La sicurezza

Barack Obama vorrebbe un mondo governato da donne

Barack Obama Donne

«Sono assolutamente sicuro che in un paio d'anni si vedrebbe un significativo miglioramento su tutto». Parola dell'ex presidente Usa che ha un messaggio per tutti i leader politici: «A un certo punto bisogna farsi da parte».

Monica Guerritore: «Vi racconto il primo femminicidio d’Italia»

Quel Che So Di Lei Monica Guerritore

Era il 1911 quando Giulia Trigona veniva uccisa dall'amante Vicenzo Paternò. L'attrice e regista ne ripercorre la vicenda nel romanzo Quel che so di lei. L'intervista. 

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Cosa c’è nella registrazione audio che coinvolge gli ex vertici della Popolare di Bari

Fanpage.it ha pubblicato i nastri di una riunione tra manager in cui si sentono il presidente Giannelli e dell'ad De Bustis parlare della Popolare di Bari sui conti «taroccati» e l'aiuto di Bankitalia.

«Quando sono arrivato la prima volta c’era un signore coi capelli bianchi a capo della pianificazione e controllo, a cui chiesi di vedere i dati delle filiali. Tutti truccati. Truccavate persino i conti economici delle filiali. Taroccati». Le parole sono quelle di Vincenzo De Bustis, ad della Popolare di Bari che si rivolgeva a Gianvito Giannelli, presidente, in una riunione del 10 dicembre scorso. La conversazione è contenuta in un file audio pubblicato da Fanpage.it. «È stato veramente irresponsabile quello che è successo negli ultimi tre, quattro anni. Questa banca è un esempio di scuola di cattivo management, irresponsabile, esaltato».

GIANNELLI: «ABBIAMO IL SOSTEGNO DI GOVERNO E BANKITALIA»

Nella registrazione si sente anche l’intervento di Giannelli, in particolare per quanto riguarda il salvataggio: «Non c’è rischio di commissariamento. C’è un piano industriale serio che prevede gli interventi di investitori istituzionali, una parte pubblica e una parte privata, cioè il Fondo interbancario, con un percorso light, non stiamo parlando di Genova, passata per il commissariamento, e meno che mai delle banche venete». «Abbiamo iniziato un percorso di messa in sicurezza della banca, un percorso ufficiale che è assistito dalla vigilanza in tutti i suoi passaggi. Sarà un percorso molto breve per i primi passaggi che si chiuderà prima di Natale», assicurava Giannelli.

LA PROCURA DI BARI ACQUISISCE L’AUDIO

Dopo la pubblicazione la Procura di Bari ha delegato la Guardia di Finanza ad acquisire l’audio della registrazione dell’incontro tra l’allora amministratore delegato dell’istituto di credito barese, Vincenzo De Bustis, il presidente Gianvito Giannelli, dirigenti e direttori di filiale. La magistratura barese ha da tempo in corso indagini, tutte coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, sulla gestione della banca nelle quali risulta indagato tra gli altri anche lo stesso De Bustis.

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Cosa c’è nella registrazione audio che coinvolge gli ex vertici della Popolare di Bari

Fanpage.it ha pubblicato i nastri di una riunione tra manager in cui si sentono il presidente Giannelli e dell'ad De Bustis parlare della Popolare di Bari sui conti «taroccati» e l'aiuto di Bankitalia.

«Quando sono arrivato la prima volta c’era un signore coi capelli bianchi a capo della pianificazione e controllo, a cui chiesi di vedere i dati delle filiali. Tutti truccati. Truccavate persino i conti economici delle filiali. Taroccati». Le parole sono quelle di Vincenzo De Bustis, ad della Popolare di Bari che si rivolgeva a Gianvito Giannelli, presidente, in una riunione del 10 dicembre scorso. La conversazione è contenuta in un file audio pubblicato da Fanpage.it. «È stato veramente irresponsabile quello che è successo negli ultimi tre, quattro anni. Questa banca è un esempio di scuola di cattivo management, irresponsabile, esaltato».

GIANNELLI: «ABBIAMO IL SOSTEGNO DI GOVERNO E BANKITALIA»

Nella registrazione si sente anche l’intervento di Giannelli, in particolare per quanto riguarda il salvataggio: «Non c’è rischio di commissariamento. C’è un piano industriale serio che prevede gli interventi di investitori istituzionali, una parte pubblica e una parte privata, cioè il Fondo interbancario, con un percorso light, non stiamo parlando di Genova, passata per il commissariamento, e meno che mai delle banche venete». «Abbiamo iniziato un percorso di messa in sicurezza della banca, un percorso ufficiale che è assistito dalla vigilanza in tutti i suoi passaggi. Sarà un percorso molto breve per i primi passaggi che si chiuderà prima di Natale», assicurava Giannelli.

LA PROCURA DI BARI ACQUISISCE L’AUDIO

Dopo la pubblicazione la Procura di Bari ha delegato la Guardia di Finanza ad acquisire l’audio della registrazione dell’incontro tra l’allora amministratore delegato dell’istituto di credito barese, Vincenzo De Bustis, il presidente Gianvito Giannelli, dirigenti e direttori di filiale. La magistratura barese ha da tempo in corso indagini, tutte coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, sulla gestione della banca nelle quali risulta indagato tra gli altri anche lo stesso De Bustis.

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Cosa c’è nella registrazione audio che coinvolge gli ex vertici della Popolare di Bari

Fanpage.it ha pubblicato i nastri di una riunione tra manager in cui si sentono il presidente Giannelli e dell'ad De Bustis parlare della Popolare di Bari sui conti «taroccati» e l'aiuto di Bankitalia.

«Quando sono arrivato la prima volta c’era un signore coi capelli bianchi a capo della pianificazione e controllo, a cui chiesi di vedere i dati delle filiali. Tutti truccati. Truccavate persino i conti economici delle filiali. Taroccati». Le parole sono quelle di Vincenzo De Bustis, ad della Popolare di Bari che si rivolgeva a Gianvito Giannelli, presidente, in una riunione del 10 dicembre scorso. La conversazione è contenuta in un file audio pubblicato da Fanpage.it. «È stato veramente irresponsabile quello che è successo negli ultimi tre, quattro anni. Questa banca è un esempio di scuola di cattivo management, irresponsabile, esaltato».

GIANNELLI: «ABBIAMO IL SOSTEGNO DI GOVERNO E BANKITALIA»

Nella registrazione si sente anche l’intervento di Giannelli, in particolare per quanto riguarda il salvataggio: «Non c’è rischio di commissariamento. C’è un piano industriale serio che prevede gli interventi di investitori istituzionali, una parte pubblica e una parte privata, cioè il Fondo interbancario, con un percorso light, non stiamo parlando di Genova, passata per il commissariamento, e meno che mai delle banche venete». «Abbiamo iniziato un percorso di messa in sicurezza della banca, un percorso ufficiale che è assistito dalla vigilanza in tutti i suoi passaggi. Sarà un percorso molto breve per i primi passaggi che si chiuderà prima di Natale», assicurava Giannelli.

LA PROCURA DI BARI ACQUISISCE L’AUDIO

Dopo la pubblicazione la Procura di Bari ha delegato la Guardia di Finanza ad acquisire l’audio della registrazione dell’incontro tra l’allora amministratore delegato dell’istituto di credito barese, Vincenzo De Bustis, il presidente Gianvito Giannelli, dirigenti e direttori di filiale. La magistratura barese ha da tempo in corso indagini, tutte coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, sulla gestione della banca nelle quali risulta indagato tra gli altri anche lo stesso De Bustis.

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Cosa c’è nella registrazione audio che coinvolge gli ex vertici della Popolare di Bari

Fanpage.it ha pubblicato i nastri di una riunione tra manager in cui si sentono il presidente Giannelli e dell'ad De Bustis parlare della Popolare di Bari sui conti «taroccati» e l'aiuto di Bankitalia.

«Quando sono arrivato la prima volta c’era un signore coi capelli bianchi a capo della pianificazione e controllo, a cui chiesi di vedere i dati delle filiali. Tutti truccati. Truccavate persino i conti economici delle filiali. Taroccati». Le parole sono quelle di Vincenzo De Bustis, ad della Popolare di Bari che si rivolgeva a Gianvito Giannelli, presidente, in una riunione del 10 dicembre scorso. La conversazione è contenuta in un file audio pubblicato da Fanpage.it. «È stato veramente irresponsabile quello che è successo negli ultimi tre, quattro anni. Questa banca è un esempio di scuola di cattivo management, irresponsabile, esaltato».

GIANNELLI: «ABBIAMO IL SOSTEGNO DI GOVERNO E BANKITALIA»

Nella registrazione si sente anche l’intervento di Giannelli, in particolare per quanto riguarda il salvataggio: «Non c’è rischio di commissariamento. C’è un piano industriale serio che prevede gli interventi di investitori istituzionali, una parte pubblica e una parte privata, cioè il Fondo interbancario, con un percorso light, non stiamo parlando di Genova, passata per il commissariamento, e meno che mai delle banche venete». «Abbiamo iniziato un percorso di messa in sicurezza della banca, un percorso ufficiale che è assistito dalla vigilanza in tutti i suoi passaggi. Sarà un percorso molto breve per i primi passaggi che si chiuderà prima di Natale», assicurava Giannelli.

LA PROCURA DI BARI ACQUISISCE L’AUDIO

Dopo la pubblicazione la Procura di Bari ha delegato la Guardia di Finanza ad acquisire l’audio della registrazione dell’incontro tra l’allora amministratore delegato dell’istituto di credito barese, Vincenzo De Bustis, il presidente Gianvito Giannelli, dirigenti e direttori di filiale. La magistratura barese ha da tempo in corso indagini, tutte coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, sulla gestione della banca nelle quali risulta indagato tra gli altri anche lo stesso De Bustis.

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Cosa dicono gli audio tra i vertici della Banca popolare di Bari

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«Quando sono arrivato la prima volta c’era un signore coi capelli bianchi a capo della pianificazione e controllo, a cui chiesi di vedere i dati delle filiali. Tutti truccati. Truccavate persino i conti economici delle filiali. Taroccati». Le parole sono quelle di Vincenzo De Bustis, ad della Popolare di Bari che si rivolgeva a Gianvito Giannelli, presidente, in una riunione del 10 dicembre scorso. La conversazione è contenuta in un file audio pubblicato da Fanpage.it. «È stato veramente irresponsabile quello che è successo negli ultimi tre, quattro anni. Questa banca è un esempio di scuola di cattivo management, irresponsabile, esaltato».

GIANNELLI: «ABBIAMO IL SOSTEGNO DI GOVERNO E BANKITALIA»

Nella registrazione si sente anche l’intervento di Giannelli, in particolare per quanto riguarda il salvataggio: «Non c’è rischio di commissariamento. C’è un piano industriale serio che prevede gli interventi di investitori istituzionali, una parte pubblica e una parte privata, cioè il Fondo interbancario, con un percorso light, non stiamo parlando di Genova, passata per il commissariamento, e meno che mai delle banche venete». «Abbiamo iniziato un percorso di messa in sicurezza della banca, un percorso ufficiale che è assistito dalla vigilanza in tutti i suoi passaggi. Sarà un percorso molto breve per i primi passaggi che si chiuderà prima di Natale», assicurava Giannelli.

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«Quando sono arrivato la prima volta c’era un signore coi capelli bianchi a capo della pianificazione e controllo, a cui chiesi di vedere i dati delle filiali. Tutti truccati. Truccavate persino i conti economici delle filiali. Taroccati». Le parole sono quelle di Vincenzo De Bustis, ad della Popolare di Bari che si rivolgeva a Gianvito Giannelli, presidente, in una riunione del 10 dicembre scorso. La conversazione è contenuta in un file audio pubblicato da Fanpage.it. «È stato veramente irresponsabile quello che è successo negli ultimi tre, quattro anni. Questa banca è un esempio di scuola di cattivo management, irresponsabile, esaltato».

GIANNELLI: «ABBIAMO IL SOSTEGNO DI GOVERNO E BANKITALIA»

Nella registrazione si sente anche l’intervento di Giannelli, in particolare per quanto riguarda il salvataggio: «Non c’è rischio di commissariamento. C’è un piano industriale serio che prevede gli interventi di investitori istituzionali, una parte pubblica e una parte privata, cioè il Fondo interbancario, con un percorso light, non stiamo parlando di Genova, passata per il commissariamento, e meno che mai delle banche venete». «Abbiamo iniziato un percorso di messa in sicurezza della banca, un percorso ufficiale che è assistito dalla vigilanza in tutti i suoi passaggi. Sarà un percorso molto breve per i primi passaggi che si chiuderà prima di Natale», assicurava Giannelli.

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Doping, Iannone sospeso per steroidi anabolizzanti

Il pilota di Vasto è risultato positivo al test effettuato in occasione del Gran Premio di Malesia dello scorso 3 novembre. Potrà chiedere le controanalisi.

Il pilota di Motogp Andrea Iannone è stato sospeso dalla Federazione internazionale di motociclismo perché risultato positivo a un controllo antidoping. In un campione delle sue urine sono state trovate tracce di steroidi anabolizzanti.

IL TEST EFFETTUATO NEL CORSO DEL GP DI MALESIA

La decisione di sospendere provvisoriamente Iannone – si legge sul sito della Fmi – «si è resa obbligatoria a seguito della ricezione di un rapporto del laboratorio accreditato Wada di Kreischa (Germania) che indica un risultato analitico avverso di una sostanza non specificata ai sensi della Sezione 1.1.a) Steroidi androgeni anabolizzanti esogen dell’elenco vietato del 2019», in un campione di urina durante un test effettuato in occasione del MotoGp di Malesia a Sepang, il 3 novembre 2019. Ora Iannone potrà chiedere le controanalisi.

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Doping, Iannone sospeso per steroidi anabolizzanti

Il pilota di Vasto è risultato positivo al test effettuato in occasione del Gran Premio di Malesia dello scorso 3 novembre. Potrà chiedere le controanalisi.

Il pilota di Motogp Andrea Iannone è stato sospeso dalla Federazione internazionale di motociclismo perché risultato positivo a un controllo antidoping. In un campione delle sue urine sono state trovate tracce di steroidi anabolizzanti.

IL TEST EFFETTUATO NEL CORSO DEL GP DI MALESIA

La decisione di sospendere provvisoriamente Iannone – si legge sul sito della Fmi – «si è resa obbligatoria a seguito della ricezione di un rapporto del laboratorio accreditato Wada di Kreischa (Germania) che indica un risultato analitico avverso di una sostanza non specificata ai sensi della Sezione 1.1.a) Steroidi androgeni anabolizzanti esogen dell’elenco vietato del 2019», in un campione di urina durante un test effettuato in occasione del MotoGp di Malesia a Sepang, il 3 novembre 2019. Ora Iannone potrà chiedere le controanalisi.

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Il corridore che ha palpeggiato la giornalista Alex Bozarjian è stato arrestato

Giornalista Molestata In Diretta Tv Georgia

È successo durante la diretta della maratona di Savannah, in Georgia. Lei ho ha denunciato. È stato rilasciato su cauzione. «Nessuna donna dovrebbe mai trovarsi ad affrontare una cosa del genere al lavoro o da qualsiasi altra parte».

Le cose da sapere in vista del viaggio di Luigi Di Maio in Libia

Il ministro degli Esteri arriva in un Paese dilaniato dalla guerra. Previsti bilaterali con Serraj e Haftar. E sul terreno si muovono anche Turchia e Libia. Lo scenario.

Il ministro degli Esteri Luigi di Maio è in Libia. A quanto si apprende, il titolare della Farnesina è atterrato nella mattinata del 17 dicembre a Tripoli dove vedrà Fayez al Sarraj, il vicepresidente del consiglio presidenziale Ahmed Maitig, il ministro degli Affari esteri Mohamed Siala e il ministro degli Interni Fathi Bashaga. Subito dopo si sposterà a Bengasi per incontrare Khalifa Haftar. Infine Tobruk, per vedere il presidente della Camera dei rappresentanti Aghila Saleh. Al centro dei colloqui il conflitto in corso, la conferenza di Berlino, il memorandum e altri temi centrali. L’ultima visita di un esponente di governo italiano in Libia fu quella del presidente del Consiglio il 23 dicembre dell’anno scorso, quando Conte si recò prima a Tripoli e poi a Bengasi.

UN CONTESTO DI GUERRA PERMANENTE

Sul terreno la tensione è alle stelle: per ore si sono rincorse indiscrezioni da fonti vicine ad Haftar, rilanciate anche dalla tv panaraba Al Arabiya ma non confermate, di un attentato a colpi di arma da fuoco contro il ministro dell’Interno libico Fathi Bashagha nella notte a Misurata, poi fotografato in mattinata sotto l’ombrellone di un caffè di Tripoli. La città a est della capitale, detta ‘la Sparta di Libia’ per la sua potenza militare che garantisce quasi la metà (7.500) dei miliziani impegnati nella difesa di Tripoli, ha annunciato «la dichiarazione dello Stato d’emergenza generale» e la volontà di mobilitare «tutte le proprie capacità» a sostegno di Sarraj e contro «il totalitarismo» incarnato da Haftar.

LA TENUTA DI MISURATA E L’INTERVENTISMO DELLA TURCHIA

Il sostegno di Misurata è la spiegazione più diffusa all’incapacità di Haftar di prendere Tripoli anche dopo aver annunciato, all’inizio di dicembre, lo scoccare dell’ “ora zero” della battaglia decisiva. In un conflitto già trasformatosi in una guerra per procura con l’impiego semi-segreto di forze di altri Stati, la possibilità di un coinvolgimento diretto turco si è fatta ancora più concreta con l’approvazione – da parte della Commissione Esteri del Parlamento di Ankara – della parte sulla “cooperazione militare” del memorandum d’intesa siglato a fine novembre dal presidente Recep Tayyip Erdogan con Sarraj. L’altro accordo invece, quello che stabilisce la controversa demarcazione dei confini marittimi tra i due Paesi, è già stato approvato dal Parlamento turco.

ANCHE L’EGITTO PRONTO A INTERVENIRE

In questo quadro il governo Sarraj ha dichiarato di considerare una «minaccia» di voler intervenire in Libia le frasi pronunciate domenica da Abdel Fattah al-Sisi. Il presidente egiziano ha detto che l’Egitto «sarebbe dovuto intervenire direttamente in Libia» e che è «in grado di farlo», pur aggiungendo di «non averlo fatto perché il popolo libico non dimenticherebbe mai un intervento». Ancora prima della missione di Di Maio, la diplomazia internazionale si era mossa con una telefonata fra il presidente russo Vladimir Putin e la cancelliera tedesca Angela Merkel che hanno «sottolineato l’importanza di evitare un’ulteriore escalation» in Libia. «Solidarietà politica e comune visione in vicende come quelle che coinvolgono da troppo tempo la Libia sono indispensabili e sarebbero giovevoli», ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia degli auguri al Corpo diplomatico.

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La sinistra stia alla larga dalla liaison tra Renzi e Salvini

Non ci sono le condizioni per un governo di tutti. Che richiederebbe una tregua inimmaginabile da parte del leader leghista. E porterebbe a un disastro peggiore di questo esecutivo con Di Maio.

Quando un partito che si appresta a vincere le elezioni politiche (secondo i sondaggi) propone agli altri partiti un governo di tregua diretto da un personaggio indiscutibile come Mario Draghi, si dovrebbe sviluppare una gran discussione. Invece accade che Matteo Salvini, su suggerimento di Giancarlo Giorgetti, proponga questo governo e quel primo ministro e nessuno ne parli tranne Matteo Renzi. Su quel “tranne Renzi”, anzi, si è sviluppato un retroscena secondo cui la proposta salviniana è il primo passo per una marcia di avvicinamento reciproca fra i due Matteo, i gemelli separati alla nascita. È probabile.

UNA LUNGA STORIA DI FALLIMENTI

Resta il fatto che la proposta di Salvini è caduta, finora, nel vuoto. Forse la ragione sta nel fatto che questo Paese ha discusso decine di volte di governo di emergenza o solidarietà nazionale o come diavolo volete chiamarli. Alcune discussioni, come quella sul compromesso storico, furono molto alte, altre dettero vita a piccolo cabotaggio parlamentare. Quasi sempre queste esperienze hanno fallito. La sinistra, che avrebbe potuto vincere le elezioni con Pier Luigi Bersani, fu costretta dal Quirinale a ingoiare il governo Monti che, con i suoi esodati e altre decisioni anti-popolari, fece perdere milioni di voti. Quindi, come si dice, “anche basta”. Basta governi di solidarietà nazionale. Tu vinci e governi e io mi ti oppongo fino a farti cadere.

Un governo di tutti, o quasi tutti, richiede la rinuncia ai toni da guerra civile. Salvini non è in grado di prendere questo impegno

C’è però un dato innegabile nella proposta di Giorgetti mal raccontata da Salvini ed è che la situazione italiana è effettivamente quella che richiederebbe la Grossa coalizione. Soprattutto lo richiederebbe lo spirito pubblico. E già qui ci scontriamo sulle ragioni per cui la Grossa coalizione non si può fare. Un governo di tutti, o quasi tutti, richiede una tregua fra le parti, non una pace fra i partiti né la rinuncia alla propria identità e alla polemica fra i partiti, ma la rinuncia ai toni da guerra civile. Salvini non è in grado di prendere questo impegno. Il giorno che Salvini diventasse civile come una sardina, si ridurrebbe al 5%, cioè sarebbe un Renzi qualsiasi. È la fantasia della guerra civile che alimenta il suo successo oggi minacciato solo dal ritorno a casa della destra tradizionale che vede in Giorgia Meloni la leader dura che sognava.

UN GOVERNO CON SALVINI SAREBBE DISTRUTTIVO

Per la sinistra un governo con Salvini sarebbe distruttivo, peggio di questo governo con Luigi Di Maio. Il prezzo potrebbe essere pagato solo se ci fosse un vero breve programma e una intesa di ferro attorno a ciò che può fare Draghi senza che gli rompano i maroni. Sprecare una grande alleanza e un uomo come Draghi per i postumi di una serata in birreria non vale proprio la pena. Di più: quando si propone un governo di tutti, si propone una analisi della situazione e quello che si pensa debba diventare l’Italia nel caso di successo di questo governo. Solo così la proposta sarebbe credibile. Dire solo che c’è grande casino e quindi bisogna chiamare il pompiere Draghi pronti a incendiargli l’autobotte è pura follia. Se poi Renzi e Salvini vogliono una discussione o addirittura una esperienza di governo che li aiuti a vivere assieme, non cerchino scorciatoie. In fondo viviamo in tempi di amori liberali. Se si vogliono bene, si mettano assieme.

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OpenCUP, l’informazione al centro

Giunto alla fine della seconda fase, il progetto del DiPE, Invitalia e Sogei mette a disposizione i dati sugli investimenti pubblici.

Si è tenuto il 16 dicembre 2019 a Roma presso il Talent Garden, l’evento conclusivo del progetto OpenCUP, dati che creano valore.

L’iniziativa, nata dall’idea del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (DiPE), ha voluto valorizzare la banca dati del Sistema Codice Unico di Progetto – CUP con la pubblicazione in formato open dell’Anagrafe dei progetti d’investimento pubblico sulPortale OpenCUP.  All’indirizzo opencup.gov.it, il portale, infatti, mette a disposizione di tutti, cittadini, istituzioni ed altri enti, i dati, in formato aperto, sulle decisioni di investimento pubblico finanziate con fondi pubblici nazionali, comunitari o regionali o con risorse private registrate con il Codice Unico di Progetto.

L’iniziativa è giunta al compimento della sua seconda fase ed è finanziata dai fondi europei (PON Governance e Capacità istituzionale 2014-2020): l’evento è stato l’occasione per condividere l’esperienza maturata negli ultimi tre anni anche nell’ambito delle solide collaborazioni che si sono instaurate con i partner Invitalia e Sogei; illustrare i risultati raggiunti e prospettare gli sviluppi futuri del progetto OpenCUP.

Tra i presenti, oltre ai protagonisti dell’iniziativa, l’Autorità di Gestione del PON finanziatore del progetto, Invitalia S.p.A. e Sogei S.p.A, i testimonial del riuso dei dati OpenCUP, da Bankitalia fino al caso di Tom Tom che attraverso i dati OpenCUP può creare servizi di geo-referenziazione ad alto valore aggiunto. Presente anche il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Mario Turco, che ha dichiarato: “I sistemi di monitoraggio degli investimenti pubblici sono diventati strumenti cruciali nell’attuazione degli interventi programmati, perché consentono sia di seguirne i progressi, che di evidenziare i casi di blocco nei processi e di effettuare le opportune riprogrammazioni di risorse. Bisogna però precisare che in questo ambito, ci sono ad oggi delle criticità a più livelli che ne impediscono una piena operatività. Il rafforzamento del monitoraggio deve necessariamente passare per un cambiamento culturale che porti gli attori coinvolti, monitoranti e monitorati, ad un dialogo tra centro e periferia per ritenere tale azione non solo come un onere ma anche come un’opportunità.”  

I NUMERI DEL PORTALE OPENCUP

La seconda fase del progetto ha ingrandito e ampliato il pannel dei dati. Opencup.gov.it, online dal dicembre del 2015, ha reso disponibili ad oggi i dati su 3,3 milioni di interventi pubblici (tra questi 1 milione di records riguardano i lavori pubblici (erano già 800mila nel 2015); 2,2 milioni di dati sugli incentivi alle imprese e circa 100mila records sui contributi per la ricostruzione post eventi sismici. Tutto è rilasciato in formato aperto e scaricabile in un unico dataset complessivo.

Durante l’evento il DiPE ha annunciato anche la consegna delle chiavi di accesso al sistema MGO per il monitoraggio delle grandi opere a favore della DIA, per aumentare la legalità e contrastare le infiltrazioni mafiose negli appalti. Attualmente sono monitorate 67 grandi opere per 66 miliardi di euro.

IMPORTANTI COLLABORAZIONI

Un portare che propone, dunque, uno sguardo d’insieme sugli investimenti pubblici. Tutto questo è stato possibile grazie all’interoperabilità tra diversi sistemi informativi e all’ottimizzazione del corredo informativo. Tramite il portale OpenCUP, infatti, è possibile ricercare un determinato progetto e se esistono dati su quest’ultimo, si può cercare anche su altri portali. Le cooperazioni già attive sono con OpenCoesione, OpenCantieri e Italia sicura scuole. Collaborazioni come quella con il Centro Nazionale delle ricerche e il Politecnico di Milano hanno contribuito, infine, all’innalzamento della qualità dei dati.

«Oggi tradurre le esigenze di innovazione del Paese in benefici per i cittadini significa mettere il cittadino stesso al centro dei servizi pubblici e consentirgli di interagire con lo Stato in trasparenza anche attraverso canali e strumenti digitali di Open Government – ha dichiarato Andrea Quacivi, Ad di Sogei. #NoidiSogei supportiamo i nostri Clienti in progetti reali, Open Cup rappresenta una eccellenza dell’Italia, un esempio di progetto innovativo digitale, oltre ad essere un servizio pubblico precursore nell’uso degli Open data, creato e sviluppato per favorire la conoscenza e la consapevolezza dei cittadini sulle decisioni di investimento pubblico. L’Italia si posiziona al 4’ posto nell’ambito della componente Open data dell’indice DESI 2019, dietro solo all’ Irlanda, alla Spagna e alla Francia, questo è un risultato significativo di cui si parla troppo poco, gli Open data costituiscono una risorsa primaria, un bene comune come l’aria e l’acqua, disponibile senza barriere tecniche, giuridiche, di prezzo».

I RICONOSCIMENTI PER OPERNCUP

Il progetto, per la sua utilità e trasparenza, ha ricevuto importanti riconoscimenti come l’Open Data Maturity Report 2018 – Best practice europea (20 novembre 2018); il Premio “Agenda digitale” dell’Osservatorio del Politecnico di Milano (13 dicembre 2018) e il Premio Innovazione 2018 conferito dal Senato della Repubblica in collaborazione con la Fondazione COTEC (Roma, 4 marzo 2019).

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Il traditore fuori dalla corsa all’Oscar per il miglior film straniero

L'opera di Marco Bellocchio che racconta la storia di Tommaso Buscetta interpretato da Pierfrancesco Favino è fuori dalla shortlist. Ci sono Almodovar e il coreano Parasite.

È finita la corsa italiana per il Best international feature film, nuova definizione dell’Oscar per il miglior film straniero. Il traditore di Marco Bellocchio, che narra le vicende del pentito di mafia Tommaso Buscetta e della sua collaborazione con il giudice Giovanni Falcone, è fuori dalla shortlist diffusa dall’Academy. Una vera delusione per una pellicola che, dopo l’anteprima a Cannes, aveva suscitato molto interesse all’estero, riscuotendo gli applausi del pubblico e di gran parte della critica per la sua capacità di discostarsi dai cliché del “cinema di mafia” e, come ha scritto Liberation, di raccontare i personaggi «non come eroi o antieroi, ma come persone normali, a loro modo perbene, che credono ancora in un’etica all’interno di un mondo dove i valori si sono fatti sempre più rari, ciascuno a modo proprio e ciascuno dalla sua parte».

DELUSE LE SPERANZE DI BELLOCCHIO

Ad alimentare le speranze la superba interpretazione di Pierfrancesco Favino, come di tutto il cast, la ricostruzione fedele dell’epoca, il rispetto e la rivalutazione della lingua siciliana e, soprattutto, il mettere al centro di quest’opera la naturale teatralità, tragicità di questi personaggi degni di un’opera verdiana. Anche Bellocchio sembrava crederci: «Sono contento di questa candidatura. È una possibilità, una chiave per entrare nella grande gara. Non mi faccio illusioni, ma farò tutto il possibile per aiutare Il traditore in questo lungo cammino. Pur da vecchio anarchico pacifista e non violento, sento come un onore e una responsabilità di rappresentare l’Italia in questa sfida», aveva commentato dopo la candidatura.

PARASITE E DOLORE E GLORIA RESTANO IN LIZZA

Dieci i titoli ancora in corsa, tra cui Parasite di Bong Joon-ho (Sud Corea), Dolore e gloria di Pedro Almodovar (Spagna), Atlantics di Mati Diop (Senegal). Se quest’ultimo ricevesse la nomination, sarebbe la prima volta per il Senegal. In maggio Diop è diventata la prima donna di colore a competere per il primo premio a Cannes, andato alla fine a Parasite. Il film ha vinto pero’ il Grand Prix honor.

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Reddito e pensione di cittadinanza valgono in media 484 euro

In Campania sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.

Reddito e Pensione di cittadinanza per oltre un milione di nuclei. L’importo per famiglia viaggia sui 484 euro, con un massimo in Campania, dove sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.È il quadro che emerge dall’Osservatorio dell’Inps sulla misura introdotta con la manovra dal precedente governo M5s-Lega, con i dati aggiornati all’inizio di dicembre. Tra aprile e novembre sono 1.066.000 le domande di Reddito e Pensione di cittadinanza (il beneficio riconosciuto agli over 67) accolte dall’Istituto di previdenza, ma di queste 51.681 sono decadute e quindi le famiglie beneficiarie di Reddito (890.756) e Pensione di cittadinanza (123.673) sono nel complesso 1.014.429. Le richieste respinte sono 444.494, mentre oltre 112.000 risultano in lavorazione.

A NAPOLI E PROVINCIA QUASI 120 MILA BENEFICIARI

È il Sud che continua a prevalere e Napoli risulta la provincia con più percettori di Reddito e Pensione di cittadinanza con quasi 120.000 beneficiari (118.193): tanto che il capoluogo campano risulta avere più beneficiari rispetto all’insieme di Lombardia (84.952) e Veneto (30.531). Nel complesso, la Campania ne conta quasi 200.000 (196.494) concentrando quasi un quinto di tutti i percettori in Italia. Se si guardano gli importi, la somma varia in base al numero dei componenti ma la gran parte degli ‘assegni’ per le famiglie si ferma sotto i 600 euro. anche considerando che in media la somma pagata per la Pensione di cittadinanza è decisamente più bassa del Reddito (219 euro euro contro 522). Oltre il 20% dei nuclei beneficiari del Reddito o della Pensione di cittadinanza percepisce una somma fino a 200 euro: si tratta di oltre 207 mila nuclei (207.372) rispetto al totale che supera un milione (1.014.429).

1200 EURO AD OLTRE 5MILA NUCLEI

All’opposto, ad oltre 5 mila nuclei (5.226) vengono corrisposti oltre 1.200 euro. Quasi 177 mila nuclei (176.956) percepiscono tra i 200 e i 400 euro; oltre 303 mila (303.854) tra i 400 e i 600 euro. Sommando quindi queste fasce più basse, emerge che 688.182 nuclei arrivano fino a 600 euro, ovvero il 67,8% del totale. Le altre classi di importo più alte sono meno numerose: quasi 185 mila (184.097) si collocano tra i 600 e gli 800 euro; 100.962 tra 800 e mille euro; 35.962 tra mille e 1.200 euro. Nel complesso, dai 600 euro ad oltre 1.200 euro ci sono quindi 326.247 nuclei, il 32,1% del totale.

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Reddito e pensione di cittadinanza valgono in media 484 euro

In Campania sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.

Reddito e Pensione di cittadinanza per oltre un milione di nuclei. L’importo per famiglia viaggia sui 484 euro, con un massimo in Campania, dove sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.È il quadro che emerge dall’Osservatorio dell’Inps sulla misura introdotta con la manovra dal precedente governo M5s-Lega, con i dati aggiornati all’inizio di dicembre. Tra aprile e novembre sono 1.066.000 le domande di Reddito e Pensione di cittadinanza (il beneficio riconosciuto agli over 67) accolte dall’Istituto di previdenza, ma di queste 51.681 sono decadute e quindi le famiglie beneficiarie di Reddito (890.756) e Pensione di cittadinanza (123.673) sono nel complesso 1.014.429. Le richieste respinte sono 444.494, mentre oltre 112.000 risultano in lavorazione.

A NAPOLI E PROVINCIA QUASI 120 MILA BENEFICIARI

È il Sud che continua a prevalere e Napoli risulta la provincia con più percettori di Reddito e Pensione di cittadinanza con quasi 120.000 beneficiari (118.193): tanto che il capoluogo campano risulta avere più beneficiari rispetto all’insieme di Lombardia (84.952) e Veneto (30.531). Nel complesso, la Campania ne conta quasi 200.000 (196.494) concentrando quasi un quinto di tutti i percettori in Italia. Se si guardano gli importi, la somma varia in base al numero dei componenti ma la gran parte degli ‘assegni’ per le famiglie si ferma sotto i 600 euro. anche considerando che in media la somma pagata per la Pensione di cittadinanza è decisamente più bassa del Reddito (219 euro euro contro 522). Oltre il 20% dei nuclei beneficiari del Reddito o della Pensione di cittadinanza percepisce una somma fino a 200 euro: si tratta di oltre 207 mila nuclei (207.372) rispetto al totale che supera un milione (1.014.429).

1200 EURO AD OLTRE 5MILA NUCLEI

All’opposto, ad oltre 5 mila nuclei (5.226) vengono corrisposti oltre 1.200 euro. Quasi 177 mila nuclei (176.956) percepiscono tra i 200 e i 400 euro; oltre 303 mila (303.854) tra i 400 e i 600 euro. Sommando quindi queste fasce più basse, emerge che 688.182 nuclei arrivano fino a 600 euro, ovvero il 67,8% del totale. Le altre classi di importo più alte sono meno numerose: quasi 185 mila (184.097) si collocano tra i 600 e gli 800 euro; 100.962 tra 800 e mille euro; 35.962 tra mille e 1.200 euro. Nel complesso, dai 600 euro ad oltre 1.200 euro ci sono quindi 326.247 nuclei, il 32,1% del totale.

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Reddito e pensione di cittadinanza valgono in media 484 euro

In Campania sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.

Reddito e Pensione di cittadinanza per oltre un milione di nuclei. L’importo per famiglia viaggia sui 484 euro, con un massimo in Campania, dove sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.È il quadro che emerge dall’Osservatorio dell’Inps sulla misura introdotta con la manovra dal precedente governo M5s-Lega, con i dati aggiornati all’inizio di dicembre. Tra aprile e novembre sono 1.066.000 le domande di Reddito e Pensione di cittadinanza (il beneficio riconosciuto agli over 67) accolte dall’Istituto di previdenza, ma di queste 51.681 sono decadute e quindi le famiglie beneficiarie di Reddito (890.756) e Pensione di cittadinanza (123.673) sono nel complesso 1.014.429. Le richieste respinte sono 444.494, mentre oltre 112.000 risultano in lavorazione.

A NAPOLI E PROVINCIA QUASI 120 MILA BENEFICIARI

È il Sud che continua a prevalere e Napoli risulta la provincia con più percettori di Reddito e Pensione di cittadinanza con quasi 120.000 beneficiari (118.193): tanto che il capoluogo campano risulta avere più beneficiari rispetto all’insieme di Lombardia (84.952) e Veneto (30.531). Nel complesso, la Campania ne conta quasi 200.000 (196.494) concentrando quasi un quinto di tutti i percettori in Italia. Se si guardano gli importi, la somma varia in base al numero dei componenti ma la gran parte degli ‘assegni’ per le famiglie si ferma sotto i 600 euro. anche considerando che in media la somma pagata per la Pensione di cittadinanza è decisamente più bassa del Reddito (219 euro euro contro 522). Oltre il 20% dei nuclei beneficiari del Reddito o della Pensione di cittadinanza percepisce una somma fino a 200 euro: si tratta di oltre 207 mila nuclei (207.372) rispetto al totale che supera un milione (1.014.429).

1200 EURO AD OLTRE 5MILA NUCLEI

All’opposto, ad oltre 5 mila nuclei (5.226) vengono corrisposti oltre 1.200 euro. Quasi 177 mila nuclei (176.956) percepiscono tra i 200 e i 400 euro; oltre 303 mila (303.854) tra i 400 e i 600 euro. Sommando quindi queste fasce più basse, emerge che 688.182 nuclei arrivano fino a 600 euro, ovvero il 67,8% del totale. Le altre classi di importo più alte sono meno numerose: quasi 185 mila (184.097) si collocano tra i 600 e gli 800 euro; 100.962 tra 800 e mille euro; 35.962 tra mille e 1.200 euro. Nel complesso, dai 600 euro ad oltre 1.200 euro ci sono quindi 326.247 nuclei, il 32,1% del totale.

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Reddito e pensione di cittadinanza valgono in media 484 euro

In Campania sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.

Reddito e Pensione di cittadinanza per oltre un milione di nuclei. L’importo per famiglia viaggia sui 484 euro, con un massimo in Campania, dove sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.È il quadro che emerge dall’Osservatorio dell’Inps sulla misura introdotta con la manovra dal precedente governo M5s-Lega, con i dati aggiornati all’inizio di dicembre. Tra aprile e novembre sono 1.066.000 le domande di Reddito e Pensione di cittadinanza (il beneficio riconosciuto agli over 67) accolte dall’Istituto di previdenza, ma di queste 51.681 sono decadute e quindi le famiglie beneficiarie di Reddito (890.756) e Pensione di cittadinanza (123.673) sono nel complesso 1.014.429. Le richieste respinte sono 444.494, mentre oltre 112.000 risultano in lavorazione.

A NAPOLI E PROVINCIA QUASI 120 MILA BENEFICIARI

È il Sud che continua a prevalere e Napoli risulta la provincia con più percettori di Reddito e Pensione di cittadinanza con quasi 120.000 beneficiari (118.193): tanto che il capoluogo campano risulta avere più beneficiari rispetto all’insieme di Lombardia (84.952) e Veneto (30.531). Nel complesso, la Campania ne conta quasi 200.000 (196.494) concentrando quasi un quinto di tutti i percettori in Italia. Se si guardano gli importi, la somma varia in base al numero dei componenti ma la gran parte degli ‘assegni’ per le famiglie si ferma sotto i 600 euro. anche considerando che in media la somma pagata per la Pensione di cittadinanza è decisamente più bassa del Reddito (219 euro euro contro 522). Oltre il 20% dei nuclei beneficiari del Reddito o della Pensione di cittadinanza percepisce una somma fino a 200 euro: si tratta di oltre 207 mila nuclei (207.372) rispetto al totale che supera un milione (1.014.429).

1200 EURO AD OLTRE 5MILA NUCLEI

All’opposto, ad oltre 5 mila nuclei (5.226) vengono corrisposti oltre 1.200 euro. Quasi 177 mila nuclei (176.956) percepiscono tra i 200 e i 400 euro; oltre 303 mila (303.854) tra i 400 e i 600 euro. Sommando quindi queste fasce più basse, emerge che 688.182 nuclei arrivano fino a 600 euro, ovvero il 67,8% del totale. Le altre classi di importo più alte sono meno numerose: quasi 185 mila (184.097) si collocano tra i 600 e gli 800 euro; 100.962 tra 800 e mille euro; 35.962 tra mille e 1.200 euro. Nel complesso, dai 600 euro ad oltre 1.200 euro ci sono quindi 326.247 nuclei, il 32,1% del totale.

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Reddito e pensione di cittadinanza valgono in media 484 euro

In Campania sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.

Reddito e Pensione di cittadinanza per oltre un milione di nuclei. L’importo per famiglia viaggia sui 484 euro, con un massimo in Campania, dove sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.È il quadro che emerge dall’Osservatorio dell’Inps sulla misura introdotta con la manovra dal precedente governo M5s-Lega, con i dati aggiornati all’inizio di dicembre. Tra aprile e novembre sono 1.066.000 le domande di Reddito e Pensione di cittadinanza (il beneficio riconosciuto agli over 67) accolte dall’Istituto di previdenza, ma di queste 51.681 sono decadute e quindi le famiglie beneficiarie di Reddito (890.756) e Pensione di cittadinanza (123.673) sono nel complesso 1.014.429. Le richieste respinte sono 444.494, mentre oltre 112.000 risultano in lavorazione.

A NAPOLI E PROVINCIA QUASI 120 MILA BENEFICIARI

È il Sud che continua a prevalere e Napoli risulta la provincia con più percettori di Reddito e Pensione di cittadinanza con quasi 120.000 beneficiari (118.193): tanto che il capoluogo campano risulta avere più beneficiari rispetto all’insieme di Lombardia (84.952) e Veneto (30.531). Nel complesso, la Campania ne conta quasi 200.000 (196.494) concentrando quasi un quinto di tutti i percettori in Italia. Se si guardano gli importi, la somma varia in base al numero dei componenti ma la gran parte degli ‘assegni’ per le famiglie si ferma sotto i 600 euro. anche considerando che in media la somma pagata per la Pensione di cittadinanza è decisamente più bassa del Reddito (219 euro euro contro 522). Oltre il 20% dei nuclei beneficiari del Reddito o della Pensione di cittadinanza percepisce una somma fino a 200 euro: si tratta di oltre 207 mila nuclei (207.372) rispetto al totale che supera un milione (1.014.429).

1200 EURO AD OLTRE 5MILA NUCLEI

All’opposto, ad oltre 5 mila nuclei (5.226) vengono corrisposti oltre 1.200 euro. Quasi 177 mila nuclei (176.956) percepiscono tra i 200 e i 400 euro; oltre 303 mila (303.854) tra i 400 e i 600 euro. Sommando quindi queste fasce più basse, emerge che 688.182 nuclei arrivano fino a 600 euro, ovvero il 67,8% del totale. Le altre classi di importo più alte sono meno numerose: quasi 185 mila (184.097) si collocano tra i 600 e gli 800 euro; 100.962 tra 800 e mille euro; 35.962 tra mille e 1.200 euro. Nel complesso, dai 600 euro ad oltre 1.200 euro ci sono quindi 326.247 nuclei, il 32,1% del totale.

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Reddito e pensione di cittadinanza valgono in media 484 euro

In Campania sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.

Reddito e Pensione di cittadinanza per oltre un milione di nuclei. L’importo per famiglia viaggia sui 484 euro, con un massimo in Campania, dove sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.È il quadro che emerge dall’Osservatorio dell’Inps sulla misura introdotta con la manovra dal precedente governo M5s-Lega, con i dati aggiornati all’inizio di dicembre. Tra aprile e novembre sono 1.066.000 le domande di Reddito e Pensione di cittadinanza (il beneficio riconosciuto agli over 67) accolte dall’Istituto di previdenza, ma di queste 51.681 sono decadute e quindi le famiglie beneficiarie di Reddito (890.756) e Pensione di cittadinanza (123.673) sono nel complesso 1.014.429. Le richieste respinte sono 444.494, mentre oltre 112.000 risultano in lavorazione.

A NAPOLI E PROVINCIA QUASI 120 MILA BENEFICIARI

È il Sud che continua a prevalere e Napoli risulta la provincia con più percettori di Reddito e Pensione di cittadinanza con quasi 120.000 beneficiari (118.193): tanto che il capoluogo campano risulta avere più beneficiari rispetto all’insieme di Lombardia (84.952) e Veneto (30.531). Nel complesso, la Campania ne conta quasi 200.000 (196.494) concentrando quasi un quinto di tutti i percettori in Italia. Se si guardano gli importi, la somma varia in base al numero dei componenti ma la gran parte degli ‘assegni’ per le famiglie si ferma sotto i 600 euro. anche considerando che in media la somma pagata per la Pensione di cittadinanza è decisamente più bassa del Reddito (219 euro euro contro 522). Oltre il 20% dei nuclei beneficiari del Reddito o della Pensione di cittadinanza percepisce una somma fino a 200 euro: si tratta di oltre 207 mila nuclei (207.372) rispetto al totale che supera un milione (1.014.429).

1200 EURO AD OLTRE 5MILA NUCLEI

All’opposto, ad oltre 5 mila nuclei (5.226) vengono corrisposti oltre 1.200 euro. Quasi 177 mila nuclei (176.956) percepiscono tra i 200 e i 400 euro; oltre 303 mila (303.854) tra i 400 e i 600 euro. Sommando quindi queste fasce più basse, emerge che 688.182 nuclei arrivano fino a 600 euro, ovvero il 67,8% del totale. Le altre classi di importo più alte sono meno numerose: quasi 185 mila (184.097) si collocano tra i 600 e gli 800 euro; 100.962 tra 800 e mille euro; 35.962 tra mille e 1.200 euro. Nel complesso, dai 600 euro ad oltre 1.200 euro ci sono quindi 326.247 nuclei, il 32,1% del totale.

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Reddito e pensione di cittadinanza valgono in media 484 euro

In Campania sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.

Reddito e Pensione di cittadinanza per oltre un milione di nuclei. L’importo per famiglia viaggia sui 484 euro, con un massimo in Campania, dove sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.È il quadro che emerge dall’Osservatorio dell’Inps sulla misura introdotta con la manovra dal precedente governo M5s-Lega, con i dati aggiornati all’inizio di dicembre. Tra aprile e novembre sono 1.066.000 le domande di Reddito e Pensione di cittadinanza (il beneficio riconosciuto agli over 67) accolte dall’Istituto di previdenza, ma di queste 51.681 sono decadute e quindi le famiglie beneficiarie di Reddito (890.756) e Pensione di cittadinanza (123.673) sono nel complesso 1.014.429. Le richieste respinte sono 444.494, mentre oltre 112.000 risultano in lavorazione.

A NAPOLI E PROVINCIA QUASI 120 MILA BENEFICIARI

È il Sud che continua a prevalere e Napoli risulta la provincia con più percettori di Reddito e Pensione di cittadinanza con quasi 120.000 beneficiari (118.193): tanto che il capoluogo campano risulta avere più beneficiari rispetto all’insieme di Lombardia (84.952) e Veneto (30.531). Nel complesso, la Campania ne conta quasi 200.000 (196.494) concentrando quasi un quinto di tutti i percettori in Italia. Se si guardano gli importi, la somma varia in base al numero dei componenti ma la gran parte degli ‘assegni’ per le famiglie si ferma sotto i 600 euro. anche considerando che in media la somma pagata per la Pensione di cittadinanza è decisamente più bassa del Reddito (219 euro euro contro 522). Oltre il 20% dei nuclei beneficiari del Reddito o della Pensione di cittadinanza percepisce una somma fino a 200 euro: si tratta di oltre 207 mila nuclei (207.372) rispetto al totale che supera un milione (1.014.429).

1200 EURO AD OLTRE 5MILA NUCLEI

All’opposto, ad oltre 5 mila nuclei (5.226) vengono corrisposti oltre 1.200 euro. Quasi 177 mila nuclei (176.956) percepiscono tra i 200 e i 400 euro; oltre 303 mila (303.854) tra i 400 e i 600 euro. Sommando quindi queste fasce più basse, emerge che 688.182 nuclei arrivano fino a 600 euro, ovvero il 67,8% del totale. Le altre classi di importo più alte sono meno numerose: quasi 185 mila (184.097) si collocano tra i 600 e gli 800 euro; 100.962 tra 800 e mille euro; 35.962 tra mille e 1.200 euro. Nel complesso, dai 600 euro ad oltre 1.200 euro ci sono quindi 326.247 nuclei, il 32,1% del totale.

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In Campania sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.

Reddito e Pensione di cittadinanza per oltre un milione di nuclei. L’importo per famiglia viaggia sui 484 euro, con un massimo in Campania, dove sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.È il quadro che emerge dall’Osservatorio dell’Inps sulla misura introdotta con la manovra dal precedente governo M5s-Lega, con i dati aggiornati all’inizio di dicembre. Tra aprile e novembre sono 1.066.000 le domande di Reddito e Pensione di cittadinanza (il beneficio riconosciuto agli over 67) accolte dall’Istituto di previdenza, ma di queste 51.681 sono decadute e quindi le famiglie beneficiarie di Reddito (890.756) e Pensione di cittadinanza (123.673) sono nel complesso 1.014.429. Le richieste respinte sono 444.494, mentre oltre 112.000 risultano in lavorazione.

A NAPOLI E PROVINCIA QUASI 120 MILA BENEFICIARI

È il Sud che continua a prevalere e Napoli risulta la provincia con più percettori di Reddito e Pensione di cittadinanza con quasi 120.000 beneficiari (118.193): tanto che il capoluogo campano risulta avere più beneficiari rispetto all’insieme di Lombardia (84.952) e Veneto (30.531). Nel complesso, la Campania ne conta quasi 200.000 (196.494) concentrando quasi un quinto di tutti i percettori in Italia. Se si guardano gli importi, la somma varia in base al numero dei componenti ma la gran parte degli ‘assegni’ per le famiglie si ferma sotto i 600 euro. anche considerando che in media la somma pagata per la Pensione di cittadinanza è decisamente più bassa del Reddito (219 euro euro contro 522). Oltre il 20% dei nuclei beneficiari del Reddito o della Pensione di cittadinanza percepisce una somma fino a 200 euro: si tratta di oltre 207 mila nuclei (207.372) rispetto al totale che supera un milione (1.014.429).

1200 EURO AD OLTRE 5MILA NUCLEI

All’opposto, ad oltre 5 mila nuclei (5.226) vengono corrisposti oltre 1.200 euro. Quasi 177 mila nuclei (176.956) percepiscono tra i 200 e i 400 euro; oltre 303 mila (303.854) tra i 400 e i 600 euro. Sommando quindi queste fasce più basse, emerge che 688.182 nuclei arrivano fino a 600 euro, ovvero il 67,8% del totale. Le altre classi di importo più alte sono meno numerose: quasi 185 mila (184.097) si collocano tra i 600 e gli 800 euro; 100.962 tra 800 e mille euro; 35.962 tra mille e 1.200 euro. Nel complesso, dai 600 euro ad oltre 1.200 euro ci sono quindi 326.247 nuclei, il 32,1% del totale.

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Reddito e pensione di cittadinanza valgono in media 484 euro

In Campania sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.

Reddito e Pensione di cittadinanza per oltre un milione di nuclei. L’importo per famiglia viaggia sui 484 euro, con un massimo in Campania, dove sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.È il quadro che emerge dall’Osservatorio dell’Inps sulla misura introdotta con la manovra dal precedente governo M5s-Lega, con i dati aggiornati all’inizio di dicembre. Tra aprile e novembre sono 1.066.000 le domande di Reddito e Pensione di cittadinanza (il beneficio riconosciuto agli over 67) accolte dall’Istituto di previdenza, ma di queste 51.681 sono decadute e quindi le famiglie beneficiarie di Reddito (890.756) e Pensione di cittadinanza (123.673) sono nel complesso 1.014.429. Le richieste respinte sono 444.494, mentre oltre 112.000 risultano in lavorazione.

A NAPOLI E PROVINCIA QUASI 120 MILA BENEFICIARI

È il Sud che continua a prevalere e Napoli risulta la provincia con più percettori di Reddito e Pensione di cittadinanza con quasi 120.000 beneficiari (118.193): tanto che il capoluogo campano risulta avere più beneficiari rispetto all’insieme di Lombardia (84.952) e Veneto (30.531). Nel complesso, la Campania ne conta quasi 200.000 (196.494) concentrando quasi un quinto di tutti i percettori in Italia. Se si guardano gli importi, la somma varia in base al numero dei componenti ma la gran parte degli ‘assegni’ per le famiglie si ferma sotto i 600 euro. anche considerando che in media la somma pagata per la Pensione di cittadinanza è decisamente più bassa del Reddito (219 euro euro contro 522). Oltre il 20% dei nuclei beneficiari del Reddito o della Pensione di cittadinanza percepisce una somma fino a 200 euro: si tratta di oltre 207 mila nuclei (207.372) rispetto al totale che supera un milione (1.014.429).

1200 EURO AD OLTRE 5MILA NUCLEI

All’opposto, ad oltre 5 mila nuclei (5.226) vengono corrisposti oltre 1.200 euro. Quasi 177 mila nuclei (176.956) percepiscono tra i 200 e i 400 euro; oltre 303 mila (303.854) tra i 400 e i 600 euro. Sommando quindi queste fasce più basse, emerge che 688.182 nuclei arrivano fino a 600 euro, ovvero il 67,8% del totale. Le altre classi di importo più alte sono meno numerose: quasi 185 mila (184.097) si collocano tra i 600 e gli 800 euro; 100.962 tra 800 e mille euro; 35.962 tra mille e 1.200 euro. Nel complesso, dai 600 euro ad oltre 1.200 euro ci sono quindi 326.247 nuclei, il 32,1% del totale.

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Reddito e pensione di cittadinanza valgono in media 484 euro

In Campania sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.

Reddito e Pensione di cittadinanza per oltre un milione di nuclei. L’importo per famiglia viaggia sui 484 euro, con un massimo in Campania, dove sale a 554 euro. Ma per oltre 200 mila destinatari la somma percepita si ferma a 200 euro.È il quadro che emerge dall’Osservatorio dell’Inps sulla misura introdotta con la manovra dal precedente governo M5s-Lega, con i dati aggiornati all’inizio di dicembre. Tra aprile e novembre sono 1.066.000 le domande di Reddito e Pensione di cittadinanza (il beneficio riconosciuto agli over 67) accolte dall’Istituto di previdenza, ma di queste 51.681 sono decadute e quindi le famiglie beneficiarie di Reddito (890.756) e Pensione di cittadinanza (123.673) sono nel complesso 1.014.429. Le richieste respinte sono 444.494, mentre oltre 112.000 risultano in lavorazione.

A NAPOLI E PROVINCIA QUASI 120 MILA BENEFICIARI

È il Sud che continua a prevalere e Napoli risulta la provincia con più percettori di Reddito e Pensione di cittadinanza con quasi 120.000 beneficiari (118.193): tanto che il capoluogo campano risulta avere più beneficiari rispetto all’insieme di Lombardia (84.952) e Veneto (30.531). Nel complesso, la Campania ne conta quasi 200.000 (196.494) concentrando quasi un quinto di tutti i percettori in Italia. Se si guardano gli importi, la somma varia in base al numero dei componenti ma la gran parte degli ‘assegni’ per le famiglie si ferma sotto i 600 euro. anche considerando che in media la somma pagata per la Pensione di cittadinanza è decisamente più bassa del Reddito (219 euro euro contro 522). Oltre il 20% dei nuclei beneficiari del Reddito o della Pensione di cittadinanza percepisce una somma fino a 200 euro: si tratta di oltre 207 mila nuclei (207.372) rispetto al totale che supera un milione (1.014.429).

1200 EURO AD OLTRE 5MILA NUCLEI

All’opposto, ad oltre 5 mila nuclei (5.226) vengono corrisposti oltre 1.200 euro. Quasi 177 mila nuclei (176.956) percepiscono tra i 200 e i 400 euro; oltre 303 mila (303.854) tra i 400 e i 600 euro. Sommando quindi queste fasce più basse, emerge che 688.182 nuclei arrivano fino a 600 euro, ovvero il 67,8% del totale. Le altre classi di importo più alte sono meno numerose: quasi 185 mila (184.097) si collocano tra i 600 e gli 800 euro; 100.962 tra 800 e mille euro; 35.962 tra mille e 1.200 euro. Nel complesso, dai 600 euro ad oltre 1.200 euro ci sono quindi 326.247 nuclei, il 32,1% del totale.

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Non solo cannabis light: la manovra esce col lifting

Il Senato approva la Finanziaria con 166 sì e 128 no. Che però è trasformata. Quindici norme stralciate, a partire dalla legalizzazione della canapa. E po i 3 miliardi in meno di tasse sul lavoro, ma anche plastic e sugar tax e nuove clausole Iva.

Il primo sì è finalmente arrivato. Il Senato ha dato il via libera alla fiducia sulla legge di bilancio con 166 voti favorevoli e 128 no. Gianluigi Paragone, del M5s, come annunciato ha votato no. Al momento della proclamazione del voto, la maggioranza in Aula ha applaudito.

LEGGI ANCHE: La manovra blindata approvata dal Senato

STRALCIATE IN EXTREMIS 15 NORME

A due mesi esatti dal Consiglio dei ministri che la varò, la manovra riceve il primo via libera parlamentare. Il Senato la approva con voto di fiducia dopo settimane assai turbolente, lo stralcio in extremis di 15 norme e una settantina di correzioni finali. Fa discutere la decisione di Elisabetta Casellati di dichiarare inammissibile la norma per legalizzare la cannabis leggera: il centrodestra la applaude, maggioranza e governo protestano e il M5s chiede le dimissioni da presidente del Senato. Il testo deve ora essere approvato dalla Camera blindato, senza più modifiche, per essere approvato a ridosso del Natale. Salvo imprevisti, la manovra non cambia più: passa senza la legalizzazione della canapa, con lo stop all’aumento dell’Iva, con un taglio da 3 miliardi delle tasse per i lavoratori, con plastic e sugar tax ma anche con una nuova tegola da 47 miliardi di aumenti di Iva e accise nel 2021 e nel 2022 che dovranno essere disinnescati.

SÌ CONVINTO DI PD E LEU, SALVINI CONTRO LO “STATO SPACCIATORE”

Il voto del Senato sulla manovra arriva con il “sì convinto” di Pd e Leu, con un sì con riserva di Iv e con un sì condito da qualche mal di pancia per i Cinque stelle: una manciata di senatori 5s fino all’ultimo si mostra in dubbio se partecipare al voto e Gianluigi Paragone vota no. In Aula il clima si surriscalda davvero solo a inizio di seduta, quando Casellati dichiara inammissibili 15 norme, tra cui quella introdotta da un emendamento M5s che avrebbe l’effetto di legalizzare la cannabis light. Il centrodestra applaude il presidente. La maggioranza protesta: «una scelta tecnica» perché le norme ordinamentali non possono andare in manovra, se questa misura per voi è importante fatevi un disegno di legge“, ribatte il presidente. “Ci tengo a ringraziarla ‘tecnicamente’ per aver evitato la vergogna dello Stato spacciatore”, sorride Matteo Salvini.

IL M5S CHIEDE LE DIMISSIONI DI CASELLATI

Dal governo il ministro Federico D’Incà protesta con garbo: «Rispetto la decisione ma sono amareggiato, non era una liberalizzazione ma una regolamentazione del mercato della canapa». Il capogruppo Pd Andrea Marcucci dice di «non capire» la scelta. Il M5s, con Giuseppe Brescia, chiede le dimissioni di Casellati. E per tutto il giorno i senatori continuano ad accapigliarsi sul tema. «Drogato!» urla Ignazio La Russa a un senatore M5s. Mentre Loredana De Petris sfida tutti i senatori del centrodestra a fare un test antidroga dopo le vacanze. Il viceministro 5s Stefano Buffagni sfida Salvini: «Facciamo il test, non solo sulla cannabis». Intanto però la norma salta. Il vaglio finale della Ragioneria dello Stato sul maxi emendamento su cui il governo mette la fiducia porta anche altre novità. Sono circa 70 le norme che vengono cambiate in extremis per errori di forma o mancanza di coperture. Salta il rinvio da luglio 2020 a gennaio 2022 della fine del mercato tutelato per l’energia e salta anche la sospensione del reddito di cittadinanza in caso di lavori brevi, così come l’estensione ai pediatri dei fondi per avere macchinari per gli esami in studio.

ZINGARETTI RIVENDICA: MANOVRA SALVA ITALIA

Nicola Zingaretti a nome del Pd mette l’accento su quanto di buono si è fatto: «È una manovra ‘Salva Italia‘ e il risultato sul piano economico è positivo: l’obiettivo, con fatica, è stato raggiunto ed è utile per chiudere una stagione e aprirne una che ridia speranza». Molto più critici i toni di Matteo Renzi, che prende la parola nell’Aula del Senato e – citando implicitamente una vecchia frase del premier Giuseppe Conte – dice che «non è stato un anno bellissimo». Poi annuncia già la prossima battaglia in Parlamento per abolire la sugar tax e la plastic tax (che è stata già ridotta e rinviata, portando alle casse dello stato non più 1 miliardo ma 140 milioni). Poi attacca:«Il 2020 è l’anno delle scelte: il governo deve cambiare passo». Per ora, denuncia dall’opposizione Emma Bonino: «Non c’è stata discontinuità: è una pseudofarsa indecorosa, come l’anno scorso fece il Conte 1, per rispetto del Parlamento non voto»

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