diventasse un precedente, a Bologna come in altre città il ricatto dei facinorosi e dei delinquenti l’avrebbe vinta a tavolino nella partita con istituzioni arrendevoli o inette. Ma sono anche indignato, perché dietro queste preoccupazioni, che in altre occasioni non sono emerse, vedo ancora una volta all’opera il seme dell’odio e del pregiudizio antisemita. Bene ha fatto il ministro Piantedosi a ribadire che non possono essere i facinorosi a dettare l’agenda degli eventi pubblici e a rassicurare i cittadini sul fatto che la partita Virtus-Maccabi si può giocare”. Cosi’ Victor Fadlun, Presidente della Comunità Ebraica di Roma.
De Maria (Pd), il ministro ascolti Lepore
“Chiedo al Ministro dell’Interno di ripensare a quanto ha fino a qui annunciato e di ascoltare il Sindaco di Bologna. Porsi il problema dei gravissimi rischi per l’ ordine pubblico, per le contestazioni annunciate alla partita Virtus-Maccabi, significa pensare a Bologna e ai suoi cittadini. Non si tratta di giustificare in alcun modo derive violente, e in alcuni casi eversive, che, per quanto mi riguarda, condanno senza ambiguità. Significa compiere le scelte più opportune per una gestione oculata dell’ordine pubblico, come si fa nelle situazioni critiche come questa”. Lo dichiara Andrea De Maria, deputato Pd.
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Napoli, tassista salva passeggero con infarto: corsa disperata in ospedale con l’aiuto della polizia

Tassista salva passeggero con infarto in corso: staffetta con la polizia di Stato nel traffico di Napoli.
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È nato Santo Romano jr: porta il nome dello zio 19enne vittima innocente un anno fa

“È nato Santo Romano jr” l’annuncio della fidanzata di Santo, vittima innocente, morto il 2 novembre 2024 per una scarpa sporca.
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Scomparsa Orlandi, chi è il regista individuato dall’appunto di Emanuela e cosa c’entra la pista dei “cinematografari”

Cosa c’entra il regista Bruno Mattei con la scomparsa di Emanuela Orlandi e perché l’appunto inedito potrebbe essere l’elemento mancante nella pista dei cinematografari.
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Uccise i genitori a colpi di mannaia: chiesti 23 anni di carcere
AGI – La procura generale di Palermo ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado emessa dalla corte d’assise di Agrigento nei confronti di Salvatore Sedita, il 36enne di Racalmuto che, secondo la sua stessa confessione, ha ucciso i genitori con 47 colpi di mannaia.
L’imputato era stato condannato a 23 anni di reclusione, piu’ altri 3 da scontare in una Rems, la residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza. Il duplice omicidio risale al 13 dicembre 2022, quando Giuseppe Sedita e Rosa Sardo, di 66 e 62 anni, furono trovati senza vita nella loro abitazione di Racalmuto.
Le indagini ricostruirono una scena di estrema violenza: i due coniugi erano stati colpiti ripetutamente con una mannaia dal figlio, che dopo l’arresto confesso’ il delitto, parlando di anni di tensioni familiari e di presunte vessazioni subite. In un primo momento, Sedita aveva fornito una versione confusa e delirante, sostenendo di avere visto “demoni” e di essere stato testimone di un’aggressione compiuta da “un uomo con la maschera e i tatuaggi che ha bussato a casa”.
Successivamente, messo di fronte alle prove raccolte dagli investigatori, aveva ammesso le proprie responsabilità. Il processo d’appello è in corso davanti alla prima sezione della corte d’assise di Palermo, presieduta dal giudice Sergio Gulotta. La procura generale ha chiesto di confermare integralmente la condanna inflitta in primo grado, ritenendo che la pena di 23 anni, più i 3 da scontare in una struttura psichiatrica, sia proporzionata alla gravità dei fatti e alle condizioni mentali dell’imputato. La sentenza è attesa per il 18 dicembre.
Pediatra picchiata con pugni e calci: aveva chiesto a una mamma di gettare un pannolino sporco

Pediatra picchiata nello studio medico a Volla, in provincia di Napoli, da una mamma: le aveva chiesto di gettare un pannolino sporco. La denuncia di Nessuno Tocchi Ippocrate.
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Come sta la donna accoltellata a Roma sul Raccordo: si sarebbe lanciata in strada per salvarsi dall’ex

Si sarebbe lanciata dall’automobile per salvarsi dall’ex che la stava accoltellando: come sta la 37enne trasferita d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea.
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I quattro elementi e i fumetti: presentato il nuovo calendario dei Vigili del Fuoco
AGI – È stato presentato a Roma il calendario 2026 dei Vigili del fuoco, un’edizione dedicata ai quattro elementi – terra, aria, acqua e fuoco – e caratterizzata da una grafica ispirata al mondo dei fumetti, scelta per raccontare in modo immediato e visivo i diversi scenari operativi del Corpo.
Ad aprire la cerimonia, condotta dal presentatore tv Massimiliano Ossini, è stato il comandante del Corpo nazionale, Eros Mannino, che ha individuato tre parole chiave per descrivere l’identità dei Vigili del fuoco: preparazione, coraggio e generosità. “Essere preparati significa essere sicuri” ha detto, sottolineando la necessità di minimizzare i rischi tramite una costante valutazione operativa.
Il comandante Mannino: preparazione e altruismo
“Il nostro – ha spiegato – è un lavoro che comporta rischi controllati, che dobbiamo saper correre. Ma quando c’è da salvare una vita, dobbiamo mettere in conto che possa esserci qualche conseguenza anche per la nostra incolumità”. Mannino ha parlato anche di immedesimazione con le vittime: “C’è una simbiosi tra noi e le persone che soccorriamo, un altruismo spontaneo che fa parte del nostro essere Vigili del fuoco“.
La complessità degli scenari operativi e le specialità
A seguire, è intervenuto il vice capo vicario e direttore dell’area soccorso, Marco Ghimenti, che ha evidenziato la complessità degli scenari in cui opera il Corpo: “I quattro elementi sono anche pochi da affrontare: basta pensare alla neve, al gas nell’aria o alla lava. Non c’è solo il fuoco e ci sono molte specialità“. Sul palco, insieme a lui, una rappresentanza delle diverse componenti operative: specialisti delle squadre di terra, esperti nel recupero sotto le macerie, tecnici per la gestione di sostanze chimiche pericolose, sommozzatori ed elicotteristi del servizio aereo.
Arte e natura: i momenti della cerimonia
La cerimonia è stata arricchita da momenti di alto livello artistico. La sand artist Stefania Bruno ha realizzato un racconto visivo con la sabbia, rappresentando la nascita dell’universo, della Terra e del fuoco sovrapposti alle immagini dei Vigili del fuoco in azione. Spazio anche all’intervento di Massimiliano Finazzer Flory, che ha proposto una lettura scenica dedicata alla Primavera di Botticelli, “un capolavoro che richiama gli elementi della natura”, mettendo in relazione arte e quotidianità operativa dei Vigili del fuoco.
L’elogio del ministro Piantedosi
A chiudere la cerimonia è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha definito il calendario un’intuizione molto importante e intelligente, apprezzando l’immagine accattivante dei fumetti, capace di raccontare l’impegno e il lavoro dei Vigili del fuoco. Parlando del Corpo, il ministro ha spiegato: “Provo sempre un’enorme stima, affetto e considerazione per i Vigili del fuoco. Non posso non riconoscere la grandissima competenza, la grandissima passione e la grandissima generosità che li caratterizzano. Non ho mai visto un Vigile del fuoco risparmiarsi o sottrarsi al rischio, neppure quando è in gioco la propria incolumità”.
Piantedosi ha ricordato l’intervento al recente crollo della Torre dei Conti, a Roma (“i Vigili hanno operato in uno scenario complesso e rischioso che ha mostrato a tutti l’impegno e la dedizione del Corpo”) e ha poi rivolto un pensiero alle famiglie delle vittime delle recenti ondate di maltempo nel Nord”.
“Siamo a circa 7mila assunzioni nel triennio, di cui quasi 1.900 oltre il turnover”, ha poi aggiunto il titolare del Viminale, rivendicando gli investimenti sul Corpo messi in campo dal Governo: “Abbiamo rinnovato anche il parco mezzi con circa 500 nuovi veicoli acquistati, molti grazie ai fondi del PNRR“. “Questi sono i numeri che raccontano il nostro impegno” ha concluso.
Un bus di studenti finisce fuori strada a Pordenone: 3 feriti
AGI – Un bus con 20 studenti a bordo, di rientro da alcuni istituti di Portogruaro (Venezia) è uscito di strada finendo nel fossato laterale della carreggiata dopo un violento impatto con una vettura. È accaduto a Sesto al Reghena in provincia di Pordenone. L’autista ha riportato leggere ferite per le quali è stato trasferito in ambulanza al pronto soccorso, mentre uno degli studenti è stato trasportato in elicottero in ospedale in quanto lamentava una compressione toracica.
Tutti i ragazzi sono stati comunque sottoposti a una consultazione medica prima di essere riaffidati ai parenti accorsi sul posto. La donna alla guida dell’auto che si scontrata il mezzo pubblico è stata stabilizzata dal personale dell’automedica e poi pure lei elitrasportata in ospedale. Sul posto i Carabinieri.
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Precipita dal balcone a Roma e muore, in Ciociaria i funerali di Leonardo Fiorini: la disperazione di amici e parenti

Si sono tenuti questo pomeriggio a Sora i funerali di Leonardo Fiorini, il ventisettenne precipitato da 12 metri a Roma nella notte fra giovedì e venerdì scorsi.
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Auto si schianta contro un muretto e si ribalta: morta dopo una settimana la 26enne Elisa Dello Nigro

Elisa Dello Nigro è morta dopo una settimana di ricovero all’ospedale Sant’Anna di Como. La 26enne era nell’auto che, nella notte tra l’11 e il 12 novembre, si è ribaltata a Germignaga (Varese) dopo aver impattato con un muretto. Ancora grave il 23enne che era con lei.
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Auto impazzita sfonda il parapetto e precipita nel dirupo, il video dell’incidente a Salerno

Incidente stradale in via Benedetto Croce a Salerno. Auto sfonda il parapetto e precipita per 10 metri: salvo il conducente.
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“La corruzione cambia. Adesso politici e burocrati si trasformano in imprenditori”
AGI – “Separare le carriere dei politici e dei burocrati da quelle degli affaristi”. Quella di Costantino Visconti, giurista e direttore del Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Palermo, è una provocazione che coglie nel segno di una trasformazione dello schema della corruzione: dagli anni Novanta, che a Tangentopoli vedevano il politico farsi recapitare la mazzetta senza incontrare mai l’imprenditore, a oggi, in cui il politico e il burocrate tendono essi stessi a farsi imprenditori assegnatari di appalti e contratti con la pubblica amministrazione. Il caso Cuffaro è l’ultimo di una serie di inchieste sul mondo della sanità in Sicilia. In un’intervista al ‘Sole 24 ore’ il generale Domenico Napolitano, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Palermo, parla di “scambi di utilità” che “creano dipendenze destinate a riproporsi nel tempo, generando anche forme di fidelizzazione”.
Cosa intende dire, secondo lei? “Quello della sanità in Sicilia – risponde Visconti all’AGI – è un affare da circa 10 miliardi di euro, che transitano nel bilancio regionale, ma è sotto gli occhi di tutti un differenziale tra quanto si spende e la qualità del servizio sanitario. Qualsiasi decisore pubblico dovrebbe farsi delle domande: cosa accade? Una risposta la si ha sul piano strutturale e nazionale: ci sono meno soldi per la sanità. Esistono, però, altre ragioni che i decisori pubblici, politica e burocrazia, non vogliono affrontare”.
Sospetti di commistione tra politica e operatori economici
Cioè? “Determinate scelte su contratti, appalti e consulenze – dice Visconti all’AGI – sono alla radice molto spesso inquinate da interessi privati, vere e proprie ‘tribù’, nascosti dietro operatori economici e dentro il mondo politico-burocratico. Si ha la sensazione che molte scelte sul dove destinare le risorse pubbliche siano condizionate da una logica tribale. Affiora una commistione tra operatori economici e politica: va verificato se vi siano pezzi di potere politico-burocratico che stanno dentro, direttamente o indirettamente, gli assetti proprietari degli operatori economici che contrattano con la pubblica amministrazione in materia di sanità. Ad esempio: se voglio incrementare il budget di una struttura sanitaria, manderò a dirigere l’Azienda sanitaria provinciale il portatore di interessi di quella stessa struttura sanitaria espressione di una determinata tribù”.
L’evoluzione della corruzione: da mazzetta a imprenditore
È un salto di qualità, pari a quello che Giovanni Falcone descrisse per la mafia: il mafioso non si maschera più da imprenditore, ma lo diventa. “In questo caso – spiega il giurista – non credo che la mafia giochi un ruolo rilevante, non direttamente, almeno, ma il processo è simile. Dobbiamo verificare l’ipotesi che interessi politico-burocratici siano direttamente inseriti negli assetti proprietari degli operatori economici che ottengono risorse pubbliche dalla Regione Siciliana”.
Mappatura degli assetti proprietari e titolare effettivo
Come? “La Regione, con una norma ad hoc – spiega Visconti – potrebbe mappare gli assetti proprietari degli operatori esistenti, dalle case di cura private alle rsa e tutti gli altri fornitori di beni e servizi; e poi, con una semplicissima ricognizione amministrativa e un monitoraggio con adeguate verifiche, potrebbe censire le numerose consulenze a terzi assegnate a pioggia, anche negli enti controllati dalla Regione, poiché vi è il rischio criminale di ‘triangolazioni’: si scambiano favori e si facilitano interessi comuni tra politici, burocrati e imprenditori. È un esame del sangue alla spesa sanitaria regionale?” “Sì – sottolinea il giurista – poiché l’analisi della titolarità effettiva degli operatori economici, del cosiddetto ‘ultimo beneficiario’, è un metodo consolidato nel nostro ordinamento, promosso da fonti europee e applicato nelle prassi anti-riciclaggio in materia di segnalazioni di operazioni sospette: un approccio che la Regione Siciliana potrebbe recepire, con l’effetto di prevenire meglio i conflitti di interesse da cui spesso si generano vere e proprie fenomenologie corruttive. Con un decreto ministeriale del 2022 riguardante la destinazione dei fondi del Pnrr, peraltro, è stata introdotta la richiesta del ‘titolare effettivo’, ovvero colui che, pur non detenendo partecipazioni di maggioranza nella proprietà di un’impresa, esercita un controllo e un’influenza sulle sue scelte. Ma, mi creda, dico cose assai scontate per gli addetti ai lavori e non posso credere che all’Ars e a Palazzo D’Orleans non se ne sappia nulla”.
La sfida al potere mafioso-corruttivo e l’esempio di Mattarella
Emerge dalle inchieste che si susseguono una Sicilia in cui la corruzione e la concussione sembrano spadroneggiare, nelle mani dei soliti Gaio Verre. L’Isola è davvero ripiombata in un quadro che riporta a uno dei processi più clamorosi della Repubblica romana, che ebbe come accusatore Cicerone? La Sicilia è irredimibile? “Senza spingermi così lontano nel tempo, voglio raccontarle – prosegue Visconti all’AGI – un frammento del processo per l’omicidio Mattarella. Il consulente nominato per verificare la presenza di anomalie nei famosi sei appalti per le scuole di Palermo nelle mani di imprese controllate da Vito Ciancimino cerca di dissuadere il presidente dal protocollare la relazione predisposta per evitare di aumentare il rischio di reazioni, e ‘evitare di ritrovarsi, l’uno o l’altro, in una betoniera’. Mattarella, tra il serio e il faceto, gli dice ‘non si preoccupi, vorrà dire che chiederemo una betoniera a due posti’. Sfidò a mani nude il potere mafioso-corruttivo, tanto che per varare quell’ispezione sugli appalti del comune di Palermo andò a pescare una norma che dava poteri straordinari al presidente della Regione che nessuno aveva mai utilizzato. È finita come tutti sappiamo. Oggi, invece, abbiamo mille strumenti a disposizione e non sappiamo o non vogliamo utilizzarli”.
Chi, non vuole utilizzarli? “Ovviamente – continua – si parla in questi giorni di Cuffaro, ma io ancora sono fermo alle vicende riguardanti il presidente dell’Oiv (il cuore delle azioni anti-corruzione della pubblica amministrazione regionale) della Regione Siciliana nominato e poi sostituito in seguito al suo arresto da Schifani, il dott. Sciacchitano. Ecco, ciascuno di noi può porsi le domande tra storia e politica e abbozzare qualche risposta. Tutti noi sappiamo che il coinvolgimento di Sciacchitano ha a che fare con la sanità, con i rapporti tra il pubblico e i fornitori privati. Parliamoci chiaro: abbiamo affidato ai lupi la protezione dei nostri agnelli, abbiamo affidato la nostra sanità a chi rappresentava altri interessi, non certamente quelli dei pazienti siciliani“.
L’appello ai vertici regionali e la questione morale
Dal 2020 al 2025, ricorda l’inchiesta del Sole 24 ore, sono 250 gli indagati in Sicilia, procedimenti che riguardano gestione degli appalti, nomine pubbliche e scambio politico-amministrativo. Lei, di recente, ha fatto un appello, con un’intervista televisiva, al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e al presidente della Commissione Antimafia siciliana, Antonello Cracolici, sollevando la “questione morale” e indicando possibili interventi, come quelli spiegati qui. Come hanno risposto? “Se vuole può leggere la relazione del Presidente Cracolici tenuta all’Ars qualche giorno addietro e darsi da solo una risposta: io non ho avuto tempo per leggerla ma ho invidiato l’aplomb di un presidente della commissione antimafia e anticorruzione che senza colpo ferire riesce a parlare di questi temi di fronte al presidente dell’Ars in carica. Chapeau!”