Archivi per la categoria ‘Cronaca’
Un tunnel compreso di illuminazione scavato per entrare in banca: il colpo sventato

Un tunnel realizzato con tanto di illuminazione per entrare in banca spuntando dal sottosuolo: la scoperta a Pomigliano d’Arco, nel Mantovano.
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Tragico scontro fra auto e minicar a Formello: morta una ragazza di 16 anni

Morta a 16 anni mentre si trovava a bordo della minicar dopo uno scontro con un’automobile: indagini in corso. È la seconda minorenne che perde la vita in strada in meno di 24 ore.
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Ritrovata la sedicenne scomparsa nel Napoletano, sta bene
AGI – La 1sedicenne, ospite di una casa famiglia dalla quale si era allontanata martedì dopo le lezioni al liceo, è stata trovata dai carabinieri e sta bene. La denuncia di allontanamento è stata presentata dalla responsabile della struttura proprio ai carabinieri. L’appello lanciato via social dalla madre quarantenne, alla quale il Tribunale per i minorenni aveva sospeso la potestà genitoriale a gennaio 2025, facendo diventare pubblico il caso.
Il papà di Tatiana: “Era senza forze, non si reggeva in piedi”
AGI – “Non riusciva nemmeno a reggersi in piedi, era senza forze, l’abbiamo dovuta portare via a forza di braccia perché non ce la faceva a camminare”. Parla Rino Tramacere, il papà di Tatiana Tramacere, la 27enne studentessa di Psicologia, di Nardò (Lecce), resasi irreperibile dal 24 novembre scorso e ritrovata dai carabinieri dopo 11 giorni in casa del suo amico trentenne di origini rumene Dragos Ioan Gheromescu. “Perché fosse in quelle condizioni non lo sappiamo ancora – aggiunge Rino Tramacere – e questo, ormai, per noi non ha molta importanza perché mia figlia è tornata a casa dopo un lungo silenzio che ci ha distrutti. Non sapevamo più cosa pensare”.
Tatiana era uscita da casa il pomeriggio del 24 novembre dicendo che sarebbe andata a Lecce a lavorare e da allora non è stata più rintracciabile, anche perché il suo telefonino risultava spento. Dragos, sentito dai carabinieri nella prima fase delle indagini, aveva dichiarato di non sapere nulla sulle sorti della ragazza, salvo confessare che era stata per undici giorni con lui, nella sua mansarda di via Raho, dopo che i carabinieri l’avevano trovata chiusa dentro un armadio.
L’allontanamento volontario e la confessione di Dragos
Lo stesso Dragos ha precisato che lui e Tatiana avevano deciso di comune accordo di stare insieme nella sua casa, spiegando che lo avrebbero fatto perché innamorati. Nei confronti di Dragos non è stata mossa alcuna contestazione da parte della Procura della Repubblica, che conferma la tesi dell’allontanamento volontario di Tatiana. “Sono felice che mia figlia sia tornata, è una gioia immensa – rimarca Rino Tramacere – e adesso ha estremo bisogno di essere protetta. Non parla, si è chiusa nel silenzio. Se ne sta nella sua stanza senza pronunciare parola, non vuole vedere nessuno. Quando accenniamo qualche domanda sul perché si è allontanata da casa e su cosa sia accaduto in quegli undici giorni di assenza, non risponde e si mette a piangere. Si nutre regolarmente e sta riprendendo peso, per fortuna”.
Il crollo della madre
Gli undici giorni di tensione trascorsi senza notizie della ragazza hanno fiaccato anche Ornella, la madre che, come spiega Rino Tramacere, “ha avuto un crollo dopo la gioia di avere rivisto Tatiana e anche lei piange e parla poco”. Rino Tramacere, non parla di Dragos. Pronuncia solo poche parole: “Non lo conosco. L’ho visto solo una volta per cinque minuti e non posso dire che persona sia, non posso davvero pronunciarmi. Sapevamo, invece, dei biglietti che Tatiana aveva acquistato per andare a Brescia dove avrebbe voluto rivedere i suoi vecchi compagni di studi, avendo iniziato lì il suo percorso universitario che ora prosegue a Lecce”.
Tatiana, secondo notizie non smentite dagli inquirenti, potrebbe avere nutrito anche l’intenzione di rivedere un suo vecchio fidanzato, conosciuto ai tempi in cui studiava in Lombardia.
Le prove video e l’isolamento
I carabinieri hanno diffuso le immagini riprese da una telecamera di videosorveglianza che, sia pure non sufficientemente nitide, mostrano due persone, presumibilmente Dragos e Tatiana, entrare nell’abitazione del ragazzo la sera del 24 novembre scorso. Da quel giorno Tatiana non avrebbe mai lasciato il piccolo appartamento ricavato sul lastricato solare di una palazzina di via Raho, mentre Dragos sarebbe uscito e rientrato diverse volte, sempre da solo.
Ritrovata Suamy Rispoli, la 16enne scomparsa da Portici nei giorni scorsi

I carabinieri hanno ritrovato la giovane, scomparsa da Portici nei giorni scorsi: sta bene. La ragazza avrebbe detto ad un’amica di non cercarla.
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Campi Flegrei, scossa di terremoto 2.3 in via Solfatara a Pozzuoli alle 6 di questa mattina

Una scossa di 2.3 di magnitudo è stata avvertita nei Campi Flegrei, con epicentro in via Solfatara. Una seconda di 1.3 poco dopo. Non si registrano danni.
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Scontro sulla A5: bimba di 2 mesi sbalzata fuori e investita da un’auto
AGI – Una bambina di due mesi è morta ieri sera in un incidente stradale sull’autostrada A5 Torino-Aosta, all’altezza di Volpiano. La piccola viaggiava a bordo dell’auto condotta dalla mamma. Secondo quanto riportato dai media online la macchina è stata coinvolta in uno scontro. L’auto ha fatto una carambola, concludendo la corsa contro lo spartitraffico che separa le due direzioni di marcia.
Nel momento dell’urto la bambina è stata sbalzata fuori dall’abitacolo della vettura ed è finita al centro della carreggiata. Secondo le prime ricostruzioni nella stessa direzione di marcia sopraggiungeva un’automobile che avrebbe travolto in pieno la piccola. In pochi minuti è intervenuto il 118 insieme ai vigili del fuoco. I sanitari, purtroppo, ne hanno constatato il decesso.
Ferita in modo non grave la madre della piccola. E’ stata soccorsa dagli operatori della Croce Rossa mentre si trovava in forte stato di choc. Secondo i primi accertamenti il conducente della vettura potrebbe non essersi accorto di nulla, forse complice la nebbia.
Valditara: a scuola “rimetteremo al centro i valori dell’Occidente”
AGI – “La prossima settimana firmerò i nuovi programmi scolastici per materne, elementari e medie. Oggi accade che si studi approfonditamente un felino preistorico vissuto in Messico milioni di anni fa e poi si trascurino Atene, Roma e Gerusalemme“: ad annunciarlo è il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che in un’intervista a Il Giornale ha osservato come la nuova dottrina strategica Usa ponga un tema enorme: “Quale futuro può avere un’Europa che non fa figli, non tutela i propri interessi, non crede più in se stessa e ignora la propria storia?”.
“Riportiamo ordine nelle priorità“, ha affermato il ministro, “i ragazzi devono uscire dalle medie avendo compreso che la nostra civiltà nasce da Atene, da Roma, dal cristianesimo, dall’Umanesimo. Abbiamo inserito anche un elemento nuovo: l’educazione al rispetto e a relazioni corrette. Educare a porre confini al proprio io, educare al rispetto dell’altro è un atto culturale potente, e va contro la deriva di una società che non riconosce più i suoi valori fondamentali“.
La critica all’Europa “wokista”
Per Valditara il “bersaglio” della Casa Bianca nella sua dottrina geopolitica “non è l’Europa in quanto tale, ma un’Europa ‘wokista’ che ha smarrito i propri riferimenti storici e culturali“. “È paradossale che la Commissione europea abbia speso tempo a discutere dell’opportunità di usare parole come human being, mankind, he o she in quanto non ‘gender neutral'”, ha aggiunto, “è la deriva di una cultura che vuole superare la dimensione binaria della sessualità, che relativizza tutto, ma che al tempo stesso rimuove le radici della civiltà occidentale“.
Il ruolo strategico dell’Europa
“L’alleanza tra Stati Uniti ed Europa è essenziale e strategica”, ha insistito il ministro, “ma l’Europa deve imparare a comportarsi come un soggetto adulto, non in perenne attesa della protezione di un ‘papà’ o di una ‘mamma’”. “Gli Usa ci pongono una domanda seria: che ne sarà di un’Europa che rinuncia a se stessa?”, ha spiegato Valditara.
Storia, valori e immigrazione
“Pensiamo anche al tema dell’immigrazione: i Romani hanno saputo integrare popoli che arrivavano da ogni parte del mondo allora conosciuto, ma su un presupposto chiaro: l’orgoglio della cittadinanza e dei suoi valori”.
Paura a Tor Sapienza, incendio in un campo rom: due persone ferite e intossicate, una in codice rosso

L’allarme è scattato nella notte, quando hanno preso fuoco due baracche del campo rom a Tor Sapienza. L’allarme è scattato immediatamente: due persone ferite, una grave.
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Intossicazione da monossido, squadra di pallavolo finisce in ospedale
AGI – L’impianto di riscaldamento del palazzetto dello sport mal funzionante e un’intera squadra di pallavolo femminile che finisce in ospedale per un’intossicazione da monossido di carbonio: è quanto accaduto a Zafferana Etnea, nel Catanese, sul finire della gara tra Zafferana Volley e Volley Milazzo. Ad accusare il primo malore è stata un’atleta della squadra ospite con capogiri e difficoltà respiratorie. Poco dopo anche le compagne di squadra e l’immediata attivazione dei soccorsi.
È scattata una maxi emergenza e sul posto sono arrivate diverse ambulanze del servizio 118. Le giocatrici sono state trasportate all’ospedale Cannizzaro di Catania e per alcune in via precauzionale è stata attivata la camera iperbarica. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che dopo aver accertato la presenza di monossido di carbonio hanno avviato le ispezioni per ricostruire l’accaduto.
I dettagli dell’intossicazione
L’emergenza da monossido di carbonio che ha intossicato le pallavoliste durante la gara al palazzetto dello sport di Zafferana Etnea, nel Catanese, è avvenuta al terzo set, sul punteggio di 1-1 e con il parziale di 3-5 a favore della squadra ospite. A renderlo noto è la società sportiva Asd Volley 96 di Milazzo. Un’atleta ha improvvisamente perso i sensi, riprendendo conoscenza dopo alcuni minuti. Nel giro di pochi minuti, tutte le ragazze della formazione milazzese hanno iniziato a lamentare forti mal di testa e problemi respiratori.
L’intervento dei soccorsi e la richiesta di chiarezza
Sul posto sono intervenute diverse ambulanze del 118. Il medico presente, insospettito da un odore anomalo, ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco. La società Asd Volley 96 ha sottolineato: “Non possiamo fare silenzio. Lo dobbiamo alle nostre ragazze, alle loro famiglie e a chi ogni giorno entra in quella palestra“.
Un anticorpo blocca il cancro al seno triplo negativo
AGI – Sviluppato un anticorpo monoclonale umanizzato che blocca una proteina chiave, SFRP2, riuscendo a sopprimere la crescita tumorale, ridurre le metastasi nel carcinoma mammario triplo negativo, TNBC, una forma di cancro al seno notoriamente aggressiva e difficile da trattare, e riattivare il sistema immunitario. A farlo ricercatori del MUSC Hollings Cancer Center. Lo studio preclinico che ha identificato questa promettente strategia terapeutica è descritto su Breast Cancer Research.
Il TNBC è difficile da trattare perché manca dei recettori ormonali che rendono altri tumori sensibili alle terapie mirate. Lo studio si è concentrato sulla proteina SFRP2, proteina secreta frizzled-related 2, che agisce come un attivatore del cancro, favorendo la crescita tumorale e l’immuno-resistenza. L’anticorpo SFRP2 agisce su più fronti bloccando gli effetti cancerogeni di questa proteina. Questo inibisce la formazione di nuovi vasi sanguigni, angiogenesi, e blocca la morte cellulare, apoptosi, delle cellule tumorali. Nei modelli di TNBC avanzato, l’anticorpo ha portato a uno sviluppo significativamente inferiore di tumori polmonari, metastasi.
L’impatto sul microambiente tumorale e le cellule immunitarie
L’anticorpo ha innescato una forte morte cellulare anche nelle cellule tumorali che avevano smesso di rispondere alla chemioterapia standard, doxorubicina. La scoperta più significativa è il ruolo di SFRP2 nel microambiente tumorale e la capacità dell’anticorpo di “rieducare” le cellule immunitarie a combattere il cancro. SFRP2 è stata trovata non solo sulle cellule tumorali, ma anche sui macrofagi associati al tumore e sui linfociti infiltranti. Nel TNBC, i macrofagi sono spesso polarizzati verso lo stato M2, immuno-soppressivo, favorendo la crescita del cancro. Trattando i macrofagi con l’anticorpo SFRP2, essi hanno rilasciato una quantità significativa di interferone-gamma, spingendoli verso lo stato M1, anti-tumorale. L’anticorpo ha anche riattivato le cellule T che combattono il cancro, che nel TNBC tendono a esaurirsi e a diventare inefficaci, suggerendo un potenziale per rafforzare o migliorare le immunoterapie esistenti.
Precisione terapeutica e prospettive future
L’anticorpo si è dimostrato anche altamente mirato, concentrandosi nel tessuto tumorale e non accumulandosi negli organi sani o nelle cellule in crescita normale. Questa precisione è cruciale per minimizzare gli effetti collaterali che affliggono le chemioterapie tradizionali. La scoperta che SFRP2 si trova al crocevia tra crescita tumorale, soppressione immunitaria e resistenza al trattamento apre la strada a un nuovo tipo di terapia di precisione per il TNBC. L’anticorpo è stato concesso in licenza a Innova Therapeutics e sta cercando fondi per avviare il primo studio clinico sull’uomo.
La vita da schiavo a Pompei non era poi così dura
AGI – Le recenti indagini archeologiche nella lussuosa villa di Civita Giuliana, a breve distanza dagli scavi di Pompei, stanno riscrivendo una parte della storia sulla vita degli schiavi nell’età imperiale romana. I Romani li definivano “strumenti parlanti” (instrumentum vocale), ma i reperti suggeriscono un quadro inatteso, che sembra dare credito alle antiche fonti scritte: in alcuni casi, gli schiavi potevano godere di una nutrizione persino superiore a quella dei loro vicini “liberi”.
Le risultanze di una campagna di scavo, finanziata anche con un contributo del Ministero della Cultura tramite la Legge di Bilancio 2024, sono state pubblicate sull’E-Journal degli Scavi di Pompei. All’interno di un ambiente al primo piano del quartiere servile della grande villa, sono emersi ritrovamenti eccezionali: anfore contenenti fave (una parzialmente vuota) e un grande cesto colmo di frutta come pere, mele o sorbe. Questi alimenti erano destinati agli uomini, alle donne e ai bambini ridotti in schiavitù, i quali vivevano in anguste celle di 16 mq che ospitavano fino a tre letti.
La dieta degli schiavi e il valore economico
Il padrone, in considerazione dell’elevato valore economico dei suoi lavoratori agricoli (che poteva raggiungere diverse migliaia di sesterzi per schiavo), aveva previsto un’integrazione alla loro dieta base di grano. L’aggiunta di alimenti ricchi di vitamine (come pere e mele) e proteine (come le fave) era essenziale per evitare il diffondersi di malattie legate alla malnutrizione.
Logica della conservazione dei viveri
La scelta di conservare i viveri al primo piano, in una zona dove le indagini stratigrafiche proseguiranno, aveva verosimilmente una doppia finalità strategica: in primo luogo, gli alimenti erano più al sicuro dai roditori. Resti di topi e ratti erano stati infatti rinvenuti negli alloggi al pianterreno, che non possedevano un pavimento vero e proprio ma solo un battuto di terra. In secondo luogo, la conservazione al piano superiore facilitava il controllo e il razionamento quotidiano dei viveri. Si ipotizza che in quest’area potessero alloggiare i servi più fidati del padrone, i quali avevano il compito di sovrintendere agli altri schiavi, secondo un complesso sistema ricostruito precedentemente.
L’investimento nella dieta e l’efficienza agricola
Si stima che per i cinquanta lavoratori che costituivano la capienza del quartiere servile di Civita Giuliana — uno dei più grandi noti dell’area di Pompei — fossero necessari circa 18.500 chilogrammi di grano all’anno, la cui produzione richiedeva una superficie di circa 25 ettari. L’integrazione dietetica era dunque un investimento cruciale per mantenere l’efficienza della “macchina agricola“.
Strutture e reperti archeologici
Gli scavi si sono concentrati nel settore nord del quartiere servile, in particolare sotto l’attuale Via Giuliana, rivelando strutture murarie riferibili ai piani superiori e quattro ambienti delimitati da tramezzi in opus craticium.
Tra i ritrovamenti al piano terra spiccano diversi calchi: il calco dell’anta di una porta a doppio battente, probabilmente quella che dal portico conduceva al corridoio terminante all’ingresso del sacrario, completa delle borchie in ferro. Un secondo calco riferibile agli attrezzi agricoli, forse un aratro a spalla o una stegola, l’elemento usato per guidare l’aratro trainato da animali. Infine, un calco di notevoli dimensioni, interpretabile come l’anta di un portone a doppio battente. La sua posizione inclinata vicino a quella che è stata definita la “stanza del carpentiere” suggerisce che potesse trovarsi in attesa o in fase di riparazione.
Lotta al saccheggio e prospettive future
La villa di Civita Giuliana è stata oggetto di una campagna di scavo iniziata nel 2017, in stretta collaborazione con la Procura di Torre Annunziata. Questa sinergia, formalizzata da un Protocollo d’intesa rinnovato nel tempo, è stata cruciale per fermare il saccheggio sistematico che per anni aveva colpito il sito.
Le indagini più recenti (2023-24) hanno esplorato l’area urbana interposta tra il già noto settore residenziale a nord e quello servile a sud. È in corso il progetto “Demolizione, scavo e valorizzazione in località Civita Giuliana”, finanziato con fondi del Parco, che prevede la demolizione di due costruzioni sovrastanti il quartiere servile. L’ampliamento degli scavi consentirà di ottenere un quadro più completo dell’organizzazione planimetrica della villa, elemento fondamentale per mettere a punto nuove strategie di conservazione e valorizzazione dell’intera area.
I chatbot possono influenzare le scelte di voto
AGI – Le conversazioni con i chatbot di intelligenza artificiale hanno il potenziale di influenzare gli atteggiamenti e le intenzioni degli elettori. Questo allarmante risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Nature, condotto dagli scienziati della Cornell University. Il team, guidato da David Rand, ha eseguito degli esperimenti controllati durante le elezioni presidenziali statunitensi del 2024 e le elezioni nazionali del 2025 in Polonia e Canada. I risultati mostrano che gli approcci alla persuasione basati sull’IA possono svolgere un ruolo importante nelle future votazioni.
La crescente diffusione dei chatbot con intelligenza artificiale generativa, spiegano gli esperti, ha acceso il dibattito sull’impatto di queste tecnologie sulle società democratiche ma non è chiaro in che modo e in quale misura tali strumenti possano influenzare il comportamento degli elettori. Il gruppo di ricerca ha esaminato conversazioni con un modello di intelligenza artificiale programmato per sostenere uno dei candidati in lizza per le tre elezioni considerate. L’algoritmo era positivo, rispettoso, basato sui fatti, ed è stato addestrato a riconoscere le opinioni degli individui utilizzando argomentazioni convincenti a supporto delle proprie tesi.
I risultati del trial statunitense
Nel trial statunitense, i ricercatori hanno reclutato 2.306 cittadini, a cui è stata chiesta la probabilità del loro voto a Donald Trump o Kamala Harris. I partecipanti sono stati abbinati in modo casuale a un chatbot a sostegno di uno dei due candidati. Le opinioni degli individui nei confronti del politico per cui patteggiavano sono state leggermente rafforzate dall’IA con lo stesso allineamento politico. L’effetto della conversazione era più rilevante quando il chatbot che simpatizzava per il partito opposto riusciva a cambiare l’opinione dell’utente.
Esperimenti in Canada e Polonia e il parere degli esperti
Risultati simili sono stati osservati in altri esperimenti nazionali, in cui l’intelligenza artificiale sosteneva i leader canadesi del Partito liberale Mark Carney o del Partito conservatore Pierre Poilievre, ma anche in Polonia con Rafa Trzaskowski e Karol Nawrocki. “Questi risultati – scrivono in un News & Views di approfondimento Chiara Vargiu e Alessandro Nai, dell’Università di Amsterdam – implicano che la persuasione politica dell’intelligenza artificiale possa sfruttare gli squilibri in ciò che i modelli possono sostenere, diffondendo inesattezze nonostante la richiesta esplicita di restare veritieri”.
Limiti dello studio e conclusioni
Come limite del lavoro, i ricercatori riportano che il contesto era controllato, e i partecipanti erano consapevoli che la conversazione era mirata a tentare di persuaderli. Non è pertanto chiaro se tali effetti sarebbero replicabili in contesti politici reali. Tuttavia, concludono gli autori, questi risultati mostrano che i chatbot hanno il potenziale per influenzare le opinioni politiche delle persone, il che potrebbe avere implicazioni importanti per le future elezioni.
Gualtieri con la torcia e Christian De Sica ultimo tedoforo. In migliaia a Roma per il via…
AGI – Migliaia di persone hanno affollato Piazza del Popolo per la City Celebration in occasione della partenza del viaggio in Italia della Fiamma Olimpica di Milano Cortina.Tra musica, performance e attività dedicate a grandi e piccini, all’evento hanno preso parte anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Il primo cittadino, visibilmente emozionato, si è soffermato allo stand di Eni, partner della manifestazione assieme a Coca Cola, dove ha posato con una delle torce olimpiche esposte per il pubblico, simbolo dell’imminente avventura verso i Giochi.
Christian De Sica, protagonista del film ‘Vacanze di Natale’ girato proprio a Cortina, è stato l’ultimo tedoforo, arrivato tra gli applausi del pubblico dopo aver percorso via del Corso. Ad accoglierlo sul palco gli Autogol e il sindaco Gualtieri. Con l’accensione del braciere, si è conclusa questa prima giornata del viaggio della fiamma olimpica. Domenica seconda tappa a Viterbo.
Il sindaco Gualtieri con la torcia, in migliaia a Roma per il viaggio della Fiamma Olimpica
AGI – Migliaia di persone hanno affollato Piazza del Popolo per la City Celebration in occasione della partenza del viaggio in Italia della Fiamma Olimpica. Tra musica, performance e attività dedicate a grandi e piccini, all’evento hanno preso parte anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Il primo cittadino, visibilmente emozionato, si è soffermato allo stand di Eni, partner della manifestazione assieme a Coca Cola, dove ha posato con una delle torce olimpiche esposte per il pubblico, simbolo dell’imminente avventura verso i Giochi.
Christian De Sica è stato l’ultimo tedoforo, arrivato tra gli applausi del pubblico dopo aver percorso via del Corso. Ad accoglierlo sul palco gli Autogol e il sindaco Gualtieri. Con l’accensione del braciere, si è conclusa questa prima giornata del viaggio della fiamma olimpica. Domenica seconda tappa a Viterbo.