Archivi per la categoria ‘Cronaca’
Bimbi punti da vespe e calabroni a Napoli in parchi e scuole: “Casi da Posillipo a Secondigliano, ora la bonifica”

Casi di punture di vespe e calabroni ai danni di bimbi segnalati in diversi quartieri di Napoli. Al Parco Viviani invasione di calabroni asiatici nell’area delle giostrine dei bimbi.
Continua a leggere
Spari in strada, uomo gambizzato davanti casa a Tivoli: trasportato d’urgenza in ospedale

Spari in strada a Tivoli, colpito un 28enne a una gamba: trasferito d’urgenza in ospedale. Indagini dei carabinieri in corso.
Continua a leggere
Trascina il cane per cinque chilometri fino a sfinirlo
AGI –Trascina il cane per chilometri, fino a ferirlo e sfiancarlo. Accade a San Sebastiano al Vesuvio, nel Napoletano. Bella, un pastore tedesco di 5 anni, quando è stata vista dai carabinieri in piazza della Repubblica, era in condizioni pietose, con le zampe completamente insanguinate, abrasioni evidenti sui polpastrelli ustionati ed esausta.
A chiamare i militari dell’arma un cittadino circa alle 21 di giovedì, dopo aver visto un uomo in sella a una e-bike percorre via Libertà direzione piazza della Repubblica trascinando un cane portato al guinzaglio con una catena a strozzo. Il cittadino allerta i carabinieri e intima a quell’uomo di fermarsi. Il biker ha 39 anni ed è già noto alle forze dell’ordine, si ferma, toglie la catena e tenta di sollevare il cane che non riesce a stare in piedi, guaisce dal dolore.
Una macchia di sangue sotto le sue zampe sull’asfalto si allarga sempre di più. Bella è di proprietà di un uomo di 54 anni incensurato di Volla. Il 39enne, che verosimilmente si era proposto quale dog sitter, aveva preso in consegna Bella da Volla e l’aveva portata al guinzaglio in sella alla e bike proprio da lì, per 5 chilometri e 700 metri.
I carabinieri contattano il proprietario del cane. Sia lui che il 39enne sono stati denunciati per maltrattamento e abbandono di animali. A prendersi cura di Bella i medici dell’Asl veterinaria Napoli 3 sud che hanno preso in custodia l’animale attualmente ricoverato nella clinica veterinaria di Torre del Greco.
Una tonnellata di pesce sequestrato al mercato di Mugnano, verrà devoluto in beneficenza

La Guardia di Finanza ha sequestrato una tonnellata di prodotti ittici nel mercato di Mugnano (Napoli); la merce era priva di etichettatura e informazioni di tracciabilità.
Continua a leggere
Si pente l’uomo che ha ucciso Luciana Ronchi: “Datemi l’ergastolo”
AGI – “Voglio l’ergastolo, datemi l’ergastolo, sono pentito”. E’ quanto ha affermato Luigi Morcaldi, arrestato per avere ucciso l’ex compagna Luciana Ronchi a Bruzzano, durante l’interrogatorio di garanzia nel carcere di San Vittore davanti alla gip Lorenza Pasquinelli. Le sue parole sono state riferite dall’avvocata Patrizia Iacobino che lo assiste.
La difesa di Morcaldi valuta la “perizia psichiatrica”
L’avvocata Iacobino sta “valutando se chiedere una perizia psichiatrica” sull’uomo che ha ucciso l’ex moglie a Bruzzano, nel Milanese. “Ha fatto una cosa ignobile. Lui si è veramente pentito, non si è reso conto di quello che ha fatto. Era un uomo solo che soffriva nel non vedere il figlio. Un emarginato, un invisibile”.
La gip Pasquinelli deciderà nelle prossime ore sulla convalida del fermo chiesta dal pm Leonardo Lesti per “la gravità delle pene per cui è esposto per l’omicidio della coniuge commesso con atti brutali, la fuga a cui si è dato immediatamente, la circostanza che non abbia una dimora stabile”.
L’avvocata Iacobino ha smentito che Morcaldi fosse appostato sotto casa della ex moglie da un mese: “Non è assolutamente vero, a riferirlo sono persone che dicono cose per mettersi in evidenza”
Filmano lo stupro su una 12enne e lo pubblicano sui social, arrestati tre giovanissimi
AGI – Tre persone, un 18enne e due minorenni, sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sulmona (L’Aquila) per le violenze su una ragazzina di 12 anni, filmate e poi pubblicate anche su gruppi WhatsApp. Gli indagati dovranno rispondere a vario titolo di violenza sessuale di gruppo aggravata, violenza sessuale aggravata, atti sessuali con minori di 14 anni, produzione di materiale pedopornografico, detenzione di materiale pedopornografico e atti persecutori.
Gli arrestati sono stati rintracciati nelle loro case e condotti nel carcere di Sulmona e nel minorile di Casal del Marmo, a Roma. Le misure sono state disposte dai giudici per le indagini preliminari del Tribunale dell’Aquila e del Tribunale per i minorenni del capoluogo sulla base dei gravi indizi di colpevolezza raccolti dai carabinieri.
L’indagine ha avuto avvio sul finire del mese di agosto, quando la vittima ha trovato il coraggio di rivolgersi al numero “114-emergenza infanzia” e raccontare di essere stata costretta a subire abusi sessuali, anche di gruppo, sotto reiterate minacce di morte e di divulgare, tramite social network, un video dal contenuto sessualmente esplicito che la ritraeva, realizzato a sua insaputa da uno degli indagati. Inizialmente a finire nel registro degli indagati furono un 18enne ed un 14enne, ai quali poi si è aggiunto anche un 17enne ritenuto l’autore materiale di uno dei video pubblicati anche su un gruppo WhatsApp.
Il coraggio di un padre
Per le indagini sui presunti stupratori della 12enne arrestati oggi è risultata fondamentale la testimonianza di un 50enne di Sulmona (L’Aquila) che aveva scoperto i video incriminati nel cellulare della figlia, della stessa età della giovane vittima. “Ho scoperto che mia figlia ha ricevuto quel video con dei contenuti sessualmente espliciti che ha distrutto la vita di una ragazzina di appena dodici anni, come lei – aveva dichiarato dopo essersi recato dai carabinieri – e sono rimasto scioccato. Ho capito dunque che chattava con quegli orchi, i ragazzi accusati di aver violentato e filmato una bambina ed è stato impossibile fare finta di niente. Come potevo girarmi dall’altra parte? Ho quindi deciso di andare dai carabinieri. È stata una scelta dolorosa ma indispensabile per tutelare tutti“.
Abusi sessuali nel clero: in Italia oltre 1.000 sacerdoti coinvolti
AGI – Sono 1.250 i casi complessivi di violenze sessuali nella Chiesa italiana, di cui 1.106 compiuti da sacerdoti. È quanto emerge dal nuovo Rapporto nazionale 2025 di Rete L’Abuso, che segnala 4.625 vittime note, 4.395 delle quali abusate da preti, 9 da suore, 91 da catechisti, 76 da personale laico dell’indotto ecclesiale e 54 da scout. L’associazione evidenzia che 2.414 vittime sono seguite direttamente, mentre 2.211 risultano irreperibili. L’incidenza dei sacerdoti coinvolti, pari al 3,57 per cento dei 31.000 preti italiani, viene definita “molto alta” in rapporto alla natura non ufficiale del censimento.
Sui circa 31 mila sacerdoti, 1.106 sarebbero quelli segnalati, un numero in linea con quanto dichiarato da fonti cattoliche che nello stesso arco temporale hanno riconosciuto 1.049 casi. La Rete L’Abuso denuncia una grave carenza di strumenti di prevenzione e di tutela dei minori nel Paese e sottolinea che la Chiesa Cattolica è da tempo consapevole del problema, “endemico e noto al Vaticano almeno dal 1962“, quando fu regolamentato segretamente con la direttiva Crimen sollicitationis. Tuttavia, aggiunge la Rete “ciò non toglie nulla alla gravità della situazione“, e rende urgente “un intervento deciso del Garante nazionale e dei Garanti regionali” per coinvolgere cittadini e politica in un’azione di responsabilità collettiva.
La mappa degli abusi: Lombardia in testa
È la Lombardia la regione con il maggior numero di casi censiti dalla Rete L’Abuso: 174 sacerdoti e laici coinvolti e 562 vittime, in gran parte minori. Seguono Veneto (88 casi e 572 vittime), Toscana (81 e 292) e Sicilia (103 e 270). Il Molise e la Valle d’Aosta risultano invece le regioni meno colpite, rispettivamente con 16 e 4 casi.
Il sommerso: oltre il 75% non denunciato
Più del 75 per cento dei sacerdoti coinvolti in abusi sessuali non è mai stato denunciato alla magistratura italiana. Secondo la Rete L’Abuso, il “sommerso” ammonta a 839 casi su 1.106 sacerdoti segnalati. Molti episodi, si legge nel rapporto presentato oggi, non sono mai arrivati in tribunale a causa della prescrizione o perché affidati a procedimenti interni della Chiesa.
Compra delle lasagne in rosticceria, la giornalista Barbara Castellani finisce all’ospedale: “C’erano dei vetri”

“Ho il vetro nell’intestino dopo aver mangiato un piatto di pasta al forno comprata vicino casa”, è la denuncia sui social della giornalista Barbara Castellani sui social.
Continua a leggere
Le app del fitness possono generare ansia
AGI – Diete monitorate al grammo, obiettivi giornalieri, notifiche incessanti e classifiche digitali: le app per il fitness e il conteggio delle calorie, nate per migliorare la salute e motivare gli utenti, rischiano di ottenere l’effetto opposto. Secondo un nuovo studio condotto dall’University College London (Ucl) e dalla Loughborough University, alcuni utenti sperimentano vergogna, frustrazione e perdita di motivazione, con un impatto negativo sul benessere psicologico.
Pubblicata sul ‘British Journal of Health Psychology’, la ricerca ha analizzato quasi 59mila post pubblicati su Twitter (prima che la piattaforma diventasse X) relativi a cinque delle app più popolari, utilizzando modelli di intelligenza artificiale per isolare e classificare oltre 13mila messaggi a contenuto negativo.
Molti utenti hanno descritto sensi di colpa nel registrare cibi “non sani”, irritazione per i promemoria automatici e delusione per non aver raggiunto gli obiettivi fissati dall’algoritmo. In diversi casi, le esperienze si traducevano in demotivazione o abbandono dell’app, l’esatto contrario dell’effetto desiderato.
Colpa e autoaccusa
“Abbiamo osservato una forte presenza di colpa e autoaccusa, con persone che si sentivano inadeguate o fallimentari – spiega la dottoressa Paulina Bondaronek (Ucl Institute of Health Informatics), autrice principale dello studio – queste reazioni emotive possono minare la motivazione e, di conseguenza, la salute stessa”.
Secondo gli autori, molte app di fitness si basano su metriche troppo rigide, concentrandosi esclusivamente su calorie bruciate o peso perso, e trascurano dimensioni fondamentali del benessere, come la soddisfazione personale e la connessione sociale. Le analisi hanno evidenziato casi limite: un utente ha riferito che l’app gli aveva suggerito di consumare “700 calorie al giorno”, mentre altri segnalavano raccomandazioni irrealistiche e insostenibili. Altri ancora lamentavano problemi tecnici, perdita di dati o notifiche invadenti che li “tormentavano” durante la giornata.
Una delle scoperte più rilevanti è che monitorare costantemente l’attività fisica può ridurre il piacere dell’esercizio stesso. “Quando le persone si sentono sotto pressione o giudicate da un’app – aggiunge la coautrice Lucy Porter (Ucl Division of Psychology & Language Sciences) – il rischio è che smettano del tutto di usare lo strumento, o che trasformino l’attività fisica in un obbligo carico di ansia, non in un piacere”.
I ricercatori propongono di ripensare il design delle app di salute, sostituendo la logica del controllo e della punizione con un approccio centrato sul benessere complessivo. “Serve – commenta Bondaronek – più empatia digitale.
Le app dovrebbero incoraggiare gentilezza verso sè stessi, non colpevolizzazione”. Lo studio, condotto con il contributo della University of Westminster e della Loughborough University, non nega che queste app possano offrire anche benefici, ma mette in guardia sul rischio di trasformare strumenti di supporto in fonti di stress. “Essere troppo severi con sè stessi non aiuta a migliorare – conclude Bondaronek – dobbiamo imparare a usare la tecnologia come alleato, non come giudice”.
Evacuato un asilo nido a Milano per una fuga di gas: bimbi trasferiti in un’altra scuola

L’asilo nido comunale di via Osimo, nel quartiere Corvetto di Milano, è stato evacuato nella mattinata del 24 ottobre a causa di una fuga di gas. La perdita si sarebbe generata in un vicino cantiere stradale. I bambini sono stati trasferiti in un altro istituto.
Continua a leggere
Arriva il compleanno di Maradona, Napoli festeggia il suo ‘Natale laico’
AGI – A Napoli il 30 ottobre è una data speciale. Un giorno che viene affettuosamente definito Natale laico, dato che è il compleanno di Diego Armando Maradona. Gli omaggi e le celebrazioni del Pibe de Oro in quella data sono tanti. Ma c’è chi ha scelto di farlo diventare una ricorrenza da condividere e conviviale.
E se lo scorso anno, Ostaria Pignatelli, tappa gourmet per turisti e napoletani, ha voluto partecipare ai festeggiamenti introducendo in menù uno dei piatti preferiti dal calciatore più amato al mondo, la pasta condita con aglio, olio, mollica fritta e peperoncino, battezzandola Spaghetti alla Maradona, quest’anno, nel 65 D.D. (Despues Diego) del calendario adottato dai maradoniani, oggi ha organizzato una cena interamente dedicata a D10S.
Per la serata del 30 ottobre, sono stati chiamati a raccolta due testimoni d’eccezione: Sabatino Sirica, storico pasticcere del Calcio Napoli, e Francesco De Luca, oggi responsabile della redazione sportiva de Il Mattino e, all’epoca di Maradona, giovane cronista. Se Sirica proporrà alcuni dei dolci preferiti dal Pibe d’Oro, accompagnandoli con pillole di ricordi della sua amicizia con il calciatore più amato dai napoletani, De Luca sarà voce narrante di quel periodo, con aneddoti di vita vissuta.
Nel menù, lo chef della casa, Vincenzo Politelli, accanto agli Spaghetti alla Maradona, ha inserito la sua versione della Pasta, patate e provola che, oltre a essere uno dei piatti più gettonati del locale, era un must prima di ogni incontro con i bianconeri. Maradona, infatti, l’aveva mangiata a casa del collega Bruscolotti, cucinato dalla moglie Mary, alla vigilia di una partita contro la Juve, conclusasi vittoriosamente e, da allora, era diventato un piatto fisso dei pre-gara.
Il secondo piatto sarà un omaggio alla cucina sudamericana: l’Asado, tradizionale grigliata argentina, che celebra la lenta cottura della carne alla brace. A conclusione, ci saranno le frittele con la crema, di cui il bomber era golosissimo, e i famosi babà di Sirica.
Crollo nella Vela Celeste di Scampia: chiesto processo per 6 dirigenti del Comune

Chiesto il processo per 6 dirigenti comunali per il crollo nella Vela Celeste di Scampia; i reati ipotizzati sono crollo colposo, omicidio plurimo colposo, lesioni colpose e mancata manutenzione.
Continua a leggere
Trascina il cane per 6 chilometri con la bici elettrica: denunciati dog sitter e proprietario, orrore a San Sebastiano al Vesuvio

Il cane, “Bella”, è stato trovato con piaghe sulle zampe, i polpastrelli bruciati dall’asfalto e il corpo coperto di sangue.
Continua a leggere
Toro scappa dal macello e scompare tra i boschi della Brianza: ricerche con i droni, Enpa chiede di non abbatterlo

Un toro è in fuga da diversi giorni tra le province di Monza e di Lecco, dopo essere scappato da un macello nella zona nord della Brianza. Le forze dell’ordine hanno annunciato che saranno utilizzati anche i droni nelle operazioni, mentre l’Ente nazionale protezione animali ha chiesto di non abbattere l’animale.
Continua a leggere
Picchia la compagna, poi prende di forza il figlio neonato e scappa: arrestato 23enne

Un ragazzo di 23 anni è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e sottrazione di neonato. Dopo aver picchiato la compagna ha preso di forza il bambino ed è fuggito.
Continua a leggere