È morto Sandro Giacobbe, il cantante aveva 75 anni e lottava contro un tumore alla prostata
È morto il cantante Sandro Giacobbe Nella sua abitazione di Cogorno, aveva 75 anni. Lo ha confermato una fonte vicina alla famiglia. Giacobbe aveva 75 anni e con grande coraggio da oltre dieci anni era in lotta con un tumore alla prostata.
Thomas Ceccon: “Mi hanno chiesto di cancellare il commento su Benedetta Pilato. Non l’ho più sentita”

Thomas Ceccon racconta cosa è successo dopo il suo commento ironico alla notizia del fermo di Benedetta Pilato a Singapore per un furto al duty-free: “La macchia un po’ rimane”.
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Eruzioni vulcaniche dimenticate potrebbero aver innescato la Peste Nera: le nuove prove scientifiche

Un nuovo studio su Communications Earth & Environment ricostruisce come eruzioni vulcaniche della metà del XIV secolo innescarono la sequenza climatica e commerciale che portò la Peste Nera nell’Europa medioevale.
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Minacce a Lotito per vendere la Lazio, 5 indagati
AGI – I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Roma, su delega della procura, hanno eseguito cinque perquisizioni nei confronti di altrettante persone indagate per tentata estorsione e manipolazione del mercato ai danni del presidente della Lazio, Claudio Lotito. È quanto emerge dal decreto di perquisizione di dieci pagine firmato dai pm di Roma Lucia Lotti e Lorenzo Del Giudice.
Secondo l’atto, i cinque indagati, “agendo in concorso morale e materiale tra loro e con terzi in corso di identificazione”, avrebbero messo in atto “reiterati atti di minaccia di morte” tramite social network, telefonate anonime e mail indirizzate a Lotito o a suoi collaboratori, con l’obiettivo di costringerlo a cedere il capitale detenuto nella S.S. Lazio o, in almeno un caso, a procedere a un aumento di capitale. Il decreto contesta inoltre la diffusione, attraverso la testata online Millenovecento, di “notizie false relative alla imminente cessione del pacchetto di controllo della S.S. Lazio, allo stato di decozione delle società riconducibili a Lotito e alla presunta intenzione di far retrocedere deliberatamente la squadra per ottenere il cosiddetto paracadute da 35 milioni di euro”, informazioni ritenute idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo del titolo della società, quotata in Borsa.
Il disegno criminoso, si legge ancora, sarebbe stato “ampio e unitario”, volto da un lato a ridurre il valore delle azioni per spingere Lotito alla cessione del controllo e, dall’altro, a orientare la protesta della tifoseria contro lo stesso presidente attraverso la diffusione delle pseudonotizie. La notizia dell’inchiesta era stata anticipata, nelle scorse settimane, da Giuseppe Scarpa su La Repubblica. Tra gli indagati figura anche il giornalista Stefano Greco che, su X, ha scritto: “Dopo la Digos, oggi i carabinieri. Si sono presentati in sei prima delle 7 di mattina per perquisizione, controllo dei computer, sequestro del cellulare. Un anno fa ho fatto una denuncia per insulti e minacce, dopo 13 mesi nulla. Ma io non sono Lotito”.
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Barra, 45enne trovato con arnesi da scasso vicino la scuola Salvemini-Rodinò, vandalizzata 5 volte in 10 giorni

La polizia ha denunciato un 45enne sorpreso con arnesi da scasso nei pressi della scuola Salvemini-Rodinò questa notte. L’istituto era stato colpito da 5 raid vandalici in 10 giorni e ieri il Prefetto di Napoli aveva fatto visita a preside e docenti.
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I pensieri intrusivi nei genitori sono più frequenti di quanto pensassimo: cosa dice lo studio

Secondo la ricerca, pensieri intrusivi e percezioni alterate sono fenomeni comuni nel primo anno di genitorialità e possono comportare un impatto significativo sullo stress e il benessere generale della famiglia.
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I canali del gruppo Discovery verso il passaggio a Sky: è l’effetto dell’affare Netflix-Warner Bros

Dopo l’affare Netflix-Warner Bros, Discovery Italia potrebbe finire a Comcast secondo gli analisti. I canali lineari esclusi dall’accordo cercano una nuova casa. Significa che la Nove, Real Time e DMAX sarebbero assorbiti da Sky Italia. E nel pacchetto potrebbe finire anche HBO Max.
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Portiere segna su rigore e festeggia ma non fa in tempo a rientrare: il collega avversario fa gol da centrocampo

Nel campionato boliviano il portiere Alain Baroja segna su rigore per l’Always Ready, ma subito dopo subisce un gol direttamente da centrocampo dall’Aurora. Una scena alquanto singolare che ha catturato l’attenzione di tifosi e media.
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Arezzo, assolto l’artigiano che uccise il vicino mentre gli demoliva la casa con una ruspa
AGI – Sandro Mugnai, l’artigiano di Arezzo che sparò e uccise il vicino di casa, Gezim Dodoli, mentre attaccava la sua l’abitazione con una ruspa è stato assolto oggi dalla Corte d’Assise di Arezzo. Il pubblico ministero Laura Taddei aveva chiesto 4 anni di reclusione rilevando un eccesso colposo di legittima difesa.
Gezim Dodoli morì nell’abitacolo del mezzo meccanico, colpito dai colpi sparati da Mugnai. “Assolto perché il fatto non costituisce reato, perché ha agito in stato di legittima difesa” ha stabilito la sentenza pronunciata dalla Corte d’Assise di Arezzo, presieduta da Anna Maria Lo Prete.
La dinamica dei fatti
I fatti risalgono al 5 gennaio 2023 a San Polo, frazione di Arezzo. Gezim Dodoli stava colpendo l’abitazione di Mugnai con la benna di una ruspa.
L’assalto fu per Mugnai, ha sempre sostenuto lo stesso artigiano imputato, una minaccia improvvisa che metteva a rischio la sua incolumità e quella dei familiari radunati all’interno dell’abitazione per la cena. Reagì con la carabina da caccia al cinghiale, regolarmente detenuta ed esplose alcuni colpi. Dodoli morì nella cabina di guida del mezzo meccanico.
La sentenza è stata accolta tra le lacrime da Sandro Mugnai e dai suoi familiari presenti in aula.
Patrizia Rossetti: “Marco Antonio Bellini mi ha lasciato. Ci sono rimasta male, spero che mi chieda di rivederci”

La conduttrice ha espresso la sua delusione: “Spero ancora che lui mi chieda di vederci almeno per chiarire o per far ripartire la storia”.
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Assegno unico a dicembre 2025, pagamenti anticipati: quando arrivano i soldi e come controllare il saldo

Per chi riceve l’Assegno unico e universale, il pagamento di dicembre 2025 sarà anticipato rispetto alle solite scadenze: arriverà tra mercoledì 17 e venerdì 19. Se è la prima volta, oppure si sono cambiati da poco i dati come Isee e numero di figli, potrebbero esserci dei ritardi. Ecco il calendario e come controllare se la pratica Inps è in ordine.
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Perché per la prima volta Pantone sceglie un “non colore”: cosa racconta il bianco Cloud Dancer

Pantone ha eletto per la prima volta come Color of the Year un non colore: Cloud Dancer è bianco. Racconta il bisogno di ricominciare all’insegna della calma.
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Bonus sport 2025 in scadenza, domande fino al 10 dicembre: come avere il contributo da 300 euro per i figli

Fino al 10 dicembre 2025 si può fare domanda per il bonus sport 2025, l’aiuto sino a 300 euro per le famiglie con Isee minorenni sotto i 15mila euro per sostenere le spese legate alle attività sportive dei figli (di età compresa tra i 6 e i 14 anni). Vediamo come richiederlo e tutti i requisiti.
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Uccise il vicino che attaccò con un escavatore la sua casa: Mugnai assolto, agì per legittima difesa

Sandro Mugnai è stato assolto: per i giudici agì in legittima difesa quando uccise Gezim Dodoli, che stava distruggendo la sua casa con un escavatore dopo una lite.
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Garlasco: De Stefano, “ecco perché quella su Sempio è solo un’ipotesi”
AGI – “Presenza di Stasi sulle unghie di Chiara Poggi? È sbagliato parlare di presenza o assenza perché si parla di caratteri genetici che ci sono o non ci sono. Ci sono dei caratteri che sono condivisi da più persone, qualcuno potrebbe essere anche di Stasi, da quello che si legge nella perizia della dottoressa Denise Albani. Poi c’è un risultato che sarebbe compatibile con Sempio per il quale ci sono 12 marcatori su 16 e, in più, alcuni di questi risultati sono contaminati“. Lo afferma in un’intervista all’AGI il professor Francesco De Stefano, il genetista che firmò la perizia nel 2014 sul DNA estratto dalle unghie di Chiara Poggi.
All’epoca De Stefano sostenne di non avere acquisito risultati “consolidati” sul materiale genetico analizzato sulle unghie e, quindi, non validi scientificamente. “Ci sono due posizioni: la mia era stata conservativa e garantista. Siccome non è possibile nelle tre repliche avere una conferma dei risultati, era stato il mio ragionamento, io dissi che i risultati non servivano a nulla. Non avevo nel quesito la richiesta di fare un’analisi biostatistica mentre Albani aveva nel quesito questa necessità di fare un confronto biostatistico. Le è stato chiesto e lei ha fatto il suo dovere ma stiamo parlando di ipotesi, non c’è nessuna certezza. Ecco perché sono ipotesi che vanno consolidate dentro un’aula di giustizia”.
Perché è sbagliato parlare di dna di tizio o di caio
De Stefano spiega perché in questa fase è sbagliato parlare di DNA di tizio o di caio. “La perita fa un’analisi dicendo che ci sono tre dita su nove che hanno dato delle risposte. Per ogni dito fanno un confronto con tutte le persone di cui hanno preso il DNA e dicono che ci sono dei caratteri che corrispondono a tizio o a caio.
Come giustamente sostiene Albani, nella sua perizia che io sottoscrivo in gran parte dal punto di vista scientifico, non c’è nessun risultato consolidato per cui le ipotesi si basano su dei risultati non consolidati e quindi scientificamente non sostenibili più di tanto”.
Il ragionamento nella genetica forense
“Ci sono tracce di Stasi? Voi tutti giornalisti vi siete innamorati di ‘c’è il DNA di tizio o caio’ ma non è così che si ragiona quando si fa la genetica forense. Ci sono dei caratteri e noi vediamo che livello di compatibilità o incompatibilità c’è con le persone su cui si svolge l’indagine. Non c’è il DNA mio o di qualcun altro. Ci sono dei caratteri genetici che poi, successivamente, possono essere attribuiti o dichiarati compatibili oppure dei caratteri verosimilmente da escludere. Ma sono sempre verosimiglianze, non si può dire che c’è il DNA di tizio o di caio”.
L’importanza del contesto e il trasferimento del dna
Sul metodo usato da Albani, incaricata della perizia dal Tribunale di Pavia, De Stefano ritiene che “i dati statistici non sono la verità, sono delle ipotesi più o meno sostenibili. E poi rimane sempre di fondo la necessità di capire quando quel DNA si è trasferito e con quali modalità. La stessa Albani dice probabilmente che è da contatto“.
Quello che preme sottolineare a De Stefano è che questi dati vanno sempre inquadrati in un’aula di tribunale. Fa un esempio eclatante che risale al 2002 quando un barista di Liverpool venne accusato dell’omicidio in una pineta toscana di una giovane donna. Il DNA nella banca dati portò all’arresto del barista che era stato censito in precedenza per guida in stato di ebbrezza. Risultò poi che l’uomo aveva un alibi di ferro e si trovava in Inghilterra, come testimoniato da numerose persone.