Archivi per la categoria ‘Cronaca’

Valanga sulla Cima Vertana in Alto Adige, tre morti e due dispersi

AGI – Tragedia sulle cime dell’Alto Adige a circa 3.200 metri di quota. Una valanga si è staccata su Cima Vertana, appartenento al Gruppo dell’Ortles, travolgendo due gruppi di alpinisti di nazionalità tedesca. L’allarme è scattato verso le 16 e immediatamente si sono attivate le operazioni di ricerca. A intervenire i vigili del fuoco volontari di Solda, il Soccorso alpino di Solda, soccorritori del Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Silandro. Le squadre, sono state supportate dell’elisoccorso Pelikan 1 e Pelikan 3.

Il primo gruppo di alpinisti era composto da tre persone e tutti e tre sono stati travolti da una slavina composta da neve, rocce e ghiaccio. Hanno così perso la vita un uomo e una donna di 30 anni e un uomo di 50 anni. Secondo una prima ricostruzione, i tre sono stati investiti mentre stavano risalendo un canalino lungo la parete nord con piccozza e ramponi.

La valanga ha colpito anche un altro gruppo composto da quattro persone, sempre di alpinisti tedeschi. Due dei 4, rimasti illesi, dovevano ancora iniziare l’ascensione e hanno dunque lanciato l’allarme. Il bilancio è di due persone disperse e due sopravvissute. Con l’arrivo della notte le ricerche sono sospese. Lo fa rende noto il Soccorso alpino.

Un morto durante una arrampicata nel Pescarese

Un tragico incidente si è verificato nel primo pomeriggio a Roccamorice, in provincia di Pescara, durante una sessione di arrampicata sportiva. Un 35enne di Montesilvano (Pescara) è precipitato da una parete rocciosa a diversi metri d’altezza nella zona della falesia situata sotto la via Betacam. La vittima si trovava insieme a un gruppo di altre persone impegnate nella stessa attività quando, per cause ancora in corso di accertamento, è avvenuta la caduta fatale. 

Secondo quanto ricostruito dai volontari del soccorso alpino e speleologico dell’Abruzzo, il rocciatore è deceduto a causa del distacco di un masso caduto dall’alto. Altri due scalatori presenti nelle vicinanze sono stati raggiunti da detriti riportando ferite lievi. Sul posto è intervenuto l’elisoccorso del 118 di Pescara. Con una verricellata di circa 60 metri, i soccorritori sono stati calati ai piedi della falesia per raggiungere il luogo dell’incidente.

Circondano una donna fuori dalla discoteca, la riempiono di calci e pugni e la rapinano: 4 arresti


Una donna, a Milano, è stata circondata, picchiata e derubata da una banda di quattro persone (tre donne e un uomo) fuori da una discoteca. Il gruppo è stato arrestato poco dopo l’aggressione.
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Rissa tra ambulanti abusivi in via Toledo a Napoli, feriti a sassate: panico tra i turisti


Rissa tra ambulanti abusivi in via Toledo a Napoli. Feriti a colpi di sassi. Sul posto ambulanza del 118 e forze dell’ordine.
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Chi è Braidich Johnny, ha minacciato il sindaco Gualtieri dal carcere dopo la demolizione di ville abusive


Le minacce al sindaco di Roma Roberto Gualtieri e alla sua famiglia arrivavano direttamente dal carcere di Frosinone. A inviarle un telefonino usato da Braidich Johnny, detto Silvio, della famiglia Konalov, dopo la demolizione delle ville abusive a Rocca Cencia.
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Pozzolo contro la procura di Biella: “Sbriciolato il castello di accuse”

AGI – “L’assistere a indagini fatte con i piedi (non so quanto per incapacità o quanto per volontà), il prendere atto che la mia versione dei fatti semplicemente non interessasse alla pubblica accusa (che ha seguito solo il suo improbabile teorema), il constatare che documenti riservati di indagine venissero passati ai giornali prima di essere notificati alla difesa: insomma, ne ho viste parecchie”. A poche ore dalla sentenza nel processo di primo grado che lo ha condannato a 15 mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena per il solo reato di porto illegale di arma da collezione per lo sparo di Capodanno 2024 nella sede della Pro Loco di Rosazza, Emanuele Pozzoloparlamentare ex FdI e oggi del gruppo misto, affida a un lungo post su Facebook il suo commento alla conclusione (almeno per il momento) della vicenda giudiziaria che lo riguarda. Ed è un commento duro e diretto.

“Al di là dell’odio becero di alcuni e della slealtà personale di altri – scrive Pozzolo -, è stata la giustizia italiana quello che mi ha stupito di più. Ho visto il pubblico ministero, che mi ha accusato di tutto per due anni, partecipare a tutte le udienze del processo con, in bella mostra, il distintivo (la coccarda tricolore – ndr) della lotta di una corrente politicizzata della magistratura contro la riforma della giustizia che io stesso ho votato in Parlamento: un vero tocco di finezza istituzionale e di imparzialità conclamata”.

 

 

Pozzolo ne ha anche per i consulenti della Procura. “Ho visto, poi, – passando all’aspetto tragicomico – come un perito chiacchierone della Procura di Biella (si riferisce all’esperto balistico Raffaella Sorropago – ndr) abbia perso reperti d’indagine che erano sotto sequestro: così, tranquillamente, lo ha ammesso anche in sede processuale. Come se avesse perduto tre caramelle”.

“La somma di tutto – prosegue Pozzolo -, è che il teorema della pubblica accusa prevedeva 5 capi di imputazione contro di me: hanno costruito un “mostro”, il temibile ‘Pistolero’. Forse ne hanno bisogno per finire sui giornali: ma in sede processuale delle 5 accuse mosse contro di me ne è rimasta in piedi solo una. Tecnicamente un fallimento totale, un dispendio di tempo e soldi (pubblici) notevole”.

E spiega: “Per un’accusa addirittura sono stato assolto perché il fatto non sussiste: peccato sia mancato al giudice quel pizzico di coraggio giuridico (e logico) di riconoscere che uno che è detentore di porto d’armi per difesa personale non può essere condannato per porto abusivo di un’arma legalmente, acquistata, detenuta e portata. Tutto il castello di accuse costruito dalla Procura di Biella si è sbriciolato: una parte prima ancora che iniziasse il processo, l’altra in sede processuale”.

Il post di Pozzolo si conclude con un annuncio: “Mi difenderò ancora nel prossimo grado di giudizio anche per ristabilire la verità sull’unico punto che ancora resta in piedi: lo farò non solo come “battaglia personale“, ma anche come “battaglia politica“. Perché nessun cittadino dovrebbe trovarsi di fronte, quando accusato, un “sistema giustizia” che sottostà a logiche che sono tutto tranne che improntate alla limpida ricerca della verità e all’applicazione autentica della legge“.

 

Condannato per aver sterminato la famiglia, fugge Elia Del Grande

AGI – È fuggito dalla casa lavoro di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, facendo perdere le sue tracce Elia Del Grande, condannato a 30 anni di carcere per la cosiddetta ‘strage dei fornai’, quando, il 7 gennaio 1998, a 22 anni, uccise padre, madre e fratello a Cadrezzate nel Varesotto. L’uomo si trovava in comunità dopo aver scontato 25 anni di detenzione. La notizia è stata anticipata da Qn-il Resto del Carlino.

Del Grande, oggi ha 49 anni, era destinatario di una misura di sicurezza poiché ritenuto socialmente pericoloso e avrebbe dovuto trascorrere sei mesi nella struttura fino a una nuova valutazione. Le ricerche del fuggitivo si concentrano anche nel varesotto e in Sardegna.

Ninetto Davoli: “Non sono d’accordo nel ricordare Pasolini a 50 anni dalla morte”

AGI – Allo Stadio dei Marmi “Pietro Mennea”, messo a disposizione da Sport e Salute, si è giocato il quadrangolare “PPP50: Pasolini segna ancora”, dedicato ai 50 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini. In campo quattro squadre speciali: la Nazionale Attori, l’Osvaldo Soriano International Football Club, la Nazionale Giornalisti e il Campidoglio Football Club. A dare il calcio d’inizio al torneo è stato Ninetto Davoli, storico amico dello scrittore assassinato all’Idroscalo di Ostia il 2 novembre 1975. Alla manifestazione, che rientra nelle celebrazioni ufficiali organizzate per la ricorrenza dei 50 anni da Roma Capitale, era presente l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio.

Ninetto Davoli, intervistato dall’AGI ha detto: “Per Pier Paolo il calcio era un piacere perché ci rende un po’ tutti bambini. Non sono molto d’accordo a ricordarlo a 50 anni dalla morte perché Pier Paolo bisogna averlo dentro di sè. Pasolini va letto, non ricordato a 50 anni dalla morte. Ma cosa vuoi?… La società è questa”. 

“Pier Paolo aveva la sfacciataggine di dire quello che pensava, senza compromessi. Era libero, e voleva essere libero di raccontare tutto. Ai ragazzi di oggi direbbe di cercare, di capire. Cinquant’anni fa disse: ‘Il mondo sta diventando cosi’ brutto che a volte abbasso la testa, non riesco a guardare la gente in faccia’”. 

Chi ha vinto il quadrangolare

Passando al risultato del campo, va detto che il quadrangolare ha regalato molte emozioni al pubblico accorso numeroso sugli spalti. Nel primo incontro la Nazionale Attori Scrittori è stata sconfitta 1-0 dall’Osvaldo Soriano, mentre l’altra semifinale tra Campidoglio e Giornalisti si è chiusa sull’1-1, con il Campidoglio poi vincente ai rigori. Nella finale per il terzo posto i Giornalisti hanno superato gli Attori per 3-1, mentre la finalissima tra Campidoglio e Osvaldo Soriano si è chiusa 0-0, decisa ancora una volta dai rigori. A sollevare la Coppa Pasolini è stata la squadra del Campidoglio, in una giornata in cui, simbolicamente, “Pasolini segna ancora”.

Genova dice addio alla metro e ai bus gratis

AGI – Da oggi, 1 novembre, i residenti genovesi non potranno più usare gratuitamente la metropolitana e gli impianti verticali. È il primo effetto del nuovo piano tariffario varato dalla giunta Salis e dal presidente dell’azienda di trasporto pubblico Berruti per rimettere ordine nei conti di Amt. 

L’obiettivo è recuperare 10 milioni di ricavi all’anno, venuti a mancare negli ultimi esercizi dopo l’avvio della politica sperimentale partita il primo dicembre 2022. Da allora la sperimentazione era stata sempre prorogata: ha portato a un aumento di passeggeri del 40% in metropolitana, con effetti benefici sulla riduzione del traffico privato e sull’affollamento dei bus. Secondo le stime, questo avrebbe impattato sulle casse aziendali per 4-5 milioni di euro l’anno. Ma la misura aveva contribuito ad assicurare all’azienda 12 milioni di contributi del ministero dell’Ambiente per migliorare la qualità dell’aria.

Il buco stimato per Amt è pari quasi a 100 milioni. Il 24 novembre gli azionisti dell’azienda di trasporto pubblico saranno chiamati a esprimersi sul piano industriale nel suo complesso, mentre il 28 novembre è fissata la prima udienza in tribunale nell’ambito della procedura di composizione negoziata della crisi attivata su istanza di Berruti per sospendere gli obblighi di legge ed evitare di portare i libri in tribunale.

Muore investito nel barese, si era fermato a dare soccorso

AGI – Tragedia all’alba sulla statale 16, all’altezza dell’uscita per l’aeroporto di Bari-Palese, in direzione Foggia: un ragazzo di 25 anni di Bitonto, Cosimo Magro, è morto dopo essere stato travolto da un’auto mentre cercava di soccorrere un automobilista in difficoltà.

Secondo una prima ricostruzione, il giovane viaggiava con tre amici a bordo di una vettura che si è fermata per prestare aiuto a un altro veicolo finito di traverso sulla carreggiata, resa scivolosa dalla pioggia caduta nelle ore precedenti. Scendendo per posizionare il triangolo di emergenza, il ragazzo sarebbe stato colpito in pieno da un’auto che sopraggiungeva. L’impatto è stato violentissimo. Nonostante l’intervento immediato dei sanitari del 118, per Magro non c’è’ stato nulla da fare.

L’automobilista che lo ha investito si è fermato per prestare soccorso. Sul posto sono intervenuti la polizia locale di Bari, che sta conducendo gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica, e il personale dell’Anas per la gestione della viabilita’. La salma è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari, dove sarà eseguito l’esame autoptico.

Chi era Aniello Scarpati, il poliziotto di 47 anni morto nel Napoletano


Aniello Scarpati, 47 anni, è il poliziotto morto nell’impatto tra la volante e un’automobile. Ferito anche un collega, l’autista del Suv è irreperibile.
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Giuseppe Sempio dopo essere stato indagato: “Stiamo ragionando, non mi ricordo”

AGI – Nel corso della puntata di “Quarto Grado”, condotta da Gianluigi Nuzzi – in onda il 31 ottobre, su Retequattro – è intervenuto, Giuseppe Sempio, padre di Andrea, che racconta le sensazioni dopo che ieri è stato inserito nel registro degli indagati dalla procura di Brescia nell’indagine per corruzione nell’ambito dell’inchiesta volta a fare luce sull’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, per il quale è stato condannato Alberto Stasi. Al telefono, Sempio riferisce di aver saputo dell’indagine a suo carico “alle sei e dieci un giornalista diceva questa cosa e alle sette e dieci sono arrivati quelli della finanza” che hanno sequestrato i dispositivi elettronici all’uomo. 

Se all’interno ci potessero essere dei messaggi compromettenti, il papà di Andrea sembra non ricordare. 

“Ma non lo so, chi si ricorda…” e su una possibile conversazione dove si faceva riferimento alla consegna di soldi a Soldani, “no, ma quella è una cosa che non si capisce, comunque. Vedremo, che ti devo dire. È una cosa che noi non possiamo capire. Stiamo ragionando fra di noi, insomma”. 

E comunque l’uomo specifica “Quella gente lì non la conosco neanche. Ma adesso bisogna capire bene le cose”.

Spoto spiega perchè ci mise 40 minuti a notificare l’atto a Sempio 

Nella stessa puntata della trasmissione condotta da Gianluigi Nuzzi, è andata in onda anche un’intervista esclusiva a Giuseppe Spoto, l’ex maresciallo dei carabinieri, che nelle scorse settimane ha subito la perquisizione della sua abitazione, nell’ambito dell’inchiesta contro l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti. I PM bresciani vogliono indagare sui rapporti opachi tra Spoto e Sempio: nel 2017 gli è stato contestato di non aver trascritto alcune frasi delle intercettazioni e anche l’averci messo 40 minuti per notificare un atto.

L’ex militare ha risposto così: “Aspettavo che il mio collega da fuori mi mandasse la chat che mi dicesse che aveva finito l’installazione della microspia. Quindi ho spiegato proprio nei dettagli l’invito a comparire e tutte le questioni tecniche che sono riportate nella prima pagina dell’atto. Probabilmente ho fatto un errore nell’orario della notifica, ho scritto 17.45 e non 16.45, se lei ha visto gli atti. L’installazione è avvenuta alle 16.47. Quindi possiamo dire che dalle 16.47 in poi probabilmente sono uscito dal centro commerciale”.

 

 

Suv contro una volante a Torre del Greco, muore il poliziotto Aniello Scarpati, 47 anni. Pirata in fuga


Si scontrano una volante ed un Suv, morto il poliziotto Aniello Scarpati. Ricoverato in ospedale l’altro collega. In fuga il guidatore dell’automobile.
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Suv contro un’auto della Polizia: muore un agente, grave il collega. Sotto l’effetto delle…

AGI – Un Suv si è scontrato con una volante, e un poliziotto è morto. E’ accaduto la scorsa notte intorno alle 4 nel Napoletano, a Torre del Greco, in Viale Europa. Il Suv ha invaso la carreggiata opposta a quella in cui la pattuglia stava transitando, finendo contro la vettura della polizia.

L’urto è stato violento e il capo pattuglia che era alla guida, l’assistente Capo Aniello Scarpati, 47 anni, è stato sbalzato fuori dall’abitacolo e, dopo aver fatto un volo di 10 metri, è morto sul colpo. Lascia moglie e tre figli. Ferito gravemente il suo collega Ciro Cozzolino, 38 anni: trasportato all’ospedale del Mare di Napoli e sottoposto a un intervento chirurgico, è ricoverato in terapia intensiva, in prognosi riservata. E’ intubato ed in ventilazione meccanica. ll poliziotto ha una frattura al bacino che è stata embolizzata e ridotta, ma anche varie contusioni d’organo. I medici faranno successivi controlli diagnostici per una rivalutazione clinica. Sia Cozzolino che Scarpati sono stati estratti dalle lamiere.

Gli occupanti del Suv, sei in tutto di cui tre ragazzine minorenni, sono fuggiti a piedi ma nel giro di alcune ore sono tutti rintracciati dalla polizia anche perchè alcuni di loro si sono fatti medicare all’ospedale Maresca di Torre del Greco. Un maggiorenne e le tre minori hanno riportato solo lievi contusioni. Un altro uomo si è presentato spontaneamente in commissariato.

Alla fine è stato preso anche colui che era alla guida del veicolo e che dopo l’incidente si era reso irreperibile: si tratta di Tommaso Severino, 28 anni, di Torre del Greco, arrestato per omicidio stradale aggravato dall’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope e dall’omesso soccorso. Il suo è stato un arresto congiunto realizzato da Squadra Mobile, Polizia Stradale e commissariato di polizia di Torre del Greco.

Nella notte, il Questore di Napoli, Maurizio Agricola si è recato sul luogo dell’incidente, e poi in visita alla famiglia dell’assistente capo deceduto. Poi, in mattinata, è stato in ospedale dal poliziotto ferito.

Mattarella, profondamente rattristato

“Ho appreso la notizia dell’incidente stradale, avvenuto a Torre del Greco nelle prime ore di oggi, che ha coinvolto una vettura della Polizia di Stato in attività di servizio, in cui ha perso la vita l’Assistente Capo Coordinatore Aniello Scarpati. Profondamente rattristato, esprimo sentimenti di solidarietà e vicinanza a Lei e a tutto il Corpo, pregandola di far pervenire ai familiari le espressioni della mia commossa partecipazione al loro cordoglio. All’agente rimasto ferito rivolgo il piu’ sentito augurio di pronta guarigione”. Sono parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un telegramma inviato al capo della Polizia, Vittorio Pisani. 

Meloni “addolorata” 

“Addolorata per la morte di un poliziotto e il ferimento del collega in un incidente stradale avvenuto questa notte a Torre del Greco, in provincia di Napoli, mentre erano in servizio. Il mio profondo cordoglio va alla famiglia dell’Assistente Capo Coordinatore, Aniello Scarpati, insieme alla vicinanza che desidero esprimere all’agente rimasto ferito e a tutta la Polizia”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Piantedosi, cordoglio a nome del governo

 “La morte di un agente della polizia di stato e il grave ferimento di un altro, durante il servizio, a Torre del Greco, mi addolorano profondamente. A nome mio personale e del governo esprimo cordoglio e vicinanza alla famiglia del poliziotto deceduto e all’intera polizia di stato. Seguo con apprensione le condizioni del secondo poliziotto gravemente ferito”. A dichiararlo è il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Questo drammatico episodio – continua -, ricorda ancora una volta il valore e il rischio che le forze dell’ordine affrontano ogni giorno per garantire sicurezza e legalità. Lo Stato continuerà a sostenerle con impegno e a lavorare per migliorare le condizioni in cui operano”.

Pisani, vicinanza a tutti gli uomini e donne della Polizia

 Il Capo della Polizia- Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani esprime il più profondo cordoglio alla famiglia dell’Assistente Capo Coordinatore Aniello Scarpati che ha perso la vita stanotte durante il servizio. “La sua dedizione e il suo sacrificio sono e saranno sempre un esempio per tutti noi. Ai suoi cari l’affetto e la vicinanza di tutte le donne e degli uomini della grande famiglia della polizia di stato”. Il Prefetto Vittorio Pisani segue con apprensione le condizioni di salute dell’altro poliziotto rimasto ferito.

 

 

 

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Blitz interforze in corso a Roma dopo le minacce al sindaco Roberto Gualtieri: indagini anche sui social


Blitz di agenti e militari alle porte della capitale, dove sono hanno trovato sistemazione le famiglie che vivevano nelle villette demolite, dopo le minacce arrivate su Facebook al sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
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Maxi sequestro da 106 milioni di euro per “Lady Petrolio”: confiscate anche la villa sull’Appia Antica e una Bentley


La Guardia di Finanza ha sequestrato beni per 106 milioni di euro ad Anna Bettozzi, nota anche con lo pseudonimo usato nel mondo musicale di Anna Bettz e con quello di “Lady Petrolio” dopo l’inchiesta del 2021.
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