Archivi per la categoria ‘Cronaca’

Porsche investe e uccide un ragazzo all’Eur

AGI – Ancora un incidente stradale mortale a Roma: nella serata di ieri una Porsche Cayenne condotta da un 28enne ha investito un pedone di 27 anni che ha perso la vita. Entrambi sono italiani.

Sul posto, in viale della Grande Muraglia, sono intervenuti gli agenti del IX Gruppo EUR della polizia locale di Roma Capitale. Il conducente del veicolo è stato sottoposto ai dovuti accertamenti presso l’Ospedale Sant’Eugenio. Sono tutt’ora in corso le indagini da parte della polizia locale per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Uccide la nonna a martellate dopo una lite, arrestato 30enne: ferito anche il compagno della madre


Per la donna, 80 anni, non c’è stato nulla da fare. L’autore dell’omicidio, il nipote, è stato arrestato dagli agenti della Polizia di Stato.
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Il questore di Roma vieta la manifestazione di Forza Nuova: rischio tensioni con il presidio antifascista


Il questore di Roma Roberto Massucci ha deciso di vietare la manifestazione di Forza Nuova a Torpignattara, dopo le proteste dei cittadini contro le ronde del gruppo neofascista.
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Tenta il cavallo di ritorno, all’incontro trova i carabinieri: arrestato nel rione don Guanella


I carabinieri hanno arrestato un 42enne del rione Don Guanella: è accusato di avere tentato un cavallo di ritorno dopo il furto di un’automobile.
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Spara e ferisce l’amico, arrestato un giovane a Bagnara Calabra

AGI – Stavano provando un’arma, o forse si erano impegolati in una sfida al di sopra delle loro possibilità. È finita male per i due giovani protagonisti: uno in ospedale in terapia intensiva, l’altro in carcere. E la vicenda è ancora tutta da chiarire.

A Bagnara Calabra i carabinieri stanno indagando per ricostruire quanto accaduto nella serata di ieri, dopo che un ragazzo è arrivato al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria con un proiettile conficcato nella zona cervicale e una profonda ferita al volto. Il giovane era tornato a casa sanguinante e ai genitori aveva raccontato di essersi ferito cadendo. Una versione che non ha convinto i suoi. Di qui la corsa in ospedale dove il ferito è stato sottoposto subito a esami diagnostici che hanno rivelato tutt’altra dinamica. Il giovane si trova in terapia intensiva e la prognosi resta riservata.

Le indagini e il ritrovamento dell’arma

Nel frattempo i carabinieri della stazione di Bagnara Calabra hanno avviato le indagini e ricostruito, almeno in parte i fatti. Il ragazzo ferito era in compagnia di un amico che gli avrebbe mostrato un’arma dalla quale sarebbe partito accidentalmente il colpo. È scattata una perquisizione in casa dell’amico e i carabinieri hanno trovato la pistola dalla quale sarebbe partito il proiettile. È un’arma con matricola abrasa ed era custodita assieme ad alcuni proiettili non dichiarati. Pistola e munizioni sono state sequestrate.

L’arresto e le accuse

Il ragazzo che aveva l’arma è stato arrestato per detenzione illegale di armi e munizioni, ricettazione e lesioni personali gravissime.

“Staccali tutti” la challenge per ripulire Roma da adesivi e cartelli abusivi

AGI – Roma si mobilita per la legalità e la cura degli spazi pubblici, nei confronti di un problema che da anni affligge la Capitale: i cartelli e gli sticker abusivi che tappezzano la Città Eterna. Proprio per contrastare questo fenomeno, i cittadini e volontari possono prendere parte a una vera e propria competizione finalizzata a proteggere i beni comuni: la ‘challenge’, già attiva e aperta a tutti, invita chiunque a rimuovere adesivi e cartelli abusivi e a documentare il proprio intervento sui social taggando @retakeroma e utilizzando l’hashtag #staccalitutti.

Un’azione semplice e capillare che contrasta una forma di degrado urbano legata non solo all’illegalità di chi affigge questi materiali, ma anche a un sistema più ampio di irregolarità e reati nello smaltimento dei rifiuti.Il 12 dicembre la mobilitazione culminerà nella Serata della Bellezza, un’iniziativa aperta alla cittadinanza, durante la quale chi vorrà potrà unirsi ai volontari di Retake Roma per rimuovere in sicurezza i cartelli abusivi in diversi quartieri. 

La serata si concluderà con un incontro finale a Centocelle, occasione per ritrovarsi e condividere risultati, testimonianze e immagini della giornata. Il 13 dicembre alle ore 12:30, in Campidoglio, durante la premiazione di Retake, tutti i materiali raccolti verranno consegnati al Sindaco di Roma e al Comandante della Polizia Locale. Sarà il momento conclusivo della mobilitazione: una grande onda blu che porterà in Campidoglio i materiali raccolti, testimonianza concreta di un impegno collettivo per una città più pulita e più giusta.

L’iniziativa si inserisce nel contesto dell’operazione Yellow Trash Remove, condotta dal NAD – Nucleo Ambiente e Decoro della Polizia Locale, che ha smantellato un sistema organizzato di raccolta, trasporto e smaltimento illecito di rifiuti: mezzi e depositi abusivi sequestrati, nove persone individuate e attività irregolari che coinvolgevano anche rifiuti speciali e pericolosi. Una rete priva di autorizzazioni, alimentata proprio dalla diffusione capillare dei cartelli gialli. “Da anni”, ricorda Retake, “denunciamo il sistema dei cartelli abusivi: non e’ una semplice questione estetica, ma la punta di un meccanismo illegale che ferisce Roma e ne compromette la vivibilità”.

L’indagine dei NAD conferma quanto la partecipazione civica sia determinante per far emergere ciò che troppo spesso resta sommerso. Ora diciamo basta: chiediamo ai romani di unirsi alla nostra onda blu, rimuovendo cartelli e sticker abusivi dalle superfici della città. Vogliamo dare un segnale forte e condiviso: Roma può cambiare davvero, ma solo se ognuno fa la propria parte, trasformando l’indignazione in azione”, dichiara Cristiano Tancredi, presidente di Retake Roma. 

 

Omicidio a Salerno, uomo ucciso durante lite in casa. C’è un indagato


Un uomo è stato ucciso in un’abitazione di Salerno; sarebbe morto in seguito ad un’aggressione. Indagano i carabinieri.
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Rimane separata la famiglia del bosco: parere negativo della tutrice

AGI – La famiglia del bosco rimane separata. Mentre il Tribunale dei minorenni dell’Aquila non ha ancora sciolto la propria riserva sul ricongiungimento dei tre minori ai genitori, sul caso della cosiddetta “famiglia del bosco”, la vicenda della coppia e dei loro figli che vivevano isolati in un’area boschiva in Abruzzo, diventa noto il parere negativo della tutrice Maria Luisa Palladino e della curatrice speciale sempre dei tre minori, Marika Bolognese.

Le due avvocatesse lo hanno motivato nel corso dell’udienza che si è tenuta due giorni fa davanti al tribunale per i minorenni dell’Aquila per la richiesta di revoca del provvedimento di allontanamento avanzato dagli avvocati dei genitori dei bimbi, Marco Femminella e Danila Solinas. Da quanto si è appreso, le due curatrici degli interessi dei tre figli di Catherine Birmingham, 45 anni, e Nathan Trevallion, 51 anni, hanno sottolineato come il periodo di “osservazione” trascorso dall’ingresso dei minori nella struttura protetta di Vasto, appena una settimana, sia troppo breve per stabilire se le criticità oggetto di valutazione dell’Autorità giudiziaria minorile siano superate. L’ordinanza di allontanamento dei tre bambini dai loro genitori è del 20 novembre, con il loro collocamento in comunità e la sospensione della responsabilità genitoriale dopo prescrizioni non osservate.

Il parere delle due non è vincolante alla decisione che i giudici del Tribunale per i Minori devono prendere in questi giorni. Martedì il console australiano in Italia visiterà la struttura protetta di Vasto, mentre l’udienza davanti alla Corte d’Appello civile è fissata per il 16 dicembre. Una data alla quale gli avvocati della famiglia neorurale potrebbero aggrapparsi in caso di mancato ricongiungimento famigliare da parte del Tribunale, oppure, in caso di accoglimento, rinunciare.

 

 

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Corsico rischia di non avere più una squadra di calcio: “La parrocchia ci caccia e i campi comunali sono abbandonati”


La Sporting CB potrebbe ritrovarsi costretta a lasciare Corsico, che così non avrà più una squadra di calcio. “Il Comune non intende investire per sistemare i due impianti”, ha spiegato a Fanpage.it Jacopo Aloe, “e la parrocchia non vuole rinnovarci il comodato d’uso del campo”.
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Sentenza Videocolor: riconosciuta esposizione ad amianto

AGI – Una sentenza destinata ad avere effetti dirompenti sul piano sociale e previdenziale. Il tribunale di Roma, con la sentenza depositata il 26 giugno 2025 e oggi passata in giudicato, ha accolto integralmente il ricorso di un lavoratore dello stabilimento Videocolor di Anagni contro l’Inail, riconoscendo ufficialmente la natura professionale della patologia asbesto-correlata, il danno biologico permanente, e soprattutto l’esposizione qualificata ad amianto dal 1990 al 2006, per un totale di circa 16 anni.

La decisione ha portato al rilascio del certificato ufficiale di esposizione ad amianto, atto fondamentale che consente al lavoratore di ottenere 8 anni di maggiorazione contributiva e quindi l’accesso immediato al prepensionamento. Ma il valore di questa sentenza va ben oltre il singolo caso, rappresenta un precedente giudiziario di enorme importanza, che apre la strada allo stesso diritto per le centinaia di ex dipendenti Videocolor/VDC Technologies che per anni hanno lavorato nello stabilimento, esposti alle stesse condizioni e oggi senza occupazione.

La sentenza descrive uno scenario inequivocabile: il lavoratore, manutentore per oltre vent’anni, è stato esposto in modo continuativo, massiccio e diretto a polveri e fibre di amianto presenti nei forni, nelle coibentazioni, nelle guarnizioni, nei macchinari, nelle rulliere e in numerose parti strutturali dell’impianto. Le prove tecniche, le testimonianze e i verbali delle autorità sanitarie hanno accertato una presenza dell’amianto non occasionale, ma strutturale e pervasiva all’interno dello stabilimento. La consulenza medico-legale ha poi stabilito il nesso causale diretto tra esposizione e patologia, riconoscendo gli ispessimenti pleurici come malattia professionale tabellata e quindi assistita da presunzione legale. L’Inail è stato condannato a liquidare il danno biologico, corrispondere l’indennizzo in capitale di 9 mila euro e rifondere le spese legali.

Per decine di lavoratori rimasti senza impiego dopo la chiusura dello stabilimento, si apre ora la possibilità di recuperare anni contributivi, accedere alla pensione anticipata, uscire dalla precarietà e ottenere finalmente giustizia dopo anni di esposizione silenziosa. Il prepensionamento non è un privilegio, ma un atto di riparazione dopo una vita di lavoro in condizioni tossiche.

“Questa sentenza sancisce in modo definitivo quanto denunciamo da anni: lo stabilimento Videocolor è stato un luogo di esposizione massiva ad amianto ed è una presa d’atto istituzionale di una verità che migliaia di lavoratori hanno vissuto sulla propria pelle per anni. È il riconoscimento che la salute non può essere barattata con il lavoro, nè sacrificata sull’altare della produzione. Oggi si afferma un principio semplice ma spesso negato: chi si è ammalato lavorando ha diritto non solo a un risarcimento, ma a una prospettiva di vita dignitosa. Questa sentenza restituisce tempo, futuro e voce a chi era rimasto invisibile”, spiega l’avvocato Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto.

“Ma una vittoria giuridica non basta se non diventa cambiamento concreto. Serve una responsabilità collettiva che impedisca che simili tragedie si ripetano – aggiunge -. L’amianto non è un errore del passato: è una ferita ancora aperta. E va sanata con verità, tutela e prevenzione”. 

Attivo a Roma e provincia il nuovo Numero Unico Europeo 116117. Quando chiamare

AGI – È attivo il nuovo Numero Unico Europeo 116117 dedicato al Servizio di Continuità Assistenziale – ex Guardia Medica per Roma e provincia. Il numero 116117 è attivo h24, 7 giorni su 7, offre assistenza multilingue ed è rivolto sia a cittadini che turisti per le cure non urgenti ma non rinviabili, quando gli ambulatori dei Medici di Medicina Generale non sono attivi.

Quando chiamare il 116117:

contattare il servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica)
consigli sanitari non urgenti;
informazioni sui servizi sanitari regionali e guardia medica turistica.
Le chiamate sono gestite da un operatore sanitario.

Il servizio è disponibile tutti i giorni della settimana negli orari notturni e nei giorni festivi e prefestivi, garantendo interventi territoriali, e domiciliari se necessario, nelle seguenti fasce:

dalle ore 20.00 alle ore 8.00 di tutti i giorni;
dalle ore 10.00 del sabato o di altro giorno prefestivo sino alle ore 20.00;
dalle ore 8.00 alle ore 20.00 della domenica e dei giorni festivi.
Per le chiamate urgenti il numero da comporre è il 112.

Si accende l’albero di Castelbellino: il più grande delle Marche

AGI – Torna “Castelbellino, il Paese dell’Albero”, uno degli appuntamenti più attesi delle festività natalizie, che culmina con l’accensione del grande Albero luminoso sulla collina sovrastata dal borgo, il più grande delle Marche. L’evento è promosso dalla Pro Loco di Castelbellino, dal Circolo I Maggio e dalla Banda Musicale, riuniti come ogni anno in un unico comitato organizzativo con il sostegno del Comune di Castelbellino in provincia di Ancona.

La manifestazione si svolgerà domenica 7 e lunedì 8 dicembre nell’area del Centro Culturale Polivalente di Castelbellino Stazione, in via Falcone 15, dove i visitatori potranno trovare animazioni, spettacoli teatrali e itineranti, stand gastronomici aperti a pranzo e cena, piatti tipici invernali e specialità del periodo, il villaggio di Babbo Natale, truccabimbi e il tradizionale mercatino ricco di idee regalo.

La festa prenderà il via domenica 7 dicembre, a partire dalle ore 12 con il pranzo della Pro Loco su prenotazione. Nel pomeriggio, dalle ore 16, si aprirà il mercatino natalizio accompagnato dagli zampognari del gruppo “La Staccia” e dalle attività dedicate ai bambini nella Casa di Babbo Natale. Alle ore 18, nella sala Margherita Hack, andrà in scena lo spettacolo degli allievi della scuola di danza Danzando.
Stand gastronomici aperti anche a cena, fino alle 22.30.

La giornata di lunedì 8 dicembre unirà spettacolo e buona cucina con il “Pranzo con delitto”, dal titolo “Omicidio nella fabbrica di Babbo Natale”, sempre dalle 12 su prenotazione e a cura della Pro Loco. Nel pomeriggio, dalle ore 16, torneranno il mercatino natalizio, le attività per bambini nella Casa di Babbo Natale e la musica degli zampognari del gruppo “La Staccia”. Alla sala Margherita Hack sono previsti due spettacoli teatrali a ingresso gratuito: alle 16.30 Pallotto in “Fool fool bang bang”, mentre alle 18 andrà in scena “Donne” di C.B. Loothe, con la regia di Silvia Bertini e la compagnia Magma.

Il gran finale è atteso per le 19.30, quando inizierà il conto alla rovescia per la cerimonia di accensione del grande Albero luminoso, accompagnata dalla Banda Musicale di Castelbellino. Stand gastronomici aperti anche a cena, fino alle 22.30
L’Albero di Castelbellino, il più grande delle Marche, è realizzato con numeri da record: 73 neon perimetrali, un dislivello di 134 metri tra la punta e il fondovalle, una lunghezza di 434 metri lungo il versante, una superficie di 21.360 metri quadri e ben 7.000 metri di cavi. La sua luce illuminerà l’intera vallata dell’Esino per tutto il periodo delle festività.

La birra belga sbarca a Fiuggi per l’Immacolata

AGI – hub.brussels partecipa alla prima edizione del Belgian Beer Fest, in programma a Fiuggi dal 6 all’8 dicembre. L’evento, che vedrà la presenza di 9 mastri birrai provenienti direttamente dal Belgio, per un totale di oltre 30 etichette in degustazione, si propone come una nuova tappa di riferimento nel panorama brassicolo nazionale, valorizzando la ricchezza, la storia e la convivialità che da sempre caratterizzano la birra belga.

Guglielmo Pisana, Delegato della Regione di Bruxelles in Italia, Malta e San Marino presso l’Ambasciata del Belgio, dichiara: “Sostenere la prima edizione del Belgian Beer Fest di Fiuggi significa riaffermare un’eredità brassicola che, in Belgio, è parte integrante dell’identità collettiva. La birra belga è molto più di un prodotto: è una cultura, un sapere e uno stile di vita che meritano di essere conosciuti e celebrati. Per le aziende italiane della distribuzione e della ristorazione, inoltre, queste birre rappresentano un’opportunità concreta che consente di ampliare l’offerta e rispondere alle esigenze di una clientela sempre più alla ricerca di prodotti distintivi e di nuove esperienze di consumo”.

La birra belga rappresenta uno dei comparti brassicoli più solidi e identitari d’Europa: secondo i dati OEC* nel 2024 il Belgio era il secondo esportatore di birra in Europa, dopo i Paesi Bassi, per un valore totale di €1,58 miliardi. Tra i principali mercati di destinazione figurano Francia, Paesi Bassi e, al terzo posto, l’Italia.

 

 

Quanto alle importazioni italiane, i dati raccolti nell’Annual Report AssoBirra*, confermano il Belgio al secondo posto tra i Paesi fornitori. Nonostante un trend in calo (-4,95% di importazioni nel 2024 rispetto al 2023) attribuibile all’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, ma anche all’incremento delle accise sulla birra, le etichette belghe in Italia possono contare su una reputazione di eccellenza e sulla crescente domanda di prodotti artigianali e di alta qualità. Il posizionamento è infatti legato ai segmenti a maggior valore aggiunto (specialità d’abbazia, trappiste, strong ale, sour, specialty craft) tanto nei locali specializzati, quanto tra le referenze di fascia alta della GDO. In questo contesto, si distingue la realtà di Bruxelles, caratterizzata da piccoli produttori particolarmente attenti alla ricerca e alla valorizzazione di saperi antichi e metodi di produzione autentici, veri e propri ambasciatori di quella cultura della birra belga, che dal 2016 fa parte del Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO.

 

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I medici docenti pagati 1,78 euro l’ora per operare

AGI – “L’altro giorno ho fatto un intervento chirurgico complesso per rimuovere un tumore cerebrale, durato otto ore, per il quale ho anche ricevuto una lettera di ringraziamento della famiglia pubblicata sul sito del mio ospedale. Lo sa quanto è la retribuzione per 8 ore di lavoro come neurochirurgo che esegue procedure complesse come questa? Siccome in totale al mese il mio ospedale mi corrisponde circa 200 euro di base, per il lavoro di reparto, di sala operatoria, i turni, e le responsabilità che ne derivano, per 8 ore la retribuzione è di circa 14 euro per 8 ore“.

Il racconto all’AGI di un neurochirurgo della Sapienza di Roma e Dirigente Medico presso il Sant’Andrea, solo uno dei tanti esempi, apre uno spaccato che rasenta l’assurdo sulla situazione dei medici del Servizio sanitario nazionale che fanno anche i docenti universitari, cardine del sistema pubblico e fiore all’occhiello dei più importanti ospedali italiani. In 85 camici bianchi del Sant’Andrea (ma non succede solo nell’ospedale romano, e non solo nel Lazio) hanno sottoscritto un appello alla politica e alle istituzioni “per rinnovare gli accordi, valorizzare il lavoro clinico e accademico, garantire stipendi dignitosi“. E per tamponare la fuga, inevitabile, verso il privato o all’estero alla ricerca di un trattamento adeguato.

L’accordo tra Regione e università

“L’accordo tra Regione Lazio e Università La Sapienza di Roma – denunciano i medici docenti – attraverso il protocollo di intesa prevede che lo stipendio sia diviso tra Ateneo e Azienda. Il risultato? Un ricercatore o un professore associato in area medica riceve dall’Università mediamente tra 1.300 e 2.300 euro netti al mese, a seconda del proprio ruolo, esattamente come un pari collega di un’altra facoltà (es. giurisprudenza, economia, fisica, ecc.). L'”integrazione ospedaliera” per 28 ore settimanali di attività clinica assistenziale obbligatoria è di circa 200 euro netti su base mensile. Significa essere retribuiti 1,78 euro l’ora per fare anche il medico, con responsabilità cliniche che non hanno paragoni con nessun altro settore accademico”.

L’abolizione della legge De Maria e le conseguenze

Tutto nasce nel 2017, quando è stata abolita la legge De Maria che regolava le retribuzioni dei docenti universitari medici. Gli accordi che ne sono seguiti tra Regioni e Università, basati sulla norma 517 del 99 e la sua mancata applicazione in modo omogeneo sul territorio nazionale, con realtà diverse da regione a regione ed una disuguaglianza del trattamento economico a macchia di leopardo, hanno iniziato a creare situazioni paradossali come quella del Sant’Andrea, ma è successo anche a Cagliari, Ferrara, Genova, Torino, Napoli. A rimetterci sono stati in genere i giovani universitari e questo ha contribuito a creare un ulteriore ostacolo al reclutamento nel mondo accademico di giovani capaci.

Retribuzioni a confronto e disparità

“In sostanza i professori universitari, per esempio di Lettere, prendono poco meno di un chirurgo, un anestesista, o qualunque altra figura specialistica, come se tutta la parte medica esercitata in ospedale e in sala operatoria, che noi dobbiamo garantire sia negli infrasettimanali che di notte e nei festivi, sia sostanzialmente non retribuita. Paradossalmente, si guadagna quasi più dai buoni pasto che dallo stipendio ospedaliero“, riferiscono i promotori. In Italia, e anche a Roma, la situazione è a macchia di leopardo, con ospedali che garantiscono agli universitari grossomodo le stesse retribuzioni degli ospedalieri, e altri che si sono già adeguati al nuovo regime.

La fuga dei cervelli e il futuro della sanità pubblica

“Perché mai un giovane medico dovrebbe scegliere la carriera universitaria? – si chiedono amaramente i camici bianchi autori dell’appello – Perché svolgere due lavori, con responsabilità doppie, per avere un indennizzo che non è minimamente proporzionato alla mansione svolta? Principio quest’ultimo che ricordiamo dovrebbe essere garantito dall’articolo 36 della Costituzione. La politica tace. L’azienda ospedaliera si rifugia dietro l’accordo Regione-Università, che è scaduto dal 2018 e che dovrebbe essere rinnovato, ma attualmente non è sul banco delle priorità. L’ateneo fa altrettanto. Intanto, molti docenti stanno lasciando il pubblico per le università private o estere o abbandonano del tutto la carriera accademica per la libera professione. È una perdita enorme per i cittadini: se ne vanno professionisti con curriculum eccellenti, formati con risorse pubbliche. E allora la domanda finale è inevitabile: crediamo davvero di essere un Paese che investe sul merito? Che premia il talento? Che punta all’eccellenza? Si parla molto del rientro dei cervelli dall’estero, incentivandoli con sgravi fiscali, ma è come cercare di riempire un secchio con un bicchiere d’acqua quando non si è chiuso il tappo sul fondo”. D’altra parte, fanno notare i promotori dell’appello, “chi leggesse che un docente universitario medico, impegnato nella didattica, nella ricerca, nei bandi internazionali e contemporaneamente attivo come dirigente ospedaliero con turni notturni, festivi, attività chirurgica, ambulatoriale e di reparto, percepisse meno di 2.500 euro netti al mese, penserebbe a una provocazione”. E invece è la realtà.

L’ex socio di Chiara Ferragni: “Pensava solo a fare soldi, ha spinto fino al Pandoro Gate”


Pasquale Morgese, ex socio di Chiara Ferragni in Fenice srl, ha raccontato del suo rapporto professionale con l’influencer fino all’esplosione del caso Pandoro Gate. “Ho pensato ‘siamo fritti, hanno sbagliato tutto'”.
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