Archivi per la categoria ‘Cronaca’
“Non c’era nessun patto corruttivo”: perché sono stati revocati i domiciliari a Manfredi Catella

Il Tribunale del Riesame, su richiesta dei difensori, lo scorso agosto ha revocato gli arresti domiciliari a Manfredi Catella. Il ceo di Coima è accusato di corruzione, ma per i giudici i soldi che avrebbe versato all’ex membro della Commissione Paesaggio Alessandro Scandurra erano relativi a due contratti stipulati in precedenza.
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Cade da un impalcatura in via dei Mille a Chiaia e batte la testa, è grave in ospedale

Incidente a via dei Mille a Chiaia. Ferito un napoletano di 50 anni. È in ospedale al San Giovanni Bosco.
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La risposta dalla Flotilla: “Non possiamo accettare la proposta di Mattarella”
AGI – “Condividiamo al cento per cento” la necessità della “tutela della vita umana” sottolineata nell’appello del presidente Mattarella, “ma non possiamo accettare questa proposta”. A dirlo è Maria Elena Delia, portavoce italiana della Flotilla. “La questione degli aiuti è importantissima – ha aggiunto – noi siamo pronti a valutare delle mediazioni ma non cambiando rotta perchè cambiare rotta significa ammettere che si lascia operare un governo in modo illegale senza poter fare nulla”.
“Abbiamo ricevuto la proposta del presidente Mattarella – premette la portavoce italiana – di accettare per il nostro bene e la tutela in generale della vita umana, che noi condividiamo al cento per cento, di deviare la nostra rotta e accattare la proposta di mediazione di portare gli aiuti a Cipro e da Cipro poi, tramite l’intermediazione di Nazioni Unite, Patriarcato di Gerusalemme e governo italiano farli arrivare a Gaza”.
“Noi non possiamo accettare questa proposta – continua Delia – perchè questa proposta arriva per evitare che le nostre barche navighino in acque internazionali col rischio di essere attaccate: è come dire ‘se vi volete salvare, noi non possiamo chiedere a chi vi attaccherà di non farlo malgrado sia un reato, chiediamo a voi di scansarvi”.
Questo nodo legale non è solo una questione di principio ma sostanziale, all’origine del fatto che sino ad ora la stessa entità che ha creato questo cortocircuito cioè Israele sta commettendo un genocidio senza che nessuno dei nostri governi abbia avito ancora il coraggio di porre delle sanzioni, mettere un embargo sulle armi, chiudere almeno una parte dei rapporti commerciali. Se una di queste tre o tutte e tre le soluzioni potessero essere prese in considerazione ne saremmo ben felici ma noi non stiamo facendo nulla di male: perché non dobbiamo navigare in acque internazionali? Che cosa succederebbe se invece delle nostre barche ci fossero, ad esempio, le barche di alcuni turisti aggrediti in acque internazionali da droni in modo violento?”.
Nicola Mirti ucciso in spiaggia a 18 anni, c’è un altro arresto: è un 16enne, concorso in omicidio

La Polizia ha arrestato un 16enne del Napoletano per l’omicidio di Nicola Mirti a Castel Volturno: avrebbe aggredito il 18enne e aiutato Salvatore Sannino, l’esecutore materiale.
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Irrompe in una gioielleria con una pistola, ma viene disarmato e arrestato
AGI – Uomo armato fa irruzione in una gioielleria nel centro commerciale Gran Shopping Mongolfiera di Molfetta, nel Barese. Il rapinatore è stato disarmato e fermato da un carabiniere della forestale in pensione.
Troppi pazienti, medico trascura il suo malessere e muore a 38 anni
AGI – Morire a 38 anni per continuare ad assistere i suoi pazienti. È quanto è accaduto a Maddalena Carta, stimatissimo medico di famiglia a Dorgali, Nuoro. Secondo i racconti di chi la conosceva, la dottoressa avrebbe trascurato un malessere, probabilmente per non lasciare da soli i cittadini, vista l’assenza per malattia degli altri due medici di famiglia: i suoi 1800 pazienti e gli altri rimasti senza medico, un bacino di 5000 persone.
La sua situazione clinica, riferisce la Fnomceo, si è però aggravata, sino a renderne necessario il ricovero all’ospedale San Francesco di Nuoro e poi il trasferimento in elisoccorso al Brotzu di Cagliari, dove ieri sera si è spenta.
Molti i messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia sui social, segno dell’affetto e stima che la legava alla sua comunità.”Un’altra inaccettabile morte sul lavoro” la definisce il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, raggiunto subito dalla notizia della morte di Maddalena Carta, che era impegnata anche nella società scientifica della Medicina Generale e delle cure primarie.
“La giovane collega – afferma – è rimasta l’unico medico di medicina generale a presidiare una comunità di 5000 assistiti. Una comunità che non ha voluto lasciare, nonostante il malessere che la attanagliava. Alla sua salute ha anteposto la cura dei pazienti, e questo le è costato la vita. Una morte sul lavoro! Lo Stato, in tutte le sue espressioni, ha il dovere e l’obbligo di mettere in atto provvedimenti per evitare morti come questa”.
“A Maddalena va la nostra riconoscenza – aggiunge – per aver incarnato oltre ogni limite i principi del Codice deontologico; alla famiglia e alla comunità la nostra vicinanza. Non possiamo pero’ tacere una ferma condanna per una situazione che vede sempre più territori sguarniti dei più essenziali presidi di assistenza, in primis il medico di famiglia, con conseguenti sovraccarichi di lavoro per chi resta. Una situazione di cui molte zone della Sardegna sono il paradigma, ma che si ripropone trasversalmente a tutta l’Italia, nei territori geograficamente piu’ isolati, come le zone montane o rurali, ma anche nelle periferie e persino nelle zone semicentrali delle grandi citta’, come Milano”.
“Una situazione che sconta carenze di decenni, a vari livelli – prosegue ancora Anelli -. Carenze di programmazione, organizzative, di supporto nell’attività, di distribuzione dei carichi di lavoro, di sicurezza. Carenze delle quali a pagare il prezzo sono i medici, i professionisti. La Cassazione, con una recente ordinanza, ha sancito la legittimità del risarcimento del danno biologico per il superlavoro del medico, stabilendo che “il limite dell’orario di lavoro deve coincidere con la tutela della salute, con un alleggerimento dell’onere probatorio in capo al lavoratore”.
Ha messo dunque in evidenza come i ritmi e gli orari di lavoro dei medici, derivanti dalla carenza di personale, incidano non soltanto sulla qualità dell’assistenza e su quella della vita privata e familiare, ma abbiano conseguenze dirette sulla salute. Non si tratta di una mera rivendicazione contrattuale, ma di una questione di salute e di sicurezza sul lavoro e di sostenibilita’ dei sistemi sanitari”.
“Al di là della prova diretta del nesso di causalità – conclude il Presidente FNOMCeO – la responsabilità di questa morte è riconducibile a diversi fattori contingenti e a diversi attori. La Regione e la Asl hanno fallito nel garantire un’assistenza continua e solida ai loro cittadini e la sicurezza sul lavoro ai loro medici. Lo Stato non ha vigilato con efficacia sull’applicazione delle normative nazionali ed europee sui carichi di lavoro imposti ai professionisti sanitari e non è sinora riuscito, nonostante il crescente e concreto impegno, a trovare risposte adeguate a una carenza di medici di medicina generale che nasce da molto lontano – e che la FNOMCeO annuncia e denuncia da oltre quindici anni – e alle crescenti richieste assistenziali della popolazione. E se è vero che lo Stato siamo noi, dobbiamo tutti sentirci responsabili e impegnarci perché questo non accada di nuovo, e poi ancora, sul territorio cosi’ come negli ospedali. E’ ora di dire basta: nessun medico, mai più, deve essere lasciato solo, a portare sulle sue spalle il peso insostenibile dell’assistenza a un intero paese”.
Ragazzo di 27 anni si schianta frontalmente con lo scooter contro un’auto nel Pavese: è morto

Un 27enne si è schiantato con lo scooter contro un’auto tra Voghera e Torrazza Coste (Pavia). Il ragazzo è stato trascinato per un centinaio di metri ed è deceduto a causa delle ferite riportate.
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Fallito colpo in una gioielleria nel Barese, feriti il rapinatore e un carabiniere
AGI – Paura questa mattina al centro commerciale Gran Shopping Mongolfiera di Molfetta, nel Barese, dove un uomo armato ha tentato una rapina in una gioielleria.
Il malfattore, con il volto coperto da una maschera di plastica bianca, avrebbe fatto irruzione nell’esercizio commerciale intorno alle 10.30, minacciando i presenti.
A fermarlo è stato un carabiniere dei forestali in pensione che, nel tentativo di bloccarlo, ha ingaggiato una colluttazione durante la quale sarebbe partito un colpo d’arma da fuoco.
Il bilancio è di due feriti: lo stesso rapinatore e l’ex militare intervenuto. Entrambi sono stati soccorsi dagli operatori del 118. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno fermato il rapinatore e avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.
Cinque tonnellate di rifiuti abbandonate in strada e rimosse dall’Asia a Napoli

Ripulita da cinque tonnellate di rifiuti piazza Giuseppe Di Vittorio a Capodichino. Soddisfatto Ruggiero (ASIA Napoli): “Interventi sempre delicati”
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Travolta e uccisa a Fiumicino, le colleghe di Simona Bortoletto: “Era solare e generosa, siamo sconvolte”

Raggiunte da Fanpage.it, parlano le colleghe di Simona Bortoletto investita e uccisa a Fiumicino martedì scorso: “Non sappiamo se avesse una relazione con il conducente dell’auto che l’ha travolta, sicuramente erano amici”.
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Neonata morta in casa maternità, l’Ordine delle Ostetriche contro Francesca Bubba: “Vogliono farmi tacere, vado avanti”

La scrittrice Francesca Bubba è stata raggiunta da una diffida della Federazione nazionale degli Ordini della professione di ostetrica: aveva denunciato la narrazione antiscientifica fatta dalla casa maternità ‘Il nido’ di Roma, che spesso ha pubblicato video in cui il parto in ospedale veniva messo in cattiva luce. “Sono allibita – spiega Bubba -. Ero convinta fossero delle alleate, non ho mai attaccato la professione ostetrica”.
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Ragusa, 17enne rapito in piazza da due uomini armati e incappucciati
AGI – Un giovane non ancora maggiorenne è stato rapito ieri sera al quartiere Forcone di Vittoria nel Ragusano. Un commando di due uomini armati e incappucciati a bordo di due autovetture avrebbe chiamato per nome il giovane che era in compagnia di alcuni coetanei costringendolo a salire in una macchina per poi darsi alla fuga.
Immediato l’intervento delle forze dell’ordine. Indaga la squadra mobile e il commissariato di Vittoria. Il giovane sarebbe il figlio di un commerciante.
Il giovane rapito è un 17enne figlio maggiore di una famiglia molto nota a Vittoria. Commercianti nel settore della produzione e vendita di prodotti ortofrutticoli. Una famiglia tranquilla. L’episodio appare gravissimo anche per le modalità con cui è stato messo in atto.
Un commando che avrebbe agito con estrema freddezza, chiamando per nome il ragazzo, isolandolo dal gruppo di giovani con i quali si accompagnava. Gli hanno fatto abbandonare il telefono per evitare possibilità di essere rintracciati con le celle telefoniche prima di farlo salire su una delle due autovetture con cui sono arrivati sul posto.
Avrebbero parlato in italiano, non si tratterebbe di stranieri. Si sono dileguati nel nulla. Le modalità di azione e la freddezza operativa fanno pensare ad un gruppo esperto.
Gli inquirenti stanno scandagliando ogni aspetto della vita privata e lavorativa della famiglia per capire il movente e al contempo acquisendo tutte le immagini degli impianti di videosorveglianza pubblici e privati. Nessuna pista esclusa al momento. Non e’ noto se vi siano stati o meno contatti dei rapitori con la famiglia.
Il sindaco riunisce la giunta
Il sindaco di Vittoria, Francesco Aiello, ha convocato la giunta municipale in via urgente “per cercare di capire ciò che è accaduto e che sta accadendo. È impressionante, sconcertante; un ragazzo di 17 anni è stato sequestrato. Ora bisogna lavorare e sperare che possa al più presto tornare dai suoi famigliari”.
Il primo cittadino aggiunge: “Inquietante non solo la modalità di questo agguato con gente armata e con il volto travisato ma per gli elementi in campo che riguardano il territorio, le condizioni economico e sociali, strutture importanti come il mercato ortofrutticolo, lo spaccio nel territorio…ci possono essere mille ipotesi che non siamo in grado oggi di capire e calibrare. Ci affidiamo – dice – al lavoro investigativo con fiducia”.
“Si pone comunque il problema di una svolta strategica nel modo in cui i temi della sicurezza vengono affrontati qui. Già negli anni Novanta, Domenico Sica parlava di buchi neri nel controllo e investigazione da parte degli organi dello Stato. Da allora credo siano stati fatti passi in avanti ma non basta. Occorre una attività investigativa e una modalità di affrontare questioni di altro grado rispetto all’ordinario, e non si parla solo di uomini e mezzi che sono importantissimi ma si parla di una attività diversa perché le strutture in campo sono diverse rischiamo di entrare in zone che non riusciamo a controllare o a capire”. Aiello conclude: “Siamo vicini alla famiglia e speriamo che il ragazzo possa tornare presto dai suoi cari”.
Garlasco: i pm, soldi all’ex procuratore di Pavia per scagionare Sempio. “Anomalie nell’in…
AGI – Svolta su Garlasco, in corso dalle prime luci dell’alba perquisizioni di carabinieri e Guardia di Finanza nelle abitazioni di ex investigatori e inquirenti che parteciparono alle indagini sul delitto di Chiara Poggi. È quanto scrivono i social del Tg1. Perquisizioni sono in corso anche nelle abitazioni di alcuni ex carabinieri che a suo tempo fecero indagini e nella casa dei genitori di Andrea Sempio.
Sarebbe di corruzione in atti giudiziari l’ipotesi di reato a carico di Mario Venditti, ex procuratore di Pavia che nel 2017 archiviò l’indagine su Sempio.
Nel 2017 l’allora procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, avrebbe ricevuto una somma di denaro per non indagare e poi chiedere l’archiviazione, come avvenne, su Andrea Sempio, l’amico di Marco Poggi, indicato all’epoca in un esposto dei legali di Alberto Stasi come possibile autore alternativo dell’omicidio di Chiara Poggi. È questa l’ipotesi della procura di Brescia che ha iscritto nel registro degli indagati l’ex magistrato di Pavia Mario Venditti, oggi in pensione, con l’accusa di corruzione in atti giudiziari.
Sempre secondo le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e della Guardia di finanza di Pavia la somma promessa o data dalla famiglia di Sempio sarebbe tra i 20 e i 30 mila.
Una deduzione che si basa su un appunto a mano, sequestrato durante la perquisizione dello scorso 14 maggio, che avrebbe scritto Giuseppe Sempio, padre di Andrea, in cui sono riportate le parole “Venditti”, “gip archivia” e “20-30” con il simbolo dell’euro.
Serie di anomalie
Le “indagini condotte nel 2017” a carico di Andrea Sempio per il delitto di Garlasco “sono state caratterizzate da una serie di anomalie, tra cui l’omissione, da parte della pg incaricata delle indagini (la sezione di pg della procura di Pavia), della trascrizione di alcuni passaggi rilevanti delle intercettazioni ambientali”. Lo scrive la procura di Brescia nel decreto di perquisizione a Mario Venditti, ex procuratore aggiunto di Pavia, indagato per corruzione in atti giudiziari per la presunta “corresponsione di denaro” da parte della famiglia di Andrea Sempio “correlata alla archiviazione del procedimento”.
Picchia la compagna e molesta la figlia minorenne di lei, la Procura chiede 5 anni e 4 mesi per un 39enne

Un 39enne è a processo, con rito abbreviato, a Brescia per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e violenza sessuale aggravata. La Procura ha chiesto per lui, già condannato a 17 anni per un omicidio commesso nel 2009, una pena pari a 5 anni e 4 mesi.
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Simona Bartoletto investita e uccisa accanto al figlio di otto anni: l’ex aveva braccialetto antistalking

Al momento Cristiano Maggetti è indagato per omicidio stradale. La procura sta raccogliendo elementi per capire se si tratti di un femminicidio.
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