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Ritrovati i 114 computer rubati dalla scuola nel Casertano: erano a Scampia


Nel giro di 48 ore i carabinieri hanno trovato i laptop rubati dall’Istituto Tecnico Industriale di Alife (Caserta); coniugi denunciati per ricettazione.
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Sesso non protetto e cibi contaminati, aumentano i casi di epatite

AGI – Crescono in Italia, analogamente a quanto avviene nel resto d’Europa, le segnalazioni di casi di epatite A, legati sia alla trasmissione sessuale che al consumo di prodotti contaminati. Lo segnala l’aggiornamento del bollettino della sorveglianza SEIEVA relativo al primo semestre del 2025, pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui sono invece in calo i casi di epatite B, aumentano quelli di epatite E mentre per l’epatite C la situazione è sostanzialmente stabile. Nel dettaglio, dal 1 gennaio al 30 giugno 2025, sono stati complessivamente segnalati 247 casi di epatite A, in aumento rispetto ai 159 casi segnalati nello stesso periodo del 2024 e i 105 relativi al 2023. Le Regioni che hanno segnalato il maggior numero di casi sono Lombardia (18,6%), Emilia Romagna (16,6%) e Lazio (15,8%). Il 64% dei casi si è verificato in uomini. La classe di età maggiormente affetta è stata quella 35-54 anni (35,2%), con età mediana di 37 anni (range: 2-95 anni); ma sono stati diagnosticati anche 29 casi pediatrici di età inferiore ai 14 anni. Il fattore di rischio riportato più frequentemente dai casi è il consumo di frutti di mare (47,1%), mentre il 23% ed il 24% dei casi riportavano, rispettivamente, viaggi in area endemica e consumo di frutti di bosco. Si osserva un aumento nel numero di casi segnalati in uomini che fanno sesso con uomini (MSM), esposizione riportata dal 29,8 % dei casi (11,4% nel 2024). “Tali aumenti di segnalazioni – sottolinea Maria Elena Tosti, del centro nazionale per la salute globale dell’Iss-impongono una stretta sorveglianza dei casi a livello sia nazionale sia europeo con la necessità di mettere in pratica tempestivamente le azioni di prevenzione atte a garantire il contenimento degli outbreak di epatite acuta A. Fondamentale è il ricorso alla vaccinazione per i contatti di casi, i viaggiatori verso aree endemiche e uomini che fanno sesso con uomini.”

Nel primo semestre inoltre sono stati segnalati 72 casi di epatite B (in calo rispetto ai 106 notificati nello stesso periodo del 2024). Le Regioni che hanno segnalato il maggior numero di casi sono l’Emilia-Romagna (22,2%), la Lombardia (19,4%) e il Lazio (15,3%). I casi segnalati sono prevalentemente di sesso maschile (77,8%); tutti avevano età superiore di 18 anni (range età 26-96), con età mediana di 55,5 anni, la fascia di età maggiormente rappresentata era 35-54 anni (38,9%). Le cure odontoiatriche sono state il fattore di rischio riportato più frequentemente (42,4% dei casi), seguite dai trattamenti estetici (rasatura dal barbiere, manicure/pedicure, piercing e tatuaggi – 31,8%). Il 25,4% dei casi con più di 16 anni riportava un’esposizione sessuale a rischio, intesa come partner sessuali multipli o mancato uso del profilattico in corso di rapporti occasionali.

L’epatite C

E ancora, si sono registrati 25 casi di epatite C contro i 27 dello stesso periodo del 2024: per la maggior i casi provengono dalla Lombardia (36,0%), seguita dall’Emilia Romagna (20,0%). Le segnalazioni dei primi sei mesi del 2025 riguardano prevalentemente maschi (60,0%), con un’età mediana di 48 anni (range età 15-75); 1 caso riguarda un soggetto con età tra 15 e 24 anni; la fascia maggiormente colpita è 35-54 anni con 10 casi notificati (40,0%). L’esposizione nosocomiale è stata il fattore di rischio riportato più frequentemente (36,0% dei casi di epatite C).

L’epatite E

Infine, il numero di nuovi casi di epatite E è pari a 60 (in aumento rispetto ai 37 notificati nello stesso periodo del 2024). La maggioranza delle segnalazioni proviene dalle Regioni Abruzzo (18 casi segnalati, 30%) e Lazio (14 casi). I casi sono prevalentemente di sesso maschile (78,3%) e con età mediana di 59 anni (range 22-89). Tre dei casi segnalati avevano compiuto un viaggio in area endemica (Algeria, Egitto e Filippine), mentre gli altri avevano plausibilmente acquisito l’infezione in Italia. Il 58,5% dei casi riportava di aver consumato carne di maiale (prevalentemente insaccati, 25/31 casi); mentre l’11,3% dei pazienti aveva consumato carne di cinghiale. Un dato rilevante è il ricorso ancora non soddisfacente al test per l’epatite E, nei casi di epatite acuta nei quali è stata esclusa la positività per i virus dell’epatite A, B e C. Infatti solo il 63,7% di questi casi è stato testato e, in caso di test, l’89,2% dei casi (58/65) è risultato positivo, indice che plausibilmente i casi reali di epatite acuta attribuibile al virus HEV sono maggiori di quelli effettivamente diagnosticati.

Garlasco, il futuro dell’inchiesta e la battaglia sul software

AGI – Dopo le anticipazioni della perizia firmata dalla poliziotta scientifica Denise Albani, la prossima data cruciale nel lungo cammino dell’inchiesta su Andrea Sempio è il cinque dicembre quando l’esperta depositerà l’intero documento. Nella mail mandata ai consulenti, Albani scrive che “è in fase di stesura della relazione” e che ribadirà quanto “già ampiamente emerso e discusso” nell’udienza davanti alla gip di Pavia, Daniela Garlaschelli, quando spiegò che non potrà mai sostenere che “quell’indagato è Tizio” perché al massimo si può individuare il contesto familiare per le caratteristiche del dna a disposizione.

Al momento le anticipazioni constano di pochi fogli fitti di numeri di difficile comprensione per chi non abbia una competenza specifica e senza alcuna valutazione di Albani. Quello che è certo è che l’analisi biostatistica ha indicato un’elevata probabilità che il dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi appartenga alla linea paterna della famiglia di Andrea Sempio.

DNA degradato ma non abbastanza

L’esame ha riguardato oltre che Sempio anche familiari e amici di Chiara Poggi, tra cui Marco Panzarasa, e due medici legali, Dario Ballardini ed Ernesto Ferrari, per escludere eventuali contaminazioni sulla scena del crimine nella villetta. Un altro punto fermo, ribadito dalla stessa Albani nell’udienza di settembre dell’incidente probatorio, è che il “dna è parziale, misto e degradato“. Non tanto però, come sostenne il perito Francesco De Stefano nell’appello bis con Alberto Stasi 11 anni fa, da non poter dare risultati che si possono prendere in considerazione a livello scientifico.

Ovviamente le conclusioni a cui è giunta la perita potranno essere contestate dalle parti già a partire dall’udienza del 18 dicembre e poi nelle varie fasi del percorso giudiziario, da un’eventuale udienza preliminare al processo. E potrebbe essere messo in discussione anche lo stesso metodo, a quanto pare mai usato in Italia in inchieste di questo tipo, che consiste nell’uso di strumenti matematici e probabilistici per determinare, attraverso un software, la corrispondenza genetica tra un campione e un individuo. Per oggi si registra sicuramente un punto a favore dell’accusa che vede confermarsi da una perita del tribunale, quindi da un ‘terzo’, la probabilità che il dna appartenga ad Andrea Sempio come stabilito dalle consulenze della difesa di Alberto Stasi e della Procura di Pavia. Attorno a questo dato scientifico i magistrati pavesi proveranno a riscrivere la trama del delitto sulla base delle attività investigative svolte in questi mesi. Anzitutto saranno chiamati a spiegare perché il dna di Sempio fosse sulle unghie di Chiara.

Gli elementi da valutare e il concorso di reato

Secondo la difesa e la parte civile, si tratterebbe di una contaminazione perché Sempio frequentava occasionalmente la casa in quanto amico di Marco Poggi, il fratello della ragazza. Tra gli elementi da valutare spiccano l’impronta attribuita a Sempio sul muro di casa Poggi, la possibile riformulazione della data della morte della vittima da parte dell’anatomopatologa Cristina Catteneo, l’analisi in 3D della scena del delitto (BPA) i cui esiti sono stati secretati, la rilettura delle telefonate ‘mute’ di Sempio a casa Poggi, l’alibi dello scontrino del parcheggio.

Accusa e difesa avranno un campo molto largo sul quale confrontarsi. Bisognerà anche capire il significato del capo d’imputazione che parla di omicidio commesso “in concorso” tra Stasi e Sempio. Un “falso ideologico enorme“, secondo quanto dichiarato in un’intervista al TgLa7 dall’ex procuratore Mario Venditti. “È una cosa che non esiste da nessuna parte – ha detto il magistrato che chiese l’archiviazione nel 2017 – anzi risulta il contrario perché dalla famosa sentenza passata in giudicato, che ha portato alla condanna definitiva di Stasi risulta che l’autore dell’omicidio sia stato uno solo. Il rispetto del giudicato è un pilastro della giurisdizione.”

Il matrimonio più trendy? In campagna. Ed è boom

AGI – Dalle nozze in vigne o uliveti alla fornitura di piante e fiori sostenibili, fino alle innovazioni come i fiori “da bere”, ormai il fenomeno dell'”agri wedding” vale oggi oltre 300 milioni di euro e rappresenta una delle nuove frontiere del florovivaismo italiano. È quanto emerge da una stima di Coldiretti e Consulta florovivaistica in occasione dell’apertura del Congresso nazionale del Fiore che per tre giorni vedrà riuniti a Pompei e a Castellammare di Stabia i massimi esperti del settore per condividere conoscenze, innovazioni e visioni future sulla floricoltura italiana.

Presenti, tra gli altri, il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, il presidente della Consulta florovivaistica, Mario Faro, con la coordinatrice Nada Forbici, il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, e il presidente di Ice, Matteo Zoppas, in collegamento video.

Un focus è dedicato proprio agli aspetti innovativi come il settore dell'”agri wedding“, ovvero il giro d’affari legato alla fornitura di fiori e piante per le cerimonie e all’organizzazione di matrimoni direttamente negli agriturismi. Pompei e Castellammare ospitano veri e propri allestimenti artistici realizzati da alcuni tra i massimi esperti del settore del flower design. La nuova tendenza vede peraltro affiancare all’utilizzo dei tradizionali fiori anche quello delle piante, in una prospettiva più attenta alla sostenibilità. E in questa direzione va il ricorso a materiali riciclabili a basso impatto ambientale così come la possibilità di dare agli addobbi floreali una “seconda vita” sia nelle case che all’aperto.

Innovazioni nei banchetti: fiori eduli e da bere

Ad arricchire l’offerta – evidenzia Coldiretti – ci sono anche attività innovative legate all’organizzazione dei banchetti. Il più noto è quello dei fiori eduli, utilizzati per arricchire di colore e gusto le ricette. Ma ai fiori “da mangiare” si sono affiancati anche quelli “da bere“. I petali vengono fatti macerare e poi usati per la preparazione di cocktail e aperitivi. Il che costituisce una proposta che si abbina all’organizzazione dei matrimoni direttamente nelle aziende agricole, proponendo location immerse nella natura come vigne, campagne e fattorie, dove oltre all’allestimento floreale si valorizzano prodotti locali e la sostenibilità ambientale. Questa tendenza, nata come una nicchia circa un anno e mezzo fa, sta crescendo rapidamente e costantemente, diventando sempre più popolare tra chi desidera nozze legate alla natura e al territorio, sulla scia della centralità acquisita dal matrimonio green.

Piante per la salute e la qualità dell’aria

Un’altra nuova frontiera è poi rappresentata dal ruolo delle piante nella tutela della salute. Una ricerca promossa da Coldiretti e Istituto di Bioeconomia del Cnr per “misurare” i benefici delle piante all’interno degli edifici scolastici ha dimostrato come l’introduzione di alcune specifiche varietà di piante come Sansevieria, la Chamadorea, Yucca, Ficus e la Schefflera fa crollare di un quinto le concentrazioni di CO2, mentre sono scese del 15% quelle di polveri sottili pm2,5.

I numeri record del florovivaismo italiano

La forte propensione all’innovazione conferma poi i record di un florovivaismo italiano che nel 2024 ha raggiunto il valore di 3,3 miliardi di euro, grazie al lavoro delle 19mila imprese impegnate a produrre su una superficie di 30mila ettari, secondo l’analisi della Coldiretti. Un traino importante viene dall’export, che quest’anno arriverà a sfiorare il valore di 1,3 miliardi, con un aumento del 4% rispetto al 2024, un dato sulla base di una proiezione Coldiretti su dati Istat relativi ai primi nove mesi 2025.

Strategie per sostenere la crescita del settore

La crescita del settore va comunque sostenuta, e a tal proposito la Consulta florovivaistica della Coldiretti ha elaborato un piano di misure, a cominciare dal favorire l’innovazione tecnologica per migliorare produttività e sostenibilità, con investimenti in sistemi digitali e tecnologie smart; rafforzare l’export, sfruttando programmi di internazionalizzazione per ampliare la quota sui mercati esteri; promuovere il marchio Made in Italy per aumentare la riconoscibilità e il valore dei prodotti italiani. È considerato importante ampliare l’offerta con servizi personalizzati, come quelli legati al wedding e appunto “agri wedding“, che vedono una domanda in crescita. Parallelamente, viene suggerito che vanno potenziate le strategie di marketing digitale e e-commerce per raggiungere nuovi clienti. Infine, la formazione continua e la partecipazione a fiere di settore sono ritenute fondamentali per mantenere competenze aggiornate e creare sinergie, puntando a una crescita sostenibile e competitiva del comparto florovivaistico nazionale.

Giornalisti in sciopero, il comunicato della FNSI

Questo il comunicato della Federazione nazionale stampa italiana per lo sciopero di venerdì 28 novembre.

“Oggi le giornaliste e i giornalisti italiani sono in sciopero. Scioperiamo perché il nostro contratto di lavoro è scaduto da 10 anni e soprattutto perché riteniamo che il giornalismo, presidio fondamentale per la vita democratica del Paese, non abbia avuto la necessaria attenzione da parte degli editori della Fieg: molti tagli e pochi investimenti, nonostante le milionarie sovvenzioni pubbliche.

In oltre 10 anni la riduzione degli organici delle redazioni e la riduzione delle retribuzioni dei giornalisti attraverso stati di crisi, licenziamenti, prepensionamenti e il blocco del contratto hanno avuto fortissime ripercussioni sul pluralismo e sul diritto dei cittadini ad essere informati.

In questi 10 anni i giornalisti dipendenti sono diminuiti, ma è aumentato a dismisura lo sfruttamento di collaboratori e precari: pagati pochi euro a notizia, senza alcun diritto e senza futuro.

In questi 10 anni il potere di acquisto degli stipendi dei giornalisti è stato eroso dall’inflazione, quasi del 20% secondo Istat: per questo chiediamo un aumento che sia in linea con quelli degli altri contratti collettivi.

Gli editori hanno proposto un aumento irrisorio e chiesto di tagliare ulteriormente il salario dei neo assunti, aggravando così in modo irricevibile la divisione generazionale nelle redazioni.

Non ne facciamo una battaglia corporativa. Pensiamo che un’informazione davvero libera e plurale, che sia controllo democratico, abbia bisogno di giornalisti autorevoli e indipendenti, che non siano economicamente ricattabili.

Chiediamo un contratto nuovo, che tuteli i diritti e che guardi all’informazione con le nuove professioni digitali, regolando l’uso dell’Intelligenza Artificiale e ottenendo l’equo compenso per i contenuti ceduti al web.

Vogliamo spingere gli editori a guardare al futuro senza continuare a tagliare il presente. Se davvero la Fieg tiene all’informazione professionale deve investire sulla tecnologia e sui giovani che non possono diventare manovalanza intellettuale a basso costo. Lo deve a noi giornalisti, ma soprattutto lo deve ai cittadini tutelati dall’articolo 21 della Costituzione”.

Il sito Agi.it riprenderà gli aggiornamenti dalle ore 6 di sabato 29 novembre.

La giovane santa contro i femminicidi

AGI – Una santa contro i femminicidi. È la venerabile Maria Goretti “in odore” per essere nominata dal Vaticano protettrice delle donne vittime di violenza. La notizia del suo nuovo “incarico spirituale” potrebbe avere luce verde, all’esame del dicastero per il Culto divino competente in materia: una delle pratiche “incompiute” lasciate in eredità a Leone XIV.

La storia della venerabile è emblematica. Nel 1902, all’età di 11 anni Marietta (come la chiamavano parenti e amici) reagì a un tentativo di stupro nelle campagne malariche intorno a Latina, in località Le Ferriere. Fu massacrata con un arnese appuntito e prima di morire, si racconta, riuscì a perdonare il suo aggressore e a bisbigliare che l’avrebbe aspettato in Paradiso. Gesto per il quale il 24 giugno 1947 Pio XII la proclamò beata e tre anni dopo santa: “Piccola e dolce martire della purezza”, disse. Quel pomeriggio, in piazza San Pietro oltre a migliaia di fedeli erano presenti pure il presidente della Repubblica Luigi Einaudi, la madre della santa e il suo assassino, da anni uscito di galera.

Maria Goretti: patrona e luogo di culto

Maria Goretti è uno dei “tesori” del Lazio segreto. Su di lei sono stati scritti libri e girati film. È patrona di Latina, festeggiata il 6 luglio (data della sua morte) di ogni anno. Le sue spoglie sono conservate nel santuario della Madonna delle Grazie a Nettuno, sul litorale romano, ed è meta di continui pellegrinaggi.

L’attenzione del Vaticano e le parole dei pontefici

Nel corso degli ultimi tempi il tema dei femminicidi è rimbalzato in varie stanze vaticane e anche in quelle papali. Prima di Papa Prevost, altri pontefici e cardinali hanno mostrato attenzione per il caso della ragazzina salita agli onori degli altari: Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e lo stesso Francesco. Tante le parole spese sulle virtù eroiche di Maria Goretti. Nel 1969, Papa Montini la definì: “Atleta del Signore”. Wojtyla (2002): “Tra le sante più amate del secolo ventesimo”. Quattro anni dopo a Fatima, in Portogallo, il cardinale James Francis Stafford: “Star della mia generazione grazie alla sua testimonianza di purezza e di coraggio”. Ancora, Benedetto XVI (2010): “Ragazza che, seppure giovanissima, seppe dimostrare forza e coraggio contro il male”. E Bergoglio (2016): “Testimone del perdono”.

La cronaca e il richiamo alla figura della santa

Gli archivi ricordano anche un riferimento rivolto alla santa nel 1947 da un giovane Enrico Berlinguer, allora dirigente della Federazione giovanile comunista che parlava a una platea di ragazze. I fatti richiamano di continuo la figura della venerabile. La cronaca, infatti, non smette di raccontare casi di omicidi, stupri e maltrattamenti di donne. L’ultimo è quello saputo pochi giorni fa a Roma, anche se avvenuto il 25 ottobre scorso nel parco di Tor Tre Teste, nella zona est della città. Vittime due ventenni. Secondo le indagini, lei violentata da tre (già fermati e indagati), lui costretto a guardare.

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Di recente è stata anche la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita dall’Onu nel dicembre 1999. La data del 25 novembre non è stata scelta a caso. In quel giorno del 1960 nella Repubblica Dominicana vennero trucidate le tre sorelle Mirabal, attiviste politiche e oppositrici del dittatore Rafael Leónidas Trujillo. La loro storia è un simbolo della lotta contro la violenza di genere.

Dettagli dell’omicidio e contesto sociale

Maria Goretti fu scempiata il 5 luglio 1902 in un casale di campagna (la Cascina Antica) da un uomo solo: Alessandro Serenelli, 20 anni. Usò un punteruolo affilato lungo 23 centimetri. L’autopsia accertò 14 ferite esterne. Spirò il giorno dopo.

Fu la povertà a far incontrare vittima e carnefice. Maria era nata il 16 ottobre 1890 a Corinaldo, nelle Marche. I suoi genitori, Luigi e Assunta, erano contadini. Cercando lavoro, si trasferirono prima a Paliano, dove conobbero i Serenelli, e poi nelle campagne dell’Agro pontino, vicino Nettuno. Nel 1900, il padre di Maria morì di malaria. La famiglia Goretti dovette lasciare la casa per andare a stare nel casolare dei Serenelli, condividendo la grande cucina, per spendere meno soldi.

L’aggressore: il profilo di alessandro serenelli

Dalle ricostruzioni, quella mattina il contadino ventenne Alessandro Serenelli non resiste ai suoi impulsi. Lo storico Giordano Bruni Guerri, nel suo libro “Povera santa, povero assassino”, analizza l’episodio e il profilo psicologico di Serenelli. Il 5 luglio, il giovane trascina Marietta nella cucina del casale. La piccola reagisce e scatta la rabbia omicida.

Dopo aver scontato 27 anni di galera, Alessandro Serenelli fu accolto in un convento nelle Marche, dove divenne francescano terziario e morì nel 1970. Nel suo testamento del 1961, Serenelli scrisse: “Consumai a vent’anni un delitto passionale del quale oggi inorridisco al solo ricordo. Maria Goretti, ora santa, fu l’angelo buono che la Provvidenza aveva messo avanti ai miei passi per salvarmi”.

Pop Mart e Labubu alla conquista di Roma, aperto il secondo store italiano

AGI – Dopo una lunga attesa da parte di fan e appassionati, Pop Mart, brand globale in ascesa nel campo della cultura pop e dell’intrattenimento, annuncia l’apertura del suo secondo punto vendita in Italia, nella centralissima Via del Corso 511 a Roma. Nel cuore della città, a pochi passi da Piazza del Popolo e dalla fermata della metropolitana Flaminio, il negozio gode di una posizione strategica che intercetta sia residenti che turisti internazionali in cerca di esperienze di acquisto esclusive.

Con i suoi 160 mq distribuiti su due livelli, interamente dedicati alla vendita, il nuovo store è pensato come un vero e proprio viaggio immersivo nel mondo Pop Mart. I visitatori potranno esplorare un’ampia selezione di collezioni: dalle iconiche mini figures ai plushes, fino ad accessori esclusivi e novità in edizione limitata.

 

 

Design ed esperienza di acquisto

Il design unisce estetica contemporanea, funzionalità a soluzioni espositive pensate per valorizzare i prodotti e riflettere l’identità premium del brand. Dall’illuminazione agli arredi, ogni dettaglio è progettato per offrire un’esperienza di acquisto distintiva, coinvolgente e memorabile, capace di affascinare tanto i fan storici quanto i nuovi curiosi.

Strategia di espansione e obiettivi futuri

“Siamo entusiasti di questa nuova apertura in una delle vie più prestigiose e frequentate della Capitale, punto di riferimento dello shopping di lusso e del lifestyle contemporaneo e nuovo polo per chi risiede nel Centro e Sud Italia. Roma rappresenta un tassello fondamentale della nostra strategia e si inserisce in un progetto di aperture più ampio che nel 2026 coinvolgerà il nostro paese, con l’obiettivo di rendere Pop Mart sempre più accessibile ai fan e alla nostra community attraverso store fisici e format innovativi”, racconta Marco Ardizzone, Head of Retail South Europe.

 

 

L’espansione globale di Pop Mart

Presente in oltre 30 paesi, con più di 600 negozi fisici e 2.500 roboshop, Pop Mart continua la sua espansione globale. Il brand ha rafforzato la propria presenza in Europa con le ultime aperture in città chiave come Amsterdam, Berlino, Copenaghen e Madrid, seguite da Barcellona, Lille, Lione, Bordeaux e Marsiglia.

La rete italiana

In Italia, dopo il successo dello store di Milano Corso Buenos Aires e dei pop-up realizzati in occasione della Design Week e in collaborazione con La Rinascente, l’apertura di Roma rappresenta un ulteriore passo verso la costruzione di una rete solida e capillare.

Impatto economico e occupazione

Oltre all’espansione geografica, Pop Mart genera un impatto positivo anche a livello economico: lo store di Roma impiega 20 persone, mentre quello di Milano conta 13 collaboratori, contribuendo alla crescita del settore retail e alla valorizzazione del talento e delle risorse locali.

 

 

Riccardo Claris ucciso dopo una rissa tra tifosi a Bergamo, il 19enne che lo ha accoltellato rischia l’ergastolo


Rischia l’ergastolo Jacopo De Simone, il 19enne che lo scorso 4 maggio ha accoltellato a morte Riccardo Claris a Bergamo. Le indagini sul caso sono state chiuse e al ragazzo potrebbe venire contestato l’omicidio volontario aggravato dai futili motivi.
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Napoli, ragazza vittima di stalker viene ricontattata dal profilo dell’ex in carcere: “Tornato l’incubo”


La ragazza 26enne napoletana era stata vittima di stalker. L’ex era stato condannato in carcere. Ma dopo la sentenza, il profilo dello stalker ha iniziato di nuovo a seguirla.
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Crosetto: “L’Italia rifletta sul servizio militare volontario”

AGI – “In Francia e in Germania si parla di introdurre la leva ma su base volontaria. Penso che anche l’Italia debba riflettere su un nuovo modello di difesa che sia proporzionato ai tempi difficili che stiamo vivendo, e questa è una delle cose che vanno fatte in Parlamento, al di là della maggioranza di governo: perché le scelte del modello di difesa del futuro sono scelte che riguardano un Paese intero, uno Stato, una nazione, non soltanto una maggioranza”.

Al Tg1 il ministro della Difesa Guido Crosetto parla dell’ipotesi di introdurre un nuovo servizio militare. L’ipotesi ha già sollevato critiche? “Io penso che possa sollevare riflessioni – risponde il ministro -, è giusto che noi diamo un giudizio sui tempi che viviamo e adeguiamo il nostro modello di difesa a quello che pensiamo sia il futuro“.

Crosetto: “Per Putin è un gioco delle parti”

Nell’intervista al Tg1 il ministro della Difesa tocca anche la questione Ucraina. “Fa parte del gioco delle parti, la cosa importante per noi è che prosegua la volontà di tutti di arrivare a una tregua e poi alla pace“. Crosetto commenta l’apertura di Putin a un possibile cessate il fuoco, accompagnata dalla rivendicazione di Crimea e Donbass. “La mia aspettativa, più che altro la mia speranza – aggiunge Crosetto – è quello che finalmente scoppi la pace, ne abbiamo tutti abbastanza della guerra, soprattutto l’Ucraina, che l’ha subita sulla sue spalle ma penso anche la cittadinanza russa, che non è colpevole per le scelte di Putin“.

Baby Gang trovato in possesso di una pistola con matricola abrasa in hotel: il trapper a processo immediato


La gip del Tribunale di Milano ha disposto il rinvio a giudizio con rito immediato per Zaccaria Mouhib. Il 24enne era stato trovato in possesso di una pistola con matricola abrasa lo scorso settembre.
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Rocco Amato morto a Barcellona, la polizia catalana: “Caduta accidentale”. Giallo sul corpo spostato


La Polizia catalana sulla morte del 28enne di Francolise, Rocco Amato: “Ipotesi che sia accidentale”. Si indaga sul possibile spostamento del corpo dopo la caduta.
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Si schianta con la moto contro un’auto impegnata in una svolta a Mantova: morto un 29enne


Un motociclista di 29 anni è deceduto in seguito a un incidente avvenuto a Mantova nel pomeriggio del 27 novembre. Il giovane si sarebbe schiantato contro la fiancata di un’auto in svolta.
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Prende a pugni e testate il gioielliere Lorenzo Ruzza, assolto Danilo Quarto: “Non è stata estorsione”


Danilo Quarto è stato prosciolto dall’accusa di tentata estorsione ai danni del gioielliere Lorenzo Ruzza che aveva aggredito nel maggio del 2021. Sono state dichiarate poi improcedibili le accuse di minacce e lesioni per via della querela ritirata dalla parte offesa.
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Dipendenti licenziati a Milano da Paramount: “Lasciata a casa in maternità, ho una figlia di 6 mesi”


La protesta dei 35 dipendenti licenziati da Paramount a Milano. “Lasciati a casa senza preavviso anche lavoratori con figli a carico o vicini alla pensione, categorie protette”
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