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Archive del 22 febbraio 2012

Milano Moda Donna, una settimana di eventi glamour

Questa settimana c’è la moda a Milano, con tanti eventi in città, news per tutte le fashion victim, tendenze e party esclusivi. Qualche appuntamento, tra i tanti. Al bar del Principe diSavoia, per La Vie En Rose, con Dj Margot il 21, 22, 28 e 29 febbraio. Venerdì 24 febbraio a partire dalle 20,30, cocktail esclusivo negli spazi della Sala Reale della Stazione Centrale con ospiti internazionali, industriali della moda, stilisti e giornalisti. Martedì 28 febbraio nella suggestiva cornice del Castello Sforzesco, invece, i designer emergenti dell'iniziativa New Upcoming Designer presenteranno le loro collezioni ai rappresentanti di stampa e buyer con una sfilata.

di Francesca Lovatelli Caetani

leggi l'articolo integrale su web-spot.it


Milano Moda Donna, una settimana di eventi glamour

Questa settimana c’è la moda a Milano, con tanti eventi in città, news per tutte le fashion victim, tendenze e party esclusivi. Qualche appuntamento, tra i tanti. Al bar del Principe diSavoia, per La Vie En Rose, con Dj Margot il 21, 22, 28 e 29 febbraio. Venerdì 24 febbraio a partire dalle 20,30, cocktail esclusivo negli spazi della Sala Reale della Stazione Centrale con ospiti internazionali, industriali della moda, stilisti e giornalisti. Martedì 28 febbraio nella suggestiva cornice del Castello Sforzesco, invece, i designer emergenti dell'iniziativa New Upcoming Designer presenteranno le loro collezioni ai rappresentanti di stampa e buyer con una sfilata.

di Francesca Lovatelli Caetani

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Come Silvio: re in affari e amori

In amore come papà Silvio, in affari come la sorella Marina. Luigi Berlusconi, a 23 anni ha già un più che discreto curriculum alle spalle e un brillante futuro davanti a sé. Detto che, secondo il settimanale di famiglia Chi, il rampollo del Cav avrebbe da poco lasciato al storica fidanzata Ginevra Rossini sostituendola con la misteriosa brunetta Federica, oltre al fascino di papà Silvio e mamma Veronica Lario avrebbe ereditato dai geni familiari anche la passione per il lavoro. Giovanissimo presidente della Fondazione Opsis Onlus (nel campo della solidarietà e beneifcenza in Lombardia) ha già imparato a gestire un budget non certo illimitato ma nemmeno da trascurare, 52mila euro. Come il fratello maggiore Pier Silvio ama il Milan e le arti marziali (cintura bianca di Ju Jitsu), veste casual e non ama gossip e paparazzate (a differenza dell'altra sorella Barbara).

Golden boy - Ma, come detto, le affinità sono soprattutto con Silvio e la primogenita Marina. Studente in Economia alla Bocconi, con stage a Londra in una prestigiosa banca d'affari, si sta facendo le ossa anche in casa Fininvest. E' consigliere d'amministrazione della Holding XIV, che ha nel porafoglio il 21,9% dell'impresa di casa Berlusconi. Siede anche nel Cda di Mediolanum e ha nel mirino la poltrona di vicepresidente, forte di buone esperienze a livello di finanza. Nel 2009, per esempio, Luigi ha investito 5 milioni di euro in un fondo gestito da Matteo Arpe. Un fiuto premiato con la nomina a responsabile della cassaforte di famiglia: gestirà il patrimonio per conto delle sorelle maggiori Barbara ed Eleonora. La branca Berlusconi-Lario è al sicuro, ma Marina e Pier Silvio sono avvisati: il ragazzo ha le spalle strette, ma dicono si farà.

 


Neutrini, misurazione sbagliata Non sono più veloci della luce

Albert Einstein e la sua teoria della relatività possono riposare tranquillo. I neutrini non sono più veloci della luce come annunciato a settembre dal team dell’esperimento Opera dell’acceleratore di particelle Lhc del Cern di ginevra. Secondo quanto riferisce FoxNews la sorprendente misurazione sarebbe dovute ad un’anomalia nel funzionamento degli apparati utilizzati per misurare la velocità dei neutrini. In particolare il dato sorprendente che fece il giro del mondo è dovuto ad un errore di connessione nel cavo di fibra ottica tra un rilevatore Gps ed un computer usato per calcolare il tempo in cui i neutrici furono sparati dall’Lhc a Ginevra al laboratorio dell’Infn sotto il Gran Sasso, distante oltre 700 km. All’epoca i neutrini risultarono 60 nanosecondo più veloci della luce. Una delusione, dunque, per chi credeva nella rivoluzione dei principi della fisica. E doppia delusione per Mariastella Gelmini. L'ex ministro dell'Istruzione incappò in una celebre gaffe (a proposito di un fantomatico tunnel "Ginevra-Gran Sasso"): il suo imbarazzo non è stato nemmeno sacrificato sull'altare della storia...



Neutrini, misurazione sbagliata Non sono più veloci della luce

Albert Einstein e la sua teoria della relatività possono riposare tranquillo. I neutrini non sono più veloci della luce come annunciato a settembre dal team dell’esperimento Opera dell’acceleratore di particelle Lhc del Cern di ginevra. Secondo quanto riferisce FoxNews la sorprendente misurazione sarebbe dovute ad un’anomalia nel funzionamento degli apparati utilizzati per misurare la velocità dei neutrini. In particolare il dato sorprendente che fece il giro del mondo è dovuto ad un errore di connessione nel cavo di fibra ottica tra un rilevatore Gps ed un computer usato per calcolare il tempo in cui i neutrici furono sparati dall’Lhc a Ginevra al laboratorio dell’Infn sotto il Gran Sasso, distante oltre 700 km. All’epoca i neutrini risultarono 60 nanosecondo più veloci della luce. Una delusione, dunque, per chi credeva nella rivoluzione dei principi della fisica. E doppia delusione per Mariastella Gelmini. L'ex ministro dell'Istruzione incappò in una celebre gaffe (a proposito di un fantomatico tunnel "Ginevra-Gran Sasso"): il suo imbarazzo non è stato nemmeno sacrificato sull'altare della storia...



Treno si schianta in stazione 49 morti a Buenos Aires

E’ di almeno 49 morti e 600 feriti il bilancio del drammatico incidente ferroviario avvenuto oggi alla stazione ferroviaria di Once, una delle principali di Buenos Aires. Improvvisamente un convoglio passeggeri in entrata nella stazione alla velocità di 26 chilometri orari si è trovato con i freni non funzionanti ed è andato a sbattere contro il marciapiede. I primi tre vagoni hanno riportato gravi danni nell’impatto, e vari passeggeri sono rimasti intrappolati all’interno.

 


Ecco cosa fa ora Er Pelliccia

Da novembre su Fabrizio Filippi è calato il silenzio. Così il Pelliccia, il ragazzo che il 15 ottobre scorso con l'estintore in mano e il voto coperto da una sciarpa è diventato il simbolo della rivolta violenta dei giovani in piazza San Giovanni a Roma contro stato e polizia è tornato ad essere quello che è, un anonimo 23enne studente un po' annoiato, romano e di famiglia medio-borghese. La sua foto ha fatto il giro d'Italia, l'aveva inviata un lettore de Il Giornale e in breve finì in mano agli inquirenti che lo identificarono e lo arrestarono. Accusa di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Rischia da 3 a 15 anni di carcere. Due ragazzi oggi sono stati condannati rispettivamente a 5 e 4 anni per gli stessi gesti, negli stessi luoghi, quello stesso pomeriggio. E lui, il Pelliccia, che fine ha fatto?

Scarcerato - Filippi è a casa, a Bassano Romano, ed è ancora iscritto all'università (anche se un po' in là con gli anni...). Lo scorso novembre il gip ha deciso di scarcerarlo: "Libero con obbligo di firma tre volte alla settimana". Libero perché avrebbe raggiunto "un adeguato livello di consapevolezza". Appena fuori dal carcere, fu intervistato da Repubblica e spiegò di essersi pentito, di "aver perso la testa" una volta coinvolto per caso nella protesta di piazza. "Non mi sono reso conto per tempo di quello che stavo facendo e delle conseguenze", disse, prendendo le distanze dei black bloc. "Non ne faccio parte. Non condivido le loro azioni e la loro violenza. E non hanno il coraggio di manifestare a volto scoperto". In realtà, anche lui aveva il volto coperto. "Non portavo cappucci, solo una sciarpa ed ero riconoscibile facilmente. Infatti mi hanno arrestato".


Devastarono Roma: 5 anni Pene dure, è giusto così

Condanna a 5 e 4 anni per due dei ragazzi protagonisti dei violentissimi scontri avvenuti lo scorso 15 ottobre a Roma, il cui simbolo fu il giovane che lanciava l'estintore, il Pelliccia. Il Gup ha inflitto 5 anni di reclusione a Giuseppe Ciurleo, 21 anni, e 4 anni a Lorenzo Giuliani, 20 anni. Le fasi del fermo dei due furono riprese in un video in cui si sentiva la voce di una donna dire "Lasciateli non c'entrano nulla". I due ragazzi, che si trovano agli arresti domiciliari, sono stati condannati per resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Secondo il capo di imputazione i due avrebbero lanciato "pietre ed altri oggetti contundenti ed esplodenti" contro le forze dell'ordine. Ciurleo e Giuliani, stando sempre all'accusa, avrebbero utlizzato "manici di piccone" come "strumenti atti ad offendere". Nell'informativa della polizia giudiziaria, allegata al capo di imputazione, si scrive inoltre che la contestazione ai due imputati "è suffragata da gravi indizi di colpevolezza". I due erano stati fermati subito dopo "avere attivamente partecipato ad una manovra aggressiva nei confronti delle forze dell'ordine".


5 anni a chi devastò Roma Pene dure, è giusto così

Condanna a 5 e 4 anni per due dei ragazzi protagonisti dei violentissimi scontri avvenuti lo scorso 15 ottobre in piazza San Giovanni a Roma, il cui simbolo fu il giovane che lanciava l'estintore, il Pelliccia. Il Gup ha inflitto 5 anni di reclusione a Giuseppe Ciurleo, 21 anni, e 4 anni a Lorenzo Giuliani, 20 anni. Le fasi del fermo dei due furono riprese in un video in cui si sentiva la voce di una donna dire "Lasciateli non c'entrano nulla". I due ragazzi, che si trovano agli arresti domiciliari, sono stati condannati per resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Secondo il capo di imputazione i due avrebbero lanciato "pietre ed altri oggetti contundenti ed esplodenti" contro le forze dell'ordine. Ciurleo e Giuliani, stando sempre all'accusa, avrebbero utlizzato "manici di piccone" come "strumenti atti ad offendere". Nell'informativa della polizia giudiziaria, allegata al capo di imputazione, si scrive inoltre che la contestazione ai due imputati "è suffragata da gravi indizi di colpevolezza". I due erano stati fermati subito dopo "avere attivamente partecipato ad una manovra aggressiva nei confronti delle forze dell'ordine".


Devastarono Roma: condannati a 5 anni

Condanna a 5 e 4 anni per due dei ragazzi protagonisti dei violentissimi scontri avvenuti lo scorso 15 ottobre in piazza San Giovanni a Roma, il cui simbolo fu il giovane che lanciava l'estintore, il Pelliccia. Il Gup ha inflitto 5 anni di reclusione a Giuseppe Ciurleo, 21 anni, e 4 anni a Lorenzo Giuliani, 20 anni. Le fasi del fermo dei due furono riprese in un video in cui si sentiva la voce di una donna dire "Lasciateli non c'entrano nulla". I due ragazzi, che si trovano agli arresti domiciliari, sono stati condannati per resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Secondo il capo di imputazione i due avrebbero lanciato "pietre ed altri oggetti contundenti ed esplodenti" contro le forze dell'ordine. Ciurleo e Giuliani, stando sempre all'accusa, avrebbero utlizzato "manici di piccone" come "strumenti atti ad offendere". Nell'informativa della polizia giudiziaria, allegata al capo di imputazione, si scrive inoltre che la contestazione ai due imputati "è suffragata da gravi indizi di colpevolezza". I due erano stati fermati subito dopo "avere attivamente partecipato ad una manovra aggressiva nei confronti delle forze dell'ordine".

 


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