Archivi per la categoria ‘Cronaca’
Falsi Dalí in mostra a Parma: sequestrate 21 opere dai Carabinieri
AGI – Quasi duecento opere tra incisioni, ceramiche, arazzi e oggetti di design del maestro del surrealismo esposte a Parma. Peccato che una su dieci erano false e 21 dei capolavori attribuiti a Salvador Dalí sono stati sequestrati dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Roma.
Dietro i colori accesi e le forme visionarie che richiamavano lo stile inconfondibile del maestro del Surrealismo, si nascondeva infatti una sofisticata operazione di contraffazione. A dare il primo allarme è stata la Fundación Gala – Salvador Dalí, custode ufficiale dell’eredità dell’artista, che ha segnalato gravi incongruenze sull’autenticità dei lavori.
A seguire, l’intervento delle forze dell’ordine, coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, le quali, notando alcune anomalie nelle opere esposte, all’epoca dei fatti, presso un altro noto Museo di Roma, hanno confermato il falso. Un’operazione che svela ancora una volta le ombre di un mercato dell’arte sempre più vulnerabile alle truffe, che rischia di intaccare profondamente la credibilità dell’intero settore e di ingannare collezionisti, appassionati e istituzioni culturali.
Il Comune di Parma valuta l’azione legale
“Preoccupazione per i sequestri eseguiti questa mattina all’interno della mostra su Dali’ a Palazzo Tarasconi”. La esprime il Comune di Parma che precisa pero’ che “l’organizzazione della mostra non ha ricevuto alcun contributo dell’ente e che il luogo è totalmente privato. Il Comune è da sempre attivo per la promozione e la tutela dell’immagine della città e valuterà attentamente come procedere”. “Poiché la mostra non è organizzata dal Comune – precisa il vicesindaco e assessore a Cultura e Turismo, Lorenzo Lavagetto – non posso entrare nel merito. Si tratta di una mostra organizzata da una società privata che ha già toccato sedi di rilievo in Italia. Vedremo gli sviluppi”.
Aereo militare precipita al Circeo, morti il comandante del 70esimo Stormo di Latina e un allievo
AGI – Sono stati individuati dalle squadre di soccorso a terra, nei pressi di alcuni rottami del velivolo, i corpi senza vita dei piloti del velivolo T-260B del 70esimo Stormo precipitato questa mattina. Il biposto del 70mo Stormo era impegnato in un volo di addestramento quando si è schiantato al suolo nel Parco Nazionale del Circeo e ha preso fuoco.
Le vittime sono il colonnello Simone Mettini, 48 anni, comandante del 70mo Stormo di Latina e pilota istruttore, e Lorenzo Nucheli, l’allievo che era con lui. Dopo che la torre di controllo dell’aeroporto Comani aveva perso i contatti con l’equipaggio, gli elicotteri dell’Aeronautica militare e dei stessi vigili del fuoco hanno avvistato i rottami ancora in fiamme in una zona boscosa e impervia all’altezza di Cerasella, a 4 chilometri dalla statale Pontina.
Oltre ai carabinieri del comando di polizia militare dell’Aeronautica sono intervenuti anche gli investigatori del Reparto Operativo del comando provinciale per le indagini necessarie a ricostruire le circostanze della tragedia. La Procura Militare di Roma è in attesa di una prima informativa sull’incidente per valutare l’apertura di un fascicolo d’indagine e accertare eventuali responsabilità di competenza militare. Anche la Procura della Repubblica di Latina segue l’evoluzione delle indagini, per stabilire eventuali profili di responsabilità di carattere civile o penale.
“Profonda costernazione e sincera commozione” sono state espresse dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Profondo cordoglio” anche dalla premier, Giorgia Meloni, mentre il ministro della Difesa, Guido Crosetto, su X ha scritto: “Si dice che un pilota non muore mai, vola solo più in alto, ma non posso nascondere il profondo dolore per la notizia della tragica scomparsa” dei due militari.
Annullato per lutto il sorvolo che era previsto poche ore dopo la tragedia delle Frecce Tricolori sul Duomo di Milano per celebrare i 100 anni della presenza del Comando in città.
Clicca qui e iscriviti al nostro canale Whatsapp! Le notizie, in tempo reale, dell’Agenzia Italia ora anche sul tuo smartphone
Aereo dell’Aeronautica militare caduto a Sabaudia: morti i due militari a bordo

Sono stati trovati morti all’interno del velivolo che ha preso fuoco i due militari dispersi. Un aereo dell’Aeronautica militare è caduto stamattina a Sabaudia, nel territorio del Parco Nazionale del Circeo.
Continua a leggere
Napoli, dà fuoco a una felpa e la lancia in casa della compagna dopo una lite: 41enne arrestato a Santa Lucia

Al culmine di una lite, l’uomo è uscito di casa e, dopo aver infranto una finestra, ha lanciato all’interno dell’abitazione una felpa a cui aveva dato fuoco.
Continua a leggere
Il treno della Circum è troppo affollato, rissa a bordo tra i passeggeri: arrivano le forze dell’ordine

Tensioni questa mattina su un treno della Circumvesuviana: una rissa a bordo tra alcuni passeggeri ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine alla stazione di Meta di Sorrento.
Continua a leggere
Global Sumud Flotilla vicina a Gaza, a Napoli gli studenti occupano le sedi della Federico II e de L’Orientale

Già a partire dalla serata di ieri, i collettivi studenteschi hanno occupato la sede di Porta di Massa della Federico II e quella di Palazzo Giusso de L’Orientale in sostegno della Global Sumud Flotilla, che si sta avvicinando a Gaza.
Continua a leggere
Rapinato e poi accoltellato a Boscoreale, 19enne grave in ospedale: operato per un polmone collassato

Il giovane è stato operato all’ospedale di Castellammare e poi trasferito a Napoli: è in prognosi riservata. Sulla vicenda indagano i carabinieri.
Continua a leggere
Il 21enne che ha torturato e violentato la ex era appena uscito dal carcere: la giovane rischia di perdere l’occhio

Esponente di una nota famiglia criminale di Latina, G. D. R. è il figlio della donna ritenuta essere la mandante dell’omicidio di Paolo Celani, ucciso nel 2010.
Continua a leggere
Salvatore Ocone ha ammesso gli omicidi della moglie e del figlio. Ancora grave la figlia 16enne

Al termine dell’interrogatorio, durato circa un’ora e mezza, Salvatore Ocone ha ammesso l’omicidio della moglie Elisa Polcino e del figlio di 15 anni, uccisi a Paupisi, nel Beneventano.
Continua a leggere
Orologi, vestiti e profumi falsi venduti online: giro d’affari da 1 milione, denunciati marito e moglie incensurati

I due coniugi gestivano un vero e proprio negozio online di prodotti contraffatti: i finanzieri hanno sequestrato 23mila articoli del valore di 1 milione di euro.
Continua a leggere
La Flotilla naviga nella zona di rischio: “Costretti a una brusca manovra per evitare una …
AGI – La Global Sumud Flotilla diretta a Gaza nella notte è stata “aggressivamente circondata” da una nave da guerra israeliana e il capitano di una delle imbarcazioni in testa è stato costretto a “una brusca manovra per evitare una collisione frontale”: lo riferisce la stessa Gsf in una nota.
“Navi da guerra israeliane hanno intrapreso manovre pericolose e intimidatorie contro le navi Alma e Sirius della flottiglia”, ha fatto sapere la Flotilla, “le navi da guerra hanno disattivato le comunicazioni, hanno aggirato aggressivamente imbarcazioni civili e hanno costretto i capitani a brusche manovre evasive per evitare la collisione. Queste azioni ostili”, denuncia la Flotilla, hanno messo in grave pericolo civili disarmati provenienti da oltre 40 Paesi”.
Nella notte le imbarcazioni sono entrate nella zona di “massimo rischio”, hanno sentito droni sempre più vicini, alcuni di sono stati avvicinati da altre imbarcazioni e in alcuni casi sono state costrette ad abbandonare la Flotilla ma per il momento non si sono fortunatamente registrati scontri o condotte pericolose.
Pochi minuti dopo le 2 sui canali social della Global Sumud Flotilla è stato annunciato: “Stiamo entrando nella zona ad altro rischio”.
Precisando subito dopo: “L’attività dei droni sulla flottiglia è in aumento. Diverse segnalazioni indicano diversi scenari che si potrebbero verificare nelle prossime ore. Siamo ora entrati nella zona ad alto rischio, l’area in cui le flottiglie precedenti…”.
Come previsto pochi minuti più tardi la fregata Alpino della Marina Militare italiana ha comunicato alle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza che non avrebbe proseguito nella rotta. La decisione era stata ampiamente anticipata già ieri pomeriggio, rendendosi disponibile a recuperare eventuali membri degli equipaggi che avessero voluto essere trasferiti a bordo.
Pochi minuti prima delle 5 le prime imbarcazioni intercettate: “Alcune imbarcazioni non identificate si sono avvicinate a diverse navi della Flottiglia, alcune delle quali con le luci spente. I partecipanti hanno applicato i protocolli di sicurezza in preparazione di un’intercettazione. Le imbarcazioni hanno ora lasciato la Flottiglia”.
Il botta e risposta tra Flotilla e Meloni
“La Presidente del Consiglio ha definito la Global Sumud Flotilla un pericolo per il “piano di pace” americano. Avete letto bene: civili disarmati, attivisti nonviolenti e navi cariche di farina e medicinali sarebbero una minaccia alla stabilità. Il paradosso è evidente: si chiama pace un progetto che condanna Gaza a restare prigione a cielo aperto, e si bollano come “nemici” coloro che tentano di spezzare un assedio illegale”. Lo scrive in una nota la Global Sumud Flotilla, sottolineando che “stanotte non è a rischio solo l’equipaggio della Flotilla, ma il diritto internazionale stesso, calpestato da un Governo che preferisce accodarsi ai diktat di una strategia neocoloniale. Diversi Paesi hanno scelto di rispettare la legge; l’Italia, invece, certifica la propria noncuranza. Colpisce che la Presidente Meloni non abbia mai pronunciato la parola “legalità” e non abbia citato l’artefice del genocidio: lo Stato di Israele. Non una calamità naturale, non una “guerra”, ma la responsabilità precisa di un potere che assedia, affama e bombarda una popolazione civile. A fine agosto l’OMS aveva lanciato l’allarme: entro la fine di settembre oltre 640 mila persone a Gaza sarebbero entrate in carestia l’equivalente dell’intera città di Palermo. La vera minaccia – conclude la nota – è l’assedio, non la Flotilla”.
La risposta della presidente del Consiglio è arrivata su X: “Leggo con stupore le parole della Flotilla che mi accusa di considerare “un pericolo” civili disarmati e navi cariche di aiuti. La verità è semplice: quegli aiuti possono essere consegnati senza rischi attraverso i canali sicuri già predisposti. Insistere nel voler forzare un blocco navale significa rendersi – consapevolmente o meno – strumenti di chi vuole far saltare ogni possibilità di un cessate il fuoco. Perciò risparmiateci le lezioni di morale sulla pace se il vostro obiettivo è l’escalation. E non strumentalizzate la popolazione civile di Gaza se non vi interessa davvero il loro destino”.
La Giornata internazionale del caffè: il 71% degli italiani lo beve ogni giorno
AGI – “Ah, che bello ‘o caffè” cantava Fabrizio De André, dando voce a un sentimento che abbraccerebbe ben il 97,7% degli italiani. Tanti sono, infatti, quelli che dichiarano di amare e bere l’infuso nero, stando allo studio condotto da AstraRicerche per il Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food e dal quale emerge anche che il 71% degli italiani beve caffè ogni giorno.
Un rito condiviso con paradossi
L’indagine “Gli italiani e il caffè“, diffusa in occasione della Giornata Internazionale del Caffè che si celebra oggi, primo ottobre, racconta quindi un rito condiviso in maniera universale, ma con qualche paradosso. L’Italia ama il chicco, ma non conosce la filiera. Oltre la metà degli italiani (64,6%), infatti, pensa che nel nostro Paese si coltivi caffè. Se più di 7 italiani su 10 lo bevono tutti i giorni, qualche differenza emerge per genere ed età. Le donne, con il 73% di consumo quotidiano, superano di poco gli uomini, fermi al 69% e la fascia d’età che ne beve di più è quella che va dai 35 ai 65 anni (oltre il 75%). Anche le modalità di preparazione raccontano un’Italia in evoluzione.
L’espresso: un’icona apprezzata
L’espresso resta l’icona, più si conosce e più lo si apprezza. È la modalità di preparazione preferita dal 51,6% degli italiani, con percentuali che crescono con l’età. È amato sia al bar, dove raggiunge un voto medio di 8,06, sia a casa, dove sfiora sempre l’8. Per il 74,3% degli italiani è il miglior caffè per gusto personale, per il 64,9% è quello che preferiscono anche all’estero, e per il 75,7% è il caffè più apprezzato al mondo. Ma soprattutto, è riconosciuto come simbolo di convivialità e condivisione: l’83,2% lo associa a un’occasione per stare insieme, l’81,8% alla comodità di una preparazione rapida, il 59% a un piacere accessibile a tutti. Le cialde e le capsule restano la scelta più diffusa dentro le mura domestiche (59,5%), forse indice di ritmi di vita sempre più dinamici, seguite dalla moka (55,2%) e dalla macchina espresso automatica (34,4%). Tuttavia, rispetto al passato, le capsule hanno perso terreno – erano al 65% tra il 2021 e il 2023 – mentre la moka, dopo anni di calo, mostra una risalita, e le macchine automatiche continuano a crescere, arrivando al 18,9% di preferenze.
Il caffè come bandiera nazionale
“Il caffè in Italia è una bandiera nazionale – ha spiegato Giuseppe Lavazza, presidente del Comitato Italiano del Caffè, presentando la ricerca all’Ambasciata del Brasile a Roma -. È importante promuovere e tramandare ai più giovani un sapere che fa parte del nostro DNA e che ha reso l’Italia la patria del caffè, famosa in tutto il mondo. Una maggiore consapevolezza di questi aspetti non può che rafforzare il legame con il prodotto”.
Confusione sulla filiera del caffè
Resta, infatti, una certa confusione sulla filiera: quasi la metà degli italiani (44,1%) crede che nel nostro Paese esistano coltivazioni di caffè a cui si aggiunge un 20,5% di chi pensa che siano addirittura coltivazioni rilevanti. Una convinzione che sale al 42% tra i 18-24enni. Il Brasile è riconosciuto dalla maggioranza come primo produttore mondiale di caffè (72% degli italiani), il 56% cita correttamente anche la Colombia tra i principali produttori, ma Vietnam e Indonesia – rispettivamente secondo e quarta al mondo per volumi – sono segnalati solo dal 10,6% e dall’8,9% degli italiani.
Il legame tra Brasile e Italia
“Il caffè rappresenta un legame che avvicina Brasile e Italia, siamo il maggior produttore mondiale e il principale fornitore del mercato italiano – ha dichiarato l’ambasciatore del Brasile in Italia Renato Mosca -. Celebrando la giornata internazionale del caffè riaffermiamo il valore economico e culturale di questa bevanda e il suo ruolo come motore di innovazione, inclusione sociale e sostenibilità”. Solo quattro italiani su dieci (40,5%) sanno che i chicchi prima della tostatura sono verdi o gialli, mentre la maggioranza li immagina già marroni o neri. Il 53,8% sa che i chicchi sono contenuti in frutti, ma quasi uno su dieci pensa che nascano sotto terra. Anche sulle varietà la conoscenza è limitata: quasi tutti conoscono l’Arabica (90,4%), ma la Robusta è nota solo al 56,7%, mentre la Liberica e l’Excelsa restano sotto il 15%.
La tradizione italiana nel settore
Anche la tradizione italiana nel settore è percepita in modo differenziato. Il 71,3% riconosce che il nostro Paese vanta una forte storia nella torrefazione e nella miscelazione, ma la percentuale scende al 61% tra i 18-24enni e sale all’81% tra i 55-65enni. Il concetto stesso di “arte della torrefazione” non è chiaro a tutti: tre su quattro sanno che consiste nella tostatura accurata e nella selezione dei tempi e delle temperature, poco più del 70% la collega anche alla creazione delle miscele.
Conoscenza degli elementi che influenzano il sapore
Un dato incoraggiante riguarda, infine, la conoscenza degli elementi che influenzano il sapore: l’88,7% indica correttamente la tostatura, l’82,9% l’area di coltivazione e il 79,9% i processi di lavorazione nei Paesi d’origine. Restano però aree di confusione: oltre la metà degli italiani non sa stimare la durata della tostatura e molti ne sopravvalutano i tempi, arrivando a pensare che possa durare oltre mezz’ora. “In un prodotto mono ingrediente come il caffè, il dettaglio è tutto – ha sottolineato il direttore di Unione Italiana Food Mario Piccialuti -, per questo i torrefattori italiani sono maestri riconosciuti a livello mondiale”.
L’Unione Italiana Food: il caffè come rito sociale
Il caffè come rito sociale, con otto tazzine su dieci bevute in casa e le altre nei bar o nei ristoranti, e come simbolo del Made in Italy nell’arte della torrefazione: è quanto emerge dalle elaborazioni di Unione Italiana Food, su dati Istat e NielsenIQ. I dati raccontano come nel 2024 la produzione italiana di caffè abbia raggiunto le 430.906 tonnellate, a fronte di una tenuta, al -0,6%, dei volumi sul 2023, ma con una performance economica che ha rivelato la solidità del comparto. Il valore complessivo della produzione è ammontato infatti a 4.732,9 milioni di euro, con un incremento dell’8,5% rispetto ai 4.363,8 milioni dell’anno precedente.
Italia leader nell’arte della torrefazione
Nell’arte della torrefazione, l’Italia rimane leader nel mondo con i suoi maestri torrefattori e quasi mille torrefazioni. Nel 2024, il nostro Paese ha importato circa 10 milioni di sacchi di caffè verde, di cui quasi 4 milioni solo dal Brasile. Segue il Vietnam, da cui abbiamo importato 2,2 milioni di sacchi di caffè. Infine, nell’ultimo anno, l’Italia ha esportato 5.692.234 sacchi di caffè torrefatto, che corrispondono a 341.534 tonnellate. Dallo studio, inoltre, emerge un’istantanea che vede il caffè come rito sociale, identitario e culturale.
Consumi e tendenze del caffè nel 2024
Nel 2024, in Italia, si sono consumate oltre 280mila tonnellate di caffè, contro le 278mila del 2023, con un consumo pro capite salito a 4,8 kg all’anno. Il consumo è prevalentemente domestico, con una quota dell’80% circa, mentre il restante 20% deriva da consumi fuori casa, tra bar, ristoranti e hotel. Inoltre, prendendo in considerazione le tipologie di prodotto disponibile sul mercato, è possibile vedere nel 2024 un aumento del mono-porzionato a discapito del caffè macinato: capsule e cialde, infatti, hanno registrato una crescita a volume del 13% (dal 20,6% del 2023 al 23,9% del 2024), mentre il caffè macinato ha registrato un – 6% a volume (dal 67,6% del 2023 è sceso al 64%). Segue il caffè in grani (8%) e chiude il caffè solubile (4%).
Allarme medici di base in Lombardia, -140 nei prossimi tre anni
AGI – “Contrariamente alle previsioni, ieri si sono presentati solo 306 colleghi al concorso per l’accesso al corso regionale di formazione in medicina generale, su oltre 600 che si erano iscritti. I posti disponibili in Regione Lombardia quest’anno sono 390, purtroppo non verranno coperti tutti. Temiamo, inoltre che dei 306 che hanno partecipato al concorso qualche decina di loro, al momento della scelta definitiva, opterà per altre strade: stimiamo che alla fine saranno poco più di 250 i medici che intraprenderanno realmente questo percorso, circa 140 in meno rispetto al fabbisogno regionale per i prossimi tre anni”. Lo dichiara Anna Pozzi, segretaria di Fimmg Milano.
“È evidente – prosegue Pozzi – che nella nostra regione, a differenza di altre, la professione di medico di famiglia non risulta particolarmente attrattiva per i giovani. Al di là dei problemi noti di burocrazia e carichi di lavoro, manca per i nuovi professionisti – che ricordiamo sono partite IVA – la certezza di un sostegno minimo per poter assumere segretaria e infermiere, mentre gli accordi regionali arrivano con ritardi di mesi rispetto alle scadenze”.
Giovanni Sala morto davanti alla sede Sky di Milano, il testimone: “Bloccato dai vigilantes, chiedeva aiuto”

Un testimone della morte di Giovanni Sala, 34 anni, deceduto nella notte tra il 19 e il 20 agosto 2023 dopo essere stato bloccato da due guardie giurate davanti alla sede Sky di Rogoredo a Milano: “Uno grosso gli era sopra, mi ha ricordato George Floyd”
Continua a leggere
Corteo per Gaza alla Sapienza, occupata la facoltà di Scienze politiche
AGI – Sono in corso i monitoraggi della Digos della Questura di Roma e degli agenti del commissariato in relazione a quanto accaduto all’Università La Sapienza, dove alcuni studenti dei movimenti – tra cui Cambiare Rotta – dopo aver calato una grande bandiera palestinese, sono entrati nella facoltà di Scienze Politiche, interrompendo le lezioni e battendo sulle porte delle aule. Gli studenti hanno annunciato di aver occupato la facoltà.
L’azione è arrivata al termine di un corteo studentesco che ha attraversato la città universitaria, passando davanti a diverse facoltà e dipartimenti. La mobilitazione è stata lanciata in solidarietà con la Palestina e a sostegno della Global Flotilla. A quanto si apprende, il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha sentito telefonicamente la rettrice dell’ateneo romano, Antonella Polimeni, per essere informata direttamente su quanto sta accadendo.
Il ministro, che il primo ottobre sarà in Giordania per accompagnare alcuni studenti palestinesi, ha chiesto di essere costantemente aggiornata. Ad accompagnarla ad Amman sarà proprio la rettrice Polimeni, che accoglierà visiting professor palestinesi nell’ambito del bando “Solidarietà Sapienza”. Come già dichiarato nei giorni scorsi in merito ad altre occupazioni – come quella in corso all’ateneo di Genova – Bernini ha ribadito la volontà di intraprendere tutte le azioni necessarie affinché i responsabili di eventuali danneggiamenti o imbrattamenti si facciano carico dei costi di ripristino e pulizia.